LEGGE 27 dicembre 2002, n. 289

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2003).

note: Entrata in vigore della legge: 1-1-2003 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 31/12/2021)
Testo in vigore dal: 1-3-2008
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 9 
            Definizione automatica per gli anni pregressi 
 
  1. I contribuenti, al fine di beneficiare delle disposizioni di cui
al presente articolo, presentano una dichiarazione con  le  modalita'
previste dai commi 3 e 4 dell'articolo  8,  concernente,  a  pena  di
nullita', tutti i periodi d'imposta per i  quali  i  termini  per  la
presentazione delle relative dichiarazioni sono scaduti entro  il  31
ottobre 2002,  chiedendo  la  definizione  automatica  per  tutte  le
imposte di cui al comma 2, lettera a), nonche', anche  separatamente,
per l'imposta sul valore aggiunto. 
  2. La definizione automatica si perfeziona con  il  versamento  per
ciascun periodo d'imposta: 
    a) ai fini delle imposte  sui  redditi  e  relative  addizionali,
delle imposte sostitutive,  dell'imposta  regionale  sulle  attivita'
produttive, del contributo straordinario per l'Europa di cui all'art. 
3, commi 194 e seguenti,  della  legge  23  dicembre  1996,  n.  662,
nonche'  dell'imposta  sul  patrimonio  netto  delle  imprese,  fermi
restando i versamenti minimi di cui ai commi 3 e  4,  di  un  importo
pari all'8 per cento delle imposte lorde e delle imposte  sostitutive
risultanti  dalla  dichiarazione   originariamente   presentata;   se
ciascuna imposta  lorda  o  sostitutiva  e'  risultata  di  ammontare
superiore a 10.000 euro la percentuale applicabile  all'eccedenza  e'
pari al 6 per cento, mentre se e' risultata di ammontare superiore  a
20.000 euro, la percentuale applicabile a quest'ultima  eccedenza  e'
pari al 4 per cento; 
    b) ai fini dell'imposta sul valore  aggiunto,  fermi  restando  i
versamenti minimi di cui al comma 6, di un importo  pari  alla  somma
del 2 per cento dell'imposta relativa alle cessioni di  beni  e  alle
prestazioni di servizi  effettuate  dal  contribuente  per  le  quali
l'imposta e' divenuta esigibile nel periodo d'imposta, e  del  2  per
cento  dell'imposta  detratta  nel  medesimo  periodo;  se  l'imposta
esigibile ovvero l'imposta detratta superano gli importi  di  200.000
euro, le percentuali  applicabili  a  ciascuna  eccedenza  sono  pari
all'1,5 per cento, e  se  i  predetti  importi  di  imposta  superano
300.000 euro le percentuali applicabili  a  ciascuna  eccedenza  sono
pari all'1 per cento; le somme da versare complessivamente  ai  sensi
della presente lettera sono ridotte nella misura  dell'80  per  cento
per la parte eccedente l'importo di 11.600.000 euro. 
  3. Il versamento delle maggiori imposte calcolate in base al  comma
2, lettera a), deve comunque essere, per ciascun  periodo  d'imposta,
almeno pari: 
    a) a 100 euro, per le persone  fisiche  e  le  societa'  semplici
titolari di redditi diversi da quelli d'impresa e da quelli derivanti
dall'esercizio di arti e professioni; 
    b) ai seguenti  importi,  per  le  persone  titolari  di  reddito
d'impresa, per gli esercenti arti e professioni, per le societa' e le
associazioni di cui all'articolo 5 del testo unico delle imposte  sui
redditi, di  cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  22
dicembre 1986, n. 917, e  successive  modificazioni,  nonche'  per  i
soggetti di cui all'articolo 87 del medesimo testo unico: 
      1) 400 euro, se l'ammontare dei ricavi e dei  compensi  non  e'
superiore a 50.000 euro; 
      2) 500 euro, se l'ammontare dei ricavi e dei  compensi  non  e'
superiore a 180.000 euro; 
      3) 600 euro, se  l'ammontare  dei  ricavi  e  dei  compensi  e'
superiore a 180.000 euro. 
  3-bis. I  soggetti  che  hanno  dichiarato  ricavi  e  compensi  di
ammontare non inferiore a quelli determinabili sulla base degli studi
di settore di cui all'articolo 62-bis  del  decreto-legge  30  agosto
1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge  29  ottobre
1993, n. 427, e successive modificazioni, e nei confronti  dei  quali
non sono riscontrabili anomalie negli indici di  coerenza  economica,
nonche'  i  soggetti  che  hanno  dichiarato  ricavi  e  compensi  di
ammontare  non  inferiore  a  quelli  determinabili  sulla  base  dei
parametri di cui all'art. 3, commi da  181  a  189,  della  legge  28
dicembre 1995, n. 549, e successive modificazioni, possono effettuare
la definizione automatica ai fini di tutte le imposte di cui al comma
2 del presente articolo con il versamento di una  somma  pari  a  500
euro per ciascuna annualita'. I soggetti che hanno dichiarato  ricavi
e compensi di ammontare non inferiore a  quelli  determinabili  sulla
base degli studi di settore di cui  al  citato  articolo  62-bis  del
decreto-legge n. 331  del  1993,  e  nei  confronti  dei  quali  sono
riscontrabili anomalie negli indici di  coerenza  economica,  possono
effettuare la definizione automatica con il versamento di  una  somma
pari a 700 euro per ciascuna annualita'. 
  4.  Ai  fini  della  definizione  automatica,  le  persone  fisiche
titolari  dei  redditi  prodotti  in   forma   associata   ai   sensi
dell'articolo 5 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui  al
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917,  e
successive modificazioni, il titolare e i collaboratori  dell'impresa
familiare nonche' il titolare e il Coniuge dell'azienda coniugale non
gestita   in   forma   societaria,   indicano   nella   dichiarazione
integrativa, per ciascun periodo d'imposta, l'ammontare  dell'importo
minimo da versare determinato, con le modalita' indicate nel comma 3,
lettera b), in ragione della  propria  quota  di  partecipazione.  In
nessun caso tale importo puo' risultare di ammontare inferiore a  200
euro. 
  5. In presenza di importi minimi di cui ai commi 3 e 4 deve  essere
versato quello di ammontare maggiore. 
  6. Il versamento delle maggiori imposte calcolate in base al  comma
2, lettera b), deve comunque essere,  in  ciascun  periodo  d'imposta
almeno pari a: 
    a) 500 euro, se l'ammontare del volume d'affari non e'  superiore
a 50.000 euro; 
    b) 600 euro, se l'ammontare del volume d'affari non e'  superiore
a 180.000 euro; 
    c) 700 euro, se l'ammontare del volume d'affari  e'  superiore  a
180.000 euro. 
  7. Ai fini della definizione automatica e' esclusa la  rilevanza  a
qualsiasi  effetto   delle   eventuali   perdite   risultanti   dalle
dichiarazioni  originarie,  fatta  eccezione  di  quelle  determinate
dall'applicazione delle disposizioni di cui all'art. 4 della legge 18
ottobre 2001, n. 383. Il riporto a nuovo delle  predette  perdite  e'
consentito con il versamento di una somma pari al 10 per cento  delle
perdite stesse (fino ad un importo di 250.000.000 di euro, nonche' di
una somma pari al 5 per cento delle  perdite  eccedenti  il  predetto
importo.) Per la definizione automatica dei periodi d'imposta  chiusi
in perdita o in pareggio e' versato un importo almeno pari  a  quello
minimo di cui al comma  3,  lettera  b),  per  ciascuno  dei  periodi
stessi. 
  8. Nel caso di omessa presentazione delle dichiarazioni relative ai
tributi di cui al comma 1, e' dovuto, per  ciascuna  di  esse  e  per
ciascuna annualita', un importo pari a  1.500  euro  per  le  persone
fisiche, elevato a 3.000 euro per le societa' e  le  associazioni  di
cui all'articolo 5 del testo unico delle imposte sui redditi, di  cui
al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917,
e successive modificazioni, e per i soggetti di cui  all'articolo  87
del medesimo testo unico. 
  9. La definizione automatica, limitatamente a ciascuna  annualita',
rende definitiva  la  liquidazione  delle  imposte  risultanti  dalla
dichiarazione  con  riferimento  alla  spettanza   di   deduzioni   e
agevolazioni  indicate  dal  contribuente  o  all'applicabilita'   di
esclusioni. Sono fatti salvi gli  effetti  della  liquidazione  delle
imposte e del controllo formale in base rispettivamente  all'articolo
36-bis ed  all'articolo  36-ter  del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 29 settembre 1973, n.  600,  e  successive  modificazioni,
nonche' gli effetti derivanti dal controllo delle  dichiarazioni  IVA
ai sensi  dell'articolo  54-bis  del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e  successive  modificazioni;  le
variazioni dei dati dichiarati non rilevano ai fini del calcolo delle
maggiori  imposte  dovute  ai  sensi  del   presente   articolo.   La
definizione  automatica  non  modifica  l'importo   degli   eventuali
rimborsi e crediti derivanti dalle dichiarazioni presentate  ai  fini
delle imposte sui redditi e relative  addizionali,  dell'imposta  sul
valore  aggiunto,  nonche'  dell'imposta  regionale  sulle  attivita'
produttive. La dichiarazione integrativa non costituisce  titolo  per
il rimborso di ritenute, acconti e crediti d'imposta  precedentemente
non dichiarati, ne' per il riconoscimento di esenzioni o agevolazioni
non richieste in precedenza, ovvero di detrazioni  d'imposta  diverse
da quelle originariamente dichiarate. 
  10.  Il  perfezionamento  della  procedura  prevista  dal  presente
articolo comporta: 
    a) la preclusione, nei confronti del dichiarante e  dei  soggetti
coobbligati, di ogni accertamento tributario; 
    b) l'estinzione delle  sanzioni  amministrative  tributarie,  ivi
comprese quelle accessorie; 
    c) l'esclusione della punibilita' per i reati  tributari  di  cui
agli articoli 2, 3, 4, 5 e 10 del decreto legislativo 10 marzo  2000,
n. 74, nonche' per i reati previsti dagli  articoli  482,  483,  484,
485, 489, 490,  491-bis  e  492  del  codice  penale,  nonche'  dagli
articoli 2621, 2622 e 2623 del codice civile, quando tali reati siano
stati commessi per eseguire od occultare i predetti reati  tributari,
ovvero per conseguirne il  profitto  e  siano  riferiti  alla  stessa
pendenza o situazione tributaria; i predetti  effetti,  limitatamente
ai reati previsti dal codice penale e dal codice  civile,  operano  a
condizione che, ricorrendo le ipotesi di cui all'articolo  14,  comma
5, della presente legge si provveda alla  regolarizzazione  contabile
delle attivita', anche detenute all'estero, secondo le modalita'  ivi
previste. L'esclusione di cui alla presente lettera non si applca  in
caso di esercizio dell'azione penale della quale il  contribuente  ha
avuto  formale  conoscenza  entro  la  data  di  presentazione  della
dichiarazione per la definizione automatica. (5) 
  11.  Restano  ferme,  ad  ogni   effetto,   le   disposizioni   sul
monitoraggio fiscale di cui al decreto-legge 28 giugno 1990, n.  167,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4  agosto  1990,  n.  227,
salvo che, ricorrendo le ipotesi di cui  all'articolo  14,  comma  5,
della presente legge si provveda alla regolarizzazione  contabile  di
tutte le attivita'  detenute  all'estero  secondo  le  modalita'  ivi
previste, ferma restando  la  decadenza  dal  beneficio  in  caso  di
parziale regolarizzazione delle attivita' medesime. 
  12. Qualora gli importi da versare ai sensi del  presente  articolo
eccedano complessivamente, per le persone fisiche, la somma di  3.000
euro e, per gli altri soggetti, la somma di 6.000 euro,  gli  importi
eccedenti possono essere versati in due rate, di pari importo,  entro
il 30 novembre 2003 ed il 20 giugno 2004, maggiorati degli  interessi
legali a decorrere dal 17  aprile  2003.  L'omesso  versamento  delle
predette eccedenze entro le date indicate non determina l'inefficacia
della integrazione; per il recupero delle  somme  non  corrisposte  a
tali scadenze si  applicano  le  disposizioni  dell'articolo  14  del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602,  e
successive  modificazioni,  e  sono  altresi'  dovuti  una   sanzione
amministrativa pari al 30 per cento delle somme non versate,  ridotta
alla meta' in caso di  versamento  eseguito  entro  i  trenta  giorni
successivi alla scadenza medesima, e gli interessi legali.(8) 
  13. In caso di accesso,  ispezione  o  verifica,  ovvero  di  altra
attivita' di controllo fiscale, il  soggetto  che  ha  presentato  la
dichiarazione riservata  puo'  opporre  agli  organi  competenti  gli
effetti preclusivi, estintivi e di esclusione  della  punibilita'  di
cui al comma 10, con invito a controllare la congruita'  delle  somme
versate  ai  fini  della  definizione  e  indicate   nella   medesima
dichiarazione. 
  14. Le disposizioni del presente articolo non si applicano qualora:
a) alla data di entrata in vigore della  presente  legge,  sia  stato
notificato processo verbale  di  constatazione  con  esito  positivo,
ovvero avviso di accertamento ai  fini  delle  imposte  sui  redditi,
dell'imposta sul valore aggiunto ovvero dell'imposta regionale  sulle
attivita'  produttive,  nonche'  invito  al  contraddittorio  di  cui
all'articolo 5 del  decreto  legislativo  19  giugno  1997,  n.  218,
relativamente ai quali non e' stata perfezionata  la  definizione  ai
sensi degli articoli 15 e 16 della presente legge; in caso di  avvisi
di accertamento parziale di cui all'articolo 41-bis del  decreto  del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600,  e  successive
modificazioni, ovvero di avvisi di accertamento di  cui  all'articolo
54, quinto comma, del decreto  del  Presidente  della  Repubblica  26
ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, divenuti definitivi
alla data di entrata in vigore della presente legge,  la  definizione
e' ammessa a condizione che il contribuente  versi,  entro  la  prima
data  di  pagamento  degli  importi  per  la  definizione,  le  somme
derivanti dall'accertamento parziale, con esecuzione delle sanzioni e
degli interessi. Non si fa luogo al rimborso di quanto  gia'  pagato.
Per i periodi d'imposta per i quali sono divenuti  definitivi  avvisi
di accertamento diversi da quelli di cui ai  citati  articoli  41-bis
del decreto del Presidente della Repubblica n. 600  del  1973  e  54,
quinto comma, del decreto del Presidente della Repubblica n. 633  del
1972, il contribuente ha comunque  la  facolta'  di  avvalersi  delle
disposizioni del presente articolo, fermi restando  gli  effetti  dei
suddetti atti; 
    b) e' stata esercitare l'azione penale per gli  illeciti  di  cui
alla lettera c) del comma 10, della quale il  contribuente  ha  avuto
formale conoscenza entro la data di presentazione della dichiarazione
per la definizione automatica; 
    c) il contribuente abbia omesso  la  presentazione  di  tutte  le
dichiarazioni relative a tutti i tributi di cui  al  comma  2  e  per
tutti i periodi d'imposta di cui al comma 1. 
  15. Le preclusioni di cui alle lettere a) e  b)  del  comma  14  si
applicano con esclusivo riferimento ai periodi d'imposta ai quali  si
riferiscono gli atti e i procedimenti ivi  indicati.  La  definizione
automatica  non  si  perfeziona  se  essa  si  fonda  su   dati   non
corrispondenti a quelli contenuti nella dichiarazione originariamente
presentata, ovvero se la stessa viene  effettuata  dai  soggetti  che
versano nelle ipotesi di cui al comma 14 del presente  articolo;  non
si fa luogo al rimborso degli importi  versati  che,  in  ogni  caso,
valgono quali acconti sugli importi  che  risulteranno  eventualmente
dovuti in base agli accertamenti definitivi. 
  16. I contribuenti  che  hanno  presentato  successivamente  al  30
settembre 2002 una dichiarazione integrativa ai  sensi  dell'articolo
2, comma 8-bis, del regolamento di  cui  al  decreto  del  Presidente
della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, e successive  modificazioni,
possono avvalersi delle disposizioni  di  cui  al  presente  articolo
sulla base delle  dichiarazioni  originarie  presentate.  L'esercizio
della facolta' di cui al periodo precedente costituisce rinuncia agli
effetti favorevoli delle dichiarazioni integrative presentate. 
  17. I soggetti colpiti dal sisma del 13 e 16 dicembre 1990, che  ha
interessato le province di Catania, Ragusa e Siracusa, individuati ai
sensi  dell'articolo   3   dell'ordinanza   del   Ministro   per   il
coordinamento  della  protezione  civile  del   21   dicembre   1990,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.  299  del  24  dicembre  1990,
destinatari dei provvedimenti agevolativi in  materia  di  versamento
delle somme dovute a titolo di tributi e contributi, possono definire
in maniera automatica la propria posizione relativa agli  anni  1990,
1991 e 1992. La definizione  si  perfeziona  versando,  entro  il  16
aprile 2003, l'intero ammontare dovuto per ciascun tributo  a  titolo
di capitale, al netto  dei  versamenti  gia'  eseguiti  a  titolo  di
capitale ed interessi, diminuito al 10 per cento; il  perfezionamento
della definizione comporta gli effetti di cui al  comma  10.  Qualora
gli importi da versare complessivamente ai sensi del  presente  comma
eccedano la somma di 5.000 euro, gli importi eccedenti possono essere
versati in un massimo di  otto  rate  semestrali  con  l'applicazione
degli interessi legali a  decorrere  dal  17  aprile  2003.  L'omesso
versamento delle predette eccedenze  entro  le  scadenze  delle  rate
semestrali non determina l'inefficacia della definizione  automatica;
per  il  recupero  delle  somme  non  corrisposte  si  applicano   le
disposizioni  dell'articolo  14  del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e successive  modificazioni,  e
sono altresi' dovuti una sanzione amministrativa pari al 30 per cento
delle somme non versate, ridotta alla meta'  in  caso  di  versamento
eseguito entro i trenta giorni successivi alla scadenza  medesima,  e
gli interessi legali. (35) (37) (42)((46)) 
  18. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate,  da
pubblicare nella  Gazzetta  Ufficiale,  sono  definite  le  modalita'
applicative del presente articolo. 
                                                       (5)(8)(8)(10a) 
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AGGIORNAMENTO (5) 
  Il D.L. 24 giugno 2003, n. 143, convertito con modificazioni  dalla
L. 1 agosto 2003, n. 212, ha disposto (con l'art. 1, comma 1)  che  i
contribuenti che, nel periodo tra il 17 aprile  2003  e  la  data  di
entrata in vigore del decreto 143/2003, hanno effettuato i versamenti
utili per la definizione degli adempimenti e degli obblighi tributari
di cui agli articoli 8, 9, 9-bis e 14 della legge  289/2002,  possono
inoltrare in via telematica all'Agenzia delle  entrate,  fino  al  30
giugno 2003, le relative dichiarazioni. 
  Ha inoltre disposto (con l'art. 1, comma 2) che i contribuenti  che
non hanno effettuato, anteriormente alla data di  entrata  in  vigore
del suddetto decreto 143/2003, versamenti utili  per  la  definizione
degli adempimenti e degli obblighi tributari di cui agli articoli  7,
8, 9, 9-bis, 11, comma 4, 12, 14,  15  e  16  della  legge  289/2002,
possono provvedervi entro il 16 ottobre 2003. La proroga e'  efficace
anche per i contribuenti  che  nei  termini  precedentemente  fissati
hanno aderito ad una sola o a piu' definizioni e intendono  avvalersi
delle fattispecie previste dalla legge 289/2002. 
  Ha  inoltre  disposto  (con  l'art.  1,  comma  2-septies)  che  le
disposizioni di cui di cui al comma 10, lettera c) si  intendono  nel
senso che la esclusione della  punibilita'  opera  nei  confronti  di
tutti coloro che hanno commesso o concorso a commettere i  reati  ivi
indicati anche quando  le  procedure  di  sanatoria,  alle  quali  e'
riferibile l'effetto  di  esclusione  della  punibilita',  riguardano
contribuenti  diversi  dalle  persone  fisiche  e  da   questi   sono
perfezionate. 
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AGGIORNAMENTO (8) 
  Il Decreto 3  settembre  2003  (in  G.U.  06/09/2003,  n.  207)  ha
disposto (art. 1, comma 1) che  "Sono  rideterminati  al  17  ottobre
2003, i termini di decorrenza  degli  interessi  legali  relativi  ai
versamenti rateali, di cui agli articoli 7, comma 5, ottavo  periodo,
8, comma 3, quinto periodo, 9, commi 12, primo periodo, e  17,  terzo
periodo, 9-bis, comma 1, secondo periodo,  e  15,  comma  5,  secondo
periodo, della legge  27  dicembre  2002,  n.  289,  come  modificata
dall'art.  5-bis  del  decreto-legge  24  dicembre  2002,   n.   282,
convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2003, n. 27. 
  Ha inoltre disposto (con l'art. 1, comma 2) che "Per i contribuenti
che provvedono, in base alle disposizioni dell'art. 1, comma  2,  del
decreto-legge 24 giugno 2003, n. 143, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 1° agosto 2003,  n.  212,  ad  effettuare,  entro  il  16
ottobre 2003, versamenti utili per la definizione degli adempimenti e
degli obblighi tributari di cui agli articoli 7,  8,  9,  9-bis,  11,
comma 4, 12, 14, 15 e 16 della legge 27 dicembre 2002, n.  289,  come
modificata dall'art. 5-bis del decreto-legge  24  dicembre  2002,  n.
282, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2003,  n.
27,  gli  ulteriori  termini  connessi,  contenuti   nelle   medesime
disposizioni, sono rideterminati al: 
    a) 23 ottobre 2003, il termine per il riversamento da  parte  dei
soggetti convenzionati di quanto dovuto in  base  alla  dichiarazione
integrativa riservata, di cui all'art. 8, comma 4, secondo periodo; 
    b) 17 novembre 2003, i termini per la comunicazione, da parte  di
societa' di persone e associazioni, alle persone fisiche titolari dei
redditi prodotti in forma associata,  dell'avvenuta  definizione,  di
cui, rispettivamente, agli articoli 7, comma 10, primo periodo, e  8,
comma 11, primo periodo; 
    c) 16 gennaio 2004,  il  termine  per  il  perfezionamento  della
definizione da  parte  delle  persone  fisiche  titolari  di  redditi
prodotti in forma associata,  di  cui  agli  articoli  7,  comma  10,
secondo periodo, e 8, comma  11,  secondo  periodo;  per  i  medesimi
soggetti, sono altresi' rideterminati al 1° marzo 2004 e al 30 giugno
2004, i termini per il versamento delle due rate di pari importo,  di
cui agli articoli 7, comma 5, ottavo periodo, e 8,  comma  3,  quinto
periodo, e i relativi importi sono maggiorati degli interessi  legali
a decorrere dal 17 gennaio 2004; 
    d) 21 ottobre 2003, il termine per la presentazione della domanda
di definizione delle liti fiscali, di cui all'art. 16, comma 4". 
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AGGIORNAMENTO (8) 
  Il D.L. 24 giugno 2003, n. 143, convertito con modificazioni  dalla
L. 1 agosto 2003, n. 212, come modificato dal D.L. 30 settembre 2003,
n. 269, convertito con modificazioni dalla L. 24  novembre  2003,  n.
326 ha disposto (con l'art. 1, comma 2) che i  contribuenti  che  non
hanno effettuato, anteriormente alla data di entrata  in  vigore  del
decreto  143/2003,  versamenti  utili  per   la   definizione   degli
adempimenti e degli obblighi tributari di cui agli articoli 7, 8,  9,
9-bis, 11, comma 4, 12, 14, 15 e 16  della  legge  289/2002,  possono
provvedervi entro il 16 marzo 2004. La proroga e' efficace anche  per
i contribuenti che nei termini precedentemente fissati hanno  aderito
ad una  sola  o  a  piu'  definizioni  e  intendono  avvalersi  delle
fattispecie previste dalla legge 289/2002. 
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AGGIORNAMENTO (10a) 
  Il D.L. 24 giugno 2003, n. 143, convertito con modificazioni  dalla
L. 1 agosto 2003, n. 212, come modificato dal D.L. 24 dicembre  2003,
n. 355, convertito con modificazioni dalla L. 27/02/2004,  n.  47  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che i  contribuenti  che  non  hanno
effettuato, anteriormente alla data di entrata in vigore del  decreto
143/2003, versamenti utili per la  definizione  degli  adempimenti  e
degli obblighi tributari di cui agli articoli 7,  8,  9,  9-bis,  11,
comma 4, 12, 14, 15 e 16  della  legge  27  dicembre  2002,  n.  289,
possono provvedervi entro il 16 aprile 2004. La proroga  e'  efficace
anche per i contribuenti  che  nei  termini  precedentemente  fissati
hanno aderito ad una sola o a piu' definizioni e intendono  avvalersi
delle fattispecie previste dalla legge 27 dicembre 2002,  n.  289,  e
successive modificazioni. 
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AGGIORNAMENTO (35) 
  La L. 23 dicembre 2005, n. 266, ha disposto (con  l'art.  1,  comma
363) che per  i  contributi  previdenziali  e  i  premi  assicurativi
relativi al sisma del 1990 riguardanti le imprese delle  province  di
Catania, Siracusa e Ragusa il cui termine e' stato  prorogato  al  30
giugno 2006 dall'articolo 1, comma 142, della legge 30 dicembre 2004,
n. 311, il termine di versamento di cui al secondo periodo del  comma
17 del presente articolo e' fissato al 30 settembre 2006 e il termine
per la rateizzazione di cui al terzo periodo del medesimo comma 17 e'
fissato al 1° ottobre 2006. 
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AGGIORNAMENTO (37) 
  Il D.L. 10 gennaio 2006, n. 2, convertito con  modificazioni  dalla
L. 11 marzo 2006, n. 81, ha disposto (con l'art. 1-ter, comma 1)  che
con decreto del Ministro del lavoro e  delle  politiche  sociali,  di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, nei limiti di
52.000.000 di euro, per l'anno 2006 sono definiti i  criteri  per  la
riduzione dei contributi  previdenziali  e  dei  premi  assicurativi,
relativi agli anni 1990; 1991  e  1992,  dovuti  dalle  imprese,  ivi
comprese quelle agricole e agroalimentari, colpite dal sisma del 13 e
16 dicembre 1990 e ubicate nelle  province  di  Catania,  Siracusa  e
Ragusa. Conseguentemente, nel rispetto del limite di spesa di cui  al
precedente periodo, il termine per il versamento di  cui  al  secondo
periodo del comma 17 del suddetto articolo e' fissato al 30 settembre
2006 e il termine per la rateizzazione di cui al  terzo  periodo  del
predetto comma 17 e' fissato al 1° ottobre 2006. 
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AGGIORNAMENTO (42) 
  Il D.L. 28 dicembre 2006,  n.  300,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 26 febbraio 2007, n. 17, ha disposto (con  l'art.  3-quater,
comma 2) che i termini di cui al  comma  17,  sono  differiti  al  31
dicembre 2007 al fine di consentire ai soggetti colpiti dal sisma del
13 e 16 dicembre 1990, che ha interessato  le  province  di  Catania,
Ragusa   e   Siracusa,   individuati   ai   sensi   dell'articolo   3
dell'ordinanza del Ministro per  il  coordinamento  della  protezione
civile del 21 dicembre 1990, pubblicata nella Gazzetta  Ufficiale  n.
299 del 24 dicembre 1990, destinatari dei  provvedimenti  agevolativi
in materia di versamento delle somme dovute a titolo di  tributi,  di
definire in maniera automatica la  propria  posizione  relativa  agli
anni 1990, 1991 e 1992. La definizione si perfeziona versando,  entro
il 31 dicembre 2007, l'intero ammontare dovuto per ciascun tributo  a
titolo di capitale, al netto dei versamenti gia' eseguiti a titolo di
capitale ed interessi, diminuito al 30 per cento. 
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AGGIORNAMENTO (46) 
  Il D.L. 28 dicembre 2006,  n.  300,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 26 febbraio 2007, n. 17 come modificato dal D.L. 31 dicembre
2007, n. 248, convertito con modificazioni dalla L. 28/02/2008, n. 31
ha disposto (con l'art. 3-quater, comma  2)  che  la  definizione  si
perfeziona versando, entro  il  31  marzo  2008,  l'intero  ammontare
dovuto per ciascun  tributo  a  titolo  di  capitale,  al  netto  dei
versamenti gia' eseguiti a titolo di capitale ed interessi, diminuito
al 10 per cento.