DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 14 maggio 2007, n. 85

Regolamento per il riordino degli organismi operanti presso il Ministero dell'interno, a norma dell'articolo 29 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248.

note: Entrata in vigore del provvedimento: 20/7/2007 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 29/11/2011)
Testo in vigore dal: 20-7-2007
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

  Visto l'articolo 87 della Costituzione;
  Visto l'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e
successive modificazioni;
  Visto l'articolo 1, comma 58, della legge 23 dicembre 2005, n. 266;
  Visto  l'articolo 29,  del  decreto-legge  4 luglio  2006,  n. 223,
convertito,  con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, ed
in  particolare il comma 1, che prevede la riduzione del 30 per cento
della  spesa  sostenuta  dalle  Amministrazioni  pubbliche per organi
collegiali  ed  altri  organismi  anche monocratici e, al comma 2, il
riordino   di   detti   organismi   anche  mediante  soppressione  od
accorpamento delle strutture;
  Visto l'articolo 14 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300,
e successive modificazioni;
  Vista la legge 17 maggio 1999, n. 144;
  Vista  la  circolare  del 21 novembre 2006 emanata dal Ministro per
l'attuazione  del programma di Governo, e dal Ministro per le riforme
e  le  innovazioni  nella  pubblica  amministrazione, d'intesa con il
Ministro dell'economia e delle finanze, avente ad oggetto le Linee di
indirizzo    per    la    redazione   dei   provvedimenti   attuativi
dell'articolo 29,   del   citato   decreto-legge  n.  223  del  2006,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 5 dell'8 gennaio 2007;
  Ritenuta la necessita' di procedere alla ricognizione e al riordino
degli  organi  collegiali  e  degli  altri  organismi  di  perdurante
utilita' per i fini istituzionali del Ministero dell'interno;
  Ritenuta altresi' la perdurante utilita' del Nucleo per il supporto
tecnico   alla  valutazione  e  al  monitoraggio  degli  investimenti
pubblici;
  Vista  la  preliminare  deliberazione  del  Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 22 dicembre 2006;
  Udito  il  parere  del  Consiglio  di Stato, espresso dalla Sezione
consultiva per gli atti normativi nell'Adunanza del 22 gennaio 2007;
  Vista  la  successiva  deliberazione  del  Consiglio  dei Ministri,
adottata nella riunione del 5 aprile 2007;
  Sulla  proposta  del  Ministro  dell'interno,  di  concerto  con il
Ministro   per   le   riforme   e   le   innovazioni  nella  pubblica
amministrazione,  con  il  Ministro per l'attuazione del programma di
Governo e con il Ministro dell'economia e delle finanze;

                              E m a n a

                      il seguente regolamento:
                               Art. 1.
Riduzione della spesa degli organi collegiali e degli altri organismi
              operanti presso il Ministero dell'interno

  1.  In  attuazione  dell'articolo 29,  comma 2, del decreto-legge 4
luglio  2006,  n.  223,  convertito,  con  modificazioni, dalla legge
4 agosto 2006, n. 248, sono confermati e continuano ad operare presso
il  Ministero dell'interno gli organismi sottoindicati, istituiti con
legge o con regolamento:
    a) Comitato  tecnico  centrale  per  la  demolizione  di  opere e
manufatti abusivi su suolo del demanio o del patrimonio dello Stato e
di  altri enti pubblici, di cui all'articolo 17-bis del decreto-legge
13 maggio  1991,  n.  152, convertito, con modificazioni, dalla legge
12 luglio 1991, n. 203;
    b) Commissione  per  le  ricompense al valore e merito civile, di
cui all'articolo 7 della legge 2 gennaio 1958, n. 13;
    c) Commissione  tecnica  provinciale  di  vigilanza sui locali di
pubblico spettacolo, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773;
    d) Commissione  tecnica  provinciale  per le sostanze esplosive e
infiammabili, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773;
    e) Commissione  tecnica  provinciale  per  le  sostanze esplosive
integrata  a  norma dell'articolo 27 del decreto del Presidente della
Repubblica  19 marzo  1956, n. 302, per l'accertamento dell'idoneita'
all'esercizio  del  mestiere  di fochino, di cui all'articolo 9 della
legge 18 aprile 1975, n. 110;
    f) Commissione  per  la  finanza  e  per  gli organici degli enti
locali,  di  cui al decreto del Presidente della Repubblica 18 agosto
2000,  n.  273,  e all'articolo 154 del decreto legislativo 18 agosto
2000, n. 267;
    g) Commissione  per l'abilitazione alla manutenzione di ascensori
e  montacarichi,  di  cui  all'articolo 6  del decreto del Presidente
della  Repubblica  24 dicembre  1951,  n. 1767, e all'articolo 15 del
decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162;
    h) Commissione  consultiva  centrale per il controllo delle armi,
di   cui  all'articolo 6  della  legge  18 aprile  1975,  n.  110,  e
all'articolo 2  del  decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio
1994, n. 608;
    i) Commissione  centrale per la definizione ed applicazione dello
speciale programma di protezione per i collaboratori di giustizia, di
cui   all'articolo 10   del  decreto-legge  15 gennaio  1991,  n.  8,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 marzo 1991, n. 82;
    l) Commissione  per  la  pianificazione  e il coordinamento della
fase  esecutiva  del programma di potenziamento dei mezzi delle Forze
di  polizia, di cui all'articolo 9 del decreto-legge 18 gennaio 1992,
n. 9, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1992, n.
217;
    m) Comitato tecnico consultivo per le forniture di beni e servizi
occorrenti  per le Forze di polizia, di cui agli articoli 22 e 23 del
decreto del Presidente della Repubblica 7 agosto 1992, n. 417;
    n) Commissioni  di collaudo, di congruita' e per il fuori uso, di
cui  all'articolo 26,  comma 4,  del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 7 agosto 1992, n. 417;
    o) Commissione   centrale   e   commissioni  periferiche  per  le
ricompense   al  personale  della  Polizia  di  Stato,  di  cui  agli
articoli 75-sexies  e  75-septies  del  decreto  del Presidente della
Repubblica 28 ottobre 1985, n. 782;
    p) Consigli  di  istituto  e Collegi dei docenti presso le scuole
della  Polizia di Stato, di cui all'articolo 60 della legge 1° aprile
1981,  n. 121, e al decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto
2006, n. 256;
    q) Commissione  paritetica  per  la  formazione e 1'aggiornamento
professionale,  di  cui  all'articolo 26, lettera a), del decreto del
Presidente della Repubblica 31 luglio 1995, n. 395;
    r) Consiglio   direttivo,   Collegio   dei  docenti  e  Consiglio
d'istituto  della  Scuola di perfezionamento per le Forze di polizia,
di  cui  all'articolo 22  della  legge  1° aprile  1981, n. 121, e al
decreto del Presidente della Repubblica 11 giugno 1986, n. 423;
    s) Commissione  consultiva  per  la  concessione  dei benefici in
favore  delle  vittime  del terrorismo e della criminalita' di stampo
mafioso,  di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 luglio
1999, n. 510, e legge 13 agosto 1980, n. 466;
    t) Commissioni  di  collaudo,  di  congruita'  e per il fuori uso
delle  forniture  per il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, di cui
all'articolo 31   del   decreto   del   Presidente  della  Repubblica
16 dicembre  1999,  n.  550,  ed  agli  articoli 121  e 122 del regio
decreto 23 maggio 1924, n. 827;
    u) Commissione  per  l'accertamento  dell'idoneita' tecnica degli
addetti  antincendi, di cui al decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 512,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 609;
    v) Commissione  di  esame  per  il rilascio delle abilitazioni al
personale addetto ai servizi antincendi aeroportuali e negli eliporti
ed  elisuperfici, di cui all'articolo 3 della legge 23 dicembre 1980,
n.  930,  e all'articolo 8  del  decreto  del  Ministro  dell'interno
2 aprile 1990, n. 121;
    z) Commissione  per  gli accertamenti e i sopralluoghi presso gli
insediamenti  industriali  e  impianti di tipo complesso e tecnologie
avanzate,  di  cui  all'articolo 14  del decreto del Presidente della
Repubblica 29 luglio 1982, n. 577;
    aa) Commissione  collaudo  materiali  centri  assistenza e pronto
intervento  (C.A.P.I.),  di  cui  al  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 9 giugno 1967, n. 903;
    bb)   Commissione   medica   per   l'accertamento  dei  requisiti
psicofisici e attitudinali, di cui alla legge 10 agosto 2000, n. 246;
    cc) Comitato centrale tecnico scientifico di prevenzione incendi,
di  cui  agli  articoli 10  e  11  del  decreto  del Presidente della
Repubblica  29 luglio  1982,  n.  577,  e all'articolo 21 del decreto
legislativo 8 marzo 2006, n. 139;
    dd) Comitato  tecnico  regionale  di  prevenzione incendi, di cui
all'articolo 20 del decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio
1982, n. 577, e all'articolo 22 del decreto legislativo 8 marzo 2006,
n. 139;
    ee) Commissione  consultiva  per  le  nomine  a  prefetto, di cui
all'articolo 9 del decreto legislativo 19 maggio 2000, n. 139;
    ff) Collegio  arbitrale di disciplina, di cui all'articolo 55 del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165;
    gg) Comitato  dei  garanti,  di  cui  all'articolo 23 del decreto
legislativo 19 maggio 2000, n. 139;
    hh) Comitato      direttivo      della      Scuola      superiore
dell'Amministrazione  dell'intemo,  di cui all'articolo 9 del decreto
legislativo 30 luglio 1999, n. 287.
  2.  Fermo restando quanto previsto dall'articolo 1, comma 58, della
legge  23 dicembre 2005, n. 266, la spesa complessiva degli organismi
di  cui  al  comma 1,  ivi  compresi gli oneri di funzionamento e gli
eventuali  compensi  per  i  componenti, in qualunque forma erogati e
comunque   denominati,   e'   ridotta   del  30  per  cento  rispetto
all'esercizio  finanziario  2005. Per l'anno 2006, la riduzione opera
in  misura  proporzionale rispetto al periodo corrente tra la data di
entrata  in  vigore  del  citato  decreto-legge n. 223 del 2006 ed il
31 dicembre  2006,  tenuto  conto degli impegni di spesa gia' assunti
alla medesima data di entrata in vigore del decreto.
          Avvertenza:

              Il  testo  delle  note  qui pubblicato e' stato redatto
          dall'amministrazione   competente  per  materia,  ai  sensi
          dell'art.  10,  comma 3, del testo unico delle disposizioni
          sulla   promulgazione   delle  leggi,  sull'emanazione  dei
          decreti   del   Presidente   della   Repubblica   e   sulle
          pubblicazioni    ufficiali   della   Repubblica   italiana,
          approvato  con  D.P.R.  28 dicembre  1985, n. 1092, al solo
          fine  di  facilitare la lettura delle disposizioni di legge
          alle  quali  e'  operato  il  rinvio.  Restano invariati il
          valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
          Note alle premesse:

              - L'art. 87 della Costituzione conferisce, tra l'altro,
          al  Presidente  della Repubblica il potere di promulgare le
          leggi  ed  emanare  i  decreti  aventi  valore di legge e i
          regolamenti.
              - Il testo dell'art. 17, comma 2, della legge 23 agosto
          1988,  n.  400  (Disciplina  dell'attivita'  di  Governo  e
          ordinamento  della  Presidenza del Consiglio dei Ministri),
          e' il seguente:
              «2. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa
          deliberazione   del  Consiglio  dei  Ministri,  sentito  il
          Consiglio  di  Stato,  sono  emanati  i  regolamenti per la
          disciplina  delle  materie, non coperte da riserva assoluta
          di legge prevista dalla Costituzione, per le quali le leggi
          della  Repubblica,  autorizzando l'esercizio della potesta'
          regolamentare  del  Governo,  determinano le norme generali
          regolatrici  della materia e dispongono l'abrogazione delle
          norme  vigenti,  con  effetto  dall'entrata in vigore delle
          norme regolamentari.».
              - Il   testo   dell'art.   1,   comma 58,  della  legge
          23 dicembre  2005,  n.  266 (Disposizioni per la formazione
          del  bilancio  annuale  e  pluriennale  dello Stato - legge
          finanziaria 2006), e' il seguente:
              «58.   Le   somme   riguardanti  indennita',  compensi,
          gettoni, retribuzioni o altre utilita' comunque denominate,
          corrisposti ai componenti di organi di indirizzo, direzione
          e   controllo,   consigli   di   amministrazione  e  organi
          collegiali  comunque  denominati,  presenti nelle pubbliche
          amministrazioni  di  cui  all'art.  1, comma 2, del decreto
          legislativo   30 marzo   2001,   n.   165,   e   successive
          modificazioni,  e  negli enti da queste ultime controllati,
          sono automaticamente ridotte del 10 per cento rispetto agli
          importi risultanti alla data del 30 settembre 2005.».
              - Il  testo  dell'art.  29,  del decreto-legge 4 luglio
          2006, n. 223, convertito in legge, con modificazioni, dalla
          legge  4 agosto  2006,  n. 248 (Disposizioni urgenti per il
          rilancio  economico  e  sociale,  per  il contenimento e la
          razionalizzazione  della spesa pubblica, nonche' interventi
          in materia di entrate e di contrasto all'evasione fiscale),
          e' il seguente;
              «Art.  29 (Contenimento spesa per commissioni, comitati
          ed  altri  organismi).  -  1.  Fermo  restando  il  divieto
          previsto  dall'art.  18,  comma 1,  della legge 28 dicembre
          2001,   n.   448,  la  spesa  complessiva  sostenuta  dalle
          amministrazioni  pubbliche  di cui all'art. 1, comma 2, del
          decreto  legislativo  30 marzo  2001,  n. 165, e successive
          modificazioni,  per  organi  collegiali  e altri organismi,
          anche  monocratici,  comunque  denominati,  operanti  nelle
          predette  amministrazioni,  e' ridotta del trenta per cento
          rispetto  a  quella  sostenuta  nell'anno 2005. Ai suddetti
          fini   le  amministrazioni  adottano  con  immediatezza,  e
          comunque  entro  trenta  giorni  dalla  data  di entrata in
          vigore  del  presente  decreto,  le  necessarie  misure  di
          adeguamento  ai  nuovi  limiti  di spesa. Tale riduzione si
          aggiunge  a  quella  prevista  dall'art. 1, comma 58, della
          legge 23 dicembre 2005, n. 266.
              2.  Per  realizzare  le finalita' di contenimento delle
          spese  di cui al comma 1, per le amministrazioni statali si
          procede,  entro  centoventi giorni dalla data di entrata in
          vigore  del  presente decreto, al riordino degli organismi,
          anche mediante soppressione o accorpamento delle strutture,
          con  regolamenti da emanare ai sensi dell'art. 17, comma 2,
          della  legge  23 agosto  1988,  n.  400,  per gli organismi
          previsti  dalla  legge  o da regolamento e, per i restanti,
          con  decreto  del Presidente del Consiglio dei Ministri, di
          concerto  con il Ministro dell'economia e delle finanze, su
          proposta  del  Ministro competente. I provvedimenti tengono
          conto dei seguenti criteri:
                a) eliminazione  delle  duplicazioni  organizzative e
          funzionali;
                b) razionalizzazione delle competenze delle strutture
          che svolgono funzioni omogenee;
                c) limitazione del numero delle strutture di supporto
          a quelle strettamente indispensabili al funzionamento degli
          organismi;
                d) diminuzione   del   numero  dei  componenti  degli
          organismi;
                e) riduzione  dei  compensi  spettanti  ai componenti
          degli organismi;
                e-bis) indicazione  di  un  termine  di  durata,  non
          superiore  a  tre anni, con la previsione che alla scadenza
          l'organismo e' da intendersi automaticamente soppresso;
                e-ter) previsione  di  una  relazione di fine mandato
          sugli  obiettivi  realizzati dagli organismi, da presentare
          all'amministrazione   competente   e  alla  Presidenza  del
          Consiglio dei Ministri.
              2-bis. La Presidenza del Consiglio dei Ministri valuta,
          prima  della scadenza del termine di durata degli organismi
          individuati  dai provvedimenti previsti dai commi 2 e 3, di
          concerto  con  l'amministrazione  di settore competente, la
          perdurante    utilita'    dell'organismo    proponendo   le
          conseguenti iniziative per l'eventuale proroga della durata
          dello stesso.
              3.   Le  amministrazioni  non  statali  sono  tenute  a
          provvedere,  entro  lo  stesso  termine  e sulla base degli
          stessi  criteri  di  cui  al  comma 2,  con  atti di natura
          regolamentare   previsti  dai  rispettivi  ordinamenti,  da
          sottoporre  alla verifica degli organi interni di controllo
          e   all'approvazione  dell'amministrazione  vigilante,  ove
          prevista. Nelle more dell'adozione dei predetti regolamenti
          le stesse amministrazioni assicurano il rispetto del limite
          di spesa di cui al comma 1 entro il termine ivi previsto.
              4.  Ferma  restando la realizzazione degli obiettivi di
          risparmio  di  spesa  di  cui al comma 1, gli organismi non
          individuati  dai  provvedimenti  previsti  dai  commi 2 e 3
          entro  il  15 maggio  2007  sono  soppressi. A tale fine, i
          regolamenti  ed  i  decreti  di cui al comma 2, nonche' gli
          atti  di  natura  regolamentare  di  cui al comma 3, devono
          essere  trasmessi per l'acquisizione dei prescritti pareri,
          ovvero  per  la  verifica  da parte degli organi interni di
          controllo     e     per     l'approvazione     da     parte
          dell'amministrazione  vigilante,  ove  prevista,  entro  il
          28 febbraio 2007.
              5. Scaduti i termini di cui ai commi 1, 2 e 3 senza che
          si  sia  provveduto  agli adempimenti ivi previsti e' fatto
          divieto  alle  amministrazioni di corrispondere compensi ai
          componenti degli organismi di cui al comma 1.
              6.  Le  disposizioni  del presente articolo non trovano
          diretta  applicazione alle regioni, alle province autonome,
          agli  enti  locali  e  agli  enti  del  Servizio  sanitario
          nazionale,   per  i  quali  costituiscono  disposizioni  di
          principio ai fini del coordinamento della finanza pubblica.
              7.   Le   disposizioni  del  presente  articolo non  si
          applicano  ai  commissari  straordinari  del Governo di cui
          all'art.  11  della  legge  23 agosto  1988, n. 400, e agli
          organi di direzione, amministrazione e controllo.».
              - Il   testo   dell'art.  14  del  decreto  legislativo
          30 luglio  1999,  n.  300  (Riforma dell'organizzazione del
          Governo, a norma dell'art. 11 della legge 15 marzo 1997, n.
          59), e' il seguente:
              «Art. 14 (Attribuzioni). - 1. Al Ministero dell'interno
          sono  attribuite  le  funzioni  e  i compiti spettanti allo
          Stato in materia di: garanzia della regolare costituzione e
          del funzionamento degli organi degli enti locali e funzioni
          statali  esercitate dagli enti locali, tutela dell'ordine e
          della  sicurezza  pubblica,  difesa  civile,  politiche  di
          protezione   civile   e   prevenzione   incendi,  salve  le
          specifiche   competenze   in  materia  del  Presidente  del
          Consiglio   dei   Ministri,   tutela  dei  diritti  civili,
          cittadinanza, immigrazione, asilo e soccorso pubblico.
              2.  Il  Ministero svolge in particolare le funzioni e i
          compiti   di   spettanza   statale   nelle   seguenti  aree
          funzionali:
                a) garanzia  della regolare costituzione degli organi
          elettivi  degli  enti  locali  e  del  loro  funzionamento,
          finanza  locale,  servizi elettorali, vigilanza sullo stato
          civile  e  sull'anagrafe  e attivita' di collaborazione con
          gli enti locali;
                b) tutela  dell'ordine  e  della sicurezza pubblica e
          coordinamento delle Forze di polizia;
                c) amministrazione generale e supporto dei compiti di
          rappresentanza generale di Governo sul territorio;
                d) tutela  dei  diritti  civili,  ivi compresi quelli
          delle  confessioni religiose, di cittadinanza, immigrazione
          e asilo;
                d-bis) organizzazione e funzionamento delle strutture
          centrali    e    periferiche    dell'amministrazione,   con
          particolare   riguardo   alle   politiche   del   personale
          dell'amministrazione  civile  e  alla promozione e sviluppo
          delle  relative  attivita'  formative nonche' alla gestione
          delle risorse strumentali e finanziarie del Ministero.
              3.  Il  Ministero  svolge attraverso il Corpo nazionale
          dei  vigili  del  fuoco  anche  gli  altri  compiti ad esso
          assegnati dalla normativa vigente.
              4.  Restano ferme le disposizioni della legge 1° aprile
          1981, n. 121.».
              - La  legge  17 maggio  1999,  n.  144, reca: misure in
          materia  di investimenti, delega al Governo per il riordino
          degli  incentivi  all'occupazione  e  della  normativa  che
          disciplina  l'INAIL,  nonche'  disposizioni per il riordino
          degli  enti  previdenziali,  e'  pubblicata  nella Gazzetta
          Ufficiale   del   22   maggio  1999,  n.  118,  supplemento
          ordinario.
          Note all'art. 1:
              -  Per  l'art.  29  del decreto-legge 4 luglio 2006, n.
          223, si vedano le note alle premesse.
              - Il testo dell'art. 17-bis del decreto-legge 13 maggio
          1991,  n.  152,  convertito  in legge dall'art. 1, comma 1,
          della  legge  12 luglio 1991, n. 203 (Provvedimenti urgenti
          in  tema  di  lotta  alla  criminalita'  organizzata  e  di
          trasparenza     e     buon     andamento     dell'attivita'
          amministrativa), e' il seguente:
              «Art.  17-bis.  -  1.  E' istituito presso il Ministero
          dell'interno  il Comitato tecnico centrale per l'esecuzione
          della   demolizione  delle  opere  e  manufatti  realizzati
          abusivamente  su  suolo  del demanio o del patrimonio dello
          Stato o di enti pubblici.
              2.  Il  Comitato  e'  presieduto  da  un prefetto ed e'
          composto  da due rappresentanti dei Ministeri dell'interno,
          della  difesa,  delle  finanze, dei lavori pubblici e della
          marina  mercantile. Dei predetti componenti almeno due sono
          designati   tra   appartenenti   ai   ruoli  tecnici  delle
          rispettive  Amministrazioni. Del Comitato possono, di volta
          in volta, essere chiamati a far parte, senza aver diritto a
          corresponsione  di somme a qualunque titolo, rappresentanti
          di altre Amministrazioni o enti pubblici interessati.
              3.  Quando,  espletate senza esito le procedure di gara
          per   l'affidamento  dei  lavori  di  demolizione  indicate
          nell'art.  27 della legge 28 febbraio 1985, n. 47, sussista
          la   materiale   impossibilita'  di  dare  esecuzione  alle
          ordinanze  di  demolizione  per  carenza  dei mezzi tecnici
          occorrenti,   le   Amministrazioni   e  gli  enti  pubblici
          proprietari  dei  suoli  su  cui insistono le opere abusive
          possono richiedere al prefetto della provincia l'intervento
          del   Comitato.  La  richiesta  e'  trasmessa  al  predetto
          Comitato  corredata  di  una  relazione  del  prefetto che,
          qualora   sussistano   particolari   esigenze   di   tutela
          dell'ordine  e  della  sicurezza  pubblica,  acquisisce  il
          preventivo  parere  del Comitato provinciale per l'ordine e
          la sicurezza pubblica.
              4.  Per  le  finalita'  di  cui al comma 1, il Comitato
          provvede  all'elaborazione  del  progetto  di demolizione e
          sovrintende  alla  esecuzione  dello  stesso, alla quale si
          provvede  con  personale  e  mezzi  delle Forze armate, del
          Corpo   nazionale  dei  vigili  del  fuoco  e  delle  altre
          Amministrazioni  dello Stato, tenuto conto delle rispettive
          dotazioni  di  attrezzature  e  mezzi  tecnici in relazione
          all'entita' dell'intervento.
              5.   Il   prefetto,   ove   necessario,   dispone   che
          l'esecuzione avvenga con l'assistenza della forza pubblica.
              6.  Con  decreto del Ministro dell'interno, di concerto
          con  il  Ministro  della  difesa,  sentiti i Ministri delle
          finanze,  dei  lavori  pubblici  e della marina mercantile,
          sono determinati i criteri e le modalita' di organizzazione
          e  funzionamento  del  Comitato,  nonche'  le procedure per
          l'attuazione degli interventi operativi.
              7.  Salvo quanto previsto dall'art. 4, commi 5 e 6, del
          decreto-legge  14 giugno  1989,  n.  230,  convertito,  con
          modificazioni,  dalla  legge  4 agosto  1989,  n.  282,  le
          disposizioni del presente articolo possono applicarsi anche
          ai  beni confiscati ai sensi della legge 31 maggio 1965, n.
          575,  e successive modificazioni, quando si tratti di opere
          e  manufatti  abusivi  ricompresi  tra  quelli indicati nel
          comma 1.
              8.  Le  spese  relative  alle demolizioni sono a carico
          delle Amministrazioni richiedenti e assistite dai privilegi
          di legge per la riscossione delle imposte.».
              - Il  testo  dell'art. 7 della legge 2 gennaio 1958, n.
          13  (Norme  per  la  concessione  di  ricompense  al valore
          civile), e' il seguente:
              «Art.  7.  -  Una  commissione,  nominata  con  decreto
          presidenziale,  su  proposta  del  Ministro  per l'interno,
          esamina  il  merito  dell'azione compiuta ed esprime il suo
          parere sulla ricompensa da concedere.
              Tale commissione e' composta:
                a) da  un  prefetto  della  Repubblica in servizio al
          Ministero dell'interno, che la presiede;
                b) da  un  senatore  e  da  un deputato da designarsi
          all'inizio   di   ogni  legislatura  dai  presidenti  delle
          rispettive assemblee;
                c) da  due  membri  designati  dalla  Presidenza  del
          Consiglio  dei  Ministri,  di  cui  uno  scelto fra persone
          particolarmente  qualificate  per  l'attivita'  svolta  nel
          campo  sociale  ed  assistenziale  e  l'altro  fra  persone
          particolarmente  qualificate  per  l'attivita'  svolta  nel
          campo della pubblica informazione;
                d) da  un ufficiale generale o superiore appartenente
          all'Arma  dei  carabinieri,  designato  dal Ministro per la
          difesa;
                e) da  un  componente il consiglio di amministrazione
          della   Fondazione   Carnegie  per  gli  atti  di  eroismo,
          designato dal presidente della Fondazione medesima.
              Esercita le funzioni di segretario della commissione un
          consigliere dell'amministrazione civile dell'interno.
              I componenti della commissione durano in carica quattro
          anni e possono essere riconfermati per una sola volta.».
              - Il  regio  decreto 18 giugno 1931, reca: approvazione
          del  testo  unico  delle leggi di pubblica sicurezza, ed e'
          pubblicato  nella Gazzetta Ufficiale del 26 giugno 1931, n.
          146.
              - Il  testo  dell'art.  27  del  decreto del Presidente
          della   Repubblica   19 marzo   1956,   n.  302  (Norme  di
          prevenzione  degli  infortuni  sul  lavoro  integrative  di
          quelle  generali  emanate  con decreto del Presidente della
          Repubblica 27 aprile 1955, n. 547), e' il seguente:
              «Art.  27  (Licenza  per il mestiere del fochino). - Le
          operazioni di:
                a) disgelamento delle dinamiti;
                b) confezionamento   ed   innesco   delle  cariche  e
          caricamento dei fori da mina;
                c) brillamento delle mine, sia a fuoco che elettrico;
                d) eliminazione delle cariche inesplose,
          devono essere effettuate esclusivamente da personale munito
          di  speciale  licenza, da rilasciarsi, su parere favorevole
          della  Commissione  tecnica  provinciale per gli esplosivi,
          dal prefetto previo accertamento del possesso dei requisiti
          soggettivi   di   idoneita'   da   parte   del  richiedente
          all'esercizio del predetto mestiere.
              La   Commissione,   di   cui  al  comma precedente,  e'
          integrata  da due ispettori del lavoro, di cui uno laureato
          in ingegneria e uno in medicina.
              La   Commissione   deve   accertare  nel  candidato  il
          possesso:
                a) dei requisiti fisici indispensabili (vista, udito,
          funzionalita' degli arti);
                b) della  capacita'  intellettuale  e  della  cultura
          generale indispensabili;
                c) delle cognizioni proprie del mestiere;
                d) della  conoscenza  delle  norme  di sicurezza e di
          legge  riguardanti  l'impiego degli esplosivi nei lavori da
          mina.
              Gli  aspiranti  alla  licenza devono far pervenire alla
          prefettura   competente,   una   domanda  in  carta  libera
          specificante  l'oggetto della richiesta, le generalita' del
          richiedente, il domicilio o recapito.
              All'esame  gli  aspiranti devono esibire il libretto di
          lavoro e gli eventuali documenti del lavoro prestato.
              A  datare dal 1° luglio 1958 potranno essere incaricati
          delle   mansioni  indicate  nel  primo  comma del  presente
          articolo soltanto i fochini muniti di licenza.
              Fino al 30 giugno 1960 i fochini che dimostrano di aver
          esercitato  il  mestiere  ininterrottamente  da  tre  anni,
          possono ottenere la licenza senza esame.».
              - Il  testo  degli articoli 6 e 9 della legge 18 aprile
          1975,  n.  110  (Norme integrative della disciplina vigente
          per  il  controllo  delle  armi,  delle  munizioni  e degli
          esplosivi), e' il seguente:
              «Art.   6   (Commissione  consultiva  centrale  per  il
          controllo  delle armi). - E' istituita, presso il Ministero
          dell'interno,  la  Commissione  consultiva  centrale  delle
          armi.  La  Commissione  si compone di un presidente, di due
          rappresentanti del Ministero dell'interno, di cui uno della
          Polizia di Stato, di due del Ministero della difesa, di cui
          uno  dell'Arma  dei  carabinieri,  di  cinque del Ministero
          dell'industria,  del  commercio  e dell'artigianato, di cui
          quattro    in    rappresentanza   dei   settori   economici
          interessati,  su designazioni plurime delle associazioni di
          categoria  piu'  rappresentative,  di uno del Ministero del
          commercio con l'estero, di due del Ministero delle finanze,
          di  cui uno della Direzione generale delle dogane e l'altro
          del  Corpo  della  guardia  di  finanza,  di tre esperti in
          materia   balistica  e  di  un  esperto  in  armi  antiche,
          artistiche, rare o comunque di importanza storica.
              Le   mansioni  di  segretario  sono  esercitate  da  un
          funzionario   della   Direzione   generale  della  pubblica
          sicurezza.
              Il  presidente  e  i  componenti della Commissione sono
          nominati  con decreto del Ministro per l'interno, durano in
          carica  cinque  anni  e possono  essere  riconfermati.  Per
          ciascun componente effettivo e' nominato un supplente.
              In  caso di assenza o di impedimento del presidente, ne
          esercita  le  funzioni  il componente effettivo annualmente
          delegato   dal   presidente;   in  caso  di  assenza  o  di
          impedimento  dei  componenti  effettivi, ne fanno le veci i
          supplenti.
              La   commissione   esprime  parere  obbligatorio  sulla
          catalogazione  delle armi prodotte o importate nello Stato,
          accertando    che    le   stesse,   anche   per   le   loro
          caratteristiche,  non rientrino nelle categorie contemplate
          nel  precedente  art.  1,  nonche' su tutte le questioni di
          carattere  generale  e  normativo relative alle armi e alle
          misure  di  sicurezza per quanto concerne la fabbricazione,
          la  riparazione,  il  deposito,  la custodia, il commercio,
          l'importazione, l'esportazione, la detenzione, la raccolta,
          la collezione, il trasporto e l'uso delle armi.».
              «Art.  9 (Requisiti soggettivi per le autorizzazioni di
          Polizia  in  materia  di  armi).  -  Oltre quanto stabilito
          dall'art.  11  del  testo  unico  delle  leggi  di pubblica
          sicurezza    18 giugno   1931,   n.   773,   e   successive
          modificazioni,  le autorizzazioni di Polizia prescritte per
          la    fabbricazione,    la    raccolta,    il    commercio,
          l'importazione, l'esportazione, la collezione, il deposito,
          la riparazione e il trasporto di armi di qualsiasi tipo non
          possono essere rilasciate alle persone che si trovino nelle
          condizioni  indicate nell'art. 43 dello stesso testo unico.
          Per  il  rilascio  di  tali  autorizzazioni, l'autorita' di
          pubblica  sicurezza  puo'  richiedere  agli  interessati la
          presentazione    del   certificato   di   cui   al   quarto
          comma dell'art.  35 del predetto testo unico modificato con
          decreto-legge  22 novembre  1956, n. 1274, convertito nella
          legge 22 dicembre 1956, n. 1452.
              Ferme  restando  le  disposizioni contenute nell'art. 8
          della  legge  31 maggio  1965, n. 575, le autorizzazioni di
          cui  al  primo comma non possono essere rilasciate a coloro
          che  siano  sottoposti  ad  una delle misure di prevenzione
          previste dalla legge 27 dicembre 1956, n. 1423.».
              - Il  decreto del Presidente della Repubblica 18 agosto
          2000,  n.  273,  reca:  regolamento  recante  modifiche  al
          decreto  del Presidente della Repubblica 13 settembre 1999,
          n.  420,  concernente  la  composizione  e  le modalita' di
          funzionamento  della  Commissione  per  la  finanza  e  gli
          organici degli enti locali, ed e' pubblicato nella Gazzetta
          Ufficiale del 4 ottobre 2000, n. 232.
              - Il   testo  dell'art.  154  del  decreto  legislativo
          18 agosto   2000,   n.   267   (Testo   unico  delle  leggi
          sull'ordinamento degli enti locali), e' il seguente:
              «Art. 154 (Osservatorio sulla finanza e la contabilita'
          degli  enti  locali). - 1. E' istituito presso il Ministero
          dell'interno l'Osservatorio sulla finanza e la contabilita'
          degli enti locali.
              2.  L'Osservatorio  ha  il  compito  di  promuovere  la
          corretta gestione delle risorse finanziarie, strumentali ed
          umane,   la   salvaguardia  degli  equilibri  di  bilancio,
          l'applicazione dei principi contabili e la congruita' degli
          strumenti  applicativi, nonche' la sperimentazione di nuovi
          modelli  contabili.  L'Osservatorio  adotta  iniziative  di
          divulgazione  e di approfondimento finalizzate ad agevolare
          l'applicazione ed il recepimento delle norme.
              3.  L'Osservatorio  presenta  al  Ministro dell'interno
          almeno  una  relazione  annuale sullo stato di applicazione
          delle  norme,  con  proposte di integrazione normativa e di
          principi contabili di generale applicazione.
              4.  Il presidente ed i componenti dell'Osservatorio, in
          numero non superiore a diciotto, sono nominati dal Ministro
          dell'interno  con  proprio  decreto  tra  funzionari  dello
          Stato,  o  di altre pubbliche amministrazioni, professori e
          ricercatori   universitari  ed  esperti.  L'UPI,  l'ANCI  e
          l'UNCEM   designano  ciascuna  un  proprio  rappresentante.
          L'Osservatorio dura in carica cinque anni.
              5.  Il  Ministro  dell'interno puo' assegnare ulteriori
          funzioni  nell'ambito  delle finalita' generali del comma 2
          ed emanare norme di funzionamento e di organizzazione.
              6.   L'Osservatorio   si   avvale   delle  strutture  e
          dell'organizzazione della Direzione centrale per la finanza
          locale  e  per  i  servizi  finanziari dell'Amministrazione
          civile del Ministero dell'interno.
              7.  Ai componenti dell'Osservatorio spettano il gettone
          di  presenza  ed i rimborsi spese previsti per i componenti
          della  Commissione per la finanza e gli organici degli enti
          locali.   L'imputazione  dei  relativi  oneri  avviene  sul
          medesimo   capitolo   di   spesa   relativo   alla   citata
          Commissione.    I   rimborsi   competono   anche   per   la
          partecipazione   ad   attivita'   esterne   di  studio,  di
          divulgazione  ed  approfondimento rientranti nell'attivita'
          istituzionale  dell'Osservatorio.  Il Ministro dell'interno
          puo' affidare, nell'anno 2000 ed entro la complessiva spesa
          di  30  milioni  di  lire,  all'Osservatorio,  o  a singoli
          membri,   la  redazione  di  studi  e  lavori  monografici,
          determinando  il  compenso  in  relazione alla complessita'
          dell'incarico ed ai risultati conseguiti.».
              - Il testo dell'art. 6 del decreto del Presidente della
          Repubblica  24 dicembre  1951,  n.  1767  (Approvazione del
          regolamento  per  l'esecuzione della legge 24 ottobre 1942,
          n.  1415, concernente l'impianto e l'esercizio di ascensori
          e di montacarichi in servizio privato), e' il seguente:
              «Art.  6  (Commissione per l'abilitazione del personale
          di  manutenzione).  -  Il  prefetto determina la data delle
          sessioni  di  esami  per  il  rilascio  dei  certificati di
          abilitazione  previsti  dall'art.  5 della legge 24 ottobre
          1942,  n.  1415,  sentito  l'Ispettorato  del  lavoro  e le
          associazioni   sindacali,  in  relazione  al  numero  delle
          domande  presentate e del personale disponibile in rapporto
          alle esigenze pubbliche e private.
              La Commissione di cui all'art. 5 della legge 24 ottobre
          1942,  n.  1415, e' nominata dal prefetto ed e' composta da
          quattro  membri:  un  funzionario  del  Genio  civile,  uno
          dell'Ispettorato  del  lavoro,  uno  dell'Ispettorato della
          motorizzazione  civile  e dei trasporti in concessione, uno
          dell'Ente  nazionale di propaganda per da prevenzione degli
          infortuni, designati dalle rispettive amministrazioni.
              Il  funzionario  del  Genio  civile  ha  le funzioni di
          presidente.
              Le  amministrazioni  statali  che hanno propri ruoli di
          ingegneri  potranno  chiedere al prefetto che nell'esame di
          abilitazione  dei  loro  dipendenti  un proprio funzionario
          faccia parte della commissione di esame.
              L'esame  teorico-pratico  deve essere sostenuto dinanzi
          ad almeno tre membri della commissione.
              A    ciascuno    dei   componenti   della   commissione
          esaminatrice spettano i compensi dovuti ai funzionari dello
          Stato  che  fanno  parte  di commissioni  esaminatrici  per
          pubblici concorsi.».
              - Il  testo  dell'art.  15  del  decreto del Presidente
          della   Repubblica  30 aprile  1999,  n.  162  (Regolamento
          recante  norme  per  l'attuazione  della direttiva 95/16/CE
          sugli  ascensori  e di semplificazione dei procedimenti per
          la concessione del nulla osta per ascensori e montacarichi,
          nonche'   della  relativa  licenza  di  esercizio),  e'  il
          seguente:
              «Art.   15   (Manutenzione).   -   1.   Ai  fini  della
          conservazione    dell'impianto    e    del    suo   normale
          funzionamento,    il   proprietario   o   il   suo   legale
          rappresentante  sono  tenuti ad affidare la manutenzione di
          tutto  il  sistema  dell'ascensore  o  del  montacarichi  a
          persona  munita  di  certificato  di abilitazione o a ditta
          specializzata  ovvero  a un operatore comunitario dotato di
          specializzazione equivalente che debbono provvedere a mezzo
          di personale abilitato.
              Il   certificato  di  abilitazione  e'  rilasciato  dal
          prefetto,  in  seguito  all'esito  favorevole  di una prova
          teorico-pratica,   da   sostenersi   dinanzi   ad  apposita
          commissione esaminatrice ai sensi degli articoli 6, 7, 8, 9
          e   10   del   decreto   del  Presidente  della  Repubblica
          24 dicembre 1951, n. 1767.
              2.  Il  manutentore  provvede  anche  alla  manovra  di
          emergenza   che,   in   caso  di  necessita',  puo'  essere
          effettuata  anche  da  personale  di  custodia istruito per
          questo scopo.
              3.  Il manutentore provvede, periodicamente, secondo le
          esigenze dell'impianto:
                a) a   verificare   il   regolare  funzionamento  dei
          dispositivi   meccanici,   idraulici  ed  elettrici  e,  in
          particolare, delle porte dei piani e delle serrature;
                b) a  verificare lo stato di conservazione delle funi
          e delle catene;
                c) alle   operazioni   normali   di   pulizia   e  di
          lubrificazione delle parti.
              4.  Il  manutentore provvede, almeno una volta ogni sei
          mesi  per  gli  ascensori e almeno una volta all'anno per i
          montacarichi:
                a) a   verificare  l'integrita'  e  l'efficienza  del
          paracadute,  del  limitatore  di  velocita'  e  degli altri
          dispositivi di sicurezza;
                b) a  verificare  minutamente  le funi, le catene e i
          loro attacchi;
                c) a  verificare l'isolamento dell'impianto elettrico
          e l'efficienza dei collegamenti con la terra;
                d) ad  annotare  i  risultati di queste verifiche sul
          libretto di cui all'art. 16.
              5.  Il  manutentore promuove, altresi', tempestivamente
          la  riparazione  e  la  sostituzione  delle  parti  rotte o
          logorate, o a verificarne l'avvenuta, corretta, esecuzione.
              6.  Il  proprietario  o  il  suo  legale rappresentante
          provvedono    prontamente    alle    riparazioni   e   alle
          sostituzioni.
              7. Nel caso in cui il manutentore rilevi un pericolo in
          atto,  deve  fermare l'impianto, fino a quando esso non sia
          stato    riparato    informandone,    tempestivamente,   il
          proprietario  o  il suo legale rappresentante e il soggetto
          incaricato  delle  verifiche  periodiche, nonche' il comune
          per    l'adozione    degli   eventuali   provvedimenti   di
          competenza.».
              - Il testo dell'art. 2 del decreto del Presidente della
          Repubblica 9 maggio 1994, n. 608 (Regolamento recante norme
          sul  riordino  degli  organi collegiali dello Stato), e' il
          seguente:
              «Art.  2  (Organi  collegiali  soppressi).  -  1.  Sono
          soppressi,  ai  sensi  dell'art.  1,  comma 28, lettera a),
          della legge 24 dicembre 1993, n. 537, gli organi collegiali
          elencati  nell'allegata  tabella  A,  che costituisce parte
          integrante del presente regolamento.
              2.  Le  funzioni  consultive  in  materia  di armi e di
          sostanze  esplosive  e  infiammabili  sono esercitate dalla
          Commissione consultiva centrale controllo armi.
              3. Le funzioni di riscontro relative ai fondi alluvioni
          sono  esercitate  dal Comitato provinciale erogazione fondi
          alluvioni.
              4.  Le funzioni relative all'erogazione di assegni o di
          provvidenze  ai ciechi e ai sordomuti sono esercitate dalla
          Commissione concessioni assegni assistiti sordomuti.
              5.  Le  funzioni  di  cooperazione  con  il Servizio di
          controllo   statistico   sulle  manifestazioni  fieristiche
          internazionali sono esercitate dalla Commissione consultiva
          interministeriale per le manifestazioni fieristiche.
              7.  Per  lo  svolgimento delle funzioni gia' attribuite
          alla  Commissione  per i piani di sviluppo e di adeguamento
          della  rete di vendita, la partecipazione procedimentale e'
          assicurata ai sensi del capo III della legge 7 agosto 1990,
          n. 241.
              8. Il Comitato tecnico per l'approvazione dei piani per
          l'occupazione    giovanile   continua   ad   operare   fino
          all'esaurimento delle pratiche pendenti.».
              - Il  testo  dell'art.  10 del decreto-legge 15 gennaio
          1991,  n.  8,  convertito,  con  modificazioni, dalla legge
          15 marzo  1991,  n. 82 (Nuove norme in materia di sequestri
          di  persona  a  scopo di estorsione e per la protezione dei
          testimoni  di  giustizia,  nonche'  per  la protezione e il
          trattamento  sanzionatorio di coloro che collaborano con la
          giustizia), e' il seguente:
              «Art.  10  (Commissione  centrale  per la definizione e
          applicazione delle speciali misure di protezione). - 2. Con
          decreto  del  Ministro  dell'interno,  di  concerto  con il
          Ministro  della  giustizia, sentiti i Ministri interessati,
          e'  istituita una Commissione centrale per la definizione e
          applicazione delle speciali misure di protezione.
              2-bis.  La  Commissione  centrale  e'  composta  da  un
          Sottosegretario  di  Stato  all'interno che la presiede, da
          due  magistrati  e  da  cinque  funzionari  e  ufficiali. I
          componenti  della  Commissione  diversi dal presidente sono
          preferibilmente   scelti  tra  coloro  che  hanno  maturato
          specifiche  esperienze  nel settore e che siano in possesso
          di   cognizioni   relative   alle  attuali  tendenze  della
          criminalita' organizzata, ma che non sono addetti ad uffici
          che  svolgono  attivita'  di  investigazione,  di  indagine
          preliminare   sui   fatti   o  procedimenti  relativi  alla
          criminalita'     organizzata     di    tipo    mafioso    o
          terroristico-eversivo.
              2-ter.  Sono coperti dal segreto di ufficio, oltre alla
          proposta   di   cui   all'art.  11,  tutti  gli  atti  e  i
          provvedimenti comunque pervenuti alla Commissione centrale,
          gli  atti e i provvedimenti della Commissione stessa, salvi
          gli   estratti   essenziali   e  le  attivita'  svolte  per
          l'attuazione  delle  misure  di  protezione. Agli atti e ai
          provvedimenti   della   Commissione,   salvi  gli  estratti
          essenziali che devono essere comunicati a organi diversi da
          quelli  preposti  all'attuazione  delle  speciali misure di
          protezione,  si applicano altresi' le norme per la tenuta e
          la  circolazione degli atti classificati, con classifica di
          segretezza adeguata al contenuto di ciascun atto.
              2-quater.  Per lo svolgimento dei compiti di segreteria
          e   di  istruttoria,  la  Commissione  centrale  si  avvale
          dell'Ufficio per il coordinamento e la pianificazione delle
          Forze  di  polizia.  Per  lo  svolgimento  dei  compiti  di
          istruttoria,   la  Commissione  puo'  avvalersi  anche  del
          Servizio centrale di protezione di cui all'art. 14.
              2-quinquies.  Nei  confronti  dei  provvedimenti  della
          Commissione  centrale con cui vengono applicate le speciali
          misure   di   protezione,   anche  se  di  tipo  urgente  o
          provvisorio  a  norma dell'art. 13, comma 1, non e' ammessa
          la  sospensione  dell'esecuzione in sede giurisdizionale ai
          sensi  dell'art. 21 della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, e
          successive  modificazioni, o dell'art. 36 del regio decreto
          17 agosto 1907, n. 642 .
              2-sexies.   Nei   confronti   dei  provvedimenti  della
          Commissione  centrale con cui vengono modificate o revocate
          le speciali misure di protezione anche se di tipo urgente o
          provvisorio  a  norma dell'art. 13, comma 1, l'ordinanza di
          sospensione  cautelare  emessa  ai sensi dell'art. 21 della
          legge 6 dicembre 1971, n. 1034, e successive modificazioni,
          o dell'art. 36 del regio decreto 17 agosto 1907, n. 642, ha
          efficacia  non  superiore  a  sei  mesi. Con l'ordinanza il
          giudice   fissa,   anche   d'ufficio,   l'udienza   per  la
          discussione di merito del ricorso che deve avvenire entro i
          quattro  mesi  successivi; il dispositivo della sentenza e'
          pubblicato  entro  sette giorni dalla data dell'udienza con
          deposito in cancelleria. I termini processuali sono ridotti
          alla meta'.
              2-septies.  Nel  termine  entro  il  quale  puo' essere
          proposto  il  ricorso  giurisdizionale  ed  in pendenza del
          medesimo  il  provvedimento di cui al comma 2-sexies rimane
          sospeso sino a contraria determinazione del giudice in sede
          cautelare o di merito.
              2-octies.  I  magistrati  componenti  della Commissione
          centrale  non  possono  esercitare  funzioni giudicanti nei
          procedimenti  cui partecipano a qualsiasi titolo i soggetti
          nei   cui   confronti   la   Commissione,   con   la   loro
          partecipazione,   ha   deliberato  sull'applicazione  della
          misura di protezione.
              2-nonies.  Con  decreto  del  Ministro dell'interno, di
          concerto  con  il  Ministro  dell'economia e delle finanze,
          vengono   stabilite  le  modalita'  di  corresponsione  dei
          gettoni   di   presenza  ai  componenti  della  Commissione
          centrale ed al personale chiamato a partecipare con compiti
          di segreteria e di istruttoria alle riunioni della medesima
          Commissione.   All'onere   derivante   dall'attuazione  del
          presente  comma, determinato nella misura massima di 42.000
          euro  per  l'anno  2002 e di 100.000 euro annui a decorrere
          dall'anno   2003,   si   provvede  mediante  corrispondente
          riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio
          triennale  2002-2004,  nell'ambito dell'unita' previsionale
          di  base  di parte corrente "Fondo speciale" dello stato di
          previsione  del Ministero dell'economia e delle finanze per
          l'anno    2002,   allo   scopo   parzialmente   utilizzando
          l'accantonamento relativo al medesimo Ministero.».
              - Il  testo  dell'art.  9  del decreto-legge 18 gennaio
          1992,  n.  9,  convertito,  con  modificazioni  dalla legge
          28 febbraio   1992,   n.   217  (Disposizioni  urgenti  per
          l'adeguamento  degli  organici delle Forze di polizia e del
          Corpo  nazionale  dei  vigili  del  fuoco,  nonche'  per il
          potenziamento  delle infrastrutture, degli impianti e delle
          attrezzature delle Forze di polizia), e' il seguente:
              «Art.  9  (Commissione  per  la  pianificazione  ed  il
          coordinamento   della   fase   esecutiva   del   programma.
          Stipulazione  dei  contratti  e  delle  convenzioni).  - 1.
          Presso   il   Ministero   dell'interno   e'  istituita  una
          commissione  avente  il  compito  di formulare pareri sullo
          schema   del   programma   di   cui  all'art.  8,  sul  suo
          coordinamento  e  integrazione  interforze e, nella fase di
          attuazione del programma, su ciascuna fornitura o progetto.
              2. La commissione, presieduta dal Ministro dell'interno
          o da un suo delegato, e' composta:
                a) dal  capo della Polizia - Direttore generale della
          pubblica sicurezza;
                b) dal comandante generale dell'Arma dei carabinieri;
                c) dal comandante generale del Corpo della guardia di
          finanza;
                d) da un consigliere di Stato;
                e) da  un  ispettore  generale capo e da un dirigente
          della Ragioneria generale dello Stato;
                f) dal  direttore dell'Ufficio per il coordinamento e
          la  pianificazione, di cui all'art. 6 della legge 1° aprile
          1981, n. 121;
                g) dal     direttore     centrale     dei     servizi
          tecnico-logistici   e   della   gestione  patrimoniale  del
          Dipartimento della pubblica sicurezza.
              3.  Le  funzioni  di  segretario  sono  espletate da un
          funzionario designato dal Ministro dell'interno.
              4.  Per  l'attuazione del piano di potenziamento di cui
          all'art.  8,  comma 4,  la  commissione  e' integrata da un
          rappresentante del Ministero di grazia e giustizia.
              5.  Con  decreto del Ministro dell'interno, di concerto
          con  il  Ministro  del tesoro, sono stabiliti i compensi da
          corrispondere ai componenti della commissione.
              6.  La  commissione puo' decidere di chiedere specifici
          pareri  anche  ad estranei all'amministrazione dello Stato,
          che abbiano particolare competenza tecnica.
              7. Si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni
          dell'art.  2,  commi 2  e  3, e dell'art. 4, comma 2, della
          legge 5 dicembre 1988, n. 521.
              8. I contratti e le convenzioni inerenti all'attuazione
          del  programma  di  cui all'art. 8, comma 1, sono stipulati
          dal  capo della Polizia - Direttore generale della pubblica
          sicurezza,  o  da  un  suo  delegato, per l'Amministrazione
          della pubblica sicurezza; dal comandante generale dell'Arma
          dei carabinieri, o da un suo delegato, per quelli dell'Arma
          stessa;  dal comandante generale della Guardia di finanza o
          da  un  suo  delegato,  per  quelli  di  detto Corpo e sono
          approvati  con decreto del Ministro dell'interno, acquisito
          il parere della commissione di cui al presente articolo.».
              - Il  testo  degli articoli 22, 23 e 26 del decreto del
          Presidente   della   Repubblica   7 agosto   1992,  n.  417
          (Regolamento   di   amministrazione   e   di   contabilita'
          dell'Amministrazione   della  pubblica  sicurezza),  e'  il
          seguente:
              «Art. 22 (Comitato tecnico-consultivo). - 1. Il decreto
          del  Presidente  della Repubblica 18 ottobre 1969, n. 1279,
          concernente  l'istituzione della Commissione consultiva per
          le  forniture  occorrenti  per  i  servizi  e  le  Forze di
          polizia, e' abrogato.
              2.  E' istituito, presso il Dipartimento della pubblica
          sicurezza,   un   comitato  tecnico-consultivo,  avente  il
          compito  di  esprimere  parere,  anche di massima, dal lato
          tecnico-economico,  su  tutte le forniture occorrenti per i
          servizi cui l'Amministrazione della pubblica sicurezza deve
          provvedere, nonche' sulle alienazioni dei materiali.
              3.  Per  le  forniture  previste  dal  primo  e secondo
          comma dell'art.  14 della legge 28 settembre 1942, n. 1140,
          si       applica       il      disposto      del      terzo
          comma dell'articolo medesimo, modificato dall'art. 10 della
          legge 4 gennaio 1943, n. 20.
              4.  Lo stesso comitato puo' essere sentito su qualsiasi
          argomento     o    questione    riguardante    i    servizi
          tecnico-logistici  e le gestioni patrimoniale e finanziaria
          su   cui   il   capo   della   Polizia   reputi   opportuno
          interpellarlo.».
              «Art.      23      (Composizione      del      comitato
          tecnico-consultivo). - 1. Il comitato tecnico-consultivo di
          cui  all'art.  22  e' presieduto dal direttore centrale dei
          servizi  tecnico-logistici e della gestione patrimoniale ed
          e' composto da:
                a) il   direttore   del  servizio  anticrimine  della
          direzione centrale della polizia criminale;
                b) il  direttore  del  servizio affari generali della
          direzione centrale per gli affari generali;
                c) il   direttore   del   servizio  antiterrorismo  e
          operazioni speciali della direzione centrale per la polizia
          di prevenzione;
                d) il  direttore  del servizio scuole della direzione
          centrale per gli istituti di istruzione;
                e) i  direttori  dei  servizi accasermamento forze di
          polizia,  equipaggiamento e casermaggio, impianti tecnici e
          telecomunicazioni e motorizzazione della direzione centrale
          dei servizi tecnicologistici e della gestione patrimoniale;
                f) il   direttore   dell'ufficio   programmazione   e
          bilancio   della   direzione  centrale  per  i  servizi  di
          ragioneria;
                g) un   funzionario   del   Ministero  del  tesoro  -
          Ragioneria  generale  dello Stato - Ispettorato generale di
          finanza, con qualifica di dirigente superiore;
                2. Per  ciascuno dei suddetti componenti, e' nominato
          un supplente con qualifica dirigenziale.
              3. Il presidente ha facolta' di consentire l'intervento
          alle  sedute dei direttori delle divisioni interessate o di
          altri  funzionari,  per  illustrazioni  e chiarimenti o per
          quant'altro  occorra  per  l'esame  e  la valutazione delle
          materie iscritte all'ordine del giorno.
              4.  In caso di assenza o impedimento del presidente, ne
          fa  le  veci  il  componente piu' anziano tra quelli di cui
          alle  lettere a), b), c), d), e)  e f)  del  comma 1. Detto
          componente   e',   a  sua  volta,  sostituito  dal  proprio
          supplente.
              5.  Il  comitato  e'  integrato  da  almeno due esperti
          scelti dal presidente tra i funzionari compresi nell'elenco
          previsto  dal  comma 8,  in relazione alle materie iscritte
          all'ordine del giorno di ciascuna riunione.
              6.    Un    funzionario   dell'Amministrazione   civile
          dell'interno  in  servizio  presso  il  Dipartimento  della
          pubblica sicurezza esercita le funzioni di segretario.
              7.  Il  presidente,  i  componenti ed il segretario del
          comitato   sono   nominati   con   decreto   del   Ministro
          dell'interno.
              8.  Con  lo stesso decreto, si provvede alla formazione
          di  un  elenco  di  esperti,  nel  quale  sono iscritti, su
          designazione   dei   rispettivi  Ministeri,  dipendenti  in
          attivita' di servizio di Amministrazioni statali diverse da
          quelle  indicate nel comma 1, con qualifica non inferiore a
          direttore  di sezione o equiparata, che abbiano particolare
          competenza  tecnica  nelle  materie  oggetto dell'attivita'
          consultiva del comitato.».
              4. Per determinate forniture, puo' essere provveduto al
          relativo   collaudo,   mediante  commissione  speciale,  da
          nominarsi con decreto ministeriale.».
              - Il  testo  degli  articoli 75-sexies e 75-septies del
          decreto del Presidente della Repubblica 28 ottobre 1985, n.
          782:    (Approvazione    del    regolamento   di   servizio
          dell'Amministrazione   della  pubblica  sicurezza),  e'  il
          seguente:
              «Art.    75-sexies   (Commissione   centrale   per   le
          ricompense).  - 1. Con provvedimento del Capo della polizia
          - Direttore generale della pubblica sicurezza e' istituita,
          presso  la direzione centrale del personale, la commissione
          centrale  per  le ricompense, presieduta dal vice direttore
          generale  della  pubblica  sicurezza con funzioni vicarie e
          composta da:
                a) il direttore centrale della polizia criminale;
                b) il direttore centrale degli affari generali;
                c) il    direttore    centrale   della   polizia   di
          prevenzione;
                d) il  direttore  centrale  per  la polizia stradale,
          ferroviaria, di frontiera e postale;
                e) il direttore centrale del personale;
                f) il   direttore   centrale   per  gli  istituti  di
          istruzione;
                g) sei  rappresentanti  del personale designati dalle
          organizzazioni    sindacali   rappresentative   sul   piano
          nazionale,  tenuto  conto  del  grado di rappresentativita'
          delle  stesse  risultante  dalle  deleghe  complessivamente
          espresse  per  la riscossione del contributo sindacale; nel
          limite  dei  sei posti disponibili, e' garantita a ciascuna
          organizzazione sindacale rappresentativa la designazione di
          almeno un componente.
              2.  In  caso  di  parita'  di  voti prevale il voto del
          presidente.
              3.  Le  funzioni  di  segretario della commissione sono
          espletate  da  un  funzionario  appartenente  al  ruolo dei
          commissari  della  Polizia  di Stato, in servizio presso il
          Dipartimento della pubblica sicurezza.
              4. La commissione e' competente, altresi', ad esprimere
          il  parere  sulle proposte di intitolazione delle caserme e
          degli uffici della Polizia di Stato.».
              «Art.   75-septies   (Commissioni  periferiche  per  le
          ricompense).  - 1. Con provvedimento del Capo della polizia
          -   Direttore   generale   della   Pubblica  sicurezza,  e'
          istituita,   annualmente,   nell'ambito   delle   ordinarie
          dotazioni   di   bilancio,  presso  ciascuno  degli  uffici
          ispettivi  di  cui  si  avvale l'ufficio centrale ispettivo
          indicato  dall'art. 5, primo comma, lettera b), della legge
          1° aprile  1981,  n. 121, una commissione periferica per le
          ricompense, presieduta dal dirigente dell'ufficio ispettivo
          e composta:
                a) dal  questore della provincia del capoluogo ove ha
          sede l'ufficio ispettivo;
                b) da        cinque        componenti       prescelti
          dall'amministrazione fra:
                  1) i questori di una delle altre province in cui si
          estende la competenza dell'ufficio ispettivo;
                  2)  i  dirigenti  di  ufficio  periferico a livello
          regionale  o  interprovinciale  per  le esigenze di polizia
          stradale,  ferroviaria,  di  frontiera  e  postale,  avente
          competenza,   anche   in  parte,  nell'ambito  territoriale
          dell'ufficio ispettivo;
                  3)  i  dirigenti  di  reparti  mobili,  aventi sede
          nell'ambito territoriale dell'ufficio ispettivo;
                  4) i dirigenti degli istituti di istruzione, aventi
          sede nell'ambito territoriale dell'ufficio ispettivo;
                c) da  sei  rappresentanti  del  personale  designati
          dalle  organizzazioni  sindacali  rappresentative sul piano
          nazionale,  tenuto  conto  del  grado di rappresentativita'
          delle  stesse  risultante  dalle  deleghe  complessivamente
          espresse  per  la riscossione del contributo sindacale; nel
          limite  dei  sei posti disponibili, e' garantita a ciascuna
          organizzazione sindacale rappresentativa la designazione di
          almeno un componente.
              2.   La   composizione   della  commissione  periferica
          istituita  presso  l'ufficio  ispettivo  con sede a Roma e'
          integrata  da  un  funzionario  dei  ruoli della Polizia di
          Stato,   avente   qualifica   non   inferiore  a  dirigente
          superiore,   in   servizio  presso  il  Dipartimento  della
          pubblica sicurezza.
              3.  La  designazione  dei  componenti della commissione
          prescelti   dall'amministrazione   e'   effettuata  secondo
          criteri  di  rotazione,  che tengano conto dell'entita' del
          personale rispettivamente dipendente in servizio presso gli
          uffici  aventi  sede  nell'ambito territoriale dell'ufficio
          ispettivo.
              4.  In  caso  di  parita'  di  voti prevale il voto del
          presidente.
              5.  Le  funzioni  di  segretario della commissione sono
          espletate  da  un  funzionario  appartenente  al  ruolo dei
          commissari della Polizia di Stato in servizio nel capoluogo
          ove ha sede l'ufficio ispettivo.».
              - Il testo degli articoli 22 e 60 della legge 1° aprile
          1981, n. 121: (Nuovo ordinamento dell'Amministrazione della
          pubblica sicurezza), e' il seguente:
              «Art.  22  (Scuola  di  perfezionamento per le Forze di
          polizia).  -  E'  istituita,  presso  il dipartimento della
          pubblica  sicurezza,  la  scuola  di perfezionamento per le
          forze di polizia.
              I  corsi svolti dalla scuola sono indirizzati all'altra
          formazione  e  all'aggiornamento  dei  funzionari  e  degli
          ufficiali   delle   forze  di  polizia  per  un'adeguata  e
          qualificata preparazione nelle materie attinenti ai compiti
          istituzionali.
              La  frequenza e il superamento con esito favorevole dei
          corsi costituisce titolo per l'avanzamento in carriera.
              Con  regolamento da emanarsi con decreto del Presidente
          della  Repubblica,  previa  deliberazione del Consiglio dei
          ministri su proposta del Ministro dell'interno, si provvede
          a  stabilire  i  criteri  e le modalita' di ammissione alla
          scuola,  di  nomina dei docenti e di svolgimento dei corsi,
          nonche'  a  determinare  le strutture e l'ordinamento della
          scuola.».
              «Art. 60 (Istruzione e formazione professionale). - Gli
          istituti  di  istruzione  per  la  formazione del personale
          della Polizia di Stato sono i seguenti:
                1) scuole per agenti di polizia;
                2) istituti per sovrintendenti di polizia;
                3)  istituto  di  perfezionamento  per  ispettori  di
          polizia;
                4) Istituto superiore di polizia;
                5) centri e scuole di specializzazione, addestramento
          e aggiornamento.
              Nei    programmi    e'    dedicata   particolare   cura
          all'insegnamento  della Costituzione e dei diritti e doveri
          del  cittadino  all'insegnamento delle materie giuridiche e
          professionali  e  alle  esercitazioni pratiche per la lotta
          alla criminalita' e la tutela dell'ordine e della sicurezza
          pubblica.  La  formulazione  dei  programmi,  i  metodi  di
          insegnamento  e di studio, il rapporto numerico fra docenti
          e  allievi,  la  previsione  e  la  conduzione  delle prove
          pratiche  rispondono  al  fine  di  conseguire la piu' alta
          preparazione professionale del personale e di promuovere il
          senso di responsabilita' e capacita' di iniziativa.
              Salvo  quanto  disposto  per  l'Istituto  superiore  di
          polizia,  presso gli istituti di istruzione di cui al primo
          comma possono  essere  chiamati  a  svolgere  attivita'  di
          insegnamento    docenti    universitari   o   di   istituti
          specializzati, docenti non di ruolo delle scuole secondarie
          di  primo e secondo grado, purche' abilitati per le materie
          corrispondenti a quelle d'insegnamento nelle scuole stesse,
          inseriti in appositi elenchi formati presso ogni istituto o
          scuola  o  centro  di  polizia  sulla  base  dei nominativi
          risultanti dalle graduatorie provinciali del provveditorato
          agli  studi  ove ha sede l'istituto di polizia interessato,
          nonche'  magistrati,  funzionari  appartenenti  ai ruoli di
          Polizia  di  Stato  o di altre amministrazioni dello Stato,
          ufficiali   delle   Forze  armate  ed  esperti  in  singole
          discipline,   i   quali   abbiano   comunicato  la  propria
          disponibilita' al direttore dell'istituto o scuola o centro
          di polizia.
              Per         l'insegnamento         delle        materie
          specialistico-professionali  ed  operative,  gli  incarichi
          sono  conferiti  al  personale  appartenente  ai  ruoli dei
          dirigenti,  dei  commissari e degli ispettori della Polizia
          di  Stato; per l'addestramento fisico e tecnico-operativo i
          relativi  incarichi  sono conferiti al personale di polizia
          di   qualsiasi   ruolo   in  possesso  della  qualifica  di
          istruttore  o della necessaria professionalita', nonche' ad
          esperti. Per motivi di contingente necessita' gli incarichi
          di  insegnamento  possono  essere  conferiti anche ad altri
          appartenenti  alla Polizia di Stato, in servizio presso gli
          istituti  interessati,  aventi la qualifica non inferiore a
          quella  di sovrintendente o equiparata. Gli incarichi hanno
          la  durata  del  corso  e sono rinnovabili. La scelta degli
          insegnanti spetta al Ministro dell'interno, su proposta del
          Capo   della   Polizia-Direttore  generale  della  pubblica
          sicurezza,  sentito  il  direttore dell'istituto o scuola o
          centro  di  polizia. I docenti non di ruolo della scuola di
          istruzione  secondaria, incaricati dell'insegnamento presso
          un  istituto  o  scuola  o centro di polizia, qualora siano
          nominati  supplenti  annuali  del  provveditore agli studi,
          possono  essere  autorizzati  dal capo istituto a mantenere
          l'incarico presso l'istituto di istruzione della Polizia di
          Stato,   purche'   l'orario   di  insegnamento  non  superi
          complessivamente  le  diciotto  ore  settimanali  e risulti
          compatibile  con l'attivita' di insegnamento che il docente
          deve svolgere presso la scuola di istruzione secondaria. Il
          servizio  prestato dai docenti non di ruolo della scuola di
          istruzione  secondaria  presso l'istituto o scuola o centro
          di  polizia  e'  considerato  come  servizio  non  di ruolo
          prestato presso le scuole statali.
              Coloro  che  sono  chiamati  a  svolgere  attivita'  di
          insegnamento  possono  essere  collocati,  ad eccezione del
          personale  appartenente  ai  ruoli  della Polizia di Stato,
          nella  posizione  di  fuori  ruolo  dall'Amministrazione di
          appartenenza  e,  in  tal  caso,  svolgeranno  attivita' di
          insegnamento  a  tempo  pieno.  Gli  insegnanti  di cultura
          generale gia' in servizio nelle scuole di polizia alla data
          di  entrata  in  vigore della legge 11 giugno 1974, n. 253,
          confermati  nell'insegnamento  e per lo stesso abilitati ai
          sensi  degli articoli 1 e 3 della legge 27 ottobre 1975, n.
          608, rimangono, a domanda, nell'attuale posizione e vengono
          utilizzati fino al collocamento a riposo.
              Fuori   dei   casi   previsti  dal  quinto  comma,  per
          l'insegnamento    o    per    l'addestramento    fisico   e
          tecnico-operativo  svolti  presso  gli  istituti o scuole o
          centri  dell'Amministrazione della pubblica sicurezza viene
          corrisposto  un  compenso orario stabilito con le modalita'
          indicate  nell'art.  13  del  decreto  del Presidente della
          Repubblica  21 aprile  1972,  n. 472, concernente la Scuola
          superiore della pubblica amministrazione.
              Le  materie  d'insegnamento,  i  piani  di  studio,  lo
          svolgimento   dei  corsi,  le  modalita'  degli  esami,  il
          collegio   dei   docenti   e   gli  appositi  organismi  di
          collaborazione  tra  docenti  e  allievi  sono previsti dai
          regolamenti  degli  istituti  o  scuole  o centri di cui al
          primo   comma,   da   emanarsi  con  decreto  del  Ministro
          dell'interno.».
              - Il  decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto
          2006,   n.  256,  reca:  (Regolamento  di  riorganizzazione
          dell'Istituto superiore di Polizia), ed e' pubblicato nella
          Gazzetta Ufficiale del 1° settembre 2006, n. 203.
              - Il  testo  dell'art.  26, lettera a), del decreto del
          Presidente   della   Repubblica  31 luglio  1995,  n.  395:
          (Recepimento  dell'accordo  sindacale  del  20 luglio  1995
          riguardante   il   personale  delle  Forze  di  polizia  ad
          ordinamento  civile  Polizia  di  Stato,  Corpo  di polizia
          penitenziaria   e   Corpo   forestale  dello  Stato  e  del
          provvedimento   di   concertazione   del   20 luglio   1995
          riguardante  le  Forze  di  polizia ad ordinamento militare
          Arma  dei carabinieri e Corpo della guardia di finanza), e'
          il seguente:
              «Art.  26  (Forme  di  partecipazione).  -  1. Oltre ai
          comitati e commissioni di partecipazione in materia di pari
          opportunita'  e di formazione e aggiornamento professionale
          di   cui   agli   articoli 20   e   22,   presso   ciascuna
          Amministrazione  sono  costituite  apposite  commissioni, a
          livello  centrale  e  periferico,  per  la  verifica  e  la
          formulazione di proposte relativamente:
                a) alla formazione ed aggiornamento professionale;».
              - Il  decreto del Presidente della Repubblica 11 giugno
          1986,  n.  423  reca:  (Approvazione  del regolamento della
          Scuola  di  perfezionamento per le Forze di polizia), ed e'
          pubblicato  nella Gazzetta Ufficiale del 1° agosto 1986, n.
          177.
              - Il  decreto del Presidente della Repubblica 28 luglio
          1999,  n.  510  reca:  (Regolamento  recante nuove norme in
          favore  delle  vittime  del terrorismo e della criminalita'
          organizzata), ed e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del
          7 gennaio 2000, n. 4.
              - La  legge  13 agosto  1980,  n.  466  reca: (Speciali
          elargizioni  a favore di categorie di dipendenti pubblici e
          di cittadini vittime del dovere o di azioni terroristiche),
          ed  e'  pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 22 agosto 1980,
          n. 230.
              - Il  testo  dell'art.  31  del  decreto del Presidente
          della  Repubblica  16 dicembre  1999,  n.  550 (Regolamento
          recante  norme  per l'amministrazione e la contabilita' del
          Corpo nazionale dei vigili del fuoco), e' il seguente:
              «Art.  31  (Modalita'  per  il  fuori  uso).  -  1.  La
          richiesta  di  dichiarazione  di  fuori  uso  di  materiali
          ritenuti non piu' idonei all'impiego in relazione alla loro
          prima  destinazione o non suscettibili di ulteriore impiego
          o  che  siano superati per motivi di natura tecnica, ovvero
          l'utilizzazione  di  parti  di  un  bene,  e',  di  regola,
          formulata  dall'agente  che  ha  in  consegna  i  materiali
          stessi.
              2.  La richiesta di cui al primo comma, e' trasmessa ad
          una  apposita  commissione,  nominata con provvedimento del
          direttore  generale  della  protezione civile e dei servizi
          antincendio  per  le  sedi centrali, ivi comprese le scuole
          centrali antincendio ed il centro studi ed esperienze e dal
          prefetto  per le sedi periferiche, con la partecipazione di
          un  funzionario del locale ufficio tecnico erariale ovvero,
          in mancanza, di un proprio funzionario tecnico.
              3. L'accertamento di cui al comma 1 e la determinazione
          del  valore  di stima deve risultare da apposito verbale da
          redigersi a seguito di sopralluogo.
              4.  Il  verbale  deve  essere  trasmesso alla Direzione
          generale  della  protezione civile e dei servizi antincendi
          che  autorizza la procedura da seguire ritenuta piu' idonea
          per  la  cessione  dei  beni  e, al termine della procedura
          stessa,   quando   previsto,  emette  il  provvedimento  di
          discarico dei beni.».
              - Il  testo  degli articoli 121 e 122 del regio decreto
          23 maggio  1924, n. 827: (Regolamento per l'amministrazione
          del patrimonio e per la contabilita' generale dello Stato),
          e' il seguente:
              «Art.  121. - Tutti i lavori e tutte le forniture fatte
          ad  appalto  sono  soggette, salvo speciali disposizioni in
          contrario,  a  collaudazione  parziale  o  finale, nei modi
          stabiliti dai singoli regolamenti per i diversi servizi.».
              «Art. 122. - Le collaudazioni finali dei lavori e delle
          forniture     sono     fatte     da     agenti    destinati
          dall'amministrazione centrale cui la spesa riguarda.
              La  collaudazione  non  puo'  essere fatta dalla stessa
          persona  che  ha  diretta  o  sorvegliata la esecuzione dei
          lavori.».
              - Il  decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 512, convertito
          in  legge  dalla  legge  28 novembre  1996,  n.  609, reca:
          (Disposizioni   urgenti   concernenti   l'incremento  e  il
          ripianamento  di organico dei ruoli del Corpo nazionale dei
          vigili   del   fuoco  e  misure  di  razionalizzazione  per
          l'impiego  del  personale  nei  servizi  d'istituto), ed e'
          pubblicato  nella Gazzetta Ufficiale del 2 ottobre 1996, n.
          231.
              - Il testo dell'art. 3 della legge 23 dicembre 1980, n.
          930:  (Norme  sui  servizi antincendi negli aeroporti e sui
          servizi di supporto tecnico ed amministrativo-contabile del
          Corpo nazionale dei vigili del fuoco), e' il seguente:
              «Art. 3. - Negli aeroporti non compresi nella tabella A
          l'espletamento  del  servizio  antincendi  e' assicurato, a
          proprie  cure  e  spese,  dai titolari della licenza di cui
          all'art.  788  del codice della navigazione i quali abbiano
          la   loro  base  operativa  nell'aeroporto,  o  dagli  enti
          pubblici  o  privati che abbiano in gestione l'aerostazione
          passeggeri  o  merci, con personale in possesso di apposita
          abilitazione,   rilasciata   dall'ispettore   regionale   o
          interregionale  dei  vigili  del  fuoco previo accertamento
          della  sussistenza  di adeguati requisiti di idoneita' e di
          capacita'   tecnica.  Le  modalita'  per  il  conseguimento
          dell'abilitazione  sono  stabilite con decreto del Ministro
          dell'interno. Le spese per l'addestramento del personale ai
          fini  del conseguimento dell'abilitazione sono a carico dei
          titolari o degli enti sopra indicati.
              Nel  caso  in  cui in un medesimo aeroporto l'attivita'
          aerea   sia   gestita   da   piu'   enti,  questi  dovranno
          consorziarsi   ai   fini   dell'espletamento   dei  servizi
          antincendi.
              Il Ministero dell'interno determina la dotazione minima
          di  personale  e  la  consistenza  e le caratteristiche dei
          mezzi  da adibire al servizio antincendi negli aeroporti di
          cui al primo comma.
              La  responsabilita' della regolarita' e dell'efficienza
          dei  servizi  antincendi nell'ambito dell'aeroporto compete
          al titolare della licenza o all'ente di cui al primo comma.
          Ove,  in  sede  dell'accertamento all'atto dell'attivazione
          del   servizio   antincendi,   il   Ministero  dell'interno
          riscontri  inadempienze  o  difformita'  rispetto  a quanto
          stabilito con le determinazioni di cui al precedente comma,
          non  si  fara'  luogo  all'emanazione  di  apposito decreto
          ministeriale istitutivo del servizio antincendi.
              Nel   caso   che  la  prestazione  del  servizio  venga
          effettuata  in favore di terzi, a questi sara' richiesto un
          corrispettivo la cui tariffa e' sottoposta all'approvazione
          del Ministero dei trasporti quando il servizio stesso viene
          richiesto   nel   prevalente   interesse  del  privato.  Le
          prestazioni  in  favore  degli aeromobili appartenenti allo
          Stato sono effettuate gratuitamente.».
              - Il   testo   dell'art.  8  del  decreto  ministeriale
          2 aprile   1990,   n.   121:   (Regolamento  recante  norme
          provvisorie  per  la sicurezza antincendio negli eliporti),
          e' il seguente:
              «Art.  8  (Disposizioni  finali). - 1. Sono applicabili
          anche agli eliporti le disposizioni dell'art. 3 della legge
          23 dicembre 1980, n. 930.
              2.  Gli  eliporti  esistenti sono tenuti ad adeguare il
          proprio servizio antincendi e di soccorso nei tempi tecnici
          strettamente  necessari e comunque non oltre due anni dalla
          data  di  pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta
          Ufficiale.».
              - Il  testo  degli articoli 10, 11, 14 e 20 del decreto
          del  Presidente  della  Repubblica  29 luglio 1982, n. 577:
          (Approvazione  del  regolamento  concernente l'espletamento
          dei servizi antincendi), e' il seguente:
              «Art.  10 (Comitato centrale tecnico-scientifico per la
          prevenzione  incendi).  -  E'  istituito,  con  decreto del
          Ministro     dell'interno,     il     comitato     centrale
          tecnico-scientifico  per  la  prevenzione incendi, avente i
          compiti indicati nell'art. 11 e cosi' composto:
                a) ispettore  generale  capo  del Corpo nazionale dei
          vigili del fuoco, che lo presiede;
                b) direttore   centrale   per  la  prevenzione  e  la
          sicurezza tecnica, vicepresidente;
                c) tre dirigenti scelti fra i direttori regionali dei
          vigili  del  fuoco  del  soccorso  pubblico  e della difesa
          civile;
                d) un  dirigente  della  Direzione  centrale  per  la
          prevenzione e la sicurezza tecnica;
                e) un   dirigente   della   Direzione   centrale  per
          l'emergenza e il soccorso tecnico;
                f) un  dirigente  della  Direzione  centrale  per  la
          formazione;
                g) tre  dirigenti scelti fra i comandanti provinciali
          dei vigili del fuoco;
                h) un    dirigente    della    carriera   prefettizia
          dell'ufficio affari legislativi del Dipartimento dei vigili
          del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile;
                i) un    rappresentante    del   Dipartimento   della
          protezione civile;
                l) un  rappresentante  del  Ministero delle attivita'
          produttive;
                m) un  rappresentante  del  Ministero delle politiche
          agricole e forestali;
                n) un  rappresentante  del  Ministero dell'ambiente e
          della tutela del territorio;
                o) un     rappresentante    del    Ministero    delle
          infrastrutture e dei trasporti;
                p) un rappresentante del Ministero del lavoro e delle
          politiche sociali;
                q) un  rappresentante  dell'Istituto superiore per la
          prevenzione e la sicurezza del lavoro;
                r) due   esperti   delle   istituzioni   scientifiche
          universitarie   designati   dal  Ministro  dell'istruzione,
          dell'universita' e della ricerca;
                s) un esperto del Consiglio nazionale delle ricerche;
                t) quattro   esperti  designati  rispettivamente  dai
          consigli nazionali degli ordini e dei collegi professionali
          degli  ingegneri,  degli  architetti,  dei  geometri  e dei
          periti industriali;
                u) un   esperto   dell'organizzazione  sindacale  dei
          dirigenti  dello  Stato  maggiormente  rappresentativa  sul
          piano nazionale;
                v) tre   esperti   delle   organizzazioni   sindacali
          maggiormente rappresentative sul piano nazionale;
                z) quattro      esperti      delle     confederazioni
          dell'industria    del    commercio,    dell'agricoltura   e
          dell'artigianato,  maggiormente  rappresentative  sul piano
          nazionale;
                aa) un   esperto  dell'associazione  nazionale  delle
          imprese assicuratrici (ANIA);
                bb) un esperto della «piccola industria»;
                cc) un esperto della «proprieta' edilizia».
              Per  ogni  componente titolare del comitato e' nominato
          un membro supplente.
              Il  comitato  dura  in  carica  tre anni e i componenti
          possono essere riconfermati.
              Il  componente  che,  senza  giustificato  motivo,  non
          interviene  per  tre  sedute  consecutive, viene dichiarato
          decaduto e ne viene richiesta la tempestiva sostituzione.
              Funge  da segretario un funzionario del Corpo nazionale
          dei vigili del fuoco.».
              «Art.    11    (Competenze    del   comitato   centrale
          tecnico-scientifico  per  la  prevenzione  incendi).  -  Il
          comitato  centrale  tecnico-scientifico  per la prevenzione
          incendi provvede:
                a) all'elaborazione  e  all'aggiornamento delle norme
          tecniche e procedurali in materia di prevenzione incendi in
          armonia con quanto stabilito nel decreto di cui all'art. 4,
          secondo comma;
                b) a      fornire      il      necessario     apporto
          tecnico-scientifico  per  la  elaborazione  delle  norme di
          prevenzione  incendi interessanti le macchine, gli impianti
          e  le  attrezzature  soggetti  ad  omologazione  di  cui al
          penultimo  comma dell'art.  23,  legge 23 dicembre 1978, n.
          833, sull'istituzione del Servizio sanitario nazionale;
                c) ad   esprimere  pareri  su  questioni  e  problemi
          inerenti la prevenzione incendi;
                e) a richiedere agli organi del Corpo l'effettuazione
          di studi, ricerche e progetti nella specifica materia.
              Nell'espletamento   delle   proprie   attribuzioni   il
          comitato potra' articolarsi in gruppi di lavoro.
              Per  determinati  settori  di competenza e per un tempo
          limitato  alle  esigenze di elaborazione e di aggiornamento
          di  particolari  norme tecniche, il comitato puo' avvalersi
          dell'opera  di  esperti  o  di  rappresentanti  di  enti  e
          organismi  diversi  da  quelli indicati nel precedente art.
          10.
              All'emanazione delle norme e delle specifiche tecniche,
          elaborate    e    aggiornate    dal    comitato    centrale
          tecnico-scientifico  per la prevenzione incendi si provvede
          mediante decreti del Ministero dell'interno con l'eventuale
          concerto di altri Ministeri interessati.
              Il  comitato,  all'inizio  di  ogni  anno,  formula  il
          programma  generale  della  propria attivita' concernente i
          compiti  al  medesimo  attribuiti,  nonche'  una  relazione
          sull'attivita' svolta nell'anno precedente.».
              «Art.  14  (Visite  tecniche). - Il personale del Corpo
          nazionale  dei  vigili  del  fuoco,  tenuto  anche conto di
          quanto  verra'  stabilito  nel  decreto  di cui all'art. 4,
          provvede    agli   accertamenti   sopraluogo   presso   gli
          insediamenti  industriali  e  civili,  gli  impianti  e  le
          attivita'  soggetti  al controllo di prevenzione incendi al
          fine   di  valutare  direttamente  i  fattori  di  rischio,
          verificare  la  rispondenza alle norme e ai criteri tecnici
          di  prevenzione incendi e l'attuazione delle prescrizioni e
          degli  obblighi  a  carico dei responsabili delle attivita'
          soggette a controllo.
              Gli accertamenti sopraluogo possono essere effettuati:
                a) su  richiesta  degli  interessati per procedere al
          controllo  dell'osservanza  delle prescrizioni impartite in
          sede  di  esame  dei  progetti  delle nuove attivita' e dei
          nuovi impianti soggetti ai controlli stessi;
                b) su  richiesta dei soggetti interessati, a norma di
          legge,  alla  sicurezza  antincendi,  al fine del controllo
          dell'osservanza  delle  norme di prevenzione incendi per le
          attivita' in esercizio;
                c) per   procedere  al  controllo  di  situazioni  di
          potenziale pericolo segnalate o comunque rilevate;
                d) per  procedere a controlli «a campione», in base a
          disposizioni  da emanarsi da parte degli organi tecnici del
          Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
              Per   insediamenti   industriali  e  impianti  di  tipo
          complesso   e   a  tecnologia  avanzata,  gli  accertamenti
          sopraluogo  sono  effettuati da una commissione composta da
          tre  esperti  in  materia,  designati  dal comitato tecnico
          regionale di cui all'art. 20.
              Di  detta  commissione deve far parte un componente del
          Corpo nazionale dei vigili del fuoco.».
              «Art. 20. - Presso l'ufficio dell'ispettore regionale o
          interregionale  e'  istituito,  con  decreto  del  Ministro
          dell'interno,    un    comitato    tecnico    regionale   o
          interregionale  per  la prevenzione incendi, con il compito
          di  esprimere  parere  sui  progetti  delle installazioni o
          impianti  concernenti  le  attivita'  di  cui all'art. 19 e
          designare  gli  esperti  della  commissione  incaricata  di
          effettuare gli accertamenti sopraluogo per gli insediamenti
          industriali e gli impianti di tipo complesso e a tecnologia
          avanzata di cui all'art. 14.
              Il comitato e' composto dei seguenti membri:
                un  ispettore  regionale  o interregionale competente
          per territorio con funzione di presidente;
                tre funzionari tecnici del Corpo nazionale dei vigili
          del  fuoco della regione, di cui almeno due con funzioni di
          comandante;
                un  ispettore  del  lavoro designato dall'ispettorato
          regionale del lavoro;
                un  rappresentante  dell'ordine degli ingegneri della
          provincia   in   cui  ha  sede  l'ispettorato  regionale  o
          interregionale.
              Per l'esame delle questioni connesse a competenze delle
          regioni,  puo'  essere chiamato a far parte del comitato un
          esperto tecnico designato dalla regione.
              In  aggiunta a ciascun componente titolare del comitato
          e' nominato anche un membro supplente.
              Il  comitato  puo'  avvalersi  a titolo consultivo, per
          particolari   problemi,   di   tecnici   aventi  specifiche
          competenze.
              Funge  da  segretario  un  dipendente  dell'ispettorato
          regionale designato dall'ispettore.».
              - Il  decreto  del Presidente della Repubblica 9 giugno
          1967,  n.  903,  reca:  (Disciplina della fornitura e della
          custodia  di  materiale  vario  per  l'assistenza in natura
          degli   assistibili  bisognosi),  ed  e'  pubblicato  nella
          Gazzetta Ufficiale del 14 ottobre 1967, n. 257.
              - La legge 10 agosto 2000, n. 246, reca: (Potenziamento
          del Corpo nazionale dei vigili del fuoco), ed e' pubblicata
          nella Gazzetta Ufficiale del 4 settembre 2000, n. 206.
              - Il   testo   degli   articoli 21  e  22  del  decreto
          legislativo 8 marzo 2006, n. 139, recante: (Riassetto delle
          disposizioni relative alle funzioni ed ai compiti del Corpo
          nazionale  dei vigili del fuoco, a norma dell'art. 11 della
          legge 29 luglio 2003, n. 229), e' il seguente:
              «Art.  21 (Comitato centrale tecnico-scientifico per la
          prevenzione  incendi)  -  (articoli 10 e 11 del decreto del
          Presidente  della  Repubblica 29 luglio 1982, n. 577). - 1.
          Nell'ambito  del  Dipartimento  e'  istituito  il  Comitato
          centrale  tecnico-scientifico  per  la prevenzione incendi,
          quale   organo   tecnico  consultivo  e  propositivo  sulle
          questioni  riguardanti  la  prevenzione  degli  incendi. Il
          Comitato svolge in particolare i seguenti compiti:
                a) concorre  all'elaborazione  e  esprime  il  parere
          preliminare   sulle   norme   tecniche   e  procedurali  di
          prevenzione incendi e su ogni altra questione inerente alla
          prevenzione incendi ad esso rimessa;
                b) propone     agli     organi    del    Dipartimento
          l'effettuazione    di    studi,    ricerche,   progetti   e
          sperimentazioni  e  l'elaborazione  di  atti  di normazione
          tecnica  nella specifica materia, anche in cooperazione con
          altre  amministrazioni,  istituti, enti e aziende, anche di
          rilievo internazionale.
              2.  Con  decreto  del  Presidente  della  Repubblica da
          emanare   a   norma  dell'art.  17,  comma 1,  della  legge
          23 agosto   1988,   n.   400,   su  proposta  del  Ministro
          dell'interno,  sono  dettate  le disposizioni relative alla
          composizione e al funzionamento del Comitato.».
              «Art. 22 (Comitato tecnico regionale per la prevenzione
          incendi).  -  (art. 19, decreto legislativo 17 agosto 1999,
          n.  334;  art.  19,  lettera c),  e art. 20 del decreto del
          Presidente  della  Repubblica 29 luglio 1982, n. 577). - 1.
          Nell'ambito  di ciascuna Direzione regionale dei vigili dei
          fuoco,  del  soccorso  pubblico  e  della  difesa civile e'
          istituito  un Comitato tecnico regionale per la prevenzione
          incendi, quale organo tecnico consultivo territoriale sulle
          questioni  riguardanti  la  prevenzione  degli  incendi. Il
          Comitato svolge in particolare i seguenti compiti:
                a) su  richiesta  dei  Comandi provinciali dei vigili
          del  fuoco,  esprime  la valutazione sui progetti e designa
          gli  esperti  per  l'effettuazione  delle  visite tecniche,
          nell'ambito dei procedimenti di rilascio del certificato di
          prevenzione incendi riguardanti insediamenti industriali ed
          attivita' di tipo complesso;
                b) esprime   il   parere   sulle  istanze  di  deroga
          all'osservanza   della  normativa  di  prevenzione  incendi
          inoltrate  in relazione agli insediamenti o impianti le cui
          attivita' presentino caratteristiche tali da non consentire
          il rispetto della normativa stessa.
              2.  Fino  all'emanazione  da  parte delle regioni della
          disciplina  per l'esercizio delle competenze amministrative
          in materia di incidenti rilevanti ai sensi dell'art. 72 del
          decreto  legislativo  31 marzo  1998,  n. 112, il Comitato,
          nella  composizione  integrata  prevista  dall'art.  19 del
          decreto  legislativo  17 agosto  1999,  n.  334, provvede a
          svolgere  l'istruttoria  per gli stabilimenti soggetti alla
          presentazione  del rapporto di sicurezza indicati nell'art.
          8  dello  stesso  decreto  legislativo n. 334 del 1999 ed a
          formulare le relative conclusioni.
              3.  Con  il  decreto del Presidente della Repubblica di
          cui  all'art.  21,  comma 2,  sono  dettate le disposizioni
          relative  alla composizione e al funzionamento del Comitato
          di cui al comma 1.».
              - Il   testo   degli   articoli 9   e  23  del  decreto
          legislativo   19 maggio  2000,  n.  139:  (Disposizioni  in
          materia di rapporto di impiego del personale della carriera
          prefettizia,  a  norma  dell'art.  10 della legge 28 luglio
          1999, n. 266), e' il seguente:
              «Art.  9 (Nomina a prefetto). - 1. La nomina a prefetto
          e'  conferita  con decreto del Presidente della Repubblica,
          previa   deliberazione   del  Consiglio  dei  Ministri,  su
          proposta   del  Ministro  dell'interno,  nei  limiti  delle
          disponibilita' di organico e nel rispetto della riserva per
          il  personale della carriera prefettizia prevista dall'art.
          236  del decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio
          1957, n. 3.
              2.  Entro  il  31 gennaio  di  ogni  anno,  il Ministro
          dell'interno  costituisce, su designazione del Consiglio di
          amministrazione,  una  commissione  consultiva  composta da
          cinque  membri  di  cui due, oltre al capo del dipartimento
          competente   per   l'amministrazione  del  personale  della
          carriera  prefettizia,  scelti tra i capi di dipartimento e
          due   tra   i   prefetti   titolari  di  uno  degli  uffici
          territoriali  del  governo  nelle sedi capoluogo di regione
          identificate  come  aree  metropolitane.  Con il decreto di
          costituzione e' individuato il componente della commissione
          chiamato  a  svolgere  le  funzioni  di  presidente  e sono
          indicati    due    componenti   supplenti,   uno   titolare
          dell'incarico di capo di dipartimento e l'altro titolare di
          un ufficio territoriale del governo nelle sedi capoluogo di
          regione identificate come aree metropolitane.
              3.  La  commissione  consultiva  individua,  sulla base
          delle   schede  valutative  annuali  di  cui  all'art.  16,
          comma 4,   delle   esperienze   professionali   maturate  e
          dell'intero  servizio prestato nella carriera, i funzionari
          aventi  la  qualifica  di viceprefetto ritenuti idonei alla
          nomina  a  prefetto, nella misura non inferiore a due volte
          il  numero  dei posti disponibili. I funzionari selezionati
          sono  indicati, secondo l'ordine alfabetico, in un apposito
          elenco all'occorrenza suscettibile di aggiornamento.
              4. Il Ministro dell'interno sceglie, in vista della sua
          proposta  al  Consiglio  dei  Ministri,  fra  i  funzionari
          indicati dalla commissione.
              5.  Restano  ferme  le  disposizioni dell'art. 42 della
          legge  1° aprile  1981,  n.  121. Ai fini dell'applicazione
          della  riserva  nella  nomina a prefetto prevista dal primo
          comma del  suddetto  articolo, la commissione consultiva di
          cui  al comma 2 e' costituita, su proposta del consiglio di
          amministrazione,   oltre  che  dal  capo  del  dipartimento
          competente   per   l'amministrazione  del  personale  della
          carriera  prefettizia,  dal  capo della polizia - Direttore
          generale  della  pubblica  sicurezza,  da altro titolare di
          incarico di capo di dipartimento e da due prefetti nominati
          tra   i   dirigenti   dell'amministrazione  della  pubblica
          sicurezza.  Sono  indicati  come  membri  supplenti il vice
          direttore  generale  vicario  della pubblica sicurezza e un
          prefetto  nominato  tra  i  dirigenti  dell'amministrazione
          della pubblica sicurezza.».
              «Art. 23 (Verifica dei risultati). - 1. La verifica dei
          risultati   conseguiti   dal   funzionario  della  carriera
          prefettizia  nell'espletamento  degli incarichi di funzione
          conferiti ai sensi dell'art. 11 viene effettuata sulla base
          delle modalita' e garanzie stabilite dal regolamento di cui
          all'art.  20,  comma 8,  del decreto legislativo 3 febbraio
          1993,  n.  29. L'esito negativo della verifica comporta per
          il   funzionario   prefettizio   la   revoca  dell'incarico
          ricoperto e la destinazione ad altro incarico. Si osservano
          le disposizioni dell'art. 12.
              2.  Nel  caso  di  grave  inosservanza  delle direttive
          impartite  dall'organo competente o di ripetuta valutazione
          negativa,  il funzionario prefettizio, previa contestazione
          e  valutazione  degli  elementi  eventualmente dallo stesso
          forniti   nel  termine  congruo  assegnato  all'atto  della
          contestazione,   puo'   essere  escluso,  con  decreto  del
          Ministro  dell'interno,  da  ogni  incarico  per un periodo
          compreso  nel  limite  massimo  di  tre  anni.  Allo stesso
          compete esclusivamente il trattamento economico stipendiale
          di    base   correlato   alla   qualifica   rivestita.   Il
          provvedimento  di esclusione e' adottato su conforme parere
          di  un  comitato  di  garanti  presieduto  da un magistrato
          amministrativo  o contabile e composto dal prefetto facente
          parte  della commissione per la progressione in carriera di
          cui  all'art.  17 e dall'esperto in tecniche di valutazione
          del personale nominato ai sensi dell'art. 8, comma 2.
              3.  Restano ferme per i prefetti le disposizioni di cui
          all'art.  238  del  testo  unico  approvato con decreto del
          Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3.».
              - Il testo vigente dell'art. 55 del decreto legislativo
          30 marzo 2001, n. 165: (Norme generali sull'ordinamento del
          lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche), e'
          il seguente:
              «Art. 55 (Sanzioni disciplinari e responsabilita). - 1.
          Per i dipendenti di cui all'art. 2, comma 2, resta ferma la
          disciplina    attualmente    vigente    in    materia    di
          responsabilita'  civile, amministrativa, penale e contabile
          per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche.
              2.  Ai  dipendenti  di  cui  all'art.  2,  comma 2,  si
          applicano  l'art.  2106  del  codice  civile  e  l'art.  7,
          commi primo,  quinto  e ottavo, della legge 20 maggio 1970,
          n. 300.
              3.  Salvo  quanto  previsto  dagli  articoli 21  e  53,
          comma 1,  e  ferma  restando  la definizione dei doveri del
          dipendente  ad  opera  dei  codici  di comportamento di cui
          all'art. 54, la tipologia delle infrazioni e delle relative
          sanzioni e' definita dai contratti collettivi.
              4.   Ciascuna   amministrazione,   secondo  il  proprio
          ordinamento,   individua   l'ufficio   competente   per   i
          procedimenti  disciplinari.  Tale  ufficio, su segnalazione
          del  capo  della  struttura  in  cui  il dipendente lavora,
          contesta  l'addebito  al  dipendente medesimo, istruisce il
          procedimento  disciplinare e applica la sanzione. Quando le
          sanzioni  da  applicare siano rimprovero verbale e censura,
          il  capo  della  struttura  in  cui  il  dipendente  lavora
          provvede direttamente.
              5.  Ogni  provvedimento  disciplinare, ad eccezione del
          rimprovero  verbale, deve essere adottato previa tempestiva
          contestazione  scritta  dell'addebito  al  dipendente,  che
          viene sentito a sua difesa con l'eventuale assistenza di un
          procuratore  ovvero  di un rappresentante dell'associazione
          sindacale  cui  aderisce  o  conferisce  mandato. Trascorsi
          inutilmente  quindici  giorni  dalla  convocazione  per  la
          difesa  del  dipendente,  la  sanzione  viene applicata nei
          successivi quindici giorni.
              6.   Con   il   consenso  del  dipendente  la  sanzione
          applicabile puo' essere ridotta, ma in tal caso non e' piu'
          suscettibile di impugnazione.
              7.  Ove  i contratti collettivi non prevedano procedure
          di  conciliazione,  entro  venti  giorni  dall'applicazione
          della  sanzione,  il  dipendente,  anche  per  mezzo  di un
          procuratore  o  dell'associazione  sindacale cui aderisce o
          conferisce  mandato,  puo'  impugnarla  dinanzi al collegio
          arbitrale di disciplina dell'amministrazione in cui lavora.
          Il  collegio  emette  la sua decisione entro novanta giorni
          dall'impugnazione   e  l'amministrazione  vi  si  conforma.
          Durante tale periodo la sanzione resta sospesa.
              8.   Il   collegio   arbitrale   si   compone   di  due
          rappresentanti dell'amministrazione e di due rappresentanti
          dei   dipendenti   ed   e'   presieduto   da   un   esterno
          all'amministrazione,  di provata esperienza e indipendenza.
          Ciascuna  amministrazione,  secondo il proprio ordinamento,
          stabilisce,   sentite   le   organizzazioni  sindacali,  le
          modalita'   per   la   periodica   designazione   di  dieci
          rappresentanti  dell'amministrazione e dieci rappresentanti
          dei  dipendenti,  che,  di  comune accordo, indicano cinque
          presidenti.   In  mancanza  di  accordo,  l'amministrazione
          richiede   la  nomina  dei  presidenti  al  presidente  del
          tribunale  del  luogo in cui siede il collegio. Il collegio
          opera  con  criteri  oggettivi di rotazione dei membri e di
          assegnazione   dei   procedimenti   disciplinari   che   ne
          garantiscono l'imparzialita'.
              9.  Piu'  amministrazioni  omogenee  o  affini  possono
          istituire  un unico collegio arbitrale mediante convenzione
          che   ne   regoli   le   modalita'  di  costituzione  e  di
          funzionamento   nel   rispetto   dei  principi  di  cui  ai
          precedenti commi.
              10. Fino al riordinamento degli organi collegiali della
          scuola  nei  confronti  del  personale  ispettivo  tecnico,
          direttivo, docente ed educativo delle scuole di ogni ordine
          e  grado e delle istituzioni educative statali si applicano
          le  norme  di  cui  agli  articoli da 502 a 507 del decreto
          legislativo 16 aprile 1994, n. 297.».
              - Il   testo   dell'art.   9  del  decreto  legislativo
          30 luglio  1999,  n.  287: (Riordino della Scuola superiore
          della   pubblica  amministrazione  e  riqualificazione  del
          personale   delle   amministrazioni   pubbliche,   a  norma
          dell'art. 11 della legge 15 marzo 1997), e' il seguente:
              «Art. 9 (Estensione di disciplina alla Scuola superiore
          dell'Amministrazione  dell'interno).  -  1.  Per  la Scuola
          superiore  dell'Amministrazione dell'interno, istituita con
          decreto      interministeriale      10 settembre      1980,
          l'organizzazione  interna  e il suo funzionamento, comprese
          le  modalita' di attribuzione degli incarichi temporanei di
          insegnamento e ricerca e i relativi compensi, sono definiti
          con  deliberazione  del  direttore della Scuola, sulla base
          dei  criteri  generali stabiliti dal Ministro dell'interno.
          Resta   affidata   alla   determinazione  del  Ministro  la
          composizione del comitato direttivo della Scuola.
              2.     Le     attivita'    della    Scuola    superiore
          dell'Amministrazione  dell'interno  possono svolgersi anche
          in  favore del personale di altre amministrazioni pubbliche
          nazionali  ed estere, nonche' in favore di giovani laureati
          per   stimolarne   la  cultura  istituzionale  e  favorirne
          l'ingresso  nel  mondo  del  lavoro.  A tale fine essa puo'
          associarsi,    convenzionarsi,    costituire   consorzi   e
          promuovere  attivita'  di  partenariato  con  istituzioni e
          societa',   pubbliche   e  private,  nazionali  ed  estere,
          operanti  nel  campo  dell'alta  formazione,  anche  per lo
          svolgimento di attivita' di ricerca e studio.».
              - Per l'art. 1, comma 58, della legge 23 dicembre 2005,
          n.  266 e per i riferimenti al decreto-legge 4 luglio 2006,
          n. 223, si vedano le note alle premesse.