LEGGE 27 dicembre 2002, n. 289

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2003).

note: Entrata in vigore della legge: 1-1-2003 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 19/03/2021)
Testo in vigore dal: 28-2-2004
attiva riferimenti normativi aggiornamenti all'articolo
                               Art. 8 
        Integrazione degli imponibili per gli anni pregressi 
 
  1. Le dichiarazioni relative ai periodi d'imposta  per  i  quali  i
termini per la loro presentazione sono scaduti entro  il  31  ottobre
2002, possono essere integrate secondo le disposizioni  del  presente
articolo. L'integrazione puo' avere effetto ai fini delle imposte sui
redditi  e   relative   addizionali,   delle   imposte   sostitutive,
dell'imposta sul patrimonio netto  delle  imprese,  dell'imposta  sul
valore aggiunto, dell'imposta regionale sulle  attivita'  produttive,
del contributo straordinario per l'Europa,  di  cui  all'articolo  3,
commi 194 e seguenti, della legge  23  dicembre  1996,  n.  662,  dei
contributi previdenziali e di quelli al Servizio sanitario nazionale. 
I soggetti indicati nel titolo III del decreto del  Presidente  della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, obbligati ad  operare  ritenute
alla fonte, possono integrare, secondo le disposizioni  del  presente
articolo, le ritenute relative  ai  periodi  di  imposta  di  cui  al
presente comma. 
  2. COMMA ABROGATO DAL D.L. 24 DICEMBRE 2002,  N.  282,  CONVERTITO,
CON MODIFICAZIONI, DALLA L. 21 FEBBRAIO 2003, N. 27. (1) 
  3. L'integrazione si  perfeziona  con  il  pagamento  dei  maggiori
importi dovuti entro il 16 aprile 2003, mediante l'applicazione delle
disposizioni vigenti  in  ciascun  periodo  di  imposta  relative  ai
tributi indicati nel comma  1  nonche'  dell'intero  ammontare  delle
ritenute e contributi, sulla base di una dichiarazione integrativa da
presentare, entro la medesima data, in luogo di quella omessa  ovvero
per rettificare in aumento la  dichiarazione  gia'  presentata.  Agli
effetti dell'imposta sul  valore  aggiunto  per  l'omessa  osservanza
degli obblighi di cui agli articoli 17, terzo e quinto comma,  e  34,
comma 6, primo periodo, del decreto del Presidente  della  Repubblica
26  ottobre  1972,  n.  633,  e  all'articolo  47,   comma   1,   del
decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 29 ottobre 1993, n.  427,  l'integrazione  deve  operarsi
esclusivamente con riferimento all'imposta  che  non  avrebbe  potuto
essere computata in detrazione; la disposizione  opera  a  condizione
che il contribuente si avvalga della definizione di cui  all'articolo
9-bis. Nella dichiarazione integrativa devono essere indicati, a pena
di nullita', maggiori importi dovuti  almeno  pari  a  300  euro  per
ciascun periodo di imposta. La predetta dichiarazione integrativa  e'
presentata in via telematica direttamente  ovvero  avvalendosi  degli
intermediari abilitati indicati dall'articolo 3  del  regolamento  di
cui al decreto del Presidente della Repubblica  22  luglio  1998,  n.
322, e successive  modificazioni.  Qualora  gli  importi  da  versare
eccedano, per le persone fisiche, la somma di 3.000 euro e,  per  gli
altri soggetti, la somma di 6.000 euro, gli importi eccedenti possono
essere versati in due rate, di pari importo,  entro  il  30  novembre
2003 ed il 20  giugno  2004,  maggiorati  degli  interessi  legali  a
decorrere dal 17 aprile  2003.  L'omesso  versamento  delle  predette
eccedenze entro le date indicate non  determina  l'inefficacia  della
integrazione; per il recupero delle  somme  non  corrisposte  a  tali
scadenze si applicano le disposizioni dell'articolo  14  del  decreto
del  Presidente  della  Repubblica  29  settembre  1973,  n.  602,  e
successive  modificazioni,  e  sono  altresi'  dovuti  una   sanzione
amministrativa di ammontare pari al 30 per cento  del  le  somme  non
versate, ridotta alla meta' in caso di versamento  eseguito  entro  i
trenta giorni successivi alla  scadenza  medesima,  e  gli  interessi
legali. La dichiarazione integrativa non costituisce  titolo  per  il
rimborso di ritenute, acconti e crediti d'imposta precedentemente non
dichiarati, ne' per il riconoscimento di esenzioni o agevolazioni non
richieste in precedenza, ovvero di detrazioni  d'imposta  diverse  da
quelle  originariamente  dichiarate;  la  differenza  tra   l'importo
dell'eventuale  maggior  credito   risultante   dalla   dichiarazione
originaria  e  quello  del  minor  credito  spettante  in  base  alla
dichiarazione integrativa, e' versata secondo le  modalita'  previste
dal presente articolo. E in ogni caso preclusa la deducibilita' delle
maggiori imposte e contributi versati. Per le ritenute indicate nelle
dichiarazioni integrative non puo' essere esercitata la  rivalsa  sui
percettori delle somme o dei valori non assoggettati  a  ritenuta.  I
versamenti delle somme  dovute  ai  sensi  del  presente  comma  sono
effettuati secondo le modalita' previste dall'articolo 17 del decreto
legislativo 9  luglio  1997,  n.  241,  e  successive  modificazioni,
esclusa la compensazione ivi prevista.(8) 
  4. In alternativa alle modalita' di dichiarazione e  versamento  di
cui al comma 3, i soggetti di cui al comma 1, ad eccezione di  quelli
che hanno omesso la  presentazione  delle  dichiarazioni  relative  a
tutti  i  periodi  d'imposta  di  cui  al  medesimo  comma,   possono
presentare  la  dichiarazione  integrativa  in  forma  riservata   ai
soggetti convenzionati di cui all'articolo 19 del decreto legislativo
9 luglio 1997, n. 241.  Questi  ultimi  rilasciano  agli  interessati
copia della dichiarazione integrativa riservata, versano, entro il 24
aprile  2003,  le  maggiori  somme  dovute  secondo  le  disposizioni
contenute nel capo III del predetto decreto legislativo  n.  241  del
1997, esclusa la compensazione di cui all'articolo  17  dello  stesso
decreto  legislativo,  e   comunicano   all'Agenzia   delle   entrate
l'ammontare complessivo delle medesime somme  senza  indicazione  dei
nominativi  dei  soggetti  che  hanno  presentato  la   dichiarazione
integrativa riservata. E' esclusa la rateazione di cui  al  comma  3.
Gli  istituti  previdenziali   non   comunicano   all'amministrazione
finanziaria i dati indicati  nella  dichiarazione  riservata  di  cui
vengono a conoscenza.(8) 
  5. Per  i  redditi  e  gli  imponibili  conseguiti  all'estero  con
qualunque modalita', anche tramite  soggetti  non  residenti  o  loro
strutture interposte, e'  dovuta  un'imposta  sostitutiva  di  quelle
indicate al comma 1, pari al 6 per cento. Per la dichiarazione  e  il
versamento  della  predetta  imposta  sostitutiva  si  applicano   le
disposizioni dei commi 3 e 4. 
  6. Salvo quanto stabilito al  comma  7,  il  perfezionamento  della
procedura  prevista  dal  presente  articolo  comporta  per  ciascuna
annualita' oggetto di integrazione  ai  sensi  dei  commi  3  e  4  e
limitatamente ai maggiori imponibili  o  alla  maggiore  imposta  sul
valore aggiunto risultanti dalle dichiarazioni integrative  aumentati
del 100 per cento, ovvero alle maggiori ritenute aumentate del 50 per
cento: 
    a) la preclusione, nei confronti del dichiarante e  dei  soggetti
coobbligati, di ogni accertamento tributario e contributivo; 
    b)  l'estinzione  delle  sanzioni  amministrative  tributarie   e
previdenziali, ivi comprese quelle  accessorie,  nonche',  ove  siano
stati integrati i redditi di cui al comma 5, e ove ricorra la ipotesi
di cui all'articolo  14,  comma  4,  delle  sanzioni  previste  dalle
disposizioni sul monitoraggio fiscale  di  cui  al  decreto-legge  28
giugno 1990, n. 167, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  4
agosto 1990, n. 227; 
    c) l'esclusione ad ogni effetto della  punibilita'  per  i  reati
tributari di  cui  agli  articoli  2,  3,  4,  5  e  10  del  decreto
legislativo 10 marzo 2000, n. 74, nonche' per i reati previsti  dagli
articoli 482, 483, 484, 485, 489,  490,  491-bis  e  492  del  codice
penale, nonche' degli articoli 2621, 2622 e 2623 del  codice  civile,
quando tali reati sono stati commessi per  eseguire  od  occultare  i
predetti reati tributari, ovvero per conseguire il profitto  e  siano
riferiti alla stessa pendenza o situazione  tributaria.  L'esclusione
di cui alla predetta lettera non si  applica  in  caso  di  esercizio
dell'azione penale della  quale  il  contribuente  ha  avuto  formale
conoscenza  entro  la  data  di  presentazione  della   dichiarazione
integrativa; (5) 
    d)LETTERA ABROGATA DAL D.L. 24 DICEMBRE 2002, N. 282, CONVERTITO,
CON MODIFICAZIONI, DALLA L. 21 FEBBRAIO 2003, N. 27. 
  6-bis. In caso di accertamento relativo ad  annualita'  oggetto  di
integrazione, le maggiori imposte e le maggiori ritenute dovute  sono
comunque  limitate  all'eccedenza  rispetto  alle  maggiori   imposte
corrispondenti  agli  imponibili  integrati,  all'eccedenza  rispetto
all'imposta  sul  valore  aggiunto  e  all'eccedenza  rispetto   alle
ritenute aumentate ai sensi del comma 6. 
  7. Per i redditi di cui al comma 5 non opera l'aumento del 100  per
cento previsto dal comma 6 e gli effetti di cui alla lettera  c)  del
medesimo comma operano a condizione che, ricorrendo la ipotesi di cui
all'articolo 14, comma 4, si provveda alla regolarizzazione contabile
delle  attivita'  detenute  all'estero  secondo  le   modalita'   ivi
previste. 
  8. Gli effetti di cui ai  commi  6  e  7  si  estendono  anche  nei
confronti  dei  soggetti  diversi  dal  dichiarante  se   considerati
possessori effettivi dei maggiori imponibili. 
  9. In caso di  accesso,  ispezione  o  verifica,  ovvero  di  altra
attivita' di controllo fiscale, il  soggetto  che  ha  presentato  la
dichiarazione riservata di cui al comma 4 puo'  opporre  agli  organi
competenti gli effetti preclusivi, estintivi e  di  esclusione  della
punibilita' di cui ai commi  6  e  7  con  invito  a  controllare  la
congruita'  delle  somme  di  cui  ai  commi  3  e  5,  in  relazione
all'ammontare  dei  maggiori  redditi  e  imponibili  nonche'   delle
ritenute e dei contributi indicati nella dichiarazione integrativa. 
  10. Le disposizioni del presente articolo non si applicano qualora:
a) alla data di entrata in vigore della  presente  legge,  sia  stato
notificato processo verbale  di  constatazione  con  esito  positivo,
ovvero  di  accertamento  ai  fini   delle   imposte   sui   redditi,
dell'imposta sul valore aggiunto ovvero dell'imposta regionale  sulle
attivita'  produttive,  nonche'  invito  al  contradditorio  di   cui
all'articolo 5 del  decreto  legislativo  19  giugno  1997,  n.  218,
relativamente ai quali non e' stata perfezionata  la  definizione  ai
sensi degli articoli 15 e 16, in caso di avvisi  di  accertamento  di
cui all'articolo 41-bis del decreto del Presidente  della  Repubblica
29 settembre 1973, n. 600 e successive  modificazioni,  relativamente
ai redditi oggetto di integrazione ovvero di cui all'art. 54,  quinto
comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26  ottobre  1972,
n. 633, e successive modificazioni, divenuti definitivi alla data  di
entrata in vigore della presente legge, la definizione e'  ammessa  a
condizione  che  il  contribuente  versi,  entro  la  prima  data  di
pagamento  degli  importi  per  l'integrazione,  le  somme  derivanti
dall'accertamento parziale, con l'esclusione delle sanzioni  e  degli
interessi. Non si fa' luogo al rimborso di quanto gia' pagato. Per  i
periodi di imposta per i quali sono  divenuti  definitivi  avvisi  di
accertamento diversi da quelli di cui ai citati articoli  41-bis  del
decreto del Presidente della Repubblica  n.  600,  del  1973,  e  54,
quinto comma, del decreto del Presidente della Repubblica n. 633  del
1972, il contribuente ha comunque  la  facolta'  di  avvalersi  delle
disposizioni del presente articolo, fermi restando  gli  effetti  dei
suddetti atti; 
b) e' stata esercitata l'azione penale per gli illeciti di  cui  alla
lettera c) del comma 6, della  quale  il  contribuente  ha  avuto  la
formale conoscenza entro la data di presentazione della dichiarazione
integrativa. 
  11. Le societa' o associazioni di  cui  all'articolo  5  del  testo
unico delle imposte sui redditi, di cui  al  decreto  del  Presidente
della  Repubblica  22   dicembre   1986,   n.   917,   e   successive
modificazioni, nonche' i titolari dell'azienda coniugale non  gestita
in forma societaria e dell'impresa familiare, che hanno presentato la
dichiarazione integrativa secondo le modalita' del presente articolo,
comunicano, entro il 16 maggio 2003, alle  persone  fisiche  titolari
dei redditi prodotti  in  forma  associata  l'avvenuta  presentazione
della relativa dichiarazione. La integrazione da parte delle  persone
fisiche  titolari  dei  redditi  prodotti  in  forma   associata   si
perfeziona presentando, entro il 16 settembre 2003, la  dichiarazione
integrativa di cui al comma 3 e versando contestualmente le imposte e
i relativi contributi secondo le modalita' di cui al  medesimo  comma
3. La presentazione della  dichiarazione  integrativa  da  parte  dei
soggetti di cui al  primo  periodo  del  presente  comma  costituisce
titolo per l'accertamento, ai sensi dell'articolo 41-bis del  decreto
del  Presidente  della  Repubblica  29  settembre  1973,  n.  600,  e
successive modificazioni, nei confronti dei i soggetti che non  hanno
integrato redditi prodotti in forma associata.(8) 
  12. La conoscenza dell'intervenuta integrazione dei redditi e degli
imponibili ai sensi  del  presente  articolo  non  genera  obbligo  o
facolta' della segnalazione di cui all'articolo  331  del  codice  di
procedura penale. L'integrazione effettuata  ai  sensi  del  presente
articolo non costituisce notizia di reato. 
  13. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate,  da
pubblicare  nella  Gazzetta  Ufficiale  sono  definite  le  modalita'
applicative del presente articolo. (5)(8)((10a)) 
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AGGIORNAMENTO (1) 
  Il D.L. 24 dicembre 2002,  n.  282,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 21 febbraio 2003, n. 27,  ha  disposto  (con  l'art.  5-ter,
comma 1) che "I versamenti effettuati sulla base  della  disposizione
di cui al citato comma 2 prima della data di entrata in vigore  della
disposizione  di  cui  al  precedente  periodo  sono  restituiti   ai
contribuenti dell'Amministrazione  finanziaria  ovvero  dalla  stessa
trattenuti, anche in acconto, se i relativi importi  sono  dovuti  ad
altro titolo". 
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AGGIORNAMENTO (5) 
  Il D.L. 24 giugno 2003, n. 143, convertito con modificazioni  dalla
L. 1 agosto 2003, n. 212, ha disposto (con l'art. 1, comma 1)  che  i
contribuenti che, nel periodo tra il 17 aprile  2003  e  la  data  di
entrata in vigore del decreto 143/2003, hanno effettuato i versamenti
utili per la definizione degli adempimenti e degli obblighi tributari
di cui agli articoli 8, 9, 9-bis e 14 della legge  289/2002,  possono
inoltrare in via telematica all'Agenzia delle  entrate,  fino  al  30
giugno 2003, le relative dichiarazioni. 
  Ha inoltre disposto (con l'art. 1, comma 2) che i contribuenti  che
non hanno effettuato, anteriormente alla data di  entrata  in  vigore
del suddetto decreto 143/2003, versamenti utili  per  la  definizione
degli adempimenti e degli obblighi tributari di cui agli articoli  7,
8, 9, 9-bis, 11, comma 4, 12, 14,  15  e  16  della  legge  289/2002,
possono provvedervi entro il 16 ottobre 2003. La proroga e'  efficace
anche per i contribuenti  che  nei  termini  precedentemente  fissati
hanno aderito ad una sola o a piu' definizioni e intendono  avvalersi
delle fattispecie previste dalla legge 289/2002. 
  Ha  inoltre  disposto  (con  l'art.  1,  comma  2-septies)  che  le
disposizioni di cui all' articolo 8, comma 6, lettera c) si intendono
nel senso che la esclusione della punibilita' opera nei confronti  di
tutti coloro che hanno commesso o concorso a commettere i  reati  ivi
indicati anche quando  le  procedure  di  sanatoria,  alle  quali  e'
riferibile l'effetto  di  esclusione  della  punibilita',  riguardano
contribuenti  diversi  dalle  persone  fisiche  e  da   questi   sono
perfezionate. 
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AGGIORNAMENTO (8) 
  Il Decreto 3  settembre  2003  (in  G.U.  06/09/2003,  n.  207)  ha
disposto (art. 1, comma 1) che  "Sono  rideterminati  al  17  ottobre
2003, i termini di decorrenza  degli  interessi  legali  relativi  ai
versamenti rateali, di cui agli articoli 7, comma 5, ottavo  periodo,
8, comma 3, quinto periodo, 9, commi 12, primo periodo, e  17,  terzo
periodo, 9-bis, comma 1, secondo periodo,  e  15,  comma  5,  secondo
periodo, della legge  27  dicembre  2002,  n.  289,  come  modificata
dall'art.  5-bis  del  decreto-legge  24  dicembre  2002,   n.   282,
convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2003, n. 27. 
  Ha inoltre disposto (con l'art. 1, comma 2) che "Per i contribuenti
che provvedono, in base alle disposizioni dell'art. 1, comma  2,  del
decreto-legge 24 giugno 2003, n. 143, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 1° agosto 2003,  n.  212,  ad  effettuare,  entro  il  16
ottobre 2003, versamenti utili per la definizione degli adempimenti e
degli obblighi tributari di cui agli articoli 7,  8,  9,  9-bis,  11,
comma 4, 12, 14, 15 e 16 della legge 27 dicembre 2002, n.  289,  come
modificata dall'art. 5-bis del decreto-legge  24  dicembre  2002,  n.
282, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2003,  n.
27,  gli  ulteriori  termini  connessi,  contenuti   nelle   medesime
disposizioni, sono rideterminati al: 
    a) 23 ottobre 2003, il termine per il riversamento da  parte  dei
soggetti convenzionati di quanto dovuto in  base  alla  dichiarazione
integrativa riservata, di cui all'art. 8, comma 4, secondo periodo; 
    b) 17 novembre 2003, i termini per la comunicazione, da parte  di
societa' di persone e associazioni, alle persone fisiche titolari dei
redditi prodotti in forma associata,  dell'avvenuta  definizione,  di
cui, rispettivamente, agli articoli 7, comma 10, primo periodo, e  8,
comma 11, primo periodo; 
    c) 16 gennaio 2004,  il  termine  per  il  perfezionamento  della
definizione da  parte  delle  persone  fisiche  titolari  di  redditi
prodotti in forma associata,  di  cui  agli  articoli  7,  comma  10,
secondo periodo, e 8, comma  11,  secondo  periodo;  per  i  medesimi
soggetti, sono altresi' rideterminati al 1° marzo 2004 e al 30 giugno
2004, i termini per il versamento delle due rate di pari importo,  di
cui agli articoli 7, comma 5, ottavo periodo, e 8,  comma  3,  quinto
periodo, e i relativi importi sono maggiorati degli interessi  legali
a decorrere dal 17 gennaio 2004". 
    [...] 
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AGGIORNAMENTO (8) 
  Il D.L. 24 giugno 2003, n. 143, convertito con modificazioni  dalla
L. 1 agosto 2003, n. 212, come modificato dal D.L. 30 settembre 2003,
n. 269, convertito con modificazioni dalla L. 24  novembre  2003,  n.
326 ha disposto (con l'art. 1, comma 2) che i  contribuenti  che  non
hanno effettuato, anteriormente alla data di entrata  in  vigore  del
decreto  143/2003,  versamenti  utili  per   la   definizione   degli
adempimenti e degli obblighi tributari di cui agli articoli 7, 8,  9,
9-bis, 11, comma 4, 12, 14, 15 e 16  della  legge  289/2002,  possono
provvedervi entro il 16 marzo 2004. La proroga e' efficace anche  per
i contribuenti che nei termini precedentemente fissati hanno  aderito
ad una  sola  o  a  piu'  definizioni  e  intendono  avvalersi  delle
fattispecie previste dalla legge 289/2002. 
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AGGIORNAMENTO (10a) 
  Il D.L. 24 giugno 2003, n. 143, convertito con modificazioni  dalla
L. 1 agosto 2003, n. 212, come modificato dal D.L. 24 dicembre  2003,
n. 355, convertito con modificazioni dalla L. 27 febbraio 2004, n. 47
ha disposto (con l'art. 1, comma 2) che i contribuenti che non  hanno
effettuato, anteriormente alla data di entrata in vigore del  decreto
143/2003, versamenti utili per la  definizione  degli  adempimenti  e
degli obblighi tributari di cui agli articoli 7,  8,  9,  9-bis,  11,
comma 4, 12, 14, 15 e 16  della  legge  27  dicembre  2002,  n.  289,
possono provvedervi entro il 16 aprile 2004. La proroga  e'  efficace
anche per i contribuenti  che  nei  termini  precedentemente  fissati
hanno aderito ad una sola o a piu' definizioni e intendono  avvalersi
delle fattispecie previste dalla legge 27 dicembre 2002,  n.  289,  e
successive modificazioni.