DECRETO-LEGGE 30 dicembre 1987, n. 536

Fiscalizzazione degli oneri sociali, proroga degli sgravi contributivi nel Mezzogiorno, interventi per settori in crisi e norme in materia di organizzazione dell'INPS.

note: Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 29 febbraio 1988, n. 48 (in G.U. 01/03/1988, n.50). (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 25/05/2021)
Testo in vigore dal: 26-5-2021
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 6. 
 
  1. Il termine di cui all'articolo 3 del decreto-legge  30  dicembre
1985, n. 787, convertito, con modificazioni, dalla legge 28  febbraio
1986, n. 45, e' differito al 1 luglio 1988. 
  2.  A  decorrere  dal  1  gennaio  1987   restano   confermate   le
disposizioni di cui all'articolo 2, comma secondo, del  decreto-legge
22 dicembre 1981, n. 791, convertito, con modificazioni, dalla  legge
26 febbraio 1982, n. 54. 
  3. Il termine di cui all'articolo 31,  comma  16,  della  legge  28
febbraio 1986, n. 41, e' prorogato al 31 dicembre 1987. 
  4. La normativa di cui al decreto-legge 10  giugno  1977,  n.  291,
convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1977, n.  501,  e
successive modificazioni ed  integrazioni,  trova  applicazione  fino
alla  data  di  entrata  in  vigore  della  legge  di  riforma  della
disciplina in materia di integrazione salariale e comunque non  oltre
il 31 dicembre 1988. Il  trattamento  di  integrazione  salariale  in
corso alla data del 31 dicembre 1986 e' prorogabile per un periodo di
dodici mesi. Ai lavoratori sospesi  successivamente  al  31  dicembre
1986 il predetto trattamento e' corrisposto  a  condizione  che  essi
abbiano un'anzianita' minima di  sei  mesi  nel  settore  ed  abbiano
prestato attivita' lavorativa per almeno  tre  mesi  alle  dipendenze
dell'impresa che li ha sospesi. (1a) 
  5.  Non  si  fa  comunque  luogo  all'erogazione  dell'integrazione
salariale di cui al comma 4 nei confronti dei lavoratori che  abbiano
compiuto sessanta anni di eta' ed abbiano maturato  il  diritto  alla
pensione di vecchiaia, senza aver esercitato la facolta'  di  opzione
di cui all'articolo 6 del decreto-legge 22  dicembre  1981,  n.  791,
convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1982, n. 54, e
successive modificazioni ed integrazioni. 
  6.  La  societa'  INSAR  S.p.a.  e'  autorizzata  a  realizzare  le
iniziative di cui all'articolo 5, primo comma,  del  decreto-legge  9
dicembre 1981, n. 721, convertito, con modificazioni, dalla  legge  5
febbraio 1982, n. 25, anche a favore dei lavoratori  gia'  dipendenti
dalle imprese delle aree industriali della Sardegna,  appaltatrici  o
subappaltatrici  del  gruppo   SIR,   beneficiari   del   trattamento
straordinario di integrazione salariale  ai  sensi  dell'articolo  4,
comma 7, del decreto-legge 30 dicembre 1985, n. 787, convertito,  con
modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1986, n. 45,  e  dall'articolo
2, comma quinto, della legge 12 agosto  1977,  n.  675.  Ai  predetti
lavoratori si applicano le  disposizioni  di  cui  al  secondo  comma
dell'articolo  5  del  decreto-legge  9  dicembre   1981,   n.   721,
convertito, con modificazioni, dalla legge 5 febbraio 1982, n. 25. Ai
predetti lavoratori e' riconosciuto il  trattamento  di  integrazione
salariale straordinario di  cui  all'articolo  5,  comma  terzo,  del
decreto-legge 9 dicembre 1981, n. 721, convertito, con modificazioni,
dalla legge 5 febbraio 1982, n. 25, fino al 31 dicembre 1989. 
  7. Per i lavoratori di cui al comma 6 e di cui all'articolo  5  del
decreto-legge 9 dicembre 1981, n. 721, convertito, con modificazioni,
dalla legge 5 febbraio 1982, n. 25, si applicano le  disposizioni  di
cui  all'articolo  3,  commi  2,  3  e  4,  e  dell'articolo  4   del
decreto-legge 4 settembre 1987, n. 366. 
  8. Ai fini dell'applicazione del comma  6,  il  CIPI,  con  propria
deliberazione entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, indica il numero dei lavoratori aventi titolo ed  i
criteri per la loro individuazione, fermi restando gli effetti  delle
deliberazioni gia' assunte in materia dal CIPI. 
  9. All'onere derivante dall'applicazione del comma 6,  valutato  in
35 miliardi di lire annue, si provvede mediante  utilizzazione  delle
disponibilita' finanziarie della  gestione  di  cui  all'articolo  26
della legge 21 dicembre 1978, n. 845. 
  10.  Per  consentire  alla  societa'  di  cui  all'articolo  5  del
decreto-legge 9 dicembre 1981, n. 721, convertito, con modificazioni,
dalla legge 5  febbraio  1982,  n.  25,  di  far  fronte  agli  oneri
derivanti dal comma 6 per quanto riguarda la promozione di iniziative
per il reimpiego dei lavoratori indicati nello stesso comma: 
    a) i fondi di  dotazione  dell'IRI,  dell'ENI  e  dell'EFIM  sono
aumentati della somma di  lire  3  miliardi  ciascuno  da  destinarsi
all'aumento di capitali della GEPI S.p.a. Per la  medesima  finalita'
il Ministero del tesoro e'  autorizzato  a  conferire  al  patrimonio
dell'IMI la somma di lire 9 miliardi; la GEPI destinera'  tali  somme
all'aumento di capitale dell'INSAR S.p.a.; 
    b) i fondi di dotazione dell'IRI e dell'EFIM  sono  ulteriormente
aumentati ciascuno della  somma  di  lire  9  miliardi  da  destinare
all'aumento di capitale dell'INSAR S.p.a. 
  11. All'onere  di  lire  36  miliardi  per  l'anno  1987  derivante
dall'applicazione del comma 10 si  provvede  mediante  corrispondente
riduzione dell'autorizzazione di spesa prevista per  l'anno  medesimo
dall'articolo 18 della legge 1 marzo 1986, n. 64. 
  12. Il termine di cui all'articolo 1, commi 1 e 2, della  legge  20
novembre 1986, n. 777, ed il  termine  entro  il  quale  deve  essere
effettuato il versamento della quarta  rata  dei  contributi  di  cui
all'articolo 13, comma primo, della legge 23  aprile  1981,  n.  155,
relativa all'anno 1986, sono differiti al sessantesimo  giorno  dalla
data di entrata in vigore della legge  di  conversione  del  presente
decreto. 
  13. Per le imprese  agricole  che  operano  nei  territori  di  cui
all'articolo 1 del testo unico approvato con decreto  del  Presidente
della Repubblica 6 marzo 1978, n. 218, i termini previsti  dal  comma
12 e quello previsto dal comma  3  dell'articolo  1  della  legge  20
novembre 1986, n. 777, sono sospesi. I carichi contributivi  relativi
all'anno 1986 e quelli di cui all'articolo 2, commi (3.1) e (6),  del
decreto-legge 12 agosto 1983, n. 371, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 11 ottobre 1983, n. 546, e all'articolo 1-bis,  comma  3,
del  decreto-legge  2  dicembre  1985,  n.   688,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 31 gennaio 1986, n.  11,  nonche'  per  le
imprese agricole operanti nel territorio della regione Sicilia  anche
i carichi contributivi relativi agli  anni  anteriori  al  1986,  non
ancora  corrisposti,  dovranno  essere  versati  senza  aggravio   di
interessi, al Servizio per i contributi  agricoli  unificati  tramite
appositi bollettini di conto corrente postale dallo  stesso  Servizio
predisposti in 20 rate uguali e consecutive a cadenza trimestrale,  a
decorrere dal 1 febbraio 1988. 
  13-bis. Alla regolarizzazione effettuata ai sensi del comma  13  si
applicano  le  disposizioni  di  cui   all'articolo   4,   commi   7,
limitatamente alla somma aggiuntiva, e 8. 
  14. A decorrere dal 1 gennaio 1988 le denunce relative agli  operai
a tempo determinato ed ai compartecipanti  individuali  di  cui  agli
articoli  2  della  legge  18  dicembre  1964,  n.  1412,  e  19  del
decreto-legge 3 febbraio 1970, n. 7, convertito,  con  modificazioni,
nella legge 11 marzo  1970,  n.  83,  devono  essere  presentate,  su
modelli predisposti dal Servizio per i contributi agricoli  unificati
(SCAU), agli uffici provinciali del medesimo ente, entro il giorno 25
del mese successivo a quello di scadenza di ciascun trimestre.  Entro
gli stessi termini devono essere  presentate,  su  modelli  parimenti
predisposti dal Servizio per  i  contributi  agricoli  unificati,  le
denunce  relative  agli  operai  a   tempo   indeterminato   di   cui
all'articolo 14, settimo comma, del decreto-legge 22  dicembre  1981,
n. 791, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio  1982,
n. 54, e relativi decreti ministeriali di attuazione. La  riscossione
dei premi e dei contributi previdenziali ed assistenziali relativa ai
dati  dichiarati  od  accertati  d'ufficio  per   ciascun   trimestre
dell'anno  avviene  mediante  versamento  con  bollettini  di   conto
corrente postale, predisposti dal Servizio per i contributi  agricoli
unificati, alle scadenze rispettive del  10  settembre,  10  dicembre
dell'anno in corso e 10 marzo e 10  giugno  dell'anno  successivo.  I
datori di lavoro che non abbiano ricevuto i bollettini entro le  date
sopraindicate, sono  tenuti,  entro  i  successivi  dieci  giorni,  a
richiedere direttamente ai competenti uffici provinciali dello  SCAU,
i duplicati ed a provvedere al versamento entro i  successivi  cinque
giorni. Nei casi di accertamento d'ufficio  o  su  denunce  di  parte
relativi a periodi od annualita' pregresse la riscossione avviene, in
una unica soluzione, alla prima scadenza utile. Nulla e' innovato per
quanto riguarda le modalita' di accertamento  e  di  riscossione  dei
premi e  contributi  relativi  alle  altre  categorie  di  lavoratori
agricoli. Fino a tutto l'anno di competenza 1987 e  limitatamente  ai
dati gia' dichiarati od accertati d'ufficio alla data del 25  gennaio
1988, resta valido il sistema  degli  accertamenti  provvisori  e  di
conguaglio operati in base all'articolo 5 del decreto legislativo  23
gennaio 1948, n.  59.  Rimangono  altresi'  valide  le  procedure  di
riscossione gia' vigenti in relazione a tali accertamenti. 
  15. A decorrere dal 1 gennaio  1986,  per  i  ((lavoratori  di  cui
all'articolo 2, comma 1, lettere a) e b) del decreto  legislativo  30
aprile 1997, n. 182,)), i contributi per le prestazioni del  Servizio
sanitario  nazionale  ed  i  contributi  e  le  prestazioni  per   le
indennita' economiche di malattia e maternita' sono calcolati  su  un
importo massimo della retribuzione giornaliera pari a ((euro 100)). 
  16. Il massimale di cui al comma 15 puo' essere variato con decreto
del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di  concerto  con
il Ministro del tesoro, in relazione alle risultanze della gestione. 
  17. A decorrere dal periodo di paga in corso al 1 gennaio  1987,  i
limiti di reddito di cui all'articolo 23, comma  1,  della  legge  28
febbraio 1986, n. 41, e successive modificazioni, agli effetti di cui
al  comma  4  dello  stesso  articolo,  per   la   cessazione   della
corresponsione degli assegni familiari e di ogni altro trattamento di
famiglia per il primo figlio e per i genitori a carico ed equiparati,
sono moltiplicati  per  1,67,  con  arrotondamento  alle  1.000  lire
superiori. 
  18. A decorrere dal 1 gennaio 1957, ai fini del riconoscimento  del
diritto agli assegni familiari per le persone a carico, i  limiti  di
reddito mensile di cui all'articolo 6  del  decreto-legge  30  giugno
1972, n. 267, convertito, con modificazioni, dalla  legge  11  agosto
1972, n. 485, sono calcolati  in  via  definitiva  sulla  base  degli
importi  del  trattamento  minimo  di  pensione  del  fondo  pensioni
lavoratori dipendenti,  determinati  in  via  previsionale  ai  sensi
dell'articolo 24, comma 5, della legge 28 febbraio 1986, n. 41. 
  19. Nelle parole "assegni familiari" di cui  all'articolo  1  della
legge 13 dicembre 1986, n. 876, sono comprese anche le  maggiorazioni
secondo la disciplina prevista dal decreto-legge 29 gennaio 1983,  n.
17, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 marzo 1983, n.  79,
e successive modificazioni ed integrazioni. 
  20. A decorrere dal periodo di paga in corso al 1 luglio  1987,  il
reddito familiare di cui all'articolo 23, comma  1,  della  legge  28
febbraio 1986, n. 41, e' determinato dai redditi conseguiti nell'anno
solare precedente il 1 luglio di ciascun anno ed ha valore fino al 30
giugno dell'anno successivo. 
  21. All'onere derivante dall'applicazione del comma 17, valutato in
annue  lire  420  miliardi,  si  provvede   mediante   corrispondente
riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale
1987-89, al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del
tesoro per l'anno finanziario 1987, all'uopo utilizzando lo specifico
accantonamento "Revisione  della  normativa  in  materia  di  assegni
familiari". 
  22. Il Ministro del tesoro e' autorizzato ad apportare, con  propri
decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 
  23. A decorrere dal periodo di paga in corso al 1 gennaio 1986, gli
importi dei trattamenti di fine rapporto comunque denominati, nonche'
delle anticipazioni erogate allo stesso titolo, non si computano  nel
reddito familiare di cui all'articolo  23  della  legge  28  febbraio
1986, n. 41. 
  24. Il termine di cui all'articolo 16,  comma  8,  della  legge  30
dicembre 1986, n. 943, e' differito al 31 dicembre 1988. 
  25.  In  materia  di  assicurazione  contro  gli  infortuni   degli
impiegati e dirigenti agricoli, le  norme  della  legge  29  novembre
1962, n. 1655, e  successive  modificazioni  e  integrazioni,  devono
interpretarsi nel senso che tutti i soggetti di  cui  all'articolo  3
della predetta  legge  sono  assicurati  in  via  esclusiva  all'Ente
nazionale   di   previdenza   e   assistenza   per   gli    impiegati
dell'agricoltura anche se addetti o sovrastanti a lavori manuali. 
  26. COMMA ABROGATO DALLA L. 28 LUGLIO 1989, N. 262. 
  27. Per reddito di impresa di cui all'articolo 1  del  decreto  del
Presidente della Repubblica 8  luglio  1980,  n.  538,  e  successive
modificazioni ed integrazioni, ed all'articolo 2 del decreto-legge 22
dicembre 1981, n. 791, convertito, con modificazioni, dalla legge  26
febbraio 1982, n. 54, si intende il reddito di impresa relativo  alla
sola attivita' per la quale si ha titolo all'iscrizione ai rispettivi
elenchi. 
  28.  Per  il  personale  delle  camere  di  commercio,   industria,
artigianato e agricoltura, iscritto alla Cassa per le pensioni per  i
dipendenti degli enti locali, ai sensi dell'articolo 39  della  legge
11 aprile 1955, n. 379, e' dovuta la contribuzione per la tubercolosi
nonche' per l'ENAOLI, a decorrere dalla data  di  entrata  in  vigore
della legge di conversione del presente decreto. 
  29. Il termine per la presentazione della domanda di prestazioni di
disoccupazione  in  agricoltura  e'  fissato  al  novantesimo  giorno
successivo al 31 dicembre  dell'anno  cui  si  riferisce  la  domanda
stessa. 
  30. Il termine previsto per lo scioglimento dell'Ente nazionale  di
previdenza ed assistenza per  le  ostetriche  dall'articolo  1  della
legge 2 aprile 1980, n.  127,  gia'  prorogato  dall'articolo  2  del
decreto-legge   29   dicembre   1983,   n.   747,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 27 febbraio 1984, n. 18, e'  ulteriormente
prorogato al 31 dicembre  1987.  Fino  a  tale  data  il  commissario
straordinario dell'Ente stesso  assume,  oltre  ai  compiti  ed  alle
attribuzioni del presidente e del comitato  direttivo,  anche  quelli
del consiglio nazionale. 
  31. L'articolo 23, comma 4, della legge 28 febbraio 1987, n. 56, va
interpretato nel senso  che  il  mantenimento  dell'iscrizione  e  la
posizione di graduatoria nelle liste  di  collocamento  si  applicano
anche ai lavoratori che siano stati assunti a tempo determinato,  per
una durata complessiva non superiore a quattro mesi nell'anno solare,
anteriormente alla data di entrata in vigore della legge medesima. 
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AGGIORNAMENTO (1a) 
  Il D.L. 21 marzo 1988, n. 86, convertito con modificazioni dalla L.
20 maggio 1988, n. 160, ha disposto (con l'art. 4, comma  1)  che  il
periodo di 12 mesi di cui al presente articolo, comma 4, e' elevabile
a 18 mesi.