DECRETO-LEGGE 9 febbraio 2017, n. 8

Nuovi interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016 e del 2017. (17G00021)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 10/02/2017
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 7 aprile 2017, n. 45 (in G.U. 10/04/2017, n. 84).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 31/12/2021)
Testo in vigore dal: 1-1-2019
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 11 
 
 
Disposizioni urgenti in materia di adempimenti e versamenti tributari
                            e ambientali 
 
  01. All'articolo 12 del decreto-legge 30  dicembre  2016,  n.  244,
convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017,  n.  19,
dopo il comma 2-quater sono aggiunti i seguenti: 
  "2-quinquies. Le imprese aventi sede nei Comuni  individuati  negli
allegati 1 e 2 al decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189,  convertito,
con modificazioni, dalla legge 15  dicembre  2016,  n.  229,  possono
dichiarare, ai sensi dell'articolo 47  del  testo  unico  di  cui  al
decreto del Presidente della Repubblica 28  dicembre  2000,  n.  445,
alle   autorita'   competenti   la   mancata   presentazione    della
comunicazione annuale prevista dagli articoli 189, commi  3  e  4,  e
220, comma 2, del decreto  legislativo  3  aprile  2006,  n.  152,  e
dall'articolo 4, comma 6, del decreto legislativo 24 giugno 2003,  n.
182, limitatamente all'anno 2017,  qualora  a  seguito  degli  eventi
sismici i dati necessari per la citata  comunicazione  non  risultino
piu' disponibili. 
  2-sexies. Fermo restando quanto previsto dal comma 2-quinquies, per
i soggetti di cui al medesimo comma obbligati alla presentazione  del
modello unico di dichiarazione ai sensi dell'articolo 189 del decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152, ricadenti  nei  territori  colpiti
dagli eventi sismici degli anni 2016  e  2017,  il  termine  previsto
dalla legge 25 gennaio 1994, n.  70,  e'  prorogato  al  31  dicembre
2017". 
  1.  All'articolo  48,  del  decreto-legge  n.  189  del  2016  sono
apportate le seguenti modificazioni: 
    a) al comma 1: 
  1) all'alinea, le parole: «delle ritenute effettuate da  parte  dei
soggetti di cui al predetto decreto, a partire dal 24 agosto  2016  e
fino alla data di  entrata  in  vigore  del  presente  decreto»  sono
sostituite  dalle  seguenti:  «delle  stesse,  relative  ai  soggetti
residenti nei predetti comuni,  rispettivamente,  a  partire  dal  24
agosto 2016 fino al 19 ottobre 2016, e a partire dal 26 ottobre  2016
fino al 18 dicembre 2016»; 
  2) la lettera b) e' abrogata; 
  3) alla lettera l), le parole:  «all'allegato  1»  sono  sostituite
dalle seguenti: «agli allegati 1 e 2»; 
    b) il comma 1-bis e' sostituito dal seguente: «1-bis. I sostituti
d'imposta, indipendentemente dal domicilio fiscale, a richiesta degli
interessati residenti nei comuni di cui agli  allegati  1  e  2,  non
devono operare le ritenute alla fonte a decorrere dal 1° gennaio 2017
fino al 30 novembre 2017. La sospensione dei pagamenti delle  imposte
sui redditi, effettuati mediante ritenuta alla fonte, si applica alle
ritenute operate ai sensi degli articoli 23, 24 e 29 del decreto  del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.  600  e  successive
modificazioni. Non si fa luogo a rimborso di quanto gia' versato.»; 
  c)  al  comma  2,  le  parole:   ",   della   telefonia   e   della
radiotelevisione pubblica" sono sostituite dalle seguenti:  "e  della
telefonia,"; 
  c-bis) al comma 7, le parole: "dell'imposta di bollo per le istanze
presentate alla pubblica amministrazione fino al  31  dicembre  2016"
sono sostituite dalle seguenti: "dell'imposta di bollo e dell'imposta
di registro per le istanze, i contratti e i documenti presentati alla
pubblica amministrazione fino al 31 dicembre 2017, esclusivamente per
quelli in esecuzione di  quanto  stabilito  dalle  ordinanze  di  cui
all'articolo 2, comma 2. Il deposito delle istanze, dei  contratti  e
dei  documenti  effettuato  presso  gli  Uffici   speciali   per   la
ricostruzione, in esecuzione di quanto stabilito dal presente decreto
e dalle ordinanze commissariali, produce  i  medesimi  effetti  della
registrazione eseguita secondo le modalita'  disciplinate  dal  testo
unico di cui al decreto del Presidente  della  Repubblica  26  aprile
1986, n. 131. Non si procede al rimborso  dell'imposta  di  registro,
relativa alle istanze e ai documenti di cui  al  precedente  periodo,
gia' versata in data anteriore all'entrata in vigore della  legge  di
conversione del decreto-legge 9 febbraio 2017, n. 8". 
  d) al comma 10, le parole:  «30  settembre  2017»  sono  sostituite
dalle seguenti: «30 novembre 2017». 
  e) al comma 11: 
  1) dopo le  parole:  «e  dai  commi»  sono  inserite  le  seguenti:
«1-bis,»; 
  2) le parole da: "con  decreto"  fino  alla  fine  del  comma  sono
sostituite  dalle  seguenti:  "entro  il  16  dicembre   2017   senza
applicazione di sanzioni e interessi. Il  versamento  delle  ritenute
non operate ai sensi del  comma  1-bis  del  presente  articolo  puo'
essere disciplinato, subordinatamente e  comunque  nei  limiti  della
disponibilita' di risorse del fondo previsto dall'articolo  1,  comma
430, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, con decreto  del  Ministro
dell'economia e delle finanze da emanare entro il 30  novembre  2017,
ai sensi dell'articolo 9, comma 2-bis, della legge 27 luglio 2000, n.
212,  e  comunque  senza  nuovi  o  maggiori  oneri  per  la  finanza
pubblica". 
    f) dopo il comma 11 e' aggiunto il seguente: «11-bis. La  ripresa
dei versamenti del canone di  abbonamento  alla  televisione  ad  uso
privato di cui all'articolo 1, comma 153, lettera c), della legge  28
dicembre 2015, n. 208, e' effettuata con le modalita' di cui al comma
11. Nei casi in cui  per  effetto  dell'evento  sismico  la  famiglia
anagrafica non detiene piu' alcun apparecchio televisivo il canone di
abbonamento alla  televisione  ad  uso  privato  non  e'  dovuto  per
l'intero secondo semestre 2016 e per l'anno 2017»; 
    g) al comma 12 le parole: «entro il mese di  ottobre  2017»  sono
sostituite dalle seguenti: «entro il mese di dicembre 2017». 
    g-bis) al comma  16,  le  parole:  "28  febbraio  2017",  ovunque
ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: "30 giugno 2017". 
  2. Nei Comuni di cui agli allegati 1 e 2 del decreto-legge  n.  189
del 2016, i termini per la notifica delle cartelle di pagamento e per
la riscossione delle somme risultanti dagli atti di cui agli articoli
29 e 30 del decreto-legge 31 maggio  2010,  n.  78,  convertito,  con
modificazioni, dalla  legge  30  luglio  2010,  n.  122,  nonche'  le
attivita' esecutive da parte  degli  agenti  della  riscossione  e  i
termini di prescrizione e decadenza relativi all'attivita' degli enti
creditori, ivi compresi quelli degli enti locali, sono sospesi dal 1°
gennaio 2017 fino alla scadenza dei  termini  delle  sospensioni  dei
versamenti tributari previste dall'articolo 48 del  decreto-legge  17
ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla  legge  15
dicembre 2016, n. 229 e  riprendono  a  decorrere  ((dal  1°  gennaio
2020)). 
  3. Fermo restando l'obbligo di  versamento  entro  il  16  dicembre
2017, per il pagamento dei tributi  oggetto  di  sospensione  di  cui
all'articolo 48 del decreto-legge n. 189  del  2016,  nonche'  per  i
tributi dovuti nel periodo dal 1° dicembre 2017 al 31 dicembre  2017,
i titolari di reddito di impresa e di  reddito  di  lavoro  autonomo,
nonche' gli esercenti attivita' agricole di cui  all'articolo  4  del
decreto del Presidente della  Repubblica  26  ottobre  1972,  n.  633
possono chiedere ai soggetti autorizzati all'esercizio del credito un
finanziamento assistito dalla garanzia dello Stato da erogare  il  30
novembre 2017. A tale fine, i predetti soggetti finanziatori  possono
contrarre  finanziamenti,  da  erogare  alla  medesima  data  del  30
novembre 2017, e, per i finanziamenti di cui al comma 4 alla data del
30 novembre  2018,  secondo  contratti  tipo  definiti  con  apposita
convenzione tra Cassa depositi e  prestiti  S.p.A.  e  l'Associazione
bancaria italiana, assistiti dalla garanzia dello Stato, fino  ad  un
ammontare massimo di 380 milioni di euro per l'anno  2017,  ai  sensi
dell'articolo  5,  comma  7,  lettera  a),   secondo   periodo,   del
decreto-legge  30   settembre   2003,   n.   269,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003,  n.  326,  e  successive
modificazioni.  Con  decreto  del  Ministro  dell'economia  e   delle
finanze, da adottare entro 30 giorni dalla data di entrata in  vigore
della legge di conversione del  presente  decreto  sono  concesse  le
garanzie dello Stato di cui al  presente  comma  e  sono  definiti  i
criteri e le modalita' di  operativita'  delle  stesse.  Le  garanzie
dello Stato di cui al presente comma sono elencate nell'allegato allo
stato di previsione del Ministero dell'economia e  delle  finanze  di
cui all'articolo 31 della legge 31 dicembre 2009, n. 196. 
  4. Per i tributi dovuti per il periodo dal 1° gennaio  2018  al  31
dicembre 2018 da parte dei medesimi soggetti di cui al  comma  3,  il
relativo  versamento  avviene  in  un'unica  soluzione  entro  il  16
dicembre 2018.  Per  assolvere  tale  obbligo,  i  medesimi  soggetti
possono altresi' richiedere, fino ad un ammontare massimo complessivo
di 180 milioni di  euro,  il  finanziamento  di  cui  al  comma  3  o
un'integrazione del medesimo, da erogare il 30 novembre 2018. 
  5. Gli interessi relativi  ai  finanziamenti  erogati,  nonche'  le
spese strettamente necessarie alla loro gestione, sono corrisposti ai
soggetti finanziatori di cui  al  comma  3  mediante  un  credito  di
imposta di importo pari all'importo relativo agli  interessi  e  alle
spese  dovuti.  Il  credito  di  imposta  e'  utilizzabile  ai  sensi
dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, senza
applicazione dei  limiti  di  cui  all'articolo  34  della  legge  23
dicembre 2000, n. 388 e all'articolo 1,  comma  53,  della  legge  24
dicembre 2007, n. 244,  ovvero  puo'  essere  ceduto  secondo  quanto
previsto  dall'articolo  43-ter  del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 602 e successive  modificazioni.  La
quota capitale e' restituita dai soggetti di cui  ai  commi  3  e  4,
rispettivamente a partire dal 1° gennaio 2020 e dal 1°  gennaio  2021
in cinque anni. Il piano di ammortamento e' definito nel contratto di
finanziamento e prevede che gli interessi e le  spese  dovuti  per  i
relativi finanziamenti  siano  riconosciuti  con  riferimento  al  31
dicembre 2018. 
  6. I soggetti finanziatori di cui al comma 3 comunicano all'Agenzia
delle entrate i dati  identificativi  dei  soggetti  che  omettono  i
pagamenti previsti nel piano  di  ammortamento,  nonche'  i  relativi
importi, per la loro successiva  iscrizione,  con  gli  interessi  di
mora, a  ruolo  di  riscossione.  Il  credito  iscritto  a  ruolo  e'
assistito dai medesimi privilegi  che  assistono  i  tributi  per  il
pagamento dei quali e' stato utilizzato il finanziamento. 
  7. Con provvedimento del Direttore dell'Agenzia  delle  entrate  da
adottare entro il 31  maggio  2017,  sono  stabiliti  i  tempi  e  le
modalita' di trasmissione all'Agenzia delle  entrate,  da  parte  dei
soggetti finanziatori, dei dati relativi ai finanziamenti  erogati  e
al loro utilizzo, nonche' quelli di attuazione del comma 6. 
  8. Ai fini del monitoraggio dei limiti di  spesa,  l'Agenzia  delle
entrate comunica al Ministero dell'economia e delle  finanze  i  dati
delle compensazioni  effettuate  dai  soggetti  finanziatori  per  la
fruizione del credito d'imposta  e  i  dati  trasmessi  dai  soggetti
finanziatori. 
  9. L'aiuto di cui ai commi da 3 a 8  e'  riconosciuto  ai  soggetti
esercenti un'attivita' economica nel rispetto dei limiti  di  cui  ai
regolamenti (UE) n. 1407/2013 e n. 1408/2013 della  Commissione,  del
18 dicembre 2013, relativi all'applicazione degli articoli 107 e  108
del Trattato sul funzionamento dell'Unione  europea  agli  aiuti  «de
minimis». Il Commissario straordinario istituisce e cura un  registro
degli aiuti concessi ai soggetti di cui al comma 3  per  la  verifica
del rispetto della disciplina in materia di aiuti di Stato. 
  10. All'articolo 6 del  decreto-legge  22  ottobre  2016,  n.  193,
convertito, con modificazioni, dalla legge 1º dicembre 2016, n.  225,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
  a) al comma 2, le parole: "31 marzo 2017", ovunque ricorrono,  sono
sostituite dalle seguenti: "21 aprile 2017"; 
  b) al comma 3, alinea, le parole: "31 maggio 2017" sono  sostituite
dalle seguenti: "15 giugno 2017"; 
  c) dopo il comma 13-bis e' aggiunto il seguente: 
  "13-ter. Per i carichi affidati agli agenti della  riscossione  dal
2000  al  2016  relativamente  ai  soggetti  cui  si   applicano   le
disposizioni recate dall'articolo 48, comma 1, del  decreto-legge  17
ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla  legge  15
dicembre 2016, n. 229, sono prorogati di  un  anno  i  termini  e  le
scadenze previsti dai  commi  1,  2,  3,  3-ter  e  12  del  presente
articolo". 
  10-bis. L'articolo 6, comma 10, lettera e-bis),  del  decreto-legge
22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni,  dalla  legge
1º dicembre 2016, n. 225, si interpreta nel senso che ai  fini  della
definizione agevolata dei carichi, di  cui  al  comma  1  del  citato
articolo 6, non sono dovute le sanzioni irrogate per violazione degli
obblighi relativi ai contributi e ai premi anche nel caso in  cui  il
debitore sia lo stesso ente previdenziale. 
  11. Agli oneri, in termini di fabbisogno di  cassa,  derivanti  dai
commi 3 e 4, pari a 380 milioni di euro  per  l'anno  2017  e  a  180
milioni di euro per l'anno  2018  e  seguenti  si  provvede  mediante
versamento, su conti correnti fruttiferi appositamente aperti  presso
la tesoreria centrale remunerati secondo il tasso riconosciuto  sulle
sezioni fruttifere dei conti di tesoreria unica, delle somme  gestite
presso il sistema bancario dal Gestore dei Servizi Energetici per  un
importo pari a 300 milioni di euro per il 2017 e 100 milioni di  euro
per il 2018 e dalla Cassa per i servizi energetici e  ambientali  per
un importo pari a 80 milioni di euro per il 2017. 
  12. Il Fondo per interventi strutturali di politica  economica,  di
cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004,  n.
282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004,  n.
307 e' incrementato di 8,72 milioni di euro per l'anno 2019. 
  13. Agli oneri di cui ai commi 5,  10,  11  e  12,  pari  a  20,190
milioni di euro per l'anno 2017, a 51,98 milioni di euro  per  l'anno
2018, a 9 milioni di euro per l'anno 2019 e a 0,280 milioni  di  euro
annui a decorrere dall'anno 2020, e, per la compensazione in  termini
di solo indebitamento netto, pari a 7,02 milioni di euro  per  l'anno
2017, a 10,34 milioni di euro per l'anno 2019, a 8,94 milioni di euro
per l'anno 2020, a 6,87 milioni di  euro  per  l'anno  2021,  a  4,80
milioni di euro per l'anno 2022, a 2,21 milioni di  euro  per  l'anno
2023, a 0,94 milioni di euro per l'anno 2024 e a 0,25 milioni di euro
per l'anno 2025 si provvede: 
  a) quanto a 20,190 milioni  di  euro  per  l'anno  2017,  a  20,980
milioni di euro per l'anno 2018 e a 0,280 milioni  di  euro  annui  a
decorrere dall'anno 2020, mediante corrispondente utilizzo del  Fondo
per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo
10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282,  convertito,
con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307; 
  b)  quanto  a  20  milioni  di  euro  per  l'anno  2018,   mediante
corrispondente utilizzo delle proiezioni dello stanziamento del fondo
speciale di parte corrente iscritto, ai fini del  bilancio  triennale
2017-2019, nell'ambito del programma «Fondi di  riserva  e  speciali»
della missione «Fondi da ripartire» dello  stato  di  previsione  del
Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2017,  allo  scopo
parzialmente  utilizzando  l'accantonamento  relativo   al   medesimo
Ministero; 
  c) quanto a 7,02 milioni di euro per l'anno 2017, a  10,34  milioni
di euro per l'anno 2019, a 8,94 milioni di euro per  l'anno  2020,  a
6,87 milioni di euro per l'anno 2021, a  4,80  milioni  di  euro  per
l'anno 2022, a 2,21 milioni di euro per l'anno 2023, a  0,94  milioni
di euro per l'anno 2024 e a 0,25 milioni di  euro  per  l'anno  2025,
mediante corrispondente utilizzo del Fondo per la compensazione degli
effetti finanziari non previsti a  legislazione  vigente  conseguenti
all'attualizzazione di contributi pluriennali, di cui all'articolo 6,
comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n.  154,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008 n. 189; 
  d) quanto a 11 milioni di euro per l'anno 2018 e  a  9  milioni  di
euro per l'anno 2019, mediante corrispondente utilizzo delle maggiori
entrate derivanti dal comma 10. 
  14. All'articolo 6-ter, comma 1, del decreto-legge 22 ottobre 2016,
n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre  2016,
n. 225, le parole «entro sessanta giorni dalla  data  di  entrata  in
vigore  della  legge  di  conversione  del  presente  decreto»   sono
sostituite  dalle  seguenti:  «entro  il  termine  fissato   per   la
deliberazione del bilancio annuale di previsione  degli  enti  locali
per l'esercizio 2017». 
  15. Sulla base dell'effettivo andamento degli oneri di cui al comma
5,  con  decreti  del  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze  da
comunicare al Parlamento, si provvede ad apportare le  variazioni  di
bilancio necessarie a garantire il reintegro del Fondo per interventi
strutturali di politica economica di cui all'articolo  10,  comma  5,
del  decreto-legge  29  novembre  2004,  n.  282,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge  27  dicembre  2004,  n.  307,  in  misura
corrispondente alla differenza tra la spesa autorizzata e le  risorse
effettivamente utilizzate. 
  16. Ai fini dell'immediata attuazione delle disposizioni recate dal
presente decreto,  il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze  e'
autorizzato ad apportare con propri decreti le occorrenti  variazioni
di bilancio, anche in conto residui.