DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 26 ottobre 1972, n. 633

Istituzione e disciplina dell'imposta sul valore aggiunto.

(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 30/12/2020)
Testo in vigore dal: 19-12-2012
attiva riferimenti normativi aggiornamenti all'articolo
                               Art. 4. 
                        Esercizio di imprese 
 
  Per esercizio di imprese si  intende  l'esercizio  per  professione
abituale, ancorche' non  esclusiva,  delle  attivita'  commerciali  o
agricole di cui agli articoli 2135 e 2195 del codice civile, anche se
non  organizzate  in  forma  di  impresa,  nonche'   l'esercizio   di
attivita', organizzate in forma d'impresa, dirette  alla  prestazione
di servizi che non rientrano nell'articolo 2195 del codice civile. 
  Si considerano in ogni caso effettuate nell'esercizio di imprese: 
    1) le cessioni di beni e le prestazioni di  servizi  fatte  dalle
societa' in nome collettivo e in accomandita semplice, dalle societa'
per  azioni  e  in  accomandita  per   azioni,   dalle   societa'   a
responsabilita'  limitata,  dalle  societa'  cooperative,  di   mutua
assicurazione e di armamento, dalle societa' estere di  cui  all'art.
2507 del codice civile e dalle societa' di fatto; 
    2) le cessioni di beni e le prestazioni di servizi fatte da altri
enti pubblici e privati, compresi i consorzi, le associazioni o altre
organizzazioni senza personalita' giuridica e le  societa'  semplici,
che  abbiano  per  oggetto  esclusivo  o  principale  l'esercizio  di
attivita' commerciali o agricole. 
  Si considerano effettuate in ogni caso nell'esercizio di imprese, a
norma  del  precedente  comma,  anche  le  cessioni  di  beni  e   le
prestazioni di servizi fatte dalle societa' e dagli enti ivi indicati
ai propri soci, associati o partecipanti. 
  Per gli enti indicati al n. 2) del secondo comma, che  non  abbiano
per  oggetto  esclusivo  o  principale   l'esercizio   di   attivita'
commerciali o agricole, si considerano effettuate  nell'esercizio  di
imprese soltanto le cessioni di beni  e  le  prestazioni  di  servizi
fatte  nell'esercizio  di  attivita'  commerciali  o   agricole.   Si
considerano fatte nell'esercizio di attivita'  commerciali  anche  le
cessioni di beni e le prestazioni di servizi  ai  soci,  associati  o
partecipanti  verso  pagamento  di  corrispettivi  specifici,  o   di
contributi supplementari determinati in  funzione  delle  maggiori  o
diverse prestazioni alle quali danno diritto, ad esclusione di quelle
effettuate   in   conformita'   alle   finalita'   istituzionali   da
associazioni  politiche,  sindacali  e   di   categoria,   religiose,
assistenziali, culturali  sportive  dilettantistiche,  di  promozione
sociale e di formazione extra-scolastica della persona, anche se rese
nei confronti di associazioni che svolgono la  medesima  attivita'  e
che per legge,  regolamento  o  statuto  fanno  parte  di  una  unica
organizzazione locale  o  nazionale,  nonche'  dei  rispettivi  soci,
associati  o  partecipanti   e   dei   tesserati   dalle   rispettive
organizzazioni nazionali. PERIODO SOPPRESSO  DAL  D.LGS.  4  DICEMBRE
1997, N. 460.(41)(70)(92) 
  Agli effetti delle disposizioni di questo articolo sono considerate
in ogni caso commerciali, ancorche' esercitate da enti  pubblici,  le
seguenti attivita':  a)  cessioni  di  beni  nuovi  prodotti  per  la
vendita,  escluse  le  pubblicazioni  delle  associazioni  politiche,
sindacali  e  di  categoria,  religiose,   assistenziali,   culturali
sportive dilettantistiche, di  promozione  sociale  e  di  formazione
extra-scolastica  della  persona  cedute  prevalentemente  ai  propri
associati;  b)  erogazione  di  acqua  e  servizi  di   fognatura   e
depurazione, gas, energia elettrica e vapore; c) gestione di fiere ed
esposizioni a carattere commerciale; d) gestione di spacci aziendali,
gestione di  mense  e  somministrazione  di  pasti;  e)  trasporto  e
deposito di merci; f) trasporto  di  persone;  g)  organizzazione  di
viaggi e soggiorni turistici; prestazioni alberghiere o di  alloggio;
h) servizi portuali e aeroportuali; i)  pubblicita'  commerciale;  l)
telecomunicazioni  e  radiodiffusioni  circolari.  Non  sono   invece
considerate attivita' commerciali: ((le operazioni  effettuate  dallo
Stato, dalle regioni, dalle province, dai comuni e dagli  altri  enti
di diritto pubblico nell'ambito di attivita' di pubblica autorita';))
le operazioni relative all'oro  e  alle  valute  estere,  compresi  i
depositi anche in conto corrente, effettuate dalla Banca  d'Italia  e
dall'Ufficio  italiano  dei  cambi;  la  gestione,  da  parte   delle
amministrazioni militari o dei corpi di polizia, di  mense  e  spacci
riservati al proprio personale ed  a  quello  dei  Ministeri  da  cui
dipendono, ammesso ad usufruirne per particolari motivi  inerenti  al
servizio; la prestazione alle imprese consorziate o socie,  da  parte
di consorzi o cooperative, di garanzie  mutualistiche  e  di  servizi
concernenti  il  controllo   qualitativo   dei   prodotti,   compresa
l'applicazione di marchi di  qualita';  le  cessioni  di  beni  e  le
prestazioni di servizi  effettuate  in  occasione  di  manifestazioni
propagandistiche dai partiti politici rappresentati  nelle  Assemblee
nazionali e  regionali.  Non  sono  considerate,  inoltre,  attivita'
commerciali, anche in deroga al secondo comma: 
    a) il possesso e la gestione di unita' immobiliari classificate o
classificabili nella categoria catastale A e le loro  pertinenze,  ad
esclusione delle unita' classificate o classificabili nella categoria
catastale A10, di unita' da diporto, di aeromobili da  turismo  o  di
qualsiasi altro mezzo di  trasporto  ad  uso  privato,  di  complessi
sportivi o ricreativi, compresi  quelli  destinati  all'ormeggio,  al
ricovero e al servizio di unita' da diporto, da parte di  societa'  o
enti, qualora la partecipazione ad  essi  consenta,  gratuitamente  o
verso un corrispettivo inferiore al  valore  normale,  il  godimento,
personale, o familiare dei  beni  e  degli  impianti  stessi,  ovvero
quando tale  godimento  sia  conseguito  indirettamente  dai  soci  o
partecipanti,  alle  suddette   condizioni,   anche   attraverso   la
partecipazione ad associazioni, enti o altre organizzazioni; 
    b) il possesso, non strumentale ne' accessorio ad altre attivita'
esercitate, di partecipazioni o  quote  sociali,  di  obbligazioni  o
titoli similari, costituenti immobilizzazioni, al fine  di  percepire
dividendi, interessi o  altri  frutti,  senza  strutture  dirette  ad
esercitare attivita' finanziaria, ovvero attivita' di  indirizzo,  di
coordinamento  o  altri  interventi  nella  gestione  delle  societa'
partecipate.(41)(89)(92) 
  Per le associazioni di promozione sociale ricomprese tra  gli  enti
di cui all'articolo 3, comma 6, lettera e),  della  legge  25  agosto
1991, n. 287, le cui finalita' assistenziali siano  riconosciute  dal
Ministero  dell'interno,  non  si  considera  commerciale,  anche  se
effettuata   verso   pagamento   di   corrispettivi   specifici,   la
somministrazione di alimenti e bevande effettuata, presso le sedi  in
cui viene  svolta  l'attivita'  istituzionale,  da  bar  ed  esercizi
similari, sempreche' tale attivita' sia strettamente complementare  a
quelle svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali  e  sia
effettuata nei confronti degli stessi soggetti indicati  nel  secondo
periodo del quarto comma.(92) 
  Le disposizioni di cui ai commi quarto, secondo periodo, e sesto si
applicano a condizione che le associazioni interessate si  conformino
alle seguenti clausole, da inserire nei relativi atti  costitutivi  o
statuti redatti nella forma  dell'atto  pubblico  o  della  scrittura
privata autenticata o registrata: 
    a) divieto di distribuire anche in modo indiretto, utili o avanzi
di gestione  nonche'  fondi,  riserve  o  capitale  durante  la  vita
dell'associazione, salvo che la destinazione o la  distribuzione  non
siano imposte dalla legge; 
    b) obbligo di devolvere il patrimonio dell'ente, in caso  di  suo
scioglimento per qualunque causa, ad altra associazione con finalita'
analoghe o ai fini  di  pubblica  utilita',  sentito  l'organismo  di
controllo di cui all'articolo 3, comma 190, della legge  23  dicembre
1996, n. 662, e salvo diversa destinazione imposta dalla legge; 
    c) disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalita'
associative volte a garantire l'effettivita' del  rapporto  medesimo,
escludendo  espressamente  ogni   limitazione   in   funzione   della
temporaneita' della partecipazione alla vita associativa e prevedendo
per gli associati o partecipanti maggiori d'eta' il diritto  di  voto
per l'approvazione e le modificazioni dello statuto e dei regolamenti
e per la nomina degli organi direttivi dell'associazione; 
    d) obbligo di redigere e di approvare annualmente  un  rendiconto
economico e finanziario secondo le disposizioni statutarie; 
    e) eleggibilita' libera degli  organi  amministrativi,  principio
del voto singolo di cui all'articolo 2532, secondo comma, del  codice
civile, sovranita' dell'assemblea dei soci, associati o  partecipanti
e i criteri di loro ammissione ed esclusione, criteri e idonee  forme
di  pubblicita'  delle  convocazioni  assembleari,   delle   relative
deliberazioni, dei bilanci  o  rendiconti  e'  ammesso  il  voto  per
corrispondenza per le associazioni il cui atto costitutivo, anteriore
al  1  gennaio  1997,  preveda  tale  modalita'  di  voto  ai   sensi
dell'articolo 2532, ultimo comma, del codice civile e  sempreche'  le
stesse abbiano  rilevanza  a  livello  nazionale  e  siano  prive  di
organizzazione a livello locale; 
    f) intrasmissibilita' della quota  o  contributo  associativo  ad
eccezione dei trasferimenti a causa di morte  e  non  rivalutabilita'
della stessa.(92) 
  Le disposizioni di cui alle lettere c) ed e) del settimo comma  non
si  applicano  alle   associazioni   religiose   riconosciute   dalle
confessioni con le quali lo  Stato  ha  stipulato  patti,  accordi  o
intese,  nonche'  alle  associazioni  politiche,   sindacali   e   di
categoria. (92) 
  Non sono invece considerate attivita'  commerciali:  le  operazioni
relative all'oro e alle valute estere, compresi i depositi  anche  in
conto corrente, di cui  siano  parti  la  Banca  d'Italia,  l'Ufficio
italiano dei cambi o le  banche  agenti;  le  operazioni  inerenti  e
connesse  all'organizzazione  ed  all'esercizio  del  lotto  e  delle
lotterie nazionali nonche' dei giuochi di  abilita'  e  dei  concorsi
pronostici di cui alla legge 15 novembre 1973, n. 764;  la  gestione,
da parte delle amministrazioni militari e dei corpi  di  polizia,  di
mense e spacci riservati esclusivamente al personale  dipendente;  la
prestazione alle imprese consorziate, da parte dei relativi consorzi,
di garanzie mutualistiche  e  di  servizi  concernenti  il  controllo
qualitativo  dei  prodotti,  compresa  l'applicazione  di  marchi  di
qualita'; le cessioni di beni e le prestazioni di servizi  effettuate
in occasione di manifestazioni propagandistiche dai partiti  politici
rappresentati nelle assemblee  nazionali  e  regionali;  le  cessioni
degli atti e delle pubblicazioni parlamentari poste in  essere  dalla
Camera dei deputati e dal Senato della Repubblica le cessioni di beni
e prestazioni di servizi  poste  in  essere  dalla  Presidenza  della
Repubblica, dal Senato della Repubblica, dalla Camera dei deputati  e
dalla Corte costituzionale, nel perseguimento delle proprie finalita'
istituzionali; le prestazioni  sanitarie  soggette  al  pagamento  di
quote di partecipazione alla spesa  sanitaria  erogate  dalle  unita'
sanitarie locali e dalle aziende ospedaliere del  Servizio  sanitario
nazionale.(39)(40) 
  Le  disposizioni  sulla  perdita  della  qualifica  di   ente   non
commerciale di cui all'articolo 111-bis del testo unico delle imposte
sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, si applicano anche ai  fini  dell'imposta  sul
valore aggiunto. (92) 
                                                             (23)(25) 
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AGGIORNAMENTO (5) 
  Il D.P.R. 23 dicembre 1974, n. 687 ha disposto (con l'art. 3, comma
1) che le modifiche hanno effetto dal 1 gennaio 1975. 
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AGGIORNAMENTO (23) 
  Il D.P.R. 29 gennaio 1979, n. 24 ha disposto (con l'art.  3,  comma
4) che "Le integrazioni e correzioni apportate agli  articoli  4,  6,
25, ultimo comma, 37, 53 e  58,  del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, nonche'  al  n.  6)  della  parte
terza della tabella A e al n. 6) della tabella B allegate al  decreto
stesso, si applicano dal 1 gennaio 1973. Resta tuttavia ferma, per  i
soggetti indicati nel quarto comma dell'art. 4, la non imponibilita':
1) delle operazioni effettuate senza distinta organizzazione fino  al
31 dicembre 1974; 2) delle cessioni e  prestazioni  fatte  ai  propri
soci, associati o  partecipanti,  verso  pagamento  di  corrispettivi
specifici o di contributi supplementari, fino al 31  marzo  1979;  3)
delle operazioni relative alle attivita' indicate alle lettere  d)  e
g) del quinto comma dell'art. 4 effettuate fino al 31 marzo  1979.  I
mutui per l'acquisto di abitazioni e i prestiti concessi  da  enti  o
casse di previdenza ai propri iscritti si  intendono  compresi  nella
esenzione gia'  prevista  dall'art.  10,  n.  18),  del  decreto  del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633". 
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AGGIORNAMENTO (25) 
  Il D.P.R. 31 marzo 1979, n. 94 ha disposto (con l'art. 10, comma 1)
che la presente modifica ha effetto dal 1 aprile 1979. 
  Il D.P.R. 29 gennaio 1979, n. 24, come  modificato  dal  D.P.R.  31
marzo 1979, n. 94, ha disposto  (con  l'art.  3,  comma  4)  che  "Le
integrazioni e correzioni apportate agli articoli 2, n. 5), 4, 6, 25,
ultimo comma, 37, 53 e 58 del decreto del Presidente della Repubblica
26 ottobre 1972, n. 633, nonche' al n. 6)  della  parte  terza  della
tabella A e al n. 6) della tabella B allegate al decreto  stesso,  si
applicano dal 1 gennaio 1973. Resta tuttavia ferma,  per  i  soggetti
indicati nel quarto comma dell'art. 4, la non imponibilita': 1) delle
operazioni  effettuate  senza  distinta  organizzazione  fino  al  31
dicembre 1974;  2)  delle  cessioni  e  prestazioni  fatte  ai  soci,
associati o partecipanti, verso pagamento di corrispettivi  specifici
o di contributi supplementari,  fino  al  31  marzo  1979;  3)  delle
operazioni relative alle attivita' indicate alle lettere d) e g)  del
quinto comma dell'art. 4 effettuate fino al 31 marzo  1979.  I  mutui
per l'acquisto di abitazioni concessi da enti o casse  di  previdenza
ai  propri  iscritti  si  intendone  compresi  nella  esenzione  gia'
prevista per le prestazioni previdenziali e  assistenziali  dall'art.
10, n. 18), del decreto del Presidente della  Repubblica  26  ottobre
1972 n. 633". 
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AGGIORNAMENTO (31) 
  La L. 22 dicembre 1980, n. 889 ha disposto (con l'art. 15, comma 1)
che la presente modifica ha effetto dal 1 gennaio 1981. 
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AGGIORNAMENTO (39) 
  Il D.L. 1 ottobre 1982, n. 697, convertito con modificazioni  dalla
L. 29 novembre 1982, n. 887, ha disposto (con l'art. 5-bis, comma  2)
che la presente modifica ha effetto dal 1 gennaio 1973. 
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AGGIORNAMENTO (41) 
  Il D.P.R. 28 dicembre 1982, n. 954 ha disposto (con l'art. 9, comma
1) che le modifiche hanno effetto dal 1 gennaio 1973. 
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AGGIORNAMENTO (40) 
  Il D.L. 30 dicembre 1982,  n.  953,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 28 febbraio 1983, n. 53, ha disposto (con l'art. 5, comma 1)
che la presente modifica ha effetto dal 1 gennaio 1973. 
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AGGIORNAMENTO (70) 
  La L. 24 dicembre 1993, n. 537 ha disposto (con l'art. 17, comma 1)
che la presente modifica si applica dal 1 gennaio 1994. 
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AGGIORNAMENTO (89) 
  Il D.Lgs. 2 settembre 1997, n. 313  ha  disposto  (con  l'art.  11,
comma 8) che le presenti modifiche si applicano  a  decorrere  dal  1
gennaio 1998. 
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AGGIORNAMENTO (92) 
  Il D.Lgs. 4 dicembre 1997, n. 460 ha disposto (con l'art. 30, comma
1) che "Le disposizioni del presente decreto entrano in vigore  il  1
gennaio 1998 e, relativamente alle imposte sui redditi, si  applicano
a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in  corso  alla
data del 31 dicembre 1997".