DECRETO-LEGGE 2 ottobre 1995, n. 416

Disposizioni in materia di lavori socialmente utili, di collocamento, di previdenza e di interventi a sostegno del reddito e di promozione dell'occupazione.

note: Entrata in vigore del decreto: 4-10-1995.
Decreto-Legge decaduto per mancata conversione.
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 30/11/1996)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 4-10-1995
al: 3-12-1995
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
  Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
  Ritenuta   la   straordinaria  necessita'  ed  urgenza  di  emanare
disposizioni in materia di collocamento, di lavori socialmente utili,
di previdenza e di interventi a sostegno del reddito;
  Ritenuta, altresi',  la  straordinaria  necessita'  ed  urgenza  di
emanare disposizioni in materia di promozione dell'occupazione;
  Vista  la  deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 29 settembre 1995;
  Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro
del tesoro e del Ministro del lavoro e della previdenza  sociale,  di
concerto   con   il   Ministro   dell'industria,   del   commercio  e
dell'artigianato e del commercio con l'estero;
                              E M A N A
                     il seguente decreto-legge:
                               Art. 1.
     Disposizioni per l'attivazione dei lavori socialmente utili
  1. Al fine di consentire l'attivazione di lavori socialmente  utili
il  Fondo  per  l'occupazione  di  cui  all'articolo  1, comma 7, del
decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con  modificazioni,
dalla  legge  19  luglio  1993,  n. 236, e' incrementato ai sensi del
comma 4 e, in attesa della  revisione  della  disciplina  sui  lavori
socialmente  utili,  a  questi ultimi trova applicazione la normativa
previgente a quella recata  dall'articolo  14  del  decreto-legge  16
maggio  1994,  n.  299, convertito, con modificazioni, dalla legge 19
luglio 1994, n. 451, integrata ai sensi del comma 2.  Ai  fini  della
tempestivita'  degli interventi per la promozione e l'attivazione dei
lavori socialmente utili:
    a)  per  gli  enti  locali  spetta  alla   giunta   assumere   le
deliberazioni in materia di promozione di progetti;
    b)    per    gli    enti    locali,    la    giunta,    ai   fini
dell'approvvigionamento di  quanto  strettamente  necessario  per  la
immediata   operativita'   dei   progetti,   puo'  ricorrere,  previa
autorizzazione   del   commissario   del   Governo,    a    procedure
straordinarie,  anche  in  deroga  alle normative vigenti in materia,
fermo restando quanto previsto dalla normativa in  materia  di  lotta
alla criminalita' organizzata;
    c) l'amministrazione proponente il progetto di lavori socialmente
utili  e'  tenuta a procedere, ricorrendone i presupposti, secondo le
disposizioni dell'articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241,  con
esclusione  del  comma 4 del medesimo articolo, nonche' dell'articolo
27 della legge 8 giugno 1990, n. 142;
    d) la commissione regionale  per  l'impiego  e,  per  i  progetti
interregionali,  la  Commissione  centrale per l'impiego, provvedono,
anche  attraverso  apposite  sottocommissioni,  all'approvazione  del
progetto  entro  venti giorni, decorsi i quali il medesimo si intende
approvato;
    e) il  Ministro  del  lavoro  e  della  previdenza  sociale  puo'
disporre,  in  considerazione della specificita', anche territoriale,
dell'emergenza    occupazionale,    modalita'    straordinarie    per
l'assegnazione  dei  lavoratori  ai  lavori  socialmente  utili,  ivi
compresa l'adozione di criteri  quali  il  carico  familiare,  l'eta'
anagrafica e il luogo di residenza;
    f) in caso di mancata esecuzione dei lavori socialmente utili nel
termine  previsto  nel  progetto,  il  Ministro  del  lavoro  e della
previdenza sociale, sentito  il  Ministro  dell'interno,  designa  un
commissario che provvede all'esecuzione dei lavori.
  2.  Le disposizioni di cui al comma 1 sono integrate dalle seguenti
norme dell'articolo 14 del decreto-legge  16  maggio  1994,  n.  299,
convertito,  con  modificazioni,  dalla legge 19 luglio 1994, n. 451:
comma 1, relativamente ai soggetti promotori e  gestori,  nonche'  ai
soggetti  utilizzabili nei progetti; commi 3 e 4, come modificati dal
comma 3 del  presente  articolo;  comma  7.  Per  l'assegnazione  dei
lavoratori  si  tiene conto della corrispondenza tra la capacita' dei
lavoratori e i requisiti richiesti per l'attuazione dei progetti e si
consente che, per  i  progetti  formulati  con  riferimento  a  crisi
aziendali, di settore o di area, l'assegnazione avvenga limitatamente
a   gruppi  di  lavoratori  espressamente  individuati  nel  progetto
medesimo.
  3. All'articolo 14  del  decreto-legge  16  maggio  1994,  n.  299,
convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1994, n. 451: al
comma  3,  il terzo periodo e' sostituito dal seguente: "Tale importo
puo' non essere dovuto nei casi in cui i lavoratori siano adibiti per
un numero di ore ridotto proporzionale alla  misura  del  trattamento
previdenziale  o  sussidio  spettante."; il comma 4 e' sostituito dal
seguente: " 4. I soggetti di cui al comma  1  che  non  fruiscono  di
alcun  trattamento previdenziale possono essere impegnati nell'ambito
del progetto per non piu' di dodici  mesi  e  per  essi  puo'  essere
richiesto,  a  carico del fondo di cui al comma 7, un sussidio pari a
lire 8.000 orarie, per un massimo di cento ore mensili.  Il  sussidio
e'  erogato dall'INPS e per esso trovano applicazione le disposizioni
in materia di mobilita' e di indennita' di mobilita'.  Ai  lavoratori
medesimi   puo'   essere   corrisposto,  dai  soggetti  proponenti  o
utilizzatori, un importo integrativo di  detti  trattamenti,  per  le
giornate di effettiva esecuzione delle prestazioni.".
  4. Con priorita' per le finalita' di cui al comma 1, nonche' per il
finanziamento  dei  piani per l'inserimento professionale dei giovani
privi di occupazione di cui  all'articolo  15  del  decreto-legge  16
maggio  1994,  n.  299, convertito, con modificazioni, dalla legge 19
luglio 1994, n. 451, il Fondo per l'occupazione di  cui  all'articolo
1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con
modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, e' incrementato di
lire  669 miliardi per l'anno 1995, di lire 482,6 miliardi per l'anno
1996 e di lire 514,3 miliardi a decorrere dall'anno 1997. Nell'ambito
delle disponibilita', per l'anno 1995, un importo  non  inferiore  al
quaranta  per  cento e' ripartito a livello regionale in relazione al
numero dei lavoratori di cui  al  comma  5  e  all'articolo  5  e  le
relative  risorse sono impegnate per il finanziamento di progetti che
utilizzano i medesimi lavoratori.
  5. Ai soggetti di cui all'articolo 6, commi 1, lettere b) e c), 3 e
4, nei cui confronti siano cessati al 31 dicembre 1994 i  trattamenti
di  mobilita' ovvero di disoccupazione speciale ed ai soggetti di cui
all'articolo  1  del  decreto-legge  26  novembre   1993,   n.   478,
convertito,  con  modificazioni,  dalla legge 26 gennaio 1994, n. 56,
nei cui confronti siano cessati nel periodo 1 dicembre 1994-31 maggio
1995 i trattamenti di  cassa  integrazione  salariale,  i  quali  non
abbiano  piu'  titolo  a  fruire  per ulteriori periodi di alcuno dei
predetti trattamenti, compete un sussidio nella misura pari al 64 per
cento  dell'importo  mensile di cui alla lettera a) del secondo comma
dell'articolo  unico  della  legge  13  agosto  1980,  n.  427,  come
sostituito  dall'articolo  1,  comma  5,  del decreto-legge 16 maggio
1994, n. 299, convertito, con modificazioni, dalla  legge  19  luglio
1994,  n.  451, per un periodo massimo di dodici mesi e limitatamente
ai periodi di loro  occupazione  in  lavori  socialmente  utili,  nei
progetti  per essi approvati prima del 31 luglio 1995. Il sussidio e'
a carico del Fondo per l'occupazione di cui al comma  4,  nei  limiti
delle  risorse preordinate alle finalita' di cui al medesimo comma. I
lavoratori di cui al presente comma rimangono iscritti nelle liste di
mobilita' sino al 31 dicembre 1995.
  6. Fino al 31 maggio 1995, ai soggetti di cui al comma  5  che  non
siano  utilizzati  in  lavori  socialmente  utili  e'  corrisposto un
sussidio fissato:
    a) per il periodo dal 1 gennaio 1995  al  31  marzo  1995,  nella
misura  del  70  per  cento  dell'ultimo  trattamento di integrazione
salariale, di mobilita' ovvero  di  disoccupazione  speciale  fruito;
tale  misura non puo' essere comunque superiore all'importo derivante
dalla misura del 64 per cento di cui al predetto comma 5;
    b) per il periodo dal 1 aprile 1995  al  31  maggio  1995,  nella
misura  del  64  per cento di cui al medesimo comma 5, ridotta del 30
per cento; tale misura non puo' essere comunque superiore all'importo
del sussidio previsto nel periodo di cui alla lettera a).
  7.  Per  consentire  una  migliore  utilizzazione   delle   risorse
finanziarie  comunitarie,  statali o regionali mirate alla formazione
professionale, il sussidio  di  cui  al  comma  5  viene  erogato  ai
lavoratori  di  cui  al  medesimo comma e all'articolo 5, anche per i
periodi di effettiva frequenza successivi al 31 maggio 1995, a  corsi
di   formazione   approvati   prima  del  31  maggio  1995,  sino  al
completamento dei corsi e comunque non oltre  il  31  dicembre  1995.
Detti  lavoratori  nei trenta giorni successivi al termine dei corsi,
possono essere assegnati a progetti di lavori socialmente utili,  con
fruizione  del  sussidio  previsto  dal  comma  5  per un periodo che
sommato a quello del corso di formazione  non  puo'  superare  dodici
mesi.
  8.  Per  il  periodo  dal  1  giugno  al  31 luglio 1995 gli uffici
regionali e provinciali del lavoro e della massima occupazione ovvero
le sezioni circoscrizionali  per  l'impiego  ovvero  le  agenzie  per
l'impiego,  invitano  i lavoratori di cui al comma 5 e all'articolo 5
non ancora occupati in lavori socialmente  utili,  a  partecipare  ad
attivita'  di  selezione  ed  orientamento ai sensi e per gli effetti
dell'articolo 6, comma 5-ter, del decreto-legge 20  maggio  1993,  n.
148,  convertito,  con  modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n.
236, finalizzate alla loro assegnazione ai lavori socialmente  utili.
Per  tale  periodo,  previa attestazione da parte dei predetti uffici
della partecipazione alle  attivita'  predette,  e'  riconosciuto  al
lavoratore  il sussidio di cui al comma 6, lettera b).  Per i casi in
cui i lavoratori non siano ancora  occupati  nei  lavori  socialmente
utili   alla   data  del  1  agosto  1995  il  predetto  sussidio  e'
riconosciuto per un ulteriore periodo e  comunque  non  oltre  il  30
settembre  1995.  Il sussidio e' a carico del Fondo per l'occupazione
di cui  al  comma  4,  nei  limiti  delle  risorse  preordinate  alle
finalita' di cui al medesimo comma.
  9.  Per  i sussidi di cui ai commi 5, 6, 7 e 8 trovano applicazione
le disposizioni in materia di mobilita' e di indennita' di mobilita',
ivi compreso, per i periodi sussidiati sino al  31  luglio  1995,  il
riconoscimento  d'ufficio  di  cui  al  comma 9 dell'articolo 7 della
legge 23 luglio 1991, n.  223.  Per  i  sussidi  imputati  a  periodi
successivi  a  tale  data e per quelli di cui al comma 3, il predetto
riconoscimento rileva ai soli fini  dell'acquisizione  dei  requisiti
assicurativi per il diritto al pensionamento.
  10. Per consentire la prosecuzione dell'utilizzazione in corso alla
data  del  31 dicembre 1994, in lavori socialmente utili, di soggetti
nei  cui  confronti  siano  cessati  entro  il  31  agosto  1995,   i
trattamenti  di  integrazione  salariale  o di mobilita', ai medesimi
soggetti compete il sussidio di cui al comma 5 fino al  completamento
del  progetto e comunque per un periodo non superiore a dodici mesi a
decorrere dalla predetta cessazione.
  11. Per i progetti finanziati a carico del Fondo di cui al comma 4,
approvati prima del 31 luglio 1995, sono  avviati  con  priorita'  ai
lavori   socialmente  utili  i  lavoratori  di  cui  al  comma  5  ed
all'articolo 5. Per i progetti approvati dal 1 agosto 1995 e sino  al
31  dicembre  1995  concorrono  con  i  predetti  lavoratori  anche i
lavoratori iscritti nelle liste di mobilita' nelle aree di  cui  agli
obiettivi  n.  1  e n. 2 del regolamento CEE n. 2081/93 del Consiglio
del 20 luglio 1993, per  i  quali  il  trattamento  di  mobilita'  e'
scaduto, e i lavoratori per i quali sia cessato successivamente al 31
maggio  1995 il trattamento straordinario di cassa integrazione e che
non abbiano  piu'  diritto  all'indennita'  di  mobilita'.  Essi,  se
avviati per progetti approvati prima del 31 luglio 1995, percepiscono
il  sussidio  di  cui  al  comma 5; se avviati per progetti approvati
successivamente alla predetta data, per essi  trova  applicazione  la
disposizione  di  cui  all'articolo 14, comma 4, del decreto-legge 16
maggio 1994, n. 299, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  19
luglio  1994,  n.  451,  come  modificato  dal  comma  3 del presente
articolo. Ai predetti lavoratori si applica la  disposizione  di  cui
all'articolo  6,  comma  5-ter,  del decreto-legge 20 maggio 1993, n.
148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19  luglio  1993,  n.
236.  Vengono  avviati  ai  lavori socialmente utili i lavoratori che
dichiarino alle sezioni circoscrizionali per l'impiego del  luogo  di
residenza  la  loro  disponibilita'  con  esclusione dei soggetti che
abbiano  gia'  dichiarato  detta   disponibilita'   in   applicazione
dell'articolo 27, comma 3, del decreto-legge 23 giugno 1995, n. 244.
  12.  I  periodi  di  utilizzazione  nei  lavori  socialmente  utili
costituiscono titolo di preferenza nei pubblici concorsi qualora, per
questi ultimi, sia richiesta  la  medesima  professionalita'  con  la
quale il soggetto e' stato adibito ai predetti lavori.
  13.  I nominativi dei lavoratori che sono titolari di indennita' di
mobilita'  fino  alla  maturazione  del  diritto  alla  pensione   di
anzianita'  o di vecchiaia vengono comunicati dall'Istituto nazionale
della previdenza sociale ai  sindaci  dei  comuni  di  residenza  dei
predetti lavoratori perche' essi provvedano ad impiegare direttamente
questi ultimi in attivita' socialmente utili ai sensi ed agli effetti
della disciplina di cui al presente articolo ed all'articolo 9, comma
1, lettera c), della legge 23 luglio 1991, n. 223.
  14.  Per  i  disoccupati utilizzati nei cantieri scuola e lavoro di
cui all'articolo 59 della legge 29 aprile 1949, n. 264, e  successive
modificazioni  e  integrazioni, non si applica l'articolo 4, comma 2,
della legge 8 agosto 1991, n. 274, e  continua  per  essi  a  trovare
applicazione  quanto  previsto  dall'articolo  2 della legge 6 agosto
1975, n. 418, e successive modificazioni e integrazioni. La  medesima
disposizione  di  cui  all'articolo  4, comma 2, della legge 8 agosto
1991, n. 274, non trova altresi'  applicazione  nei  confronti  degli
addetti  ai  lavori di forestazione, sistemazione idraulico-forestale
ed idraulico-agraria assunti dalle pubbliche  amministrazioni,  fermo
restando  per  essi  quanto  previsto  dall'articolo  6, comma primo,
lettera a), della legge 31 marzo 1979, n. 92. Per  le  assunzioni  di
questi  ultimi  lavoratori  continuano  ad  applicarsi  le  norme sul
collocamento ordinario.
  15. All'onere derivante dall'applicazione  del  presente  articolo,
valutato in lire 883 miliardi per l'anno 1995, in lire 482,6 miliardi
per  l'anno 1996 e in lire 514,3 miliardi a decorrere dall'anno 1997,
si provvede:
    a) quanto a  lire  342  miliardi  per  l'anno  1995,  lire  482,6
miliardi  per  l'anno  1996  e  a  lire  514,3  miliardi  a decorrere
dall'anno 1997, mediante corrispondente riduzione dello  stanziamento
iscritto, ai fini del bilancio triennale 1995-1997, nel capitolo 6856
dello  stato  di previsione del Ministero del tesoro per l'anno 1995,
all'uopo  parzialmente  utilizzando  l'accantonamento   relativo   al
Ministero del lavoro e della previdenza sociale;
    b)   quanto  a  lire  200  miliardi  per  l'anno  1995,  mediante
corrispondente utilizzo delle disponibilita'  in  conto  residui  dei
capitoli  5069,  5879  e 7893 dello stato di previsione del Ministero
del tesoro e dei capitoli 1031, 1032, 1162, 1163 e 1164  dello  stato
di  previsione  del  Ministero  del  bilancio  e della programmazione
economica dell'anno 1995, conservate ai sensi dell'articolo 19, comma
5-ter del decreto legislativo 3 aprile  1993,  n.  96,  e  successive
modificazioni  ed integrazioni, nonche' dell'articolo 1, comma 6, del
decreto-legge 29 aprile 1995, n.  141,  cui  non  si  applicano,  per
l'anno  1995,  le  modalita' e procedure di ripartizione previste dal
medesimo articolo 19, comma 5-ter, del decreto legislativo  3  aprile
1993,  n.  96;  quanto  a lire 200 miliardi per l'anno 1995, mediante
corrispondente utilizzo delle disponibilita' in conto residui di  cui
al   capitolo   191   dello   stato   di   previsione   della   spesa
dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di  Stato  per  lo  stesso
anno;   quanto   a  lire  141  miliardi  per  l'anno  1995,  mediante
corrispondente utilizzo delle disponibilita' della  gestione  di  cui
all'articolo  25  della  legge 21 dicembre 1978, n. 845, e successive
modificazioni ed integrazioni.
  16. Le  somme  di  cui  al  comma  15,  lettera  b),  sono  versate
all'entrata  del  bilancio  dello  Stato  per  essere  riassegnate ad
apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero del  lavoro
e della previdenza sociale.