LEGGE 15 luglio 2009, n. 94

Disposizioni in materia di sicurezza pubblica. (09G0096)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 8/8/2009 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 19/04/2016)
vigente al 30/09/2020
  • Allegati
Testo in vigore dal: 26-2-2014
attiva riferimenti normativi aggiornamenti all'articolo
                               Art. 3. 
 
  1. All'articolo 36 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, il comma  1
e' sostituito dal seguente: 
  "1. Quando i reati di cui all'articolo 527  del  codice  penale,  i
delitti non colposi di cui ai titoli XII e  XIII  del  libro  II  del
codice penale, nonche' i reati di cui alla legge 20 febbraio 1958, n. 
75, sono commessi in  danno  di  persona  portatrice  di  minorazione
fisica, psichica o sensoriale, la pena e' aumentata da un terzo  alla
meta'". 
  2. All'articolo 635 del codice penale, sono apportate  le  seguenti
modificazioni: 
   a) al secondo comma, numero 3), dopo le parole:  "centri  storici"
sono inserite le seguenti:  "ovvero  su  immobili  i  cui  lavori  di
costruzione, di ristrutturazione, di recupero o di  risanamento  sono
in corso o risultano ultimati"; 
   b) dopo il secondo comma e' aggiunto il seguente: 
  "Per i reati di cui al secondo comma, la  sospensione  condizionale
della pena e' subordinata all'eliminazione delle conseguenze  dannose
o pericolose del reato, ovvero, se il condannato non si oppone,  alla
prestazione di attivita' non retribuita a favore della  collettivita'
per un tempo determinato, comunque non superiore  alla  durata  della
pena  sospesa,  secondo  le  modalita'  indicate  dal  giudice  nella
sentenza di condanna". 
  3. All'articolo 639 del codice penale sono  apportate  le  seguenti
modificazioni: 
   a) al primo comma, le parole: "o immobili" sono soppresse; 
   b) il secondo comma e' sostituito dal seguente: 
  "Se il fatto e' commesso su beni immobili o su mezzi  di  trasporto
pubblici o privati, si applica la pena della reclusione da uno a  sei
mesi o della multa da 300 a 1.000 euro. Se il fatto  e'  commesso  su
cose di interesse storico o  artistico,  si  applica  la  pena  della
reclusione da tre mesi a un anno e  della  multa  da  1.000  a  3.000
euro"; 
   c) dopo il secondo comma sono aggiunti i seguenti: 
  "Nei casi di recidiva per le ipotesi di cui  al  secondo  comma  si
applica la pena della reclusione da tre mesi a due anni e della multa
fino a 10.000 euro. 
  Nei casi previsti dal secondo comma si procede d'ufficio". 
  4.  Chiunque  vende  bombolette  spray   contenenti   vernici   non
biodegradabili ai minori di diciotto anni e' punito con  la  sanzione
amministrativa fino a 1.000 euro. 
  5. All'articolo 4, comma 1, lettera a), del decreto legislativo  28
agosto 2000, n. 274, dopo la parola: "639" sono inserite le seguenti: 
", primo comma,". 
  6. Le sanzioni amministrative previste dai regolamenti ed ordinanze
comunali per chiunque insozzi le pubbliche  vie  non  possono  essere
inferiori all'importo di euro 500. 
  7. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 134 del testo unico
delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18  giugno
1931, n. 773, e successive modificazioni, e' autorizzato l'impiego di
personale  addetto  ai  servizi  di  controllo  delle  attivita'   di
intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti  al  pubblico  o  in
pubblici esercizi, anche  a  tutela  dell'incolumita'  dei  presenti.
L'espletamento  di  tali  servizi  non  comporta  l'attribuzione   di
pubbliche qualifiche. E' vietato l'uso di armi, di  oggetti  atti  ad
offendere e di qualunque strumento di coazione fisica. 
  8. Il personale addetto ai servizi di cui al comma 7 e' iscritto in
apposito elenco,  tenuto  anche  in  forma  telematica  dal  prefetto
competente per territorio. All'istituzione e alla tenuta  dell'elenco
di  cui  al  presente  comma  si  provvede  con  le  risorse   umane,
strumentali e finanziarie disponibili a legislazione  vigente,  senza
nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato. 
  9. Con decreto del Ministro dell'interno, da emanare entro sessanta
giorni dalla data di entrata in vigore  della  presente  legge,  sono
stabiliti i requisiti per l'iscrizione nell'elenco di cui al comma 8,
le modalita' per la selezione e  la  formazione  del  personale,  gli
ambiti applicativi e il relativo impiego. ((Costituisce requisito per
l'iscrizione nell'elenco di cui al comma 8 l'avere prestato  servizio
per almeno un anno, senza demerito, quale volontario di truppa  delle
Forze armate,  fermo  restando  il  possesso  dei  requisiti  di  cui
all'articolo 11 del testo unico delle leggi  di  pubblica  sicurezza,
approvato con regio decreto 18 giugno  1931,  n.  773,  e  successive
modificazioni, nonche' degli altri requisiti soggettivi  previsti  in
attuazione del presente comma.)) Gli oneri  derivanti  dall'attivita'
di cui al presente comma sono posti a  carico  dei  soggetti  che  si
avvalgono degli addetti ai servizi di controllo di cui al comma 7. 
  10. Il prefetto dispone la cancellazione dall'elenco degli  addetti
che non risultano piu' in possesso dei prescritti  requisiti,  ovvero
di quelli che espletano il servizio in contrasto  con  le  norme  dei
commi da 7 a 13 e con quanto stabilito dal decreto di cui al comma 9. 
Il   prefetto   comunica   l'avvenuta    cancellazione    all'addetto
interessato,  disponendo  al  contempo  il  divieto  di  impiego  nei
confronti di chi si avvale dei suoi servizi. 
  11. I soggetti che intendono avvalersi degli addetti ai servizi  di
controllo devono individuarli tra gli iscritti nell'elenco di cui  al
comma 8, dandone preventiva comunicazione al prefetto. 
  12. Coloro che, alla data  di  entrata  in  vigore  della  presente
legge,  gia'  svolgono  iservizi  di  controllo  delle  attivita'  di
intrattenimento o di spettacolo di  cui  al  comma  7  sono  iscritti
nell'elenco di cui al comma  8  qualora  risultino  in  possesso  dei
requisiti prescritti dal decreto di cui al comma 9. 
  13. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque svolge i servizi
di cui al comma 7 in difformita' da quanto previsto dai commi  7,  8,
9, 10, 11 e 12 e dal decreto di cui al  comma  9  e'  punito  con  la
sanzione amministrativa da euro  1.500  a  euro  5.000.  Alla  stessa
sanzione soggiace chiunque impiega per le attivita' di cui al comma 7
soggetti diversi da quelli iscritti nell'elenco tenuto  dal  prefetto
od omette la preventiva comunicazione di cui al comma 11. 
  14. Nel titolo II, capo I, del nuovo codice della strada, di cui al
decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285,  di  seguito  denominato:
"decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285", dopo l'articolo  34  e'
inserito il seguente: 
  "Art. 34-bis. - (Decoro delle strade). -  1.  Chiunque  insozza  le
pubbliche strade gettando rifiuti od oggetti dai veicoli in movimento
o in sosta e' punito con la sanzione amministrativa  da  euro  500  a
euro 1.000". 
  15. All'articolo 112 del codice penale sono apportate  le  seguenti
modificazioni: 
   a) al primo comma, numero  4),  dopo  le  parole:  "avvalso  degli
stessi" sono inserite le seguenti: "o con gli stessi ha partecipato"; 
   b) al secondo comma, dopo le parole: "si e' avvalso di persona non
imputabile o non punibile, a cagione di  una  condizione  o  qualita'
personale,"  sono  inserite  le  seguenti:  "o  con  la   stessa   ha
partecipato"; 
   c) al terzo comma, dopo le parole: "Se chi ha determinato altri  a
commettere il reato o si  e'  avvalso  di  altri"  sono  inserite  le
seguenti: "o con questi ha partecipato". 
  16. Fatti salvi i provvedimenti dell'autorita' per motivi di ordine
pubblico, nei casi di indebita occupazione di suolo pubblico previsti
dall'articolo 633 del codice penale e dall'articolo  20  del  decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e  successive  modificazioni,  il
sindaco, per le strade urbane, e il prefetto, per quelle  extraurbane
o, quando ricorrono motivi di sicurezza  pubblica,  per  ogni  luogo,
possono ordinare l'immediato ripristino  dello  stato  dei  luoghi  a
spese degli occupanti e, se  si  tratta  di  occupazione  a  fine  di
commercio, la  chiusura  dell'esercizio  fino  al  pieno  adempimento
dell'ordine e del pagamento delle spese o della prestazione di idonea
garanzia e, comunque, per un periodo non inferiore a cinque giorni. 
  17. Le disposizioni di cui al comma 16 si applicano anche nel  caso
in cui l'esercente ometta di adempiere agli  obblighi  inerenti  alla
pulizia e al decoro degli spazi pubblici antistanti l'esercizio. 
  18. Se si tratta di occupazione a  fine  di  commercio,  copia  del
relativo verbale di accertamento e' trasmessa,  a  cura  dell'ufficio
accertatore, al comando  della  Guardia  di  finanza  competente  per
territorio, ai sensi dell'articolo 36, ultimo comma, del decreto  del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600. 
  19. Al codice penale sono apportate le seguenti modificazioni: 
   a) dopo l'articolo 600-septies e' inserito il seguente: 
  "Art. 600-octies. - (Impiego di minori nell'accattonaggio). - Salvo
che il fatto costituisca piu' grave reato,  chiunque  si  avvale  per
mendicare di una persona minore degli anni quattordici  o,  comunque,
non imputabile, ovvero permette che tale persona, ove sottoposta alla
sua autorita' o affidata alla sua custodia o vigilanza,  mendichi,  o
che altri se ne avvalga per mendicare, e' punito  con  la  reclusione
fino a tre anni"; 
   b) dopo l'articolo 602 e' inserito il seguente: 
  "Art. 602-bis. - (Pene accessorie). - La condanna per  i  reati  di
cui agli  articoli  583-bis,  600,  601,  602,  609-bis,  609-quater,
609-quinquies e 609-octies comporta, qualora  i  fatti  previsti  dai
citati  articoli  siano  commessi  dal   genitore   o   dal   tutore,
rispettivamente: 
  1) la decadenza dall'esercizio della potesta' del genitore; 
  2)  l'interdizione  perpetua   da   qualsiasi   ufficio   attinente
all'amministrazione di sostegno, alla tutela e alla cura"; 
   c)  all'  articolo  609-decies,  primo  comma,  dopo  la   parola:
"600-quinquies," e' inserita la seguente: "600-octies,"; 
   d) l'articolo 671 e' abrogato. 
  20. All'articolo 61 del codice penale, dopo il  numero  11-bis)  e'
aggiunto il seguente: 
  "11-ter) l'aver commesso un delitto contro la persona ai  danni  di
un soggetto minore all'interno  o  nelle  adiacenze  di  istituti  di
istruzione o di formazione". 
  21. L'articolo 388 del codice penale e' sostituito dal seguente: 
  "Art. 388. - (Mancata esecuzione dolosa  di  un  provvedimento  del
giudice). - Chiunque, per sottrarsi  all'adempimento  degli  obblighi
nascenti da un provvedimento dell'autorita' giudiziaria, o dei  quali
e' in corso l'accertamento dinanzi all'autorita' giudiziaria  stessa,
compie, sui propri o sugli altrui beni, atti simulati o  fraudolenti,
o commette allo stesso scopo  altri  fatti  fraudolenti,  e'  punito,
qualora non ottemperi all'ingiunzione di eseguire  il  provvedimento,
con la reclusione fino a tre anni o con la multa da euro 103  a  euro
1.032. 
  La  stessa  pena  si  applica  a  chi  elude  l'esecuzione  di   un
provvedimento del giudice civile, ovvero amministrativo o  contabile,
che concerna l'affidamento di minori o  di  altre  persone  incapaci,
ovvero prescriva misure cautelari  a  difesa  della  proprieta',  del
possesso o del credito. 
  Chiunque sottrae, sopprime, distrugge,  disperde  o  deteriora  una
cosa di sua proprieta' sottoposta a pignoramento ovvero  a  sequestro
giudiziario o conservativo e' punito con la reclusione fino a un anno
e con la multa fino a euro 309. 
  Si applicano la reclusione da due mesi a due anni  e  la  multa  da
euro 30 a euro 309 se il fatto e' commesso dal  proprietario  su  una
cosa affidata alla sua custodia, e la reclusione da  quattro  mesi  a
tre anni e la multa da euro 51 a euro 516 se il fatto e' commesso dal
custode al solo scopo di favorire il proprietario della cosa. 
  Il custode di una cosa sottoposta a pignoramento ovvero a sequestro
giudiziario  o  conservativo  che  indebitamente  rifiuta,  omette  o
ritarda un atto dell'ufficio e' punito con la reclusione fino  ad  un
anno o con la multa fino a euro 516. 
  La  pena  di  cui  al  quinto  comma  si  applica  al  debitore   o
all'amministratore, direttore generale o liquidatore  della  societa'
debitrice che, invitato dall'ufficiale giudiziario a indicare le cose
o i crediti pignorabili, omette di rispondere nel termine di quindici
giorni o effettua una falsa dichiarazione. 
  Il colpevole e' punito a querela della persona offesa". 
  22. All'articolo 527 del codice penale,  dopo  il  primo  comma  e'
inserito il seguente: 
  "La pena e' aumentata da  un  terzo  alla  meta'  se  il  fatto  e'
commesso  all'interno  o  nelle   immediate   vicinanze   di   luoghi
abitualmente frequentati da minori e se da cio'  deriva  il  pericolo
che essi vi assistano". 
  23. All'articolo 609-ter, primo comma, del codice penale,  dopo  il
numero 5) e' aggiunto il seguente: 
  "5-bis)  all'interno  o  nelle  immediate  vicinanze  di   istituto
d'istruzione o di formazione frequentato dalla persona offesa". 
  24. All'articolo 614, primo comma, del codice  penale,  le  parole:
"fino a tre anni" sono sostituite dalle seguenti: "da sei mesi a  tre
anni". 
  25. Al codice  di  procedura  penale  sono  apportate  le  seguenti
modificazioni: 
   a) all'articolo 380, comma 2, la lettera e)  e'  sostituita  dalla
seguente: 
  "e) delitto di  furto  quando  ricorre  la  circostanza  aggravante
prevista dall'articolo 4 della legge 8 agosto 1977, n. 533, o  taluna
delle circostanze aggravanti previste dall'articolo 625, primo comma,
numeri 2), prima ipotesi, 3) e  5),  del  codice  penale,  salvo  che
ricorra, in questi ultimi casi,  la  circostanza  attenuante  di  cui
all'articolo 62, primo comma, numero 4), del codice penale"; 
   b) all'articolo 381, comma 2, dopo la lettera f)  e'  inserita  la
seguente: 
  "f-bis) violazione di domicilio prevista dall'articolo 614, primo e
secondo comma, del codice penale". 
  26. All'articolo 625, primo  comma,  del  codice  penale,  dopo  il
numero 8) sono aggiunti i seguenti: 
  "8-bis) se il fatto e' commesso all'interno di  mezzi  di  pubblico
trasporto; 
  8-ter) se il fatto e' commesso nei  confronti  di  persona  che  si
trovi nell'atto di fruire ovvero che abbia appena fruito dei  servizi
di istituti di credito, uffici postali o sportelli automatici adibiti
al prelievo di denaro". 
  27. All'articolo 628 del codice penale sono apportate  le  seguenti
modificazioni: 
   a) al terzo comma, dopo il numero 3) sono aggiunti i seguenti: 
  "3-bis) se il fatto e' commesso  nei  luoghi  di  cui  all'articolo
624-bis; 
  3-ter) se il fatto e' commesso all'interno  di  mezzi  di  pubblico
trasporto; 
  3-quater) se il fatto e' commesso nei confronti di persona  che  si
trovi nell'atto di fruire ovvero che abbia appena fruito dei  servizi
di istituti di credito, uffici postali o sportelli automatici adibiti
al prelievo di denaro"; 
   b) dopo il terzo comma e' aggiunto il seguente: 
  "Le   circostanze   attenuanti,   diverse   da   quella    prevista
dall'articolo 98, concorrenti con  le  aggravanti  di  cui  al  terzo
comma, numeri 3), 3-bis), 3-ter)  e  3-quater),  non  possono  essere
ritenute equivalenti o prevalenti rispetto a queste e le  diminuzioni
di  pena  si  operano  sulla  quantita'   della   stessa   risultante
dall'aumento conseguente alle predette aggravanti". 
  28. All'articolo 640, secondo comma, del  codice  penale,  dopo  il
numero 2) e' aggiunto il seguente: 
  "2-bis) se il fatto e' commesso in presenza  della  circostanza  di
cui all'articolo 61, numero 5)". 
  29. Al codice penale sono apportate le seguenti modificazioni: 
   a) all'articolo  605,  dopo  il  secondo  comma  sono  aggiunti  i
seguenti: 
  "Se il fatto di cui al primo comma  e'  commesso  in  danno  di  un
minore, si applica la pena della reclusione da tre a dodici anni.  Se
il fatto e' commesso in presenza di taluna delle circostanze  di  cui
al secondo comma, ovvero in danno di minore di anni quattordici o  se
il minore sequestrato e' condotto o trattenuto all'estero, si applica
la pena della reclusione da tre a quindici anni. 
  Se il colpevole cagiona la morte del minore sequestrato si  applica
la pena dell'ergastolo. 
  Le pene previste dal terzo comma sono altresi' diminuite fino  alla
meta' nei confronti dell'imputato che si adopera concretamente: 
  1) affinche' il minore riacquisti la propria liberta'; 
  2) per evitare che l'attivita' delittuosa sia portata a conseguenze
ulteriori,  aiutando   concretamente   l'autorita'   di   polizia   o
l'autorita' giudiziaria nella raccolta di elementi di prova  decisivi
per la ricostruzione dei fatti e per l'individuazione o la cattura di
uno o piu' autori di reati; 
  3) per evitare la commissione di ulte-riori fatti di  sequestro  di
minore"; 
   b) nel libro II, titolo  XI,  capo  IV,  dopo  l'articolo  574  e'
inserito il seguente: 
  "Art.  574-bis.  -   (Sottrazione   e   trattenimento   di   minore
all'estero). - Salvo che  il  fatto  costituisca  piu'  grave  reato,
chiunque sottrae un minore al  genitore  esercente  la  potesta'  dei
genitori o al tutore, conducendolo o trattenendolo all'estero  contro
la volonta' del medesimo genitore o tutore, impedendo in tutto  o  in
parte allo stesso l'esercizio della potesta' genitoriale,  e'  punito
con la reclusione da uno a quattro anni. 
  Se il fatto di cui al primo comma e' commesso nei confronti  di  un
minore che abbia compiuto gli anni quattordici e con il suo consenso,
si applica la pena della reclusione da sei mesi a tre anni. 
  Se i fatti di cui al primo e secondo  comma  sono  commessi  da  un
genitore  in  danno  del  figlio  minore,  la  condanna  comporta  la
sospensione dall'esercizio della potesta' dei genitori". 
  30. All'articolo 4 della legge 2 ottobre 1967, n. 895,  il  secondo
comma e' sostituito dal seguente: 
  "Salvo che il  porto  d'arma  costituisca  elemento  costitutivo  o
circostanza aggravante specifica  per  il  reato  commesso,  la  pena
prevista dal primo comma e' aumentata da un terzo alla meta': 
   a) quando il fatto e' commesso da  persone  travisate  o  da  piu'
persone riunite; 
   b) quando il fatto e' commesso nei luoghi di cui all'articolo  61,
numero 11-ter), del codice penale; 
   c) quando il  fatto  e'  commesso  nelle  immediate  vicinanze  di
istituti di credito, uffici postali o sportelli automatici adibiti al
prelievo di denaro, parchi e giardini pubblici o aperti al  pubblico,
stazioni ferroviarie, anche metropolitane, e  luoghi  destinati  alla
sosta o alla fermata di mezzi di pubblico trasporto". 
  31. All'articolo 4 della legge 18 aprile 1975,  n.  110,  il  sesto
comma e' sostituito dal seguente: 
  "La pena prevista dal terzo comma e' raddoppiata quando ricorre una
delle circostanze previste  dall'articolo  4,  secondo  comma,  della
legge 2 ottobre 1967, n. 895, salvo che  l'uso  costituisca  elemento
costitutivo  o  circostanza  aggravante  specifica   per   il   reato
commesso". 
  32. Il  Ministro  dell'interno,  con  regolamento  da  emanare  nel
termine di sessanta giorni dalla data  di  entrata  in  vigore  della
presente legge, di concerto con il Ministro del lavoro, della  salute
e delle politiche  sociali,  definisce  le  caratteristiche  tecniche
degli strumenti di autodifesa, di cui all'articolo  2,  terzo  comma,
della legge 18 aprile 1975, n.  110,  che  nebulizzano  un  principio
attivo naturale a base di  oleoresin  capsicum,  e  che  non  abbiano
l'attitudine a recare offesa alla persona. 
  33. All'articolo 4 della legge 27 dicembre 1956, n. 1423, al quarto
comma, dopo le parole: "sottrarsi  ai  controlli  di  polizia,"  sono
inserite  le  seguenti:  "armi   a   modesta   capacita'   offensiva,
riproduzioni  di  armi  di  qualsiasi  tipo,  compresi  i  giocattoli
riproducenti armi, altre armi o  strumenti,  in  libera  vendita,  in
grado di nebulizzare  liquidi  o  miscele  irritanti  non  idonei  ad
arrecare offesa alle persone, prodotti pirotecnici di qualsiasi tipo,
nonche'  sostanze  infiammabili  e  altri  mezzi  comunque  idonei  a
provocare lo sprigionarsi delle fiamme,". 
  34. Quando si procede  per  un  delitto  consumato  o  tentato  con
finalita' di terrorismo anche  internazionale  ovvero  per  un  reato
aggravato ai sensi dell'articolo  1  del  decreto-legge  15  dicembre
1979, n. 625, convertito, con modificazioni, dalla legge  6  febbraio
1980, n. 15, e successive  modificazioni,  e  sussistono  concreti  e
specifici elementi che consentano  di  ritenere  che  l'attivita'  di
organizzazioni, di associazioni,  movimenti  o  gruppi  favorisca  la
commissione   dei    medesimi    reati,    puo'    essere    disposta
cautelativamente, ai sensi dell'articolo 3  della  legge  25  gennaio
1982, n.  17,  la  sospensione  di  ogni  attivita'  associativa.  La
richiesta e' presentata al giudice  competente  per  il  giudizio  in
ordine ai predetti reati, il quale decide entro dieci giorni. Avverso
il provvedimento e' ammesso ricorso ai sensi  del  quinto  comma  del
medesimo articolo 3 della legge  n.  17  del  1982.  Il  ricorso  non
sospende l'esecuzione del provvedimento impugnato. 
  35. Il provvedimento di cui al comma 34 e' revocato in ogni momento
quando vengano meno i presupposti indicati nel medesimo comma. 
  36. Quando con sentenza irrevocabile sia accertato che  l'attivita'
di organizzazioni, di associazioni, movimenti o gruppi abbia favorito
la commissione di taluno dei reati di cui al comma  34,  il  Ministro
dell'interno ordina con decreto lo scioglimento  dell'organizzazione,
associazione, movimento o gruppo e dispone la confisca dei beni,  ove
non sia gia' disposta in sentenza. 
  37. Al decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, sono apportate
le seguenti modificazioni: 
   a) all'articolo 6 e' aggiunto, in fine, il seguente comma: 
  "7-bis. Alla UIF e al personale addetto si applica  l'articolo  24,
comma 6-bis, della legge 28 dicembre 2005, n. 262"; 
   b) all'articolo 48, il comma 1 e' sostituito dal seguente: 
  "1. L'avvenuta archiviazione della segnalazione e' comunicata dalla
UIF  al  segnalante   direttamente,   ovvero   tramite   gli   ordini
professionali di cui all'articolo 43, comma 2"; 
   c) all'articolo 56, comma 1,  dopo  le  parole:  "ai  sensi  degli
articoli 7, comma 2," sono inserite le seguenti: "37, commi 7 e 8,"; 
   d) all'articolo 56, il comma 2 e' sostituito dal seguente: 
  "2. L'autorita' di  vigilanza  di  settore  dei  soggetti  indicati
dall'articolo 11, commi 1, lettera m), e 3, lettere c) e d), attiva i
procedimenti  di  cancellazione  dai  relativi  elenchi   per   gravi
violazioni degli obblighi imposti dal presente decreto". 
  38. Il terzo comma dell'articolo 2 della legge 24 dicembre 1954, n.
1228, e' sostituito dal seguente: 
  "Ai fini dell'obbligo di cui al primo comma, la persona che non  ha
fissa dimora si considera residente nel comune dove ha  stabilito  il
proprio domicilio. La persona stessa, al momento della  richiesta  di
iscrizione, e' tenuta a fornire all'ufficio di anagrafe gli  elementi
necessari  allo  svolgimento  degli  accertamenti  atti  a  stabilire
l'effettiva sussistenza del domicilio. In mancanza del domicilio,  si
considera residente nel comune di nascita". 
  39. Dopo il terzo comma dell'articolo 2  della  legge  24  dicembre
1954, n. 1228, e' inserito il seguente: 
  "E' comunque istituito, senza nuovi o maggiori oneri a  carico  del
bilancio dello Stato, presso il Ministero  dell'interno  un  apposito
registro nazionale delle persone che  non  hanno  fissa  dimora.  Con
decreto  del  Ministro  dell'interno,  da  adottare  nel  termine  di
centottanta giorni dalla data di entrata  in  vigore  della  presente
disposizione,  sono  stabilite  le  modalita'  di  funzionamento  del
registro attraverso l'utilizzo del sistema INA-SAIA". 
  40. I sindaci, previa intesa con  il  prefetto,  possono  avvalersi
della collaborazione di associazioni tra cittadini non armati al fine
di segnalare alle Forze di polizia dello Stato o  locali  eventi  che
possano arrecare danno alla sicurezza  urbana  ovvero  situazioni  di
disagio sociale. (1) 
  41. Le associazioni sono iscritte in apposito elenco tenuto a  cura
del prefetto, previa verifica  da  parte  dello  stesso,  sentito  il
comitato provinciale  per  l'ordine  e  la  sicurezza  pubblica,  dei
requisiti necessari previsti dal decreto  di  cui  al  comma  43.  Il
prefetto  provvede,  altresi',  al   loro   periodico   monitoraggio,
informando dei risultati il comitato. 
  42. Tra le associazioni iscritte nell'elenco di cui al comma  41  i
sindaci si avvalgono, in via prioritaria, di  quelle  costituite  tra
gli appartenenti, in congedo,  alle  Forze  dell'ordine,  alle  Forze
armate e agli altri Corpi dello Stato.  Le  associazioni  diverse  da
queste  ultime  sono  iscritte  negli  elenchi  solo  se  non   siano
destinatarie, a nessun titolo, di risorse economiche a  carico  della
finanza pubblica. 
  43. Con  decreto  del  Ministro  dell'interno,  da  adottare  entro
sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,
sono determinati gli ambiti operativi delle disposizioni  di  cui  ai
commi 40 e 41,  i  requisiti  per  l'iscrizione  nell'elenco  e  sono
disciplinate le modalita' di tenuta dei relativi elenchi. 
  44. All'istituzione e alla tenuta dell'elenco di cui al comma 41 si
provvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie  disponibili
a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri per il  bilancio
dello Stato. 
  45. All'articolo 186, comma 2, lettera c), del decreto  legislativo
30 aprile 1992, n. 285,  dopo  il  secondo  periodo  e'  inserito  il
seguente: "Se il veicolo appartiene a persona estranea al  reato,  la
durata della sospensione della patente e' raddoppiata". 
  46. All'articolo 187, comma 1, del decreto  legislativo  30  aprile
1992, n. 285,  l'ultimo  periodo  e'  sostituito  dal  seguente:  "Si
applicano le disposizioni dell'articolo 186,  comma  2,  lettera  c),
terzo, sesto e settimo  periodo,  nonche'  quelle  di  cui  al  comma
2-quinquies del medesimo articolo 186". 
  47. Dopo il comma 4 dell'articolo 193 del  decreto  legislativo  30
aprile 1992, n. 285, e' aggiunto il seguente: 
  "4-bis.  Salvo  che  debba  essere  disposta  confisca   ai   sensi
dell'articolo 240 del codice penale, e' sempre disposta  la  confisca
amministrativa del veicolo  intestato  al  conducente  sprovvisto  di
copertura assicurativa  quando  sia  fatto  circolare  con  documenti
assicurativi falsi o contraffatti. Nei confronti di colui  che  abbia
falsificato  o  contraffatto  i  documenti  assicurativi  di  cui  al
precedente periodo e'  sempre  disposta  la  sanzione  amministrativa
accessoria della sospensione della patente di guida per un  anno.  Si
applicano le disposizioni dell'articolo 213 del presente codice". 
  48. Nel titolo VI, capo I, sezione II, del decreto  legislativo  30
aprile 1992, n. 285, dopo l'articolo 219 e' inserito il seguente: 
  "Art. 219-bis. - (Ritiro, sospensione o revoca del  certificato  di
idoneita' alla guida).  -  1.  Nell'ipotesi  in  cui,  ai  sensi  del
presente codice, e' disposta la  sanzione  amministrativa  accessoria
del ritiro, della sospensione o della revoca della patente di guida e
la violazione da cui discende e' commessa da un conducente munito  di
certificato di idoneita' alla guida di cui  all'articolo  116,  commi
Ibis e 1-ter, le sanzioni amministrative accessorie si  applicano  al
certificato di  idoneita'  alla  guida  secondo  le  procedure  degli
articoli 216, 218 e 219. In caso di circolazione durante  il  periodo
di applicazione delle sanzioni accessorie si  applicano  le  sanzioni
amministrative di cui agli stessi articoli. Si  applicano,  altresi',
le disposizioni dell'articolo 126-bis. 
  2. Se  il  conducente  e'  persona  munita  di  patente  di  guida,
nell'ipotesi in cui, ai sensi del presente codice, sono stabilite  le
sanzioni amministrative accessorie del ritiro,  della  sospensione  o
della  revoca  della   patente   di   guida,   le   stesse   sanzioni
amministrative accessorie si applicano  anche  quando  le  violazioni
sono commesse alla guida di un veicolo per il quale non e'  richiesta
la  patente  di  guida.  In  tali  casi  si  applicano,  altresi,  le
disposizioni dell'articolo articolo 126-bis. 
  3. Quando il conducente e' minorenne si applicano  le  disposizioni
dell'articolo 128, commi 1-ter e 2". 
  49. All'articolo 116, comma 1-quater, secondo periodo, del  decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e  successive  modificazioni,  le
parole: "Fino alla data di applicazione delle disposizioni  attuative
della direttiva 2006/126/CE del Parlamento europeo e  del  Consiglio,
del 20 dicembre 2006, concernente la patente  di  guida  (Rifusione)"
sono sostituite dalle seguenti: "Fino  alla  data  del  30  settembre
2009". 
  50. All'articolo 75, comma 1, del testo unico di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, sono apportate le
seguenti modificazioni: 
   a) nell'alinea, dopo le parole: "non superiore a  un  anno,"  sono
inserite le seguenti: "salvo quanto previsto dalla lettera a),"; 
   b) la lettera a) e' sostituita dalla seguente: 
  "a)  sospensione  della  patente  di  guida,  del  certificato   di
abilitazione  professionale  per  la  guida  di  motoveicoli  e   del
certificato di idoneita' alla  guida  di  ciclomotori  o  divieto  di
conseguirli per un periodo fino a tre anni". 
  51. All'articolo 75-bis del testo  unico  di  cui  al  decreto  del
Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, sono apportate le
seguenti modificazioni: 
   a) al comma 1, alinea, le parole: ", per la durata massima di  due
anni," sono soppresse; 
   b) dopo il comma 1 e' inserito il seguente: 
  "l-bis. La durata massima delle misure di cui al comma 1 e' fissata
in due anni per quelle indicate nelle lettere a), b), c), d) ed e)  e
in quattro anni per quella indicata nella lettera f)". 
  52. Al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285,  sono  apportate
le seguenti modificazioni: 
   a) l'articolo 120 e' sostituito dal seguente: 
  "Art. 120. - (Requisiti morali per ottenere il rilascio dei  titoli
abilitativi di cui all'articolo 116). - 1. Non possono conseguire  la
patente di guida, il certificato di abilitazione professionale per la
guida di motoveicoli e il certificato  di  idoneita'  alla  guida  di
ciclomotori i delinquenti abituali, professionali o  per  tendenza  e
coloro che sono  o  sono  stati  sottoposti  a  misure  di  sicurezza
personali o alle  misure  di  prevenzione  previste  dalla  legge  27
dicembre 1956, n. 1423, ad eccezione di quella di cui all'articolo 2,
e dalla legge 31 maggio 1965, n. 575, le  persone  condannate  per  i
reati di cui agli articoli 73 e 74 del testo unico di cui al  decreto
del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309,  fatti  salvi
gli  effetti  di  provvedimenti  riabilitativi,  nonche'  i  soggetti
destinatari del divieto di cui all'articolo 75, comma 1, lettera  a),
del medesimo testo unico di  cui  al  decreto  del  Presidente  della
Repubblica n. 309 del 1990. 
  2. Fermo  restando  quanto  previsto  dall'articolo  75,  comma  1,
lettera a), del citato testo unico di cui al decreto  del  Presidente
della Repubblica  n.  309  del  1990,  se  le  condizioni  soggettive
indicate al comma  1  del  presente  articolo  intervengono  in  data
successiva al  rilascio,  il  prefetto  provvede  alla  revoca  della
patente di guida, del certificato di abilitazione  professionale  per
la guida di motoveicoli e del certificato di idoneita' alla guida  di
ciclomotori. La revoca non puo' essere  disposta  se  sono  trascorsi
piu'  di  tre  anni  dalla  data  di  applicazione  delle  misure  di
prevenzione, o di quella del passaggio in giudicato della sentenza di
condanna per i reati indicati dal medesimo comma 1. 
  3. La persona destinataria del provvedimento di revoca  di  cui  al
comma 2 non puo' conseguire una nuova  patente  di  guida  prima  che
siano trascorsi almeno tre anni. 
  4. Avverso i provvedimenti di  diniego  di  cui  al  comma  1  e  i
provvedimenti di cui al comma 2 e' ammesso  il  ricorso  al  Ministro
dell'interno il quale decide, entro sessanta giorni, di concerto  con
il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. 
  5. Con decreto del  Ministro  dell'interno  e  del  Ministro  delle
infrastrutture e dei trasporti sono stabilite le modalita' necessarie
per  l'  adeguamento  del  collegamento  telematico  tra  il  sistema
informativo del Dipartimento per i trasporti terrestri e il trasporto
intermodale e quello del Dipartimento per le politiche del  personale
dell'amministrazione  civile  e  per   le   risorse   strumentali   e
finanziarie, in modo da consentire la trasmissione delle informazioni
necessarie ad impedire il rilascio dei titoli abilitativi di  cui  al
comma 1 e l'acquisizione dei dati relativi alla revoca  dei  suddetti
titoli intervenuta ai sensi del comma 2. 
  6. Salvo che il fatto costituisca reato,  chiunque,  in  violazione
delle disposizioni di cui ai commi 1 e 3, provvede  al  rilascio  dei
titoli abilitativi di cui all'articolo 116 e' punito con la  sanzione
amministrativa pecuniaria da euro 1.000 a euro 3.000"; 
   b) al comma 2-bis  dell'articolo  117,  e'  aggiunto  il  seguente
periodo: "Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 120 del  presente
codice, alle persone destinatarie del divieto di cui all'articolo 75,
comma 1, lettera a), del testo unico di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 9 ottobre  1990,  n.  309,  il  divieto  di  cui  al
presente comma ha effetto per i primi tre  anni  dal  rilascio  della
patente di guida". 
  53. Fino alla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma
5 dell'articolo 120 del decreto legislativo 30 aprile 1992,  n.  285,
come sostituito dal comma 52, lettera a), del presente  articolo,  da
adottare entro sei  mesi  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della
presente legge, continuano ad applicarsi le modalita' di interscambio
informativo previste dal  comma  2  dell'articolo  120  del  medesimo
decreto legislativo, nel testo vigente  anteriormente  alla  data  di
entrata in vigore della presente legge. 
  54. All'articolo 6-bis del decreto-legge 3  agosto  2007,  n.  117,
convertito, con modificazioni, dalla legge 2 ottobre  2007,  n.  160,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
   a) il comma 2 e' abrogato; 
   b) il comma 3 e' sostituito dal seguente: 
  "3. Le risorse del Fondo di cui al  comma  1  sono  utilizzate  per
l'acquisto di materiali, attrezzature e mezzi  per  le  attivita'  di
contrasto dell'incidentalita' notturna svolte dalle Forze di  polizia
di cui all'articolo 12, comma 1, lettere a), b), c), d) e f-bis), del
decreto  legislativo  30  aprile   1992,   n.   285,   e   successive
modificazioni, per campagne  di  sensibilizzazione  e  di  formazione
degli utenti della strada e per il finanziamento di analisi cliniche,
di ricerca e sperimentazione nel settore di contrasto della guida  in
stato di ebbrezza o dopo aver assunto sostanze stupefacenti"; 
   c) il comma 4 e' abrogato. 
  55. Al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285,  sono  apportate
le seguenti modificazioni: 
   a) all'articolo 186, dopo il comma  2-quinquies  sono  inseriti  i
seguenti: 
  "2-sexies. L'ammenda prevista dal comma 2 e' aumentata da un  terzo
alla meta' quando il reato e' commesso dopo le ore 22 e  prima  delle
ore 7. 
  2-septies. Le circostanze attenuanti concorrenti  con  l'aggravante
di cui al comma 2-sexies non possono essere  ritenute  equivalenti  o
prevalenti rispetto a questa. Le diminuzioni di pena si operano sulla
quantita'  della  stessa  risultante  dall'aumento  conseguente  alla
predetta aggravante. 
  2-octies. Una quota pari al venti per cento  dell'ammenda  irrogata
con la sentenza di condanna che ha ritenuto sussistente  l'aggravante
di cui al comma 2-sexies e' destinata ad alimentare il  Fondo  contro
l'incidentalita' notturna di cui all'articolo 6-bis del decreto-legge
3 agosto 2007, n. 117, convertito, con modificazioni, dalla  legge  2
ottobre 2007, n. 160, e successive modificazioni"; 
   b) all'articolo 187, dopo il comma 1-ter e' inserito il seguente: 
  "1-quater. L'ammenda prevista dal comma 1 e' aumentata da un  terzo
alla meta' quando il reato e' commesso dopo le ore 22 e  prima  delle
ore 7. Si applicano le disposizioni di cui  all'articolo  186,  commi
2-septies e 2-octies"; 
   c) all'articolo 195, dopo il comma 2 e' inserito il seguente: 
  "2-bis.  Le  sanzioni  amministrative  pecuniarie  previste   dagli
articoli 141, 142, 145, 146, 149, 154, 174, 176, commi 19 e 20, e 178
sono aumentate di un terzo quando la violazione e' commessa  dopo  le
ore 22 e prima delle ore 7; tale incremento della sanzione quando  la
violazione e' accertata da uno dei soggetti di cui all'articolo  208,
comma 1, primo periodo, e' destinato ad alimentare il  Fondo  di  cui
all'articolo  6-bis  del  decreto-legge  3  agosto  2007,   n.   117,
convertito, con modificazioni, dalla legge 2 ottobre 2007, n. 160,  e
successive modificazioni"; 
   d) all'articolo 208, dopo il comma 2 e' inserito il seguente: 
  "2-bis. Gli incrementi delle sanzioni amministrative pecuniarie  di
cui all'articolo 195,  comma  2-bis,  sono  versati  in  un  apposito
capitolo di entrata del bilancio dello Stato, di  nuova  istituzione,
per essere riassegnati al Fondo contro l'incidentalita'  notturna  di
cui all'articolo 6-bis del  decreto-legge  3  agosto  2007,  n.  117,
convertito, con modificazioni, dalla legge 2 ottobre  2007,  n.  160,
con  provvedimento  del  Ministero  dell'economia  e  delle   finanze
adottato sulla  base  delle  rilevazioni  trimestrali  del  Ministero
dell'interno. Tali  rilevazioni  sono  effettuate  con  le  modalita'
fissate con decreto del Ministero dell'interno,  di  concerto  con  i
Ministeri dell'economia e delle  finanze,  della  giustizia  e  delle
infrastrutture e dei trasporti. Con lo stesso decreto sono  stabilite
le modalita' di trasferimento della percentuale  di  ammenda  di  cui
agli articoli 186, comma 2-octies, e 187, comma  1-quater,  destinata
al Fondo". 
  56. All'articolo 600-sexies del codice penale, dopo il quarto comma
e' inserito il seguente: 
  "Nei  casi  previsti  dagli   articoli   600,   600-bis,   600-ter,
600-quater, 600-quinquies, 600-sexies, 600-septies, 600-octies,  601,
602 e 416, sesto comma, le pene sono diminuite fino  alla  meta'  nei
confronti dell'imputato che si adopera per  evitare  che  l'attivita'
delittuosa sia portata a conseguenze ulteriori aiutando concretamente
l'autorita' di polizia o l'autorita' giudiziaria  nella  raccolta  di
elementi di prova decisivi per  la  ricostruzione  dei  fatti  e  per
l'individuazione e la cattura di uno o piu' autori dei  reati  ovvero
per  la  sottrazione  di  risorse  rilevanti  alla  consumazione  dei
delitti". 
  57.  Al  comma  2,  lettera  a),  dell'articolo  208  del   decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285, le parole: "e  della  Guardia  di
finanza" sono sostituite dalle seguenti: ", della Guardia di finanza,
della Polizia penitenziaria e del Corpo forestale dello Stato". 
  58. Al comma 3 dell'articolo 393 del regolamento di cui al  decreto
del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, le  parole:
"e della Guardia di Finanza" sono sostituite dalle seguenti: ", della
Guardia di finanza, della Polizia penitenziaria e del Corpo forestale
dello Stato". 
  59.  Il  primo  comma  dell'articolo  585  del  codice  penale   e'
sostituito dal seguente: 
  "Nei casi previsti dagli articoli 582, 583, 583-bis e 584, la  pena
e' aumentata da  un  terzo  alla  meta',  se  concorre  alcuna  delle
circostanze aggravanti previste  dall'articolo576,  ed  e'  aumentata
fino a un terzo, se  concorre  alcuna  delle  circostanze  aggravanti
previste dall'articolo 577, ovvero se il fatto e' commesso con armi o
con sostanze corrosive, ovvero da persona travisata o da piu' persone
riunite". 
  60. All'articolo 24 del codice penale: al primo comma,  le  parole:
"non inferiore  a  euro  5"  sono  sostituite  dalle  seguenti:  "non
inferiore a euro 50" e le parole: "ne' superiore a euro  5.164"  sono
sostituite dalle seguenti: "ne' superiore a euro 50.000"; al  secondo
comma, le parole: "da euro 5 a  euro  2.065"  sono  sostituite  dalle
seguenti: "da euro 50 a euro 25.000". 
  61. All'articolo 26 del codice penale, le parole: "non inferiore  a
euro 2" sono sostituite dalle seguenti: "non inferiore a euro  20"  e
le parole:  "ne'  superiore  a  euro  1.032"  sono  sostituite  dalle
seguenti: "ne' superiore a euro 10.000". 
  62. All'articolo 135 del codice penale, le parole: "calcolando euro
38,  o  frazione  di  euro  38"  sono  sostituite   dalle   seguenti:
"calcolando euro 250, o frazione di euro 250". 
  63. All'articolo 10, primo comma, della legge 24 novembre 1981,  n.
689, le parole: "non inferiore a  lire  dodicimila"  sono  sostituite
dalle seguenti: "non inferiore a euro 10" e le parole: "non superiore
a lire venti milioni" sono sostituite dalle seguenti: "non  superiore
a euro 15.000". 
  64. All'articolo 114, secondo comma, della legge 24 novembre  1981,
n. 689, le parole: "a lire quattromila" e  "a  lire  diecimila"  sono
sostituite dalle seguenti: "a euro 20" e "a euro 50". 
  65. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore  della
presente legge il Governo e' delegato ad adottare uno o piu'  decreti
legislativi diretti  a  rivalutare  l'ammontare  delle  multe,  delle
ammende e delle sanzioni amministrative originariamente previste come
sanzioni penali, attualmente vigenti. Fermi restando i limiti  minimi
e .massimi delle multe e delle ammende previsti  dal  codice  penale,
nonche' quelli previsti per le sanzioni amministrative  dall'articolo
10 della legge 24 novembre  1981,  n.  689,  la  rivalutazione  delle
sanzioni pecuniarie e' stabilita nel rispetto dei seguenti principi e
criteri direttivi: 
   a)  le  pene  pecuniarie,  il  cui  attuale  ammontare  sia  stato
stabilito con una disposizione entrata in vigore anteriormente al  24
novembre 1981, sono moltiplicate, tenuto conto  della  serie  storica
degli indici di aumento dei prezzi al consumo,  per  un  coefficiente
non inferiore a 6 e non superiore a 10; 
   b)  le  pene  pecuniarie,  il  cui  attuale  ammontare  sia  stato
stabilito con una disposizione entrata in vigore  successivamente  al
24 novembre 1981 e prima del 31 dicembre  1986,  ad  eccezione  delle
leggi in materia di imposte dirette e di tasse ed  imposte  indirette
sugli affari, sono moltiplicate, tenuto  conto  della  serie  storica
degli indici di aumento dei prezzi al consumo,  per  un  coefficiente
non inferiore a 3 e non superiore a 6; 
   c)  le  pene  pecuniarie,  il  cui  attuale  ammontare  sia  stato
stabilito con una disposizione entrata in vigore  successivamente  al
31 dicembre 1986 e prima del 31 dicembre  1991,  ad  eccezione  delle
leggi in materia di imposte dirette e di tasse ed  imposte  indirette
sugli affari, sono moltiplicate, tenuto  conto  della  serie  storica
degli indici di aumento dei prezzi al consumo,  per  un  coefficiente
non inferiore a 2 e non superiore a 3; 
   d)  le  pene  pecuniarie,  il  cui  attuale  ammontare  sia  stato
stabilito con una disposizione entrata in vigore  successivamente  al
31 dicembre 1991 e prima del 31 dicembre  1996,  ad  eccezione  delle
leggi in materia di imposte dirette e di tasse ed  imposte  indirette
sugli affari, sono moltiplicate, tenuto  conto  della  serie  storica
degli indici di aumento dei prezzi al consumo,  per  un  coefficiente
non inferiore a 1,50 e non superiore a 2; 
   e)  le  pene  pecuniarie,  il  cui  attuale  ammontare  sia  stato
stabilito con una disposizione entrata in vigore  successivamente  al
31 dicembre 1996 e prima del 31 dicembre  2001,  ad  eccezione  delle
leggi in materia di imposte dirette e di tasse ed  imposte  indirette
sugli affari, sono moltiplicate, tenuto  conto  della  serie  storica
degli indici di aumento dei prezzi al consumo,  per  un  coefficiente
non inferiore a 1,30 e non superiore a 1,50. 
  66. Il Governo predispone gli schemi dei decreti legislativi di cui
al comma 65 entro novanta giorni dalla  data  di  entrata  in  vigore
della presente legge  e  li  trasmette  alle  competenti  Commissioni
parlamentari che esprimono il loro parere  entro  i  sessanta  giorni
successivi. 
 
   La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara'  inserita
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato. 
    Data a Roma, addi 15 luglio 2009 
 
                             NAPOLITANO 
 
                    Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri 
 
                    Maroni, Ministro dell'interno 
 
                    Alfano, Ministro della giustizia 
 
Visto, il Guardasigilli: Alfano 
 
    
-------------

    
AGGIORNAMENTO (1) 
  La Corte Costituzionale con sentenza del 21 - 24  giugno  2010,  n.
226  (in   G.U.   1a   s.s.   30/6/2010,   n.   26)   ha   dichiarato
"l'illegittimita' costituzionale dell'art. 3, comma 40,  della  legge
15  luglio  2009,  n.  94  (Disposizioni  in  materia  di   sicurezza
pubblica), limitatamente alle parole "ovvero  situazioni  di  disagio
sociale"".