DECRETO-LEGGE 12 settembre 1983, n. 463

Misure urgenti in materia previdenziale e sanitaria e per il contenimento della spesa pubblica, disposizioni per vari settori della pubblica amministrazione e proroga di taluni termini.

note:
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 11 novembre 1983, n. 638 (in G.U. 11/11/1983, n.310).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 22/01/2016)
Testo in vigore dal: 12-9-1983
al: 22-9-1983
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                               Art. 2. 
 
  1. L'omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali
operate dal  datore  di  lavoro  sulle  retribuzioni  dei  lavoratori
dipendenti, ivi comprese le  trattenute  effettuate  ai  sensi  degli
articoli 20, 21 e 22 della legge 30 aprile 1969, n.  153,  e'  punito
con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a L. 2.000.000,
qualora le ritenute stesse eccedano le somme anticipate o  denunciate
nelle forme e nei termini di legge dal datore di lavoro ai lavoratori
per conto delle gestioni previdenziali ed assistenziali. Il  relativo
versamento, prima del promovimento dell'azione  penale,  estingue  il
reato. 
  2. Il datore di lavoro che non provveda al pagamento dei contributi
e dei premi dovuti alle gestioni previdenziali e assistenziali  entro
il termine stabilito, e vi provveda in misura inferiore, e' tenuto al
versamento  di  una  somma  aggiuntiva,  in  sostituzione  di  quella
prevista dalle disposizioni che disciplinano la materia, fino  a  due
volte  l'importo  dovuto,  ferme  restando  le   ulteriori   sanzioni
amministrative e penali. Per la graduazione  delle  somme  aggiuntive
dovute sui premi resta in vigore la legge 21 aprile 1967, n. 272. 
  3. Nel  settore  agricolo,  per  quanto  attiene  la  contribuzione
unificata dovuta per gli operai, le ipotesi previste  dai  precedenti
commi si realizzano allorquando la mancata o minore  imposizione  dei
contributi sia conseguente ad una  omessa,  incompleta,  reticente  o
infedele   presentazione   delle   denunce   contributive    previste
dall'articolo 2 della legge 18 dicembre 1964, n. 1412,  e  successive
modificazioni ed integrazioni. 
  4. Le sanzioni amministrative previste per violazione  delle  norme
di cui al decreto legislativo del Capo  provvisorio  dello  Stato  16
luglio 1947, n. 708, e successive modificazioni ed integrazioni, sono
versate all'Ente nazionale  di  previdenza  e  di  assistenza  per  i
lavoratori dello spettacolo. 
  5. Entro il  31  ottobre  1983  i  datori  di  lavoro  che  abbiano
effettuato  il  versamento  dei  contributi  afferenti   il   periodo
successivo al 1° febbraio 1983 sono ammessi a regolarizzare  la  loro
posizione debitoria  relativa  ai  periodi  di  paga  precedenti.  La
regolarizzazione estingue il reato e  le  obbligazioni  per  sanzioni
amministrative e per ogni altro  onere  accessorio  connessi  con  la
denuncia ed il versamento dei contributi stessi, ivi compresi  quelli
di cui all'articolo 18 del decreto-legge  30  agosto  1968,  n.  918,
convertito, con modificazioni, nella legge 25 ottobre 1968, n.  1089,
in materia di sgravi degli oneri sociali, con esclusione delle  spese
di giudizio e degli aggi connessi alla riscossione dei  contributi  a
mezzo  ruoli  esattoriali.  La  regolarizzazione  e'  effettuata  con
versamento in unica soluzione dei contributi dovuti. 
  6. Il versamento dei contributi puo'  essere  effettuato  anche  in
rate mensili eguali e consecutive, in numero  non  superiore  a  sei,
delle quali la prima entro  il  31  ottobre  1983,  con  applicazione
sull'importo delle  rate  successive  degli  interessi  di  dilazione
previsti dall'articolo 13, primo comma, del decreto-legge  29  luglio
1981, n. 402, convertito, con modificazioni, nella legge 26 settembre
1981, n. 537. Il mancato versamento anche di una sola  rata  comporta
la decadenza dai benefici economici di cui al comma che  precede.  La
regolarizzazione delle posizioni  debitorie  relative  ai  contributi
agricoli unificati e' effettuata in unica soluzione entro il 31 marzo
1984 secondo le modalita' stabilite dall'ente impositore. 
  7. Per le imprese che alla data del 31 ottobre 1983 si  trovino  in
stato   di   amministrazione   controllata   o   di   amministrazione
straordinaria, il termine per  la  regolarizzazione  della  posizione
debitoria e' differito all'ultimo giorno del mese successivo a quello
di cessazione dell'amministrazione controllata o straordinaria. 
  8. Per  l'assicurazione  contro  gli  infortuni  sul  lavoro  e  le
malattie professionali e' differito al 31  ottobre  1983  il  termine
utile per la presentazione della richiesta  di  cui  al  primo  comma
dell'articolo 14 della legge 10 maggio 1982, n. 251. 
  9. La regolarizzazione estingue le  obbligazioni  per  le  sanzioni
civili  di  cui  agli  articoli  50  e  51  del  testo  unico   delle
disposizioni per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le
malattie professionali, approvato con decreto  del  Presidente  della
Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, le sanzioni amministrative di cui
alla  legge  24  novembre  1981,  n.  689,  ed  all'articolo  2   del
decreto-legge 6 luglio 1978, n. 352, convertito,  con  modificazioni,
nella legge 4 agosto 1978, n. 467, nonche' i provvedimenti adottati a
norma del sesto comma dell'articolo  28  del  predetto  testo  unico,
afferenti a periodi assicurativi fino al 31 dicembre  1982,  compresa
la regolazione dei premi relativa all'anno 1982, e per  i  quali  non
sia stato gia' effettuato il pagamento, con la esclusione delle spese
di giudizio e degli aggi esattoriali. La  regolarizzazione  estingue,
altresi', le obbligazioni  per  le  sanzioni  amministrative  di  cui
all'ultimo comma dell'articolo 16 della legge 10 maggio 1982, n. 251,
relative ad inadempienze commesse entro il 30 aprile 1983. 
  10. Per il pagamento rateale dei premi, per lo stato di regolarita'
fino al 31 dicembre 1983 e per  le  imprese  che  alla  data  del  31
ottobre 1983 si trovino in stato di amministrazione controllata o  di
amministrazione straordinaria  valgono  le  disposizioni  di  cui  al
presente articolo. 
  11. Le disposizioni di cui ai commi precedenti trovano applicazione
anche in fase di contenzioso previdenziale e,  nel  caso  in  cui  il
debito sia in corso  di  soluzione  a  mezzo  di  pagamento  rateale,
relativamente alle sole rate non ancora versate. 
  12. Decade dal beneficio della regolarizzazione di cui al  presente
articolo il datore di lavoro che ometta di effettuare, alle  scadenze
di legge, il versamento dei contributi di  previdenza  ed  assistenza
dovuti per il periodo compreso  tra  la  data  di  effettuazione  del
versamento di cui al presente articolo ed il 30 aprile 1984. 
  13. Le  gestioni  previdenziali  ed  assistenziali  determinano  le
modalita' per i versamenti. 
  14. Le disposizioni di cui ai  commi  dal  5  al  13  del  presente
articolo si applicano anche ai coltivatori  diretti,  ai  mezzadri  e
coloni e rispettivi concedenti,  agli  artigiani  ed  agli  esercenti
attivita'  commerciali,  per  la  regolarizzazione  della   posizione
debitoria relativa a periodi di contribuzione anteriori al 1  gennaio
1983. 
  15. Il datore di lavoro, tenuto alla denuncia ed al versamento  dei
contributi con le modalita' previste nel  decreto  del  Ministro  del
lavoro e della previdenza sociale 5 febbraio 1969,  pubblicato  nella
Gazzetta Ufficiale n. 67 del  13  marzo  1969,  il  quale  non  abbia
presentato all'Istituto nazionale della previdenza sociale le denunce
individuali dei lavoratori occupati nei periodi anteriori all'entrata
in vigore del decreto-legge 6 luglio 1978, n.  352,  convertito,  con
modificazioni, nella legge 4 agosto 1978, n.  467,  deve  presentare,
per tali periodi, una  denuncia  dei  lavoratori  interessati,  delle
retribuzioni  individuali,  nonche'  di  tutti   i   dati   necessari
all'applicazione delle norme in materia di  previdenza  e  assistenza
sociale. La denuncia, redatta  su  modulo  predisposto  dall'Istituto
nazionale della previdenza sociale, deve essere presentata  entro  il
30 giugno 1984. 
  16. Al  datore  di  lavoro  che  non  provveda,  entro  il  termine
stabilito, a quanto previsto nel comma precedente ovvero vi  provveda
fornendo dati infedeli o incompleti,  si  applicano  le  disposizioni
previste dall'articolo 4, secondo comma, del decreto-legge  6  luglio
1978, n. 352, convertito, con modificazioni,  nella  legge  4  agosto
1978, n. 467, e successive modificazioni ed integrazioni. 
  17. I termini per la  presentazione  all'Istituto  nazionale  della
previdenza sociale della denuncia nominativa di  cui  all'articolo  4
del  decreto-legge  6  luglio   1978,   n.   352,   convertito,   con
modificazioni, nella legge 4 agosto 1978, n. 467, sono fissati al  30
giugno di ciascun anno e, per le amministrazioni dello Stato,  al  31
dicembre di ciascun anno. Alle stesse date sono fissati i termini per
la consegna ai lavoratori della copia della  denuncia  predetta.  Per
l'anno 1983 il termine del 30 giugno e' differito al 31 ottobre 1983. 
  18. Alle amministrazioni dello  Stato,  che  abbiano  presentato  o
presentino, entro il 31 dicembre 1983, le  denunce  nominative  degli
anni 1978, 1979, 1980 e 1981, non si applicano le  sanzioni  previste
dal  citato  articolo  4.  Alle  predette  amministrazioni   non   si
applicano, altresi', le  sanzioni  previste  dall'articolo  30  della
legge  21  dicembre  1978,  n.  843,  qualora  abbiano  presentato  o
presentino entro il 31 ottobre 1983, le denunce contributive relative
a periodi di paga scaduti  anteriormente  alla  data  di  entrata  in
vigore del presente decreto-legge. 
  19. I termini di prescrizione relativi ai contributi  dovuti  o  la
cui riscossione e' affidata a qualsiasi titolo all'Istituto nazionale
della previdenza sociale sono sospesi per un triennio dalla  data  di
entrata in vigore del  presente  decreto  ed  e'  corrispondentemente
prolungato il periodo  durante  il  quale  il  datore  di  lavoro  ha
l'obbligo di conservare i libri paga e di matricola. 
  20. Dalla data di entrata in vigore della legge 21  dicembre  1978,
n. 843, al 30 giugno 1983, in deroga  all'articolo  23  della  stessa
legge, e successive modificazioni e integrazioni,  i  soprappremi  di
rateazione di cui al secondo comma dell'articolo 28 del  testo  unico
delle  disposizioni  sull'assicurazione   obbligatoria   contro   gli
infortuni sul lavoro  e  le  malattie  professionali,  approvato  con
decreto del Presidente della Repubblica  30  giugno  1965,  n.  1124,
restano invariati nelle misure ivi previste. 
  21. Le variazioni di carattere generale del  trattamento  economico
di attivita' di servizio  a  favore  delle  categorie  di  dipendenti
iscritti  alle  casse  pensioni  facenti  parte  degli  istituti   di
previdenza, derivanti da leggi, da norme regolamentari o da contratti
collettivi di lavoro, che intervengano a partire dal 1 gennaio  1984,
sono assoggettate a contributo, anche nel corso dell'anno, dalla data
di  effetto  dei  miglioramenti  stessi,  con  le  modalita'  di  cui
all'articolo 27  del  regio  decreto-legge  3  marzo  1938,  n.  680,
convertito  nella  legge  9  gennaio  1939,  n.  41,   e   successive
modificazioni. 
  22. Per le cessazioni dal servizio a partire dal  1  gennaio  1983,
nei riguardi degli iscritti negli elenchi dei contributi della  Cassa
per le pensioni ai dipendenti degli enti locali, della Cassa  per  le
pensioni ai sanitari e della Cassa per le pensioni agli insegnanti di
asilo  e  di  scuole  elementari  parificate,  l'eventuale   recupero
contributivo con le modalita' previste dal comma primo  dell'articolo
30 della legge 22 novembre 1962, n. 1646 si effettua limitatamente al
periodo non anteriore al 1 gennaio 1970. 
  23. Per le cessazioni dal servizio anteriori al 1 gennaio 1983,  il
recupero contributivo, qualora  riguardi  emolumenti  ammessi  a  far
parte   della   retribuzione   annua   contributiva,   si   effettua,
relativamente alla quota a carico dell'ente datore di lavoro,  in  24
semestralita', al saggio del sei per cento annuo.