DECRETO LEGISLATIVO 15 dicembre 1997, n. 446

Istituzione dell'imposta regionale sulle attivita' produttive, revisione degli scaglioni, delle aliquote e delle detrazioni dell'Irpef e istituzione di una addizionale regionale a tale imposta, nonche' riordino della disciplina dei tributi locali.

note: Entrata in vigore della legge: 1-1-1998 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 14/08/2020)
Testo in vigore dal: 1-1-1998
attiva riferimenti normativi
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
  Visti gli articoli 76 e 87, quinto comma, della Costituzione;
  Visto  l'articolo  3,  commi  da  143  a  149 e 151, della legge 23
dicembre  1996, n. 662, recante delega al Governo per l'emanazione di
uno  o  piu'  decreti  legislativi contenenti disposizioni volte alla
istituzione  dell'imposta  regionale sulle attivita' produttive, alla
semplificazione  degli  adempimenti dei contribuenti con la revisione
degli  scaglioni,  delle aliquote e delle detrazioni dell'imposta sul
reddito  delle  persone  fisiche,  alla  istituzione dell'addizionale
regionale  all'imposta  sul  reddito  delle  persone  fisiche,  e  al
riordino della disciplina dei tributi locali;
  Vista  la  preliminare  deliberazione  del  Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 14 ottobre 1997;
  Vista  la deliberazione del Presidente del Senato della Repubblica,
d'intesa  con  il  Presidente  della Camera dei Deputati, adottata ai
sensi  dell'articolo 3, comma 15, della citata legge n. 662 del 1996,
con  la  quale  e'  stata  concessa  la  proroga  di venti giorni per
l'adozione del parere della Commissione parlamentare istituita a
  norma  dello  stesso  articolo  3, comma 13, della legge n. 662 del
  1996;
Considerato che in applicazione del citato articolo 3, comma 16,
della  legge  n. 662 del 1996, e' conseguentemente prorogato di venti
giorni il termine per l'esercizio della delega;
  Acquisito il parere della citata Commissione parlamentare;
  Acquisito  il  parere della Conferenza unificata istituita ai sensi
del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;
  Vista  la  deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 10 dicembre 1997;
  Sulla  proposta  del  Ministro  delle  finanze,  di  concerto con i
Ministri  del tesoro e del bilancio e della programmazione economica,
dell'interno e per la funzione pubblica e gli affari regionali;
                              E m a n a
                  il seguente decreto legislativo:
                               Art. 1.
                      Istituzione dell'imposta
  1.  E'  istituita  l'imposta  regionale  sulle attivita' produttive
esercitate nel territorio delle regioni.
  2.  L'imposta  ha carattere reale e non e' deducibile ai fini delle
imposte sui redditi.
          Avvertenza:
            Il  testo  delle  note qui pubblicato e' stato redatto ai
          sensi  dell'art.  10,  commi  2  e 3, del testo unico delle
          disposizioni     sulla     promulgazione    delle    leggi,
          sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
          e  sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
          approvato  con  D.P.R.  28  dicembre 1985, n. 1092, al solo
          fine  di  facilitare la lettura delle disposizioni di legge
          modificate  o  alle  quali  e'  operato  il rinvio. Restano
          invariati  il  valore  e l'efficacia degli atti legislativi
          qui trascritti.
           Note alle premesse:
            -   L'art.   76   della  Costituzione  regola  la  delega
          al  Governo dell'esercizio della   funzione  legislativa  e
          stabilisce    che  essa non puo'   avvenire   se   non  con
          determinazione   di   principi   e    criteri  direttivi  e
          soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti.
            -   L'art.   87,   comma   quinto,   della   Costituzione
          conferisce  al Presidente della  Repubblica il   potere  di
          promulgare   le leggi  e di emanare i decreti aventi valore
          di legge e i regolamenti.
            - Si  riporta il testo  dei commi 13, 15,  16, 143,  144,
          145,  146,  147, 148, 149 e 151 dell'art. 3  della legge 23
          dicembre 1996, n. 662 (Misure  di  razionalizzazione  della
          finanza pubblica):
            "Art.  3  (Disposizioni  in  materia  di entrata). - 1-12
          (Omissis).
            13. Entro trenta giorni  dalla    data  di  pubblicazione
          della  presente legge   nella    Gazzetta  Ufficiale  della
          Repubblica     italiana,   e' istituita  una    commissione
          composta    da  quindici  senatori    e  quindici deputati,
          nominati  rispettivamente dal  Presidente del  Senato della
          Repubblica e   dal Presidente della   Camera  dei  deputati
          nel  rispetto  della   proporzione esistente  tra i  gruppi
          parlamentari,   sulla base delle  designazioni  dei  gruppi
          medesimi.
            14. (Omissis).
            15.  La  commissione  puo'  chiedere  una  sola  volta ai
          Presidenti delle Camere una proroga  di  venti  giorni  per
          l'adozione  del  parere,  qualora cio' si renda  necessario
          per la complessita' della materia   o per  il  numero    di
          schemi  trasmessi   nello  stesso  periodo all'esame  della
          commissione.
            16. Qualora  sia richiesta, ai sensi   del comma  15,  la
          proroga  per  l'adozione  del parere, e limitatamente  alle
          materie  per  cui  essa  sia  concessa,  i    termini   per
          l'esercizio   della delega sono  prorogati di venti giorni.
          Trascorso  il termine di cui al comma    14  ovvero  quello
          prorogato  ai sensi  del  comma  15, il  parere  si intende
          espresso favorevolmente.
            17-142 (Omissis).
            143.    Il  Governo   della Repubblica   e' delegato   ad
          emanare,   entro undici mesi dalla  data  di  entrata    in
          vigore della presente legge, al fine   di  semplificare   e
          razionalizzare     gli  adempimenti   dei contribuenti,  di
          ridurre    il   costo   del   lavoro     e   il    prelievo
          complessivo  che   grava sui  redditi da lavoro  autonomo e
          di  impresa  minore,  nel      rispetto   dei      principi
          costituzionali  del    concorso alle spese    pubbliche  in
          ragione      della       capacita'    contributiva        e
          dell'autonomia   politica   e   finanziaria     degli  enti
          territoriali, uno o  piu'  decreto  legislativi  contenenti
          disposizioni,   anche  in  materia  di  accertamento,    di
          riscossione,   di   sanzioni,  di    contenzioso    e    di
          ordinamento      e   funzionamento     dell'amministrazione
          finanziaria    dello Stato, delle   regioni, delle province
          autonome e degli  enti locali, occorrenti per  le  seguenti
          riforme del sistema tributario:
            a)  istituzione  dell'imposta regionale   sulle attivita'
          produttive e di una  addizionale regionale  all'imposta sul
          reddito  delle persone fisiche  con una  aliquota  compresa
          tra  lo 0,5  e l'1  per cento  e contemporanea abolizione:
            1)    dei    contributi  per    il   Servizio   sanitario
          nazionale   di   cui all'articolo  31    della  legge    28
          febbraio  1986,    n. 41,   e successive modificazioni, del
          contributo dello 0,2 per cento di cui all'articolo 1, terzo
          comma,  della  legge  31  dicembre   1961,   n.   1443,   e
          all'articolo 20, ultimo comma, della legge 12  agosto 1962,
          n.  1338,  e  della quota di contributo per l'assicurazione
          obbligatoria  contro  la  tubercolosi  eccedente     quella
          prevista    per    il    finanziamento  delle   prestazioni
          economiche   della   predetta   assicurazione      di   cui
          all'articolo 27 della legge 9 marzo 1989, n. 88;
            2) dell'imposta locale sui redditi, di  cui al titolo III
          del  testo  unico  delle imposte sui redditi, approvato con
          decreto del Presidente della Repubblica 22  dicembre  1986,
          n. 917;
            3)  dell'imposta  comunale per  l'esercizio di imprese  e
          di   arti  e  professioni,  di    cui  al  titolo  I    del
          decreto-legge  2  marzo    1989, n.   66, convertito,   con
          modificazioni,  dalla legge  24 aprile  1989, n.  144;
            4)  della  tassa  sulla   concessione   governativa   per
          l'attribuzione   del   numero  di  partita  IVA,  di    cui
          all'articolo 24  della  tariffa  allegata  al  decreto  del
          Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 641;
            5)  dell'imposta    sul patrimonio netto delle   imprese,
          istituita con decreto-legge   30    settembre    1992,   n.
          394,      convertito,     con modificazioni, dalla legge 26
          novembre 1992, n. 461;
            b)  revisione degli  scaglioni, delle  aliquote e   delle
          detrazioni dell'imposta sul reddito delle persone fisiche;
            c)  previsione    di una disciplina   transitoria volta a
          garantire la graduale sostituzione del gettito  dei tributi
          soppressi e previsione di meccanismi perequativi    fra  le
          regioni  tesi    al riequilibrio degli effetti   finanziari
          derivanti    dalla    istituzione       dell'imposta      e
          dell'addizionale di cui alla lettera a);
            d)  previsione    per le   regioni della facolta'  di non
          applicare le tasse sulle concessioni regionali;
            e)  revisione  della  disciplina   degli  altri   tributi
          locali  e contemporanea abolizione:
            1)  delle    tasse  sulla  concessione   comunale, di cui
          all'articolo 8 del  decreto-legge   10  novembre  1978,  n.
          702,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 8 gennaio
          1979, n. 3;
            2)  delle  tasse  per  l'occupazione  di  spazi  ed  aree
          pubbliche, di cui al  capo II  del  decreto legislativo  15
          novembre   1993,   n. 507,  e all'articolo 5 della legge 16
          maggio 1970, n. 281;
            3)    della   addizionale comunale   e   provinciale  sul
          consumo  della energia  elettrica,  di   cui   all'articolo
          24    del    decreto-legge    28  febbraio  1983,  n.   55,
          convertito, con modificazioni,  dalla legge 26 aprile 1983,
          n. 131;
            4) dell'imposta erariale di   trascrizione, iscrizione  e
          annotazione    dei    veicoli    al    pubblico    registro
          automobilistico di cui alla legge 23 dicembre 1977, n. 952;
            5)     dell'addizionale      provinciale      all'imposta
          erariale   di trascrizione di cui all'articolo 3, comma 48,
          della legge 28 dicembre 1995, n. 549;
            f)  revisione  della disciplina   relativa all'imposta di
          registro  per  gli    atti  di    natura     traslativa   o
          dichiarativa    aventi per   oggetto veicoli   a  motore da
          sottoporre  alle  formalita' di  trascrizione, iscrizione e
          annotazione al pubblico registro automobilistico;
            attribuzione  ai comuni  delle  somme riscosse   per   le
          imposte    di registro,   ipotecaria    e   catastale    in
          relazione   agli     atti    di  trasferimento    a  titolo
          oneroso, compresi  quelli giudiziari,  della proprieta'  di
          immobili    nonche'  quelli   traslativi o   costitutivi di
          diritti reali sugli stessi;
            g)  previsione  di adeguate   forme   di    finanziamento
          delle   citta' metropolitane di  cui all'articolo 18  della
          legge 8 giugno  1990, n.  142;   attraverso  l'attribuzione
          di    gettito di   tributi regionali   e locali in rapporto
          alle funzioni assorbite.
            144.  Le  disposizioni   del   decreto   legislativo   da
          emanare    per l'istituzione dell'imposta   regionale sulle
          attivita'  produttive, di cui al comma   143,  lettera  a),
          sono informate ai  seguenti principi e criteri direttivi:
               a) previsione del carattere reale dell'imposta;
            b)      applicazione   dell'imposta      in     relazione
          all'esercizio di   una  attivita'    organizzata    per  la
          produzione    di    beni o   servizi,   nei confronti degli
          imprenditori  individuali,    delle  societa',  degli  enti
          commerciali  e   non commerciali,   degli esercenti arti  e
          professioni, dello  Stato  e  delle  altre  amministrazioni
          pubbliche;
            c)  determinazione  della  base  imponibile    in base al
          valore  aggiunto  prodotto  nel  territorio    regionale  e
          risultante  dal    bilancio,  con  le  eventuali variazioni
          previste per le  imposte erariali sui redditi e,  per    le
          imprese    non   obbligate alla   redazione   del bilancio,
          dalle  dichiarazioni   dei      redditi;   in   particolare
          determinazione  della base imponibile;
            1)    per  le   imprese diverse   da quelle   creditizie,
          finanziarie   ed assicurative,    sottraendo  dal    valore
          della produzione  di cui  alla lettera  A) del  primo comma
          dell'articolo  2425    del  codice    civile, riguardante i
          criteri  di redazione del conto  economico del bilancio  di
          esercizio  delle  societa'  di    capitali,  i  costi della
          produzione di cui al primo comma, lettera B), numeri    6),
          7),  8),  10),  lettere  a)  e  b),  11) e 14) dello stesso
          articolo   2425,   esclusi   i   compensi    erogati    per
          collaborazioni coordinate e continuative;
            2)  per  le  imprese di cui   al numero 1) a contabilita'
          semplificata, sottraendo dall'ammontare  dei  corrispettivi
          per  la  cessione di beni e per la prestazione di servizi e
          dall'ammontare  delle  rimanenze  finali  di     cui   agli
          articoli  59   e   60 del   testo unico  delle imposte  sui
          redditi,   approvato con   decreto del    Presidente  della
          Repubblica  22  dicembre   1986, n.   917,  l'ammontare dei
          costi  per materie  prime, sussidiarie, di  consumo e   per
          merci e  servizi, con  esclusione dei compensi  erogati per
          collaborazioni  coordinate   e continuative,   le esistenze
          iniziali  di cui  agli articoli  59 e  60 del  citato testo
          unico   delle  imposte    sui  redditi,    le  spese    per
          l'acquisto  di beni strumentali fino a un milione di lire e
          le quote di ammortamento;
            3)  per    i  produttori   agricoli titolari di   reddito
          agrario  di cui all'articolo 29 del   predetto testo  unico
          delle    imposte  sui redditi, sottraendo    dall'ammontare
          dei   corrispettivi      delle      operazioni  effettuate,
          risultanti    dalla dichiarazione ai fini  dell'imposta sul
          valore     aggiunto,     l'ammontare      degli    acquisti
          destinati   alla produzione;
            4)  per  i  produttori  agricoli,  titolari di reddito di
          impresa di cui all'articolo 51  del  citato  testo    unico
          delle  imposte  sui  redditi,  ai  quali  non    si applica
          l'articolo     2425  del   codice      civile,   sottraendo
          dall'ammontare  dei    ricavi  l'ammontare delle quote   di
          ammortamento e dei  costi di  produzione,  esclusi   quelli
          per  il  personale e  per accantonamenti;
            5)   per   le  banche  e  per  le  societa'  finanziarie,
          sottraendo dall'ammontare degli  interessi attivi  e  altri
          proventi      inerenti   la  produzione  l'ammontare  degli
          interessi  passivi, degli oneri inerenti  la  produzione  e
          degli ammortamenti risultanti dal bilancio;
            6)   per    le  imprese  di  assicurazione,    sottraendo
          dall'ammontare dei premi   incassati,   al   netto    delle
          provvigioni,    l'ammontare   degli indennizzi liquidati  e
          degli accantonamenti per  le riserve tecniche obbligatorie;
            7)  per  gli  enti  non  commerciali,  per  lo  Stato   e
          le   altre amministrazioni     pubbliche,     relativamente
          all'attivita'      non commerciale,   in      un    importo
          corrispondente     all'ammontare  delle retribuzioni e  dei
          compensi  erogati  per      collaborazioni   coordinate   e
          continuative;
            8)  per  gli  esercenti    arti e professioni, sottraendo
          dall'ammontare dei compensi ricevuti l'ammontare dei  costi
          di  produzione,  diversi  da quelli per il personale, degli
          ammortamenti e dei compensi erogati a terzi, esclusi quelli
          per collaborazioni coordinate e continuative;
            d) in  caso di soggetti  passivi che svolgono   attivita'
          produttiva   presso  stabilimenti  ed  uffici  ubicati  nel
          territorio  di  piu'  regioni,  ripartizione  della    base
          imponibile  tra  queste    ultime in proporzione al   costo
          del   personale   dipendente  operante   presso  i  diversi
          stabilimenti ed uffici con   possibilita' di  correzione  e
          sostituzione  di  tale  criterio,  per  taluni settori, con
          riferimento  al  valore  delle  immobilizzazioni   tecniche
          esistenti nel territorio e, in particolare, per le  aziende
          creditizie    e  le    societa' finanziarie,   in relazione
          all'ammontare dei   depositi raccolti presso    le  diverse
          sedi,    per le imprese  di  assicurazione,  in   relazione
          ai  premi  raccolti  nel territorio  regionale  e,  per  le
          imprese    agricole,    in    relazione  all'ubicazione  ed
          estensione dei terreni;
            e)    fissazione  dell'aliquota    base dell'imposta   in
          misura     tale   da   rendere   il   gettito   equivalente
          complessivamente  alla  soppressione  dei  tributi  e   dei
          contributi di cui   al comma 143,  lettera    a),  gravanti
          sulle   imprese   e  sul  lavoro    autonomo  e,  comunque,
          inizialmente in una misura compresa  fra il 3,5  ed il  4,5
          per  cento  e   con attribuzione alle regioni del potere di
          maggiorare l'aliquota fino  a  un  massimo  di  un    punto
          percentuale;  fissazione per  le amministrazioni  pubbliche
          dell'aliquota  nella    misura vigente   per i   contributi
          dovuti    per  il  Servizio    sanitario  nazionale     con
          preclusione  per le  regioni della facolta' di maggiorarla;
            f)  possibilita'  di prevedere, anche  in via transitoria
          per ragioni di politica economica e redistribuiva,   tenuto
          anche  conto  del  carico  dei      tributi     e       dei
          contributi    soppressi,    differenziazioni  dell'aliquota
          rispetto    a quella   di cui   alla lettera  e) e  di basi
          imponibili di   cui alla   lettera c)    per  settori    di
          attivita'  o per categorie  di soggetti  passivi, o  anche,
          su     base  territoriale,    in  relazione    agli  sgravi
          contributivi ed  alle esenzioni   dall'imposta  locale  sui
          redditi  ancora vigenti  per le attivita' svolte nelle aree
          depresse;
            g)    possibilita'   di    prevedere   agevolazioni     a
          soggetti   che intraprendono nuove attivita' produttive;
            h)    previsione    della   indeducibilita'  dell'imposta
          dalla  base imponibile  dell'imposta   sul  reddito   delle
          persone   fisiche  e dell'imposta sul reddito delle persone
          giuridiche;
            i)   attribuzione    alla  regione    del    potere    di
          regolamentare,    con legge,   le   procedure   applicative
          dell'imposta,  ferma   restando   la presentazione  di  una
          dichiarazione  unica, congiuntamente a quella per l'imposta
          sul  reddito   delle   persone   fisiche  e     giuridiche,
          opportunamente integrata;
            l) previsione di una disciplina  transitoria da applicare
          sino  alla  emanazione  della legge regionale di   cui alla
          lettera i) informata ai seguenti principi:
            1)        presentazione         della       dichiarazione
          all'amministrazione    finanziaria,    con    l'onere   per
          quest'ultima di trasmettere alle  regioni  le  informazioni
          relative  e  di    provvedere alla gestione, ai controlli e
          agli accertamenti dell'imposta;
            2)  previsione   della partecipazione   alla attivita' di
          controllo e accertamento da   parte delle   regioni,  delle
          province  e    dei  comuni,  collaborando,    anche tramite
          apposite  commissioni    paritetiche,  alla   stesura   dei
          programmi  di   accertamento, segnalando elementi e notizie
          utili  e    formulando  osservazioni    in   ordine    alle
          proposte  di accertamento ad essi comunicate;
            3)     effettuazione     del     versamento  dell'imposta
          direttamente  alle singole regioni secondo le  disposizioni
          vigenti per i tributi diretti erariali;
            m)       attribuzione       del       contenzioso    alla
          giurisdizione   delle commissioni tributarie;
            n)  coordinamento  delle  disposizioni   da emanare    in
          materia    di  sanzioni  con quelle previste per le imposte
          erariali sui redditi;
            o) attribuzione allo Stato, per la  fase  transitoria  di
          applicazione  dell'imposta  da  parte  dell'amministrazione
          finanziaria,  di  una  quota  compensativa  dei  costi   di
          gestione dell'imposta e della soppressione dell'imposta sul
          patrimonio netto delle imprese;
            p)    attribuzione    alle   regioni    del   potere   di
          stabilire   una  percentuale    di  compartecipazione    al
          gettito      dell'imposta   regionale   sulle     attivita'
          produttive   a   favore delle   province   al    fine    di
          finanziare le funzioni delegate dalle regioni alle province
          medesime;
            q) attribuzione ai  comuni e alle province del  potere di
          istituire   un'addizionale   all'imposta   regionale  sulle
          attivita' produttive entro una aliquota minima e    massima
          predeterminata;  previsione  nel periodo transitorio di una
          compartecipazione delle province e  dei comuni  al  gettito
          dell'imposta   regionale  sulle  attivita'  produttive;  le
          entrate  derivanti    dall'aliquota    minima    e    dalla
          compartecipazione      devono  compensare    gli    effetti
          dell'abolizione dell'imposta  comunale  per l'esercizio  di
          imprese  e  di  arti    e professioni e delle   tasse sulla
          concessione comunale; l'aliquota massima   non puo'  essere
          superiore a una volta e mezzo l'aliquota minima;
            r)  possibilita',  con i decreti di  cui al comma 152, di
          adeguare la misura  dell'aliquota    di  base  dell'imposta
          regionale      sulle  attivita'  produttive  in    funzione
          dell'andamento del   gettito, e  di    ridurla  in  ragione
          dell'istituzione  dell'addizionale di  cui alla lettera  q)
          e  della  facolta'  di  maggiorare  l'aliquota  di cui alla
          lettera e);
            s)  equiparazione, ai  fini dei  trattati  internazionali
          contro  le doppie imposizioni, dell'imposta regionale sulle
          attivita' produttive ai tributi erariali aboliti.
            145. In  attuazione della   semplificazione di  cui    al
          comma    143  la  revisione    degli     scaglioni,   delle
          aliquote  e    delle  detrazioni dell'imposta  sul  reddito
          delle  persone  fisiche di cui  al comma 143, lettera   b),
          e'     finalizzata    a    controbilanciare  gli    effetti
          redistributivi    e    sul    gettito  derivanti      dalla
          soppressione    delle entrate   di   cui  al  comma    143,
          lettera  a),  e  dall'istituzione dell'addizionale  di  cui
          al  comma    146 ed   e' informata   ai seguenti principi e
          criteri direttivi:
            a) revisione  e  riduzione  a  cinque  del  numero  delle
          aliquote e degli scaglioni di reddito;
            b)  revisione    delle  aliquote  e   degli importi delle
          detrazioni  per  laoro   dipendente,      per   prestazioni
          previdenziali  obbligatorie    e per lavoro autonomo   e di
          impresa  minore, finalizzata ad evitare  che si determinino
          aumenti  del prelievo  fiscale per  i diversi   livelli  di
          reddito,  in   particolare per  quelli piu'  bassi e  per i
          redditi da lavoro; in  particolare, l'aliquota  minima  sui
          primi 15  milioni di lire sara' compresa  tra il 18 e il 20
          per  cento;  l'aliquota massima non  potra' superare  il 46
          per  cento; le  aliquote intermedie   non  potranno  essere
          maggiorate;  le    detrazioni  per    i redditi   di lavoro
          dipendente, per   i redditi   di  lavoro  autonomo    e  di
          impresa saranno maggiorate,  con opportune  graduazioni  in
          funzione    del  livello    di reddito in modo che non   si
          determini aumento della pressione fiscale su     tutti    i
          redditi    di    lavoro   dipendente    e  per    mantenere
          sostanzialmente invariato il reddito netto disponibile  per
          le  diverse categorie   di   contribuenti   e  le   diverse
          fasce  di  reddito,  in particolare per i redditi di lavoro
          autonomo e di impresa. I livelli di  esenzione  attualmente
          vigenti    per  le   diverse   categorie   di  contribuenti
          dovranno essere garantiti;
            c)  revisione  della disciplina concernente le detrazioni
          per carichi familiari, finalizzata soprattutto a   favorire
          le   famiglie   con   figli,  rimodulando  i    criteri  di
          attribuzione  e gli importi,  tenendo conto delle fasce  di
          reddito  e  di talune categorie di  soggetti, oltre che del
          numero delle persone a carico   e di quelle  componenti  la
          famiglia che producono reddito.
            146.    La    disciplina    dell'addizionale    regionale
          all'imposta  sul reddito delle  persone fisiche di  cui  al
          comma 143, lettera  a), e' informata ai seguenti principi e
          criteri direttivi:
            a)  applicazione   dell'addizionale alla base  imponibile
          determinata ai  fini    dell'imposta  sul    reddito  delle
          persone    fisiche, prevedendo abbattimenti in  funzione di
          detrazioni  e     riduzioni  riconosciute   per   l'imposta
          principale;
            b) fissazione dell'aliquota da parte  delle regioni entro
          un  minimo  dello  0,5  per  cento ed un massimo dell'1 per
          cento;
            c)  attribuzione   del   gettito dell'addizionale    alla
          regione    con  riferimento      alla     residenza     del
          contribuente   desunta   dalla dichiarazione   dei  redditi
          e,  in    mancanza,  dalla   dichiarazione dei sostituti di
          imposta;
            d)  applicazione, per la riscossione, della disciplina in
          materia di imposta  sul reddito   delle persone    fisiche,
          garantendo    l'immediato  introito  dell'addizionale  alla
          regione;
            e)  attribuzione  all'amministrazione  finanziaria  della
          competenza in ordine all'accertamento con la collaborazione
          della regione.
            147.  La  disciplina  transitoria  di cui   al comma 143,
          lettera c), e' informata ai  seguenti  principi  e  criteri
          direttivi:
            a)  previsione di  una graduale sostituzione del  gettito
          di tributi da  sopprimere, al  fine  di evitare  carenze  e
          sovrapposizioni   nei flussi    finanziari  dello    Stato,
          delle regioni  e  degli altri  enti locali;
            b)  esclusione    dell'esercizio  della facolta' concessa
          alle regioni di maggiorare l'aliquota  base    dell'imposta
          regionale sulle attivita' produttive  e riserva  allo Stato
          del   potere    di  fissare    l'aliquota  dell'addizionale
          all'imposta  sul reddito delle persone  fisiche, nei limiti
          indicati nel comma 146, lettera b), al massimo per i  primi
          due periodi di imposta;
            c)  previsione   dell'incremento di un punto  percentuale
          del livello di fiscalizzazione  dei contributi  sanitari  a
          carico  dei  datori di lavoro, di cui all'articolo 31 della
          legge 28 febbraio 1986, n. 41, e successive  modificazioni,
          a  decorrere dal  periodo di paga  in corso alla data del 1
          gennaio 1997;
            d)    previsione    del     mantenimento     dell'attuale
          assetto      di finanziamento   della sanita',   anche   in
          presenza  dei nuovi  tributi regionali,  considerando,  per
          quanto   riguarda   il   fondo  sanitario,  come  dotazione
          propria  della   regione   il  gettito     dell'addizionale
          all'imposta    sul   reddito delle  persone  fisiche  e una
          percentuale compresa  tra il  65  e  il 90  per  cento  del
          gettito    dell'imposta  regionale    sulle       attivita'
          produttive,     al   netto    della  quota, attribuita allo
          Stato, di cui alla lettera o) del comma 144;
            e)    per   quanto    riguarda   i    trasferimenti    ad
          altro    titolo, decurtazione  degli stessi  di  un importo
          pari  al residuo   gettito dell'imposta    regionale  sulle
          attivita'    produttive    al  netto    delle devoluzioni a
          province e comuni di  cui alla lettera q) del comma 144 con
          la    previsione,  qualora   il   residuo    gettito    sia
          superiore  all'ammontare    di  detti    trasferimenti, del
          riversamento allo  Stato dell'eccedenza.
            148. La disciplina  riguardante i meccanismi  perequativi
          di  cui al comma 143, lettera c), e'  informata al criterio
          del  riequilibrio  tra  le    regioni      degli    effetti
          finanziari     derivanti       dalla    maggiore  autonomia
          tributaria secondo modalita' e tempi, determinati di intesa
          con le regioni, che tengano conto della  capacita'  fiscale
          di  ciascuna  di  esse  e  dell'esigenza  di incentivare lo
          sforzo fiscale.
            149.  La  revisione della  disciplina dei tributi  locali
          di   cui al comma 143,    lettera  e),  e'    informata  ai
          seguenti principi  e criteri direttivi:
            a)    attribuzione    ai  comuni  e   alle  province  del
          potere  di disciplinare  con regolamenti  tutte le    fonti
          delle    entrate  locali,  compresi   i   procedimenti   di
          accertamento    e    di     riscossione,     nel   rispetto
          dell'articolo  23  della  Costituzione,  per quanto attiene
          alle  fattispecie  imponibili,    ai  soggetti  passivi   e
          all'aliquota   massima,  nonche'     alle    esigenze    di
          semplificazione  degli  adempimenti  dei contribuenti;
            b) attribuzione al Ministero delle  finanze del potere di
          impugnare  avanti    agli      organi    di       giustizia
          amministrativa   per   vizi  di legittimita'  i regolamenti
          di cui  alla lettera  a) entro  sessanta giorni dalla  loro
          comunicazione allo stesso Ministero;
            c)    previsione  dell'approvazione,    da    parte delle
          province e  dei comuni,  delle   tariffe  e    dei   prezzi
          pubblici   contestualmente all'approvazione del bilancio di
          previsione;
            d)  attribuzione   alle   province   della facolta'    di
          istituire    un  imposta    provinciale  di   trascrizione,
          iscrizione   e annotazione   dei  veicoli    al    pubblico
          registro  automobilistico   secondo  i  seguenti principi e
          criteri direttivi:
            1) determinazione di una tariffa  base nazionale per tipo
          e potenza dei  veicoli  in misura  tale  da   garantire  il
          complessivo       gettito   dell'imposta   erariale      di
          trascrizione, iscrizione e   annotazione dei  veicoli    al
          pubblico    registro    automobilistico  e  della  relativa
          addizionale provinciale;
            2)    attribuzione  alle    province    del  potere    di
          deliberare    aumenti  della tariffa base fino a un massimo
          del 20 per cento;
            3)  attribuzione  allo  stesso     concessionario   della
          riscossione  delle  tasse automobilistiche   del compito di
          provvedere     alla   liquidazione,   riscossione         e
          contabilizzazione      dell'imposta,   con     obbligo   di
          riversare, alle  tesorerie di  ciascuna provincia nel   cui
          territorio sono  state  eseguite  le  relative  formalita',
          le    somme    riscosse  inviando  alla stessa provincia la
          relativa documentazione;
            e)    attribuzione    alle    province    del     gettito
          dell'imposta   sulle assicurazioni  per la  responsabilita'
          civile  riguardante i  veicoli immatricolati nelle province
          medesime;
            f) integrazione della  disciplina legislativa riguardante
          l'imposta comunale   sugli   immobili,   istituita      con
          decreto  legislativo  30 dicembre 1992, n. 504:
            1)  stabilendo,    ai  fini  degli  articoli    1 e 3 del
          predetto decreto legislativo   n.  504    del    1992,  che
          presupposto      dell'imposta  e'     la  proprieta'  o  la
          titolarita' di  diritti  reali  di  godimento  nonche'  del
          diritto   di   utilizzazione  del  bene  nei   rapporti  di
          locazione finanziaria;
            2)   disciplinando,   ai   fini   dell'articolo  9    del
          citato    decreto  legislativo  n. 504 del 1992, i soggetti
          passivi ivi contemplati;
            3) individuando le  materie  suscettibili  di  disciplina
          regolamentare ai sensi della lettera a);
            4)  attribuendo    il potere di   stabilire una dotazione
          per l'unita' immobiliare adibita ad  abitazione  principale
          fino  alla  misura massima dell'imposta stessa, prevedendo,
          altresi',  l'esclusione   del   potere   di   maggiorazione
          dell'aliquota     per   le   altre  unita'    immobilari  a
          disposizione   del   contribuente   nell'ipotesi   che   la
          detrazione   suddetta   sia   superiore   ad   una   misura
          prestabilita;
            g)   attribuzione   ai comuni   della    facolta',    con
          regolamento,   di escludere    l'applicazione  dell'imposta
          sulla  pubblicita'    e   di individuare   le    iniziative
          pubblicitarie   che    incidono    sull'arredo  urbano    o
          sull'ambiente,  prevedendo   per  le  stesse    un   regime
          autorizzatorio  e  l'assoggettamento  al pagamento  di  una
          tariffa;  possibilita'   di   prevedere,   con   lo  stesso
          regolamento,  divieti, limitazioni  ed  agevolazioni e   di
          determinare      la   tariffa      secondo   criteri     di
          ragionevolezza e  di  gradualita',   tenendo conto    della
          popolazione   residente,   della  rilevanza     dei  flussi
          turistici presenti nel comune   e  delle    caratteristiche
          urbanistiche delle  diverse zone del territorio comunale;
            h)   attribuzione   alle   province   e ai  comuni  della
          facolta'    di  prevedere    per  l'occupazione    di  aree
          appartenenti al  demanio e  al patrimonio indisponibile dei
          predetti  enti,  il  pagamento  di  un  canone  determinato
          nell'atto  di concessione  secondo una tariffa   che  tenga
          conto, oltre  che delle esigenze  del bilancio, del  valore
          economico  della  disponibilita' dell'area in relazione  al
          tipo di attivita' per il cui  esercizio l'occupazione    e'
          concessa, del  sacrificio imposto alla collettivita' con la
          rinuncia    all'uso    pubblico    dell'area    stessa,   e
          dell'aggravamento    degli    oneri     di     manutenzione
          derivante  dall'occupazione  del  suolo e   del sottosuolo;
          attribuzione del potere di  equiparare alle    concessioni,
          al    solo  fine    della determinazione dell'indennita' da
          corrispondere, le occupazioni abusive;
            i) facolta' di applicazione, per la riscossione  coattiva
          dei  canoni  di  autorizzazione  e   di concessione e delle
          relative  sanzioni,  delle  disposizioni     recate   dagli
          articoli   67,  68 e  69  del decreto  del Presidente della
          Repubblica 28  gennaio    1988,  n.  43,    riguardanti  la
          riscossione    coattiva    delle   tasse,   delle   imposte
          indirette,  dei tributi locali e di altre entrate;
            l)  attribuzione  alle  province   e ai   comuni    della
          facolta'    di  delibere    una   addizionale   all'imposta
          erariale  sul  consumo  della energia  elettrica  impiegata
          per    qualsiasi  uso  nelle  abitazioni  entro  l'aliquota
          massima stabilita dalla legge statale.
            150. (Omissis).
            151.   L'attuazione   della   delega  di   cui  al  comma
          143  dovra' assicurare l'assenza di oneri aggiuntivi per il
          bilancio dello Stato, anche prevedendo misure  compensative
          delle   minori   entrate   attraverso   la   riduzione  dei
          trasferimenti  erariali  comunque  attribuiti   agli   enti
          territoriali  in  relazione  alla  previsione  di  maggiori
          risorse proprie e dovra', altresi', assicurare    l'assenza
          di  effetti  finanziari netti negativi per le regioni e gli
          enti locali".
            - L'art. 8 del D.Lgs. n. 281 del  1997  e'  riportato  in
          nota all'art.  25.