DECRETO LEGISLATIVO 29 giugno 1996, n. 414

Attuazione della delega conferita dall'art. 1, commi 70 e 71, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, in materia di soppressione del Fondo di previdenza per il personale addetto ai pubblici servizi di trasporto.

note: Entrata in vigore del decreto: 24/08/1996 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 16/01/2014)
Testo in vigore dal: 24-8-1996
                               Art. 2.
                             Contributi
 1.  Il contributo al Fondo pensioni lavoratori dipendenti dovuto per
il personale di cui all'art. 1, comma 2,  lettera  a),  e'  stabilito
nella  misura  del  36,46  per  cento  della  retribuzione imponibile
determinata ai sensi del comma 7, di cui l'11,219 per cento a  carico
dei  lavoratori.  La  predetta  misura  restera' invariata fino a che
l'aliquota in vigore  nell'assicurazione  generale  obbligatoria  dei
lavoratori dipendenti non raggiungera' la misura stessa.
  2.  Per  il  personale  di  cui all'art. 1, comma 2, lettera b), il
contributo e' stabilito nella misura e con i criteri di  ripartizione
in vigore nell'assicurazione generale obbligatoria.
  3.   In   attesa   dell'emanazione   dei   decreti  legislativi  di
armonizzazione dei regimi pensionistici di cui all'art. 2, comma  22,
della legge 8 agosto 1995, n. 335, per il personale di cui al comma 2
e'  dovuto altresi' per la durata di cinque anni, a totale carico dei
datori di lavoro, un contributo pari  ai  2/3  della  differenza  tra
l'aliquota contributiva di cui al comma 1 e quella di cui al comma 2,
da  destinarsi al ripianamento del deficit patrimoniale quale risulta
tempo per tempo dal  rendiconto  della  evidenza  contabile  separata
prevista  all'art. 1, comma 4.  Il predetto contributo e' prorogabile
con decreto del Ministro del lavoro e della  previdenza  sociale,  di
concerto  con  il  Ministro  del  tesoro,  in relazione all'andamento
finanziario dell'evidenza contabile separata di cui all'art. 1, comma
4.
  4. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza  sociale,
di concerto con il Ministro del tesoro, e' definita, in via ulteriore
rispetto  alle  aliquote  di  cui  ai  commi  1, 2 e 3 e nella misura
massima di 4,43 punti percentuali, l'attribuzione al  Fondo  pensioni
lavoratori  dipendenti,  con  l'evidenza  contabile  separata  di cui
all'art.  1,  comma  4,  delle  quote  di  contribuzione  attualmente
destinate  al  finanziamento  delle  prestazioni  temporanee a carico
della gestione di cui all'art. 24 della legge 9 marzo 1989, n. 88.
  5. L'aliquota per il computo della  pensione  di  cui  all'art.  1,
comma  10,  della  legge  8  agosto 1995, n. 335, e' confermata nella
misura del 33 per cento.
  6. Restano confermate le norme in materia di  obbligo  contributivo
di cui agli articoli 8 e 9 della legge 29 ottobre 1971, n. 889.
  7.  I contributi indicati ai commi 1 e 2 del presente articolo sono
applicati sulla retribuzione definita dall'art.  12  della  legge  30
aprile  1969,  n.  153, e successive integrazioni e modificazioni. Ai
fini della determinazione  della  retribuzione  imponibile  risultano
altresi'  applicabili  le  disposizioni  di cui all'art. 2, comma 18,
della legge 8 agosto  1995,  n.  335.  Le  medesime  disposizioni  si
applicano al contributo di cui al comma 3.
          Note all'art. 2:
             -  Il comma 22 dell'art. 2 della legge 8 agosto 1995, n.
          335  (Riforma  del  sistema  pensionistico  obbligatorio  e
          complementare), cosi' recita:
             "22. Il Governo della Repubblica e' delegato ad emanare,
          entro  dodici  mesi  dalla  data di entrata in vigore della
          presente  legge,  sentite  le  organizzazioni  maggiormente
          rappresentative  sul  piano  nazionale,  uno o piu' decreti
          legislativi    intesi    all'armonizzazione    dei   regimi
          pensionistici   sostitutivi   dell'assicurazione   generale
          obbligatoria  operanti  presso l'INPS, l'INPDAP nonche' dei
          regimi pensionistici operanti presso  l'Ente  nazionale  di
          previdenza  ed assistenza per i lavoratori dello spettacolo
          (ENPALS)   ed   altresi'   con   riferimento   alle   forme
          pensionistiche  a  carico  del  bilancio dello Stato per le
          categorie di personale non statale di cui al comma 2, terzo
          periodo, con l'osservanza dei seguenti principi  e  criteri
          direttivi:
               a)    determinazione   delle   basi   contributive   e
          pensionabili con riferimento all'art.  12  della  legge  30
          aprile   1969,   n.  153,  e  successive  modificazioni  ed
          integrazioni, con contestuale ridefinizione delle  aliquote
          contributive  tenendo  conto, anche in attuazione di quanto
          previsto nella lettera b),  delle  esigenze  di  equilibrio
          delle   gestioni  previdenziali,  di  commisurazione  delle
          prestazioni   pensionistiche   agli   oneri    contributivi
          sostenuti    e    alla   salvaguardia   delle   prestazioni
          previdenziali  in  rapporto  con   quelle   assicurate   in
          applicazione dei commi da 6 a 16 dell'art. 1;
               b)  revisione del sistema di calcolo delle prestazioni
          secondo i principi di  cui  ai  citati  commi  da  6  a  16
          dell'art. 1;
               c) revisione dei requisiti di accesso alle prestazioni
          secondo criteri di flessibilita' omogenei rispetto a quelli
          fissati dai commi da 19 a 23 dell'art. 1;
               d)  armonizzazione  dell'insieme delle prestazioni con
          riferimento  alle  discipline  vigenti   nell'assicurazione
          generale obbligatoria, salvaguardando le normative speciali
          motivate    da    effettive    e   rilevanti   peculiarita'
          professionali   e   lavorative   presenti    nei    settori
          interessati".
             -   L'art.   24   della   legge  9  marzo  1989,  n.  88
          (Ristrutturazione dell'Istituto nazionale della  previdenza
          sociale   e  dell'Istituto  nazionale  per  l'assicurazione
          contro gli infortuni sul lavoro), cosi' recita:
             "Art. 24 (Gestione prestazioni temporanee ai  lavoratori
          dipendenti).  -  1.  A  decorrere  dal  1  gennaio 1989, le
          gestioni  per  l'assicurazione  contro  la   disoccupazione
          involontaria,  ivi  compreso  il  Fondo  di garanzia per il
          trattamento di fine rapporto e per  l'assicurazione  contro
          la  tubercolosi, la cassa per l'integrazione guadagni degli
          operai dell'industria, la cassa per l'integrazione guadagni
          dei lavoratori dell'edilizia, la cassa  per  l'integrazione
          salariale  ai  lavoratori  agricoli, la cassa unica per gli
          assegni familiari, la cassa per il trattamento di  richiamo
          alle  armi  degli  impiegati ed operai privati, la gestione
          per i trattamenti economici di malattia di cui all'art.  74
          della legge 23 dicembre 1978,  n.  833,  il  Fondo  per  il
          rimpatrio   dei   lavoratori   extra-comunitari   istituito
          dall'art. 13 della legge 30 dicembre 1986, n. 943, ed  ogni
          altra  forma  di  previdenza a carattere temporaneo diversa
          dalle  pensioni, sono fuse in una unica gestione che assume
          la denominazione di  'Gestione  prestazioni  temporanee  ai
          lavoratori dipendenti'.
             2.  La  predetta  gestione,  alla  quale  affluiscono  i
          contributi  afferenti  ai  preesistenti  fondi,   casse   e
          gestioni,  ne  assume le attivita' e le passivita' ed eroga
          le relative prestazioni.
             3. Dalla data di entrata in vigore della presente  legge
          e'  soppresso  il Fondo per gli assuntori dei servizi delle
          ferrovie, tramvie, filovie e linee di  navigazione  interna
          di cui agli accordi economici collettivi dell'8 luglio 1941
          e dell'11 dicembre 1942. La residua attivita' patrimoniale,
          come  da  bilancio  consuntivo  della gestione del predetto
          fondo, e' contabilizzata  nella  gestione  dei  trattamenti
          familiari di cui al comma 1.
             4.  Il bilancio della gestione e' unico ed evidenzia per
          ciascuna  forma  di  previdenza   le   prestazioni   e   il
          correlativo gettito contributivo".
             -  Il comma 10 dell'art. 1 della legge 8 agosto 1995, n.
          335  (Riforma  del  sistema  pensionistico  obbligatorio  e
          complementare),  e'  il  seguente:  "10.  Per  gli iscritti
          all'assicurazione  generale  obbligatoria  ed  alle   forme
          sostitutive  ed esclusive della medesima, l'aliquota per il
          computo della pensione e' fissata al 33 per cento.   Per  i
          lavoratori  autonomi  iscritti all'Istituto nazionale della
          previdenza sociale (INPS) detta aliquota e' fissata  al  20
          per cento".
             - Gli articoli 8 e 9 della legge 29 ottobre 1971, n. 889
          (Norme in materia di previdenza per gli addetti ai pubblici
          servizi di trasporto), sono i seguenti:
             "Art. 8 (Responsabilita' solidale per il pagamento delle
          somme  dovute al Fondo nel caso di cessione o di fusione di
          aziende). - In caso di cessione o di fusione di  aziende  o
          di   linee   e   comunque   di   subingresso  convenzionale
          nell'esercizio del pubblico servizio di trasporto, il nuovo
          esercente   e'   solidalmente   responsabile   con   quello
          precedente  del  pagamento  dei contributi maturati nonche'
          delle somme a qualsiasi altro titolo dovute al Fondo".
             "Art.  9  (Rivalsa  sulle   sovvenzioni,   sui   sussidi
          integrativi  di  esercizio  e  sui  contributi straordinari
          erogati dallo Stato o  dalle  regioni  in  caso  di  omesso
          versamento  delle  somme  dovute  al Fondo). - L'erogazione
          alle aziende esercenti pubblici  servizi  di  trasporto  di
          sussidi integrativi di esercizio o sovvenzioni o contributi
          straordinari  a  qualsiasi  titolo  stanziati dallo Stato o
          dalle  regioni   e'   in   ogni   caso   subordinata   alla
          dimostrazione    dell'avvenuto   adempimento   dell'obbligo
          contributivo verso il Fondo da parte delle aziende stesse.
             Per le aziende sovvenzionate o  sussidiate  dallo  Stato
          che  non  ottemperino  al  pagamento  delle somme dovute al
          Fondo, l'Istituto nazionale della previdenza sociale, senza
          pregiudizio delle normali azioni legali, invia al Ministero
          dei trasporti e dell'aviazione civile copia degli  estratti
          conti  e delle diffide di pagamento di cui all'ultimo comma
          dell'art. 16 della legge 28 luglio 1961, n. 830, unitamente
          all'elenco delle aziende medesime.
             Per  le  aziende  che  non  ottemperino alla diffida, il
          Ministero dei trasporti e  dell'aviazione  civile  provvede
          d'ufficio  al  versamento  delle  somme dovute al Fondo per
          contributi  pregressi  e  loro  accessori,  trattenendo  il
          relativo importo sulle sovvenzioni, sui sussidi integrativi
          di  esercizio o sui contributi straordinari di cui al primo
          comma del presente articolo".
             -  L'art.  12  della  legge  30  aprile  1969,  n.   153
          (Revisione  degli  ordinamenti  pensionistici  e  norme  in
          materia di sicurezza sociale), come integrato dal comma  15
          dell'art.  2  della  legge  8  agosto 1995, n.   335, cosi'
          recita:
   "Art. 12. - Gli articoli 1 e 2 del decreto-legge 1 agosto 1945, n.
692, recepiti negli articoli 27 e 28  del  testo  unico  delle  norme
sugli  assegni  familiari,  approvato  con decreto 30 maggio 1955, n.
797, e l'art. 29  del  testo  unico  delle  disposizioni  contro  gli
infortuni  sul  lavoro  e  le  malattie  professionali, approvato con
decreto 30 giugno 1965, n. 1124, sono sostituiti dal seguente:
             'Per la determinazione  della  base  imponibile  per  il
          calcolo dei contributi di previdenza ed assistenza sociale,
          si  considera  retribuzione  tutto  cio'  che il lavoratore
          riceve dal datore di lavoro in danaro o in natura, al lordo
          di  qualsiasi  ritenuta,  in  dipendenza  del  rapporto  di
          lavoro.
             Sono  escluse  dalla  retribuzione  imponibile  le somme
          corrisposte al lavoratore a titolo:
              1) di diaria  o  d'indennita'  di  trasferta  in  cifra
          fissa, limitatamente al 50 per cento del loro ammontare;
              2)  di  rimborsi  a  pie'  di  lista  che costituiscano
          rimborso di spese sostenute dal lavoratore per l'esecuzione
          o in occasione del lavoro;
              3) di indennita' di anzianita';
              4) di indennita' di cassa;
              5) di indennita' di panatica per i marittimi  a  terra,
          in  sostituzione del trattamento di bordo, limitatamente al
          60 per cento del suo ammontare;
             6) di gratificazione o elargizione concessa una tantum a
          titolo  di  liberalita',  per  eventi  eccezionali  e   non
          ricorrenti, purche' non collegate, anche indirettamente, al
          rendimento dei lavoratori e all'andamento aziendale.
             L'art.  74  del  testo unico delle norme concernenti gli
          assegni familiari, approvato  con  decreto  del  Presidente
          della Repubblica 30 maggio 1955, n. 797, e' abrogato. Per i
          produttori  di assicurazione, tuttavia, resta esclusa dalla
          retribuzione imponibile la quota dei compensi provvigionali
          attribuibili a rimborso di spese, nel limite massimo del 50
          per cento dell'importo lordo dei compensi stessi.
             L'elencazione degli elementi esclusi dal  calcolo  della
          retribuzione imponibile ha carattere tassativo.
             La   retribuzione   come  sopra  determinata  e'  presa,
          altresi', a riferimento per il calcolo delle prestazioni  a
          carico delle gestioni di previdenza e di assistenza sociale
          interessate.
             Sono  altresi'  esclusi dalla retribuzione imponibile di
          cui al presente articolo:
               a) le spese sostenute dal  datore  di  lavoro  per  le
          colonie climatiche in favore dei figli dei dipendenti;
               b)  le borse di studio erogate dal datore di lavoro ai
          figli dei dipendenti  che  abbiano  superato  con  profitto
          l'anno  scolastico,  compresi  i  figli maggiorenni qualora
          frequentino l'universita' e siano in regola con  gli  esami
          dell'anno accademico;
               c)  le  spese  sostenute  dal  datore di lavoro per il
          funzionamento di asili nido aziendali;
               d) le spese sostenute dal  datore  di  lavoro  per  il
          finanziamento  di circoli aziendali con finalita' sportive,
          ricreative e culturali, nonche' quelle per il funzionamento
          di spacci e bar aziendali;
               e) la differenza fra il prezzo  di  mercato  e  quello
          agevolato   praticato  per  l'assegnazione  ai  dipendenti,
          secondo le vigenti disposizioni, di azioni  della  societa'
          datrice   di  lavoro  ovvero  di  societa'  controllanti  o
          controllate;
               f)  il  valore   dei   generi   in   natura   prodotti
          dall'azienda   e   ceduti   ai   dipendenti,  limitatamente
          all'importo eccedente il 50 per cento del prezzo  praticato
          al grossista".
             -  Il comma 18 dell'art. 2 della legge 8 agosto 1995, n.
          335, cosi' recita: "18. A decorrere dal periodo di paga  in
          corso  alla  data di entrata in vigore della presente legge
          rientra nella retribuzione imponibile ai sensi dell'art. 12
          della  legge  30  aprile  1969,  n.   153,   e   successive
          modificazioni   e  integrazioni,  il  50  per  cento  della
          differenza tra il costo aziendale della provvista  relativa
          ai  mutui  e  prestiti  concessi  dal  datore  di lavoro ai
          dipendenti ed il tasso agevolato, se inferiore al  predetto
          costo,  applicato  ai  dipendenti stessi. Per i lavoratori,
          privi di anzianita' contributiva, che si  iscrivono  a  far
          data dal 1 gennaio 1996 a forme pensionistiche obbligatorie
          e  per  coloro  che  esercitano  l'opzione  per  il sistema
          contributivo,  ai  sensi  del  comma  23  dell'art.  1,  e'
          stabilito  un  massimale  annuo  della  base contributiva e
          pensionabile di lire 132 milioni, con effetto  sui  periodi
          contributivi e sulle quote di pensione successivi alla data
          di   prima  assunzione,  ovvero  successivi  alla  data  di
          esercizio  dell'opzione.  Detta   misura   e'   annualmente
          rivalutata sulla base dell'indice dei prezzi al consumo per
          le  famiglie  di  operai  e impiegati, cosi' come calcolato
          dall'ISTAT. Il Governo  della  Repubblica  e'  delegato  ad
          emanare,  entro  centoventi giorni dalla data di entrata in
          vigore della presente legge, norme relative al  trattamento
          fiscale  e  contributivo  della  parte di reddito eccedente
          l'importo  del  tetto   in   vigore,   ove   destinata   al
          finanziamento   dei   Fondi  pensione  di  cui  al  decreto
          legislativo  21  aprile  1993,   n.   124,   e   successive
          modificazioni ed integrazioni, seguendo criteri di coerenza
          rispetto  ai  principi gia' previsti nel predetto decreto e
          successive modificazioni ed integrazioni".