DECRETO-LEGGE 21 giugno 2013, n. 69

Disposizioni urgenti per il rilancio dell'economia. (13G00116)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 22/6/2013.
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 9 agosto 2013, n. 98 (in S.O. n. 63, relativo alla G.U. 20/08/2013, n. 194).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 29/12/2022)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 9-10-2013
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 30 
 
                (Semplificazioni in materia edilizia) 
 
  1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 22,  comma  6,  del
Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia
edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6  giugno
2001,  n.  380,  al  medesimo  decreto  sono  apportate  le  seguenti
modificazioni: 
    0a) dopo l'articolo 2 e' inserito il seguente: 
   "Art. 2-bis. (L) - (Deroghe in materia di limiti di  distanza  tra
fabbricati). - 1. Ferma restando la competenza statale in materia  di
ordinamento civile con riferimento al diritto di  proprieta'  e  alle
connesse norme del codice civile e alle disposizioni integrative,  le
regioni e le  province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano  possono
prevedere, con proprie leggi e regolamenti, disposizioni  derogatorie
al decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, e
possono  dettare  disposizioni  sugli   spazi   da   destinare   agli
insediamenti residenziali, a quelli produttivi,  a  quelli  riservati
alle attivita' collettive, al verde e ai parcheggi, nell'ambito della
definizione o revisione di strumenti urbanistici comunque  funzionali
a  un  assetto  complessivo  e  unitario   o   di   specifiche   aree
territoriali"; 
    a) all'articolo 3,  comma  1,  lettera  d),  ultimo  periodo,  le
parole: «e sagoma» sono soppresse e dopo la parola "antisismica" sono
aggiunte le seguenti: «nonche' quelli volti al ripristino di edifici,
o parti di essi, eventualmente crollati  o  demoliti,  attraverso  la
loro ricostruzione, purche' sia possibile accertarne la  preesistente
consistenza.  Rimane  fermo  che,  con  riferimento   agli   immobili
sottoposti a vincoli ai sensi  del  decreto  legislativo  22  gennaio
2004, n. 42 e successive modificazioni, gli interventi di demolizione
e ricostruzione e gli interventi di ripristino di edifici crollati  o
demoliti  costituiscono  interventi  di   ristrutturazione   edilizia
soltanto  ove  sia  rispettata  la  medesima   sagoma   dell'edificio
preesistente.»; 
    b)all'articolo 6, al comma 4, al  primo  periodo,  le  parole  da
«dichiara preliminarmente» a «e che» sono soppresse; 
    c) all'articolo  10,  comma  1,  lettera  c)  le  parole:  "della
sagoma," sono soppresse; dopo le parole «comportino  mutamenti  della
destinazione  d'uso»  sono  aggiunte  le  seguenti:  «,  nonche'  gli
interventi che comportino  modificazioni  della  sagoma  di  immobili
sottoposti a vincoli ai sensi  del  decreto  legislativo  22  gennaio
2004, n. 42 e successive modificazioni». 
    d) all'articolo 20 sono apportate le seguenti modificazioni: 
      1)  il  comma  8,  e'  sostituito  dal  seguente:  "8.  Decorso
inutilmente il termine per l'adozione del  provvedimento  conclusivo,
ove il dirigente o il responsabile  dell'ufficio  non  abbia  opposto
motivato diniego, sulla domanda di permesso di costruire  si  intende
formato il silenzio-assenso, fatti salvi i  casi  in  cui  sussistano
vincoli  ambientali,  paesaggistici  o  culturali,  per  i  quali  si
applicano le disposizioni di cui al comma 9."; 
      2) il comma 9 e' sostituito dal seguente: 
   «9. Qualora l'immobile oggetto dell'intervento  sia  sottoposto  a
vincoli ambientali, paesaggistici o culturali, il termine di  cui  al
comma 6 decorre  dal  rilascio  del  relativo  atto  di  assenso,  il
procedimento e' concluso con l'adozione di un provvedimento  espresso
e si applica quanto previsto dall'articolo 2  della  legge  7  agosto
1990,  n.  241,  e  successive  modificazioni.  In  caso  di  diniego
dell'atto  di  assenso,  eventualmente  acquisito  in  conferenza  di
servizi, decorso il temine per l'adozione del  provvedimento  finale,
la domanda di rilascio del permesso di costruire si intende respinta.
Il  responsabile  del  procedimento  trasmette  al   richiedente   il
provvedimento di diniego dell'atto di  assenso  entro  cinque  giorni
dalla data in cui e' acquisito agli atti, con le indicazioni  di  cui
all'articolo 3, comma  4,  della  legge  7  agosto  1990,  n.  241  e
successive modificazioni.  Per  gli  immobili  sottoposti  a  vincolo
paesaggistico, resta fermo quanto previsto dall'articolo  146,  comma
9, del decreto legislativo  22  gennaio  2004,  n.  42  e  successive
modificazioni.»; 
      3) il comma 10 e' abrogato; 
    e) all'articolo 22, comma 2, dopo le  parole:  «non  alterano  la
sagoma dell'edificio» sono aggiunte le seguenti: « qualora sottoposto
a vincolo ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n.  42  e
successive modificazioni,»;"; 
    f) nel capo III del titolo II, dopo l'articolo 23, e' aggiunto il
seguente: 
   «Art.  23-bis.  (Autorizzazioni  preliminari   alla   segnalazione
certificata di inizio attivita' e alla comunicazione dell'inizio  dei
lavori) -  1.  Nei  casi  in  cui  si  applica  la  disciplina  della
segnalazione certificata di inizio attivita' di cui  all'articolo  19
della legge 7 agosto 1990, n. 241, prima  della  presentazione  della
segnalazione, l'interessato puo' richiedere allo sportello  unico  di
provvedere all'acquisizione di tutti gli atti  di  assenso,  comunque
denominati, necessari per l'intervento edilizio, o presentare istanza
di acquisizione dei medesimi atti  di  assenso  contestualmente  alla
segnalazione.   Lo   sportello   unico    comunica    tempestivamente
all'interessato l'avvenuta acquisizione degli  atti  di  assenso.  Se
tali atti non vengono acquisiti entro il termine di cui  all'articolo
20, comma 3, si applica quanto previsto dal comma 5-bis del  medesimo
articolo. 
   2.  In  caso  di  presentazione  contestuale  della   segnalazione
certificata di inizio attivita' e  dell'istanza  di  acquisizione  di
tutti  gli  atti  di  assenso,  comunque  denominati,  necessari  per
l'intervento edilizio, l'interessato puo' dare inizio ai lavori  solo
dopo la comunicazione da parte dello  sportello  unico  dell'avvenuta
acquisizione dei medesimi atti di assenso o dell'esito positivo della
conferenza di servizi. 
   3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 , si applicano anche alla
comunicazione dell'inizio dei lavori di cui all'articolo 6, comma  2,
qualora siano necessari atti di assenso, comunque denominati, per  la
realizzazione dell'intervento edilizio. 
   4. All'interno delle zone  omogenee  A)  di  cui  al  decreto  del
Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968,  n.  1444,  e  in  quelle
equipollenti secondo l'eventuale diversa denominazione adottata dalle
leggi  regionali,   i   comuni   devono   individuare   con   propria
deliberazione, da adottare entro il 30 giugno  2014,  le  aree  nelle
quali non  e'  applicabile  la  segnalazione  certificata  di  inizio
attivita' per  interventi  di  demolizione  e  ricostruzione,  o  per
varianti a permessi di costruire, comportanti modifiche della sagoma.
Senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, decorso
tale termine e in mancanza di intervento sostitutivo della regione ai
sensi della normativa vigente,  la  deliberazione  di  cui  al  primo
periodo e' adottata da un Commissario  nominato  dal  Ministro  delle
infrastrutture e dei trasporti. Nelle restanti aree interne alle zone
omogenee A) e a quelle equipollenti di  cui  al  primo  periodo,  gli
interventi cui e' applicabile la segnalazione certificata  di  inizio
attivita' non possono in ogni  caso  avere  inizio  prima  che  siano
decorsi trenta giorni dalla data di presentazione della segnalazione.
Nelle more dell'adozione della deliberazione di cui al primo  periodo
e comunque in sua assenza, non trova  applicazione  per  le  predette
zone omogenee A) la segnalazione certificata di inizio attivita'  con
modifica della sagoma»; 
    g) all'articolo 24, dopo il comma 4 sono aggiunti i seguenti: 
   «4-bis. Il certificato di agibilita' puo' essere richiesto anche: 
     a) per singoli edifici o  singole  porzioni  della  costruzione,
purche' funzionalmente autonomi, qualora  siano  state  realizzate  e
collaudate le opere di urbanizzazione  primaria  relative  all'intero
intervento edilizio e siano state completate e  collaudate  le  parti
strutturali connesse, nonche' collaudati e certificati  gli  impianti
relativi alle parti comuni; 
     b) per singole unita' immobiliari, purche'  siano  completate  e
collaudate le  opere  strutturali  connesse,  siano  certificati  gli
impianti  e  siano  completate  le  parti  comuni  e  le   opere   di
urbanizzazione primaria dichiarate funzionali  rispetto  all'edificio
oggetto di agibilita' parziale. 
   4-ter. CAPOVERSO SOPPRESSO DALLA L. 9 AGOSTO 2013, N. 98.»; 
    h) all'articolo 25, dopo il comma 5, sono aggiunti i seguenti: 
   «5-bis. Ove l'interessato non proponga domanda ai sensi del  comma
1, fermo restando l'obbligo di presentazione della documentazione  di
cui al comma 3,  lettere  a),  b)  e  d),  del  presente  articolo  e
all'articolo 5, comma 3, lettera a), presenta  la  dichiarazione  del
direttore dei lavori o, qualora non nominato,  di  un  professionista
abilitato, con la quale  si  attesta  la  conformita'  dell'opera  al
progetto presentato e la sua  agibilita',  corredata  dalla  seguente
documentazione: 
     a) richiesta di accatastamento dell'edificio  che  lo  sportello
unico provvede a trasmettere al catasto; 
     b)  dichiarazione  dell'impresa  installatrice  che  attesta  la
conformita' degli impianti installati negli edifici  alle  condizioni
di  sicurezza,  igiene,  salubrita',  risparmio  energetico  valutate
secondo la normativa vigente. 
   5-ter. Le Regioni a statuto ordinario disciplinano  con  legge  le
modalita' per l'attuazione delle disposizioni di cui al comma 5-bis e
per l'effettuazione dei controlli.». 
  2. COMMA SOPPRESSO DALLA L. 9 AGOSTO 2013, N. 98. 
  3. Salva diversa disciplina  regionale,  previa  comunicazione  del
soggetto interessato, sono prorogati di due anni i termini di  inizio
e di ultimazione dei lavori di cui all'articolo 15  del  decreto  del
Presidente della Repubblica del 6 giugno 2001, n. 380, come  indicati
nei   titoli   abilitativi   rilasciati    o    comunque    formatisi
antecedentemente all'entrata in vigore del presente decreto,  purche'
i  suddetti  termini  non  siano  gia'  decorsi  al   momento   della
comunicazione dell'interessato e sempre che i titoli abilitativi  non
risultino   in   contrasto,   al    momento    della    comunicazione
dell'interessato,  con  nuovi  strumenti  urbanistici   approvati   o
adottati. ((E' altresi'  prorogato  di  tre  anni  il  termine  delle
autorizzazioni paesaggistiche in corso  di  efficacia  alla  data  di
entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto)). 
  3-bis. Il termine di validita' nonche' i termini di inizio  e  fine
lavori  nell'ambito  delle  convenzioni  di  lottizzazione   di   cui
all'articolo 28 della legge 17 agosto 1942,  n.  1150,  ovvero  degli
accordi similari  comunque  nominati  dalla  legislazione  regionale,
stipulati sino al 31 dicembre 2012, sono prorogati di tre anni. 
  4. La disposizione di cui al comma 3 si applica anche alle  denunce
di  inizio  attivita'  e  alle  segnalazioni  certificate  di  inizio
attivita' presentate entro lo stesso termine. 
  5. Dall'attuazione dei commi 3 e 4  non  devono  derivare  nuovi  o
maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 
  5-bis.  I  destinatari  degli  atti  amministrativi  relativi  alle
attivita' ricomprese nell'articolo 7, comma 9, della legge 1°  agosto
2002,  n.  166,  effettuate  dal  Servizio  tecnico  centrale   della
Presidenza  del  Consiglio  superiore  dei  lavori   pubblici,   gia'
rilasciati alla data di entrata in vigore del regolamento di  cui  al
decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 26 novembre
2012, n. 267, sono tenuti al versamento, entro  il  30  giugno  2014,
dell'aliquota percentuale dell'importo totale di cui  all'allegato  I
annesso  allo  stesso  regolamento,  corrispondente  ai   giorni   di
validita' degli atti amministrativi rilasciati,  nonche'  all'importo
totale, nei casi in  cui  tali  atti  non  prevedano  un  termine  di
scadenza. 
  5-ter. All'articolo 31, comma 2, del decreto-legge 6 dicembre 2011,
n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre  2011,
n. 214, sono aggiunte, in  fine,  le  seguenti  parole:  '',  potendo
prevedere al riguardo, senza discriminazioni tra gli operatori, anche
aree interdette agli esercizi commerciali, ovvero limitazioni ad aree
dove possano insediarsi attivita' produttive e commerciali"; 
  5-quater. All'articolo 15 della legge 11 novembre 2011, n. 180,  le
parole: "con posa in opera" sono soppresse. 
  6. Le disposizioni del presente articolo si applicano dalla data di
entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.