DECRETO-LEGGE 15 dicembre 1979, n. 629

Dilazione dell'esecuzione dei provvedimenti di rilascio per gli immobili adibiti ad uso di abitazione e provvedimenti urgenti per l'edilizia.

note:
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L.15 febbraio 1980, n. 25 (in G.U. 16/02/1980, n.46).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 18/05/1999)
Testo in vigore dal: 19-5-1999
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 7.

  Ai  comuni  con popolazione superiore a 350.000 abitanti, secondo i
dati   pubblicati  dall'ISTAT  per  l'anno  1978  e'  attribuita  per
l'acquisto,  anche nel territorio di comuni vicini, di alloggi liberi
gia  costruiti  o  in  corso  di costruzione, da ultimare entro il 30
settembre  1980,  la  somma complessiva di lire 400 miliardi, in essa
compresa  gli  importi  gia' distribuiti ai sensi dell'articolo 8 del
decreto-legge  17 ottobre 1979, n. 505, da ripartirsi con decreto del
Presidente  del  Consiglio dei Ministri, si proposta del Ministro dei
lavori pubblici, sentito il Comitato per l'edilizia residenziale. (2)
  La regione puo' destinare ai comuni nei quali siano particolarmente
gravi   le  difficolta'  nel  settore  locativo,  per  l'acquisto  di
abitazioni,   una   aliquota  non  superiore  al  10  per  cento  dei
finanziamenti  ad  essa  attribuiti ai sensi dell'art. 3, lettera b),
della legge 5 agosto 1978, n. 457.
  I  comuni  di  cui  al  primo e secondo comma del presente articolo
provvedono   prioritariamente   all'acquisto  di  alloggi  aventi  le
caratteristiche  tipologiche  previste  dalla legge 5 agosto 1978, n.
457.  Se  l'acquisto  di  alloggi  aventi le suddette caratteristiche
tipologiche  non  esaurisce  la somma attribuita al comune, lo stesso
comune  puo'  acquistare  alloggi  con  superficie superiore a quella
definita  nel  terzo comma dell'art. 16 della legge 5 agosto 1978, n.
457  con il limite massimo di 120 metri quadrati per uniti abitativa,
ovvero   puo'  provvedere  mediante  acquisizioni  e  risanamento  di
immobili   degradati,  qualora  i  lavori  necessari  possano  essere
ultimati entro il 31 dicembre 1980. (2)
  E'  escluso  l'acquisto  di  alloggi  classificati  nelle categorie
catastali  A/1,  A/8  e  A/9  o  che  non  siano  stati  costruiti in
conformita' dello strumento urbanistico.
  Entro  il  31  gennaio  1980 i proprietari che intendono vendere ai
comuni  immobili  adibiti ad abitazione, devono presentare al sindaco
offerta  di  vendita irrevocabile per un periodo di centoventi giorni
dalla  presentazione,  contenente  l'indicazione, per ciascuna unita'
immobiliare, dei seguenti elementi:
    a) prezzo;
    b)  ubicazione  e  caratteristica  dell'alloggio con allegata una
planimetria aggiornata;
    c) ammontare dell'equo canone determinato ai sensi degli articoli
da  12  a  24  della legge 27 luglio 1978, n. 392, con indicazione di
tutti i coefficienti applicabili. (2)
  ((COMMA ABROGATO DALLA L. 30 APRILE 1999, N. 136))
  Il prezzo di cui al precedente comma in ogni caso non puo' superare
il  valore  locativo  dell'alloggio, calcolato con i criteri previsti
dall'articolo  12  della legge 27 luglio 1978, n. 392, maggiorato del
20 per cento.
  I  comuni,  entro  il  termine  di validita' dell'offerta di cui al
quinto comma, provvedono con deliberazione del consiglio comunale, su
motivata  relazione  dei  propri  organi  tecnici,  che fa stato, per
quanto  riguarda  la  congruita',  anche  in  sede di controllo con i
criteri  di cui al nono e decimo comma dell'articolo 8 della presente
legge.
  Se  l'acquisto  di  alloggi  non  esaurisce  la somma attribuita ai
comuni,  gli  stessi  possono  destinare  i  fondi  disponibili  alla
costruzione di nuovi alloggi o al risanamento di alloggi degradati.
  L'assegnazione  degli  alloggi  acquisiti  ai  sensi  del  presente
articolo   e   effettuata  in  locazione  con  contratto  interamente
disciplinato  dalla  legge  27  luglio  1978,  n.  392,  a favore dei
soggetti  nei  cui confronti sia stato emesso provvedimento esecutivo
di  rilascio  di  immobili  locati  ad uso di abitazione, nonche', in
subordine,  dei  soggetti occupanti alloggi di servizio di proprieta'
dell'amministrazione  o  di  aziende  autonome  dello  Stato, nei cui
confronti  sia stato emesso provvedimento amministrativo di rilascio,
sempre che:
    1)  il  provvedimento  di rilascio non sia stato ancora eseguito,
ovvero  sia  stato  eseguito  dopo  il  1  gennaio  1979, qualora gli
interessati si trovino ancora in ricoveri provvisori a carico di enti
pubblici;
    2) gli interessati non dispongano, nel comune o in comuni vicini,
di altro alloggio idoneo alle proprie esigenze familiari;
    3)  gli  interessati abbiano fruito per l'anno 1978 di un reddito
familiare  complessivo  non superiore a lire 8 milioni, calcolato con
le  modalita'  di  cui  all'articolo 21 della legge 5 agosto 1979, n.
457;
    4) gli interessati non abbiano gia' ottenuto l'assegnazione di un
alloggio di edilizia residenziale pubblica.
  La  domanda  di assegnazione in locazione, indirizzata al sindaco a
cura  degli  interessati,  deve essere presentata entro trenta giorni
dalla  data  di  entrata  in  vigore  della  legge di conversione del
presente decreto e deve essere corredata da:
    a) una dichiarazione, resa nei modi di cui all'art. 4 della legge
4 gennaio 1968, n. 15, dalla quale risulti il reddito per l'anno 1978
del  richiedente  e  dei componenti il nucleo familiare, il numero di
codice  fiscale di ciascuno nonche' il sussistere delle condizioni di
cui ai punti 1) e 3) del comma precedente;
    b) copia autentica del provvedimento esecutivo di rilascio.
  Per  i  soggetti  per  i  quali  ricorrono  le  condizioni previste
dall'art.  2  del decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre
1972,  n.  1035, e successive modificazioni e integrazioni, il canone
di  locazione  e'  determinato  ai  sensi  dell'art. 22 della legge 8
agosto 1977, n. 513.
  Il  comune,  nell'assegnare  in  locazione  gli  alloggi,  dara' la
precedenza   ai   soggetti  nei  cui  confronti  siano  stati  emessi
provvedimenti  esecutivi  di  rilascio motivati con la necessita' del
locatore  di  destinare  l'alloggio ad abitazione propria, dei propri
figli o dei propri genitori.
  Il  comune,  stipulato  il  contratto  di  locazione,  puo'  cedere
gratuitamente  la proprieta' dell'immobile all'Istituto autonomo case
popolari competente per territorio.
  I   relativi  contratti  di  cessione  usufruiscono  del  beneficio
dell'imposta  fissa  di  registro  ed  ipotecaria  e  sono esenti dai
diritti catastali; gli onorari notarili sono ridotti alla meta'.
  Per la contabilizzazione, destinazione ed utilizzazione delle somme
riscosse  a  titolo  di  canone  per gli alloggi come sopra locati si
applica l'art. 25 della legge 8 agosto 1977, n. 513.
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AGGIORNAMENTO (2)
  La L. 29 luglio 1980, n. 385 ha disposto (con l'art. 6 commi 1, 2 e
3)  che  "il  termine  del  30 settembre 1980 fissato dal primo comma
dell'articolo  7  del  decreto-legge  15  dicembre 1979, n. 629, come
modificato  dalla  legge  15  febbraio 1980, n. 25, per l'ultimazione
degli alloggi in corso di costruzione acquistati dai comuni di cui al
primo  e  secondo  comma  del  citato  articolo  7 e' prorogato al 30
settembre  1981",  che  "il  termine del 31 dicembre 1980 fissato dal
terzo  comma del citato articolo 7 per il completamento dei lavori di
risanamento di immobili degradati e' prorogato al 31 dicembre 1981" e
che  "il  termine  del  31  gennaio 1980 fissato dal quinto comma del
medesimo  articolo 7 per la presentazione al sindaco delle offerte da
parte  dei  proprietari  che  intendono  vendere  ai  comuni immobili
adibiti ad abitazione e' prorogato al 30 novembre 1980."