LEGGE 8 agosto 1977, n. 513

Provvedimenti urgenti per l'accelerazione dei programmi in corso, finanziamento di un programma straordinario e canone minimo dell'edilizia residenziale pubblica.

(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 20/04/2001)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 18-8-1977
                              Art. 22. 
 
  Il canone minimo di locazione per vano convenzionale degli  alloggi
di edilizia residenziale  pubblica  ultimati  prima  dell'entrata  in
vigore della presente legge e' elevato, se inferiore, con  decorrenza
dal secondo mese successivo a quello  dell'entrata  in  vigore  della
presente legge: 
    a L. 5.000  mensili  per  le  regioni  Piemonte,  Valle  d'Aosta,
Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche e
Lazio; 
    a L. 3.500 mensili per  le  regioni  Abruzzo,  Molise,  Campania,
Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna. 
  Il canone minimo di  locazione  e'  determinato,  per  gli  alloggi
ultimati dopo l'entrata in vigore della presente legge, in L. 7.000 e
in L. 5.000 mensili a  vano  convenzionale,  rispettivamente  per  il
primo e il secondo gruppo di regioni di cui al comma precedente. 
  Restano fermi i canoni stabiliti  in  via  provvisoria  dagli  IACP
qualora  il  loro  ammontare  sia  superiore   a   quello   derivante
dall'applicazione  del  presente   articolo,   salvo   ogni   diversa
determinazione dei predetti istituti. 
  Il canone di locazione di cui  ai  primi  due  commi  del  presente
articolo corrisponde all'importo complessivo delle quote di cui  alle
lettere a), b) e c) dell'articolo 19 del decreto del Presidente della
Repubblica 30 dicembre 1972, n. 1035. 
  Il canone di locazione di cui al primo comma, per  gli  alloggi  la
cui data di ultimazione sia anteriore di oltre 10 anni  a  quella  di
entrata in vigore della presente legge, e' ridotto dell'1  per  cento
per ciascuno dei precedenti anni fino ad un massimo del 40 per cento. 
  Qualora siano stati eseguiti interventi di  ristrutturazione  o  di
risanamento  degli  alloggi,  anno  di  costruzione  e'   quello   di
ultimazione di tali interventi. 
  Il canone di locazione determinato ai sensi  dei  commi  precedenti
puo' essere ridotto: 
    a) fino  ad  un  massimo  del  15  peri  cento  per  gli  alloggi
sprovvisti di servizi igienici essenziali interni; 
    b) fino ad un massimo del 5  per  cento  per  gli  alloggi  privi
dell'impianto di riscaldamento. 
  Il canone di locazione determinato ai sensi  dei  commi  precedenti
e', a richiesta dell'assegnatario, ridotto del 25 per cento qualora: 
    a) il reddito  annuo  complessivo  relativo  all'anno  precedente
quello della richiesta dell'assegnatario derivante esclusivamente  da
lavoro dipendente o da pensione, determinato ai  sensi  dell'articolo
10,  primo  comma,  del  decreto-legge  13  agosto  1975,   n.   376,
convertito, con modificazioni, nella legge 16 ottobre 1975,  n.  492,
non sia superiore all'importo di due  pensioni  minime  INPS  per  la
generalita' dei lavoratori per nuclei familiari costituiti da 1  a  2
componenti; 
    b) il reddito annuo, come sopra determinato, non superi il limite
di cui alla precedente lettera a) aumentato di  un  quarto  per  ogni
componente oltre i primi due fino ad un massimo di 4 componenti. 
  Su richiesta dell'assegnatario il  canone  di  locazione  non  puo'
essere superiore a L. 5.000 mensili per alloggio qualora  il  reddito
annuo familiare complessivo,  di  cui  alla  lettera  a)  dell'ottavo
comma, non superi la pensione minima dell'INPS per la generalita' dei
lavoratori. 
  Ai fini dell'applicazione dei due commi precedenti  si  considerano
appartenenti  al  nucleo  familiare  dell'assegnatario,  oltre   alle
persone indicate  nell'articolo  2,  terzo  comma,  del  decreto  del
Presidente della  Repubblica,  del  30  dicembre  1972,  n.  1035,  i
conviventi in forma continuativa a qualunque titolo. 
  Al canone di locazione determinato ai sensi del  presente  articolo
si aggiunge la quota di cui alla  lettera  d)  dell'articolo  19  del
decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1972, n. 1035. 
  Le  disposizioni  dei  commi  precedenti  rimangono  in  vigore  in
ciascuna regione, ivi comprese quelle a statuto speciale qualora  non
abbiano adottato un proprio provvedimento legislativo sui  canoni  di
locazione per  l'edilizia  residenziale  pubblica,  fino  al  momento
dell'effettiva  applicazione  dell'articolo  19   del   decreto   del
Presidente della Repubblica 30 dicembre 1972, n. 1035. 
  L'assegnatario per il quale ricorra la condizione della  revoca  di
cui alla lettera d) dell'articolo 17 del decreto del Presidente della
Repubblica 30 dicembre 1972, n. 1035, puo' richiedere  al  presidente
dell'istituto  autonomo  case   popolari   competente   di   occupare
l'abitazione a titolo di locazione. 
  Il presidente dell'istituto  autonomo  case  popolari  accoglie  la
richiesta e la locazione e' regolata  dalle  norme  sulla  disciplina
della locazione degli immobili urbani a partire dalla data della loro
entrata in vigore. In via transitoria, si applica un canone  pari  al
doppio di quello determinato ai sensi del presente articolo.