DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 30 dicembre 1972, n. 1035

Norme per l'assegnazione e la revoca nonche' per la determinazione e la revisione dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.

(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 28/12/1981)
Testo in vigore dal: 17-2-1980
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                               Art. 2.

  Puo'   conseguire   l'assegnazione   di  un  alloggio  di  edilizia
residenziale pubblica:
    a) chi abbia la cittadinanza italiana, salvo che sia riconosciuta
anche    al   cittadino   straniero   la   facolta'   di   concorrere
all'assegnazione;
    b)  chi  abbia  la  residenza  ovvero presti la propria attivita'
lavorativa  nel  comune  in  cui si trovano gli alloggi o, per quelli
compresi  in  un  programma  comprensoriale,  in  uno  dei comuni del
comprensorio,   salvo  che  gli  alloggi  da  assegnare  siano  stati
costruiti  in  relazione  a  nuovi  insediamenti industriali o che si
tratti  di  lavoratore  emigrato  all'estero, il quale ha facolta' di
concorrere in un solo comune da indicare, entro il 31 gennaio di ogni
anno,  in una dichiarazione raccolta da una rappresentanza consolare,
che rilascera' un certificato da allegare alla domanda;
    c)  chi non sia titolare del diritto di proprieta', di usufrutto,
di  uso  o  di  abitazione  -  nello stesso comune o, per gli alloggi
compresi  in  un  programma  comprensoriale,  in  uno  dei comuni del
comprensorio  -  su di un alloggio adeguato alle esigenze del proprio
nucleo  familiare,  ovvero  -  in qualsiasi localita' - di uno o piu'
alloggi  che,  dedotte  le  spese  nella misura del 25% consentano un
reddito annuo superiore a L. 400.000;
    d)  chi  non  abbia  ottenuto  l'assegnazione in proprieta' o con
patto  di  futura  vendita di un alloggio costruito a totale carico o
con il concorso o con il contributo o con il finanziamento agevolato
    -  in  qualunque  forma  concessi  -  dello Stato o di altro ente
    pubblico;
e) chi fruisca di un reddito annuo complessivo, per il nucleo
familiare, non superiore a L. 4.000.000. (2) ((3))
  Ai  fini del requisito di cui alla prima parte della lettera c) del
precedente  comma, e' da considerarsi adeguato l'alloggio composto da
un  numero  di  vani,  esclusi  gli  accessori,  pari  a  quello  dei
componenti  il  nucleo  familiare  del  concorrente  e, comunque, non
inferiore  a  due  e  non  superiore  a  cinque,  e che non sia stato
dichiarato igienicamente inidoneo dall'autorita' competente.
  Ai  fini  del  presente  decreto si intende per nucleo familiare la
famiglia  costituita  dal  capo  famiglia,  dal  coniuge  e dai figli
legittimi,  naturali  riconosciuti  e adottivi e dagli affiliati, con
lui  conviventi.  Fanno  parte,  altresi',  del  nucleo familiare gli
ascendenti,  i  discendenti,  i collaterali fino al terzo grado e gli
affini  fino  al secondo grado, purche' stabilmente conviventi con il
concorrente  da  almeno  due  anni  alla data della pubblicazione del
bando  nella  sede  dell'istituto. I collaterali e gli affini debbono
essere inoltre a carico del concorrente.
  I  requisiti  per concorrere all'assegnazione degli alloggi debbono
essere  posseduti  alla data della pubblicazione del bando nella sede
dell'istituto.
  I  requisiti indicati nella lettera c) e d) del primo comma debbono
sussistere  anche  in  favore  dei componenti il nucleo familiare del
concorrente.
  Ogni  tre  anni,  a decorrere dalla data dell'entrata in vigore del
presente  decreto,  le  Regioni  provvedono  ad  adeguare i limiti di
reddito  di  cui  alle  lettere  c)  ed  e)  del  primo comma in base
all'indice   del   costo  della  vita  risultante  dalle  rilevazioni
dell'istituto  centrale  di  statistica relative all'anno precedente,
con   riferimento  alla  capacita'  economica  media  degli  abitanti
determinata in base a rilevazioni di carattere ufficiale.
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AGGIORNAMENTO (2)
  La  L.  5 agosto 1978, n. 457, ha disposto (con l'art. 22, comma 1)
che  il  limite  di  reddito  per  l'assegnazione  in locazione delle
abitazioni realizzate dagli istituti autonomi per le case popolari e'
fissato in L. 4.500.000.
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AGGIORNAMENTO (3)
  La  L.  5  agosto 1978, n. 457 come modificata dal D.L. 15 dicembre
1979,  n.  629  ha  disposto  (con l'art. 2,comma 1) che il limite di
reddito  per  l'assegnazione in locazione delle abitazioni realizzate
dagli  istituti  autonomi  per  le  case popolari ai e' fissato in L.
5.500.000.