DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 22 dicembre 1986, n. 917

Approvazione del testo unico delle imposte sui redditi.

(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 18/07/2020)
Testo in vigore dal: 1-1-2020
attiva riferimenti normativi aggiornamenti all'articolo
                               Art. 51 
          (Determinazione del reddito di lavoro dipendente) 
 
  1. Il reddito di lavoro dipendente e' costituito da tutte le  somme
e i valori in  genere,  a  qualunque  titolo  percepiti  nel  periodo
d'imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione  al
rapporto di lavoro. Si considerano percepiti  nel  periodo  d'imposta
anche le somme e i valori in genere, corrisposti dai datori di lavoro
entro il  giorno  12  del  mese  di  gennaio  del  periodo  d'imposta
successivo a quello cui si riferiscono. 
  2. Non concorrono a formare il reddito: 
    a) i contributi previdenziali e assistenziali versati dal  datore
di lavoro o dal lavoratore in ottemperanza a disposizioni di legge; i
contributi di assistenza sanitaria versati dal datore di lavoro o dal
lavoratore ad enti o casse aventi esclusivamente  fine  assistenziale
in conformita'  a  disposizioni  di  contratto  o  di  accordo  o  di
regolamento  aziendale,  che  operino  negli  ambiti  di   intervento
stabiliti  con  il  decreto  del  Ministro  della   salute   di   cui
all'articolo  10,  comma  1,  lettera  e-ter),  per  un  importo  non
superiore complessivamente ad euro 3.615,20. Ai fini del calcolo  del
predetto limite si tiene conto anche  dei  contributi  di  assistenza
sanitaria versati ai sensi dell'articolo 10, comma 1, lettera e-ter); 
    b) LETTERA SOPPRESSA DAL D.L. 27 MAGGIO 2008, N.  93,  CONVERTITO
CON MODIFICAZIONI DALLA L. 24 LUGLIO 2008, N. 126; 
    ((c) le somministrazioni di vitto da parte del datore  di  lavoro
nonche' quelle in mense organizzate direttamente dal datore di lavoro
o gestite da terzi; le prestazioni sostitutive delle somministrazioni
di  vitto  fino  all'importo  complessivo  giornaliero  di  euro   4,
aumentato a euro 8 nel caso in cui le  stesse  siano  rese  in  forma
elettronica; le  indennita'  sostitutive  delle  somministrazioni  di
vitto corrisposte agli addetti ai cantieri edili, ad altre  strutture
lavorative a carattere temporaneo o ad unita' produttive  ubicate  in
zone  dove  manchino  strutture  o  servizi  di   ristorazione   fino
all'importo complessivo giornaliero di euro 5,29)); 
    d)  le  prestazioni  di  servizi  di  trasporto  collettivo  alla
generalita' o a categorie di dipendenti; anche se  affidate  a  terzi
ivi compresi gli esercenti servizi pubblici; 
    d-bis) le  somme  erogate  o  rimborsate  alla  generalita'  o  a
categorie  di  dipendenti  dal  datore  di  lavoro  o  le  spese   da
quest'ultimo direttamente sostenute, volontariamente o in conformita'
a disposizioni di contratto, di accordo o di  regolamento  aziendale,
per l'acquisto degli abbonamenti per il  trasporto  pubblico  locale,
regionale e interregionale del dipendente e  dei  familiari  indicati
nell'articolo 12 che si trovano nelle condizioni previste nel comma 2
del medesimo articolo 12; 
    e) i compensi reversibili di cui alle lettere b) ed f) del  comma
1 dell'articolo 47; 
    f) l'utilizzazione delle opere e  dei  servizi  riconosciuti  dal
datore di lavoro volontariamente o in conformita' a  disposizioni  di
contratto o di accordo  o  di  regolamento  aziendale,  offerti  alla
generalita' dei dipendenti o a categorie di dipendenti e ai familiari
indicati nell'articolo  12  per  le  finalita'  di  cui  al  comma  1
dell'articolo 100;(181) 
    f-bis) le somme, i servizi e le prestazioni erogati dal datore di
lavoro alla generalita' dei dipendenti o a  categorie  di  dipendenti
per la fruizione, da parte dei familiari indicati  nell'articolo  12,
dei servizi di educazione e  istruzione  anche  in  eta'  prescolare,
compresi i servizi integrativi e di mensa ad essi  connessi,  nonche'
per la frequenza di ludoteche e di centri estivi e  invernali  e  per
borse di studio a favore dei medesimi familiari; 
    f-ter) le somme e le prestazioni erogate  dal  datore  di  lavoro
alla generalita' dei dipendenti o a categorie di  dipendenti  per  la
fruizione dei servizi  di  assistenza  ai  familiari  anziani  o  non
autosufficienti indicati nell'articolo 12; 
  f-quater) i contributi e i premi versati dal  datore  di  lavoro  a
favore della generalita' dei dipendenti o di categorie di  dipendenti
per prestazioni, anche in forma assicurativa, aventi per  oggetto  il
rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti  della  vita
quotidiana, le cui caratteristiche  sono  definite  dall'articolo  2,
comma 2, lettera d), numeri 1) e 2), del  decreto  del  Ministro  del
lavoro, della salute e  delle  politiche  sociali  27  ottobre  2009,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 12  del  16  gennaio  2010,  o
aventi per oggetto il rischio di gravi patologie; 
    g) il valore delle azioni offerte alla generalita' dei dipendenti
per un importo non superiore complessivamente nel periodo d'imposta a
lire 4  milioni,  a  condizione  che  non  siano  riacquistate  dalla
societa' emittente o dal datore di lavoro o comunque cedute prima che
siano trascorsi almeno tre anni dalla percezione; qualora  le  azioni
siano cedute  prima  del  predetto  termine,  l'importo  che  non  ha
concorso  a  formare  il  reddito   al   momento   dell'acquisto   e'
assoggettato a tassazione nel periodo d'imposta  in  cui  avviene  la
cessione; 
    g-bis)  LETTERA  ABROGATA  DAL  D.L.  25  GIUGNO  2008,  N.  112,
CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133; (136) 
    h)  le  somme  trattenute  al  dipendente  per   oneri   di   cui
all'articolo 10 e alle condizioni ivi previste, nonche' le erogazioni
effettuate dal datore di lavoro in conformita' a contratti collettivi
o ad accordi e regolamenti aziendali a fronte delle  spese  sanitarie
di cui allo stesso articolo 10, comma  1,  lettera  b).  Gli  importi
delle predette somme ed erogazioni devono essere attestate dal datore
di lavoro; 
    i) le mance percepite dagli impiegati tecnici delle case da gioco
(croupiers) direttamente o per effetto del riparto a cura di appositi
organismi costituiti all'interno dell'impresa nella misura del 25 per
cento dell'ammontare percepito nel periodo d'imposta. 
    i-bis) le quote  di  retribuzione  derivanti  dall'esercizio,  da
parte  del  lavoratore,  della  facolta'  di  rinuncia  all'accredito
contributivo  presso  l'assicurazione   generale   obbligatoria   per
l'invalidita', la vecchiaia ed i superstiti dei lavoratori dipendenti
e le forme sostitutive della medesima, per il periodo successivo alla
prima scadenza utile per il pensionamento di  anzianita',  dopo  aver
maturato i requisiti minimi secondo la vigente normativa. 
  2-bis. Le disposizioni di cui alle lettere g) e g-bis) del comma  2
si applicano esclusivamente alle azioni emesse  dall'impresa  con  la
quale il contribuente intrattiene il rapporto di  lavoro,  nonche'  a
quelle  emesse  da  societa'  che  direttamente   o   indirettamente,
controllano  la  medesima  impresa,  ne  sono  controllate   o   sono
controllate  dalla  stessa  societa'  che  controlla  l'impresa.   La
disposizione di  cui  alla  lettera  g-bis)  del  comma  2  si  rende
applicabile  esclusivamente  quando   ricorrano   congiuntamente   le
seguenti condizioni: 
    a) che l'opzione sia esercitabile non prima che siano scaduti tre
anni dalla sua attribuzione; 
    b) che, al momento in cui l'opzione e' esercitabile, la  societa'
risulti quotata in mercati regolamentati; 
    c)  che  il  beneficiario  mantenga  per  almeno  i  cinque  anni
successivi all'esercizio  dell'opzione  un  investimento  nei  titoli
oggetto di opzione non inferiore alla differenza tra il valore  delle
azioni al momento dell'assegnazione  e  l'ammontare  corrisposto  dal
dipendente. Qualora detti titoli oggetto di investimento siano ceduti
o dati in garanzia prima che siano trascorsi cinque anni  dalla  loro
assegnazione, l'importo che non ha concorso a formare il  reddito  di
lavoro dipendente al  momento  dell'assegnazione  e'  assoggettato  a
tassazione nel periodo d'imposta in cui avviene la cessione ovvero la
costituzione in garanzia. (126) 
  3. Ai fini della determinazione in denaro  dei  valori  di  cui  al
comma 1, compresi quelli dei beni ceduti e dei  servizi  prestati  al
coniuge del dipendente o a familiari indicati nell'articolo 12, o  il
diritto di ottenerli da terzi, si applicano le disposizioni  relative
alla determinazione  del  valore  normale  dei  beni  e  dei  servizi
contenute nell'articolo 9. Il valore normale  dei  generi  in  natura
prodotti dall'azienda e ceduti ai dipendenti e' determinato in misura
pari al  prezzo  mediamente  praticato  dalla  stessa  azienda  nelle
cessioni al grossista. Non concorre a formare il  reddito  il  valore
dei beni ceduti e dei servizi prestati se complessivamente di importo
non superiore nel periodo d'imposta a lire 500.000;  se  il  predetto
valore e' superiore al citato limite, lo stesso concorre  interamente
a formare il reddito. 
  3-bis. Ai fini dell'applicazione dei commi 2 e 3,  l'erogazione  di
beni, prestazioni, opere e servizi da parte del datore di lavoro puo'
avvenire mediante documenti di legittimazione, in formato cartaceo  o
elettronico, riportanti un valore nominale. 
  4. Ai fini dell'applicazione del comma 3: 
    ((a) per gli autoveicoli  indicati  nell'articolo  54,  comma  1,
lettere a), c) e m), del codice  della  strada,  di  cui  al  decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285, i motocicli e  i  ciclomotori  di
nuova immatricolazione, con valori di emissione di anidride carbonica
non superiori a grammi 60 per chilometro (g/km di CO2),  concessi  in
uso promiscuo con contratti stipulati a decorrere dal 1° luglio 2020,
si  assume  il  25  per  cento  dell'importo  corrispondente  ad  una
percorrenza convenzionale di 15.000 chilometri calcolato  sulla  base
del  costo  chilometrico  di  esercizio  desumibile   dalle   tabelle
nazionali che l'Automobile club d'Italia deve elaborare entro  il  30
novembre di ciascun anno e comunicare al  Ministero  dell'economia  e
delle finanze, che provvede alla pubblicazione entro il 31  dicembre,
con  effetto  dal  periodo  d'imposta  successivo,  al  netto   degli
ammontari  eventualmente  trattenuti  al  dipendente.   La   predetta
percentuale e' elevata al 30 per cento per i veicoli  con  valori  di
emissione di anidride carbonica superiori a 60  g/km  ma  non  a  160
g/km. Qualora i valori di  emissione  dei  suindicati  veicoli  siano
superiori a 160 g/km ma non a 190 g/km, la  predetta  percentuale  e'
elevata al 40 per cento per l'anno 2020 e al 50 per cento a decorrere
dall'anno 2021. Per i veicoli con valori  di  emissione  di  anidride
carbonica superiori a 190 g/km, la predetta percentuale e' pari al 50
per cento per l'anno 2020 e al 60 per  cento  a  decorrere  dall'anno
2021));((200)) 
    b) in caso di concessione di prestiti si assume il 50  per  cento
della differenza tra l'importo degli  interessi  calcolato  al  tasso
ufficiale di sconto vigente al termine di ciascun  anno  e  l'importo
degli interessi calcolato  al  tasso  applicato  sugli  stessi.  Tale
disposizione non si applica per i prestiti stipulati anteriormente al
1 gennaio 1997,  per  quelli  di  durata  inferiore  ai  dodici  mesi
concessi, a seguito di accordi aziendali, dal  datore  di  lavoro  ai
dipendenti in contratto  di  solidarieta'  o  in  cassa  integrazione
guadagni o a dipendenti vittime dell'usura ai  sensi  della  legge  7
marzo 1996, n. 108, o ammessi a fruire delle erogazioni pecuniarie  a
ristoro dei danni conseguenti a rifiuto opposto a richieste estorsive
ai sensi del decreto-legge 31 dicembre 1991, n. 419,  convertito  con
modificazioni, dalla legge 18 febbraio 1992, n. 172; 
    c) per i fabbricati concessi in locazione, in uso o in  comodato,
si assume la differenza  tra  la  rendita  catastale  del  fabbricato
aumentata di tutte le spese inerenti il fabbricato  stesso,  comprese
le utenze non a carico dell'utilizzatore e quanto corrisposto per  il
godimento  del  fabbricato  stesso.  Per  i  fabbricati  concessi  in
connessione all'obbligo di dimorare nell'alloggio stesso,  si  assume
il 30 per cento della predetta differenza. Per i fabbricati  che  non
devono essere iscritti nel catasto si assume  la  differenza  tra  il
valore del canone di locazione determinato in regime vincolistico  o,
in mancanza, quello determinato in regime di libero mercato, e quanto
corrisposto per il godimento del fabbricato. 
    c-bis) per i servizi di trasporto ferroviario di persone prestati
gratuitamente, si assume,  al  netto  degli  ammontari  eventualmente
trattenuti,   l'importo   corrispondente   all'introito   medio   per
passeggero/chilometro, desunto dal Conto nazionale  dei  trasporti  e
stabilito  con  decreto  del  Ministro  delle  infrastrutture  e  dei
trasporti,  per  una  percorrenza   media   convenzionale,   riferita
complessivamente ai soggetti di cui al comma 3, di 2.600  chilometri.
Il decreto dei Ministro  delle  infrastrutture  e  dei  trasporti  e'
emanato entro il 31 dicembre di ogni anno ed ha effetto  dal  periodo
di  imposta  successivo  a  quello  in  corso  alla  data  della  sua
emanazione. 
  4-bis. COMMA ABROGATO DALLA L. 28 DICEMBRE 2015, N. 208. 
  5. Le indennita' percepite per le trasferte o le missioni fuori del
territorio comunale concorrono a formare  il  reddito  per  la  parte
eccedente lire 90.000 al  giorno,  elevate  a  lire  150.000  per  le
trasferte all'estero, al netto delle spese di viaggio e di trasporto;
in caso di rimborso delle spese di  alloggio,  ovvero  di  quelle  di
vitto, o di alloggio o  vitto  fornito  gratuitamente  il  limite  e'
ridotto di un terzo. Il limite e' ridotto di due  terzi  in  caso  di
rimborso sia delle spese di alloggio che di quelle di vitto. In  caso
di rimborso analitico delle spese per trasferte o missioni fuori  del
territorio comunale non concorrono a formare il reddito i rimborsi di
spese documentate relative al vitto, all'alloggio, al  viaggio  e  al
trasporto,  nonche'  i   rimborsi   di   altre   spese,   anche   non
documentabili, eventualmente  sostenute  dal  dipendente,  sempre  in
occasione di dette trasferte o  missioni,  fino  all'importo  massimo
giornaliero di lire 30.000, elevate a lire 50.000  per  le  trasferte
all'estero. Le indennita' o i rimborsi  di  spese  per  le  trasferte
nell'ambito del territorio comunale, tranne i rimborsi  di  spese  di
trasporto comprovate da documenti provenienti dal vettore, concorrono
a formare il reddito. 
  6. Le indennita' e le maggiorazioni di  retribuzione  spettanti  ai
lavoratori tenuti  per  contratto  all'espletamento  delle  attivita'
lavorative in luoghi sempre variabili e diversi, anche se corrisposte
con carattere di continuita', le indennita' di navigazione e di  volo
previste dalla  legge  o  dal  contratto  collettivo,  i  premi  agli
ufficiali piloti dell'Esercito  italiano,  della  Marina  militare  e
dell'Aeronautica  militare  di  cui  all'articolo  1803  del   codice
dell'ordinamento militare, i premi agli ufficiali  piloti  del  Corpo
della Guardia di finanza di cui all' articolo 2161 del citato codice,
nonche' le  indennita'  di  cui  all'articolo  133  del  decreto  del
Presidente della Repubblica 15 dicembre 1959, n.  1229  concorrono  a
formare il reddito nella misura del 50 per cento del loro  ammontare.
Con decreto del Ministro delle finanze, di concerto con  il  Ministro
del lavoro e della previdenza  sociale,  possono  essere  individuate
categorie di lavoratori e condizioni di applicabilita' della presente
disposizione. (178) 
  7. Le indennita' di trasferimento, quelle di prima  sistemazione  e
quelle equipollenti, non concorrono a formare il reddito nella misura
del 50 per cento del loro ammontare per un importo complessivo  annuo
non superiore a lire 3 milioni per i  trasferimenti  all'interno  del
territorio nazionale e 9 milioni  per  quelli  fuori  dal  territorio
nazionale o a destinazione  in  quest'ultimo.  Se  le  indennita'  in
questione,  con   riferimento   allo   stesso   trasferimento,   sono
corrisposte per piu' anni, la presente disposizione si  applica  solo
per le indennita' corrisposte per il primo anno. Le spese di viaggio,
ivi comprese quelle dei  familiari  fiscalmente  a  carico  ai  sensi
dell'articolo 12, e di trasporto delle cose, nonche' le spese  e  gli
oneri sostenuti dal dipendente in qualita' di conduttore, per recesso
dal contratto di locazione in dipendenza dell'avvenuto  trasferimento
della  sede  di  lavoro,  se  rimborsate  dal  datore  di  lavoro   e
analiticamente documentate, non concorrono a formare il reddito anche
se in caso di contemporanea erogazione delle suddette indennita'. 
  8. Gli assegni di sede e le altre indennita' percepite per  servizi
prestati all'estero costituiscono reddito nella  misura  del  50  per
cento. Se per i servizi  prestati  all'estero  dai  dipendenti  delle
amministrazioni statali la legge prevede  la  sorresponsione  di  una
indennita' base e di  maggiorazioni  ad  esse  collegate  concorre  a
formare il reddito la sola indennita' base nella misura  del  50  per
cento nonche' il 50 per cento delle maggiorazioni percepite fino alla
concorrenza di due volte l'indennita' base. Qualora l'indennita'  per
servizi prestati all'estero comprenda emolumenti spettanti anche  con
riferimento  all'attivita'  prestata  nel  territorio  nazionale,  la
riduzione compete solo sulla parte eccedente gli emolumenti predetti.
L'applicazione di questa  disposizione  esclude  l'applicabilita'  di
quella di cui al comma 5. (169)(189) 
  8-bis. In deroga alle disposizioni dei commi da 1 a 8,  il  reddito
di lavoro dipendente, prestato all'estero in via continuativa e  come
oggetto esclusivo del rapporto da dipendenti che nell'arco di  dodici
mesi soggiornano nello Stato estero per un periodo  superiore  a  183
giorni, e' determinato sulla base  delle  retribuzioni  convenzionali
definite annualmente con il decreto del Ministro del lavoro  e  della
previdenza sociale di cui all'articolo 4, comma 1, del  decreto-legge
31 luglio 1987, n. 317, convertito, con modificazioni, dalla legge  3
ottobre 1987, n. 398. 
  9. Gli ammontari degli importi che ai sensi del  presente  articolo
non concorrono a formare il  reddito  di  lavoro  dipendente  possono
essere rivalutati  con  decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei
Ministri, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, quando  la
variazione percentuale del valore medio  dell'indice  dei  prezzi  al
consumo per le famiglie di operai e impiegati relativo al periodo  di
dodici mesi terminante al 31 agosto supera il 2 per cento rispetto al
valore medio del medesimo indice rilevato con riferimento allo stesso
periodo dell'anno 1998.  A  tal  fine,  entro  il  30  settembre,  si
provvede alla ricognizione della predetta percentuale di  variazione.
Nella legge finanziaria relativa all'anno per il quale ha effetto  il
suddetto   decreto    si    fara'    fronte    all'onere    derivante
dall'applicazione del medesimo decreto. (116) 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (116) 
  La L. 24 dicembre 2003, n. 350 ha disposto  (con  l'art.  3,  comma
118) che "Per gli anni 2003 e 2004 il limite di non concorrenza  alla
formazione  del  reddito  di  lavoro  dipendente,  relativamente   ai
contributi di assistenza sanitaria, di cui all'articolo 48, comma  2,
lettera a), del testo unico delle imposte  sui  redditi,  di  cui  al
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917,  e
successive modificazioni, e' fissato in euro 3.615,20". 
  L'originario art. 48 corrisponde all'attuale art. 51. 
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AGGIORNAMENTO (125) 
  La L. 23 dicembre 2005, n. 266 ha disposto  (con  l'art.  1,  comma
123)  che  "Per  l'anno  2006  il  limite  di  non  concorrenza  alla
formazione  del  reddito  di  lavoro  dipendente,  relativamente   ai
contributi di assistenza sanitaria, di cui all'articolo 51, comma  2,
lettera a), del testo unico delle imposte  sui  redditi,  di  cui  al
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917,  e
successive modificazioni, e' fissato in euro 3.615,20". 
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AGGIORNAMENTO (126) 
  Il D.L. 4 luglio 2006, n. 223 convertito con modificazioni dalla L.
4 agosto 2006, n. 248 ha disposto (con l'art. 36, comma 26)  che  "La
disposizione di cui al  comma  25  si  applica  alle  azioni  la  cui
assegnazione ai dipendenti si effettua successivamente alla  data  di
entrata in vigore del presente decreto". 
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AGGIORNAMENTO (128) 
  La L. 27 dicembre 2006, n. 296 ha disposto  (con  l'art.  1,  comma
399) che  "Per  l'anno  2007,  il  limite  di  non  concorrenza  alla
formazione  del  reddito  di  lavoro  dipendente,  relativamente   ai
contributi di assistenza sanitaria, di cui all'articolo 51, comma  2,
lettera a), del testo unico delle imposte  sui  redditi,  di  cui  al
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917,  e
successive modificazioni, e' fissato in euro 3.615,20". 
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AGGIORNAMENTO (130) 
  Il D.L. 2 luglio 2007, n. 81 convertito con modificazioni dalla  L.
3 agosto 2007, n. 127 ha disposto (con l'art. 15-bis,  comma  8)  che
"Le disposizioni  di  cui  al  comma  7  hanno  effetto  dal  periodo
d'imposta in corso alla data del 27 giugno 2007". 
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AGGIORNAMENTO (136) 
  Il D.L. 25 giugno 2008, n. 112 convertito con  modificazioni  dalla
L. 6 agosto 2008, n. 133 ha disposto (con l'art. 82,  comma  24)  che
"La disposizione di cui al comma 23  si  applica  in  relazione  alle
azioni assegnate ai dipendenti a decorrere dalla data di  entrata  in
vigore del presente decreto". 
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AGGIORNAMENTO (169) 
  La L. 23 dicembre 2014, n. 190 ha disposto  (con  l'art.  1,  comma
319) che la presente modifica ha effetto dal 1° luglio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (178) 
  Il D.L. 22 ottobre 2016, n. 193, convertito con modificazioni dalla
L. 1 dicembre 2016, n. 225,  ha  disposto  (con  l'art.  7-quinquies,
comma 1) che "Il comma 6  dell'articolo  51  del  testo  unico  delle
imposte  sui  redditi,  di  cui  al  decreto  del  Presidente   della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, si interpreta nel  senso  che  i
lavoratori rientranti nella disciplina ivi stabilita sono quelli  per
i quali sussistono contestualmente le seguenti condizioni: 
  a) la  mancata  indicazione,  nel  contratto  o  nella  lettera  di
assunzione, della sede di lavoro; 
  b) lo  svolgimento  di  un'attivita'  lavorativa  che  richiede  la
continua mobilita' del dipendente; 
  c) la corresponsione al dipendente, in relazione  allo  svolgimento
dell'attivita' lavorativa in luoghi sempre variabili  e  diversi,  di
un'indennita'  o  maggiorazione  di  retribuzione  in  misura  fissa,
attribuite senza distinguere se il dipendente  si  e'  effettivamente
recato in trasferta e dove la stessa si e' svolta". 
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AGGIORNAMENTO (181) 
  La L. 11 dicembre 2016, n. 232 ha disposto  (con  l'art.  1,  comma
162) che "Le disposizioni di cui all'articolo 51,  comma  2,  lettera
f), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto  del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, come da  ultimo
modificate dalla legge 28 dicembre 2015, n. 208, si interpretano  nel
senso  che  le  stesse  si  applicano  anche  alle  opere  e  servizi
riconosciuti dal datore di lavoro, del settore privato o pubblico, in
conformita' a  disposizioni  di  contratto  collettivo  nazionale  di
lavoro,  di  accordo  interconfederale  o  di  contratto   collettivo
territoriale". 
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AGGIORNAMENTO (189) 
  La L. 27 dicembre 2017, n. 205, ha disposto (con  l'art.  1,  comma
271) che "L'articolo 51, comma 8, primo periodo, del testo  unico  di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre  1986,  n.
917, si interpreta nel senso che le retribuzioni del personale di cui
all'articolo 152  del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  5
gennaio 1967, n.  18,  e  agli  articoli  da  31  a  33  del  decreto
legislativo 13 aprile 2017, n. 64, costituiscono reddito nella misura
del 50 per cento, anche ai fini della determinazione dei contributi e
dei premi previdenziali dovuti ai sensi dell'articolo  158,  primo  e
secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 5  gennaio
1967, n. 18, e fermo restando quanto disposto dall'articolo 2,  comma
3, del decreto legislativo 7 aprile 2000, n. 103". 
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AGGIORNAMENTO (200) 
  La L. 27 dicembre 2019, n. 160 ha disposto  (con  l'art.  1,  comma
633)  che  "Resta  ferma  l'applicazione  della  disciplina   dettata
dall'articolo 51, comma 4, lettera a), del citato testo unico di  cui
al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917,
nel testo vigente al 31 dicembre 2019, per i veicoli concessi in  uso
promiscuo con contratti stipulati entro il 30 giugno 2020".