DECRETO LEGISLATIVO 3 luglio 2003, n. 173

Riorganizzazione del Ministero dell'economia e delle finanze e delle agenzie fiscali, a norma dell'articolo 1 della legge 6 luglio 2002, n. 137.

note: Entrata in vigore del decreto: 29-7-2003 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 25/06/2008)
Testo in vigore dal: 29-7-2003
al: 25-11-2003
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                               Art. 3
                  Disposizioni transitorie e finali

  1.  In  relazione  alle  prioritarie  esigenze  di  controllo  e di
monitoraggio  degli andamenti della finanza pubblica ed in attesa dei
provvedimenti  di  revisione dell'assetto organizzativo del Ministero
dell'economia e delle finanze, da emanare ai sensi dell'articolo 2:
a) il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze  puo'  procedere al
   conferimento di incarichi di consulenza, con le modalita' previste
   dalla normativa vigente, a soggetti di comprovata professionalita'
   estranei   all'amministrazione,   su  materie  di  competenza  dei
   Dipartimenti,   con   contestuale  indisponibilita'  di  posti  di
   funzione   dirigenziale  equivalenti  sul  piano  finanziario,  da
   individuare con decreto ministeriale. La predetta indisponibilita'
   puo'  avere  ad oggetto un numero di posti di livello dirigenziale
   non superiore, per l'intero Ministero, a quindici;
b) gli  Uffici  centrali  del  bilancio  presso  i  Ministeri  di cui
   all'articolo  2,  comma 1, del decreto legislativo 30 luglio 1999,
   n.  300, e successive modificazioni, si configurano come uffici di
   livello  dirigenziale generale. Sono contestualmente soppressi gli
   Uffici  centrali del bilancio costituiti sulla base del precedente
   ordinamento, gli Uffici centrali di ragioneria presso la Direzione
   generale  per  la  cooperazione  allo sviluppo e presso l'Istituto
   Superiore di sanita' e l'Istituto Superiore per la previdenza e la
   sicurezza   sul   lavoro,   le  cui  competenze  sono  trasferite,
   rispettivamente,  all'Ufficio  centrale  del  bilancio  presso  il
   Ministero degli affari esteri ed all'Ufficio centrale del bilancio
   presso  il Ministero della salute, nonche' l'Ufficio di ragioneria
   presso  il  Magistrato  per  il  Po,  le cui funzioni residue sono
   esercitate  dalla  Ragioneria  provinciale dello Stato di Parma. I
   dipartimenti  provinciali indicati al comma 5 dell'articolo 10 del
   decreto del Presidente della Repubblica 20 febbraio 1998, n. 38, e
   successive  modificazioni,  si  configurano come uffici di livello
   dirigenziale  non  generale. Resta fermo il numero complessivo dei
   posti  di  livello  dirigenziale  generale  del  Ministero.  Resta
   parimenti  fermo  il  numero  complessivo  dei  posti  di  livello
   dirigenziale non generale del Ministero;
c) le  funzioni  della  soppressa  Commissione  tecnica  per la spesa
   pubblica continuano ad essere svolte dal Ministero dell'economia e
   delle  finanze,  che  puo'  avvalersi  della struttura di supporto
   dell'Alta  Commissione  di  cui  all'articolo  3  della  legge  27
   dicembre 2002, n. 289;
d) il  Comitato di coordinamento del Servizio consultivo ed ispettivo
   tributario  e' integrato dai capi dei dipartimenti del Ministero e
   dai  direttori  delle  Agenzie  fiscali.  La  partecipazione  alle
   riunioni  dello  stesso  e'  gratuita  per  tutti i componenti. La
   durata  massima dell'incarico di esperto, rinnovabile per non piu'
   di  una  volta, e' stabilita in tre anni. Il direttore e' nominato
   dal  Ministro  dell'economia  e  delle finanze tra gli esperti del
   Servizio  e  dura  in  carica  fino  ad un massimo di tre anni. Il
   direttore  e'  responsabile  del  raggiungimento  degli  obiettivi
   stabiliti  dal  Ministro,  cura  l'esatta  esecuzione  degli studi
   affidati  agli esperti e vigila sulla conservazione, agli atti del
   Servizio,  degli elaborati degli esperti. Tali elaborati sono atti
   riservati,   salvo   che   il   Ministro   non   ne  autorizzi  la
   pubblicazione.  Ad  essi  possono comunque accedere il Ministro, i
   capi  dei Dipartimenti del Ministero, il Comandante generale della
   Guardia  di  finanza  ed  i direttori delle Agenzie fiscali. Ferma
   restando  la  disciplina  relativa  agli  esperti  con rapporto di
   collaborazione   coordinata   e   continuativa,   in   materia  di
   incompatibilita',  cumulo  di  impieghi ed incarichi, si applicano
   agli  esperti del Servizio le disposizioni di cui agli articoli 53
   e  seguenti  del  decreto  legislativo  30  marzo  2001, n. 165, e
   successive modificazioni. Il numero massimo di unita' di personale
   addetto  al  Servizio  e'  ridotto da duecento a cento. In sede di
   prima applicazione della presente lettera:
   1) per gli incarichi in corso alla data di entrata in vigore della
   legge 15 luglio 2002, n. 145, il termine di tre anni decorre dalla
   predetta  data,  salvo che il termine originario dell'incarico non
   scada anticipatamente;
   2)  per gli incarichi in corso non puo' essere disposto il rinnovo
   se abbiano avuto durata superiore a sei anni;
   3)  il  direttore  del  Servizio  da  ultimo  nominato  continua a
   svolgere  le  sue  funzioni  sino  alla  data  di nomina del nuovo
   direttore, da effettuare entro sei mesi;
   4)  con  decreto  non  avente  natura  regolamentare  del Ministro
   dell'economia  e  delle  finanze,  da emanare entro sei mesi, sono
   approvate le nuove norme di funzionamento del Servizio;
e) i  membri  di  diritto  del comitato di coordinamento del Servizio
   consultivo  ed  ispettivo  tributario costituiscono il Comitato di
   indirizzo  strategico della Scuola superiore dell'economia e delle
   finanze.  La  partecipazione  al predetto Comitato di indirizzo e'
   gratuita;
f) della  Commissione  consultiva per la riscossione, operante presso
   l'Agenzia  delle  entrate,  fa  parte il Comandante generale della
   Guardia  di  finanza o, in sua sostituzione, un ufficiale generale
   di tale Corpo;
g) e'  istituita,  presso  l'Amministrazione autonoma dei Monopoli di
   Stato,  in  sostituzione  degli  organismi e delle commissioni che
   esercitano  compiti  analoghi,  una Commissione per la trasparenza
   dei   giochi,   con  il  compito  di  vigilare  sulla  regolarita'
   dell'esercizio  dei  giochi,  di  esprimere  pareri  su  questioni
   giuridiche   attinenti   alla   materia,   anche  in  ordine  alla
   risoluzione  in via amministrativa, nei casi previsti dalla legge,
   delle  relative  contestazioni,  nonche' di esprimere pareri sulle
   modifiche normative concernenti la materia. Le risorse finanziarie
   utilizzate  per  gli organismi e le commissioni soppressi ai sensi
   della  presente lettera nonche' quelle derivanti dall'applicazione
   del  secondo  periodo  della  lettera  d)  del presente comma sono
   destinate  al  funzionamento  della  predetta  commissione  per la
   trasparenza dei giochi nonche' all'applicazione di quanto previsto
   dalla  lettera  f)  del  presente comma in ordine alla Commissione
   consultiva per la riscossione. I compensi in favore dei componenti
   delle  predette  commissioni  sono  determinati,  tenendo conto di
   quanto previsto dal periodo precedente, con decreto ministeriale.
  2.  In  sede  di  prima  applicazione  dell'articolo 67 del decreto
legislativo  30  luglio  1999,  n.  300, come modificato dal presente
decreto  legislativo,  ferma  restando  l'applicabilita' ai direttori
delle Agenzie fiscali dell'articolo 6, comma 2, della legge 24 luglio
2002,  n.  145,  il  termine  di  durata  triennale dell'incarico dei
direttori  e dei collegi dei revisori dei conti delle Agenzie decorre
dalla  data  in  cui le Agenzie sono state rese operative. I comitati
direttivi  delle  Agenzie  fiscali  continuano  ad  operare sino alla
costituzione  dei  comitati  di  gestione, da effettuare entro trenta
giorni   dalla  data  di  entrata  in  vigore  del  presente  decreto
legislativo.
  3. All'articolo 41, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001,
n.  165,  e  successive  modificazioni,  dopo  le  parole: "Ministero
dell'istruzione,  dell'universita' e della ricerca", sono aggiunte le
seguenti:  "  e,  per  il  comparto  delle Agenzie fiscali, sentiti i
direttori delle medesime".
  4.  Entro  sessanta  giorni  dalla  data  di  entrata in vigore del
presente  decreto  legislativo si provvede, con le modalita' previste
dall'articolo 66, comma 2, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n.
300,  e  successive modificazioni, all'approvazione del nuovo statuto
dell'Agenzia  del  demanio.  Entro  sessanta giorni dall'approvazione
dello  statuto  il  comitato  di  gestione  delibera,  ai sensi degli
articoli  70,  comma 2, e 71, comma 3, del citato decreto legislativo
n.   300   del  1999,  i  nuovi  regolamenti  di  contabilita'  e  di
amministrazione, da approvare con le modalita' previste dall'articolo
60, comma 2, del citato decreto legislativo n. 300 del 1999.
  5.  Tutti  gli  atti  connessi  alle  operazioni  di trasformazione
dell'Agenzia  del  demanio in ente pubblico economico sono esclusi da
ogni  tributo  e diritto e vengono, pertanto, effettuati in regime di
neutralita'  fiscale. Le disposizioni di cui al comma 1 dell'articolo
71  del  decreto  legislativo 30 luglio 1999, n. 300, si applicano al
personale   dell'Agenzia  del  demanio  fino  alla  stipulazione  del
relativo contratto collettivo di lavoro, da riferire ad uno specifico
settore  individuato  nello  statuto.  Entro  tre  mesi dalla data di
entrata  in  vigore  del presente decreto legislativo il personale in
servizio  presso  l'Agenzia del demanio puo' optare per la permanenza
nel  comparto  delle  agenzie  fiscali  o  per  il passaggio ad altra
pubblica  amministrazione.  In  tale  caso, sentite le organizzazioni
sindacali  maggiormente rappresentative, il personale che esercita la
predetta  opzione  e'  assegnato  ad altra Agenzia fiscale o ad altra
pubblica amministrazione.
  6.  Dall'attuazione  del  presente  decreto  non  derivano  nuovi o
maggiori  oneri  a  carico  del  bilancio  dello  Stato.  Il Ministro
dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri
decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
    Dato a Roma, addi' 3 luglio 2003
                               CIAMPI
                              Berlusconi,  Presidente  del  Consiglio
                              dei Ministri
                              Tremonti,   Ministro   dell'economia  e
                              delle finanze
                              Mazzella,   Ministro  per  la  funzione
                              pubblica
Visto, il Guardasigilli: Castelli
          Note all'art. 3:
              -  Il  testo del comma 1 dell'art. 2 del citato decreto
          legislativo n. 300/1999 e' il seguente:
              "1. I Ministeri sono i seguenti:
                 1) Ministero degli affari esteri;
                 2) Ministero dell'interno;
                 3) Ministero della giustizia;
                 4) Ministero della difesa;
                 5) Ministero dell'economia e delle finanze;
                 6) Ministero delle attivita' produttive;
                 7) Ministero delle comunicazioni;
                 8) Ministero delle politiche agricole e forestali;
                 9)   Ministero  dell'ambiente  e  della  tutela  del
          territorio;
                10) Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;
                11) Ministero del lavoro e delle politiche sociali;
                12) Ministero della salute;
                13)  Ministero  dell'istruzione,  dell'universita'  e
          della ricerca;
                14) Ministero per i beni e le attivita' culturali".
              -  Il  testo  del  comma 5 dell'art. 10 del decreto del
          Presidente   della   Repubblica  20 febbraio  1998,  n.  38
          ("Regolamento  recante le attribuzioni dei Dipartimenti del
          Ministero  del  tesoro, del bilancio e della programmazione
          economica,    nonche'    disposizioni    in    materia   di
          organizzazione  e  di personale, a norma dell'art. 7, comma
          3, della legge 3 aprile 1997, n. 94") e' il seguente:
              "5.  Ai  dipartimenti  provinciali  dei  capoluoghi  di
          regione  di  Bari,  Bologna,  Cagliari, Catanzaro, Firenze,
          Genova,  Milano,  Napoli,  Palermo,  Roma, Torino e Venezia
          sono preposti dirigenti generali di livello C.".
              - Il testo dell'art. 3 della legge 27 dicembre 2002, n.
          289 ("Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e
          pluriennale  dello  Stato  -  legge finanziaria 2003) e' il
          seguente:
              "Art.  3  (Sospensione  degli aumenti delle addizionali
          all'imposta  sul  reddito  delle  persone fisiche). - 1. In
          funzione  dell'attuazione  del titolo V della parte seconda
          della  Costituzione  e  in  attesa  della  legge quadro sul
          federalismo fiscale:
                a) gli  aumenti  delle  addizionali  all'imposta  sul
          reddito  delle  persone  fisiche per i comuni e le regioni,
          nonche'    la maggiorazione    dell'aliquota   dell'imposta
          regionale  sulle  attivita'  produttive di cui all'art. 16,
          comma  3, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446,
          deliberati  successivamente  al 29 settembre 2002 e che non
          siano  confermativi  delle  aliquote  in  vigore per l'anno
          2002,  sono  sospesi  fino  a  quando  non  si raggiunga un
          accordo ai sensi del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.
          281,  in sede di Conferenza unificata tra Stato, regioni ed
          enti  locali  sui  meccanismi  strutturali  del federalismo
          fiscale;
                b) fermo   restando   quanto  stabilito  dall'Accordo
          interistituzionale tra il Governo, le regioni, i comuni, le
          province  e  le  comunita'  montane  stipulato il 20 giugno
          2002,   e'  istituita  l'Alta  commissione  di  studio  per
          indicare  al  Governo,  sulla base dell'Accordo di cui alla
          lettera  a),  i  principi  generali del coordinamento della
          finanza  pubblica  e del sistema tributario, ai sensi degli
          articoli  117,  terzo  comma, 118 e 119 della Costituzione.
          Per   consentire   l'applicazione   del   principio   della
          compartecipazione   al   gettito   dei   tributi   erariali
          riferibili   al  territorio  di  comuni,  province,  citta'
          metropolitane  e  regioni,  previsto  dall'art.  119  della
          Costituzione,  l'Alta  commissione  di  cui  al  precedente
          periodo  propone  anche  i  parametri  da utilizzare per la
          regionalizzazione  del  reddito  delle imprese che hanno la
          sede  legale  e  tutta o parte dell'attivita' produttiva in
          regioni  diverse. In particolare, ai fini dell'applicazione
          del  disposto  dell'art.  37  dello  statuto  della Regione
          siciliana,  di  cui  al regio decreto legislativo 15 maggio
          1946,  n.  455,  l'Alta  commissione  propone  le modalita'
          mediante   le  quali,  sulla  base  dei  criteri  stabiliti
          dall'art.  4,  comma 2, del decreto legislativo 15 dicembre
          1997,  n.  446,  e  successive  modificazioni,  i  soggetti
          passivi  dell'imposta  sul  reddito delle persone fisiche e
          dell'imposta  sul  reddito  delle  persone  giuridiche, che
          esercitano  imprese  industriali  e  commerciali  con  sede
          legale fuori dal territorio della Regione siciliana, ma che
          in essa dispongono di stabilimenti o impianti, assolvono la
          relativa   obbligazione   tributaria  nei  confronti  della
          regione  stessa.  Con  decreto del Presidente del Consiglio
          dei  Ministri,  su  proposta  del  Ministro dell'economia e
          delle  finanze,  di concerto con il Ministro per gli affari
          regionali,  composizione dell'Alta commissione, della quale
          fanno parte anche rappresentanti delle regioni e degli enti
          locali,   designati   dalla  Conferenza  unificata  di  cui
          all'art.  8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281,
          sono   emanate   le  disposizioni  occorrenti  per  il  suo
          funzionamento  ed  e' stabilita la data di inizio delle sue
          attivita'.  Il  decreto  del  Presidente  del Consiglio dei
          Ministri  di  cui al precedente periodo e' emanato entro il
          31 gennaio  2003.  L'Alta commissione di studio presenta al
          Governo la sua relazione entro il 31 marzo 2003. Il Governo
          presenta   al   Parlamento  entro  il  30 aprile  2003  una
          relazione  nella  quale  viene dato conto degli interventi,
          anche   di   carattere   legislativo,  necessari  per  dare
          attuazione    all'art.    119   della   Costituzione.   Per
          l'espletamento  della  sua  attivita' l'Alta commissione si
          avvale   della  struttura  di  supporto  della  commissione
          tecnica  per  la  spesa pubblica, la quale e' soppressa con
          decorrenza    dalla    data   di   costituzione   dell'Alta
          commissione.  Il  Ministero  dell'economia  e delle finanze
          fornisce  i  mezzi necessari per il funzionamento dell'Alta
          commissione.  A  tal  fine,  le risorse, anche finanziarie,
          previste  per  il funzionamento della soppressa commissione
          tecnica   per   la   spesa   pubblica   sono  destinate  al
          funzionamento dell'Alta commissione, ivi compresi gli oneri
          relativi  agli  emolumenti  da corrispondere ai componenti,
          fissati  con  decreto  del  Ministro  dell'economia e delle
          finanze.
              2. Dopo il comma 3 dell'art. 52 della legge 10 febbraio
          1953, n. 62, e' aggiunto il seguente:
              Per  l'espletamento  dei  suoi  compiti  la commissione
          fruisce di personale, ivi comprese eventuali collaborazioni
          esterne, locali e strumenti operativi, messi a disposizione
          dai Presidenti delle Camere, d'intesa fra loro.".
              -  Il testo dell'art. 53 del citato decreto legislativo
          n. 165/2001 e' il seguente:
              "Art.   53  (Incompatibilita',  cumulo  di  impieghi  e
          incarichi).  (Art.  58  del  decreto  legislativo n. 29 del
          1993,  come  modificato prima dall'art. 2 del decreto-legge
          n.  358  del 1993, convertito, dalla legge n. 448 del 1993,
          poi   dall'art.  1  del  decreto-legge  n.  361  del  1995,
          convertito  con  modificazioni dalla legge n. 437 del 1995,
          e,  infine,  dall'art. 26 del decreto legislativo n. 80 del
          1998,  nonche'  dall'art. 16 del decreto legislativo n. 387
          del  1998.).  -  1.  Resta  ferma  per  tutti  i dipendenti
          pubblici la disciplina delle incompatibilita' dettata dagli
          articoli  60  e  seguenti  del  testo  unico  approvato con
          decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n.
          3,  salva  la deroga prevista dall'art. 23-bis del presente
          decreto,   nonche',  per  i  rapporti  di  lavoro  a  tempo
          parziale,  dall'art. 6, comma 2, del decreto del Presidente
          del  Consiglio  dei  Ministri  17 marzo  1989,  n.  117,  e
          dall'art.  1,  commi  57 e seguenti della legge 23 dicembre
          1996, n. 662. Restano ferme altresi' le disposizioni di cui
          agli  articoli  267, comma 1, 273, 274, 508 nonche' 676 del
          decreto  legislativo  16 aprile  1994,  n. 297, all'art. 9,
          commi 1 e 2, della legge 23 dicembre 1992, n. 498, all'art.
          4,  comma  7, della legge 30 dicembre 1991, n. 412, ed ogni
          altra   successiva   modificazione  ed  integrazione  della
          relativa disciplina.
              2.  Le  pubbliche amministrazioni non possono conferire
          ai  dipendenti incarichi, non compresi nei compiti e doveri
          di   ufficio,   che  non  siano  espressamente  previsti  o
          disciplinati  da  legge  o altre fonti normative, o che non
          siano espressamente autorizzati.
              3.   Ai   fini  previsti  dal  comma  2,  con  appositi
          regolamenti,  da  emanarsi  ai sensi dell'art. 17, comma 2,
          della  legge  23 agosto  1988, n. 400, sono individuati gli
          incarichi   consentiti   e  quelli  vietati  ai  magistrati
          ordinari,  amministrativi,  contabili  e  militari, nonche'
          agli  avvocati  e  procuratori dello Stato, sentiti, per le
          diverse magistrature, i rispettivi istituti.
              4.  Nel caso in cui i regolamenti di cui al comma 3 non
          siano emanati, l'attribuzione degli incarichi e' consentita
          nei soli casi espressamente previsti dalla legge o da altre
          fonti normative.
              5.  In  ogni caso, il conferimento operato direttamente
          dall'amministrazione,        nonche'       l'autorizzazione
          all'esercizio    di    incarichi    che    provengano    da
          amministrazione pubblica diversa da quella di appartenenza,
          ovvero   da   societa'  o  persone  fisiche,  che  svolgono
          attivita'   d'impresa  o  commerciale,  sono  disposti  dai
          rispettivi  organi  competenti  secondo criteri oggettivi e
          predeterminati,   che   tengano   conto   della   specifica
          professionalita',     tali    da    escludere    casi    di
          incompatibilita',    sia   di   diritto   che   di   fatto,
          nell'interesse    del   buon   andamento   della   pubblica
          amministrazione.
              6. I commi da 7 a 13 del presente articolo si applicano
          ai   dipendenti  delle  amministrazioni  pubbliche  di  cui
          all'art. 1, comma 2, compresi quelli di cui all'art. 3, con
          esclusione  dei  dipendenti  con rapporto di lavoro a tempo
          parziale   con  prestazione  lavorativa  non  superiore  al
          cinquanta  per  cento  di quella a tempo pieno, dei docenti
          universitari  a  tempo  definito e delle altre categorie di
          dipendenti  pubblici ai quali e' consentito da disposizioni
          speciali  lo svolgimento di attivita' libero-professionali.
          Gli  incarichi  retribuiti,  di cui ai commi seguenti, sono
          tutti  gli  incarichi,  anche occasionali, non compresi nei
          compiti e doveri di ufficio, per i quali e' previsto, sotto
          qualsiasi  forma,  un  compenso.  Sono  esclusi  i compensi
          derivanti:
                a) dalla    collaborazione   a   giornali,   riviste,
          enciclopedie e simili;
                b) dalla utilizzazione economica da parte dell'autore
          o   inventore   di   opere  dell'ingegno  e  di  invenzioni
          industriali;
                c) dalla partecipazione a convegni e seminari;
                d) da  incarichi  per  i quali e' corrisposto solo il
          rimborso delle spese documentate;
                e) da  incarichi  per  lo  svolgimento  dei  quali il
          dipendente e' posto in posizione di aspettativa, di comando
          o fuori ruolo;
                f) da   incarichi   conferiti   dalle  organizzazioni
          sindacali  a  dipendenti  presso  le stesse distaccati o in
          aspettativa non retribuita.
              7. I dipendenti pubblici non possono svolgere incarichi
          retribuiti  che  non  siano  stati  conferiti o previamente
          autorizzati   dall'amministrazione   di  appartenenza.  Con
          riferimento  ai  professori universitari a tempo pieno, gli
          statuti o i regolamenti degli atenei disciplinano i criteri
          e le procedure per il rilascio dell'autorizzazione nei casi
          previsti  dal presente decreto. In caso di inosservanza del
          divieto,  salve  le piu' gravi sanzioni e ferma restando la
          responsabilita'  disciplinare,  il  compenso  dovuto per le
          prestazioni  eventualmente  svolte  deve  essere versato, a
          cura dell'erogante o, in difetto, del percettore, nel conto
          dell'entrata    del    bilancio   dell'amministrazione   di
          appartenenza   del   dipendente  per  essere  destinato  ad
          incremento   del   fondo   di   produttivita'  o  di  fondi
          equivalenti.
              8.  Le  pubbliche amministrazioni non possono conferire
          incarichi  retribuiti a dipendenti di altre amministrazioni
          pubbliche      senza      la      previa     autorizzazione
          dell'amministrazione di appartenenza dei dipendenti stessi.
          Salve  le piu' gravi sanzioni, il conferimento dei predetti
          incarichi,  senza  la previa autorizzazione, costituisce in
          ogni   caso  infrazione  disciplinare  per  il  funzionario
          responsabile del procedimento; il relativo provvedimento e'
          nullo  di  diritto.  In  tal  caso  l'importo previsto come
          corrispettivo   dell'incarico,   ove   gravi  su  fondi  in
          disponibilita'    dell'amministrazione    conferente,    e'
          trasferito    all'amministrazione   di   appartenenza   del
          dipendente  ad  incremento  del fondo di produttivita' o di
          fondi equivalenti.
              9. Gli enti pubblici economici e i soggetti privati non
          possono   conferire   incarichi   retribuiti  a  dipendenti
          pubblici      senza      la      previa      autorizzazione
          dell'amministrazione di appartenenza dei dipendenti stessi.
          In   caso   di  inosservanza  si  applica  la  disposizione
          dell'art.  6,  comma 1, del decreto-legge 28 marzo 1997, n.
          79,  convertito,  con  modificazioni, dalla legge 28 maggio
          1997,  n.  140, e successive modificazioni ed integrazioni.
          All'accertamento  delle  violazioni e all'irrogazione delle
          sanzioni  provvede  il Ministero delle finanze, avvalendosi
          della  Guardia  di  finanza,  secondo le disposizioni della
          legge  24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni
          ed  integrazioni.  Le  somme  riscosse  sono acquisite alle
          entrate del Ministero delle finanze.
              10.  L'autorizzazione, di cui ai commi precedenti, deve
          essere  richiesta  all'amministrazione  di appartenenza del
          dipendente  dai  soggetti pubblici o privati, che intendono
          conferire  l'incarico; puo', altresi', essere richiesta dal
          dipendente  interessato.  L'amministrazione di appartenenza
          deve  pronunciarsi  sulla richiesta di autorizzazione entro
          trenta giorni dalla ricezione della richiesta stessa.
              Per  il  personale  che presta comunque servizio presso
          amministrazioni    pubbliche    diverse    da   quelle   di
          appartenenza,  l'autorizzazione  e'  subordinata all'intesa
          tra  le  due  amministrazioni.  In  tal caso il termine per
          provvedere  e'  per  l'amministrazione  di  appartenenza di
          quarantacinque   giorni   e  si  prescinde  dall'intesa  se
          l'amministrazione  presso  la  quale  il  dipendente presta
          servizio   non   si  pronunzia  entro  dieci  giorni  dalla
          ricezione    della    richiesta    di   intesa   da   parte
          dell'amministrazione  di  appartenenza.  Decorso il termine
          per   provvedere,   l'autorizzazione,   se   richiesta  per
          incarichi  da  conferirsi  da amministrazioni pubbliche, si
          intende   accordata;   in   ogni  altro  caso,  si  intende
          definitivamente negata.
              11.  Entro  il  30 aprile  di  ciascun anno, i soggetti
          pubblici  o  privati  che  erogano  compensi  a  dipendenti
          pubblici  per gli incarichi di cui al comma 6 sono tenuti a
          dare  comunicazione all'amministrazione di appartenenza dei
          dipendenti    stessi   dei   compensi   erogati   nell'anno
          precedente.
              12.   Entro   il   30 giugno   di   ciascun   anno,  le
          amministrazioni  pubbliche  che  conferiscono o autorizzano
          incarichi  retribuiti  ai  propri  dipendenti sono tenute a
          comunicare,  in  via  telematica  o  su  apposito  supporto
          magnetico, al Dipartimento della funzione pubblica l'elenco
          degli  incarichi  conferiti  o  autorizzati  ai  dipendenti
          stessi nell'anno precedente, con l'indicazione dell'oggetto
          dell'incarico  e  del  compenso  lordo previsto o presunto.
          L'elenco  e' accompagnato da una relazione nella quale sono
          indicate le norme in applicazione delle quali gli incarichi
          sono   stati   conferiti  o  autorizzati,  le  ragioni  del
          conferimento o dell'autorizzazione, i criteri di scelta dei
          dipendenti   cui  gli  incarichi  sono  stati  conferiti  o
          autorizzati  e  la  rispondenza dei medesimi ai principi di
          buon  andamento dell'amministrazione, nonche' le misure che
          si  intendono  adottare  per  il  contenimento della spesa.
          Nello   stesso   termine  e  con  le  stesse  modalita'  le
          amministrazioni   che,   nell'anno  precedente,  non  hanno
          conferito  o  autorizzato  incarichi  ai propri dipendenti,
          anche  se  comandati  o fuori ruolo, dichiarano di non aver
          conferito o autorizzato incarichi.
              13.  Entro  lo  stesso  termine  di  cui al comma 12 le
          amministrazioni di appartenenza sono tenute a comunicare al
          Dipartimento  della  funzione pubblica, in via telematica o
          su  apposito  supporto  magnetico,  per ciascuno dei propri
          dipendenti  e  distintamente  per ogni incarico conferito o
          autorizzato,  i  compensi, relativi all'anno precedente, da
          esse   erogati   o   della  cui  erogazione  abbiano  avuto
          comunicazione dai soggetti di cui al comma 11.
              14.  Al  fine  della  verifica  dell'applicazione delle
          norme  di  cui  all'art.  1,  commi  123 e 127, della legge
          23 dicembre  1996,  n.  662,  e  successive modificazioni e
          integrazioni,  le  amministrazioni  pubbliche sono tenute a
          comunicare  al Dipartimento della funzione pubblica, in via
          telematica  o  su supporto magnetico, entro il 30 giugno di
          ciascun  anno,  i  compensi percepiti dai propri dipendenti
          anche  per incarichi relativi a compiti e doveri d'ufficio;
          sono  altresi'  tenute a comunicare semestralmente l'elenco
          dei  collaboratori  esterni  e  dei soggetti cui sono stati
          affidati  incarichi  di consulenza, con l'indicazione della
          ragione   dell'incarico   e   dell'ammontare  dei  compensi
          corrisposti.
              15.  Le amministrazioni che omettono gli adempimenti di
          cui  ai  commi  da  11  a  14  non  possono conferire nuovi
          incarichi fino a quando non adempiono. I soggetti di cui al
          comma  9  che  omettono le comunicazioni di cui al comma 11
          incorrono nella sanzione di cui allo stesso comma 9.
              16.  Il  Dipartimento della funzione pubblica, entro il
          31 dicembre  di  ciascun  anno, riferisce al Parlamento sui
          dati  raccolti e formula proposte per il contenimento della
          spesa  per  gli  incarichi  e  per Ia razionalizzazione dei
          criteri di attribuzione degli incarichi stessi.".
              -  La legge 15 luglio 2002, n. 145, reca: "Disposizioni
          per  il  riordino della dirigenza statale e per favorire lo
          scambio  di  esperienze  e  l'interazione  tra  pubblico  e
          privato".
              -  Per  il  testo  dell'art. 67 del gia' citato decreto
          legislativo n. 300/1999, si veda in nota all'art. 1.
              -  Il  testo del comma 2 dell'art. 6 della citata legge
          n. 145/2002 e' il seguente:
              "2.  Le  nomine di cui al presente articolo conferite o
          comunque  rese  operative negli ultimi sei mesi antecedenti
          la  fine  naturale  della  tredicesima legislatura, nonche'
          quelle  conferite o comunque rese operative nel corso della
          quattordicesima  legislatura fino alla data di insediamento
          del  nuovo  Governo,  possono  essere confermate, revocate,
          modificate o rinnovate entro sei mesi dalla data di entrata
          in vigore della presente legge.".
              -  Il  testo  del  comma  2  dell'art.  41  del decreto
          legislativo   n.   165/2001,  a  seguito  dell'integrazione
          apportata dal decreto qui pubblicato, e' il seguente:
              "2.  Per  le  amministrazioni,  le agenzie e le aziende
          autonome  dello  Stato,  opera  come comitato di settore il
          Presidente  del  Consiglio dei Ministri tramite il Ministro
          per  la  funzione  pubblica,  di  concerto  con il Ministro
          dell'economia  e  delle  finanze  nonche',  per  il sistema
          scolastico,  di  concerto  con il Ministro dell'istruzione,
          dell'universita'  e  della ricerca e, per il comparto delle
          agenzie fiscali, sentiti i direttori delle medesime".
              - Per il testo del comma 2 dell'art. 66 del gia' citato
          decreto legislativo n. 300/1999 si veda in nota all'art. 1.
              -  Per  il  testo dell'art. 70, comma 2, e 71, comma 3,
          del  citato decreto legislativo n. 300/1999 si veda in nota
          all'art. 1.
              -  Per  il  testo  del comma 2 dell'art. 60 del decreto
          legislativo n. 300/1999, si veda in nota all'art. 1.
              -  Per il testo del comma 1 dell'art. 71 del piu' volte
          citato  decreto  legislativo  n.  300/1999  si veda in nota
          all'art. 1.