DECRETO-LEGGE 31 dicembre 1996, n. 669

Disposizioni urgenti in materia tributaria, finanziaria e contabile a completamento della manovra di finanza pubblica per l'anno 1997.

note: Entrata in vigore del decreto: 1-1-1997.
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 28 febbraio 1997, n. 30 (in G.U. 01/03/1997, n.50).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 13/07/2018)
Testo in vigore dal: 2-3-1997
aggiornamenti all'articolo
                              Art. 27.
                Disposizioni in materia previdenziale
  1.  In  materia  di  sgravi  contributivi, ((...)), a decorrere dal
periodo  di  paga  in  corso al 1 dicembre 1996 e sino al 30 novembre
1997,  lo  sgravio  si  applica  nelle  regioni Campania, Basilicata,
Puglia,  Calabria,  Sicilia e Sardegna nella misura del sei per cento
secondo  i criteri e le modalita' previste dal ((decreto del Ministro
del lavoro e della previdenza sociale 5 agosto 1994, pubblicato nella
Gazzetta  Ufficiale  n. 194 del 20 agosto 1994)). Per i nuovi assunti
ad  incremento  delle unita' effettivamente occupate alla data del 30
novembre 1996, nel predetto periodo e nelle ((regioni di cui al primo
periodo  con  l'aggiunta  dell'Abruzzo  e del Molise e' concesso)) lo
sgravio  totale di cui all'articolo 2 del citato decreto ministeriale
5  agosto 1994. La presente disposizione trova applicazione anche per
i  territori  di  cui  all'articolo  5-bis del decreto-legge 29 marzo
1995,  n.  96,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 31 maggio
1995, n. 206.
  2.  L'inquadramento dei datori di lavoro secondo i criteri previsti
dall'articolo  49,  comma  1, della legge 9 marzo 1989, n. 88, ((e di
cui  all'articolo  2,  comma  215)), della legge 23 dicembre 1996, n.
662, non ha effetto a decorrere dall'entrata in vigore della predetta
legge n. 88 del 1989 e fino al 31 dicembre 1999, ai fini dell'obbligo
di iscrizione all'Istituto nazionale di previdenza per i dirigenti di
aziende industriali (INPDAI) ((, relativamente al personale dirigente
gia'  iscritto all'INPDAI delle aziende inquadrate nel ramo industria
con  provvedimento  anteriore  alla  data  di entrata in vigore della
medesima  legge  n.  88  del 1989 interessate al passaggio al diverso
settore.  Resta  salva,  successivamente  al 1999, la possibilita' di
tale personale di mantenere l'iscrizione all'INPDAI)).
  ((2-bis.  Nei casi in cui, per effetto del decreto del Ministro del
lavoro  e  della  previdenza  sociale,  emanato  di  concerto  con il
Ministro  del tesoro, del 21 febbraio 1996, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale  n.  83 del 9 aprile 1996, attuativo dell'articolo 3, comma
23,   della   legge   8  agosto  1995,  n.  335,  conseguano  aumenti
contributivi  effettivi  a  carico  dei  datori di lavoro, i predetti
aumenti   sono   applicati  mediante  un  incremento  di  0,50  punti
percentuali ogni due anni con inizio al 1 gennaio 1997.
  2-ter.  La  disposizione  del  comma  2-bis  si  applica  anche  ai
prosecutori  volontari  autorizzati  con  decorrenza successiva al 31
dicembre 1995.
  2-quater.  Nel  caso in cui, anteriormente al 1 gennaio 1996, siano
state  determinate,  con  apposito  provvedimento  adottato  ai sensi
dell'articolo  6,  primo  comma,  del  decreto  del  Presidente della
Repubblica   30   aprile   1970,   n.  602,  la  classe  iniziale  di
contribuzione  e la corrispondente retribuzione imponibile per i soci
di  societa'  e  di  enti  cooperativi,  anche  di fatto, le aliquote
contributive,  trasferite dalle gestioni delle prestazioni temporanee
al Fondo pensioni lavoratori dipendenti gestito dall'INPS dal decreto
ministeriale  di  cui  al  comma  2-bis  del  presente  articolo,  si
calcolano sul salario convenzionale di cui all'articolo 4 del decreto
del Presidente della Repubblica n. 602 del 1970, per tutto il periodo
di validita' del provvedimento medesimo, comunque non superiore a sei
anni.  Il  medesimo  criterio, per lo stesso periodo, si applica alle
societa'  ed enti cooperativi, anche di fatto, che, avendo esercitato
la facolta' di cui all'articolo 6, ultimo comma, del medesimo decreto
del  Presidente  della  Repubblica  n.  602 del 1970, provvedano alla
revoca  di  tale  facolta';  in  mancanza  di  revoca si applicano le
disposizioni previste dal comma 2-bis del presente articolo)).
  3.  Agli  oneri  derivanti  dal comma 1, valutati in lire ((2.258))
miliardi si provvede:
    a)  quanto a lire 1.650 miliardi, a carico dell'autorizzazione di
spesa  di  cui  all'articolo 19, comma 5, del decreto-legge 16 maggio
1994,  n.  299,  convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio
1994, n. 451, come rideterminata, ai sensi dell'articolo 11, comma 3,
lettera  d),  della  legge  5  agosto  1978,  n.  468,  e  successive
modificazioni, dalla legge 23 dicembre 1996, n. 663;
    b)  quanto a lire 600 miliardi, a carico delle disponibilita' per
l'anno   1997   del  Fondo  di  cui  all'articolo  1,  comma  7,  del
decreto-legge  20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni,
dalla    legge    19   luglio   1993,   n.   236.   Conseguentemente:
l'autorizzazione  di  spesa prevista per l'anno 1997 dall'articolo 1,
comma  4,  del  decreto-legge 1 ottobre 1996, n. 510, convertito, con
modificazioni,  dalla  legge 28 novembre 1996, n. 608, e' ridotta per
lire  300  miliardi;  il Fondo medesimo e' incrementato per lo stesso
anno  per  lire  300  miliardi.  A tal fine il Ministro del tesoro e'
autorizzato  a  contrarre mutui quindicennali con la Cassa depositi e
prestiti,  nell'ambito dei mutui autorizzati ai sensi dell'articolo 1
del   decreto-legge   23   ottobre  1996,  n.  548,  convertito,  con
modificazioni,  dalla  legge  20  dicembre  1996,  n.  641.  Le somme
derivanti dai mutui sono versate all'entrata del bilancio dello Stato
per  essere  riassegnate,  con  decreto  del  Ministro del tesoro, ad
apposito  capitolo dello stato di previsione del Ministero del lavoro
e della previdenza sociale.
    ((b-bis)  quanto  a  lire  8 miliardi, mediante parziale utilizzo
delle  maggiori  entrate  derivanti  dalla applicazione dell'articolo
6-bis)).
  4.  Agli  oneri derivanti dal comma 2, valutati in lire 15 miliardi
per  l'anno  1997,  in lire 30 miliardi per l'anno 1998 ed in lire 45
miliardi  a  decorrere  dal 1999, si provvede mediante utilizzo delle
risorse  del  Fondo  di  cui  al  comma  3,  lettera b), intendendosi
corrispondentemente   ridotta   l'autorizzazione   di  spesa  di  cui
all'articolo 1, comma 4, del citato decreto-legge n. 510 del 1996.
  5.  Il  Ministro del tesoro e' autorizzato ad apportare, con propri
decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.