DECRETO-LEGGE 14 giugno 1996, n. 318

Disposizioni urgenti in materia previdenziale e di sostegno al reddito.

note: Entrata in vigore del decreto: 15-6-1996.
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 29 luglio 1996, n. 402 (in G.U. 03/08/1996, n.181).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 29/12/1998)
Testo in vigore dal: 1-1-1999
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 2.
            Disposizioni previdenziali per i giornalisti
  1. Fermi restando i trattamenti previsti dall'articolo 24, comma 2,
della  legge  25  febbraio  1987,  n.  67,  le  disposizioni  di  cui
all'articolo  35  della  legge  5  agosto  1981, n. 416, e successive
modificazioni, continuano a trovare applicazione, sino al 31 dicembre
1997,  anche  ai  giornalisti  del  settore  dei  giornali periodici,
nonche'  a  tutte  le  altre  fattispecie  gia'  previste dal comma 4
dell'articolo 7 del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito,
con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236.
  2.   Per   il   personale   giornalistico   che  fara'  ricorso  al
prepensionamento  di  cui  all'articolo  37, primo comma, lettera b),
della  legge  5  agosto  1981,  n.  416,  e successive modificazioni,
l'integrazione  contributiva  a  carico  dell'Istituto  nazionale  di
previdenza  dei  giornalisti  italiani  "G. Amendola" (INPGI), di cui
alla  predetta  disposizione non puo' essere superiore a cinque anni.
Per   i   giornalisti  che  abbiano  compiuto  i  60  anni  di  eta',
l'anzianita'  contributiva  e' maggiorata di un periodo non superiore
alla  differenza  tra  i 65 anni e l'eta' anagrafica raggiunta, ferma
restando  la  non  superabilita'  del tetto massimo di 360 contributi
mensili.  Non  sono  ammessi  a fruire dei benefici i giornalisti che
risultino  gia'  titolari  di  pensione  a  carico dell'assicurazione
generale  obbligatoria  o  di  forme  sostitutive  ed esclusive della
medesima.  I  contributi  assicurativi  riferiti a periodi lavorativi
successivi  all'anticipata  liquidazione  della pensione di vecchiaia
sono riassorbiti dall'INPGI fino alla concorrenza della maggiorazione
contributiva riconosciuta al giornalista. (3)
  3.  La  previgente normativa, prevista dalla citata lettera b), del
primo  comma  dell'articolo  37  della  citata legge n. 416 del 1981,
continua   a  trovare  applicazione  nei  confronti  dei  giornalisti
professionisti   dipendenti   da  aziende  individuate  dal  medesimo
articolo 37, che abbiano stipulato e/o trasmesso ai competenti uffici
del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, antecedentemente
alla   data  del  16  aprile  1996,  accordi  sindacali  relativi  al
riconoscimento  delle  causali  di intervento, di cui all'articolo 35
della citata legge n. 416 del 1981. (2)
  4.  Fino  al  31  dicembre  1998, per l'assunzione con contratto di
lavoro  giornalistico a termine di durata non superiore a dodici mesi
dei  giornalisti  professionisti e dei praticanti iscritti all'INPGI,
disoccupati o in cassa integrazione guadagni straordinaria, e' esteso
il  beneficio  di  cui all'articolo 8, comma 2, della legge 23 luglio
1991,  n.  223,  limitatamente ai contributi di natura previdenziale.
Nel caso in cui il predetto contratto nel corso del suo svolgimento o
alla scadenza del termine venga trasformato a tempo indeterminato, il
beneficio  contributivo  spetta  per ulteiori dodici mesi a decorrere
dalla trasformazione. Per l'indicato periodo l'INPGI utilizza, per la
copertura  degli  oneri  conseguenti al minore afflusso contributivo,
gli  stanziamenti  residui  non  utilizzati  per il finanziamento dei
contratti  di  solidarieta' di cui all'articolo 5, commi 1, 2, 3 e 4,
del  citato  decreto-legge n. 148 del 1993. L'INPGI e' autorizzato ad
anticipare  al  Fondo  integrativo  di  previdenza  per i giornalisti
professionisti, gestito dall'Istituto stesso, le somme occorrenti per
il  ripianamento del disavanzo al 31 dicembre 1995 mediante svincolo,
per  un  pari importo, del deposito effettuato ai sensi dell'articolo
15  del  decreto-legge  13  maggio  1991,  n.  151,  convertito,  con
modificazioni,  dalla legge 19 luglio 1993, n. 243. Alla restituzione
delle  predette  somme all'Istituto da parte delle aziende editoriali
si   procede  sulla  base  di  un  piano  di  ammortamento  decennale
predisposto    dall'Istituto    medesimo   previe   intese   con   le
organizzazioni   sindacali   firmatarie   del   contratto  collettivo
nazionale di categoria.((4))
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AGGIORNAMENTO (2)
  Il D.L. 1 ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni dalla
L. 28 novembre 1996, n. 608, ha disposto (con l'art. 9, comma 23) che
"La disposizione di cui all'articolo 2, comma 3, del decreto-legge 14
giugno  1996,  n.  318, convertito, con modificazioni, dalla legge 29
luglio  1996,  n.  402,  si  interpreta  nel  senso che la previgente
normativa  continua  a  trovare  applicazione  esclusivamente  per il
numero  di unita' indicato negli accordi sindacali di cui al medesimo
comma."
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AGGIORNAMENTO (3)
La  L. 27 dicembre 1997, n. 449 ha disposto (con l'art. 59, comma 29)
che   "La   normativa  prevista  dal  comma  2  dell'articolo  2  del
decreto-legge  14 giugno 1996, n. 318, convertito, con modificazioni,
dalla  legge  29 luglio 1996, n. 402, continua a trovare applicazione
nei  confronti  dei  giornalisti professionisti dipendenti da aziende
individuate  dall'articolo  37 della legge 5 agosto 1981, n. 416, che
abbiano  stipulato o trasmesso ai competenti uffici del Ministero del
lavoro  e  della  previdenza  sociale  antecedentemente  alla data di
entrata  in vigore della presente legge accordi sindacali relativi al
riconoscimento  delle  causali  di  intervento di cui all'articolo 35
della citata legge n. 416 del 1981."
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AGGIORNAMENTO (4)
La  L.  23 dicembre 1998, n. 448 ha disposto (con l'art. 73, comma 3)
che "Le disposizioni contenute nell'articolo 2, comma 4, del decreto-
legge  14  giugno  1996, n. 318, convertito, con modificazioni, dalla
legge  29  luglio 1996, n. 402, sono prorogate a tutto il 31 dicembre
1999."