DECRETO-LEGGE 27 agosto 1994, n. 515

Provvedimenti urgenti in materia di finanza locale per l'anno 1994.

note: Entrata in vigore del decreto: 29-8-1994.
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 28 ottobre 1994, n. 596 (in G.U. 28/10/1994, n.253).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 28/10/1994)
Testo in vigore dal: 29-10-1994
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 2. 
             Disposizioni per gli enti locali dissestati 
  (( 01. All'articolo 3 della legge 24 dicembre 1993, n. 537, dopo il
comma 6, e' inserito il seguente: 
 " 6-bis. I provvedimenti deliberativi riguardanti il trattamento del
personale degli enti locali che, adottati prima del 31  agosto  1993,
abbiano previsto profili professionali od  operato  inquadramenti  in
modo difforme dalle disposizioni contenute nel decreto del Presidente
della Repubblica 25 giugno 1983, n. 347, e successive modificazioni e
integrazioni, sono validi ed efficaci. La disposizione  del  presente
comma  si  applica  agli  enti  locali  ancorche'  dissestati  i  cui
organici, per effetto dei provvedimenti di cui sopra, non superino  i
rapporti dipendenti-popolazione previsti dal comma  14  del  presente
articolo, cosi' come modificato dall'articolo 2 del decreto-legge  27
agosto 1994, n. 515".)) 
  1. Il comma 14 dell'articolo 3 della legge  24  dicembre  1993,  n.
537, e' cosi sostituito: 
  "  14.  Gli  enti  locali  che  nel  triennio  1994-1996  dovessero
deliberare  lo  stato  di  dissesto  di  cui  all'articolo   25   del
decreto-legge n. 66 del 1989, dichiareranno  eccedente  il  personale
comunque in servizio in sovrannumero rispetto  ai  seguenti  rapporti
medi, dipendenti-popolazione, fermo restando l'obbligo  di  accertare
le compatibilita' di bilancio: 
    
 C O M U N I
=====================================================================
                                                    | Rapporto medio
      Fascia demografica                            |  dipendenti/
                                                    |  popolazione
____________________________________________________|________________
fino             a              999 abitanti        |    1/95
da 1.000         a            2.999 abitanti        |    1/100
da 3.000         a            9.999 abitanti        |    1/105
da 10.000        a           59.999 abitanti        |    1/95
da 60.000        a          249.999 abitanti        |    1/80
oltre                       249.999 abitanti        |    1/60
                           P R O V I N C E
=====================================================================
                                                    | Rapporto medio
      Fascia demografica                            |  dipendenti/
                                                    |  popolazione
____________________________________________________|________________
fino             a          299.999 abitanti        |    1/520
da 300.000       a          499.999 abitanti        |    1/650
da 500.000       a          999.999 abitanti        |    1/830
da 1.000.000     a        2.000.000 abitanti        |    1/770
oltre                     2.000.000 abitanti        |    1/1000


    
A detto personale si applicano le disposizioni di cui ai commi da  47
a 52.". 
  2. Le disposizioni del comma 1 si applicano anche agli enti  locali
che hanno dichiarato il dissesto entro il  31  dicembre  1993  e  non
ottengano entro il 31  dicembre  1994  l'approvazione  da  parte  del
Ministro dell'interno dell'ipotesi di bilancio riequilibrato. 
  3. Per il finanziamento dell'onere delle retribuzioni  relative  al
personale proveniente da enti dissestati, in base  alle  disposizioni
dell'articolo 25 del citato decreto-legge n. 66 del 1989, si provvede
alla devoluzione agli enti locali destinatari del contributo previsto
dalla legge  28  ottobre  1986,  n.  730,  e  all'assegnazione  della
differenza sulla quota accantonata di fondo ordinario  ai  sensi  del
comma 6 dell'articolo 35 del decreto legislativo n. 504 del 1992. 
  4.  Ai  comuni  e  alle  amministrazioni  provinciali   che   hanno
deliberato il dissesto finanziario alla data del 28 febbraio 1994 non
si  applica  la  decurtazione  dei  trasferimenti  erariali  ordinari
prevista dall'articolo 3 del decreto-legge 20 maggio  1993,  n.  155,
convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 243. La
relativa spesa, valutata in lire 17 miliardi per il 1994,  lire  12,2
miliardi per il 1995 e lire 12,4 miliardi per il 1996, e'  finanziata
con la quota del fondo ordinario per  gli  enti  dissestati  prevista
dagli articoli 35, comma 6, e 43 del decreto legislativo 30  dicembre
1992, n. 504. 
  5. A decorrere dal 1 gennaio 1994 alle amministrazioni  provinciali
in dissesto spetta il contributo di  adeguamento  ad  un'unica  media
nazionale  dei  trasferimenti  erariali  ai   sensi   del   comma   5
dell'articolo 25 del decreto-legge n. 66 del 1989. Il  contributo  e'
assegnato  con  le  modalita'  previste  dal  citato  articolo  25  e
dall'articolo 21 del decreto-legge 18 gennaio 1993, n. 8, convertito,
con modificazioni, dalla legge 19 marzo  1993,  n.  68.  La  relativa
spesa e' finanziata con la quota del fondo  ordinario  per  gli  enti
dissestati prevista dagli articoli 35, comma  6,  e  43  del  decreto
legislativo n. 504 del 1992. 
  6. Il comma 3, primo periodo, dell'articolo 21 del decreto-legge n.
8  del  1993  e'  sostituito  dal  seguente:  "Il  commissario  o  la
commissione, di cui al comma  2,  provvedono  all'accertamento  della
situazione debitoria a norma  di  legge  e  propongono  il  piano  di
estinzione". La  disposizione  si  applica  anche  agli  enti  locali
dissestati per i quali non sia intervenuta l'approvazione  del  piano
di estinzione. 
  7. Il  comma  2,  secondo  periodo,  dell'articolo  21  del  citato
decreto-legge n. 8 del 1993 e' sostituito dal seguente: "Il  compenso
spettante al commissario ed ai componenti della commissione, a carico
della gestione della liquidazione, e' determinato in via generale con
decreto del Ministro dell'interno, di concerto con  il  Ministro  del
tesoro, il quale tiene conto della situazione demografica  dell'ente,
del numero e del valore dei debiti liquidati, garantendo comunque  un
compenso minimo. Al commissario ed ai componenti  della  commissione,
spettano inoltre i rimborsi di spese previsti secondo le disposizioni
vigenti per i dirigenti dello  Stato".  La  disposizione  si  applica
anche  agli  organi  straordinari  di  liquidazione  che  non   hanno
presentato il rendiconto della gestione. 
  8. Il termine per la deliberazione del rendiconto  della  gestione,
di cui al comma 3, terzultimo periodo, dell'articolo  21  del  citato
decreto-legge n. 8 del 1993 e' fissato in  diciotto  mesi  decorrenti
dall'approvazione del piano  di  estinzione  da  parte  del  Ministro
dell'interno. 
  9. Il termine di quattro mesi previsto dal comma 5 dell'articolo 21
del decreto-legge n. 8 del 1993, per l'approvazione con  decreto  del
Ministro  dell'interno  dell'ipotesi  di   bilancio   di   previsione
stabilmente riequilibrato, e' sospeso dai rilievi o  dalle  richieste
della commissione di ricerca per  la  finanza  locale  e  riprende  a
decorrere dopo il ricevimento della risposta.  Per  le  risposte,  la
commissione fissa un termine che comunque non puo' essere superiore a
sessanta giorni dal ricevimento. 
  10. In deroga alle disposizioni di cui al comma 2 dell'articolo  21
del citato decreto-legge  n.  8  del  1993,  non  compete  all'organo
straordinario  di   liquidazione   degli   enti   locali   dissestati
l'amministrazione  dei   residui   attivi   e   passivi   riguardanti
rispettivamente i fondi a gestione vincolata, l'attivazione di  mutui
passivi per investimenti,  nonche'  il  pagamento  delle  correlative
spese. 
  11. Agli enti locali dissestati ed agli enti locali che non abbiano
integralmente  ricostituite  le  somme   a   specifica   destinazione
utilizzate per il pagamento di spese correnti, al fine di evitare che
finanziamenti destinati alle opere  pubbliche  siano  sottratti  alla
loro finalita', e' fatto divieto di applicare le disposizioni di  cui
all'articolo 11 del decreto-legge 31 agosto 1987, n. 359, convertito,
con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1987, n. 440, e  all'ultimo
comma dell'articolo 3 del decreto-legge  28  febbraio  1983,  n.  55,
convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile  1983,  n.  131.
Ove i predetti enti siano compresi tra i comuni indicati nel  decreto
legislativo 28 dicembre 1993, n. 568, e nell'articolo 6 si  applicano
le disposizioni di cui ai commi 2 e 3 dell'articolo 4. 
  12. Per le spese  della  liquidazione,  l'organo  straordinario  di
liquidazione degli enti dissestati puo'  richiedere  un'anticipazione
sul  mutuo  di  risanamento,  che   e'   autorizzata   dal   Ministro
dell'interno, con proprio decreto, entro il limite del 10  per  cento
dell'importo  complessivo.   L'anticipazione   viene   concessa   dal
direttore generale della Cassa depositi e prestiti assumendo i poteri
del consiglio di amministrazione al quale viene comunicata alla prima
adunanza utile. 
  13. Ai componenti  dell'organo  straordinario  di  liquidazione  e'
consentito, per l'espletamento  della  propria  funzione,  l'uso  del
mezzo  proprio,  a  condizione  che   essi   stipulino   la   polizza
assicurativa prevista dall'articolo 16  del  decreto  del  Presidente
della Repubblica 17 gennaio 1990, n. 44, con  oneri  a  carico  della
liquidazione. 
  14. Gli amministratori ed i dipendenti dell'ente locale  dissestato
sono tenuti a prestare all'organo straordinario di liquidazione ed ai
suoi componenti la massima collaborazione, consentendo l'accesso agli
atti dell'ente locale, consegnando atti o copie secondo le  richieste
ed effettuando tutte le operazioni previste per legge o richieste  ai
fini della liquidazione. Delle  omissioni  gli  amministratori  ed  i
dipendenti dell'ente locale assumono responsabilita' personale. 
  15. Gli amministratori dell'ente locale dissestato  sono  tenuti  a
fornire all'organo straordinario di liquidazione locali, attrezzature
e personale  congrui  rispetto  alle  dimensioni  dell'ente  e  della
liquidazione, nelle  quantita'  richieste  dall'organo  straordinario
stesso.   Quest'ultimo   puo'   retribuire   eventuali    prestazioni
straordinarie effettivamente rese dal personale dell'ente locale fino
al massimo di trenta  ore  mensili,  facendo  gravare  l'onere  sulla
liquidazione. 
  16.  Nel  caso   in   cui   l'assegnazione   di   personale   fosse
documentatamente impossibile o il personale assegnato non  idoneo  ad
insindacabile giudizio  dell'organo  straordinario  di  liquidazione,
quest'ultimo  puo'  incaricare,  anche   ai   fini   del   comma   12
dell'articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 24 agosto
1993, n. 378, professionisti ovvero assumere  personale  in  possesso
dei requisiti corrispondenti alle mansioni da svolgere con  contratto
di lavoro a tempo determinato, avente la durata massima di  un  anno,
autorizzato dal Ministro dell'interno con proprio decreto, con  onere
a carico della liquidazione. Per i trattamenti economici  si  applica
il regime giuridico previsto  per  i  compensi  spettanti  all'organo
straordinario di liquidazione. 
  17. Continuano ad applicarsi anche agli enti locali dissestati,  al
pari degli altri enti,  le  disposizioni  di  cui  ai  commi  5  e  7
dell'articolo 51 della legge 8 giugno 1990, n. 142. 
  18. Per gli enti locali che abbiano dichiarato lo stato di dissesto
finanziario l'efficacia della delibera di  assunzione  dei  mutui  da
adottare per le finalita' di cui  al  comma  1  dell'articolo  1  del
decreto-legge 30 luglio  1994,  n.  475,  e'  subordinata  al  parere
favorevole espresso dalla  commissione  di  ricerca  per  la  finanza
locale. A tale fine gli enti inviano la delibera entro  dieci  giorni
dalla sua adozione e la commissione  di  ricerca  deve  esprimere  il
parere entro trenta giorni dalla ricezione. 
  19. I pignoramenti in danno delle aziende di trasporto  degli  enti
locali conseguenti a procedure esecutive relative a fatti di gestione
riferiti agli esercizi dal 1 gennaio 1987 al 31 dicembre  1993  hanno
efficacia e vincolano esclusivamente le somme corrisposte a titolo di
ripiano del disavanzo di tali esercizi finanziari dagli enti  locali,
dalla regione, dallo Stato o da altri enti pubblici. Ai fini suddetti
l'azienda e' tenuta ad attivare uno  specifico  capitolo  presso  cui
affluiscono le somme aventi quale causale il  ripiano  del  disavanzo
degli esercizi dal 1987 al 1993.  Gli  atti  esecutivi  eventualmente
intrapresi in violazione del primo periodo  del  presente  comma  non
determinano vincoli sui beni oggetto della procedura espropriativa.