DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 24 agosto 1993, n. 378

Regolamento recante norme sul risanamento degli enti locali dissestati.

note: Entrata in vigore del decreto: 12/10/1993 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 27/06/1996)
Testo in vigore dal: 12-7-1996
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 6. 
                       ((Piano di estinzione)) 
 
  ((1. Il piano di estinzione si  compone  di  tre  parti:  la  massa
attiva, la massa passiva, ivi compresi gli oneri di liquidazione, e i
debiti esclusi, allegati al piano stesso. Si conclude con la proposta
di riparto.)) 
  2. Fanno parte della massa attiva: 
    a) il fondo di cassa risultante  al  31  dicembre  dell'esercizio
precedente alla deliberazione del dissesto,  rettificato  sulla  base
delle riscossioni dei residui attivi e, fino alla  concorrenza  della
cassa, dei pagamenti  di  residui  passivi,  effettuati  prima  della
deliberazione di dissesto; 
    b) i crediti riportati tra i residui  attivi  dopo  la  revisione
straordinaria degli stessi, esclusi quelli di  cui  al  comma  6  del
presente articolo; 
    c)  le  quote  di  mutui  residue   e   disponibili   in   quanto
corrispondenti ad economie accertate  rispetto  alle  somme  mutuate,
esclusi i mutui della Cassa depositi e prestiti; 
    d)  il  ricavato  della  cessione  di  attivita'  produttive  non
sufficientemente remunerative per l'ente; 
    e) il ricavato della vendita  di  beni  mobili  non  strettamente
indispensabili per il disimpegno dei servizi d'istituto; 
    ((f) il ricavato della vendita di beni immobili, se ed in  quanto
necessaria, tenuto conto degli introiti di  cui  alle  lettere  g)  e
h);)) 
    ((g) il ricavato del mutuo a carico dello Stato;)) 
    h) interessi attivi maturati sul conto bancario  di  cassa  della
gestione. 
  3. Fanno parte della massa passiva: 
    a) le somme da restituire al comune per gia'  avvenuto  pagamento
di residui passivi non  portati  in  detrazione,  come  da  comma  2,
lettera a), del presente articolo; i  debiti  riportati  nei  residui
passivi (anche perenti) rideterminati quali risultano nel  complesso,
per capitolo, dall'ultimo conto consuntivo  approvato  dal  consiglio
dell'ente o dal  verbale  di  chiusura  dell'esercizio  precedente  a
quello della dichiarazione di dissesto, se non sono decorsi i termini
per l'approvazione del conto consuntivo; 
    ((b) i debiti di cui alle lettere b), c), d), e),  f),  g)  e  h)
dell'art. 87, comma 3, del decreto legislativo 25 febbraio  1995,  n.
77.)) 
    c) ((LETTERA ABROGATA DAL D.LGS. 25 FEBBRAIO 1995,  N.  77,  COME
MODIFICATO DAL D.LGS. 11 GIUGNO 1996, N. 336)); 
    d) ((LETTERA ABROGATA DAL D.LGS. 25 FEBBRAIO 1995,  N.  77,  COME
MODIFICATO DAL D.LGS. 11 GIUGNO 1996, N. 336)); 
    e) ((LETTERA ABROGATA DAL D.LGS. 25 FEBBRAIO 1995,  N.  77,  COME
MODIFICATO DAL D.LGS. 11 GIUGNO 1996, N. 336)). 
    e-bis). debiti fuori bilancio sorti entro il 12 giugno 1990,  non
compresi  nei  provvedimenti  di  riconoscimento  adottati  dall'ente
locale  e  riconosciuti  legittimi   dall'organo   straordinario   di
liquidazione. 
  4. Gli oneri  di  liquidazione  sono  costituiti  dai  compensi  ai
liquidatori, dai rimborsi di spese, dalle indennita'  di  missione  e
dalle spese per le eventuali consulenze esterne autorizzate. 
  5. Sono esclusi dalla massa passiva: 
    a) i debiti fuori bilancio, anche se riconosciuti, ed  i  residui
passivi, caduti in prescrizione ai sensi dell'art.  2934  del  codice
civile; 
    b) i  debiti  fuori  bilancio  che  non  siano  suffragati  dalle
attestazioni   dell'amministrazione    ordinaria    e    da    idonea
documentazione ovvero da sola documentazione per i casi di  cui  alla
lettera c) del comma 3; 
    c) i debiti fuori bilancio che non siano conseguenti a spese  per
l'esercizio di funzioni o servizi di competenza dell'ente per legge; 
    d)  i  debiti  fuori  bilancio  relativi  comunque  a  spese   di
rappresentanza, pranzi, ricevimenti, consumazioni o simili; 
    ((e) i debiti fuori bilancio maturati entro il  12  giugno  1990,
non riconosciuti dal consiglio dell'ente entro il 15  luglio  1991  o
dall'organo straordinario di liquidazione;)) 
    f) i debiti fuori bilancio maturati dopo il 12  giugno  1990  per
fattispecie diverse da quelle indicate all'articolo 12-bis, comma  4,
del decreto-legge n. 6 del 1991, in quanto rientranti nell'ambito  di
applicazione dell'art. 23 del decreto-legge n. 66 del 1989; 
    g) ((LETTERA ABROGATA DAL D.LGS. 25 FEBBRAIO 1995,  N.  77,  COME
MODIFICATO DAL D.LGS. 11 GIUGNO 1996, N. 336)); 
    h) debiti per espropriazione di  aree  ricomprese  nei  piani  di
edilizia economico-popolare o  di  insediamenti  produttivi,  per  le
parti cedute o date in concessione superficiaria a enti o privati per
la realizzazione di immobili, in tutti i casi nei quali l'ente sia in
grado di adottare provvedimenti di recupero a carico degli acquirenti
o concessionari. 
  6. ((IL D.LGS. 25 FEBBRAIO 1995, N. 77, COME MODIFICATO DAL  D.LGS.
11 GIUGNO 1996, N. 336,  HA  CONFERMATO  L'ABROGAZIONE  DEL  PRESENTE
COMMA)). 
  7. Il piano di estinzione si conclude con la  proposta  di  riparto
della  massa  attiva  tra  i  creditori,  detratti   gli   oneri   di
liquidazione di cui al precedente comma 4 ed i debiti finanziati  con
entrate vincolate a norma di legge, con soddisfazione prioritaria dei
crediti assistiti da privilegio, pegno, ipoteca o da altre  cause  di
prelazione stabilite dalla legge. Per  la  quota  che  residua  dalla
liquidazione totale dei creditori dell'ente  locale  e'  prevista  la
restituzione  all'ente  stesso  per  la  sola  parte  rinveniente  da
componenti della massa attiva originariamente di proprieta' dell'ente
locale e fatta esclusione del mutuo concesso in funzione dello  stato
di dissesto. In caso di massa attiva insufficiente,  e'  previsto  il
riparto   proporzionale   alla   massa   passiva.   Fermo    restando
l'accertamento delle  condizioni  di  legittimita'  della  spesa,  da
effettuarsi a  cura  dell'organo  straordinario  di  liquidazione,  i
residui passivi, pagati anteriormente alla data di deliberazione  del
dissesto o anteriormente  al  21  marzo  1992  per  i  dissesti  gia'
dichiarati a tale data, sono assistiti da  prelazione  per  la  parte
eccedente la cassa come determinata ai sensi  della  lettera  a)  del
comma  2  dell'art.  6.  Se  pagati  posteriormente  alla   data   di
deliberazione  del  dissesto  i  residui  passivi,   fermo   restando
l'accertamento delle condizioni di  legittimita'  della  spesa,  sono
inseriti nella massa passiva come  credito  del  comune,  restando  a
carico degli amministratori l'eventuale parte eccedente  in  caso  di
pagamento proporzionale per insufficienza della massa attiva. 
  8. Nella parte del  piano  relativa  alla  massa  attiva,  l'organo
straordinario di liquidazione espone dettagliatamente i vari  cespiti
e ne indica singolarmente il valore secondo la  stima  effettuata  ai
sensi del comma 3 dell'art. 7  del  presente  decreto.  Nel  caso  di
cessione di attivita' produttive o vendite di beni immobili  l'organo
di liquidazione e' tenuto ad iscrivere nel piano  di  risanamento  un
valore pari a 4/5 (80 per cento) della stima effettuata. 
  9. Nella parte del piano  relativa  alla  massa  passiva,  l'organo
straordinario  di  liquidazione  indica   i   debiti   singolarmente,
evidenziando, in due settori distinti, uno per i  residui  e  l'altro
per i fuori bilancio: 
   - il numero d'ordine; 
   - il nominativo o ragione sociale; 
   - l'oggetto della spesa; 
   - l'epoca del debito; 
   - l'importo del debito per sorte capitale; 
   - l'importo del debito per interessi ed accessori; 
   - il totale del debito. 
  10. In calce al piano di estinzione dei  debiti  il  commissario  o
tutti i commissari straordinari di  liquidazione  rendono,  sotto  la
propria personale responsabilita', la dichiarazione di rispetto delle
disposizioni delle leggi e del presente decreto, assicurando: 
    a) che non sono compresi nella massa passiva debiti prescritti; 
    b) che non sono compresi nella massa passiva debiti ricadenti nei
casi di esclusione previsti dal presente decreto; 
    c) che i debiti ammessi alla massa passiva si riferiscono a spese
per le quali e' stata accertata la necessita' per  l'esercizio  delle
funzioni e dei servizi di competenza dell'ente locale per legge; 
    d) che per i debiti ammessi e' stata acquisita la  documentazione
conforme alle prescrizioni ed ai modelli che fanno parte del presente
decreto. 
  11. Nella parte del piano  relativo  ai  debiti  esclusi,  l'organo
straordinario di liquidazione riporta gli elementi identificativi  di
cui al precedente comma 9 ed i motivi dell'esclusione. 
  12.  Prima  dell'inclusione  nella  massa  passiva  di  perdite  di
gestione di enti od organismi dipendenti dall'ente locale nonche'  di
aziende municipalizzate,  provincializzate,  consortili  e  speciali,
l'organo straordinario di liquidazione  ha  l'obbligo  di  verificare
l'attendibilita' dei dati ed accertare, anche sotto  l'aspetto  della
pertinenza e della  congruita',  la  legittimita'  delle  partite  di
credito e di debito, nell'ambito degli enti, organismi ed aziende,  i
quali percio' sono tenuti a consentire gli accessi negli uffici e  la
disponibilita' degli atti. Per le partite per le  quali  l'organo  di
liquidazione  non  abbia  accertato  i  requisiti  di  cui  sopra  si
applicano le disposizioni di cui al comma 5 dell'art. 12. 
  13. Il piano di estinzione e' redatto secondo lo schema allegato  D
al presente decreto.