DECRETO-LEGGE 29 marzo 1991, n. 103

Disposizioni urgenti in materia previdenziale.

note: Entrata in vigore del decreto: 2/4/1991.
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 01 giugno 1991, n. 166 (in G.U. 01/06/1991, n.127).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 26/04/2001)
Testo in vigore dal: 2-4-1991
al: 1-6-1991
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                               Art. 3. 
 Disposizioni in materia di sanzioni in caso di ritardato od omesso 
  versamento di contributi o premi previdenziali ed assistenziali. 
  1. L'importo della somma  aggiuntiva  di  cui  all'articolo  4  del
decreto-legge   30   dicembre   1987,   n.   536,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 29  febbraio  1988,  n.  48,  puo'  essere
ridotto con decreto  del  Ministro  del  lavoro  e  della  previdenza
sociale, di concerto con il Ministro del  tesoro,  sentiti  gli  enti
impositori, fino alla misura degli interessi legali nei casi previsti
dal comma 1, lettera b), del richiamato articolo 4 in relazione  alla
particolare rilevanza delle incertezze interpretative e nei  casi  di
mancato o ritardato pagamento di contributi  o  premi,  derivanti  da
fatto doloso  del  terzo  denunciato  all'autorita'  giudiziaria,  in
relazione anche a possibili riflessi negativi in campo  occupazionale
di particolare rilevanza. 
  2. Per le aziende in crisi per le  quali  siano  stati  adottati  i
provvedimenti previsti dalla legge 12  agosto  1977,  n.  675,  dalla
legge 5 dicembre 1978, n. 787, e dal decreto-legge 30  gennaio  1979,
n. 26, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 aprile  1979,  n.
95, l'importo della  somma  aggiuntiva  di  cui  all'articolo  4  del
decreto-legge   30   dicembre   1987,   n.   536,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 29  febbraio  1988,  n.  48,  puo'  essere
ridotto con decreto  del  Ministro  del  lavoro  e  della  previdenza
sociale, di concerto con il Ministro del  tesoro,  sentiti  gli  enti
impositori, fino alla misura degli interessi legali, in  relazione  a
possibili riflessi negativi in  campo  occupazionale  di  particolare
rilevanza. 
  3. Nei casi di cui ai commi 1 e 2, il decreto  ministeriale  potra'
disporre  anche  l'estinzione   della   obbligazione   per   sanzioni
amministrative  connesse  con  la  denuncia  ed  il  versamento   dei
contributi o dei premi. 
  4. Nelle more dell'emanazione del decreto del Ministro del lavoro e
della previdenza sociale di cui ai  commi  1  e  2,  i  soggetti  che
abbiano avanzato al Ministero del lavoro e della  previdenza  sociale
ed agli enti impositori motivata e documentata istanza  per  ottenere
la  riduzione  ivi  prevista,  procederanno   alla   regolarizzazione
contributiva mediante la corresponsione, in via provvisoria  e  salvo
conguaglio, delle  somme  aggiuntive  nella  misura  degli  interessi
legali. Ove il predetto decreto ministeriale non venga emanato  entro
sei mesi a decorrere dalla data di  presentazione  della  istanza  di
riduzione delle somme aggiuntive, gli enti  impositori  provvederanno
all'addebito di tali somme nella misura di  cui  all'articolo  4  del
decreto-legge   30   dicembre   1987,   n.   536,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 29 febbraio 1988, n. 48. 
  5. Con effetto  dalla  data  di  entrata  in  vigore  del  presente
decreto, le disposizioni di cui all'articolo 4 del  decreto-legge  30
dicembre 1987, n. 536, convertito, con modificazioni, dalla legge  29
febbraio 1988, n. 48, si applicano ai datori di lavoro che operano  o
hanno operato gli  sgravi  contributivi  indebitamente  o  in  misura
maggiore di  quella  spettante,  in  luogo  della  sanzione  prevista
dall'articolo 18, comma nono, del decreto-legge 30  agosto  1968,  n.
918, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 ottobre  1968,  n.
1089. 
  6. I soggetti che provvedono al pagamento dei  contributi  o  premi
dovuti alle gestioni previdenziali ed assistenziali, ivi compreso  il
Servizio per i contributi agricoli  unificati,  relativi  ai  periodi
fino a tutto il mese di agosto 1990, sono ammessi a regolarizzare  la
loro posizione debitoria con il versamento di  una  somma  aggiuntiva
d'importo pari all'otto per cento in ragione d'anno  del  totale  dei
contributi o premi pendenti, entro il limite massimo del quaranta per
cento dei contributi o premi complessivamente dovuti, in sostituzione
di quella prevista dall'articolo  4  del  decreto-legge  30  dicembre
1987, n. 536, convertito, con modificazioni, dalla legge 29  febbraio
1988, n. 48, purche' il versamento, ivi compreso quello  della  somma
aggiuntiva ridotta, venga effettuato, secondo  le  modalita'  fissate
dagli enti impositori, in due rate di pari importo di  cui  la  prima
entro il 15 maggio 1991 e la seconda  entro  il  15  giugno  1991.  I
soggetti predetti sono tenuti, entro il 15 maggio 1991  a  presentare
agli enti impositori, a pena di decadenza, apposita  domanda  secondo
lo schema predisposto dagli enti medesimi. La  riduzione  di  cui  al
presente comma spetta altresi' ai soggetti che, alla data di  entrata
in vigore del presente decreto, abbiano provveduto al  pagamento  dei
soli contributi o premi, relativi ai periodi fino a tutto il mese  di
agosto 1990 e che versino, in  unica  soluzione,  la  relativa  somma
aggiuntiva ridotta entro trenta giorni  dalla  richiesta  degli  enti
impositori. Il pagamento dei  contributi  o  premi  e/o  delle  somme
aggiuntive oltre i termini sopra indicati, comporta la decadenza  dal
beneficio di cui al presente comma. 
  7. La riduzione di cui al comma 6 si applica anche ai  contribuenti
i cui crediti per contributi o premi sono stati  inseriti  nei  ruoli
esattoriali ai sensi dell'articolo 2, commi 5 e 7, del  decreto-legge
9 ottobre 1989, n. 338, convertito, con modificazioni, dalla legge  7
dicembre 1989, n. 389. A tali fini, i contribuenti che  abbiano  gia'
provveduto  a  versare  ai  concessionari  di  cui  al  decreto   del
Presidente della Repubblica 28 gennaio 1988, n. 43, i contributi o  i
premi senza pagamento di somme aggiuntive o vi provvedano entro il 15
maggio 1991, sono ammessi a regolarizzare la loro posizione debitoria
mediante la corresponsione ai concessionari medesimi, entro la stessa
data, delle somme aggiuntive determinate ai  sensi  del  comma  6  in
sostituzione di quelle iscritte al ruolo. I concessionari sono tenuti
a comunicare agli enti  impositori  i  dati  relativi  ai  versamenti
effettuati  dai  singoli  contribuenti  che  si  sono  avvalsi  della
regolarizzazione, secondo le modalita' che saranno fissate dagli enti
stessi. 
  8. La regolarizzazione estingue i reati previsti da leggi  speciali
in materia di versamenti di contributi o premi e le obbligazioni  per
sanzioni amministrative e per ogni altro  onere  accessorio  connessi
con la denuncia ed il versamento dei  contributi  o  dei  premi,  ivi
compresi  quelli  di  cui  all'articolo  51  del  testo  unico  delle
disposizioni per l'assicurazione obbligatoria  contro  gli  infortuni
sul lavoro e le malattie professionali,  approvato  con  decreto  del
Presidente  della  Repubblica  30  giugno  1965,  n.  1124,   nonche'
all'articolo 18 del decreto-legge 30 agosto 1968, n. 918, convertito,
con modificazioni, dalla legge 25 ottobre 1968, n. 1089,  in  materia
di sgravi degli oneri sociali, con esclusione delle  spese  legali  e
degli aggi connessi alla riscossione dei  contributi  a  mezzo  ruoli
esattoriali.  In  caso  di  regolarizzazione  non  si  applicano   le
disposizioni di cui all'articolo 6, commi 9 e 10, del decreto-legge 9
ottobre 1989, n. 338, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  7
dicembre 1989, n. 389. 
  9. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino alla
data del 15 giugno 1991 sono sospesi i  processi  penali  relativi  a
fatti di cui al comma 8. 
  10. Per le imprese che alla data di entrata in vigore del  presente
decreto  si  trovino  in  stato  di  amministrazione  controllata   o
amministrazione  straordinaria,  il  termine  per  il  pagamento  dei
contributi o  dei  premi  per  la  regolarizzazione  della  posizione
debitoria e' differito all'ultimo giorno del mese successivo a quello
della cessazione dell'amministrazione controllata o straordinaria. 
  11. Dopo il terzo comma dell'articolo 68 del decreto del Presidente
della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e' aggiunto il seguente: 
  "Non e' altresi' considerato violazione del segreto di  ufficio  lo
scambio di informazioni tra Amministrazione finanziaria, ivi compresa
la Guardia di finanza, i  comuni  e  loro  consorzi  e  le  comunita'
montane, lo SCAU, l'INAIL  e  gli  enti  pubblici  gestori  di  forme
obbligatorie di previdenza di cui alla tabella allegata alla legge 20
marzo 1975, n. 70, ai  fini  della  verifica  sulla  correttezza  dei
comportamenti dei  soggetti  tenuti  all'adempimento  degli  obblighi
contributivi e fiscali". 
  12. Le amministrazioni di cui al comma 11 definiscono, con apposite
convenzioni, i termini e le modalita' tecniche  per  lo  scambio  dei
dati   occorrenti   ai   fini   degli   adempimenti    previdenziali,
assistenziali e fiscali, con sistemi automatizzati.  Nell'ambito  dei
sistemi di sicurezza in essere presso ciascuna  amministrazione,  con
le  stesse  convenzioni  verranno  altresi'  definiti  i  criteri  di
attribuzione delle autorizzazioni individuali ad accedere ai dati. 
  13. Le disposizioni di cui  all'articolo  9  del  decreto-legge  30
dicembre 1987, n. 536, convertito, con modificazioni, dalla legge  29
febbraio 1988, n. 48, sono estese a tutti gli enti di  cui  al  comma
11. 
  14. All'articolo 18 della legge 9 marzo 1989, n. 88, dopo il  comma
3, e' aggiunto il seguente: 
  " 3-bis. I progetti di cui  al  comma  1  dovranno  in  particolare
essere finalizzati alla realizzazione di programmi per la lotta e  il
recupero delle omissioni ed  evasioni  contributive,  sulla  base  di
specifiche, in termini finanziari, che verranno sottoposte  all'esame
del Ministro del lavoro  e  della  previdenza  sociale.  Il  comitato
esecutivo dell'Istituto definira' la quota dello stanziamento fissato
ai sensi del comma 3  da  destinare  al  finanziamento  di  incentivi
connessi alla realizzazione dei predetti programmi.  Tale  quota  non
puo' essere comunque inferiore al 50 per cento della somma  destinata
a compensi incentivanti. Il pagamento dei compensi di cui al presente
comma  e'  disposto  previa  valutazione  e  verifica  dei  risultati
conseguiti, che dovranno essere comunicati al Ministro del  lavoro  e
della previdenza sociale".