MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
DECRETO 13 gennaio 2010, n. 33

Regolamento di attuazione del Codice della proprieta' industriale, adottato con decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30. (10G0044)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 10/3/2010
Testo in vigore dal: 10-3-2010
attiva riferimenti normativi
                IL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

VISTO l'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
VISTO  il  decreto  legislativo  30 luglio 1999, n. 300, e successive
modificazioni;
VISTO  il  decreto-legge  18  maggio  2006,  n.  181, convertito, con
modificazioni dalla legge 17 luglio 2006, n. 233;
VISTO  il decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30 recante "Codice
della proprieta' industriale, a norma dell'articolo 15 della legge 12
dicembre 2002, n. 273";
VISTI in particolare gli articoli 147, 149, 151, 184, 195, 197, 212 e
214  del  decreto  legislativo 10 febbraio 2005, n. 30, che prevedono
che con decreto del Ministro delle attivita' produttive (ora sviluppo
economico)  vengano stabilite le modalita' di deposito delle domande,
delle  istanze,  degli  atti  e documenti, dei ricorsi notificati, le
modalita'  di  opposizione, le modalita' di deposito delle domande di
trascrizione   e   annotazione,  di  convocazione  e  di  svolgimento
dell'assemblea  degli  iscritti all'albo dei consulenti in proprieta'
industriale  e  le  modalita'  di  svolgimento delle votazioni, delle
operazioni di scrutinio e di proclamazione degli eletti;
VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 28 novembre 2008, n.
197;
CONSIDERATA  la  necessita' di definire la regolamentazione attuativa
del  decreto  legislativo  10  febbraio  2005,  n.  30, delineando la
disciplina  dei  procedimenti  previsti dagli articoli 147, 149, 151,
184,  195,  197,  212  e  214  secondo  criteri  di semplificazione e
razionalizzazione degli adempimenti amministrativi;
UDITO  il  parere del Consiglio di Stato reso dalla sezione normativa
per gli atti consultivi nell'adunanza del 23 luglio 2009;
VISTA  la  comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai
sensi  dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400,
effettuata con nota del 9 novembre 2009;

                               ADOTTA
                      il seguente regolamento:
                               Art. 1
                   (Deposito in formato cartaceo)
1.  Salvo  ove  diversamente  previsto  dal  presente regolamento, le
domande, le istanze, gli atti, i documenti ed i ricorsi notificati di
cui   all'articolo   147,   comma   1  del  Codice  della  proprieta'
industriale, d'ora innanzi denominato "Codice", nonche' le traduzioni
in  lingua  italiana  delle  rivendicazioni delle domande di brevetto
europeo  e  dei  testi  pubblicati  dei  brevetti  europei concessi o
mantenuti  in  forma  modificata,  di  cui  agli articoli 54 e 56 del
Codice,  sono  depositati  presso  le Camere di commercio, industria,
artigianato  e  agricoltura  e  devono  essere trasmessi a cura degli
uffici  riceventi,  dopo aver svolto le formalita' di cui ai commi 2,
3, 4 e 5, all'Ufficio italiano brevetti e marchi entro i dieci giorni
successivi  al  deposito,  con  un  servizio  postale espresso che ne
attesti la tempestiva ricezione.
2.  Le  domande nazionali di brevetto, di registrazione, di privativa
per nuova varieta' vegetale, le istanze successive ad esse connesse e
le  traduzioni  di  cui  al  comma  1, sono redatte in conformita' ai
moduli,  ove  previsti, stabiliti con circolare dell'Ufficio italiano
brevetti  e  marchi, disponibili presso lo stesso Ufficio e presso le
Camere  di  commercio,  industria, artigianato e agricoltura e devono
essere firmate dal richiedente o dal suo mandatario.
3.  L'addetto  alla  ricezione,  nella  parte  del  modulo  riservata
all'ufficio  ricevente,  appone  la  data,  il  numero progressivo di
deposito, la propria firma e il timbro dell'ufficio.
4.  Le  istanze  connesse  alle  domande  gia' depositate o i ricorsi
notificati  devono  essere  accompagnati dal verbale di deposito, che
deve  essere  redatto  in  due  originali  e  due copie e deve essere
firmato  dal  depositante  e  sottoscritto dal funzionario ricevente.
Detto  verbale,  cui  vengono  attribuiti  una  data  e  un numero di
deposito, deve indicare:
a) data e numero della domanda o del titolo concesso;
b)  nome  e  domicilio eletto in Italia del richiedente e, se vi sia,
del suo mandatario;
c) elenco dei documenti allegati.
5.  Un originale e due copie del verbale di deposito, di cui al comma
4,  devono  essere inviati, insieme agli atti depositati, all'Ufficio
italiano brevetti e marchi entro il termine e con le modalita' di cui
al comma 1.
6. L'Ufficio ricevente rilascia attestazione dell'avvenuto deposito.
7.  Tutte  le domande, le istanze, gli atti, i documenti ed i ricorsi
notificati   nonche'   le   traduzioni   in   lingua  italiana  delle
rivendicazioni   delle  domande  di  brevetto  europeo  e  dei  testi
pubblicati  dei  brevetti  europei  concessi  o  mantenuti  in  forma
modificata, di cui al comma 1, possono essere depositati anche presso
l'Ufficio  italiano brevetti e marchi mediante servizio postale ed in
tal  caso si considera data di deposito la data di ricezione da parte
dell'Ufficio.
8.  L'Ufficio  italiano  brevetti  e  marchi, dopo avere accertata la
ricevibilita',  ai sensi dell'articolo 148, comma 1 del Codice, delle
domande  depositate  mediante servizio postale, appone la data di cui
al  comma  3  ed  invia  la  documentazione alla Camera di commercio,
industria, artigianato e agricoltura di Roma per la verbalizzazione.
9.  L'Ufficio  assicura  il  servizio di ricezione del deposito delle
risposte  ai  propri  rilievi,  secondo  le  modalita'  stabilite con
decreto  del  Direttore  generale  per la lotta alla contraffazione -
Ufficio italiano brevetti e marchi.
          Avvertenza:
             Il  testo  delle  note  qui  pubblicato e' stato redatto
          dall'amministrazione   competente  per  materia,  ai  sensi
          dell'art.  10,  comma 3, del testo unico delle disposizioni
          sulla   promulgazione   delle  leggi,  sull'emanazione  dei
          decreti   del   Presidente   della   Repubblica   e   sulle
          pubblicazioni    ufficiali   della   Repubblica   italiana,
          approvato  con  D.P.R.  28  dicembre 1985, n. 1092, al solo
          fine  di  facilitare la lettura delle disposizioni di legge
          alle  quali  e'  operato  il  rinvio.  Restano invariati il
          valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
          Note alle premesse.
             - Si riporta il testo dell'art. 17, comma 3, della legge
          23  agosto  1988,  n.  400  (Disciplina  dell'attivita'  di
          Governo  e  ordinamento  della Presidenza del Consiglio dei
          Ministri):
             «3.  Con  decreto  ministeriale  possono essere adottati
          regolamenti  nelle  materie di competenza del Ministro o di
          autorita'   sottordinate   al  Ministro,  quando  la  legge
          espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per
          materie  di  competenza  di  piu'  ministri, possono essere
          adottati  con  decreti interministeriali, ferma restando la
          necessita' di apposita autorizzazione da parte della legge.
          I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono
          dettare  norme  contrarie  a quelle dei regolamenti emanati
          dal  Governo.  Essi debbono essere comunicati al Presidente
          del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione.».
             - Il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, recante
          «Riforma dell'organizzazione del Governo, a norma dell'art.
          11  della  legge 15 marzo 1997, n. 59», e' pubblicato nella
          Gazzetta Ufficiale 30 agosto 1999, n. 203, S.O.
             -  Il decreto-legge  18 maggio 2006, n. 181, convertito,
          con  modificazioni,  nella  legge  17  luglio 2006, n. 233,
          recante  «Disposizioni urgenti in materia di riordino delle
          attribuzioni  della Presidenza del Consiglio dei Ministri e
          dei  Ministeri»  e'  pubblicato  nella Gazzetta Ufficiale 4
          marzo 2005, n. 52, S.O.
             -  Si  riportano  gli articoli, 147, 149, 151, 184, 195,
          197, 212 e 214 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n.
          30:
             «Art. 147 (Deposito delle domande e delle istanze). - 1.
          Tutte  le  domande,  le  istanze, gli atti, i documenti e i
          ricorsi  notificati  menzionati  nel  presente  codice sono
          depositati,  presso  l'Ufficio  italiano brevetti e marchi,
          presso  le  Camere  di commercio, industria e artigianato e
          presso  gli  uffici o enti pubblici determinati con decreto
          del  Ministro delle attivita' produttive. Con decreto dello
          stesso  Ministro sono determinate le modalita' di deposito,
          quivi  comprese quelle da attuare mediante ricorso ad altri
          mezzi  di  comunicazione.  Gli  uffici  o  enti  anzidetti,
          all'atto    del   ricevimento   rilasciano   l'attestazione
          dell'avvenuto  deposito  ed entro i successivi dieci giorni
          trasmettono  all'Ufficio  italiano brevetti e marchi, delle
          forme  indicate  nel  decreto,  gli  atti  depositati  e la
          relativa attestazione.
             2.  Gli  uffici  o  enti abilitati a ricevere i depositi
          sono tenuti ad adottare le misure necessarie per assicurare
          l'osservanza del segreto d'ufficio.
             3.  Non  possono,  ne'  direttamente, ne' per interposta
          persona,  chiedere  brevetti  per  invenzioni industriali o
          divenire   cessionari  gli  impiegati  addetti  all'Ufficio
          italiano  brevetti e marchi, se non dopo due anni da quando
          abbiano cessato di appartenere al loro ufficio.».
             «Art.  149 (Deposito delle domande di brevetto europeo).
          -   1.  Le  domande  di  brevetto  europeo  possono  essere
          depositate  presso  l'Ufficio  italiano  brevetti  e marchi
          secondo   le   modalita'   previste   dal   regolamento  di
          attuazione.
             2. Si applicano le disposizioni dell'art. 198, commi 1 e
          2.  Ai  fini  dell'applicazione  di  tali  disposizioni, la
          domanda   deve   essere   corredata   da  una  copia  delle
          descrizioni   e  delle  rivendicazioni  redatte  in  lingua
          italiana, nonche' degli eventuali disegni.
             3.   L'Ufficio   italiano   brevetti  e  marchi  informa
          immediatamente l'Ufficio europeo dei brevetti dell'avvenuto
          deposito della domanda.».
             «Art.  151 (Deposito della domanda internazionale). - 1.
          Le  persone  fisiche  e  giuridiche  italiane  e quelle che
          abbiano il domicilio o la sede in Italia possono depositare
          le   domande   internazionali   per   la  protezione  delle
          invenzioni  presso l'Ufficio italiano brevetti e marchi, il
          quale  agisce  in  qualita'  di  ufficio ricevente ai sensi
          dell'art.  10  del  Trattato  di cooperazione in materia di
          brevetti del 19 giugno 1970, ratificato con legge 26 maggio
          1978, n. 260.
             2.  La  domanda  puo' essere presentata presso l'Ufficio
          italiano  brevetti  e  marchi  secondo  quanto previsto dal
          regolamento  di  attuazione;  la  data  di  deposito  della
          domanda viene determinata a norma dell'art. 11 del Trattato
          di cooperazione in materia di brevetti.
             3.  La  domanda  internazionale  puo'  essere depositata
          anche  presso  l'Ufficio  europeo  dei  brevetti, nella sua
          qualita' di ufficio ricevente, ai sensi dell'art. 151 della
          Convenzione  sul  brevetto  europeo  del  5  ottobre  1973,
          ratificata  con  legge  26  maggio  1978,  n. 260, e presso
          l'Organizzazione mondiale della proprieta' intellettuale di
          Ginevra  quale ufficio ricevente, osservate le disposizioni
          dell'art. 198, commi 1 e 2.».
             «Art.   184   (Entrata  in  vigore  della  procedura  di
          opposizione). - 1. Le norme sul procedimento di opposizione
          entrano  in  vigore  con il successivo decreto del Ministro
          delle  attivita'  produttive che ne stabilisce le modalita'
          di applicazione.».
             «Art.  195 (Domande di trascrizione). - 1. Le domande di
          trascrizione devono essere redatte in duplice esemplare, di
          cui   uno   viene   restituito   al   richiedente   con  la
          dichiarazione   dell'avvenuta   trascrizione,   secondo  le
          prescrizioni di cui al decreto del Ministro delle attivita'
          produttive.
             2. La domanda deve contenere:
              a)  il cognome, nome e domicilio del beneficiario della
          trascrizione richiesta e del mandatario, se vi sia;
              b)  il  cognome  e  nome  del  titolare  del diritto di
          proprieta' industriale;
              c)  la  natura  dell'atto o il motivo che giustifica la
          trascrizione richiesta;
              d)  l'elencazione dei diritti di proprieta' industriale
          oggetto della trascrizione richiesta;
              e)  nel  caso  di  cambiamento  di titolarita', il nome
          dello Stato di cui il nuovo richiedente o il nuovo titolare
          ha  la  cittadinanza,  il  nome dello Stato di cui il nuovo
          richiedente  o il nuovo titolare ha il domicilio, ovvero il
          nome  dello Stato nel quale il nuovo richiedente o il nuovo
          titolare  ha  uno  stabilimento  industriale  o commerciale
          effettivo e serio.».
             «Art.  197  (Annotazioni).  - 1. Il richiedente o il suo
          mandatario,  se vi sia, deve in ciascuna domanda indicare o
          eleggere   il  suo  domicilio  nello  Stato  per  tutte  le
          comunicazioni e notificazioni da farsi a norma del presente
          codice.
             2. I mutamenti del nome o del domicilio del titolare del
          diritto  di proprieta' industriale o del suo mandatario, se
          vi sia, devono essere portati a conoscenza dell'Ufficio per
          l'annotazione sul registro di cui all'art. 185.
             3.  La  domanda  di annotazione di cambiamento di nome o
          indirizzo deve essere redatta in unico esemplare secondo le
          prescrizioni di cui al regolamento di attuazione.
             4.  E' sufficiente una sola richiesta quando la modifica
          riguarda  piu'  diritti  di proprieta' industriale sia allo
          stato di domanda che concessi.
             5. Le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3 si applicano
          al cambiamento di nome o di indirizzo del mandatario di cui
          all'art. 201.
             6.   Le  sentenze  che  pronunciano  la  nullita'  o  la
          decadenza  dei  titoli  di proprieta' industriale pervenuti
          all'Ufficio   italiano  brevetti  e  marchi  devono  essere
          annotate  sul  registro  e di esse deve essere data notizia
          nel Bollettino ufficiale.».
             «Art.  212  (Assemblea  degli  iscritti  all'Albo). - 1.
          L'assemblea  e'  convocata  dal presidente, su delibera del
          Consiglio  dell'ordine.  Essa e' regolarmente costituita in
          prima convocazione con la presenza di almeno la meta' degli
          iscritti  ed  in  seconda  convocazione,  che non puo' aver
          luogo  lo  stesso  giorno  fissato  per  la  prima,  con la
          presenza  di almeno un sesto degli iscritti se gli iscritti
          presenti  e rappresentati raggiungono la presenza di almeno
          un  quinto  degli  iscritti.  Essa  delibera  a maggioranza
          assoluta dei voti.
             2.  Ogni  consulente  abilitato  iscritto  all'albo puo'
          farsi   rappresentare  da  un  altro  consulente  abilitato
          iscritto   all'albo   con   delega   scritta.  Un  medesimo
          partecipante   non   puo'   rappresentare  piu'  di  cinque
          iscritti.
             3.   Le  modalita'  di  convocazione  e  di  svolgimento
          dell'assemblea  sono  determinate  con decreto del Ministro
          delle attivita' produttive.».
             «Art.   214  (Assemblea  per  l'elezione  del  Consiglio
          dell'ordine).  -  1. I componenti del Consiglio dell'ordine
          di  cui all'art. 215 sono eletti a maggioranza semplice dei
          voti  segreti  validamente  espressi  per  mezzo  di schede
          contenenti  un numero di nomi non superiore alla meta' piu'
          uno  dei  componenti  da  eleggere.  Vengono eletti i dieci
          candidati che hanno riportato il maggior numero di voti. In
          caso  di parita' e' preferito il candidato piu' anziano per
          iscrizione  e,  tra coloro che abbiano uguale anzianita' di
          iscrizione, il piu' anziano di eta'.
             2.  Ciascuna  categoria dei consulenti che esercitano la
          professione  in  forma  autonoma,  sia  individualmente che
          nell'ambito  di societa', uffici o servizi autonomi, da una
          parte,  e dei consulenti che esercitano in uffici e servizi
          specializzati nell'ambito di enti o imprese di cui all'art.
          205,  comma 3, dall'altra, non puo' essere rappresentata in
          seno  al Consiglio dell'ordine con piu' di otto componenti.
          Parimenti   ciascuna  sezione  dell'albo  non  puo'  essere
          rappresentata  in seno al Consiglio dell'ordine con piu' di
          sette componenti, ad essa iscritti in via esclusiva.
             3.  Non  sono  ammesse le partecipazioni e votazioni per
          delega. E' ammessa la votazione mediante lettera.
             4.  Le  modalita'  di svolgimento delle votazioni, delle
          operazioni  di  scrutinio  e  di proclamazione degli eletti
          sono  stabilite  con  decreto  del Ministro delle attivita'
          produttive.».
             - Il decreto del Presidente della Repubblica 28 novembre
          2008,  n. 197, recante «Regolamento di riorganizzazione del
          Ministero  dello  sviluppo  economico»  e' pubblicato nella
          Gazzetta Ufficiale 17 dicembre 2008, n. 294, S.O.
             -  Si  riporta  il  testo del comma 3 dell'art. 17 della
          legge  23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell'attivita' di
          Governo  e  ordinamento  della Presidenza del Consiglio dei
          Ministri):
             «3.  Con  decreto  ministeriale  possono essere adottati
          regolamenti  nelle  materie di competenza del ministro o di
          autorita'   sottordinate   al  ministro,  quando  la  legge
          espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per
          materie  di  competenza  di  piu'  ministri, possono essere
          adottati  con  decreti interministeriali, ferma restando la
          necessita' di apposita autorizzazione da parte della legge.
          I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono
          dettare  norme  contrarie  a quelle dei regolamenti emanati
          dal  Governo.  Essi debbono essere comunicati al Presidente
          del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione.».
          Note all'art. 1:
             -  Per il testo dell'art. 147 del decreto legislativo n.
          30 del 2005, si veda nelle note alle premesse.
             -  Si  riportano  gli  articoli  54, 56 e 148 del citato
          decreto legislativo n. 30 del 2005:
             «Art.  54 (Effetti della domanda di brevetto europeo). -
          1.  La  protezione  conferita  dalla  domanda  di  brevetto
          europeo   ai   sensi   dell'art.  67,  paragrafo  1,  della
          Convenzione  sul  brevetto  europeo  del  5  ottobre  1973,
          ratificata  con legge 26 maggio 1978, n. 260, decorre dalla
          data  in cui il titolare medesimo abbia resa accessibile al
          pubblico, tramite l'Ufficio italiano brevetti e marchi, una
          traduzione  in  lingua italiana delle rivendicazioni ovvero
          l'abbia notificata direttamente al presunto contraffattore.
          Gli   effetti   della  domanda  di  brevetto  europeo  sono
          considerati nulli dall'origine quando la domanda stessa sia
          stata  ritirata  o  respinta  ovvero quando la designazione
          dell'Italia sia stata ritirata.».
             «Art.  56 (Diritti conferiti dal brevetto europeo). - 1.
          Il  brevetto europeo rilasciato per l'Italia conferisce gli
          stessi  diritti  ed  e'  sottoposto  allo stesso regime dei
          brevetti   italiani  a  decorrere  dalla  data  in  cui  e'
          pubblicata  nel Bollettino europeo dei brevetti la menzione
          della  concessione  del  brevetto.  Qualora a seguito della
          procedura  di  opposizione  esso  sia  mantenuto  in  forma
          modificata,  i  limiti  della  protezione  stabiliti con la
          concessione  e  mantenuti sono confermati a decorrere dalla
          data  in  cui  e'  pubblicata  la  menzione della decisione
          concernente l'opposizione.
             2.  Le  contraffazioni sono valutate in conformita' alla
          legislazione italiana in materia.
             3.   Il   titolare  deve  fornire  all'Ufficio  italiano
          brevetti  e  marchi  una  traduzione in lingua italiana del
          testo  del  brevetto  concesso dall'Ufficio europeo nonche'
          del  testo  del  brevetto  mantenuto  in forma modificata a
          seguito della procedura di opposizione.
             4.  La  traduzione, dichiarata perfettamente conforme al
          testo  originale  dal  titolare del brevetto ovvero dal suo
          mandatario,  deve  essere  depositata  entro tre mesi dalla
          data di ciascuna delle pubblicazioni di cui al comma 1.
             5.  In  caso di inosservanza alle disposizioni di cui ai
          commi  3  e  4,  il  brevetto  europeo  e' considerato, fin
          dall'origine, senza effetto in Italia.».
             «Art. 148 (Ricevibilita' ed integrazione delle domande).
          -  1.  Le  domande  di  brevetto  e di registrazione di cui
          all'art.   147,   comma   1,  non  sono  ricevibili  se  il
          richiedente non e' identificabile o non e' raggiungibile e,
          nel  caso  dei marchi, anche quando la domanda non contiene
          la  riproduzione del marchio o l'elenco dei prodotti ovvero
          dei  servizi. L'irricevibilita', salvo quanto stabilito nel
          comma  3,  e'  dichiarata  dall'Ufficio italiano brevetti e
          marchi.
             2.  L'Ufficio  italiano  brevetti  e  marchi  invita  il
          richiedente  a fare le necessarie integrazioni, soggette ad
          un  diritto  di mora in caso di pagamento tardivo, entro il
          termine  di  due  mesi  dalla  data  della comunicazione se
          constata che:
              a)  alla domanda di invenzioni industriali e modelli di
          utilita'  non  e'  allegato  un  documento che possa essere
          assimilato  ad  una  descrizione  ovvero manchi parte della
          descrizione  o  un  disegno  in  essa  richiamato ovvero la
          domanda  contiene,  in  sostituzione  della descrizione, il
          riferimento  ad  una  domanda  anteriore  di  cui  non sono
          forniti  il numero, la data di deposito, lo stato in cui e'
          avvenuto   il   deposito   ed  i  dati  identificativi  del
          richiedente;
              b)  alla  domanda  di varieta' vegetale non e' allegato
          almeno   un  esemplare  della  descrizione  con  almeno  un
          esemplare delle fotografie in essa richiamate;
              c) alla domanda di modelli e disegni non e' allegata la
          riproduzione grafica o fotografica;
              d)  alla  domanda  di  topografie  non  e'  allegato un
          documento che ne consenta l'identificazione;
              e)  non  sono  consegnati  i  documenti  comprovanti il
          pagamento  dei  diritti  prescritti entro il termine di cui
          all'art. 226.
             3.  Se  il richiedente ottempera all'invito dell'ufficio
          entro   il   termine   di   cui   al  comma  2  o  provvede
          spontaneamente   alla   relativa   integrazione,  l'Ufficio
          riconosce  quale  data  del deposito, da valere a tutti gli
          effetti, quella di ricevimento della integrazione richiesta
          e  ne  da'  comunicazione al richiedente. Se il richiedente
          non  ottempera  all'invito dell'ufficio entro il termine di
          cui  al  comma 2, salvo il caso in cui, entro tale termine,
          abbia  fatto espressa rinuncia alla parte della descrizione
          o disegno mancanti di cui al comma 2, lettera a), l'Ufficio
          dichiara l'irricevibilita' della domanda ai sensi del comma
          1.
             4.    Se    il   richiedente   provvede   spontaneamente
          all'integrazione  di  cui  al  comma 2, l'Ufficio riconosce
          quale  data  del  deposito,  da valere a tutti gli effetti,
          quella   di   ricevimento   dell'integrazione   e   ne  da'
          comunicazione al richiedente.
             5.  Tutte  le  domande,  le  istanze ed i ricorsi di cui
          all'art.  147, con gli atti allegati, devono essere redatti
          in   lingua   italiana.   Degli   atti  in  lingua  diversa
          dall'italiana,  deve essere fornita la traduzione in lingua
          italiana. Se la descrizione e' presentata in lingua diversa
          da  quella  italiana, la traduzione in lingua italiana deve
          essere depositata entro il termine fissato dall'Ufficio.».