LEGGE 25 luglio 2005, n. 150

Delega al Governo per la riforma dell'ordinamento giudiziario di cui al regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, per il decentramento del Ministero della giustizia, per la modifica della disciplina concernente il Consiglio di presidenza, della Corte dei conti e il Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, nonche' per l'emanazione di un testo unico.

note: Entrata in vigore della legge: 30-7-2005 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 30/12/2009)
Testo in vigore dal: 27-2-2010
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 2 
   (Principi e criteri direttivi, nonche' disposizioni ulteriori) 

 
  1. Nell'esercizio della delega di  cui  all'articolo  1,  comma  1,
lettera a), il Governo si attiene  ai  seguenti  principi  e  criteri
direttivi: 
a) prevedere per l'ingresso in magistratura: 
   1) che sia  bandito  annualmente  un  concorso  per  l'accesso  in
   magistratura e che i candidati debbano indicare nella  domanda,  a
   pena di inammissibilita', se intendano  accedere  ai  posti  nella
   funzione giudicante ovvero a quelli nella funzione requirente; 
   2) che il concorso sia articolato in prove scritte ed orali  nelle
   materie   indicate   dall'articolo   123-ter,   commi   1   e   2,
   dell'ordinamento giudiziario di cui al regio  decreto  30  gennaio
   1941, n. 12, e successive  modificazioni,  nonche'  nelle  materie
   attinenti al diritto dell'economia; 
   3) che la commissione di concorso sia unica e che sia nominata dal
   Ministro della giustizia, previa delibera del Consiglio  superiore
   della magistratura, e  che  sia  composta  da  magistrati,  aventi
   almeno cinque anni di esercizio nelle funzioni di  secondo  grado,
   in numero variabile fra un minimo di dodici e un massimo di sedici
   e da professori universitari di prima fascia nelle materie oggetto
   di esame da un minimo di quattro a un massimo di otto,  e  che  la
   funzione di presidente sia svolta da un magistrato che eserciti da
   almeno tre anni le funzioni direttive giudicanti  di  legittimita'
   ovvero le funzioni direttive giudicanti di secondo grado e  quella
   di vicepresidente  da  un  magistrato  che  eserciti  funzioni  di
   legittimita'; che il numero dei componenti sia determinato tenendo
   conto del presumibile numero  dei  candidati  e  dell'esigenza  di
   rispettare le scadenze indicate al numero 1) della lettera d); che
   il   numero   dei   componenti   professori    universitari    sia
   tendenzialmente proporzionato a quello dei componenti magistrati; 
   4) che, al momento dell'attribuzione delle funzioni, l'indicazione
   di cui al numero 1) costituisca titolo preferenziale per la scelta
   della sede di prima destinazione e che  tale  scelta,  nei  limiti
   delle disponibilita' dei posti, debba avvenire  nell'ambito  della
   funzione prescelta; 
b) prevedere  che  siano  ammessi  al  concorso  per   l'accesso   in
   magistratura nelle funzioni giudicanti e nelle funzioni requirenti
   coloro che: 
   1) hanno conseguito la laurea in giurisprudenza a seguito di corso
   universitario di durata non inferiore  a  quattro  anni  ed  hanno
   conseguito diploma presso  le  scuole  di  specializzazione  nelle
   professioni  legali  previste   dall'articolo   16   del   decreto
   legislativo 17 novembre 1997, n. 398, e successive  modificazioni,
   stabilendo inoltre che il numero dei laureati  da  ammettere  alle
   scuole  di  specializzazione  per  le   professioni   legali   sia
   determinato, fermo quanto previsto nel comma 5 dell'  articolo  16
   del decreto legislativo 17 novembre 1997, n. 398,  in  misura  non
   superiore a dieci volte il maggior numero  dei  posti  considerati
   negli ultimi tre bandi di concorso per uditore giudiziario; 
   2) hanno conseguito la laurea in giurisprudenza a seguito di corso
   universitario di durata non inferiore  a  quattro  anni  ed  hanno
   conseguito il dottorato di ricerca in materie giuridiche; 
   3) hanno conseguito la laurea in giurisprudenza a seguito di corso
   universitario di durata non inferiore  a  quattro  anni  ed  hanno
   conseguito l'abilitazione all'esercizio della professione forense;
   4) hanno conseguito la laurea in giurisprudenza a seguito di corso
   universitario di durata non inferiore  a  quattro  anni  ed  hanno
   svolto,  dopo  il  superamento  del  relativo  concorso,  funzioni
   direttive nelle pubbliche amministrazioni per almeno tre anni; 
   5) hanno conseguito la laurea in giurisprudenza a seguito di corso
   universitario di durata non inferiore  a  quattro  anni  ed  hanno
   svolto le funzioni di magistrato onorario per almeno quattro  anni
   senza demerito e senza essere stati  revocati  o  disciplinarmente
   sanzionati; 
   6) hanno conseguito la laurea in giurisprudenza a seguito di corso
   universitario di durata non inferiore  a  quattro  anni  ed  hanno
   conseguito  il  diploma  di  specializzazione  in  una  disciplina
   giuridica, al termine di  un  corso  di  studi  della  durata  non
   inferiore a due anni presso le scuole di specializzazione  di  cui
   al decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1982, n. 162; 
c) prevedere che, nell'ambito delle prove orali di cui  alla  lettera
   a), numero 2),  il  candidato  debba  sostenere  un  colloquio  di
   idoneita' psico-attitudinale all'esercizio  della  professione  di
   magistrato, anche in relazione alle specifiche  funzioni  indicate
   nella domanda di ammissione; 
d) prevedere che: 
   1) le prove scritte avvengano  tendenzialmente  a  data  fissa,  e
   cioe' nei giorni immediatamente prossimi al 15 settembre  di  ogni
   anno; che la correzione degli elaborati scritti e le  prove  orali
   si svolgano inderogabilmente in un  tempo  non  superiore  a  nove
   mesi; che l'intera procedura concorsuale sia espletata in modo  da
   consentire  l'inizio  del  tirocinio  il  15  settembre  dell'anno
   successivo; 
   2) non possano essere ammessi al concorso coloro  che  sono  stati
   gia' dichiarati non idonei per tre volte; 
e) prevedere che, dopo il compimento del  periodo  di  uditorato,  le
   funzioni dei magistrati si distinguano in funzioni di merito e  di
   legittimita' e siano le seguenti: 
   1) funzioni giudicanti di primo grado; 
   2) funzioni requirenti di primo grado; 
   3) funzioni giudicanti di secondo grado; 
   4) funzioni requirenti di secondo grado; 
   5) funzioni semidirettive giudicanti di primo grado; 
   6) funzioni semidirettive requirenti di primo grado; 
   7) funzioni semidirettive giudicanti di secondo grado; 
   8) funzioni semidirettive requirenti di secondo grado; 
   9) funzioni direttive giudicanti o requirenti di primo grado e  di
   primo grado elevato; 
  10) funzioni direttive giudicanti o requirenti di secondo grado; 
   11) funzioni giudicanti di legittimita'; 
   12) funzioni requirenti di legittimita'; 
   13) funzioni direttive giudicanti o requirenti di legittimita'; 
   14)  funzioni  direttive  superiori  giudicanti  o  requirenti  di
   legittimita'; 
   15) funzioni direttive superiori apicali di legittimita'; 
f) prevedere: 
   1) che, fatta  eccezione  per  i  magistrati  in  aspettativa  per
   mandato parlamentare o  collocati  fuori  dal  ruolo  organico  in
   quanto  componenti  elettivi   del   Consiglio   superiore   della
   magistratura, fino al compimento dell'ottavo anno dall'ingresso in
   magistratura debbano  essere  svolte  effettivamente  le  funzioni
   requirenti o giudicanti di primo grado; 
   2) che, dopo  otto  anni  dall'ingresso  in  magistratura,  previo
   concorso per titoli ed esami, scritti e orali, ovvero dopo tredici
   anni dall'ingresso in magistratura, previo  concorso  per  titoli,
   possano essere svolte funzioni giudicanti o requirenti di  secondo
   grado; 
   3) che, dopo tre anni  di  esercizio  delle  funzioni  di  secondo
   grado, previo concorso  per  titoli,  ovvero  dopo  diciotto  anni
   dall'ingresso in  magistratura,  previo  concorso  per  titoli  ed
   esami,  scritti  e  orali,  possano  essere  svolte  funzioni   di
   legittimita'; che al concorso  per  titoli  ed  esami,  scritti  e
   orali, per le funzioni di legittimita' possano partecipare anche i
   magistrati che non hanno svolto diciotto anni di  servizio  e  che
   hanno esercitato per tre anni le funzioni di secondo grado; 
   4) che il Consiglio superiore della  magistratura  attribuisca  le
   funzioni di secondo grado e di legittimita' all'esito dei concorsi
   di cui ai numeri 2) e 3) e le funzioni semidirettive  o  direttive
   previo concorso per titoli; 
   5) le modalita' dei concorsi per titoli e  di  quelli  per  esami,
   scritti e orali, previsti dalla presente legge, nonche' i  criteri
   di valutazione, stabilendo, in particolare, che le  prove  scritte
   consistano nella risoluzione di uno o piu'  casi  pratici,  aventi
   carattere  di  complessita'  e   implicanti   alternativamente   o
   congiuntamente la risoluzione di rilevanti  questioni  probatorie,
   istruttorie  e  cautelari,  relative  alle  funzioni  richieste  e
   stabilendo,  altresi',  che  le  prove  orali   consistano   nella
   discussione del caso  o  dei  casi  pratici  oggetto  della  prova
   scritta; 
   6) che i magistrati che in precedenza abbiano subito una  sanzione
   disciplinare superiore all'ammonimento siano ammessi  ai  concorsi
   di cui ai numeri 2), 3) e  4)  dopo  il  maggior  numero  di  anni
   specificatamente indicato nella sentenza disciplinare  definitiva,
   comunque non inferiore a due e non superiore a quattro rispetto  a
   quanto previsto dai numeri 1), 2) e 3) e dalle lettere h) e i); 
g) prevedere che: 
   1) entro il terzo anno  di  esercizio  delle  funzioni  giudicanti
   assunte subito dopo l'espletamento del  periodo  di  tirocinio,  i
   magistrati possano partecipare a concorsi per titoli, banditi  dal
   Consiglio superiore  della  magistratura,  per  l'assegnazione  di
   posti vacanti nella funzione requirente, dopo aver frequentato  un
   apposito corso di formazione  presso  la  Scuola  superiore  della
   magistratura di cui al comma 2 il cui giudizio finale e'  valutato
   dal Consiglio superiore della magistratura; 
   2) la commissione esaminatrice sia quella  indicata  alla  lettera
   l), numero 6); 
   3) entro il terzo anno  di  esercizio  delle  funzioni  requirenti
   assunte subito dopo l'espletamento del  periodo  di  tirocinio,  i
   magistrati possano partecipare a concorsi per titoli, banditi  dal
   Consiglio superiore  della  magistratura,  per  l'assegnazione  di
   posti vacanti nella funzione giudicante, dopo aver frequentato  un
   apposito corso di formazione  presso  la  Scuola  superiore  della
   magistratura di cui al comma 2 il cui giudizio finale e'  valutato
   dal Consiglio superiore della magistratura; 
   4) la commissione esaminatrice sia quella indicata  dalla  lettera
   l), numero 5); 
   5)  il  Consiglio  superiore  della  magistratura  individui,  con
   priorita' assoluta, i posti  vacanti  al  fine  di  consentire  il
   passaggio di funzione nei casi indicati ai numeri 1) e 3); 
   6) fuori  dai  casi  indicati  ai  numeri  1)  e  3),  e,  in  via
   transitoria, dal comma  9,  lettera  c),  non  sia  consentito  il
   passaggio  dalle  funzioni  giudicanti  a  quelle   requirenti   e
   viceversa; 
   7) il mutamento  delle  funzioni  da  giudicanti  a  requirenti  e
   viceversa  debba  avvenire  per  posti  disponibili   in   ufficio
   giudiziario avente sede in diverso distretto,  con  esclusione  di
   quello  competente  ai  sensi  dell'articolo  11  del  codice   di
   procedura penale; 
h) prevedere che: 
   1) funzioni giudicanti di primo grado siano quelle di  giudice  di
   tribunale,  di  giudice  del  tribunale  per  i  minorenni  e   di
   magistrato di sorveglianza; 
   2) funzioni requirenti di primo grado siano  quelle  di  sostituto
   procuratore della Repubblica presso il tribunale  ordinario  e  di
   sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale  per  i
   minorenni; 
   3)  funzioni  giudicanti  di  secondo  grado   siano   quelle   di
   consigliere di corte di appello; 
   4) funzioni requirenti di secondo grado siano quelle di  sostituto
   procuratore generale presso la corte di appello nonche' quelle  di
   sostituto addetto alla Direzione nazionale antimafia; 
   5) funzioni giudicanti di legittimita' siano quelle di consigliere
   della Corte di cassazione; 
   6) funzioni requirenti di legittimita' siano quelle  di  sostituto
   procuratore generale presso la Corte di cassazione; 
   7) funzioni semidirettive giudicanti di primo grado  siano  quelle
   di presidente di  sezione  di  tribunale,  cui  possono  accedere,
   previo concorso per titoli, magistrati  che  abbiano  superato  il
   concorso per il conferimento delle funzioni di  secondo  grado  da
   non meno di tre anni; 
   8) funzioni semidirettive requirenti di primo grado  siano  quelle
   di procuratore della Repubblica aggiunto,  cui  possono  accedere,
   previo concorso per titoli, magistrati  che  abbiano  superato  il
   concorso per il conferimento delle funzioni di  secondo  grado  da
   non meno di tre anni; 
   9) funzioni semidirettive giudicanti di secondo grado siano quelle
   di  presidente  di  sezione  di  corte  di  appello,  cui  possono
   accedere, previo  concorso  per  titoli,  magistrati  che  abbiano
   superato il concorso per il conferimento delle funzioni di secondo
   grado da non meno di sei anni; 
   10) funzioni  semidirettive  requirenti  di  secondo  grado  siano
   quelle di avvocato generale della procura generale presso la corte
   di appello, cui possono  accedere,  previo  concorso  per  titoli,
   magistrati che abbiano superato il concorso  per  il  conferimento
   delle funzioni di secondo grado da non meno di sei anni; 
   11) funzioni direttive giudicanti di primo grado siano  quelle  di
   presidente di tribunale  e  di  presidente  del  tribunale  per  i
   minorenni, cui  possono  accedere,  previo  concorso  per  titoli,
   magistrati che abbiano superato il concorso  per  il  conferimento
   delle funzioni di secondo grado da non meno di cinque anni; 
   12) funzioni direttive requirenti di primo grado siano  quelle  di
   procuratore della Repubblica presso il tribunale  ordinario  e  di
   procuratore della Repubblica presso il tribunale per i  minorenni,
   cui possono accedere, previo concorso per titoli,  magistrati  che
   abbiano superato il concorso per il conferimento delle funzioni di
   secondo grado da non meno di cinque anni; 
   13) funzioni direttive giudicanti di  primo  grado  elevato  siano
   quelle di presidente di tribunale e di  presidente  della  sezione
   per le indagini preliminari dei tribunali di cui  alla  tabella  L
   allegata all'ordinamento giudiziario, di cui al regio  decreto  30
   gennaio 1941, n. 12, e successive modificazioni, di presidente dei
   tribunali di sorveglianza di cui  alla  tabella  A  allegata  alla
   legge 26 luglio 1975, n.  354,  e  successive  modificazioni,  cui
   possono accedere,  previo  concorso  per  titoli,  magistrati  che
   abbiano superato il concorso per le funzioni di secondo  grado  da
   almeno otto anni; 
   14) funzioni direttive requirenti di  primo  grado  elevato  siano
   quelle di procuratore della Repubblica presso i tribunali  di  cui
   alla tabella L'allegata all'ordinamento  giudiziario,  di  cui  al
   regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, e successive  modificazioni,
   cui possono accedere, previo concorso per titoli,  magistrati  che
   abbiano superato il concorso per le funzioni di secondo  grado  da
   almeno otto anni; 
   15) funzioni direttive giudicanti di secondo grado siano quelle di
   presidente della corte di appello, cui  possono  accedere,  previo
   concorso per titoli, magistrati che abbiano superato  il  concorso
   per le funzioni di legittimita' da almeno cinque anni; 
   16) funzioni direttive requirenti di secondo grado siano quelle di
   procuratore generale presso la corte di appello e  di  procuratore
   nazionale antimafia, cui possono  accedere,  previo  concorso  per
   titoli,  magistrati  che  abbiano  superato  il  concorso  per  le
   funzioni di legittimita' da almeno cinque anni; 
   17) le funzioni indicate ai numeri 11), 12), 13), 14), 15)  e  16)
   possano essere conferite  esclusivamente  ai  magistrati  che,  in
   possesso dei requisiti richiesti, abbiano ancora quattro  anni  di
   servizio prima della data  di  ordinario  collocamento  a  riposo,
   prevista dall'articolo 5 del regio decreto legislativo  31  maggio
   1946, n. 511, abbiano frequentato l'apposito corso  di  formazione
   alle  funzioni  direttive  presso  la   Scuola   superiore   della
   magistratura di cui al comma 2, il cui giudizio finale e' valutato
   dal  Consiglio  superiore  della  magistratura,  e   siano   stati
   positivamente valutati  nel  concorso  per  titoli  previsto  alla
   lettera f), numero 4), ultima parte; 
   18) i magistrati che abbiano superato il concorso per le  funzioni
   di legittimita' possano partecipare ai concorsi  per  le  funzioni
   direttive e direttive indicate ai numeri 7),  8),  9),  10),  11),
   12), 13) e 14); che l'avere esercitato  funzioni  di  legittimita'
   giudicanti o requirenti costituisca,  a  parita'  di  graduatoria,
   titolo preferenziale per il conferimento degli incarichi direttivi
   indicati rispettivamente al numero 13) e al numero 14); 
i) prevedere che: 
   1) le funzioni direttive giudicanti di legittimita'  siano  quelle
   di presidente di sezione della Corte di  cassazione,  cui  possono
   accedere, previo concorso per titoli,  magistrati  che  esercitino
   funzioni giudicanti di legittimita' da almeno quattro anni; 
   2) le funzioni direttive requirenti di legittimita'  siano  quelle
   di avvocato generale della procura generale  presso  la  Corte  di
   cassazione, cui possono  accedere,  previo  concorso  per  titoli,
   magistrati che esercitino funzioni requirenti di  legittimita'  da
   almeno quattro anni; 
   3) le funzioni  direttive  superiori  giudicanti  di  legittimita'
   siano quelle di presidente aggiunto della Corte  di  cassazione  e
   quella  di  presidente  del  Tribunale   superiore   delle   acque
   pubbliche, cui  possono  accedere,  previo  concorso  per  titoli,
   magistrati  che  esercitino  funzioni  direttive   giudicanti   di
   legittimita'; 
   4) le funzioni  direttive  superiori  requirenti  di  legittimita'
   siano quelle di Procuratore generale presso la Corte di cassazione
   e di Procuratore generale aggiunto presso la Corte di  cassazione,
   cui possono accedere, previo concorso per titoli,  magistrati  che
   esercitino funzioni direttive requirenti di legittimita'; 
   5) le funzioni direttive superiori apicali di  legittimita'  siano
   quelle di primo Presidente della Corte di cassazione, cui  possono
   accedere, previo concorso per titoli,  magistrati  che  esercitino
   funzioni direttive giudicanti di legittimita'; 
   6) le funzioni indicate ai numeri 1) e 2) possano essere conferite
   esclusivamente  ai  magistrati  che,  in  possesso  dei  requisiti
   richiesti, abbiano frequentato un  apposito  corso  di  formazione
   alle  funzioni  direttive  presso  la   Scuola   superiore   della
   magistratura di cui al comma 2 il cui giudizio finale e'  valutato
   dal  Consiglio   superiore   della   magistratura,   siano   stati
   positivamente valutati  nel  concorso  per  titoli  previsto  alla
   lettera f), numero 4), ultima parte, ed abbiano ancora due anni di
   servizio prima della data  di  ordinario  collocamento  a  riposo,
   prevista dall' articolo 5 del regio decreto legislativo 31  maggio
   1946, n. 511; le funzioni indicate ai numeri 3), 4) e  5)  possano
   essere conferite esclusivamente ai magistrati che, in possesso dei
   requisiti  richiesti,  siano  stati  positivamente  valutati   nel
   concorso per titoli previsto alla lettera f),  numero  4),  ultima
   parte; 
l) prevedere che: 
   1) annualmente i posti vacanti nella funzione giudicante di  primo
   grado, individuati quanto al numero nel rispetto dell'esigenza  di
   assicurare il passaggio di funzioni di cui alla lettera g), numero
   3), e quanto alle sedi giudiziarie, ove possibile, all'esito delle
   determinazioni   adottate   dal    Consiglio    superiore    della
   magistratura,  previa  acquisizione  del   parere   motivato   del
   consiglio giudiziario, sulle domande  di  tramutamento  presentate
   dai magistrati che esercitino  da  almeno  tre  anni  le  funzioni
   giudicanti di primo grado, vengano assegnati, secondo l'anzianita'
   di servizio, ai magistrati che  ne  facciano  richiesta  ai  sensi
   della lettera g), numero 3), e,  per  la  parte  residua,  vengano
   posti a concorso per l'accesso in magistratura; 
   2) annualmente i posti vacanti nella funzione requirente di  primo
   grado, individuati quanto al numero nel rispetto dell'esigenza  di
   assicurare il passaggio di funzioni di cui alla lettera g), numero
   1), e quanto alle sedi giudiziarie, ove possibile, all'esito delle
   determinazioni   adottate   dal    Consiglio    superiore    della
   magistratura,  previa  acquisizione  del   parere   motivato   del
   consiglio giudiziario, sulle domande  di  tramutamento  presentate
   dai magistrati che esercitino  da  almeno  tre  anni  le  funzioni
   requirenti di primo grado, vengano assegnati, secondo l'anzianita'
   di servizio, ai magistrati che  ne  facciano  richiesta  ai  sensi
   della lettera g), numero 1), e,  per  la  parte  residua,  vengano
   posti a concorso per l'accesso in magistratura; 
   3) annualmente tutti i  posti  vacanti  residuati  nella  funzione
   giudicante  di  secondo  grado,  individuati  quanto   alle   sedi
   giudiziarie all'esito delle determinazioni adottate dal  Consiglio
   superiore  della  magistratura,  previa  acquisizione  del  parere
   motivato del consiglio giudiziario, sulle domande di  tramutamento
   presentate dai magistrati che esercitino da  almeno  tre  anni  le
   funzioni  giudicanti  di  secondo  grado,  vengano  assegnati  dal
   Consiglio superiore della magistratura con le seguenti modalita': 
     3.1) per il 30 per cento, i posti siano assegnati ai  magistrati
     giudicanti che abbiano conseguito l'idoneita' nel  concorso  per
     titoli ed esami, scritti ed orali, previsto  dalla  lettera  f),
     numero  2),  prima  parte,  tenuto  conto  del  giudizio  finale
     formulato al termine  dell'apposito  corso  di  formazione  alle
     funzioni di secondo  grado  presso  la  Scuola  superiore  della
     magistratura di cui al comma  2  e  del  giudizio  di  idoneita'
     formulato all'esito del concorso; 
     3.2) per il 70 per cento, i posti siano assegnati ai  magistrati
     giudicanti che abbiano conseguito l'idoneita' nel  concorso  per
     soli titoli previsto dalla lettera f), numero 2), seconda parte,
     tenuto  conto  del  giudizio   finale   formulato   al   termine
     dell'apposito corso di formazione alle funzioni di secondo grado
     presso la Scuola superiore della magistratura di cui al comma  2
     e del giudizio di idoneita' formulato all'esito del concorso; 
     3.3) i posti di cui al numero  3.1),  messi  a  concorso  e  non
     coperti, siano assegnati, ove possibile, ai magistrati  valutati
     positivamente nel concorso per soli titoli  indicato  al  numero
     3.2) ed espletato nello stesso anno; 
     3.4) i posti di cui al numero  3.2),  messi  a  concorso  e  non
     coperti,  siano  assegnati,   ove   possibile,   ai   magistrati
     dichiarati idonei nel concorso per titoli ed  esami,  scritti  e
     orali, indicato al numero 3.1) ed espletato nello stesso anno; 
     3.5) il Consiglio superiore  della  magistratura,  acquisito  il
     parere motivato dei consigli giudiziari e gli ulteriori elementi
     di valutazione rilevanti ai fini del conferimento delle funzioni
     giudicanti di secondo grado, assegni i posti di  cui  ai  numeri
     3.1), 3.2), 3.3)  e  3.4)  ai  candidati  risultati  idonei  nei
     relativi concorsi per titoli ed esami, scritti ed orali,  o  per
     soli titoli; 
     3.6) i magistrati che abbiano assunto le funzioni giudicanti  di
     secondo gradoai sensi di quanto previsto al numero 3.5)  possano
     presentare domanda di tramuta-mento  dopo  che  sia  decorso  il
     termine di due anni; 
     3.7) i magistrati che abbiano assunto le funzioni giudicanti  di
     secondo grado ai sensi di quanto previsto al numero 3.5)  presso
     una sede  indicata  come  disagiata  e  che  abbiano  presentato
     domanda di tramutamento dopo che sia decorso il termine  di  tre
     anni abbiano diritto a che la loro domanda  venga  valutata  con
     preferenza assoluta rispetto alle altre; 
     3.8)  il   Consiglio   superiore   della   magistratura   valuti
     specificatamente la laboriosita' con riguardo  alle  domande  di
     tramutamento presentate ai sensi dei numeri 3.6) e 3.7); 
   4) annualmente tutti i  posti  vacanti  residuati  nella  funzione
   requirente  di  secondo  grado,  individuati  quanto   alle   sedi
   giudiziarie all'esito delle determinazioni adottate dal  Consiglio
   superiore  della  magistratura,  previa  acquisizione  del  parere
   motivato del consiglio giudiziario, sulle domande di  tramutamento
   presentate dai magistrati che esercitino da  almeno  tre  anni  le
   funzioni  requirenti  di  secondo  grado,  vengano  assegnati  dal
   Consiglio superiore della magistratura con le seguenti modalita': 
     4.1) per il 30 per cento, i posti siano assegnati ai  magistrati
     requirenti che abbiano conseguito l'idoneita' nel  concorso  per
     titoli ed esami, scritti ed orali, previsto  dalla  lettera  f),
     numero  2),  prima  parte,  tenuto  conto  del  giudizio  finale
     formulato al termine  dell'apposito  corso  di  formazione  alle
     funzioni di secondo  grado  presso  la  Scuola  superiore  della
     magistratura di cui al comma  2  e  del  giudizio  di  idoneita'
     formulato all'esito del concorso; 
     4.2) per il 70 per cento, i posti siano assegnati ai  magistrati
     requirenti che abbiano conseguito l'idoneita' nel  concorso  per
     soli titoli previsto dalla lettera f), numero 2), seconda parte,
     tenuto  conto  del  giudizio   finale   formulato   al   termine
     dell'apposito corso di formazione alle funzioni di secondo grado
     presso la Scuola superiore della magistratura di cui al comma  2
     e del giudizio di idoneita' formulato all'esito del concorso; 
     4.3) i posti di cui al numero  4.1),  messi  a  concorso  e  non
     coperti,  siano  assegnati,   ove   possibile,   ai   magistrati
     dichiarati idonei nel  concorso  per  soli  titoli  indicato  al
     numero 4.2) ed espletato nello stesso anno; 
     4.4) i posti di cui al numero  4.2),  messi  a  concorso  e  non
     coperti,  siano  assegnati,   ove   possibile,   ai   magistrati
     dichiarati idonei nel concorso per titoli ed esami,  scritti  ed
     orali, indicato al numero 4.1) ed espletato nello stesso anno; 
     4.5) il Consiglio superiore  della  magistratura,  acquisito  il
     parere motivato dei consigli giudiziari e gli ulteriori elementi
     di valutazione rilevanti ai fini del conferimento delle funzioni
     requirenti di secondo grado, assegni i posti di  cui  ai  numeri
     4.1), 4.2), 4.3)  e  4.4)  ai  candidati  risultati  idonei  nei
     relativi concorsi per titoli ed esami, scritti ed orali,  o  per
     soli titoli; 
     4.6) i magistrati che abbiano assunto le funzioni requirenti  di
     secondo grado ai sensi di quanto previsto al numero 4.5) possano
     presentare domanda di  tramutamento  dopo  che  sia  decorso  il
     termine di due anni; 
     4.7) i magistrati che abbiano assunto le funzioni requirenti  di
     secondo grado ai sensi di quanto previsto al numero 4.5)  presso
     una sede  indicata  come  disagiata  e  che  abbiano  presentato
     domanda di tramutamento dopo che sia decorso il termine  di  tre
     anni abbiano diritto a che la loro domanda  venga  valutata  con
     preferenza assoluta rispetto alle altre; 
     4.8)  il   Consiglio   superiore   della   magistratura   valuti
     specificatamente la laboriosita' con riguardo  alle  domande  di
     tramutamento presentate ai sensi dei numeri 4.6) e 4.7); 
   5) ai fini di cui al numero  3),  sia  istituita  una  commissione
   composta da un  magistrato  che  eserciti  le  funzioni  direttive
   giudicanti di legittimita' ovvero le funzioni direttive giudicanti
   di secondo grado,  da  un  magistrato  che  eserciti  le  funzioni
   giudicanti di legittimita', da tre magistrati  che  esercitino  le
   funzioni giudicanti di secondo grado da almeno tre anni e  da  tre
   professori universitari di prima  fascia  in  materie  giuridiche,
   nominati dal Consiglio superiore della magistratura; 
   6) ai fini di cui al numero  4),  sia  istituita  una  commissione
   composta da un  magistrato  che  eserciti  le  funzioni  direttive
   requirenti di legittimita' ovvero le funzioni direttive requirenti
   di secondo grado,  da  un  magistrato  che  eserciti  le  funzioni
   requirenti di legittimita', da tre magistrati  che  esercitino  le
   funzioni requirenti di secondo grado da almeno tre anni e  da  tre
   professori universitari di prima  fascia  in  materie  giuridiche,
   nominati dal Consiglio superiore della magistratura; 
   7) annualmente i posti vacanti residuati nelle funzioni giudicanti
   di legittimita', come individuati all'esito  delle  determinazioni
   adottate  dal  Consiglio  superiore  della  magistratura,   previa
   acquisizione del parere motivato del consiglio giudiziario  e  del
   Consiglio direttivo della Corte di cassazione,  sulle  domande  di
   riassegnazione  alle  funzioni  di  legittimita'  di   provenienza
   presentate dai magistrati  che  esercitino  funzioni  direttive  o
   semidirettive  giudicanti   ovvero   sulla   loro   riassegnazione
   conseguente  alla  scadenza  temporale  dell'incarico   rivestito,
   vengano assegnati dal Consiglio superiore della  magistratura  con
   le seguenti modalita': 
     7.1) per il 70 per cento, i posti siano assegnati ai  magistrati
     che esercitino da almeno tre anni funzioni giudicanti di secondo
     grado e che abbiano conseguito l'idoneita' nel concorso per soli
     titoli previsto dalla lettera f), numero 3), prima parte, tenuto
     conto del giudizio finale  formulato  al  termine  dell'apposito
     corso di formazione alle  funzioni  giudicanti  di  legittimita'
     presso la Scuola superiore della magistratura di cui al comma  2
     e del giudizio di idoneita' formulato all'esito del concorso; 
     7.2) per il 30 per cento, i posti siano assegnati ai  magistrati
     con funzioni giudicanti che  abbiano  svolto  diciotto  anni  di
     servizio in magistratura  ovvero  ai  magistrati  che,  pur  non
     avendo svolto diciotto anni di servizio, abbiano esercitato  per
     tre anni le funzioni giudicanti di secondo grado, e che  abbiano
     conseguito l'idoneita' nel concorso per titoli ed esami, scritti
     ed orali, previsto dalla lettera f), numero 3),  seconda  parte,
     tenuto  conto  del  giudizio   finale   formulato   al   termine
     dell'apposito corso di formazione alle  funzioni  giudicanti  di
     legittimita' presso la Scuola superiore  della  magistratura  di
     cui al comma 2 e del giudizio di idoneita'  formulato  all'esito
     del concorso; 
     7.3) i posti di cui al numero  7.1),  messi  a  concorso  e  non
     coperti,  siano  assegnati,   ove   possibile,   ai   magistrati
     dichiarati idonei nel concorso per titoli ed esami,  scritti  ed
     orali, indicato al numero 7.2) ed espletato nello stesso anno; 
     7.4) i posti di cui al numero  7.2),  messi  a  concorso  e  non
     coperti,  siano  assegnati,   ove   possibile,   ai   magistrati
     dichiarati idonei nel  concorso  per  soli  titoli  indicato  al
     numero 7.1) ed espletato nello stesso anno; 
     7.5) il Consiglio superiore  della  magistratura,  acquisito  il
     parere motivato dei consigli giudiziari e gli ulteriori elementi
     di valutazione rilevanti ai fini del conferimento delle funzioni
     giudicanti di legittimita', assegni i posti  di  cui  ai  numeri
     7.1), 7.2), 7.3)  e  7.4)  ai  candidati  risultati  idonei  nei
     relativi concorsi per soli titoli o per titoli ed esami, scritti
     ed orali; 
   8) ai fini di cui al numero  7),  sia  istituita  una  commissione
   composta da un  magistrato  che  eserciti  le  funzioni  direttive
   giudicanti di legittimita', da tre magistrati  che  esercitino  le
   funzioni giudicanti di legittimita' da almeno tre anni  e  da  tre
   professori universitari di prima  fascia  in  materie  giuridiche,
   nominati dal Consiglio superiore della magistratura; 
   9) annualmente i posti vacanti residuati nelle funzioni requirenti
   di legittimita', come individuati all'esito  delle  determinazioni
   adottate  dal  Consiglio  superiore  della  magistratura,   previa
   acquisizione del parere motivato del consiglio giudiziario  e  del
   Consiglio direttivo della Corte di cassazione,  sulle  domande  di
   riassegnazione  alle  funzioni  di  legittimita'  di   provenienza
   presentate dai magistrati  che  esercitino  funzioni  direttive  o
   semidirettive  requirenti   ovvero   sulla   loro   riassegnazione
   conseguente  alla  scadenza  temporale  dell'incarico   rivestito,
   vengano assegnati dal Consiglio superiore della  magistratura  con
   le seguenti modalita': 
     9.1) per il 70 per cento, i posti siano assegnati ai  magistrati
     che esercitino da almeno tre anni funzioni requirenti di secondo
     grado e che abbiano conseguito l'idoneita' nel concorso per soli
     titoli previsto dalla lettera f), numero 3), prima parte, tenuto
     conto del giudizio finale  formulato  al  termine  dell'apposito
     corso di formazione alle  funzioni  requirenti  di  legittimita'
     presso la Scuola superiore della magistratura di cui al comma  2
     e del giudizio di idoneita' formulato all'esito del concorso; 
     9.2) per il 30 per cento, i posti siano assegnati ai  magistrati
     con funzioni requirenti che  abbiano  svolto  diciotto  anni  di
     servizio in magistratura  ovvero  ai  magistrati  che,  pur  non
     avendo svolto diciotto anni di servizio, abbiano esercitato  per
     tre anni le funzioni requirenti di secondo grado e  che  abbiano
     conseguito l'idoneita' nel concorso per titoli ed esami, scritti
     ed orali, previsto dalla lettera f), numero 3),  seconda  parte,
     tenuto  conto  del  giudizio   finale   formulato   al   termine
     dell'apposito corso di formazione alle  funzioni  requirenti  di
     legittimita' presso la Scuola superiore  della  magistratura  di
     cui al comma 2 e del giudizio di idoneita'  formulato  all'esito
     del concorso; 
     9.3) i posti di cui al numero  9.1),  messi  a  concorso  e  non
     coperti,  siano  assegnati,   ove   possibile,   ai   magistrati
     dichiarati idonei nel concorso per titoli ed esami,  scritti  ed
     orali, indicato al numero 9.2) ed espletato nello stesso anno; 
     9.4) i posti di cui al numero  9.2),  messi  a  concorso  e  non
     coperti,  siano  assegnati,   ove   possibile,   ai   magistrati
     dichiarati idonei nel  concorso  per  soli  titoli  indicato  al
     numero 9.1) ed espletato nello stesso anno; 
     9.5) il Consiglio superiore  della  magistratura,  acquisito  il
     parere motivato dei consigli giudiziari e gli ulteriori elementi
     di valutazione rilevanti ai fini del conferimento delle funzioni
     requirenti di legittimita', assegni i posti  di  cui  ai  numeri
     9.1), 9.2), 9.3)  e  9.4)  ai  candidati  risultati  idonei  nei
     relativi concorsi per soli titoli o per titoli ed esami, scritti
     ed orali; 
   10) ai fini di cui al numero 9),  sia  istituita  una  commissione
   composta da un  magistrato  che  eserciti  le  funzioni  direttive
   requirenti di legittimita', da tre magistrati  che  esercitino  le
   funzioni requirenti di legittimita' da almeno tre anni  e  da  tre
   professori universitari di prima  fascia  in  materie  giuridiche,
   nominati dal Consiglio superiore della magistratura; 
   11) nella individuazione e valutazione  dei  titoli  ai  fini  dei
   concorsi previsti dalla presente lettera, sulla  base  di  criteri
   oggettivi e predeterminati, si tenga conto prevalentemente,  sotto
   il  profilo  sia  quantitativo  che  qualitativo,   dell'attivita'
   prestata   dal   magistrato   nell'ambito   delle   sue   funzioni
   giudiziarie, desunta  da  specifici  e  rilevanti  elementi  e  da
   verificare anche mediante esame  a  campione,  effettuato  tramite
   sorteggio,  dei  provvedimenti  dallo  stesso   adottati   nonche'
   dell'eventuale autorelazione e, in particolare, della complessita'
   dei procedimenti trattati, degli esiti dei provvedimenti adottati,
   delle  risultanze  statistiche  relative  all'entita'  del  lavoro
   svolto,  tenuto  specificamente  contodella  sede  e  dell'ufficio
   presso cui risulta assegnato il magistrato,  con  loro  proiezione
   comparativa  rispetto  a  quelle  delle  medie  nazionali  e   dei
   magistrati in servizio presso lo stesso ufficio; i titoli  vengano
   valutati in modo tale  che,  ove  possibile,  i  componenti  della
   commissione  esaminatrice  non   conoscano   il   nominativo   del
   candidato; nei concorsi  per  titoli  ed  esami  si  proceda  alla
   valutazione dei titoli solo in caso di esito positivo della  prova
   di esame  e  la  valutazione  dei  titoli  incida  in  misura  non
   inferiore al 50 per cento sulla formazione della votazione  finale
   sulla cui  base  viene  redatto  l'ordine  di  graduatoria;  nella
   valutazione dei titoli ai fini dell'assegnazione delle funzioni di
   sostituto procuratore  presso  la  Direzione  nazionale  antimafia
   resta fermo quanto previsto  in  via  preferenziale  dall'articolo
   76-bis, comma 4, dell'ordinamento  giudiziario  di  cui  al  regio
   decreto 30 gennaio 1941, n. 12; 
   12) l'esito dei corsi di formazione alle funzioni di secondo grado
   e alle funzioni di legittimita' abbia una validita' di sette anni,
   salva la facolta'  per  il  magistrato  di  partecipare  in  detto
   periodo ad un nuovo corso; .in. 
   m) prevedere che: 
   1) i concorsi  per  gli  incarichi  direttivi  consistano  in  una
   dichiarazione  di  idoneita'  allo  svolgimento   delle   relative
   funzioni previa valutazione, da parte delle commissioni di cui  ai
   numeri 9) e 10), dei titoli, della  laboriosita'  del  magistrato,
   nonche' della sua capacita' organizzativa; il Consiglio  superiore
   della magistratura, acquisiti ulteriori elementi di valutazione ed
   il  parere  motivato  dei  consigli  giudiziari  e  del  Consiglio
   direttivo della Corte di cassazione qualora si tratti di  funzioni
   direttive di secondo grado, proponga al Ministro  della  giustizia
   per il concerto le nomine  nell'ambito  dei  candidati  dichiarati
   idonei dalla commissione di concorso, tenuto conto del giudizio di
   idoneita' espresso al termine  del  medesimo;  sia  effettuato  il
   coordinamento della  presente  disposizione  con  quanto  previsto
   dall'articolo 11 della legge 24 marzo 1958, n. 195,  e  successive
   modificazioni; il Ministro della  giustizia,  fuori  dai  casi  di
   ricorso per conflitto di attribuzioni tra poteri  dello  Stato  in
   relazione a quanto previsto dall'articolo 11 della predetta legge,
   possa ricorrere in sede  di  giustizia  amministrativa  contro  le
   delibere concernenti il conferimento o  la  proroga  di  incarichi
   direttivi; 
   2) i concorsi per gli incarichi semidirettivi  consistano  in  una
   dichiarazione  di  idoneita'  allo  svolgimento   delle   relative
   funzioni previa valutazione, da parte delle commissioni di cui  ai
   numeri 9) e 10), dei titoli, della  laboriosita'  del  magistrato,
   nonche' della sua capacita' organizzativa; il Consiglio  superiore
   della magistratura, acquisiti ulteriori elementi di valutazione ed
   il parere motivato dei  consigli  giudiziari,  assegni  l'incarico
   semidirettivo nell'ambito dei candidati  dichiarati  idonei  dalla
   commissione di concorso, tenuto conto del  giudizio  di  idoneita'
   espresso al termine del medesimo; 
   3) gli incarichi direttivi, ad esclusione di quelli indicati nella
   lettera i), abbiano carattere temporaneo e siano attribuiti per la
   durata di quattro anni, rinnovabili a domanda, acquisito il parere
   del Ministro della giustizia, previa valutazione positiva da parte
   del  Consiglio  superiore  della  magistratura,  per  un   periodo
   ulteriore di due anni; 
   4) il magistrato, allo scadere del termine di cui  al  numero  3),
   possa concorrere per il conferimento di altri incarichi  direttivi
   di uguale grado in sedi poste fuori dal circondario di provenienza
   e per incarichi direttivi di grado superiore per sedi poste  fuori
   dal distretto di provenienza, con esclusione di quello  competente
   ai sensi dell'articolo 11 del codice di procedura penale; ai  fini
   di quanto disposto dal presente  numero  si  considerano  di  pari
   grado le funzioni direttive di primo grado e quelle di primo grado
   elevato; 
   5) alla scadenza del termine di' cui al numero 3),  il  magistrato
   che abbia esercitato funzioni direttive,  in  assenza  di  domanda
   peril  conferimento  di  altro  ufficio,  ovvero  in  ipotesi   di
   reiezione della stessa, sia assegnato alle funzioni non  direttive
   da ultimo esercitate nella  sede  di  originaria  provenienza,  se
   vacante, ovvero  in  altra  sede,  senza  maggiori  oneri  per  il
   bilancio dello Stato; 
   6) gli incarichi semidirettivi requirenti di primo  e  di  secondo
   grado abbiano carattere  temporaneo  e  siano  attribuiti  per  la
   durata di sei anni; 
   7) il magistrato che esercita funzioni  semidirettive  requirenti,
   allo scadere del termine di cui al numero 6), possa concorrere per
   il conferimento di altri incarichi semidirettivi  o  di  incarichi
   direttivi di primo grado e di primo grado elevato  in  sedi  poste
   fuori  dal  circondario  di  provenienza  nonche'   di   incarichi
   direttivi di secondo grado in sedi poste fuori  dal  distretto  di
   provenienza,  con  esclusione  di  quello  competente   ai   sensi
   dell'articolo 11 del codice di procedura penale; 
   8) alla scadenza del termine di cui al numero  6),  il  magistrato
   che abbia esercitato funzioni semidirettive requirenti, in assenza
   di domanda per il conferimento di altro ufficio, ovvero in ipotesi
   di  reiezione  della  stessa,  sia  assegnato  alle  funzioni  non
   direttive  da  ultimo  esercitate   nella   sede   di   originaria
   provenienza, se vacante, ovvero  in  altra  sede,  senza  maggiori
   oneri per il bilancio dello Stato; 
   9) sia istituita una commissione di esame alle funzioni  direttive
   giudicanti e alle funzioni semidirettive giudicanti,  composta  da
   un magistrato che eserciti le  funzioni  direttive  giudicanti  di
   legittimita',  da  tre  a  cinque  magistrati  che  esercitino  le
   funzioni giudicanti  di  legittimita'  e  da  due  magistrati  che
   esercitino le funzioni giudicanti di secondo grado, nonche' da tre
   professori universitari di prima  fascia  in  materie  giuridiche,
   nominati dal Consiglio superiore della magistratura; 
   10) sia istituita una commissione di esame alle funzioni direttive
   requirenti e alle funzioni semidirettive requirenti,  composta  da
   un magistrato che eserciti le  funzioni  direttive  requirenti  di
   legittimita',  da  tre  a  cinque  magistrati  che  esercitino  le
   funzioni requirenti  di  legittimita'  e  da  due  magistrati  che
   esercitino le funzioni requirenti di secondo grado, nonche' da tre
   professori universitari di prima  fascia  in  materie  giuridiche,
   nominati dal Consiglio superiore della magistratura; 
   11) ai fini di cui ai numeri 1) e 2) i titoli vengano  individuati
   con riferimento  alla  loro  specifica  rilevanza  ai  fini  della
   verifica delle attitudini allo svolgimento di funzioni direttive o
   semidirettive; fermo restando il possesso dei  requisiti  indicati
   dalle lettere h) ed  i)  per  il  conferimento  delle  funzioni  '
   direttive o semidirettive,  il  pregresso  esercizio  di  funzioni
   direttive o semidirettive  costituisce  titolo  preferenziale;  in
   ogni caso si applichino le disposizioni di cui  alla  lettera  l),
   numero 11); per le  funzioni  semidirettive  giudicanti  si  tenga
   adeguatamente  conto  della  pregressa  esperienza  maturata   dal
   magistrato  nello  specifico  settore  oggetto  dei   procedimenti
   trattati dalla sezione di tribunale o di corte di appello  la  cui
   presidenza e' messa a concorso; nella valutazione  dei  titoli  ai
   fini dell'assegnazione delle  funzioni  direttive  di  Procuratore
   nazionale  antimafia  resta   fermo   quanto   previsto   in   via
   preferenziale  dall'articolo  76-bis,  comma  2,  primo   periodo,
   dell'ordinamento giudiziario di cui al regio  decreto  30  gennaio
   1941, n. 12; 
n) prevedere che le disposizioni dei numeri 1), 3), 5)  e  10)  della
   lettera m) si applichino anche per il  conferimento  dell'incarico
   di Procuratore  nazionale  antimafia  e  che,  alla  scadenza  del
   termine di cui al  citato  numero  3),  il  magistrato  che  abbia
   esercitato le funzioni di Procuratore  nazionale  antimafia  possa
   concorrere  per  il  conferimento  di  altri  incarichi  direttivi
   requirenti ubicati in distretto diverso da  quello  competente  ai
   sensi dell'articolo 11 del codice di procedura penale; 
o) prevedere che, ai fini dell'applicazione delle disposizioni  della
   presente legge,il periodo trascorso dal magistrato fuori dal ruolo
   organico della magistratura  sia  equiparato  all'esercizio  delle
   ultime funzioni giurisdizionali  svolte  e  il  ricollocamento  in
   ruolo, senza maggiori oneri per il bilancio dello  Stato,  avvenga
   nella medesima sede, se vacante, o in altra sede, e nelle medesime
   funzioni, ovvero, nel caso di cessato esercizio  di  una  funzione
   elettiva extragiudiziaria, salvo che il  magistrato  svolgesse  le
   sue funzioni presso la Corte di cassazione o la  Procura  generale
   presso la Corte di cassazione o la Direzione nazionale  antimafia,
   in una sede diversa vacante, appartenente ad un distretto sito  in
   una regione diversa da quella  in  cui  e'  ubicato  il  distretto
   presso cui e' posta la sede di provenienza nonche' in una  regione
   diversa da quella in cui, in tutto  o  in  parte,  e'  ubicato  il
   territorio della circoscrizione nella quale il magistrato e' stato
   eletto;  prevedere  che,  fatta  eccezione  per  i  magistrati  in
   aspettativa per mandato parlamentare e per i magistrati eletti  al
   Consiglio superiore  della  magistratura,  il  collocamento  fuori
   ruolo non possa superare il periodo massimo complessivo  di  dieci
   anni. In ogni caso i magistrati collocati fuori dal ruolo organico
   in  quanto  componenti  elettivi  del  Consiglio  superiore  della
   magistratura  ovvero  per   mandato   parlamentare   non   possono
   partecipare ai concorsi previsti dalla presente legge. Resta fermo
   quanto previsto dal secondo comma dell'articolo 30 del decreto del
   Presidente  della  Repubblica  16  settembre  1958,  n.   916,   e
   successive modificazioni; 
p) prevedere che: 
   1) le commissioni di cui alle lettere l) e m) siano  nominate  per
   due anni e siano automaticamente  prorogate  sino  all'esaurimento
   delle procedure concorsuali in via di espletamento; 
   2) i componenti  delle  predette  commissioni,  ad  eccezione  dei
   magistrati  che  esercitino  funzioni  direttive   requirenti   di
   legittimita', non siano immediatamente confermabili e non  possano
   essere nuovamente nominati prima che siano decorsi tre anni  dalla
   cessazione dell'incarico; 
q) prevedere che: 
   1)  la  progressione  economica   dei   magistrati   si   articoli
   automaticamente secondo le seguenti classi  di  anzianita',  salvo
   quanto previsto dai numeri 2) e 3) e fermo  restando  il  migliore
   trattamento economico eventualmente conseguito: 
     1.1) prima classe: dalla data del decreto di nomina a sei mesi; 
     1.2) seconda classe: da sei mesi a due anni; 
     1.3) terza classe: da due a cinque anni; 
     1.4) quarta classe: da cinque a tredici anni; 
     1.5) quinta classe: da tredici a venti anni; 
     1.6) sesta classe: da venti a ventotto anni; 
     1.7) settima classe: da ventotto anni in poi; 
   2) i magistrati che conseguono le  funzioni  di  secondo  grado  a
   seguito del concorso per titoli ed esami, scritti ed orali, di cui
   alla lettera f), numero 2),  prima  parte,  conseguano  la  quinta
   classe di anzianita'; 
   3) i magistrati che  conseguono  le  funzioni  di  legittimita'  a
   seguito dei concorsi di cui alla lettera f), numero 3), conseguano
   la sesta classe di anzianita'; 
r) prevedere che il magistrato possa rimanere in servizio  presso  lo
   stesso ufficio svolgendo  il  medesimo  incarico  per  un  periodo
   massimo di dieci  anni,  con  facolta'  di  proroga  del  predetto
   termine per non oltre due anni, previa valutazione  del  Consiglio
   superiore della magistratura fondata  su  comprovate  esigenze  di
   funzionamento dell'ufficio e comunque con possibilita' di condurre
   a conclusione eventuali processi di particolare  complessita'  nei
   quali il magistrato sia impegnato alla scadenza del termine; 
   prevedere che non possano essere assegnati  ai  magistrati  per  i
   quali e' in  scadenza  il  termine  di  permanenza  di  cui  sopra
   procedimenti la cui definizione  non  appare  probabile  entro  il
   termine di scadenza; prevedere che la presente disposizione non si
   applichi ai magistrati che esercitano funzioni di legittimita'; 
s) prevedere che: 
   1) siano attribuite al magistrato capo dell'ufficio giudiziario la
   titolarita' e la rappresentanza dell'ufficio  nel  suo  complesso,
   nei rapporti con enti istituzionali e con i  rappresentanti  degli
   altri uffici giudiziari,  nonche'  la  competenza  ad  adottare  i
   provvedimenti  necessari   per   l'organizzazione   dell'attivita'
   giudiziaria e, comunque, concernenti la gestione del personale  di
   magistratura ed il suo stato giuridico; 
   2) siano  indicati  i  criteri  per  l'assegnazione  al  dirigente
   dell'ufficio  di  cancelleria  o  di  segreteria   delle   risorse
   finanziarie e strumentali necessarie per  l'espletamento  del  suo
   mandato,  riconoscendogli  la  competenza  ad  adottare  atti  che
   impegnano l'amministrazione verso l'esterno, anche nel caso in cui
   comportino oneri di spesa, definendone i limiti; 
   3) sia assegnata al dirigente dell'ufficio  di  cancelleria  o  di
   segreteria la gestione delle risorse di  personale  amministrativo
   in coerenza con gli indirizzi del magistrato capo  dell'ufficio  e
   con il programma annuale delle  attivita'  e  gli  sia  attribuito
   l'esercizio dei poteri di cui  all'articolo  55,  comma  4,  terzo
   periodo, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165; 
   4)  entro  trenta  giorni  dall'emanazione  della  direttiva   del
   Ministro della  giustizia  di  cui  all'articolo  14  del  decreto
   legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e  comunque  non  oltre  il  15
   febbraio  di  ciascun  anno,  il  magistrato   capo   dell'ufficio
   giudiziario  ed  il  dirigente  dell'ufficio  di   cancelleria   o
   segreteria predispongano, tenendo conto delle risorse  disponibili
   ed  indicando  le  priorita',  il  programma  delle  attivita'  da
   svolgersi nel corso dell'anno;  il  magistrato  capo  dell'ufficio
   giudiziario  ed  il  dirigente  dell'ufficio  di   cancelleria   o
   segreteria possano apportare eventuali modifiche al programma  nel
   corso  dell'anno;  nell'ipotesi  di  mancata   predisposizione   o
   esecuzione del programma, oppure di mancata adozione di  modifiche
   divenute  indispensabili   per   la   funzionalita'   dell'ufficio
   giudiziario,  siano  attribuiti  al  Ministro   della   giustizia,
   specificandone condizioni e  modalita'  di  esercizio,  poteri  di
   intervento in conformita' a quanto previsto dall'articolo  14  del
   decreto legislativo n. 165 del 2001,  nonche'  poteri  decisionali
   circa le rispettive competenze; 
t) prevedere che: 
   1) presso le corti di appello di Roma, Milano, Napoli  e  Palermo,
   l'organizzazione tecnica e la  gestione  dei  servizi  non  aventi
   carattere giurisdizionale siano affidate a un  direttore  tecnico,
   avente la qualifica di dirigente generale, nominato  dal  Ministro
   della giustizia, al quale sono attribuiti i compiti di gestione  e
   controllo delle risorse umane, finanziarie e strumentali  relative
   ai  servizi  tecnico-amministrativi  degli  uffici  giudicanti   e
   requirenti del distretto, di razionalizzazione  ed  organizzazione
   del loro utilizzo, nonche' i compiti di programmare la  necessita'
   di nuove strutture tecniche e logistiche e di provvedere  al  loro
   costante aggiornamento, nonche' di pianificare il loro utilizzo in
   relazione  al  carico  giudiziario  esistente,  alla   prevedibile
   evoluzione di esso  e  alle  esigenze  di  carattere  sociale  nel
   rapporto tra i cittadini e la giustizia; 
   2) per ciascuna corte di appello di cui al numero 1): 
     2.1)  sia  istituita  una  struttura  tecnico-amministrativa  di
     supporto all'attivita' del direttore  tecnico,  composta  da  11
     unita', di cui 2 appartenenti alla  posizione  economica  C2,  3
     alla posizione economica C1, 3 alla posizione economica B3  e  3
     alla  posizione  economica  B2  e  che,  nell'ambito  di   dette
     posizioni  economiche,  in  sede  di  prima  applicazione,   sia
     possibile    avvalersi    di    personale    tecnico    estraneo
     all'Amministrazione; 
     2.2)  le  strutture  di  cui  al  numero  2.1)  siano  allestite
     attraverso   il   ricorso   allo   strumento   della   locazione
     finanziaria. 
    2. Nell'attuazione della delega di cui all'articolo 1,  comma  1,
lettera b), il Governo si attiene  ai  seguenti  principi  e  criteri
direttivi: 
a) prevedere l'istituzione come ente autonomo della Scuola  superiore
   della magistratura quale struttura didattica stabilmente preposta:
   1) all'organizzazione  e  alla  gestione  del  tirocinio  e  della
   formazione degli uditori giudiziari, curando  che  la  stessa  sia
   attuata sotto i profili tecnico, operativo e deontologico; 
   2) all'organizzazione dei corsi di aggiornamento  professionale  e
   di formazione dei magistrati, curando che la  stessa  sia  attuata
   sotto i profili tecnico, operativo e deontologico; 
   3) alla promozione di iniziative e scambi culturali,  incontri  di
   studio e ricerca; 
   4) all'offerta di formazione di magistrati stranieri,  nel  quadro
   degli accordi internazionali di cooperazione  tecnica  in  materia
   giudiziaria; 
b) prevedere che la Scuola superiore della magistratura  sia  fornita
   di autonomia contabile, giuridica, organizzativa e  funzionale  ed
   utilizzi personale dell'organico del  Ministero  della  giustizia,
   ovvero comandato da altre amministrazioni, in numero non superiore
   a cinquanta unita', con risorse finanziarie a carico del  bilancio
   dello stesso Ministero; 
c) prevedere  che  la  Scuola  superiore   della   magistratura   sia
   articolata in due sezioni,  l'una  destinata  al  tirocinio  degli
   uditori giudiziari, l'altra all'aggiornamento professionale e alla
   formazione dei magistrati; 
d) prevedere che il tirocinio abbia la durata di ventiquattro mesi  e
   che sia articolato in sessioni della durata  di  sei  mesi  quella
   presso la Scuola superiore della magistratura e di  diciotto  mesi
   quella presso gli uffici giudiziari, dei quali sette  mesi  in  un
   collegio giudicante, tre mesi in un ufficio  requirente  di  primo
   grado e otto mesi in un ufficio corrispondente a quello  di  prima
   destinazione; 
e) prevedere modalita' differenti di svolgimento  del  tirocinio  che
   tengano  conto  della  diversita'  delle  funzioni,  giudicanti  e
   requirenti, che gli uditori saranno chiamati a svolgere; 
f) prevedere che nelle sessioni  presso  la  Scuola  superiore  della
   magistratura  gli  uditori  giudiziari  ricevano  insegnamento  da
   docenti di elevata  competenza  e  autorevolezza,  scelti  secondo
   principi  di  ampio  pluralismo   culturale,   e   siano   seguiti
   assiduamente da tutori scelti tra i docenti della Scuola; 
g) prevedere  che  per  ogni  sessione  sia  compilata   una   scheda
   valutativa dell'uditore giudiziario; 
h) prevedere che, in esito al tirocinio, sia formulata da parte della
   Scuola, tenendo conto di tutti i giudizi espressi sull'uditore nel
   corso dello stesso, una valutazione  di  idoneita'  all'assunzione
   delle funzioni giudiziarie sulla cui base il  Consiglio  superiore
   della magistratura delibera in via finale; 
i) prevedere che, in caso di deliberazione finale negativa, l'uditore
   possa essere ammesso ad un  ulteriore  periodo  di  tirocinio,  di
   durata  non  superiore  a  un  anno,   e   che   da   un'ulteriore
   deliberazione  negativa  derivi  la  cessazione  del  rapporto  di
   impiego; 
l) prevedere che la Scuola superiore della magistratura  sia  diretta
   da un comitato che dura in carica quattro anni, composto dal primo
   Presidente della Corte di cassazione  o  da  un  magistrato  dallo
   stesso delegato, dal  Procuratore  generale  presso  la  Corte  di
   cassazione o da  un  magistrato  dallo  stesso  delegato,  da  due
   magistrati  ordinari  nominati  dal  Consiglio   superiore   della
   magistratura, da un avvocato con almeno quindici anni di esercizio
   della professione nominato dal Consiglio nazionale forense, da  un
   componente   professore   universitario   ordinario   in   materie
   giuridiche nominato dal Consiglio universitario nazionale e da  un
   membro nominato  dal  Ministro  della  giustizia;  prevedere  che,
   nell'ambito del comitato, i componenti eleggano il presidente; 
   prevedere  che  i  componenti  del  comitato,  diversi  dal  primo
   Presidente della Corte di  cassazione,  dal  Procuratore  generale
   presso  la  stessa  e  dai  loro  eventuali  delegati,  non  siano
   immediatamente  rinnovabili  e  non  possano   far   parte   delle
   commissioni di concorso per uditore giudiziario; 
m) prevedere un comitato di gestione per ciascuna sezione, chiamato a
   dare attuazione alla programmazione annuale per il proprio  ambito
   di competenza, a  definire  il  contenuto  analitico  di  ciascuna
   sessione e ad individuare  i  docenti,  a  fissare  i  criteri  di
   ammissione alle sessioni di  formazione,  ad  offrire  ogni  utile
   sussidio didattico e a sperimentare formule didattiche, a  seguire
   lo svolgimento delle sessioni ed a presentare relazioni consuntive
   all'esito di ciascuna, a curare il tirocinio nelle fasi effettuate
   presso la Scuola selezionando i tutori nonche' i docenti stabili e
   quelli  occasionali;  prevedere  che,  in  ciascuna  sezione,   il
   comitato  di  gestione  sia  formato  da  un  congruo  numero   di
   componenti, comunque non superiore a cinque, nominati dal comitato
   direttivo di cui alla lettera l); 
n) prevedere che, nella programmazione dell'attivita'  didattica,  il
   comitato direttivo di cui alla lettera l)  possa  avvalersi  delle
   proposte del Consiglio superiore della magistratura, del  Ministro
   della giustizia, del Consiglio  nazionale  forense,  dei  consigli
   giudiziari, del Consiglio direttivo  della  Corte  di  cassazione,
   nonche' delle proposte dei componenti del Consiglio  universitario
   nazionale esperti in materie giuridiche; 
o) prevedere l'obbligo del magistrato a partecipare ogni cinque anni,
   se non vi ostano comprovate e motivate  esigenze  organizzative  e
   funzionali degli uffici giudiziari di appartenenza,  ai  corsi  di
   aggiornamento  professionale  e  a  quelli   di   formazione   con
   conseguente riconoscimento di un corrispondente periodo di congedo
   retribuito; in ogni caso assicurare il diritto  del  magistrato  a
   partecipare ai corsi  di  formazione  funzionali  al  passaggio  a
   funzioni superiori il cui esito abbia la  validita'  prevista  dal
   comma  1,  lettera  l),  numero  12),  con   facolta'   del   capo
   dell'ufficio di rinviare la partecipazione al corso per un periodo
   non superiore a sei mesi; 
p) stabilire   che,   al   termine   del   corso   di   aggiornamento
   professionale, sia formulata una valutazione che contenga elementi
   di  verifica  attitudinale  e  di  proficua   partecipazione   del
   magistrato al corso, modulata secondo la tipologia del  corso,  da
   inserire nel  fascicolo  personale  del  magistrato,  al  fine  di
   costituire elemento  per  le  valutazioni  operate  dal  Consiglio
   superiore della magistratura; 
q) prevedere che il magistrato, il quale abbia partecipato  ai  corsi
   di aggiornamento professionale organizzati dalla Scuola  superiore
   della magistratura, possa nuovamente parteciparvi trascorso almeno
   un anno; 
r) prevedere che vengano istituite  sino  a  tre  sedi  della  Scuola
   superiore della magistratura a competenza interregionale; 
s) prevedere che, al settimo anno dall'ingresso  in  magistratura,  i
   magistrati che non abbiano effettuato il passaggio dalle  funzioni
   giudicanti a quelle requirenti o viceversa, previsto dal comma  1,
   lettera g), numeri 1) e 3), debbano frequentare presso  la  Scuola
   superiore  della  magistratura  il  corso   di   aggiornamento   e
   formazione alle  funzioni  da  loro  svolte  e,  all'esito,  siano
   sottoposti dal Consiglio superiore della magistratura,  secondo  i
   criteri indicati alla lettera t),  a  giudizio  di  idoneita'  per
   l'esercizio in via definitiva delle  funzioni  medesime;  che,  in
   caso di esito negativo, il  giudizio  di  idoneita'  debba  essere
   ripetuto per non piu' di due volte, con l'intervallo di un biennio
   tra un giudizio e l'altro; che, in caso di esito negativo  di  tre
   giudizi consecutivi, si applichi l'articolo 3  del  regio  decreto
   legislativo 31 maggio 1946, n. 511, come modificato ai  sensi  del
   comma 6, lettera o), del presente articolo; 
t) prevedere che i magistrati, i quali non hanno sostenuto i concorsi
   per le funzioni di secondo grado  o  di  legittimita',  dopo  aver
   frequentato l'apposito corso di aggiornamento e formazione  presso
   la Scuola superiore della magistratura, il cui esito  e'  valutato
   dal Consiglio superiore della magistratura,  siano  sottoposti  da
   parte   di    quest'ultimo    a    valutazioni    periodiche    di
   professionalita',    desunte    dall'attivita'    giudiziaria    e
   scientifica,  dalla  produttivita',  dalla   laboriosita',   dalla
   capacita'  tecnica,  dall'equilibrio,  dalla  disponibilita'  alle
   esigenze  del  servizio,  dal  tratto   con   tutti   i   soggetti
   processuali, dalla deontologia, nonche' dalle valutazioni  di  cui
   alla lettera p); prevedere che le valutazioni di cui alla presente
   lettera debbano avvenire al compimento del tredicesimo,  ventesimo
   e  ventottesimo  anno  dall'ingresso  in  magistratura  e  che  il
   passaggio rispettivamente alla quinta, alla sesta ed alla  settima
   classe  stipendiale  possa  essere  disposto  solo  in   caso   di
   valutazione positiva; prevedere che, in caso di esito negativo, la
   valutazione debba essere ripetuta per non piu' di due  volte,  con
   l'intervallo di un biennio tra una valutazione e l'altra; 
   prevedere che, in  caso  di  esito  negativo  di  tre  valutazioni
   consecutive,  si  applichi  l'articolo   3   del   regio   decreto
   legislativo 31 maggio 1946, n. 511, come modificato ai  sensi  del
   comma 6, lettera o), del presente articolo; 
u) prevedere che, per i magistrati che hanno sostenuto i concorsi per
   il conferimento delle funzioni di secondo grado o di  legittimita'
   e non  abbiano  ottenuto  i  relativi  posti,  la  commissione  di
   concorso  comunichi  al  Consiglio  superiore  della  magistratura
   l'elenco di coloro i quali, per  inidoneita',  non  devono  essere
   esentati dalle valutazioni periodiche di professionalita'. 
  3. Nell'attuazione della delega di cui  all'articolo  1,  comma  1,
lettera c), il Governo si attiene  ai  seguenti  principi  e  criteri
direttivi: 
a) prevedere l'istituzione del Consiglio  direttivo  della  Corte  di
   cassazione, composto, oltre che dai membri di diritto di cui  alla
   lettera c), da  un  magistrato  che  eserciti  funzioni  direttive
   giudicanti di legittimita', da un magistrato che eserciti funzioni
   direttive  requirenti  di  legittimita',  da  due  magistrati  che
   esercitino  effettive  funzioni  giudicanti  di  legittimita'   in
   servizio presso la Corte  di  cassazione,  da  un  magistrato  che
   eserciti effettive funzioni requirenti di legittimita' in servizio
   presso la Procura  generale  della  Corte  di  cassazione,  da  un
   professore ordinario di universita' in materie giuridiche e da  un
   avvocato con venti anni di esercizio  della  professione  che  sia
   iscritto  da  almeno  cinque  anni  nell'albo  speciale   per   le
   giurisdizioni  superiori  di  cui  all'articolo   33   del   regio
   decreto-legge  27  novembre  1933,  n.   1578,   convertito,   con
   modificazioni, dalla legge 22 gennaio 1934, n. 36; 
b) prevedere che i componenti  non  togati  del  Consiglio  direttivo
   della Corte di cassazione siano  designati,  rispettivamente,  dal
   Consiglio  universitario  nazionale  e  dal  Consiglio   nazionale
   forense; 
c) prevedere che membri di  diritto  del  Consiglio  direttivo  della
   Corte di cassazione siano  il  primo  Presidente,  il  Procuratore
   generale della  medesima  Corte  e  il  Presidente  del  Consiglio
   nazionale forense; 
d) prevedere che il Consiglio direttivo della Corte di cassazione sia
   presieduto dal primo Presidente ed elegga a scrutinio segreto,  al
   suo interno, un  vice  presidente  scelto  tra  i  componenti  non
   togati, ed un segretario; 
e) prevedere che al Consiglio direttivo della Corte di cassazione  si
   applichino, in quanto compatibili, le  disposizioni  dettate  alle
   lettere n), o), r) e v) per i consigli giudiziari presso le  corti
   d'appello; 
f) prevedere che i consigli giudiziari presso le corti d'appello  nei
   distretti nei quali prestino  servizio  fino  a  trecentocinquanta
   magistrati ordinari  siano  composti,  oltre  che  dai  membri  di
   diritto di cui alla lettera l), da cinque magistrati  in  servizio
   presso gli uffici giudiziari del distretto, da quattro membri  non
   togati, di cui uno  nominato  tra  i  professori  universitari  in
   materie giuridiche,  uno  tra  gli  avvocati  che  abbiano  almeno
   quindici anni di effettivo esercizio della professione e  due  dal
   consiglio regionale della regione ove  ha  sede  il  distretto,  o
   nella quale rientra la maggiore estensione del territorio  su  cui
   hanno competenza gli uffici del distretto, eletti con  maggioranza
   qualificata tra persone estranee al consiglio medesimo, nonche' da
   un rappresentante eletto dai giudici di  pace  del  distretto  nel
   loro ambito; 
g) prevedere che nei distretti  nei  quali  prestino  servizio  oltre
   trecentocinquanta magistrati ordinari, i consigli giudiziari siano
   composti, oltre che dai membri di diritto di cui alla lettera  l),
   da sette magistrati  in  servizio  presso  uffici  giudiziari  del
   distretto, da quattro membri non togati, dei  quali  uno  nominato
   tra i professori universitari in materie giuridiche, uno  nominato
   tra gli avvocati con almeno quindici anni di  effettivo  esercizio
   della professione e due nominati  dal  consiglio  regionale  della
   regione ove ha  sede  il  distretto,  o  nella  quale  rientra  la
   maggiore estensione del territorio su  cui  hanno  competenza  gli
   uffici del  distretto,  eletti  con  maggioranza  qualificata  tra
   persone  estranee   al   medesimo   consiglio,   nonche'   da   un
   rappresentante eletto dai giudici di pace del distretto  nel  loro
   ambito; 
h) prevedere che i componenti  supplenti  del  consiglio  giudiziario
   siano  cinque,  due   dei   quali   magistrati   che   esercitano,
   rispettivamente, funzioni requirenti e giudicanti nel distretto  e
   tre componenti non togati nominati con lo stesso criterio  di  cui
   alle lettere f) e g), riservandosi un posto per ciascuna delle tre
   categorie non togate indicate nelle medesime lettere f) e g); 
i) prevedere che i  componenti  avvocati  e  professori  universitari
   siano nominati, rispettivamente, dal Consiglio  nazionale  forense
   ovvero dal Consiglio universitario nazionale, su  indicazione  dei
   consigli dell'ordine degli avvocati del distretto  e  dei  presidi
   delle facolta' di giurisprudenza delle universita' della regione; 
l) prevedere che membri di diritto del consiglio giudiziario siano il
   presidente, il procuratore generale della corte  d'appello  ed  il
   presidente del consiglio dell'ordine degli  avvocati  avente  sede
   nel capoluogo del distretto; 
m) prevedere  che  il  consiglio  giudiziario  sia   presieduto   dal
   presidente della corte d'appello ed elegga a scrutinio segreto, al
   suo interno, un  vice  presidente  scelto  tra  i  componenti  non
   togati, ed un segretario; 
n) prevedere che il consiglio giudiziario duri in carica quattro anni
   e che i componenti non possano essere immediatamente confermati; 
o) prevedere che  l'elezione  dei  componenti  togati  del  consiglio
   giudiziario avvenga in  un  collegio  unico  distrettuale  con  il
   medesimo sistema vigente per l'elezione dei componenti togati  del
   Consiglio superiore della  magistratura,  in  quanto  compatibile,
   cosi' da attribuire tre seggi a magistrati che esercitano funzioni
   giudicanti e  due  seggi  a  magistrati  che  esercitano  funzioni
   requirenti nei distretti che comprendono fino a  trecentocinquanta
   magistrati, quattro seggi a  magistrati  che  esercitano  funzioni
   giudicanti e  tre  seggi  a  magistrati  che  esercitano  funzioni
   requirenti nei distretti che comprendono  oltre  trecentocinquanta
   magistrati; 
p) prevedere che dei componenti togati del consiglio giudiziario  che
   esercitano funzioni giudicanti uno abbia maturato  un'  anzianita'
   di servizio non inferiore a venti anni; 
q) prevedere che la nomina dei  componenti  supplenti  del  Consiglio
   direttivo della Corte di  cassazione  e  dei  consigli  giudiziari
   presso le corti  d'appello  avvenga  secondo  i  medesimi  criteri
   indicati per la nomina dei titolari; 
r) prevedere che  al  consiglio  giudiziario  vengano  attribuite  le
   seguenti competenze: 
   1) parere sulle tabelle proposte dai titolari  degli  uffici,  nel
   rispetto dei criteri generali indicati dalla legge; 
   2) formulazione  di  pareri,  anche  su  richiesta  del  Consiglio
   superiore della magistratura, sull'attivita' dei magistrati  sotto
   il     profilo     della     preparazione,     della     capacita'
   tecnico-professionale,  della   laboriosita',   della   diligenza,
   dell'equilibrio nell'esercizio delle funzioni,  e  comunque  nelle
   ipotesi previste dal comma 1 e nei periodi intermedi di permanenza
   nella qualifica. Ai fini sopra indicati, il consiglio  giudiziario
   dovra'  acquisire  le  motivate  e  dettagliate  valutazioni   del
   consiglio dell'ordine degli avvocati avente sede nel luogo ove  il
   magistrato esercita le sue funzioni e, se non  coincidente,  anche
   del consiglio dell'ordine degli avvocati avente sede nel capoluogo
   del distretto; 
   3) vigilanza sul  comportamento  dei  magistrati  con  obbligo  di
   segnalare  i  fatti   disciplinarmente   rilevanti   ai   titolari
   dell'azione disciplinare; 
   4) vigilanza sull'andamento degli uffici giudiziari nel distretto,
   con segnalazione delle eventuali disfunzioni rilevate al  Ministro
   della giustizia; 
   5) formulazione di pareri e  proposte  sull'organizzazione  ed  il
   funzionamento degli uffici del giudice di pace del distretto; 
   6) adozione di provvedimenti relativi allo stato  dei  magistrati,
   con particolare riferimento a quelli  relativi  ad  aspettative  e
   congedi, dipendenza di  infermita'  da  cause  di  servizio,  equo
   indennizzo, pensioni privilegiate, concessione di sussidi; 
   7) formulazione  di  pareri,  anche  su  richiesta  del  Consiglio
   superiore della magistratura, in ordine all'adozione da parte  del
   medesimo  Consiglio  di  provvedimenti  inerenti  collocamenti   a
   riposo, dimissioni, decadenze dall'impiego, concessioni di  titoli
   onorifici, riammissioni in magistratura; 
   s) prevedere che i consigli giudiziari formulino pareri, anche  su
   richiesta del Consiglio superiore della magistratura,  su  materie
   attinenti ad ulteriori competenze ad essi attribuite; 
   t)  coordinare  con  quanto  previsto  dalla  presente  legge   le
   disposizioni  vigenti  che  prevedono  ulteriori  competenze   dei
   consigli giudiziari; 
   u) prevedere che i componenti designati  dal  consiglio  regionale
   prendano parte esclusivamente alle riunioni, alle  discussioni  ed
   alle deliberazioni inerenti le materie di  cui  alla  lettera  r),
   numeri 1), 4) e 5); 
   v) prevedere che gli avvocati, i professori ed  il  rappresentante
   dei giudici  di  pace  che  compongono  il  consiglio  giudiziario
   possano prendere  parte  solo  alle  discussioni  e  deliberazioni
   concernenti le materie di cui alla lettera r), numeri 1), 4) e 5).
   Il rappresentante dei giudici di  pace,  inoltre,  partecipa  alle
   discussioni e deliberazioni di cui  agli  articoli  4,  4-bis,  7,
   comma 2-bis, e 9, comma 4, della legge 21 novembre 1991, n. 374. 
  4. Nell'attuazione della delega di cui  all'articolo  1,  comma  1,
lettera d), il Governo si attiene  ai  seguenti  principi  e  criteri
direttivi: 
a) prevedere che il  procuratore  della  Repubblica,  quale  preposto
   all'ufficio del pubblico  ministero,  sia  il  titolare  esclusivo
   dell'azione penale e che la eserciti sotto la sua  responsabilita'
   nei modi e nei  termini  stabiliti  dalla  legge,  assicurando  il
   corretto ed uniforme esercizio della  stessa  e  delle  norme  sul
   giusto processo; 
b) prevedere che il procuratore della Repubblica  possa  delegare  un
   procuratore aggiunto alla funzione del vicario, nonche' uno o piu'
   procuratori aggiunti ovvero uno  o  piu'  magistrati  del  proprio
   ufficio perche' lo coadiuvino nella gestione per il compimento  di
   singoli atti, per la trattazione di  uno  o  piu'  procedimenti  o
   nella gestione dell'attivita' di un settore di affari; 
c) prevedere che il procuratore della Repubblica determini i  criteri
   per l'organizzazione dell'ufficio e quelli ai quali si uniformera'
   nell'assegnazione   della   trattazione   dei   procedimenti    ai
   procuratori  aggiunti  o  ai  magistrati  del   proprio   ufficio,
   precisando per quali  tipologie  di  reato  riterra'  di  adottare
   meccanismi di natura automatica; di tali  criteri  il  procuratore
   della Repubblica deve dare comunicazione  al  Consiglio  superiore
   della magistratura; prevedere che il procuratore della  Repubblica
   possa determinare  i  criteri  cui  i  procuratori  aggiunti  o  i
   magistrati delegati ai sensi della  lettera  b)  devono  attenersi
   nell'adempimento della delega, con facolta' di revoca in  caso  di
   divergenza  o  di  inosservanza  dei  criteri;  prevedere  che  il
   procuratore della Repubblica  trasmetta  al  Procuratore  generale
   presso la Corte di cassazione il  provvedimento  di  revoca  della
   delega  alla  trattazione  di  un  procedimento  e  le   eventuali
   osservazioni formulate dal magistrato o dal  procuratore  aggiunto
   cui e' stata revocata la delega; che il provvedimento di revoca  e
   le  osservazioni  vengano   acquisiti   nei   relativi   fascicoli
   personali; prevedere che il  procuratore  della  Repubblica  possa
   determinare  i  criteri  generali   cui   i   magistrati   addetti
   all'ufficio   devono   attenersi   nell'impiego   della    polizia
   giudiziaria,   nell'utilizzo   delle   risorse    finanziarie    e
   tecnologiche dell'ufficio e nella impostazione delle indagini; 
d) prevedere che alla data di acquisto di  efficacia  del  primo  dei
   decreti legislativi emanati nell'esercizio  della  delega  di  cui
   all'articolo 1, comma  1,  lettera  d),  sia  abrogato  l'articolo
   7-ter, comma 3,  dell'ordinamento  giudiziario  di  cui  al  regio
   decreto 30 gennaio 1941, n. 12,  introdotto  dall'articolo  6  del
   decreto legislativo 19 febbraio 1998, n. 51; 
e) prevedere che gli atti di ufficio, che incidano  o  richiedano  di
   incidere su  diritti  reali  o  sulla  liberta'  personale,  siano
   assunti previo assenso del procuratore della Repubblica ovvero del
   procuratore aggiunto o del magistrato  eventualmente  delegato  ai
   sensi della lettera b); prevedere  tuttavia  che  le  disposizioni
   della presente lettera non si applichino nelle ipotesi in  cui  la
   misura cautelare  personale  o  reale  e'  richiesta  in  sede  di
   convalida  del  fermo  o  dell'arresto  o  del  sequestro  ovvero,
   limitatamente alle misure cautelari reali, nelle  ipotesi  che  il
   procuratore della Repubblica, in ragione del  valore  del  bene  o
   della rilevanza del fatto per cui si procede, riterra'  di  dovere
   indicare con apposita direttiva; 
f) prevedere che il procuratore della Repubblica tenga personalmente,
   o tramite magistrato appositamente delegato, i  rapporti  con  gli
   organi di informazione e che tutte le informazioni sulle attivita'
   dell'ufficio vengano attribuite impersonalmente allo stesso; 
   prevedere   che   il   procuratore   della   Repubblica    segnali
   obbligatoriamente al consiglio  giudiziario,  ai  fini  di  quanto
   previsto al comma 3, lettera r), numero 3),  i  comportamenti  dei
   magistrati del proprio ufficio  che  siano  in  contrasto  con  la
   disposizione di cui sopra; 
g) prevedere che il procuratore generale presso la corte di  appello,
   al  fine  di  verificare  il  corretto   ed   uniforme   esercizio
   dell'azione penale, nonche'  il  rispetto  dell'adempimento  degli
   obblighi di cui alla lettera  a),  acquisisca  dalle  procure  del
   distretto dati e  notizie,  relazionando  annualmente,  oltre  che
   quando lo ritenga necessario, al Procuratore  generale  presso  la
   Corte di cassazione; 
h) prevedere,  relativamente  ai  procedimenti  riguardanti  i  reati
   indicati nell'articolo 51, comma 3-bis, del  codice  di  procedura
   penale, che sia fatto salvo quanto previsto  dall'articolo  70-bis
   dell'ordinamento giudiziario, di cui al regio decreto  30  gennaio
   1941, n. 12, e successive modificazioni. 
  5. Nell'attuazione della delega di cui  all'articolo  1,  comma  1,
lettera e), il Governo si attiene  ai  seguenti  principi  e  criteri
direttivi: 
a) prevedere  la  soppressione  di  quindici  posti   di   magistrato
   d'appello previsti in  organico  presso  la  Corte  di  cassazione
   nonche' di tutti i posti di magistrato  d'appello  destinato  alla
   Procura  generale  presso  la  Corte  di  cassazione  e  la   loro
   sostituzione con altrettanti posti di  magistrato  di  cassazione,
   presso i rispettivi uffici; 
b) prevedere  la  soppressione  di  quindici  posti   di   magistrato
   d'appello previsti in organico presso la Corte di cassazione e  la
   loro  sostituzione  con  altrettanti  posti   di   magistrato   di
   tribunale; 
c) prevedere che della pianta  organica  della  Corte  di  cassazione
   facciano parte trentasette magistrati con qualifica non  inferiore
   a magistrato di tribunale con non meno di cinque anni di esercizio
   delle funzioni di merito  destinati  a  prestare  servizio  presso
   l'ufficio del massimario e del ruolo; 
d) prevedere che il servizio prestato per  almeno  otto  anni  presso
   l'ufficio del massimario e del ruolo  della  Corte  di  cassazione
   costituisca,  a  parita'  di  graduatoria,  titolo   preferenziale
   nell'attribuzione delle funzioni giudicanti di legittimita'; 
e) prevedere   l'abrogazione   dell'articolo   116   dell'ordinamento
   giudiziario, di cui al regio decreto 30 gennaio  1941,  n.  12,  e
   successive modificazioni, e prevedere che all'articolo 117 e  alla
   relativa rubrica del citato  ordinamento  giudiziario  di  cui  al
   regio decreto n. 12  del  1941  siano  soppresse  le  parole:  "di
   appello e". 
  6. Nell'attuazione della delega di cui  all'articolo  1,  comma  1,
lettera f), il Governo si attiene  ai  seguenti  principi  e  criteri
direttivi: 
a) provvedere   alla   tipizzazione   delle   ipotesi   di   illecito
   disciplinare  dei  magistrati,  sia  inerenti  l'esercizio   della
   funzione  sia  estranee  alla  stessa,  garantendo   comunque   la
   necessaria completezza della  disciplina  con  adeguate  norme  di
   chiusura, nonche' all'individuazione delle relative sanzioni; 
b) prevedere: 
   1) che il magistrato debba esercitare  le  funzioni  attribuitegli
   con imparzialita', correttezza, diligenza,  laboriosita',  riserbo
   ed equilibrio; 
   2) che in ogni atto di  esercizio  delle  funzioni  il  magistrato
   debba rispettare la dignita' della persona; 
   3) che anche fuori dall'esercizio delle sue funzioni il magistrato
   non  debba  tenere   comportamenti,   ancorche'   legittimi,   che
   compromettano la credibilita' personale, il prestigio e il  decoro
   del magistrato o il prestigio dell'istituzione; 
   4) che la violazione  dei  predetti  doveri  costituisca  illecito
   disciplinare perseguibile nelle ipotesi previste dalle lettere c),
   d) ed e); 
c) salvo quanto stabilito dal numero 11), prevedere che costituiscano
   illeciti disciplinari nell'esercizio delle funzioni: 
   1) i comportamenti che, violando i doveri di cui alla lettera  b),
   arrecano ingiusto danno o indebito vantaggio ad una delle parti; 
   l'omissione  della  comunicazione  al  Consiglio  superiore  della
   magistratura  della  sussistenza  di  una  delle   situazioni   di
   incompatibilita' di cui agli articoli  18  e  19  dell'ordinamento
   giudiziario, di cui al regio decreto 30 gennaio  1941,  n.  12,  e
   successive modificazioni, come modificati ai sensi  della  lettera
   p); la consapevole inosservanza  dell'obbligo  di  astensione  nei
   casi previsti dalla legge; 
   2)  i  comportamenti  abitualmente  o  gravemente  scorretti   nei
   confronti delle parti, dei loro  difensori,  dei  testimoni  o  di
   chiunque abbia rapporti con il magistrato nell'ambito dell'ufficio
   giudiziario,  ovvero  nei  confronti  di  altri  magistrati  o  di
   collaboratori;   l'ingiustificata   interferenza    nell'attivita'
   giudiziaria di altro magistrato; l'omessa  comunicazione  al  capo
   dell'ufficio delle avvenute interferenze da parte  del  magistrato
   destinatario delle medesime; 
   3) la  grave  violazione  di  legge  determinata  da  ignoranza  o
   negligenza inescusabile; il travisamento dei fatti determinato  da
   negligenza inescusabile;  il  perseguimento  di  fini  diversi  da
   quelli  di  giustizia;  l'emissione  di  provvedimenti  privi   di
   motivazione,  ovvero  la  cui  motivazione  consiste  nella   sola
   affermazione della sussistenza  dei  presupposti  di  legge  senza
   indicazione degli elementi di fatto  dai  quali  tale  sussistenza
   risulti, quando la motivazione e' richiesta dalla legge; 
   l'adozione di  provvedimenti  non  con  sentiti  dalla  legge  che
   abbiano leso diritti  personali  o,  in  modo  rilevante,  diritti
   patrimoniali;  la  reiterata  o  grave  inosservanza  delle  norme
   regolamentari  o  delle  disposizioni  sul  servizio   giudiziario
   adottate dagli organi competenti; l'indebito affidamento ad  altri
   del proprio lavoro; l'inosservanza dell'obbligo di  risiedere  nel
   comune  in  cui  ha  sede  l'ufficio,  se  manca  l'autorizzazione
   prevista  dalle  norme  vigenti  e  ne   sia   derivato   concreto
   pregiudizio   all'adempimento   dei   doveri   di   diligenza    e
   laboriosita'; 
   4) il reiterato, grave o  ingiustificato  ritardo  nel  compimento
   degli atti relativi all'esercizio delle funzioni; il sottrarsi  in
   modo abituale e  ingiustificato  al  lavoro  giudiziario;  per  il
   dirigente dell'ufficio  o  il  presidente  di  una  sezione  o  il
   presidente di un collegio, l'omettere di assegnarsi  affari  e  di
   redigere i relativi provvedimenti; l'inosservanza dell'obbligo  di
   rendersi reperibile  per  esigenze  di  ufficio  quando  esso  sia
   imposto  dalla  legge  o  da  disposizione  legittima  dell'organo
   competente; 
   5) i comportamenti che determinano la  divulgazione  di  atti  del
   procedimento coperti dal segreto o di cui sia previsto il  divieto
   di pubblicazione, nonche' la violazione del dovere di riservatezza
   sugli affari in corso di trattazione,  o  sugli  affari  definiti,
   quando e' idonea a ledere diritti altrui; pubbliche  dichiarazioni
   o interviste che, sotto qualsiasi profilo, riguardino i soggetti a
   qualsivoglia titolo coinvolti negli affari in corso di trattazione
   e che non siano stati definiti con sentenza passata in giudicato; 
   6) il tenere  rapporti  in  relazione  all'attivita'  del  proprio
   ufficio con gli organi di informazione al di fuori delle modalita'
   previste al comma 4, lettera f); il sollecitare la pubblicita'  di
   notizie attinenti alla propria  attivita'  di  ufficio  ovvero  il
   costituire e l'utilizzare canali informativi personali riservati o
   privilegiati;  il  rilasciare  dichiarazioni   e   interviste   in
   violazione dei criteri di equilibrio e di misura; 
   7) l'adozione intenzionale  di  provvedimenti  affetti  da  palese
   incompatibilita' tra la parte dispositiva e la  motivazione,  tali
   da manifestare una precostituita e  inequivocabile  contraddizione
   sul piano logico, contenutistico o argomentativo; 
   8) l'omissione, da parte del dirigente l'ufficio o del  presidente
   di una sezione o di un collegio, della comunicazione  agli  organi
   competenti di fatti che possono costituire  illeciti  disciplinari
   compiuti da magistrati dell'ufficio, della sezione o del collegio;
   l'omissione, da parte del dirigente l'ufficio ovvero da parte  del
   magistrato  cui  compete  il   potere   di   sorveglianza,   della
   comunicazione al  Consiglio  superiore  della  magistratura  della
   sussistenza di una delle situazioni di  incompatibilita'  previste
   dagli articoli 18 e 19 dell'ordinamento  giudiziario,  di  cui  al
   regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, e successive  modificazioni,
   come modificati ai sensi della lettera p), ovvero delle situazioni
   che possono dare luogo all'adozione dei provvedimenti di cui  agli
   articoli 2 e 3 del regio decreto legislativo 31  maggio  1946,  n.
   511, come modificati ai sensi delle lettere n) e o); 
   9)  l'adozione  di  provvedimenti  abnormi  ovvero   di   atti   e
   provvedimenti  che  costituiscano  esercizio   di   una   potesta'
   riservata dalla  legge  ad  organi  legislativi  o  amministrativi
   ovvero ad altri organi costituzionali; 
   10) l'emissione di un  provvedimento  restrittivo  della  liberta'
   personale fuori dei casi consentiti dalla  legge,  determinata  da
   negligenza grave ed inescusabile; 
   11) fermo quanto previsto dai numeri 3), 7) e  9),  non  puo'  dar
   luogo    a    responsabilita'    disciplinare    l'attivita'    di
   interpretazione di norme di diritto in conformita' all'articolo 12
   delle disposizioni sulla legge in generale; 
d) prevedere che costituiscano  illeciti  disciplinari  al  di  fuori
   dell'esercizio delle funzioni: 
   1) l'uso della  qualita'  di  magistrato  al  fine  di  conseguire
   vantaggi ingiusti per se' o per altri; 
   2) il frequentare persona sottoposta a procedimento  penale  o  di
   prevenzione comunque trattato dal  magistrato,  o  persona  che  a
   questi  consta  essere  stata  dichiarata  delinquente   abituale,
   professionale o per tendenza o aver subito  condanna  per  delitti
   non colposi alla pena della reclusione superiore a tre anni o  una
   misura   di   prevenzione,   salvo   che   sia   intervenuta    la
   riabilitazione,  ovvero  l'intrattenere  rapporti  consapevoli  di
   affari con una di tali persone; 
   3) l'assunzione di incarichi extragiudiziari senza  la  prescritta
   autorizzazione dell'organo competente; 
   4) lo svolgimento  di  attivita'  incompatibili  con  la  funzione
   giudiziaria o tali da recare concreto pregiudizio all'assolvimento
   dei doveri indicati nella lettera b), numeri 1), 2) e 3); 
   5)  l'ottenere,  direttamente   o   indirettamente,   prestiti   o
   agevolazioni da soggetti che il  magistrato  sa  essere  indagati,
   parti offese,  testimoni  o  comunque  coinvolti  in  procedimenti
   penali  o  civili  pendenti  presso   l'ufficio   giudiziario   di
   appartenenza o presso altro ufficio che si trovi nel distretto  di
   corte d'appello nel quale esercita le funzioni giudiziarie, ovvero
   dai difensori di costoro; 
   6) la pubblica manifestazione di consenso o dissenso in ordine  ad
   un procedimento in corso quando, per la posizione del magistrato o
   per le modalita' con cui il giudizio e'  espresso,  sia  idonea  a
   condizionare la liberta' di decisione nel procedimento medesimo; 
   7) la partecipazione ad associazioni segrete o i cui vincoli  sono
   oggettivamente  incompatibili  con  l'esercizio   delle   funzioni
   giudiziarie; 
   8) l'iscrizione o la partecipazione a partiti politici  ovvero  il
   coinvolgimento nelle attivita' di centri  politici  o  affaristici
   che possano condizionare l'esercizio  delle  funzioni  o  comunque
   appannare l'immagine del magistrato; 
   9) ogni altro comportamento tale da compromettere  l'indipendenza,
   la terzieta' e l'imparzialita'  del  magistrato,  anche  sotto  il
   profilo dell'apparenza; 
   10) l'uso strumentale della qualita' che,  per  la  posizione  del
   magistrato o per  le  modalita'  di  realizzazione,  e'  idoneo  a
   turbare l'esercizio di funzioni costituzionalmente previste; 
e) prevedere che costituiscano illeciti disciplinari  conseguenti  al
   reato: 
   1) i fatti per i quali e' intervenuta condanna irrevocabile  o  e'
   stata pronunciata sentenza ai sensi dell'articolo  444,  comma  2,
   del  codice  di   procedura   penale,   per   delitto   doloso   o
   preterintenzionale, quando la legge stabilisce la  pena  detentiva
   sola o congiunta alla pena pecuniaria; 
   2) i fatti per i quali e' intervenuta condanna irrevocabile  o  e'
   stata pronunciata sentenza ai sensi dell'articolo  444,  comma  2,
   del codice di procedura penale, per  delitto  colposo,  alla  pena
   della  reclusione,  sempre  che  presentino,   per   modalita'   e
   conseguenze, carattere di particolare gravita'; 
   3) i fatti per i quali e' intervenuta condanna irrevocabile  o  e'
   stata pronunciata sentenza ai sensi dell'articolo  444,  comma  2,
   del codice di procedura penale, alla pena dell'arresto, sempre che
   presentino,  per  le  modalita'  di   esecuzione,   carattere   di
   particolare gravita'; 
   4)  altri  fatti  costituenti  reato  idonei  a  compromettere  la
   credibilita' del magistrato, anche se  il  reato  e'  estinto  per
   qualsiasi causa o l'azione  penale  non  puo'  essere  iniziata  o
   proseguita; 
f) prevedere come sanzioni disciplinari: 
   1) l'ammonimento; 
   2) la censura; 
   3) la perdita dell'anzianita'; 
   4) l'incapacita' temporanea ad esercitare un incarico direttivo  o
   semidirettivo; 
   5) la sospensione dalle funzioni da tre mesi a due anni; 
   6) la rimozione; 
g) stabilire che: 
   1) l'ammonimento consista nel richiamo, espresso  nel  dispositivo
   della decisione, all'osservanza da parte del magistrato  dei  suoi
   doveri, in rapporto all'illecito commesso; 
   2)  la  censura  consista  in  un  biasimo  formale  espresso  nel
   dispositivo della decisione; 
   3) la sanzione della perdita dell'anzianita' sia inflitta  per  un
   periodo compreso tra due mesi e due anni; 
   4) la sanzione  della  temporanea  incapacita'  ad  esercitare  un
   incarico direttivo o semidirettivo sia  inflitta  per  un  periodo
   compreso tra sei mesi e due anni. Se il magistrato svolge funzioni
   direttive o semidirettive, debbono essergli conferite  di  ufficio
   altre funzioni non direttive o semidirettive, corrispondenti  alla
   sua qualifica.  Scontata  la  sanzione,  il  magistrato  non  puo'
   riprendere l'esercizio delle funzioni  direttive  o  semidirettive
   presso l'ufficio dove le svolgeva anteriormente alla condanna; 
   5) la sospensione dalle funzioni comporti altresi' la  sospensione
   dallo stipendio ed il collocamento del magistrato fuori dal  ruolo
   organico della magistratura. Al magistrato sospeso e'  corrisposto
   un assegno alimentare pari ai due terzi dello  stipendio  e  delle
   altre competenze di carattere continuativo, se il  magistrato  sta
   percependo il trattamento economico riservato alla prima o seconda
   o terza classe stipendiale; alla meta', se alla  quarta  o  quinta
   classe; ad un terzo, se alla sesta o settima classe; 
   6) la rimozione determini la cessazione del rapporto di servizio; 
   7) quando, per il  concorso  di  piu'  illeciti  disciplinari,  si
   dovrebbero irrogare piu' sanzioni meno gravi,  si  applichi  altra
   sanzione di maggiore gravita', sola o congiunta  con  quella  meno
   grave se compatibile; 
   8) la sanzione di cui al numero 6) sia eseguita  mediante  decreto
   del Presidente della Repubblica; 
h) prevedere che siano puniti con  la  sanzione  non  inferiore  alla
   censura: 
   1) i comportamenti che, violando i doveri di cui alla lettera  b),
   arrecano ingiusto danno o indebito vantaggio ad una delle parti; 
   2) la consapevole inosservanza dell'obbligo di astensione nei casi
   previsti dalla legge; 
   3) l'omissione, da parte dell'interessato, della comunicazione  al
   Consiglio superiore della magistratura della  sussistenza  di  una
   delle cause di incompatibilita' di  cui  agli  articoli  18  e  19
   dell'ordinamento giudiziario, di cui al regio decreto  30  gennaio
   1941, n. 12, come modificati ai sensi della lettera p); 
   4) il tenere comportamenti che,  a  causa  dei  rapporti  comunque
   esistenti con i soggetti coinvolti nel procedimento ovvero a causa
   di avvenute interferenze, costituiscano violazione del  dovere  di
   imparzialita'; 
   5) i comportamenti previsti dal numero 2) della lettera c); 
   6) il perseguimento di fini diversi da quelli di giustizia; 
   7) il reiterato o grave ritardo nel compimento degli atti relativi
   all'esercizio delle funzioni; 
   8) la scarsa laboriosita', se abituale; 
   9) la grave o abituale violazione del dovere di riservatezza; 
   10) l'uso della qualita'  di  magistrato  al  fine  di  conseguire
   vantaggi ingiusti; 
   11)  lo  svolgimento  di  incarichi  extragiudiziari  senza  avere
   richiesto o ottenuto la prescritta  autorizzazione  dal  Consiglio
   superiore della magistratura, qualora per l'entita'  e  la  natura
   dell'incarico il fatto non si appalesi di particolare gravita'; 
i) prevedere che siano puniti con una  sanzione  non  inferiore  alla
   perdita dell'anzianita': 
   1) i comportamenti che, violando i doveri di cui alla lettera  b),
   arrecano grave ed ingiusto danno o indebito vantaggio ad una delle
   parti; 
   2) l'uso della  qualita'  di  magistrato  al  fine  di  conseguire
   vantaggi ingiusti, se abituale e grave; 
   3) i comportamenti previsti dal numero 2) della lettera d); 
l) stabilire che: 
   1) sia punita con la sanzione della incapacita' ad  esercitare  un
   incarico direttivo o semidirettivo  l'interferenza  nell'attivita'
   di altro magistrato da parte  del  dirigente  dell'ufficio  o  del
   presidente della sezione, se ripetuta o grave; 
   2) sia punita con una  sanzione  non  inferiore  alla  sospensione
   dalle funzioni l'accettazione e lo  svolgimento  di  incarichi  ed
   uffici vietati dalla legge ovvero l'accettazione e lo  svolgimento
   di incarichi per i quali non e'  stata  richiesta  o  ottenuta  la
   prescritta autorizzazione,  qualora  per  l'entita'  e  la  natura
   dell'incarico il fatto si appalesi di particolare gravita'; 
   3) sia rimosso il magistrato che  sia  stato  condannato  in  sede
   disciplinare per i fatti previsti dalla lettera d), numero 5), che
   incorre nella interdizione  perpetua  o  temporanea  dai  pubblici
   uffici in seguito a condanna penale o che incorre in una  condanna
   a pena detentiva per delitto non colposo non inferiore ad un  anno
   la cui esecuzione non sia stata sospesa ai  sensi  degli  articoli
   163 e 164 del  codice  penale  o  per  la  quale  sia  intervenuto
   provvedimento di revoca della sospensione ai  sensi  dell'articolo
   168 dello stesso codice; 
m) stabilire    che,    nell'infliggere    una    sanzione    diversa
   dall'ammonimento e dalla rimozione, la  sezione  disciplinare  del
   Consiglio  superiore  della   magistratura   possa   disporre   il
   trasferimento del magistrato ad altra  sede  o  ad  altro  ufficio
   quando, per la condotta tenuta, la permanenza nella stessa sede  o
   nello stesso ufficio appare in contrasto  con  il  buon  andamento
   dell'amministrazione della giustizia. Il trasferimento  e'  sempre
   disposto quando ricorre una delle violazioni previste  dal  numero
   1) della lettera c), ad eccezione  dell'inosservanza  dell'obbligo
   di astensione nei casi previsti dalla  legge  e  dell'inosservanza
   dell'obbligo della  comunicazione  al  Consiglio  superiore  della
   magistratura, dal  numero  l)  della  lettera  d),  ovvero  se  e'
   inflitta la sanzione della sospensione dalle funzioni; 
n) prevedere che, nei casi di procedimento disciplinare per  addebiti
   punibili con una sanzione diversa dall'ammonimento,  su  richiesta
   del Ministro della giustizia o del Procuratore generale presso  la
   Corte di cassazione, ove sussistano gravi elementi  di  fondatezza
   dell'azione  disciplinare  e  ricorrano  motivi   di   particolare
   urgenza, possa essere  disposto  dalla  sezione  disciplinare  del
   Consiglio  superiore  della  magistratura,  in  via  cautelare   e
   provvisoria. il trasferimento ad altra sede o la  destinazione  ad
   altre funzioni; modificare il secondo comma  dell'articolo  2  del
   regio decreto legislativo 31 maggio 1946, n. 511, stabilendo  che,
   fermo quanto previsto dalla lettera m) e dalla prima  parte  della
   presente  lettera,  in  sede  di  procedimento  disciplinare,   il
   trasferimento ad altra sede o la destinazione  ad  altre  funzioni
   possano  essere  disposti  con  procedimento  amministrativo   dal
   Consiglio  superiore  della  magistratura  solo  per   una   causa
   incolpevole tale da impedire al  magistrato  di  svolgere  le  sue
   funzioni,  nella  sede  occupata,   con   piena   indipendenza   e
   imparzialita'; prevedere che alla data di entrata  in  vigore  del
   primo dei decreti legislativi emanati nell'esercizio della  delega
   di cui  all'articolo  1,  comma  1,  lettera  f),  i  procedimenti
   amministrativi di trasferimento di ufficio ai sensi  dell'articolo
   2, secondo comma, del regio decreto legislativo 31 maggio 1946, n.
   511, pendenti presso il Consiglio  superiore  della  magistratura,
   per   fatti   astrattamente   riconducibili    alle    fattispecie
   disciplinari  previste  dal  presente  comma  siano  trasmessi  al
   Procuratore generale presso la Corte  di  cassazione  per  le  sue
   determinazioni in ordine all'azione disciplinare; 
o) prevedere  la  modifica  dell'articolo   3   del   regio   decreto
   legislativo 31 maggio 1946,  n.  511,  consentendo  anche  di  far
   transitare   nella   pubblica   amministrazione,   con    funzioni
   amministrative, i magistrati dispensati dal servizio; 
p) ridisciplinare  le  ipotesi  di  cui  agli  articoli   18   e   19
   dell'ordinamento giudiziario, di cui al regio decreto  30  gennaio
   1941, n. 12, e successive modificazioni, in maniera piu'  puntuale
   e   rigorosa   prevedendo,   salvo   eccezioni    specificatamente
   disciplinate con  riferimento  all'entita'  dell'organico  nonche'
   alla diversita' di incarico, l'incompatibilita' per il  magistrato
   a svolgere l'attivita' presso il medesimo ufficio in  cui  parenti
   sino al secondo grado, affini in primo  grado,  il  coniuge  o  il
   convivente esercitano la professione di magistrato o di avvocato o
   di ufficiale o agente di polizia giudiziaria; 
q) equiparare gli effetti della decadenza a quelli delle dimissioni. 
  7. Nell'attuazione della delega di cui  all'articolo  1,  comma  1,
lettera f), il Governo si attiene, per quel che riguarda la procedura
per l'applicazione delle sanzioni disciplinari, ai seguenti  principi
e criteri direttivi: 
a) prevedere che le funzioni di pubblico ministero  nel  procedimento
   disciplinare siano esercitate dal Procuratore generale  presso  la
   Corte di cassazione o da un suo sostituto, e che all'attivita'  di
   indagine relativa al procedimento disciplinare proceda il pubblico
   ministero; 
b) stabilire che: 
   1) l'azione disciplinare sia promossa entro un anno dalla  notizia
   del fatto, acquisita a seguito di sommarie indagini preliminari  o
   di denuncia circostanziata o di segnalazione  del  Ministro  della
   giustizia; 
   2)  entro  un  anno  dall'inizio  del  procedimento  debba  essere
   richiesta l'emissione del decreto che fissa la  discussione  orale
   davanti alla sezione disciplinare; entro un anno  dalla  richiesta
   debba pronunciarsi la sezione  disciplinare.  Se  la  sentenza  e'
   annullata  in  tutto  o  in  parte  a  seguito  del  ricorso   per
   cassazione, il termine per la pronuncia nel giudizio di rinvio  e'
   di un anno e decorre dalla data in cui  vengono  restituiti  dalla
   Corte di cassazione gli atti del procedimento. Se  i  termini  non
   sono osservati, il procedimento disciplinare si  estingue,  sempre
   che l'incolpato vi consenta; 
   3) il corso dei termini sia sospeso: 
     3.1) se per  il  medesimo  fatto  e'  iniziato  il  procedimento
     penale, riprendendo a decorrere dalla data in cui  non  e'  piu'
     soggetta ad impugnazione la sentenza di non  luogo  a  procedere
     ovvero sono divenuti  irrevocabili  la  sentenza  o  il  decreto
     penale di condanna; 
     3.2) se durante il  procedimento  disciplinare  viene  sollevata
     questione  di   legittimita'   costituzionale,   riprendendo   a
     decorrere dal giorno in cui e'  pubblicata  la  decisione  della
     Corte costituzionale; 
     3.3) se l'incolpato e' sottoposto a perizia  o  ad  accertamenti
     specialistici, e per tutto il tempo necessario; 
     3.4) se il procedimento disciplinare  e'  rinviato  a  richiesta
     dell'incolpato  o  del   suo   difensore   o   per   impedimento
     dell'incolpato o del suo difensore; 
c) prevedere che: 
   1) il  Ministro  della  giustizia  abbia  facolta'  di  promuovere
   l'azione  disciplinare   mediante   richiesta   di   indagini   al
   Procuratore generale presso la Corte di cassazione. 
   Dell'iniziativa  il  Ministro  da'  comunicazione   al   Consiglio
   superiore della magistratura, con indicazione sommaria  dei  fatti
   per i quali si procede; 
   2) il Procuratore generale presso la  Corte  di  cassazione  abbia
   l'obbligo   di   esercitare    l'azione    disciplinare    dandone
   comunicazione al Ministro della giustizia e al Consiglio superiore
   della magistratura, con indicazione sommaria dei fatti per i quali
   si procede. Il Ministro della giustizia, se ritiene  che  l'azione
   disciplinare deve essere estesa ad altri fatti, ne fa richiesta al
   Procuratore generale, ed analoga richiesta  puo'  fare  nel  corso
   delle indagini; 
   3)  il  Consiglio  superiore  della   magistratura,   i   consigli
   giudiziari e  i  dirigenti  degli  uffici  debbano  comunicare  al
   Ministro della giustizia e al Procuratore generale presso la Corte
   di cassazione ogni fatto rilevante sotto il profilo disciplinare. 
   I presidenti  di  sezione  e  i  presidenti  di  collegio  debbono
   comunicare  ai  dirigenti  degli  uffici   i   fatti   concernenti
   l'attivita' dei magistrati della sezione o del collegio che  siano
   rilevanti sotto il profilo disciplinare; 
   4) la richiesta di indagini rivolta dal Ministro  della  giustizia
   al Procuratore generale o la comunicazione da quest'ultimo data al
   Consiglio superiore della magistratura  ai  sensi  del  numero  2)
   determinino a tutti gli effetti l'inizio del procedimento; 
   5) il Procuratore generale presso la  Corte  di  cassazione  possa
   contestare fatti nuovi nel corso delle indagini, anche se l'azione
   e' stata promossa dal Ministro della giustizia, salva la  facolta'
   del Ministro di cui al numero 2), ultimo periodo; 
d) stabilire che: 
   1) dell'inizio del procedimento debba  essere  data  comunicazione
   entro trenta giorni all'incolpato con l'indicazione del fatto  che
   gli viene addebitato; analoga comunicazione debba essere data  per
   le ulteriori contestazioni di cui al numero 5) della lettera c). 
   L'incolpato puo' farsi assistere  da  altro  magistrato  o  da  un
   avvocato, designati in qualunque  momento  dopo  la  comunicazione
   dell'addebito, nonche', se del caso, da un consulente tecnico; 
   2)  gli  atti  di  indagine  non  preceduti  dalla   comunicazione
   all'incolpato o dall'avviso al difensore, se gia' designato, siano
   nulli, ma la nullita' non possa essere piu' rilevata quando non e'
   dedotta con dichiarazione scritta e motivata nel termine di  dieci
   giorni dalla data in cui l'interessato  ha  avuto  conoscenza  del
   contenuto  di  tali  atti  o,  in  mancanza,   da   quella   della
   comunicazione del decreto che fissa la discussione  orale  davanti
   alla sezione disciplinare; 
   3)  per  l'attivita'  di  indagine   si   osservino,   in   quanto
   compatibili, le norme del codice di  procedura  penale,  eccezione
   fatta per quelle che comportano l'esercizio di  poteri  coercitivi
   nei confronti dell'imputato, delle persone  informate  sui  fatti,
   dei periti e degli interpreti; si applica comunque quanto previsto
   dall'articolo 133 del codice di  procedura  penale.  Alle  persone
   informate sui fatti,  ai  periti  e  interpreti  si  applicano  le
   disposizioni degli articoli 366, 371-bis, 371-ter, 372, 373,  376,
   377 e 384 del codice penale; prevedere che il Procuratore generale
   presso la Corte di cassazione, se lo ritenga  necessario  ai  fini
   delle sue determinazioni sull'azione disciplinare, possa acquisire
   atti coperti da segreto  investigativo  senza  che  detto  segreto
   possa essergli opposto; prevedere altresi' che nel caso in cui  il
   Procuratore  generale   acquisisca   atti   coperti   da   segreto
   investigativo  ed  il  procuratore  della   Repubblica   comunichi
   motivatamente che dalla loro pubblicizzazione possa derivare grave
   pregiudizio alle indagini, il Procuratore  generale  disponga  con
   decreto che i detti atti rimangano  segreti  per  un  periodo  non
   superiore a dodici mesi e sospenda  il  procedimento  disciplinare
   per un analogo periodo; 
   4) per gli atti da compiersi fuori dal suo  ufficio,  il  pubblico
   ministero possa richiedere altro magistrato in servizio presso  la
   procura generale della corte d'appello nel  cui  distretto  l'atto
   deve essere compiuto; 
   5) al termine delle  indagini,  il  Procuratore  generale  con  le
   richieste conclusive di cui alla lettera  e)  invii  alla  sezione
   disciplinare il fascicolo del procedimento e ne dia  comunicazione
   all'incolpato; il fascicolo sia depositato nella segreteria  della
   sezione a disposizione dell'incolpato, con facolta'  di  prenderne
   visione e di estrarre copia degli atti; 
e) prevedere che: 
   1) il Procuratore generale  presso  la  Corte  di  cassazione,  al
   termine delle indagini,  se  non  ritiene  di  dover  chiedere  la
   declaratoria di non luogo a procedere,  formuli  l'incolpazione  e
   chieda al presidente  della  sezione  disciplinare  la  fissazione
   dell'udienza di discussione orale; il Procuratore generale  presso
   la  Corte  di  cassazione  da'  comunicazione  al  Ministro  della
   giustizia delle sue determinazioni ed invia copia dell'atto; 
   2) il Ministro della giustizia, nell'ipotesi in cui abbia promosso
   l'azione disciplinare, ovvero abbia chiesto  l'integrazione  della
   contestazione, in caso di richiesta di declaratoria di non luogo a
   procedere, abbia facolta'  di  proporre  opposizione  entro  dieci
   giorni,  presentando  memoria.  Il   Consiglio   superiore   della
   magistratura decide in camera di consiglio, sentite le parti; 
   3) il Ministro della giustizia, entro venti giorni dal ricevimento
   della  comunicazione  di  cui  al  numero   1),   possa   chiedere
   l'integrazione e, nel caso di azione disciplinare da lui promossa,
   la modificazione della contestazione, cui provvede il  Procuratore
   generale presso la Corte di cassazione; 
   4)  il  presidente  della  sezione  disciplinare  fissi,  con  suo
   decreto,  il  giorno  della  discussione  orale,  con  avviso   ai
   testimoni e ai periti; 
   5) il decreto di cui al numero 4)  sia  comunicato,  almeno  dieci
   giorni prima della data  fissata  per  la  discussione  orale,  al
   pubblico  ministero  e  all'incolpato  nonche'  al  difensore   di
   quest'ultimo se gia' designato e al Ministro della giustizia; 
   6) nel caso in cui il Procuratore generale ritenga  che  si  debba
   escludere  l'addebito,  faccia  richiesta  motivata  alla  sezione
   disciplinare per la declaratoria di non luogo a  procedere.  Della
   richiesta e'  data  comunicazione  al  Ministro  della  giustizia,
   nell'ipotesi in cui egli  abbia  promosso  l'azione  disciplinare,
   ovvero richiesto l'integrazione della contestazione, con invio  di
   copia dell'atto; 
   7) il Ministro della giustizia, entro dieci giorni dal ricevimento
   della comunicazione di cui al numero 6),  possa  richiedere  copia
   degli  atti  del  procedimento  nell'ipotesi  in  cui  egli  abbia
   promosso l'azione disciplinare,  ovvero  richiesto  l'integrazione
   della contestazione, e, nei venti giorni successivi alla ricezione
   degli  stessi,  possa  richiedere  al  presidente  della   sezione
   disciplinare la  fissazione  dell'udienza  di  discussione  orale,
   formulando l'incolpazione; 
   8) decorsi i termini di cui al numero 7), sulla richiesta  di  non
   luogo a procedere la sezione  disciplinare  decida  in  camera  di
   consiglio. Se rigetta la richiesta, provvede nei modi previsti dai
   numeri 4) e 5). Sulla richiesta del Ministro  della  giustizia  di
   fissazione della discussione orale, si provvede nei modi  previsti
   nei numeri 4) e 5) e le  funzioni  di  pubblico  ministero,  nella
   discussione orale, sono esercitate dal Procuratore generale presso
   la Corte di cassazione o da un suo sostituto; 
   9) della data fissata per la discussione orale sia dato avviso  al
   Ministro della giustizia, nell'ipotesi in cui egli abbia  promosso
   l'azione  disciplinare,  ovvero  richiesto  l'integrazione   della
   contestazione, il quale puo' esercitare la facolta' di partecipare
   all'udienza delegando un magistrato dell'Ispettorato generale; 
   10) il delegato del  Ministro  della  giustizia  possa  presentare
   memorie,  esaminare  testi,  consulenti  e  periti  e  interrogare
   l'incolpato; 
f) prevedere che: 
   1)  nella  discussione   orale   un   componente   della   sezione
   disciplinare nominato dal presidente svolga la relazione; 
   2) l'udienza sia pubblica; tuttavia la  sezione  disciplinare,  su
   richiesta di una delle  parti,  possa  comunque  disporre  che  la
   discussione non sia pubblica se ricorrono esigenze di tutela della
   credibilita' della funzione giudiziaria, con riferimento ai  fatti
   contestati ed all'ufficio che l'incolpato occupa, ovvero  esigenze
   di tutela del diritto dei terzi; 
   3) la sezione disciplinare possa assumere anche d'ufficio tutte le
   prove che ritiene utili, possa disporre o consentire la lettura di
   rapporti dell'Ispettorato generale del Ministero della  giustizia,
   dei consigli giudiziari e dei dirigenti degli uffici,  la  lettura
   di atti dei fascicoli personali nonche' delle prove acquisite  nel
   corso delle indagini; possa consentire l'esibizione  di  documenti
   da parte del pubblico ministero, dell'incolpato e del delegato del
   Ministro della giustizia. Si osservano, in quanto compatibili,  le
   norme del codice di procedura penale sul  dibattimento,  eccezione
   fatta per quelle che comportano l'esercizio di  poteri  coercitivi
   nei confronti dell'imputato, dei testimoni,  dei  periti  e  degli
   interpreti; resta fermo  quanto  previsto  dall'articolo  133  del
   codice di procedura penale. Ai testimoni, periti e  interpreti  si
   applicano le disposizioni di cui agli articoli 366, 372, 373, 376,
   377 e 384 del codice penale; 
   4)  la   sezione   disciplinare   deliberi   immediatamente   dopo
   l'assunzione delle prove, le conclusioni del  pubblico  ministero,
   del  delegato  del  Ministro  della  giustizia  e   della   difesa
   dell'incolpato;  questi  debba  essere  sentito  per  ultimo.   Il
   pubblico ministero non assiste alla  deliberazione  in  camera  di
   consiglio; 
   5) se non e' raggiunta prova sufficiente dell'addebito, la sezione
   disciplinare ne dichiari esclusa la sussistenza; 
   6) i motivi della sentenza siano depositati nella segreteria della
   sezione disciplinare entro trenta giorni dalla deliberazione; 
   7) dei provvedimenti adottati dalla sezione disciplinare sia  data
   comunicazione al Ministro della  giustizia,  nell'ipotesi  in  cui
   egli  abbia  promosso  l'azione  disciplinare,  ovvero   richiesto
   l'integrazione della contestazione, con invio di copia  integrale,
   anche ai fini della decorrenza dei termini per la proposizione del
   ricorso alle sezioni unite della Corte di cassazione. Il  Ministro
   puo' richiedere copia degli atti del procedimento; 
g) stabilire che: 
   1)   l'azione   disciplinare   sia   promossa    indipendentemente
   dall'azione civile di risarcimento del danno o dall'azione  penale
   relativa allo stesso fatto, fermo  restando  quanto  previsto  dal
   numero 3) della lettera b); 
   2) abbiano autorita' di cosa giudicata nel  giudizio  disciplinare
   la sentenza  penale  irrevocabile  di  condanna,  quella  prevista
   dall'articolo 444, comma 2, del codice di procedura penale, che e'
   equiparata alla sentenza di condanna,  e  quella  irrevocabile  di
   assoluzione pronunciata perche' il fatto non  sussiste  o  perche'
   l'imputato non lo ha commesso; 
h) prevedere che: 
   1) a richiesta del Ministro  della  giustizia  o  del  Procuratore
   generale presso la Corte di cassazione,  la  sezione  disciplinare
   sospenda dalle funzioni e dallo stipendio  e  collochi  fuori  dal
   ruolo organico della  magistratura  il  magistrato,  sottoposto  a
   procedimento penale, nei cui  confronti  sia  stata  adottata  una
   misura cautelare personale; 
   2) la sospensione permanga sino  alla  sentenza  di  non  luogo  a
   procedere non  piu'  soggetta  ad  impugnazione  o  alla  sentenza
   irrevocabile  di  proscioglimento;  la  sospensione  debba  essere
   revocata, anche d'ufficio, dalla sezione  disciplinare,  allorche'
   la misura cautelare e' revocata per carenza  di  gravi  indizi  di
   colpevolezza;  la  sospensione  possa   essere   revocata,   anche
   d'ufficio, negli altri  casi  di  revoca  o  di  cessazione  degli
   effetti della misura cautelare; 
   3) al magistrato sospeso sia  corrisposto  un  assegno  alimentare
   nella misura indicata nel secondo  periodo  del  numero  5)  della
   lettera g) del comma 6; 
   4) il magistrato riacquisti il diritto agli stipendi e alle  altre
   competenze  non  percepiti,  detratte  le  somme  corrisposte  per
   assegno alimentare, se e' prosciolto con sentenza irrevocabile  ai
   sensi dell'articolo 530  del  codice  di  procedura  penale.  Tale
   disposizione si applica anche se e' pronunciata nei suoi confronti
   sentenza di proscioglimento per ragioni diverse o sentenza di  non
   luogo a procedere non  piu'  soggetta  ad  impugnazione,  qualora,
   essendo   stato   il   magistrato   sottoposto   a    procedimento
   disciplinare, lo stesso si sia concluso con la pronuncia  indicata
   nel numero 3) della lettera m); 
i) prevedere che: 
   1) quando il magistrato e' sottoposto a  procedimento  penale  per
   delitto non colposo punibile, anche in via alternativa,  con  pena
   detentiva, o quando al  medesimo  possono  essere  ascritti  fatti
   rilevanti sotto il profilo disciplinare che, per la loro gravita',
   siano incompatibili con l'esercizio delle  funzioni,  il  Ministro
   della giustizia o il  Procuratore  generale  presso  la  Corte  di
   cassazione  possano  chiedere  la  sospensione   cautelare   dalle
   funzioni e dallo stipendio, e  il  collocamento  fuori  dal  ruolo
   organico  della  magistratura,   anche   prima   dell'inizio   del
   procedimento disciplinare; 
   2) la sezione disciplinare convochi il magistrato con un preavviso
   di almeno tre giorni e provveda dopo aver sentito l'interessato  o
   dopo aver constatato la sua mancata presentazione.  Il  magistrato
   puo' farsi assistere da altro magistrato o da  un  avvocato  anche
   nel corso del procedimento di sospensione cautelare; 
   3) la sospensione possa essere revocata dalla sezione disciplinare
   in qualsiasi momento, anche d'ufficio; 
   4) si applichino le disposizioni di cui alla lettera h), numeri 3)
   e 4); 
l) prevedere che: 
   1) contro i provvedimenti in materia di sospensione  di  cui  alle
   lettere h) ed i) e contro le sentenze della sezione  disciplinare,
   l'incolpato, il Ministro della giustizia e il Procuratore generale
   presso  la  Corte  di  cassazione  possano  proporre  ricorso  per
   cassazione, nei termini e con le  forme  previsti  dal  codice  di
   procedura penale. Nei confronti dei provvedimenti  in  materia  di
   sospensione di cui alle lettere h) ed i) il ricorso non ha effetto
   sospensivo del provvedimento impugnato; 
   2) la Corte di cassazione decida a sezioni unite penali, entro sei
   mesi dalla data di proposizione del ricorso; 
m) prevedere che: 
   1) il magistrato sottoposto a procedimento penale e  cautelarmente
   sospeso abbia diritto ad essere reintegrato a  tutti  gli  effetti
   nella situazione anteriore qualora  sia  prosciolto  con  sentenza
   irrevocabile ovvero sia pronunciata nei suoi confronti sentenza di
   non luogo a procedere non piu' soggetta  ad  impugnazione.  Se  il
   posto prima occupato non e' vacante,  ha  diritto  di  scelta  fra
   quelli disponibili, ed entro un anno puo' chiedere  l'assegnazione
   ad  ufficio  analogo  a  quello  originariamente  ricoperto,   con
   precedenza rispetto ad altri eventuali concorrenti; 
   2) la  sospensione  cautelare  cessi  di  diritto  quando  diviene
   definitiva la pronuncia della sezione disciplinare che conclude il
   procedimento; 
   3) se e' pronunciata sentenza  di  non  luogo  a  procedere  o  se
   l'incolpato e' assolto o condannato ad una sanzione diversa  dalla
   rimozione o dalla sospensione dalle funzioni per un tempo  pari  o
   superiore alla durata della  sospensione  cautelare  eventualmente
   disposta, siano corrisposti gli arretrati dello stipendio e  delle
   altre competenze non percepiti, detratte le  somme  gia'  riscosse
   per assegno alimentare; 
n) prevedere che: 
   1) in ogni tempo sia ammessa la revisione delle sentenze  divenute
   irrevocabili,  con  le  quali  e'  stata  applicata  una  sanzione
   disciplinare, quando: 
     1.1)  i  fatti  posti  a  fondamento  della  sentenza  risultano
     incompatibili  con  quelli  accertati  in  una  sentenza  penale
     irrevocabile ovvero in una sentenza di non luogo a procedere non
     piu' soggetta ad impugnazione; 
     1.2) sono sopravvenuti o si scoprono, dopo la  decisione,  nuovi
     elementi di prova, che, soli o uniti a quelli gia' esaminati nel
     procedimento    disciplinare,     dimostrano     l'insussistenza
     dell'illecito; 
     1.3) il  giudizio  di  responsabilita'  e  l'applicazione  della
     relativa sanzione sono stati determinati da falsita'  ovvero  da
     altro reato accertato con sentenza irrevocabile; 
   2) gli elementi in base ai quali si chiede la revisione debbano, a
   pena di inammissibilita' della domanda, essere tali da  dimostrare
   che, se accertati, debba essere escluso l'addebito o debba  essere
   applicata una sanzione diversa  da  quella  inflitta  se  trattasi
   della rimozione, ovvero se dalla sanzione applicata e'  conseguito
   il trasferimento d'ufficio; 
   3) la revisione possa essere chiesta dal magistrato  al  quale  e'
   stata applicata la sanzione disciplinare o, in caso di morte o  di
   sopravvenuta incapacita' di questi, da un suo  prossimo  congiunto
   che vi abbia interesse anche soltanto morale; 
   4) l'istanza di revisione sia proposta personalmente o  per  mezzo
   di  procuratore  speciale.  Essa  deve  contenere,   a   pena   di
   inammissibilita', l'indicazione  specifica  delle  ragioni  e  dei
   mezzi di prova che  la  giustificano  e  deve  essere  presentata,
   unitamente ad eventuali atti e documenti,  alla  segreteria  della
   sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura; 
   5) nei casi previsti dai numeri 1.1)  e  1.3),  all'istanza  debba
   essere unita copia autentica della sentenza penale; 
   6) la revisione possa essere  chiesta  anche  dal  Ministro  della
   giustizia  e  dal  Procuratore  generale  presso   la   Corte   di
   cassazione, alle condizioni di cui ai numeri 1)  e  2)  e  con  le
   modalita' di cui ai numeri 4) e 5); 
   7) la sezione disciplinare acquisisca gli  atti  del  procedimento
   disciplinare  e,  sentiti  il   Ministro   della   giustizia,   il
   Procuratore generale presso la Corte di cassazione,  l'istante  ed
   il suo difensore, dichiari inammissibile l'istanza di revisione se
   proposta fuori dai casi di cui al numero 2), o senza  l'osservanza
   delle  disposizioni  di  cui  al  numero  4)  ovvero  se   risulta
   manifestamente infondata; altrimenti, disponga  il  procedersi  al
   giudizio di revisione, al quale si applicano  le  norme  stabilite
   per il procedimento disciplinare; 
   8) contro la decisione che  dichiara  inammissibile  l'istanza  di
   revisione sia ammesso ricorso  alle  sezioni  unite  penali  della
   Corte di cassazione; 
   9) in caso di accoglimento dell'istanza di  revisione  la  sezione
   disciplinare revochi la precedente decisione; 
   10) il magistrato assolto con decisione irrevocabile a seguito  di
   giudizio di revisione abbia diritto alla  integrale  ricostruzione
   della carriera nonche' a percepire gli arretrati dello stipendio e
   delle  altre  competenze  non   percepiti,   detratte   le   somme
   corrisposte  per  assegno  alimentare,  rivalutati  in  base  alla
   variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie
   di operai e di impiegati. 
  8. Nell'attuazione della delega di cui  all'articolo  1,  comma  1,
lettera g), il Governo si attiene  ai  seguenti  principi  e  criteri
direttivi: 
a) prevedere che semestralmente, a cura del Consiglio superiore della
   magistratura,   sia   reso   noto   l'elenco    degli    incarichi
   extragiudiziari  il  cui  svolgimento  e'  stato  autorizzato  dal
   Consiglio  stesso,  indicando   l'ente   conferente,   l'eventuale
   compenso percepito, la natura  e  la  durata  dell'incarico  e  il
   numero degli  incarichi  precedentemente  assolti  dal  magistrato
   nell'ultimo triennio; 
b) prevedere che analoga  pubblicita'  semestrale  sia  data,  per  i
   magistrati di rispettiva competenza, dal Consiglio  di  presidenza
   della giustizia amministrativa, dal Consiglio di presidenza  della
   Corte dei conti, dal Consiglio della magistratura militare  e  dal
   Ministero  della   giustizia   relativamente   agli   avvocati   e
   procuratori dello Stato; 
c) prevedere che la pubblicita' di cui  alle  lettere  a)  e  b)  sia
   realizzata mediante pubblicazione  nei  bollettini  periodici  dei
   rispettivi Consigli e Ministero. 
  9. Nell'esercizio della delega di cui all'articolo 1, comma  3,  il
Governo definisce la disciplina transitoria attenendosi  ai  seguenti
principi e criteri direttivi: 
a) prevedere che, ai concorsi di cui alla  lettera  a)  del  comma  1
   indetti fino al quinto anno successivo alla data  di  acquisto  di
   efficacia del primo dei decreti legislativi emanati nell'esercizio
   della delega di cui all'articolo 1, comma  1,  lettera  a),  siano
   ammessi  anche  coloro  che  hanno   conseguito   la   laurea   in
   giurisprudenza a seguito di  corso  universitario  di  durata  non
   inferiore a quattro anni, essendosi iscritti al relativo corso  di
   laurea anteriormente all'anno accademico 1998-1999; 
b) prevedere che il requisito della partecipazione al corso, previsto
   dalla lettera g), numeri 1) e 3), dalla lettera  h),  numero  17),
   dalla lettera i), numero 6), e  dalla  lettera  l),  numeri  3.1),
   3.2), 4.1), 4.2), 7.1), 7.2), 9.1)  e  9.2)  del  comma  1,  possa
   essere richiesto solo dopo  l'entrata  in  funzione  della  Scuola
   superiore della magistratura, di cui al comma 2; 
c) prevedere che i magistrati in servizio alla data  di  acquisto  di
   efficacia del primo dei decreti legislativi emanati nell'esercizio
   della delega di cui all'articolo 1, comma 1, lettera a), entro  il
   termine di tre mesi dalla predetta  data,  possano  richiedere  il
   mutamento delle  funzioni  nello  stesso  grado  da  giudicanti  a
   requirenti e viceversa; l'effettivo mutamento di funzioni,  previa
   valutazione  positiva  da  parte  del  Consiglio  superiore  della
   magistratura,  si  realizzera'  nel  limite  dei   posti   vacanti
   individuati annualmente nei cinque anni successivi; che,  ai  fini
   del  mutamento  di  funzioni,   il   Consiglio   superiore   della
   magistratura formera' la graduatoria  dei  magistrati  richiedenti
   sulla base dell'eventuale anzianita' di  servizio  nelle  funzioni
   verso le quali si chiede il mutamento e, a parita' o in assenza di
   anzianita', sulla base dell'anzianita' di servizio; che la  scelta
   nell'ambito  dei  posti  vacanti  avvenga  secondo   l'ordine   di
   graduatoria e debba comunque riguardare un ufficio avente sede  in
   un diverso circondario nell'ipotesi di esercizio  di  funzioni  di
   primo grado e un ufficio avente sede in un diverso distretto,  con
   esclusione di quello competente  ai  sensi  dell'articolo  11  del
   codice di procedura penale, nell'ipotesi di esercizio di  funzioni
   di secondo grado; che il rifiuto  del  magistrato  richiedente  ad
   operare la scelta secondo  l'ordine  di  graduatoria  comporti  la
   rinuncia alla richiesta di mutamento nelle funzioni; 
d) prevedere che le norme di cui ai numeri 3.1), 3.2),  4.1)  e  4.2)
   della lettera l) del comma 1 non si applichino ai magistrati  che,
   alla  data  di  acquisto  di  efficacia  del  primo  dei   decreti
   legislativi   emanati   nell'esercizio   della   delega   di   cui
   all'articolo 1, comma 1, lettera  a),  abbiano  gia'  compiuto,  o
   compiano nei successivi ventiquattro mesi, tredici anni dalla data
   del decreto di nomina ad uditore giudiziario; 
e) prevedere che le norme di cui ai numeri 7.1), 7.2),  9.1)  e  9.2)
   della lettera l) del comma 1 non si applichino ai magistrati  che,
   alla  data  di  acquisto  di  efficacia  del  primo  dei   decreti
   legislativi   emanati   nell'esercizio   della   delega   di   cui
   all'articolo 1, comma 1, lettera  a),  abbiano  gia'  compiuto,  o
   compiano nei successivi ventiquattro mesi, venti anni  dalla  data
   del decreto di nomina ad uditore giudiziario; 
f) prevedere che ai magistrati di cui alle lettere d) ed e),  per  un
   periodo di tempo non superiore a tre anni a decorrere  dalla  data
   di acquisto di efficacia del primo dei decreti legislativi emanati
   nell'esercizio della  delega  di  cui  all'articolo  1,  comma  1,
   lettera a), e fatta salva la facolta' di partecipare ai  concorsi,
   le assegnazioni per l'effettivo conferimento rispettivamente delle
   funzioni di appello giudicanti o requirenti e di quelle giudicanti
   o requirenti di legittimita' siano disposte nell'ambito dei  posti
   vacanti da attribuire a domanda previsti dal comma 1, lettera  l),
   numeri 3), 4), 7) e 9), e sul 40 per cento dei posti che dovessero
   rendersi vacanti a  seguito  dell'accoglimento  delle  domande  di
   tramutamento  presentate  dai  magistrati  che   gia'   esercitano
   funzioni giudicanti o requirenti di secondo  grado;  che,  decorso
   tale periodo, ai magistrati di cui alla lettera e), fatta salva la
   facolta' di partecipare  ai  concorsi  per  titoli  ed  esami,  le
   assegnazioni   per   l'effettivo   conferimento   delle   funzioni
   giudicanti o requirenti di  legittimita'  siano  disposte,  previo
   concorso per  titoli  ed  a  condizione  che  abbiano  frequentato
   l'apposito  corso  di  formazione  alle  funzioni   giudicanti   o
   requirenti  di  legittimita'  presso  la  Scuola  superiore  della
   magistratura di cui al comma 2, il cui giudizio finale e' valutato
   dal Consiglio superiore della magistratura, nell'ambito dei  posti
   vacanti di cui al comma 1, lettera l), numeri 7.1) e 9.1); 
   prevedere che, ai fini del conferimento degli uffici semidirettivi
   e direttivi di cui al comma 1, lettera h), numeri 7), 8), 9), 10),
   11), 12), 13) e 14), fermo restando quanto previsto dal  comma  1,
   lettera f), numero 4), ultima parte, per i magistrati di cui  alle
   lettere d) ed e) il compimento di tredici anni di  servizio  dalla
   data del decreto di nomina ad  uditore  giudiziario  equivalga  al
   superamento del concorso per le funzioni di secondo grado; 
   prevedere che, ai fini del conferimento degli uffici direttivi  di
   cui al comma 1, lettera h),  numeri  15)  e  16),  fermo  restando
   quanto previsto al comma 1, lettera f), numero 4),  ultima  parte,
   per i magistrati di cui alla lettera e)  il  compimento  di  venti
   anni di servizio dalla data  del  decreto  di  nomina  ad  uditore
   giudiziario equivalga al superamento del concorso per le  funzioni
   di legittimita'; prevedere che i magistrati di cui alla lettera e)
   per un periodo di tempo  non  superiore  a  cinque  anni  e  fermo
   restando quanto previsto al comma 1, lettera f), numero 4), ultima
   parte, possano ottenere il conferimento degli incarichi  direttivi
   di cui al comma 1, lettera i), numeri 1), 2), 3), 4) e  5),  anche
   in assenza dei requisiti di esercizio delle funzioni giudicanti  o
   requirenti di legittimita' o delle funzioni direttive giudicanti o
   requirenti di legittimita' o delle  funzioni  direttive  superiori
   giudicanti di legittimita' rispettivamente previsti  nei  predetti
   numeri; 
g) prevedere, senza nuovi o maggiori  oneri  a  carico  del  bilancio
   dello Stato, che i  magistrati  che,  alla  data  di  acquisto  di
   efficacia del primo dei decreti legislativi emanati nell'esercizio
   della  delega  di  cui  all'articolo  1,  comma  1,  lettera   a),
   esercitano  funzioni  direttive  ovvero  semidirettive  requirenti
   mantengano le loro funzioni per  un  periodo  massimo  di  quattro
   anni, decorso il quale, senza che abbiano ottenuto  l'assegnazione
   ad altro incarico  o  ad  altre  funzioni,  ne  decadano  restando
   assegnati  con  funzioni  non  direttive  nello  stesso   ufficio,
   eventualmente anche in soprannumero da riassorbire alle successive
   vacanze,  senza   variazione   dell'organico   complessivo   della
   magistratura; 
h) prevedere che, in deroga a quanto previsto dal  comma  1,  lettera
   r), i magistrati che, alla data di acquisto di efficacia del primo
   dei decreti legislativi emanati nell'esercizio della delega di cui
   all'articolo 1, comma 1, lettera a), abbiano compiuto  il  periodo
   di dieci anni di permanenza nell'incarico  nello  stesso  ufficio,
   possano permanervi, nei limiti stabiliti dalla normativa vigente e
   dai commi 27 e 28, fermo  restando  che,  una  volta  ottenuto  il
   passaggio  ad  altro  incarico  o  il  tramutamento  eventualmente
   richiesto, si applicano le norme di cui al citato comma 1, lettera
   r); 
i) prevedere che ai posti soppressi ai sensi del comma 5, lettere  a)
   e b), siano trattenuti i  magistrati  in  servizio  alla  data  di
   acquisto di efficacia delle disposizioni emanate in attuazione del
   comma 5 e che ad  essi  possano  essere  conferite  dal  Consiglio
   superiore della  magistratura  le  funzioni  di  legittimita'  nei
   limiti dei  posti  disponibili  ed  in  ordine  di  anzianita'  di
   servizio se in possesso dei seguenti requisiti: 
   1) necessaria idoneita' precedentemente conseguita; 
   2) svolgimento nei sei mesi antecedenti  la  predetta  data  delle
   funzioni di legittimita' per aver concorso  a  formare  i  collegi
   nelle sezioni ovvero per  aver  svolto  le  funzioni  di  pubblico
   ministero in udienza; 
of=3; l) prevedere che ai posti  soppressi  ai  sensi  del  comma  5,
lettera b), siano trattenuti, in via  transitoria,  i  magistrati  di
appello in servizio alla data di acquisto di efficacia del primo  dei
decreti  legislativi  emanati  nell'esercizio  della  delega  di  cui
all'articolo 1, comma 1, lettera  e),  per  i  quali  non  sia  stato
possibile il conferimento delle funzioni  di  legittimita'  ai  sensi
della lettera i) del  presente  comma;  of=3;  m)  prevedere  per  il
ricollocamento in ruolo dei magistrati che risultino fuori ruolo alla
data di acquisto di efficacia  del  primo  dei  decreti'  legislativi
emanati nell' esercizio della delega di cui all'articolo 1, comma  1,
lettera a): 
   1) che i magistrati in aspettativa per mandato elettorale  vengano
   ricollocati in ruolo secondo quanto previsto dal comma 1,  lettera
   o); 
   2) che i magistrati fuori ruolo che, all'atto  del  ricollocamento
   in ruolo, non abbiano compiuto tre anni di permanenza fuori  ruolo
   vengano ricollocati in ruolo secondo quanto previsto dal comma  1,
   lettera o), senza nuovi o maggiori oneri  per  il  bilancio  dello
   Stato; 
   3) che i magistrati fuori ruolo che, all'atto  del  ricollocamento
   in ruolo, abbiano compiuto piu' di tre anni  di  permanenza  fuori
   ruolo vengano ricollocati in ruolo secondo la disciplina in vigore
   alla data di entrata in vigore della presente legge, senza nuovi o
   maggiori oneri per il bilancio dello Stato; 
   4) che resta fermo per il ricollocamento in ruolo  dei  magistrati
   fuori ruolo in quanto componenti elettivi del Consiglio  superiore
   della magistratura quanto previsto dal secondo comma dell'articolo
   30 del decreto del Presidente della Repubblica 16 settembre  1958,
   n. 916, e successive modificazioni; 
of=3; n) prevedere che alla data di acquisto di efficacia  del  primo
dei decreti legislativi emanati nell'esercizio della  delega  di  cui
all'articolo 1, comma 1, lettera a): 
   1) ad eccezione di quanto previsto dal comma 1, lettera m), numeri
   5) e 8), e lettera o), e in via transitoria dalla lettera  m)  del
   presente comma,  numeri  1),  2)  e  3),  non  sia  consentito  il
   tramutamento di sede per concorso virtuale; 
   2) che la disposizione di cui al numero 1) non si applichi in caso
   di gravi e comprovate ragioni di salute o di sicurezza; 
   3) che nel caso in cui  venga  disposto  il  tramutamento  per  le
   ragioni indicate al numero 2) non  sia  consentito  il  successivo
   tramutamento alla sede di  provenienza  prima  che  siano  decorsi
   cinque anni. 
  10. Il Governo e' delegato ad adottare, entro sei mesi  dalla  data
di entrata in vigore della presente  legge,  un  decreto  legislativo
volto  a  disciplinare  il  conferimento  degli  incarichi  direttivi
giudicanti e  requirenti  di  legittimita'  nonche'  degli  incarichi
direttivi giudicanti e requirenti di primo e  di  secondo  grado  nel
periodo antecedente all'entrata in vigore delle  norme  di  cui  alla
lettera h), numero 17), e alla lettera i), numero 6),  del  comma  1,
con l'osservanza dei seguenti principi e criteri direttivi: 
of=3;  a)  prevedere  che  gli  incarichi  direttivi   giudicanti   e
requirenti di legittimita' non possano essere conferiti a  magistrati
che abbiano meno  di  due  anni  di  servizio  prima  della  data  di
ordinario collocamento a riposo, prevista all'articolo  5  del  regio
decreto legislativo 31 maggio 1946,  n.  511,  e  che  gli  incarichi
direttivi giudicanti e requirenti di primo grado e di  secondo  grado
non possano essere conferiti a magistrati che abbiano meno di quattro
anni di servizio prima della data di ordinario collocamento a  riposo
prevista all'articolo 5 del regio decreto legislativo 31 maggio 1946,
n. 511; of=3; b) prevedere che detta disciplina  sia  adottata  sulla
base  delle  ordinarie  vacanze  di  organico  dei  medesimi   uffici
direttivi e, comunque, entro il limite di spesa di euro 9.750.000 per
l'anno 2005 e di euro 8.000.000 a decorrere dall'anno 2006. of; 
  11. Ai fini dell'esercizio della delega  di  cui  al  comma  10  si
applica la disposizione di cui al comma 4 dell'articolo 1. 
  12. Il Governo e' delegato ad adottare, entro un anno dalla data di
entrata  in  vigore  della  presente  legge,  uno  o   piu'   decreti
legislativi diretti ad attuare su base regionale il decentramento del
Ministero della giustizia. Nell'attuazione della delega il Governo si
attiene ai seguenti principi e criteri direttivi: 
of=3; a) istituzione di direzioni generali regionali o interregionali
dell'organizzazione giudiziaria; of=3; b) competenza delle  direzioni
regionali o interregionali per  le  aree  funzionali  riguardanti  il
personale e la formazione, i sistemi  informativi  automatizzati,  le
risorse materiali, i beni e  i  servizi,  le  statistiche;  of=3;  c)
riserva all'amministrazione centrale: of; 
   1) del servizio del casellario giudiziario centrale; 
   2) dell'emanazione di circolari generali e  della  risoluzione  di
   quesiti in materia di servizi giudiziari; 
   3)   della   determinazione   del   contingente    di    personale
   amministrativo da destinare alle singole regioni, nel quadro delle
   dotazioni organiche esistenti; 
   4) dei bandi di concorso da espletarsi a livello nazionale; 
   5) dei provvedimenti di nomina e di prima assegnazione, salvo  che
   per i concorsi regionali; 
   6) del trasferimento del personale amministrativo tra  le  diverse
   regioni e dei trasferimenti da e per altre amministrazioni; 
   7) dei passaggi di profili professionali,  delle  risoluzioni  del
   rapporto di impiego e delle riammissioni; 
   8) dei provvedimenti in materia retributiva e pensionistica; 
   9) dei provvedimenti disciplinari  superiori  all'  ammonimento  e
   alla censura; 
   10) dei compiti  di  programmazione,  indirizzo,  coordinamento  e
   controllo degli uffici periferici. 
  13. Per gli oneri di cui al comma 12 relativi alla locazione  degli
immobili, all'acquisizione in locazione finanziaria di attrezzature e
impiantistica e alle spese  di  gestione,  e'  autorizzata  la  spesa
massima di euro 2.640.000 per l'anno  2005  e  di  euro  5.280.000  a
decorrere dall'anno 2006, cui  si  provvede  mediante  corrispondente
riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale
2005-2007, nell'ambito dell'unita'  previsionale  di  base  di  parte
corrente "Fondo speciale" dello stato  di  previsione  del  Ministero
dell'economia  e  delle  finanze  per   l'anno   2005,   allo   scopo
parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero della
giustizia. 
  14, Per gli oneri  di  cui  al  comma  12  relativi  al  personale,
valutati in euro 3.556.928 per l'anno 2005  e  in  euro  7.113.856  a
decorrere  dall'anno  2006,  si  provvede   mediante   corrispondente
riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale
2005-2007, nell'ambito dell'unita'  previsionale  di  base  di  parte
corrente "Fondo speciale" dello stato  di  previsione  del  Ministero
dell'economia  e  delle  finanze  per   l'anno   2005,   allo   scopo
parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero della
giustizia. Il Ministro dell'economia  e  delle  finanze  provvede  al
monitoraggio  dell'attuazione  del  presente  comma,  anche  ai  fini
dell'applicazione dell'articolo 11-ter, comma 7, della legge 5 agosto
1978, n. 468, e successive modificazioni, e  trasmette  alle  Camere,
corredati da apposite relazioni, gli  eventuali  decreti  emanati  ai
sensi dell'articolo 7, secondo comma, n. 2), della legge n.  468  del
1978. 
  15. In ogni caso, le disposizioni attuative della delega di cui  al
comma 12 non possono avere efficacia prima della data del  1°  luglio
2005. 
  16. Ai fini dell'esercizio della delega  di  cui  al  comma  12  si
applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi  2,
3, 4 e 6 dell'articolo 1. 
  17. Il Governo e' delegato ad adottare, entro un anno dalla data di
entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo per la
modifica della disciplina dell'articolo  10  della  legge  13  aprile
1988, n. 117, e dell'articolo 9 della legge 27 aprile 1982,  n.  186,
con l'osservanza dei seguenti principi e criteri direttivi: 
a) prevedere che i componenti elettivi del  Consiglio  di  presidenza
   della Corte dei conti durino in carica quattro anni; 
b) prevedere che i componenti elettivi di cui  alla  lettera  a)  non
   siano eleggibili per i successivi otto anni; 
c) prevedere che per l'elezione dei  magistrati  componenti  elettivi
   del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa ciascun
   elettore abbia la  facolta'  di  votare  per  un  solo  componente
   titolare e un solo componente supplente. 
  18. Ai fini dell'esercizio della delega  di  cui  al  comma  17  si
applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi  2,
3, 4 e 6 dell'articolo 1. 
  19. Il Governo e' delegato ad adottare, entro  quattro  anni  dalla
data di acquisto di efficacia  dell'ultimo  dei  decreti  legislativi
emanati nell'esercizio della delega di cui al comma  1  dell'articolo
1,  un  decreto  legislativo  contenente   il   testo   unico   delle
disposizioni legislative in materia di  ordinamento  giudiziario  nel
quale riunire e coordinare fra loro le  disposizioni  della  presente
legge e quelle contenute nei predetti decreti legislativi  con  tutte
le altre disposizioni legislative vigenti al  riguardo,  apportandovi
esclusivamente le modifiche a tal fine necessarie. 
  20. Per l'emanazione del decreto legislativo di cui al comma 19  si
applicano le disposizioni del comma 4 dell'articolo 1. 
  21. Il Governo provvede ad adottare, entro un anno  dalla  data  di
entrata in vigore del testo unico  di  cui  al  comma  19,  ai  sensi
dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto  1988,  n.  400,  un
testo  unico  delle  disposizioni   regolamentari   in   materia   di
ordinamento giudiziario. 
  22. Il trasferimento a domanda di cui all'articolo 17  della  legge
28 luglio 1999, n. 266, e successive modificazioni, e di cui al comma
5 dell'articolo 1 della legge 10 marzo 1987,  n.  100,  e  successive
modificazioni,   si   applica   anche    ai    magistrati    ordinari
compatibilmente con quanto previsto dal  comma  6,  lettera  p),  con
trasferimento degli stessi nella sede di  servizio  dell'appartenente
alle categorie di cui al citato articolo 17  della  legge  28  luglio
1999, n. 266, o, in mancanza, nella sede piu' vicina e assegnazione a
funzioni  identiche  a  quelle  da  ultimo  svolte  nella   sede   di
provenienza. 
  23. Le disposizioni di cui al comma  22  continuano  ad  applicarsi
anche successivamente  alla  data  di  acquisto  di  efficacia  delle
disposizioni emanate in attuazione del comma 1. 
  24. Le disposizioni di cui al comma 22 si applicano anche se,  alla
data della loro entrata in vigore ovvero  successivamente  alla  data
del matrimonio, il magistrato, esclusivamente in ragione dell'obbligo
di residenza nella sede di servizio, non e'  residente  nello  stesso
luogo  del  coniuge  ovvero  non  e'  con  il  medesimo   stabilmente
convivente. 
  25. Il trasferimento effettuato ai sensi dei commi 22 e 24 non  da'
luogo alla corresponsione di indennita' di trasferimento. 
  26. Dalle disposizioni di cui ai commi 22 e 24 non devono  derivare
nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato. 
  27.   All'articolo   7-bis,    comma    2-ter,    primo    periodo,
dell'ordinamento giudiziario di cui al regio decreto 30 gennaio 1941,
n. 12, introdotto dall'articolo 57, comma 1, della legge 16  dicembre
1999, n. 479, le parole: "sei anni" sono sostituite  dalle  seguenti:
"dieci anni". 
  28. All'articolo 57, comma 3, della legge 16 dicembre 1999, n. 479,
e successive modificazioni, le parole:  "sei  anni"  sono  sostituite
dalle seguenti: "dieci anni". 
  29. All'ordinamento giudiziario di cui al regio decreto 30  gennaio
1941, n. 12, sono apportate le seguenti modificazioni: 
a) l'articolo 86 e' sostituito dal seguente: 
   "Art. 86. (Relazioni sull'amministrazione della giustizia).  -  1.
   Entro il ventesimo giorno dalla data di  inizio  di  ciascun  anno
   giudiziario, il Ministro della giustizia rende comunicazioni  alle
   Camere sull'amministrazione della giustizia  nel  precedente  anno
   nonche' sugli interventi da adottare ai  sensi  dell'articolo  110
   della Costituzione e sugli orientamenti e i programmi  legislativi
   del Governo in materia di giustizia per l'anno in corso.  Entro  i
   successivi dieci giorni,  sono  convocate  le  assemblee  generali
   della Corte di  cassazione  e  delle  corti  di  appello,  che  si
   riuniscono, in forma pubblica e solenne, con la partecipazione del
   Procuratore  generale  presso  la   Corte   di   cassazione,   dei
   procuratori  generali  presso  le   corti   di   appello   e   dei
   rappresentanti  dell'avvocatura,  per   ascoltare   la   relazione
   sull'amministrazione della giustizia da parte del primo Presidente 
   della Corte di cassazione e dei presidenti di corte di appello. 
   Possono intervenire i rappresentanti degli  organi  istituzionali,
   il Procuratore generale e i rappresentanti dell'avvocatura"; 
b) l'articolo 89 e' abrogato; 
c) il comma 2 dell'articolo 76-ter e' abrogato. 
  30.  Nella  provincia  autonoma  di  Bolzano   restano   ferme   le
disposizioni  dello  statuto  speciale  e  delle  relative  norme  di
attuazione, in particolare il titolo III del decreto  del  Presidente
della Repubblica 26 luglio 1976, n. 752. 
  31. Ai magistrati in servizio presso gli uffici aventi  sede  nella
provincia autonoma di Balzano, assunti in esito a  concorsi  speciali
ai sensi degli articoli 33 e  seguenti  del  decreto  del  Presidente
della Repubblica 26 luglio 1976, n. 752, e successive  modificazioni,
si  applicano  le  disposizioni  contenenti   le   previsioni   sulla
temporaneita' degli  incarichi  direttivi  e  semidirettivi,  nonche'
sulla durata massima dello svolgimento di un identico incarico presso
il medesimo ufficio, in quanto compatibili  con  le  finalita'  dello
statuto di autonomia e delle  relative  norme  di  attuazione,  anche
tenendo conto delle esigenze di funzionamento degli uffici giudiziari
di Bolzano. I predetti magistrati possono comunque concorrere per  il
conferimento di altri incarichi direttivi e semidirettivi, di  uguale
o  superiore  grado,  nonche'  mutare  dalla  funzione  giudicante  a
requirente, e viceversa,  in  sedi  e  uffici  giudiziari  posti  nel
circondario di Bolzano alle condizioni previste dal comma 1,  lettera
g), numeri da 1) a 6). ((4)) 
  32. Alle funzioni,  giudicanti  e  requirenti,  di  secondo  grado,
presso la sezione distaccata di  Bolzano  della  corte  d'appello  di
Trento, nonche' alle funzioni direttive e semidirettive, di  primo  e
secondo grado, giudicanti e requirenti, presso gli uffici  giudiziari
della provincia autonoma di  Bolzano,  si  accede  mediante  apposito
concorso riservato ai magistrati provenienti dal concorso speciale di
cui all'articolo 35 del decreto del Presidente  della  Repubblica  26
luglio 1976, n. 752. 
  33. Nella tabella A allegata al  decreto  legislativo  19  febbraio
1998, n. 51, alla voce relativa alla corte di  appello  di  Trento  -
sezione distaccata di Bolzano/Bozen - tribunale di Bolzano/Bozen: 
a) nel  paragrafo  relativo  al  tribunale  di  Bolzano,  le  parole:
   "Lauregno/Laurein" e "Proves/Proveis" sono soppresse; 
b) nel paragrafo relativo alla sezione di Merano,  sono  inserite  le
   parole: "Lauregno/ Laurein" e " Proves/Proveis". 
  34. Dopo l'articolo 1 del decreto legislativo 21  aprile  1993,  n.
133, e' inserito il seguente: 
"Art. 1-bis. - 1. E' istituita  in  Bolzano  una  sezione  distaccata
della corte d'assise di appello  di  Trento,  con  giurisdizione  sul
territorio compreso nella circoscrizione del tribunale di Bolzano". 
  35. Per le finalita' di cui al comma 1, lettera q), numeri 2) e 3),
la spesa prevista e' determinata in euro 1.231.449 per l'anno 2005 ed
euro 2.462.899 a decorrere dall'anno 2006;  per  l'istituzione  e  il
funzionamento delle commissioni  di  concorso  di  cui  al  comma  1,
lettera l), numeri 5), 6), 8) e 10), nonche' lettera m), numeri 9)  e
10), e' autorizzata la spesa massima di euro 323.475 per l'anno  2005
ed euro 646.950 a decorrere dall'anno 2006. 
  36. Per le finalita' di cui al comma 1, lettera t), e'  autorizzata
la spesa massima  di  euro  1.500.794  per  l'anno  2005  e  di  euro
2.001.058 a decorrere dall'anno  2006,  di  cui  euro  1.452.794  per
l'anno 2005 ed euro 1.937.058  a  decorrere  dall'anno  2006  per  il
trattamento economico del personale di cui al comma  1,  lettera  t),
numero 2.1), nonche' euro 48.000 per l'anno 2005  ed  euro  64.000  a
decorrere dall'anno  2006  per  gli  oneri  connessi  alle  spese  di
allestimento delle strutture di cui al comma 1,  lettera  t),  numero
2.2). Agli oneri derivanti dal presente comma  si  provvede  mediante
corrispondente riduzione dello stanziamento  iscritto,  ai  fini  del
bilancio triennale 2005-2007, nell'ambito dell'unita' previsionale di
base di parte corrente "Fondo speciale" dello stato di previsione del
Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2005,  allo  scopo
parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero della
giustizia. 
  37. Per l'istituzione e il  funzionamento  della  Scuola  superiore
della magistratura, di cui al comma 2, lettera a), e' autorizzata  la
spesa massima di euro 6.946.950 per l'anno 2005 ed euro 13.893.900  a
decorrere dall'anno 2006, di cui euro 858.000 per l'anno 2005 ed euro
1.716.000 a decorrere dall'anno 2006  per  i  beni  da  acquisire  in
locazione  finanziaria,  euro  1.866.750  per  l'anno  2005  ed  euro
3.733.500 a decorrere dall'anno 2006 per le spese  di  funzionamento,
euro  1.400.000  per  l'anno  2005  ed  euro  2.800.000  a  decorrere
dall'anno 2006 per il trattamento economico  del  personale  docente,
euro  2.700.000  per  l'anno  2005  ed  euro  5.400.000  a  decorrere
dall'anno  2006  per  le  spese  dei   partecipanti   ai   corsi   di
aggiornamento professionale, euro 56.200  per  l'anno  2005  ed  euro
112.400  a  decorrere  dall'anno  2006  per  gli  oneri  connessi  al
funzionamento del comitato direttivo di cui al comma 2,  lettera  l),
euro 66.000 per l'anno 2005 ed euro  132.000  a  decorrere  dall'anno
2006 per gli oneri connessi al funzionamento dei comitati di gestione
di cui al comma 2, lettera m). 
  38. Per le finalita' di cui  al  comma  3,  la  spesa  prevista  e'
determinata in euro  303.931  per  l'anno  2005  ed  euro  607.862  a
decorrere dall'anno 2006, di cui euro 8.522 per l'anno 2005  ed  euro
17.044 a decorrere dall'anno 2006 per gli oneri connessi al comma  3,
lettera a), ed euro  295.409  per  l'anno  2005  ed  euro  590.818  a
decorrere dall'anno 2006 per gli oneri connessi al comma  3,  lettere
f) e g). 
  39. Per le finalita' di cui  al  comma  5,  la  spesa  prevista  e'
determinata in euro 629.000 per  l'anno  2005  ed  euro  1.258.000  a
decorrere dall'anno 2006. 
  40. Per le finalita' di cui al comma 10 e' autorizzata la spesa  di
euro 9.750.000 per l'anno  2005  e  di  euro  8.000.000  a  decorrere
dall'anno 2006. Agli oneri derivanti dal presente comma  si  provvede
mediante corrispondente riduzione  dello  stanziamento  iscritto,  ai
fini  del  bilancio  triennale  2005-2007,  nell'ambito   dell'unita'
previsionale di  parte  corrente  "Fondo  speciale"  dello  stato  di
previsione del Ministero dell'economia e  delle  finanze  per  l'anno
2005, allo scopo parzialmente utilizzando, quanto  a  euro  9.750.000
per  l'anno  2005,  l'accantonamento  relativo  al  Ministero   della
giustizia, e quanto a euro  8.000.000  a  decorrere  dall'anno  2006,
l'accantonamento relativo al Ministero del lavoro e  delle  politiche
sociali. 
  41. Agli oneri indicati nei commi 35, 37, 38  e  39,  pari  a  euro
9.434.805 per l'anno 2005 ed euro 18.869.611  a  decorrere  dall'anno
2006, si provvede: 
a) quanto a euro 9.041.700 per  l'anno  2005  ed  euro  18.083.401  a
   decorrere dall'anno 2006, mediante corrispondente riduzione  dello
   stanziamento iscritto, ai fini del bilancio  triennale  2005-2007,
   nell' ambito dell'unita' previsionale di base  di  parte  corrente
   "Fondo  speciale"  dello  stato  di   previsione   del   Ministero
   dell'economia  e  delle  finanze  per  l'anno  2005,  allo   scopo
   parzialmente utilizzando l'accantonamento  relativo  al  Ministero
   della giustizia; 
b) quanto a euro 393.105 per l'anno 2005 ed euro 786.210 a  decorrere
   dall'anno     2006,     mediante     corrispondente      riduzione
   dell'autorizzazione di spesa di  cui  al  decreto  legislativo  30
   luglio 1999, n. 303, come rideterminata dalla tabella  C  allegata
   alla legge 30 dicembre 2004, n. 311. 
  42.  Il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze   provvede   al
monitoraggio dell'attuazione dei commi 1, 2, 3 e  5,  anche  ai  fini
dell'applicazione dell'articolo 11-ter, comma 7, della legge 5 agosto
1978, n. 468, e successive modificazioni, e  trasmette  alle  Camere,
corredati da apposite relazioni, gli  eventuali  decreti  emanati  ai
sensi dell'articolo 7, secondo comma, n. 2), della legge n.  468  del
1978. 
  43. Il Ministro dell'economia e delle  finanze  e'  autorizzato  ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 
  44. In ogni caso, le disposizioni  attuative  dei  principi  e  dei
criteri direttivi di cui ai commi 1, lettere l), m) e q), 2,  3  e  5
non possono avere efficacia prima della data del I° luglio 2005. 
  45. Nelle more dell'attuazione della delega prevista dal comma  10,
non  possono  essere  conferiti  incarichi  direttivi  giudicanti   e
requirenti di legittimita' a magistrati che abbiano meno di due  anni
di servizio prima della  data  di  ordinario  collocamento  a  riposo
prevista dall'articolo 5 del  regio  decreto  legislativo  31  maggio
1946, n. 511, e non  possono  essere  conferiti  incarichi  direttivi
giudicanti  e  requirenti  di  primo  grado  e  di  secondo  grado  a
magistrati che abbiano meno di quattro anni di servizio  prima  della
data di ordinario collocamento a riposo prevista dal citato  articolo
5 del regio decreto legislativo n. 511 del 1946. Tale disposizione si
applica anche alle procedure  per  il  conferimento  degli  incarichi
direttivi in corso alla data di  entrata  in  vigore  della  presente
legge. (1) ((3)) 
  46. Nelle more dell'attuazione della delega prevista al  comma  17,
per l'elezione dei  componenti  del  Consiglio  di  presidenza  della
giustizia amministrativa ciascun elettore puo'  votare  per  un  solo
componente titolare e  per  un  solo  componente  supplente;  i  voti
eventualmente espressi oltre tale numero sono nulli. 
  47. Il Governo trasmette alle  Camere  una  relazione  annuale  che
prospetta analiticamente  gli  effetti  derivanti  dai  contratti  di
locazione finanziaria stipulati in attuazione della presente legge. 
  48. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello
della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. 

 


 
    Data a Roma, addi' 25 luglio 2005 

 
                               CIAMPI 

 
                                 Berlusconi, Presidente del Consiglio 
                              dei Ministri 
                              Castelli, Ministro della giustizia 
Visto, il Guardasigilli: Castelli 

 


 
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AGGIORNAMENTO (1) 
  Il D.Lgs. 16 gennaio 2006, n. 20 ha stabilito che  "dalla  data  di
entrata in vigore del D.Lgs. n. 20 del 2006, cessa di  avere  effetto
la disposizione di cui al comma 45 del presente articolo". 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (3) 
  La Corte costituzionale, con sentenza 20 giugno-3 luglio  2007,  n.
245 (in G.U. 1a s.s. 11/7/2007, n. 27) ha dichiarato l'illegittimita'
costituzionale del comma 45 del presente articolo nella parte in  cui
non prevede che alle procedure di selezione per il conferimento degli
incarichi direttivi di uffici giudiziari di primo e di secondo  grado
possano partecipare i magistrati che, per avere esercitato il diritto
al prolungamento del servizio oltre la data di ordinario collocamento
a riposo,  previsto  dalle  norme  vigenti,  assicurino  comunque  la
permanenza nell'incarico per almeno quattro anni. 
Ha inoltre dichiarato l'illegittimita'  costituzionale  dello  stesso
comma 45 del presente articolo nella parte in  cui  non  prevede  che
alle procedure di  selezione  per  il  conferimento  degli  incarichi
direttivi di uffici giudiziari di legittimita' possano partecipare  i
magistrati che, per avere esercitato il diritto al prolungamento  del
servizio oltre la data di ordinario collocamento a  riposo,  previsto
dalle norme vigenti, assicurino comunque la permanenza  nell'incarico
per almeno due anni. 
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AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.L. 29 dicembre 2009,  n.  193,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 22 febbraio 2010, n. 24,  ha  disposto  (con  l'art.  3-bis,
comma 5) che il "comma 31 dell'articolo 2 della legge 25 luglio 2005,
n. 150, si  interpreta  nel  senso  che  non  trova  applicazione  ai
magistrati destinati agli uffici aventi sede nella provincia autonoma
di Bolzano, assunti in esito  a  concorsi  speciali  ai  sensi  degli
articoli 33 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica 26
luglio  1976,  n.  752,  e  successive  modificazioni,   il   divieto
contemplato dall'articolo 13, comma  2,  del  decreto  legislativo  5
aprile 2006, n. 160, e successive modificazioni".