LEGGE 5 giugno 2003, n. 131

Disposizioni per l'adeguamento dell'ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.

note: Entrata in vigore della legge: 11-6-2003 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 24/06/2016)
Testo in vigore dal: 29-7-2004
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 10
              Rappresentante dello Stato per i rapporti
                   con il sistema delle autonomie

  1.  In  ogni  Regione  a  statuto  ordinario  il  prefetto preposto
all'ufficio  territoriale del Governo avente sede nel capoluogo della
Regione  svolge  le  funzioni  di  rappresentante  dello  Stato per i
rapporti con il sistema delle autonomie.
  2.   Nell'esercizio   delle   funzioni   di  cui  al  comma  1,  il
rappresentante dello Stato cura in sede regionale:
a) le  attivita'  dirette  ad assicurare il rispetto del principio di
   leale  collaborazione tra Stato e Regione, nonche' il raccordo tra
   le   istituzioni   dello  Stato  presenti  sul  territorio,  anche
   attraverso  le  conferenze  di  cui  all'articolo  11  del decreto
   legislativo  30  luglio  1999,  n.  300,  al  fine di garantire la
   rispondenza  dell'azione amministrativa all'interesse generale, il
   miglioramento  della  qualita'  dei servizi resi al cittadino e di
   favorire  e  rendere piu' agevole il rapporto con il sistema delle
   autonomie;
b) la  tempestiva  informazione  alla  Presidenza  del  Consiglio dei
   ministri  -  Dipartimento  per gli affari regionali e ai Ministeri
   interessati  degli  statuti regionali e delle leggi regionali, per
   le  finalita' di cui agli articoli 123 e 127 della Costituzione, e
   degli  atti  amministrativi  regionali, agli effetti dell'articolo
   134  della  Costituzione, nonche' il tempestivo invio dei medesimi
   atti  all'ufficio  dell'Avvocatura  dello  Stato  avente  sede nel
   capoluogo;
c) la promozione dell'attuazione delle intese e del coordinamento tra
   Stato  e  Regione previsti da leggi statali nelle materie indicate
   dall'articolo  118, terzo comma, della Costituzione, nonche' delle
   misure  di  coordinamento  tra  Stato  e  autonomie locali, di cui
   all'articolo  9,  comma 5, del decreto legislativo 28 agosto 1997,
   n. 281;
d) l'esecuzione   di   provvedimenti   del   Consiglio  dei  ministri
   costituenti  esercizio  del potere sostitutivo di cui all'articolo
   120,  secondo  comma, della Costituzione, avvalendosi degli uffici
   territoriali  del Governo e degli altri uffici statali aventi sede
   nel territorio regionale;
e) la  verifica  dell'interscambio  di  dati e informazioni rilevanti
   sull'attivita'  statale,  regionale  e  degli  enti locali, di cui
   all'articolo  6  del  decreto  legislativo  31 marzo 1998, n. 112,
   riferendone anche al Ministro per l'innovazione e le tecnologie;
f) l'indizione delle elezioni regionali e la determinazione dei seggi
   consiliari  e  l'assegnazione di essi alle singole circoscrizioni,
   nonche'  l'adozione dei provvedimenti connessi o conseguenti, fino
   alla  data  di  entrata  in vigore di diversa previsione contenuta
   negli statuti e nelle leggi regionali;
g) la  raccolta  delle  notizie utili allo svolgimento delle funzioni
   degli  organi  statali,  costituendo  il  tramite per la reciproca
   informazione nei rapporti con le autorita' regionali; la fornitura
   di  dati  e  di  elementi per la redazione della Relazione annuale
   sullo  stato  della  pubblica  amministrazione;  la  raccolta e lo
   scambio  dei  dati di rilevanza statistica, da effettuarsi secondo
   gli  standard e le metodologie definiti dall'Istituto nazionale di
   statistica  (ISTAT) e avvalendosi anche dei suoi uffici regionali,
   d'intesa con lo stesso.
  3.  Nell'esercizio  delle  funzioni  di cui al presente articolo il
rappresentante  dello  Stato  si avvale a tale fine delle strutture e
del personale dell'ufficio territoriale del Governo.
  4.  Ai  fini  del  presente  articolo  e  per  l'espletamento delle
funzioni  previste dall'articolo 1, comma 2, lettere e), f) e g), del
regolamento  di  cui  al  decreto  del Presidente della Repubblica 17
maggio  2001,  n.  287,  i segretari comunali e provinciali che, alla
data  di  entrata in vigore della presente legge, sono inseriti nella
graduatoria  di  cui all'articolo 18, comma 9, del regolamento di cui
al  decreto  del Presidente della Repubblica 4 dicembre 1997, n. 465,
come  modificato  dall'articolo  7,  comma  3, della legge 16 gennaio
2003,  n.  3,  e  che  hanno  presentato istanza di mobilita' per gli
uffici territoriali del Governo, sono assegnati, nel limite dei posti
disponibili,  agli  stessi  uffici,  con  decreto  del Presidente del
Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell'interno, con
il  Ministro  per  gli  affari  regionali  e  con  gli altri Ministri
interessati,  da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata
in  vigore  della  presente  legge.  Restano  ferme  le  disposizioni
previste  dal  decreto  legislativo  19  maggio  2000,  n. 139, e dai
relativi decreti di attuazione.
  5.  Nelle Regioni a statuto speciale le funzioni del rappresentante
dello  Stato  ai  fini della lettera d) del comma 2 sono svolte dagli
organi   statali  a  competenza  regionale  previsti  dai  rispettivi
statuti, con le modalita' definite da apposite norme di attuazione.
  6. Ai commissariati del Governo di Trento e di Bolzano si applicano
le  disposizioni  del  regolamento  di  cui al decreto del Presidente
della  Repubblica  17  maggio  2001,  n.  287, compatibilmente con lo
statuto  speciale di autonomia e con le relative norme di attuazione.
((2))
  7.  Il  provvedimento  di preposizione all'ufficio territoriale del
Governo  del  capoluogo  di  Regione  e'  adottato  con  decreto  del
Presidente  della  Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei
ministri,  su  proposta  del  Ministro  dell'interno, d'intesa con il
Ministro per gli affari regionali.
  8. All'articolo 4, comma 3, del decreto legislativo 30 luglio 1999,
n.  303,  le  parole  da: "autonomie locali" fino alla fine del comma
sono   sostituite   dalle   seguenti:   "autonomie   locali,  nonche'
dell'ufficio  per il federalismo amministrativo, nel quale confluisce
il  personale  addetto  alla  struttura  di  supporto del Commissario
straordinario   del   Governo   per   l'attuazione   del  federalismo
amministrativo,  mantenendo  il  proprio  stato  giuridico; si avvale
altresi',  sul  territorio,  dei  rappresentanti  dello  Stato  nelle
Regioni,  che  dipendono  funzionalmente dal Presidente del Consiglio
dei ministri".
  9.  All'articolo  11  della  legge  10  febbraio  1953, n. 62, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) il primo comma e' sostituito dal seguente:
   "Le  leggi  regionali sono promulgate dal Presidente della Giunta.
   Il  testo  e'  preceduto dalla formula: "Il Consiglio regionale ha
   approvato. Il Presidente della Giunta regionale promulga"";
b) i commi secondo e terzo sono abrogati;
c) la  rubrica  e'  sostituita  dalla  seguente: "Promulgazione delle
   leggi regionali".
  10. Sono abrogati: gli articoli 40, 43 e 44 della legge 10 febbraio
1953,  n. 62; l'articolo 4, secondo comma, del decreto del Presidente
della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616; l'articolo 13 della legge 23
agosto  1988,  n.  400,  ad  eccezione  del comma 3; l'articolo 3 del
decreto  legislativo 13 febbraio 1993, n. 40; l'articolo 11, comma 3,
del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300.
  11.  Nelle  norme  dell'ordinamento  giuridico,  compatibili con le
disposizioni  della  legge  costituzionale  18 ottobre 2001, n. 3, il
riferimento  al  commissario del Governo e' da intendersi al prefetto
titolare  dell'ufficio  territoriale  del  Governo  del  capoluogo di
Regione  quale rappresentante dello Stato. Il presente comma comunque
non  concerne  le  norme  compatibili  con la legge costituzionale 18
ottobre 2001, n. 3, aventi ad oggetto le Regioni a statuto speciale.
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AGGIORNAMENTO (2)
  La  Corte costituzionale, con sentenza 8-19 luglio 2004, n. 236 (in
G.U.  1a  s.s.  28/7/2004,  n.  29)  ha  dichiarato "l'illegittimita'
costituzionale  dell'art.  10, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n.
131 (Disposizioni per l'adeguamento dell'ordinamento della Repubblica
alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3)".