LEGGE 30 marzo 1971, n. 118

Conversione in legge del decreto-legge 30 gennaio 1971, n. 5, e nuove norme in favore dei mutilati ed invalidi civili.

(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 06/12/2011)
Testo in vigore dal: 31-5-2010
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                              Art. 13.
                          (Assegno mensile)

  1.  Agli  invalidi civili di eta' compresa fra il diciottesimo e il
sessantaquattresimo   anno   nei  cui  confronti  sia  accertata  una
riduzione  della  capacita' lavorativa, nella misura pari o superiore
al 74 per cento, che non svolgono attivita' lavorativa e per il tempo
in cui tale condizione sussiste, e' concesso, a carico dello Stato ed
erogato  dall'INPS,  un  assegno  mensile  di euro 242,84 per tredici
mensilita',  con  le  stesse  condizioni  e  modalita'  previste  per
l'assegnazione della pensione di cui all'articolo 12. ((15))
  2.  Attraverso dichiarazione sostitutiva, resa annualmente all'INPS
ai  sensi  dell'articolo  46  e  seguenti  del  testo unico di cui al
decreto  del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, il
soggetto  di  cui  al comma 1 autocertifica di non svolgere attivita'
lavorativa. Qualora tale condizione venga meno, lo stesso e' tenuto a
darne tempestiva comunicazione all'INPS.

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AGGIORNAMENTO (1)
  Il  D.L.  30  giugno  1972,  n. 267, convertito, con modificazioni,
dalla  L.  11 agosto 1972, n. 485 ha disposto (con l'art. 22 comma 1)
che  "A  decorrere  dal  1  luglio  1972,  e'  elevato  a lire 18.000
l'assegno mensile previsto dall'art. 13 della legge 30 marzo 1971, n.
118, in favore dei mutilati ed invalidi civili, compresi quelli per i
quali  e'  in  corso  la  revisione ai sensi dell'art. 33 della legge
medesima."
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AGGIORNAMENTO (6)
  Il D.L. 30 dicembre 1979, n.663, convertito con modificazioni dalla
L. 29 febbraio 1980, n.33 ha disposto (con l'art. 14-septies comma 1)
che "Con decorrenza 1 luglio 1980 l'importo mensile della pensione di
invalidita'  di  cui  agli  articoli 12, 13 e 17 della legge 30 marzo
1971,  n.  118,  e successive modificazioni, in favore dei mutilati e
degli  invalidi  civili  nei  cui  confronti  sia stata accertata una
totale  o  parziale  inabilita'  lavorativa  e'  elevato a L. 100.000
comprensive dell'aumento derivante dall'applicazione, nell'anno 1980,
della  perequazione automatica prevista dall'articolo 7 della legge 3
giugno 1975, n. 160."
  Ha  inoltre  disposto  (con  l'art.  14-septies,  comma  5) che con
decorrenza  1  luglio  1980  "il  limite  di  reddito  per il diritto
all'assegno  mensile  in favore dei mutilati e degli invalidi civili,
di  cui  agli  articoli  13 e 17 della legge 30 marzo 1971, n. 118, e
successive   modificazioni   ed  integrazioni,  e'  fissato  in  lire
2.500.000 annui, calcolati agli effetti dell'IRPEF con esclusione del
reddito  percepito da altri componenti del nucleo familiare di cui il
soggetto interessato fa parte."
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AGGIORNAMENTO (6a)
  La  L.  12 giugno 1984, n. 222 ha disposto (con l'art. 1, comma 12)
che  "A  decorrere  dalla  data  di  entrata in vigore della presente
legge,  l'assegno mensile di cui all'articolo 13 della legge 30 marzo
1971, n. 118, e' incompatibile con l'assegno di invalidita'."
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AGGIORNAMENTO (10)
  Il D.LGS. 23 novembre 1988, n. 509 ha disposto(con l'art.9 comma 1)
che  "A  modifica dell'articolo 13, primo comma, della legge 30 marzo
1971,  n. 118, la riduzione della capacita' lavorativa indicata nella
misura  superiore  ai due terzi e' elevata alla misura pari al 74 per
cento  a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto di cui
all'articolo 2, comma 1."
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AGGIORNAMENTO (15)
  Il D.L. 31 maggio 2010, n. 78, nel modificare l'art. 9, comma 1 del
D.Lgs. 23 novembre 1988, n. 509, ha disposto (con l'art. 10, comma 1)
che  "Per  le domande presentate dal 1° giugno 2010 la percentuale di
invalidita'   prevista   dall'articolo   9,   comma  1,  del  decreto
legislativo  23  novembre 1988, n. 509 e' elevata nella misura pari o
superiore all'85 per cento".