DECRETO LEGISLATIVO 14 settembre 2015, n. 148

Disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183. (15G00160)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 24/09/2015 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 19/05/2020)
Testo in vigore dal: 1-3-2020
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                               Art. 44 
 
 
                  Disposizioni finali e transitorie 
 
  1. Quando non diversamente indicato,  le  disposizioni  di  cui  al
presente  decreto  si  applicano  ai  trattamenti   di   integrazione
salariale richiesti a decorrere dalla data di entrata in vigore. 
  2. Ai fini del  calcolo  della  durata  massima  complessiva  delle
integrazioni salariali  di  cui  all'articolo  4,  commi  1  e  2,  i
trattamenti richiesti prima della  data  di  entrata  in  vigore  del
presente  decreto  si  computano  per  la  sola  parte  del   periodo
autorizzato successiva a tale data. 
  3. La disposizione di cui all'articolo 22, comma 4, non si  applica
nei primi 24 mesi dall'entrata in vigore del presente decreto. 
  4. Le disposizioni di cui all'articolo 25, comma 2, si applicano ai
trattamenti  straordinari  di  integrazione  salariale  richiesti   a
decorrere dal 1° novembre 2015. 
  5. COMMA ABROGATO DALLA L. 27 DICEMBRE 2017, N. 205. 
  6. Per l'anno 2015 le regioni e province autonome possono  disporre
la  concessione  dei  trattamenti  di  integrazione  salariale  e  di
mobilita', anche in deroga ai criteri di cui agli articoli 2 e 3  del
decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali  1°  agosto
2014, n. 83473, in misura non superiore al 5 per cento delle  risorse
ad esse attribuite, ovvero  in  eccedenza  a  tale  quota  disponendo
l'integrale copertura degli oneri connessi  a  carico  delle  finanze
regionali ovvero delle risorse assegnate alla regione dell'ambito  di
piani o programmi coerenti con la specifica  destinazione,  ai  sensi
dell'articolo 1, comma 253, della legge 24 dicembre 2012, n. 228. Gli
effetti dei suddetti trattamenti non possono prodursi oltre  la  data
del 31 dicembre 2015. 
  6-bis. Con riferimento ai trattamenti di integrazione  salariale  e
di mobilita', anche in deroga alla legislazione vigente, le regioni e
le  province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano  possono  disporre
nell'anno 2016 l'utilizzo delle risorse ad esse attribuite in  misura
non superiore al 50 per cento anche in deroga ai criteri di cui  agli
articoli 2 e 3 del decreto del Ministro del lavoro e delle  politiche
sociali 1° agosto 2014, n. 83473, ovvero in eccedenza  a  tale  quota
disponendo l'integrale copertura degli oneri connessi a carico  delle
finanze regionali o delle  risorse  assegnate  alla  regione  o  alla
provincia autonoma nell'ambito di piani o programmi coerenti  con  la
specifica destinazione, ai sensi dell'articolo 1,  comma  253,  della
legge 24 dicembre 2012, n.  228,  destinandole  preferibilmente  alle
aree di crisi  industriale  complessa  di  cui  all'articolo  27  del
decreto-legge 22 giugno 2012, n.  83,  convertito  con  modificazione
dalla legge 7 agosto 2012, n. 134. In alternativa, le  regioni  e  le
province autonome di Trento e di Bolzano hanno facolta' di  destinare
le risorse di cui al primo periodo ad azioni di politica  attiva  del
lavoro. Per i trattamenti di integrazione  salariale  in  deroga,  il
conguaglio o la richiesta di rimborso delle integrazioni  corrisposte
ai lavoratori devono essere effettuati, a pena  di  decadenza,  entro
sei mesi dalla fine del periodo di paga in corso  alla  scadenza  del
termine di durata della concessione o dalla data del provvedimento di
concessione se successivo. Per i  trattamenti  conclusi  prima  della
data di entrata in vigore della presente disposizione, i sei mesi  di
cui al precedente periodo decorrono da tale data. Il  presente  comma
e' efficace anche con riferimento ai  provvedimenti  di  assegnazione
delle risorse alle regioni e alle province autonome di  Trento  e  di
Bolzano gia' emanati per gli anni 2014, 2015 e 2016,  con  esclusione
delle risorse gia' oggetto di decretazione da parte delle  regioni  e
delle province autonome. 
  6-ter. Per i trattamenti di integrazione salariale in deroga di cui
al comma 6-bis, in caso di pagamento  diretto  della  prestazione  da
parte  dell'INPS,  il  datore  di  lavoro  e'  obbligato  ad  inviare
all'Istituto   tutti   i   dati   necessari    per    il    pagamento
dell'integrazione   salariale,   secondo   le   modalita'   stabilite
dall'Istituto, entro lo stesso termine previsto dal comma  6-bis  per
il conguaglio o la richiesta di rimborso. Trascorso inutilmente  tale
termine, il pagamento della prestazione e gli oneri ad essa  connessi
rimangono a carico del datore di lavoro inadempiente. (12) 
  7.  Il  Fondo  sociale  per  occupazione  e   formazione   di   cui
all'articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge  n.  185  del
2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 2  del  2009,  e'
incrementato di euro 5.286.187 per l'anno 2015 e  di  euro  5.510.658
per l'anno 2016, ai fini del finanziamento di misure per il  sostegno
al reddito dei lavoratori di  cui  all'ultimo  periodo  del  presente
comma. Agli oneri derivanti dal primo  periodo  del  presente  comma,
pari a euro 5.286.187 per l'anno 2015 e a euro 5.510.658  per  l'anno
2016,    si    provvede     mediante     corrispondente     riduzione
dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma  22,  della
legge n. 147 del 2013. Conseguentemente il medesimo articolo 1, comma
22, della legge n.  147  del  2013  e'  soppresso.  Con  decreto  del
Ministro del lavoro e delle politiche sociali,  di  concerto  con  il
Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  viene  disciplinata   la
concessione nel limite massimo di euro 5.286.187 per l'anno 2015 e di
euro 5.510.658 per  l'anno  2016  a  carico  del  Fondo  sociale  per
occupazione e formazione di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a),
del decreto-legge n. 185 del  2008,  convertito,  con  modificazioni,
dalla legge n. 2 del 2009, come rifinanziato dal presente  comma,  di
misure per il sostegno al reddito, in deroga a quanto previsto  dalla
normativa vigente, per i  lavoratori  dipendenti  dalle  imprese  del
settore del call-center. ((19)) 
  8. Il Ministro del lavoro e delle  politiche  sociali,  sentite  le
parti sociali, elabora entro il 31 dicembre 2015 un  rapporto  avente
ad oggetto proposte di valorizzazione della bilateralita' nell'ambito
del sostegno al reddito dei lavoratori  in  esubero  e  delle  misure
finalizzate alla loro ricollocazione. 
  9. All'articolo 37, comma 3, lettera d),  della  legge  n.  88  del
1989, dopo le parole «6 agosto  1975,  n.  427,»,  sono  aggiunte  le
seguenti:  «e  al  decreto   legislativo   adottato   in   attuazione
dell'articolo 1, comma 2, lettera a) della legge 10 dicembre 2014, n.
183,». 
  10. All'articolo 37, comma 8, della legge n. 88 del 1989,  dopo  le
parole «6 agosto 1975, n. 427,» sono  inserite  le  seguenti:  «e  al
decreto legislativo adottato in attuazione dell'articolo 1, comma  2,
lettera a) della legge 10 dicembre 2014, n. 183,». 
  11. Con effetto per l'anno 2015, all'articolo 3, comma 5-bis, della
legge  23  luglio  1991,  n.  223,   sono   apportate   le   seguenti
modificazioni: 
    a) al primo periodo, le parole «sottoposte a sequestro o confisca
ai  sensi  della  legge  31  maggio  1965,  n.  575,   e   successive
modificazioni.» sono sostituite dalle seguenti: «che, ai sensi  della
legge 31 maggio 1965,  n.  575,  e  successive  modificazioni,  siano
sottoposte a sequestro o confisca, o  nei  cui  confronti  sia  stata
emessa dal Prefetto un'informazione antimafia  interdittiva  e  siano
state adottate le misure di cui all'articolo 32 del decreto-legge  24
giugno 2014, n. 90, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  11
agosto 2014, n. 114.»; 
    b) il secondo periodo e' sostituito dal seguente:  «A  tale  fine
l'amministratore dei beni nominato ai  sensi  dell'articolo  2-sexies
della citata  legge  n.  575  del  1965  o  i  soggetti  nominati  in
sostituzione del soggetto coinvolto ai  sensi  dell'articolo  32  del
decreto-legge n. 90 del 2014, esercitano le facolta'  attribuite  dal
presente articolo  al  curatore,  al  liquidatore  e  al  commissario
nominati in relazione alle procedure concorsuali.». 
  Per gli interventi di cui al  predetto  articolo  3,  comma  5-bis,
della legge n. 223 del 1991, come modificato dal presente  comma,  e'
altresi' destinato per  l'anno  2015,  in  via  aggiuntiva  a  quanto
previsto dallo stesso articolo 3, comma 5-bis, un importo nel  limite
massimo di 8 milioni di euro a valere sulle risorse del Fondo sociale
per occupazione e  formazione,  di  cui  all'articolo  18,  comma  1,
lettera a), del  decreto-legge  n.  185  del  2008,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge n. 2 del 2009. 
  11-bis. In deroga all'articolo 4, comma 1, e all'articolo 22, commi
1, 2 e 3, entro il limite massimo di spesa di 216 milioni di euro per
l'anno 2016 e di 117 milioni di euro per l'anno 2017, previo  accordo
stipulato in sede governativa presso il Ministero del lavoro e  delle
politiche sociali  con  la  presenza  del  Ministero  dello  sviluppo
economico  e  della  regione,  puo'  essere  concesso  un   ulteriore
intervento di integrazione salariale straordinaria,  sino  al  limite
massimo di 12 mesi per ciascun  anno  di  riferimento,  alle  imprese
operanti in un'area di crisi industriale complessa riconosciuta  alla
data di entrata  in  vigore  della  presente  disposizione  ai  sensi
dell'articolo 27 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito,
con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012,  n.  134.  Al  fine  di
essere ammessa all'ulteriore  intervento  di  integrazione  salariale
straordinaria l'impresa presenta un piano di  recupero  occupazionale
che  prevede  appositi  percorsi  di  politiche  attive  del   lavoro
concordati con  la  regione  e  finalizzati  alla  rioccupazione  dei
lavoratori, dichiarando contestualmente di  non  poter  ricorrere  al
trattamento di integrazione salariale straordinaria  ne'  secondo  le
disposizioni  del  presente  decreto  ne'  secondo  le   disposizioni
attuative dello stesso. All'onere  derivante  dal  primo  periodo  si
provvede,  quanto  a   216   milioni   per   l'anno   2016   mediante
corrispondente  riduzione  dell'autorizzazione  di   spesa   di   cui
all'articolo 16, comma 7, del decreto legislativo 4  marzo  2015,  n.
22, come incrementata dall'articolo 43, comma 5, e  dall'articolo  1,
comma 387, lettera b), della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e quanto
a 117 milioni  per  l'anno  2017  a  carico  del  Fondo  sociale  per
occupazione e formazione, di cui all'articolo 18,  comma  1,  lettera
a), del decreto-legge 29  novembre  2008,  n.  185,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2,  mediante  utilizzo
delle  disponibilita'  in  conto  residui.  Entro   quindici   giorni
dall'entrata  in  vigore  della  presente  disposizione,  le  regioni
richiedono  al  Ministero  del  lavoro  e  delle  politiche   sociali
l'assegnazione delle risorse necessarie  in  relazione  alle  proprie
esigenze. Con decreto del  Ministro  del  lavoro  e  delle  politiche
sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e  delle  finanze,
le risorse sono proporzionalmente ripartite tra le  regioni  in  base
alle richieste, entro il limite massimo complessivo di spesa di  euro
216 milioni di euro per l'anno 2016 e 117 milioni di euro per  l'anno
2017. L'INPS provvede al monitoraggio  del  rispetto  del  limite  di
spesa, con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili  a
legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri  a  carico  della
finanza pubblica e trasmette relazioni semestrali  al  Ministero  del
lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell'economia e delle
finanze. 
 
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AGGIORNAMENTO (12) 
  Il D.L. 28 gennaio 2019, n. 4, convertito con  modificazioni  dalla
L. 28 marzo 2019, n. 26, ha disposto (con l'art. 26-quater, comma  2)
che "Per i trattamenti conclusi prima della data di entrata in vigore
del presente decreto, il termine di sei mesi di cui  al  comma  6-ter
dell'articolo 44 del decreto legislativo n. 148 del 2015,  introdotto
dal comma 1 del presente articolo, decorre da tale data". 
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AGGIORNAMENTO (19) 
  Il D.L. 30 dicembre 2019,  n.  162,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 28 febbraio 2020, n. 8, ha disposto (con  l'art.  11-quater,
comma 2) che "Le misure di sostegno  del  reddito  per  i  lavoratori
dipendenti  delle  imprese  del  settore  dei  call  center,  di  cui
all'articolo 44, comma 7, del decreto legislativo 14 settembre  2015,
n. 148, sono prorogate per l'anno 2020 nel  limite  di  spesa  di  20
milioni di euro".