DECRETO LEGISLATIVO 30 aprile 1997, n. 182

Attuazione della delega conferita dall'articolo 2, commi 22 e 23, lettera a), della legge 8 agosto 1995, n. 335, in materia di regime pensionistico per i lavoratori dello spettacolo iscritti all'ENPALS.

note: Entrata in vigore del decreto: 11-7-1997 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 16/01/2014)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 1-1-2004
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                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
  Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
  Visto l'articolo 2, commi 22 e 23, lettera a), della legge 8 agosto
1995, n. 335;
  Visto l'articolo 1, comma 1, della legge 8 agosto 1996, n. 417;
  Vista  la  preliminare  deliberazione  del  Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 12 dicembre 1996;
  Acquisito  il  parere delle competenti commissioni permanenti della
Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;
  Vista  la  deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 30 aprile 1997;
  Sulla  proposta  del  Presidente  del  Consiglio dei Ministri e del
Ministro  del  lavoro  e della previdenza sociale, di concerto con il
Ministro del tesoro e del bilancio e della programmazione economica;
                              E m a n a
                  il seguente decreto legislativo:

                             Art. 1
                             Contributi

  1.  A  decorrere  dal  1  gennaio 1997 per il personale iscritto al
Fondo  pensioni  per  i lavoratori dello spettacolo, istituito presso
l'Ente nazionale di previdenza e di assistenza per i lavoratori dello
spettacolo  (ENPALS)  - di seguito denominato Fondo - successivamente
al  31 dicembre 1995, il contributo e' stabilito in base all'aliquota
di  finanziamento e con i criteri di ripartizione in vigore nel Fondo
pensioni    lavoratori    dipendenti    dell'assicurazione   generale
obbligatoria.
  2.  Dal 1 gennaio 1997 per il personale gia' iscritto al Fondo alla
data  del  31 dicembre 1995, il contributo a carico dei lavoratori e'
stabilito nella medesima misura in vigore nell'assicurazione generale
obbligatoria.
  3.  Dal 1 gennaio 1997, in attesa del conguaglio di cui al comma 6,
l'aliquota  contributiva  dovuta  per  il  personale gia' iscritto al
Fondo  alla  data del 31 dicembre 1995, e appartenente alle categorie
dalla numero 1 alla numero 14 dell'articolo 3 del decreto legislativo
del  Capo  provvisorio  dello  Stato  16  luglio  1947,  n. 708, come
modificato  dalla  legge  29  novembre  1952,  n.  2388, e successive
modificazioni  e  integrazioni,  e' confermata nella misura del 10,10
per cento per la parte a carico dei lavoratori.
  4. A decorrere dal 1 gennaio 1997 sono destinate al Fondo, le quote
di  contribuzione  attualmente  riguardanti  il  finanziamento  delle
prestazioni temporanee a carico della gestione di cui all'articolo 24
della  legge  9  marzo 1989, n.88, con il limite massimo della misura
prevista  dal  decreto  del  Ministro  del  lavoro e della previdenza
sociale,  di concerto con il Ministro del tesoro, in data 21 febbraio
1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 83 in
data 9 aprile 1996.
  5.   L'eventuale  onere  residuo  derivante  dalla  differenza  fra
l'aliquota  in  vigore  nell'assicurazione  generale  obbligatoria  e
quella risultante dalla somma fra l'aliquota in vigore al 31 dicembre
1996  e  le  quote  di  contribuzione destinate al Fondo ai sensi del
comma  4,  e'  posto  a  carico  dei datori di lavoro e l'aliquota e'
elevata  a  decorrere dal 1 gennaio 1997 in misura non superiore allo
0,50  per  cento  ogni  biennio  fino  a concorrenza dell'aliquota in
vigore nell'assicurazione generale obbligatoria.
  6.  A partire dal 1 gennaio dell'anno successivo a quello nel quale
si   e'   verificata   la  parificazione  dell'aliquota  contributiva
complessiva   a   quella   in   vigore   nell'assicurazione  generale
obbligatoria,  le aliquote contributive a carico dei datori di lavoro
e   dei   lavoratori  sono  stabilite  nella  medesima  misura  della
corrispondente   aliquota   in   vigore  nell'assicurazione  generale
obbligatoria.
  7.  Nei  confronti  dei  lavoratori di cui all'articolo 2, comma 1,
lettera   a),  i  quali  percepiscono  una  retribuzione  giornaliera
superiore  a lire 300.000, le imprese potranno esercitare rivalsa per
un  ammontare  pari al 40 per cento dei contributi dovuti sulla parte
di  retribuzione  eccedente  il  predetto  importo. A decorrere dal 1
gennaio  1998,  la  predetta percentuale e' ridotta annualmente di 10
punti  percentuali fino alla sua completa soppressione. L'articolo 3,
secondo  comma,  del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  31
dicembre 1971, n. 1420, e' abrogato.
  8. Le aliquote contributive dovute per il personale di cui ai commi
2  e 3, si applicano integralmente sulla retribuzione giornaliera non
eccedente  il  limite  massimo  di  lire 1.000.000. Fermo restando il
disposto  di  cui  all'articolo  2,  quinto  comma,  del  decreto del
Presidente  della  Repubblica  31  dicembre 1971, n. 1420, qualora la
retribuzione  giornaliera  sia  superiore a lire 1.000.000 l'aliquota
contributiva  e'  dovuta  sul  massimale  di retribuzione giornaliera
imponibile  corrispondente  a  ciascuna  fascia  ed e' accreditato un
numero  di  giorni  di contribuzione, con un massimo di otto, secondo
l'allegata  Tabella  A  fino  al raggiungimento di 312 giornate annue
superate  le quali si applica la previgente normativa. Sulla parte di
retribuzione   eccedente  il  massimale  di  retribuzione  imponibile
relativo  a ciascuna fascia, si applica un contributo di solidarieta'
nella  misura  del  5  per  cento  di cui 2,50 per cento a carico del
datore di lavoro e 2,50 per cento a carico del lavoratore.
  9.  A  decorrere  dal  1  gennaio  1998  gli importi delle fasce di
retribuzione  giornaliera  e del massimale di retribuzione imponibile
di  cui al comma 8 sono annualmente rivalutati sulla base dell'indice
dei  prezzi  al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, cosi'
come calcolato dall'ISTAT.
  10.  Il  settimo  comma dell'articolo 12 del decreto del Presidente
della  Repubblica  31  dicembre  1971,  n.  1420,  e'  sostituito dal
seguente:
"Ai  fini del calcolo della retribuzione giornaliera pensionabile non
si   prendono   in   considerazione,   per  la  parte  eccedente,  le
retribuzioni  giornaliere  superiori  al  limite  di  lire 315.000. A
decorrere  dal  1  gennaio  1998  il  predetto  limite  e' rivalutato
annualmente  sulla  base  dell'indice  dei  prezzi  al consumo per le
famiglie di operai ed impiegati, cosi' come calcolato dall'ISTAT.".
  11.  Per  il  personale  di  cui  al  comma 1, nonche' a coloro che
esercitano la facolta' di opzione ai sensi dell'articolo 1, comma 23,
della  legge  8  agosto  1995,  n. 335, appartenente al gruppo di cui
all'articolo  2,  comma  1, lettera a), e' stabilita una retribuzione
giornaliera  di  riferimento  pari al massimale annuo di retribuzione
pensionabile  vigente  tempo  per  tempo  nell'assicurazione generale
obbligatoria ai sensi dell'articolo 2, comma 18, della legge 8 agosto
1995, n. 335, diviso per 312.
  12.  In  caso  di  retribuzioni  giornaliere  superiori a quella di
riferimento  di  cui  al  comma  11,  e'  accreditato  un  giorno  di
contribuzione  per  ogni quota di retribuzione pari alla retribuzione
di riferimento, fino a concorrenza del numero di giornate individuate
dall'articolo  6,  comma 2, del decreto legislativo 30 dicembre 1992,
n.503.  La frazione di retribuzione inferiore a quella di riferimento
e'  considerata  utile  al  fine  dell'accreditamento di una giornata
contributiva.
  13.  Il  numero  delle giornate di contribuzione che possono essere
accreditate in ogni anno non deve superare le 312.
  14.  Per il personale di cui al comma 1 e per coloro che esercitano
la  facolta'  di  opzione  ai  sensi dell'articolo 1, comma 23, della
legge  8  agosto  1995,  n. 335, trovano applicazione a partire dal 1
gennaio  1997  le disposizioni di cui all'articolo 2, comma 18, della
legge 8 agosto 1995, n. 335. Sulle quote di retribuzione eccedenti il
massimale  retributivo  e  pensionabile  si  applica un contributo di
solidarieta',  aggiuntivo rispetto a quanto previsto nell'articolo 1,
comma  5,  lettere a) e b), del decreto legislativo 14 dicembre 1995,
n. 579, da versare al Fondo nella misura del 5 per cento, di cui 2,50
per cento a carico del datore di lavoro e 2,50 per cento a carico del
lavoratore.
  15.  Ai soli fini dell'acquisizione del diritto alla corresponsione
dei  trattamenti  pensionistici, ai lavoratori appartenenti al gruppo
di  cui  all'articolo  2, comma 1, lettera a), che possano far valere
annualmente  almeno  60 contributi giornalieri effettivi o figurativi
versati  o  accreditati  nel  Fondo, e' accreditato, d'ufficio, negli
anni  in  cui  la  retribuzione  globale percepita dal lavoratore non
superi  quattro  volte  l'importo  del  trattamento  minimo in vigore
nell'assicurazione  generale  obbligatoria,  un  numero massimo di 60
contributi   giornalieri,   fino  a  concorrenza  di  120  contributi
giornalieri  annui  complessivi.  In ogni caso tale accreditamento e'
consentito  per  un  numero  di  anni  non  superiore  a  10. PERIODO
SOPPRESSO  DALLA L. 27 DICEMBRE 2002, N. 289. PERIODO SOPPRESSO DALLA
L.  27  DICEMBRE 2002, N. 289. PERIODO SOPPRESSO DALLA L. 27 DICEMBRE
2002, N. 289.
  ((15-bis.  I lavoratori autonomi di cui al numero 23-bis) del primo
comma  dell'articolo  3 del decreto legislativo del Capo provvisiorio
dello   Stato   16  luglio  1947,  n.  708,  provvedono  direttamente
all'adempimento  degli  obblighi  contributivi  di  cui  al  presente
articolo.))