DECRETO-LEGGE 17 marzo 2020, n. 18

Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19. (20G00034)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 17/03/2020
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 24 aprile 2020, n. 27 (in S.O. n. 16, relativo alla G.U. 29/04/2020, n. 110).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 28/04/2022)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 25-7-2021
aggiornamenti all'articolo
 
                               Art. 19 
 
(Norme speciali in materia di trattamento ordinario  di  integrazione
                   salariale e assegno ordinario) 
 
  1. I datori di lavoro che  nell'anno  2020  sospendono  o  riducono
l'attivita'  lavorativa  per   eventi   riconducibili   all'emergenza
epidemiologica da COVID-19, possono presentare domanda di concessione
del trattamento ordinario di  integrazione  salariale  o  di  accesso
all'assegno ordinario  con  causale  "emergenza  COVID-19",  per  una
durata massima di  nove  settimane  per  periodi  decorrenti  dal  23
febbraio 2020 al 31 agosto 2020,  incrementate  di  ulteriori  cinque
settimane nel medesimo periodo  per  i  soli  datori  di  lavoro  che
abbiano interamente fruito il periodo precedentemente  concesso  fino
alla durata massima di nove settimane. E'  altresi'  riconosciuto  un
eventuale ulteriore periodo di durata massima di quattro settimane di
trattamento di cui al presente comma per periodi  decorrenti  dal  1°
settembre 2020 al 31 ottobre 2020  fruibili  ai  sensi  dell'articolo
22-ter. Esclusivamente per i datori di lavoro  dei  settori  turismo,
fiere e congressi, parchi divertimento, spettacolo dal  vivo  e  sale
cinematografiche,  e'  possibile  usufruire  delle  predette  quattro
settimane  anche  per  periodi  decorrenti  antecedentemente  al   1°
settembre 2020 a condizione che i medesimi abbiano interamente fruito
il periodo precedentemente  concesso  fino  alla  durata  massima  di
quattordici settimane. Ai beneficiari di assegno ordinario di cui  al
presente articolo e limitatamente alla causale ivi  indicata  spetta,
in rapporto al periodo di paga adottato e  alle  medesime  condizioni
dei lavoratori ad orario normale, l'assegno per il  nucleo  familiare
di cui all'art. 2 del decreto-legge 13 marzo 1988, n.69,  convertito,
con modificazioni, dalla legge 13 maggio 1988, n. 153. 
  2. I datori di lavoro che presentano la domanda di cui al  comma  1
sono  dispensati  dall'osservanza  dell'articolo   14   del   decreto
legislativo 14 settembre 2015, n. 148, e dei termini del procedimento
previsti dall'articolo 15, comma 2, nonche' dall'articolo  30,  comma
2, del medesimo decreto legislativo per  l'assegno  ordinario,  fermo
restando l'informazione, la consultazione  e  l'esame  congiunto  che
devono essere svolti anche in  via  telematica  entro  i  tre  giorni
successivi a quello della comunicazione  preventiva.  La  domanda,  a
pena di decadenza, deve essere presentata  entro  la  fine  del  mese
successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di  sospensione
o di riduzione dell'attivita'  lavorativa  e  non  e'  soggetta  alla
verifica dei requisiti di cui all'articolo 11 del decreto legislativo
14 settembre 2015, n. 148. (8) 
  2-bis. Il termine di presentazione delle domande riferite a periodi
di sospensione o riduzione dell'attivita' lavorativa che hanno  avuto
inizio tra il 23 febbraio 2020 e il 30 aprile 2020 e' fissato, a pena
di decadenza, al 15 luglio 2020.  Indipendentemente  dal  periodo  di
riferimento, i datori di lavoro che abbiano  erroneamente  presentato
domanda per trattamenti diversi  da  quelli  a  cui  avrebbero  avuto
diritto o comunque con errori  o  omissioni  che  ne  hanno  impedito
l'accettazione  possono  presentare  la   domanda   nelle   modalita'
corrette,  a  pena  di   decadenza,   entro   trenta   giorni   dalla
comunicazione  dell'errore  nella   precedente   istanza   da   parte
dell'amministrazione di riferimento, anche nelle  more  della  revoca
dell'eventuale     provvedimento     di      concessione      emanato
dall'amministrazione  competente.  La  predetta  domanda,  presentata
nelle modalita'  corrette,  e'  considerata  comunque  tempestiva  se
presentata entro trenta giorni dalla data di entrata  in  vigore  del
decreto-legge 16 giugno 2020, n. 52. 
  3. ((I periodi di trattamento ordinario di integrazione salariale e
assegno ordinario concessi ai sensi del comma 1 non sono in ogni caso
conteggiati ai fini dei limiti previsti dall'articolo 4, commi 1 e 2,
e dagli articoli 12, 29, comma 3, 30,  comma  1,  e  39  del  decreto
legislativo 14 settembre 2015, n. 148.)) Limitatamente all'anno  2020
all'assegno ordinario garantito dal Fondo di  integrazione  salariale
non si applica il tetto aziendale di cui all'articolo  29,  comma  4,
secondo periodo, del decreto legislativo 14 settembre 2015,  n.  148.
((42)) 
  3-bis.  Il  trattamento  di  cassa  integrazione  salariale  operai
agricoli (CISOA), richiesto per  eventi  riconducibili  all'emergenza
epidemiologica da COVID-19,  e'  concesso  in  deroga  ai  limiti  di
fruizione riferiti al singolo lavoratore  e  al  numero  di  giornate
lavorative da svolgere presso la stessa azienda di cui all'articolo 8
della legge 8 agosto 1972, n. 457.  I  periodi  di  trattamento  sono
concessi per una durata massima di novanta giorni,  dal  23  febbraio
2020 al 31 ottobre 2020 e comunque con termine del periodo  entro  il
31 dicembre 2020, e non  sono  computati  ai  fini  delle  successive
richieste. Per  assicurare  la  celerita'  delle  autorizzazioni,  le
integrazioni salariali a carico del trattamento di CISOA con  causale
"emergenza   COVID-19"   sono   concesse   dalla    sede    dell'INPS
territorialmente   competente,   in   deroga   a   quanto    previsto
dall'articolo 14 della legge 8 agosto 1972, n.  457.  La  domanda  di
CISOA deve essere presentata, a pena di decadenza, entro la fine  del
mese successivo a quello  in  cui  ha  avuto  inizio  il  periodo  di
sospensione dell'attivita' lavorativa. Il  termine  di  presentazione
delle  domande  riferite  a  periodi  di  sospensione  dell'attivita'
lavorativa che hanno avuto inizio tra il 23 febbraio  2020  e  il  30
aprile 2020 e' fissato, a pena di decadenza, al 15 luglio 2020. Per i
lavoratori dipendenti di aziende del settore agricolo, ai  quali  non
si applica il trattamento di CISOA, puo' essere presentata domanda di
concessione del trattamento di integrazione salariale in  deroga,  ai
sensi dell'articolo 22. (8) (29) 
  4.  Limitatamente  ai   periodi   di   trattamento   ordinario   di
integrazione salariale e assegno  ordinario  concessi  ai  sensi  del
comma 1 e in considerazione della relativa fattispecie non si applica
quanto previsto dagli articoli 5, 29, comma 8, secondo periodo, e 33,
comma 2, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148. 
  5. L'assegno ordinario di cui al comma 1 e' concesso, per la durata
e limitatamente al periodo indicati al comma 1, anche  ai  lavoratori
dipendenti presso datori di lavoro iscritti al Fondo di  integrazione
salariale  (FIS)  che  occupano  mediamente  piu'  di  5  dipendenti.
L'assegno ordinario di cui al presente articolo su istanza del datore
di lavoro puo' essere concesso con la modalita' di pagamento  diretto
della prestazione da parte dell'INPS. 
  6. I Fondi di  cui  all'articolo  27  del  decreto  legislativo  14
settembre  2015,  n.  148  garantiscono   l'erogazione   dell'assegno
ordinario di cui al comma 1 con  le  medesime  modalita'  di  cui  al
presente  articolo.  Gli  oneri  finanziari  relativi  alla  predetta
prestazione sono a carico del bilancio  dello  Stato  nel  limite  di
1.600 milioni di  euro  per  l'anno  2020,  che  sono  trasferiti  ai
rispettivi  Fondi  con  decreto  del  Ministro  del  lavoro  e  delle
politiche sociali di concerto con il Ministro dell'economia  e  delle
finanze. 
  6-bis. Le risorse di cui al comma 6 sono  assegnate  ai  rispettivi
Fondi con uno  o  piu'  decreti  del  Ministro  del  lavoro  e  delle
politiche sociali di concerto con il Ministro dell'economia  e  delle
finanze e trasferite previo monitoraggio da parte  dei  Fondi  stessi
dell'andamento  del  costo  della  prestazione,  relativamente   alle
istanze degli aventi diritto, nel rispetto  del  limite  di  spesa  e
secondo le indicazioni  fornite  dal  Ministro  del  lavoro  e  delle
politiche sociali di concerto con il Ministro dell'economia  e  delle
finanze. 
  6-ter. I Fondi di cui all'articolo 26 del  decreto  legislativo  14
settembre  2015,  n.  148  garantiscono   l'erogazione   dell'assegno
ordinario di cui al comma 1 con  le  medesime  modalita'  di  cui  al
presente  articolo.  Gli  oneri  finanziari  relativi  alla  predetta
prestazione sono a carico del bilancio dello Stato nel limite di  250
milioni di euro per l'anno 2020. Le risorse di cui al presente  comma
sono assegnate ai rispettivi  Fondi  dall'INPS  e  trasferite  previo
monitoraggio da parte dei Fondi stessi dell'andamento del costo della
prestazione, relativamente alle istanze  degli  aventi  diritto,  nel
rispetto del limite di spesa. 
  7. I fondi di solidarieta'  bilaterali  del  Trentino  e  dell'Alto
Adige, costituiti ai sensi dell'articolo 40 del  decreto  legislativo
14 settembre  2015,  n.148,  garantiscono  l'erogazione  dell'assegno
ordinario di cui al comma 1, con le medesime modalita'  del  presente
articolo. 
  8. I lavoratori destinatari delle norme di cui al presente articolo
devono risultare alle dipendenze dei datori di lavoro richiedenti  la
prestazione alla data del 25 marzo 2020 e ai lavoratori stessi non si
applica la disposizione di cui all'articolo 1, comma 2,  del  decreto
legislativo 14 settembre 2015, n. 148. 
  9. Le prestazioni di sostegno al reddito di cui ai commi da 1 a 5 e
7 e di cui all'articolo 21 sono riconosciute nel  limite  massimo  di
spesa pari a  11.599,1  milioni  di  euro  per  l'anno  2020.  L'INPS
provvede al monitoraggio del limite di spesa di cui al primo  periodo
del presente comma. Qualora dal predetto monitoraggio emerga  che  e'
stato raggiunto anche in via prospettica il limite di  spesa,  l'INPS
non prende in considerazione ulteriori domande. 
  10. Alla copertura degli oneri previsti dai  commi  da  1  a  9  si
provvede ai sensi dell'articolo 126. 
  10-bis. I datori di lavoro con unita' produttive  site  nei  comuni
individuati nell'allegato l al decreto del Presidente  del  Consiglio
dei ministri 1° marzo 2020 nonche' i datori di lavoro che  non  hanno
sede legale o unita' produttiva od  operativa  nei  comuni  suddetti,
limitatamente ai lavoratori in  forza  residenti  o  domiciliati  nei
predetti  comuni,  possono  presentare  domanda  di  concessione  del
trattamento  ordinario  di  integrazione  salariale  o   di   accesso
all'assegno  ordinario  con  causale  "emergenza  COVID-19",  per  un
periodo aggiuntivo non superiore a tre mesi. L'assegno  ordinario  di
cui al primo periodo  e'  concesso  anche  ai  lavoratori  dipendenti
presso datori di lavoro iscritti al Fondo di  integrazione  salariale
(FIS) che occupano mediamente  piu'  di  5  dipendenti.  Al  predetto
trattamento non si applica il tetto aziendale di cui all'articolo 29,
comma 4, secondo periodo, del decreto legislativo n. 148 del 2015. 
  10-ter. Le prestazioni di sostegno  al  reddito  di  cui  al  comma
10-bis sono riconosciute nel limite  massimo  di  spesa  pari  a  5,8
milioni di euro  per  l'anno  2020  con  riferimento  al  trattamento
ordinario di integrazione salariale e  a  4,4  milioni  di  euro  per
l'anno 2020 con riferimento alla prestazione  di  assegno  ordinario.
L'INPS provvede al monitoraggio dei limiti di spesa di cui  al  primo
periodo del presente comma. Qualora dal predetto monitoraggio  emerga
che e' stato raggiunto anche in via prospettica il limite  di  spesa,
l'INPS non prende in considerazione ulteriori domande. 
  10-quater. Agli oneri  derivanti  dai  commi  10-bis  e  10-ter  si
provvede a valere sulle risorse del Fondo sociale per  occupazione  e
formazione  di  cui  all'articolo  18,  comma  1,  lettera  a),   del
decreto-legge   29   novembre   2008,   n.   185,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2. 
                                                             (3) (24) 
 
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AGGIORNAMENTO (3) 
  Il D.L. 8 aprile 2020, n. 23, convertito con modificazioni dalla L.
5 giugno 2020, n. 40, ha disposto (con l'art. 41, comma  1)  che  "Le
disposizioni di cui all'articolo 19 del decreto-legge 17 marzo  2020,
n. 18, si applicano anche ai lavoratori assunti tra  il  24  febbraio
2020 e il 17 marzo 2020". 
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AGGIORNAMENTO (8) 
  Il D.L. 19 maggio 2020, n. 34, convertito con  modificazioni  dalla
L. 17 luglio 2020, n. 77, ha disposto (con l'art.  68,  comma  1-bis)
che "In sede di prima applicazione, i termini  per  la  presentazione
delle domande fissati, a pena di decadenza, entro la  fine  del  mese
successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di  sospensione
o di riduzione dell'attivita' lavorativa, ai  sensi  dei  commi  2  e
3-bis dell'articolo 19  del  decreto-legge  17  marzo  2020,  n.  18,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24  aprile  2020,  n.  27,
come modificati dalle lettere c) ed  e)  del  comma  1  del  presente
articolo, se posteriori alla data cosi' determinata,  sono  stabiliti
al trentesimo giorno successivo alla data di entrata  in  vigore  del
decreto-legge 16 giugno 2020, n. 52". 
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AGGIORNAMENTO (24) 
  Il D.L. 28 ottobre 2020, n. 137, convertito con modificazioni dalla
L. 18 dicembre 2020, n. 176, ha disposto (con l'art. 12-bis, comma 1)
che "Sono prorogati al 15 novembre 2020  i  termini  decadenziali  di
invio delle domande di accesso ai trattamenti collegati all'emergenza
da  COVID-19  di  cui  agli  articoli  da  19  a   22-quinquies   del
decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18,  convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, e quelli di trasmissione dei  dati
necessari per il pagamento o  per  il  saldo  degli  stessi  che,  in
applicazione della disciplina ordinaria, si collocano tra il 1° e  il
30 settembre 2020". 
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AGGIORNAMENTO (29) 
  La L. 30 dicembre 2020, n. 178, ha disposto (con  l'art.  1,  comma
304) che "Il  trattamento  di  cassa  integrazione  salariale  operai
agricoli  (CISOA),  di  cui  all'articolo  19,   comma   3-bis,   del
decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18,  convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, richiesto per eventi riconducibili
all'emergenza epidemiologica da COVID-19, e' concesso, in  deroga  ai
limiti di fruizione riferiti al singolo lavoratore  e  al  numero  di
giornate lavorative da svolgere  presso  la  stessa  azienda  di  cui
all'articolo 8 della legge 8 agosto 1972,  n.  457,  per  una  durata
massima di novanta giorni, nel periodo compreso  tra  il  1°  gennaio
2021 e il 30 giugno 2021". 
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AGGIORNAMENTO (42) 
  Il D.L. 25 maggio 2021, n. 73, convertito con  modificazioni  dalla
L. 23 luglio 2021, n. 106 ha disposto (con l'art. 50-bis,  comma  10,
lettera a)) che la presente modifica ha effetto dal 1° gennaio 2021.