DECRETO-LEGGE 12 settembre 2014, n. 133

Misure urgenti per l'apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l'emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attivita' produttive. (14G00149)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 13/09/2014
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 11 novembre 2014, n. 164 (in S.O. n.85, relativo alla G.U. 11/11/2014, n.262).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 16/07/2020)
Testo in vigore dal: 25-12-2019
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                               Art. 43 
 
(Misure in materia di utilizzo del Fondo di rotazione per  assicurare
la stabilita' finanziaria degli  enti  territoriali  e  di  fondo  di
                       solidarieta' comunale) 
 
  1. Gli enti locali che hanno deliberato il ricorso  alla  procedura
di  riequilibrio  finanziario  pluriennale,  ai  sensi  dell'articolo
243-bis del decreto legislativo  18  agosto  2000,  n.  267,  possono
prevedere, tra le misure di cui alla lettera  c)  del   comma  6  del
medesimo articolo 243-bis necessarie per il ripiano del disavanzo  di
amministrazione accertato e per il  finanziamento  dei  debiti  fuori
bilancio, l'utilizzo delle risorse agli stessi  enti  attribuibili  a
valere  sul  "Fondo  di  rotazione  per  assicurare   la   stabilita'
finanziaria degli  enti  locali"  di  cui  all'articolo  243-ter  del
decreto legislativo n. 267 del 2000. A seguito dell'approvazione  del
piano  di  riequilibrio  finanziario  pluriennale  da   parte   della
competente  Sezione  regionale  della  Corte   dei   conti,   qualora
l'ammontare delle risorse attribuite a valere sul predetto "Fondo  di
rotazione per assicurare la stabilita' finanziaria degli enti locali"
risulti inferiore a quello  di  cui  al  periodo  precedente,  l'ente
locale interessato e' tenuto, entro 60 giorni dalla  ricezione  della
comunicazione di approvazione del piano stesso,  ad  indicare  misure
alternative di finanziamento per un  importo  pari  all'anticipazione
non attribuita. 
  2. Nel caso di utilizzo delle risorse del "Fondo di  rotazione  per
assicurare la  stabilita'  finanziaria  degli  enti  locali"  di  cui
all'articolo 243-ter del decreto legislativo n. 267 del 2000  secondo
quanto previsto dal comma 1, gli enti locali interessati iscrivono le
risorse ottenute in entrata nel titolo secondo,  categoria  01,  voce
economica 00, codice  SIOPE  2102.  La  restituzione  delle  medesime
 risorse e' iscritta in spesa al titolo primo,  intervento  05,  voce
economica 15, codice SIOPE 1570. 
  3. Le entrate di cui al comma 2  rilevano  ai  fini  del  patto  di
stabilita' interno nei limiti di 100 milioni di euro per  il  2014  e
180 milioni per gli anni dal 2015 al 2020 e nei  limiti  delle  somme
rimborsate per ciascun anno dagli enti beneficiari e riassegnate  nel
medesimo esercizio. Il Ministero dell'interno, in  sede  di  adozione
del piano di riparto del fondo di cui al comma 2 dell'articolo 1  del
decreto del Ministro dell'Interno 11 gennaio 2013,  recante  "Accesso
al fondo di rotazione per assicurare la stabilita' finanziaria  degli
enti locali", pubblicato nella gazzetta ufficiale  8  febbraio  2013,
n.33, individua per  ciascun  ente,  proporzionalmente  alle  risorse
erogate, la quota rilevante ai fini del patto di  stabilita'  interno
nei limiti del periodo precedente. 
  3-bis. La sanzione prevista dall'articolo 31, comma 26, lettera a),
della legge 12 novembre 2011, n. 183, per inadempienza del  patto  di
stabilita' interno del 2013, ferme restando  le  rimanenti  sanzioni,
nel 2014 si applica fino ad un importo pari  al  3  per  cento  delle
entrate correnti registrate nell'ultimo  consuntivo  disponibile  del
comune inadempiente. Su  richiesta  dei  comuni  che  hanno  attivato
nell'anno 2014 la procedura di riequilibrio  finanziario  pluriennale
prevista  dall'articolo  243-bis  del   testo   unico   delle   leggi
sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo  18
agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni,  nonche'  di  quelli
che nel medesimo anno hanno deliberato il  dissesto  finanziario,  il
pagamento  della  sanzione  di  cui  al  primo  periodo  puo'  essere
rateizzato in dieci anni e gli effetti finanziari  determinati  dalla
sua applicazione non concorrono alla riduzione  degli  obiettivi  del
patto di stabilita' interno di cui al comma 122 dell'articolo 1 della
legge 13 dicembre 2010, n. 220, e successive modificazioni. 
  3-ter. Le sanzioni relative al mancato  rispetto  dei  vincoli  del
patto  di  stabilita'  interno  nell'anno  2012  o   negli   esercizi
precedenti non trovano applicazione,  e  qualora  gia'  applicate  ne
vengono meno gli effetti, nei confronti degli enti locali per i quali
la   dichiarazione   di   dissesto   finanziario   sia    intervenuta
nell'esercizio  finanziario  2012  e  la  violazione  del  patto   di
stabilita' interno sia stata accertata successivamente alla data  del
31 dicembre 2013. 
  4. Entro il 20 settembre 2014 il Ministero  dell'interno  eroga  ai
comuni delle Regioni a statuto ordinario ed ai comuni  della  Regione
Siciliana e della Regione Sardegna un importo, a titolo  di  anticipo
su quanto spettante per l'anno 2014 a titolo di Fondo di solidarieta'
comunale. L'importo dell'attribuzione e' pari, per ciascun comune, al
66 per cento di quanto comunicato sul  sito  internet  del  Ministero
dell'interno come spettante per l'anno 2014  a  titolo  di  fondo  di
solidarieta' comunale, detratte le somme gia' erogate  in  base  alle
disposizioni di cui all'articolo 8 del decreto-legge 6 marzo 2014, n.
16, convertito con modificazioni dalla legge 2 maggio 2014, n. 68,  e
all'articolo 1 del decreto-legge 9 giugno 2014, n. 88. 
  5. Per l'anno 2014 l'importo di euro  49.400.000  impegnato  e  non
pagato del fondo per il federalismo amministrativo di parte  corrente
di cui alla legge 15 marzo 1997, n. 59 dello stato di previsione  del
Ministero dell'interno e'  versato  all'entrata  del  bilancio  dello
Stato per essere riassegnato al Fondo di  solidarieta'  comunale,  di
cui al comma 380-ter dell'articolo 1 della legge 24 dicembre 2012, n.
228. 
  5-bis. All'articolo 1, comma 729-quater, della  legge  27  dicembre
2013, n. 147, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi:  "I  comuni
per i quali, alla data del 20 settembre 2014, non sia stato possibile
recuperare sul fondo di solidarieta'  comunale  per  l'anno  2014  le
somme  risultanti  a  debito  per  effetto  delle  variazioni   sulle
assegnazioni del fondo di solidarieta' comunale per  l'anno  2013  di
cui al comma 729-bis possono  chiedere  la  rateizzazione  triennale,
decorrente dal 2015, delle somme ancora da recuperare,  ivi  comprese
quelle da trattenere per il tramite dell'Agenzia delle  entrate,  con
le modalita' che sono rese note dal Ministero  dell'interno  mediante
apposito comunicato. A seguito delle richieste  di  rateizzazione  di
cui al periodo precedente,  il  Ministero  dell'interno  comunica  ai
comuni  beneficiari  delle  maggiori  assegnazioni   del   fondo   di
solidarieta' comunale per l'anno 2013, di cui al comma  729-bis,  gli
importi da riconoscere in ciascuna  delle  annualita'  2015,  2016  e
2017". 
  5-ter. All'articolo 32, comma 3, secondo periodo, del decreto-legge
24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge  23
giugno 2014, n. 89, le parole: "95 per cento" sono  sostituite  dalle
seguenti: "75 per cento". 
  ((5-quater.  Le  metodologie  e  le  elaborazioni   relative   alla
determinazione delle capacita' fiscali dei comuni, delle  province  e
delle citta'  metropolitane  sono  definite  dal  Dipartimento  delle
finanze del Ministero dell'economia  e  delle  finanze  e  sottoposte
dallo stesso Dipartimento alla Commissione tecnica per  i  fabbisogni
standard istituita ai sensi dell'articolo 1, comma 29, della legge 28
dicembre 2015, n. 208, anche separatamente,  per  l'approvazione;  in
assenza di osservazioni, le stesse  si  intendono  approvate  decorsi
quindici giorni  dal  loro  ricevimento.  Con  decreto  del  Ministro
dell'economia e delle finanze, pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale,
previa  approvazione  da  parte  della  Commissione  tecnica  per   i
fabbisogni standard, sono  adottate,  anche  separatamente,  la  nota
metodologica relativa alla procedura di  calcolo  e  la  stima  delle
capacita'  fiscali  per  singolo  comune  delle  regioni  a   statuto
ordinario, di cui all'articolo 1, comma 380-quater,  della  legge  24
dicembre 2012, n.  228;  lo  schema  di  decreto  e'  trasmesso,  per
l'intesa, alla Conferenza Stato-citta' ed autonomie  locali;  qualora
ricorra la condizione di cui al comma 3 dell'articolo 3  del  decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, il decreto medesimo  e'  comunque
inviato alle Camere ai sensi del quarto periodo del  presente  comma.
Nel caso di adozione delle sole capacita' fiscali,  rideterminate  al
fine  di  considerare  eventuali  mutamenti  normativi  e  di  tenere
progressivamente conto del tax gap  nonche'  della  variabilita'  dei
dati assunti a riferimento, lo schema  di  decreto  e'  inviato,  per
l'intesa, alla Conferenza Stato-citta' ed autonomie  locali;  qualora
ricorra la condizione di cui al comma 3 dell'articolo 3  del  decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, il decreto medesimo  e'  comunque
adottato. Lo schema di decreto con la nota metodologica e  la  stima,
di  cui  al  secondo  periodo,  e'  trasmesso  alle  Camere  dopo  la
conclusione dell'intesa, ovvero in caso di mancata intesa, perche' su
di esso sia espresso, entro trenta giorni dalla data di trasmissione,
il  parere  della  Commissione  parlamentare  per  l'attuazione   del
federalismo fiscale, di cui all'articolo 3 della legge 5 maggio 2009,
n. 42, e  delle  commissioni  parlamentari  competenti  per  materia.
Decorso il termine di cui al quarto periodo, il decreto puo' comunque
essere adottato. Il Ministro dell'economia e delle  finanze,  se  non
intende conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette alle Camere una
relazione con cui indica le ragioni per le quali non si e' conformato
ai citati pareri)).