DECRETO-LEGGE 25 giugno 2008, n. 112

Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitivita', la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione Tributaria.

note: Entrata in vigore del decreto: 25-6-2008.
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 6 agosto 2008, n. 133 (in SO n.196, relativo alla G.U. 21/08/2008, n.195).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 24/07/2021)
Testo in vigore dal: 26-7-2018
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                               Art. 11 
                            (Piano Casa) 
 
  1. Al fine di garantire su tutto il territorio nazionale i  livelli
minimi essenziali di fabbisogno abitativo per il pieno sviluppo della
persona umana, e' approvato con decreto del Presidente del  Consiglio
dei Ministri, previa delibera del Comitato interministeriale  per  la
programmazione  economica  (CIPE)  e  d'intesa  con   la   Conferenza
unificata di cui all'articolo 8 del  decreto  legislativo  28  agosto
1997, n. 281, e successive modificazioni, su  proposta  del  Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti,  entro  sessanta  giorni  dalla
data di entrata in vigore della legge  di  conversione  del  presente
decreto, un piano nazionale di edilizia abitativa. 
  2. Il piano e' rivolto all'incremento del patrimonio immobiliare ad
uso  abitativo  attraverso  l'offerta  di  abitazioni   di   edilizia
residenziale, da realizzare nel rispetto dei  criteri  di  efficienza
energetica  e  di  riduzione  delle  emissioni  inquinanti,  con   il
coinvolgimento   di   capitali   pubblici   e   privati,    destinate
prioritariamente a prima casa per: 
    a) nuclei  familiari  a  basso  reddito,  anche  monoparentali  o
monoreddito; 
    b) giovani coppie a basso reddito; 
    c) anziani in condizioni sociali o economiche svantaggiate; 
    d) studenti fuori sede; 
    e) soggetti sottoposti a procedure esecutive di rilascio; 
    f) altri soggetti in possesso dei requisiti di cui all'articolo 1
della legge 8 febbraio 2007, n. 9; 
    g) immigrati regolari a basso reddito, residenti da almeno  dieci
anni nel territorio nazionale ovvero  da  almeno  cinque  anni  nella
medesima regione. 
  3. Il Piano nazionale  di  edilizia  abitativa  ha  ad  oggetto  la
costruzione di nuove abitazioni  e  la  realizzazione  di  misure  di
recupero del patrimonio abitativo esistente ed e'  articolato,  sulla
base di criteri oggettivi che tengano  conto  dell'effettivo  bisogno
abitativo presente nelle diverse realta' territoriali,  attraverso  i
seguenti interventi: 
    a)   costituzione   di   fondi   immobiliari    destinati    alla
valorizzazione e all'incremento dell'offerta abitativa,  ovvero  alla
promozione di strumenti finanziari immobiliari innovativi  e  con  la
partecipazione di altri soggetti pubblici o privati, articolati anche
in un sistema integrato nazionale e locale, per l'acquisizione  e  la
realizzazione di immobili per l'edilizia residenziale; 
    b) incremento del patrimonio abitativo di edilizia con le risorse
anche derivanti dall'alienazione di alloggi di edilizia  pubblica  in
favore degli occupanti muniti di titolo legittimo, con  le  modalita'
previste dall'articolo 13; 
    c) promozione da parte di privati di interventi  anche  ai  sensi
della parte II,  titolo  III,  Capo  III  del  codice  dei  contratti
pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di  cui  al  decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163; 
    d) agevolazioni, anche amministrative, in favore  di  cooperative
edilizie costituite tra  i  soggetti  destinatari  degli  interventi,
potendosi anche prevedere termini di  durata  predeterminati  per  la
partecipazione di ciascun socio, in considerazione del carattere solo
transitorio dell'esigenza abitativa; 
    e) realizzazione di programmi integrati di promozione di edilizia
residenziale anche sociale. (30) 
  4. Il Ministero delle infrastrutture e dei  trasporti  promuove  la
stipulazione di appositi accordi di programma, approvati con  decreto
del Ministro delle infrastrutture e dei  trasporti,  previa  delibera
del CIPE, d'intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo  8
del  decreto  legislativo  28  agosto  1997,  n.  281,  e  successive
modificazioni, al fine di concentrare gli interventi sulla  effettiva
richiesta abitativa nei singoli contesti, rapportati alla  dimensione
fisica e demografica del territorio  di  riferimento,  attraverso  la
realizzazione  di  programmi  integrati  di  promozione  di  edilizia
residenziale e di riqualificazione urbana, caratterizzati da  elevati
livelli di qualita' in termini di vivibilita', salubrita',  sicurezza
e  sostenibilita'  ambientale  ed  energetica,  anche  attraverso  la
risoluzione dei problemi di mobilita', promuovendo e valorizzando  la
partecipazione di soggetti pubblici e privati. Decorsi novanta giorni
senza che sia stata raggiunta la  predetta  intesa,  gli  accordi  di
programma possono essere comunque  approvati.  Tale  intesa  va  resa
nella seduta del Cipe nella  quale  sono  approvati  gli  accordi  di
programma. Eventuali rimodulazioni degli interventi  contenuti  negli
accordi di programma sono approvate con decreto del  Ministero  delle
infrastrutture  e  dei  trasporti.  Eventuali  atti  aggiuntivi  agli
accordi di programma, da sottoscrivere  per  l'utilizzo  di  economie
ovvero di nuove risorse finanziarie che  si  rendessero  disponibili,
sono approvati con decreto del Ministro delle  infrastrutture  e  dei
trasporti di concerto con il Ministro dell'economia e delle  finanze.
(30) 
  5. Gli interventi di cui al comma 4 sono attuati  anche  attraverso
le disposizioni di cui alla parte  II,  titolo  III,  Capo  III,  del
citato codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006,  n.  163,
mediante: 
    a)  il  trasferimento  di  diritti  edificatori  in  favore   dei
promotori degli interventi di incremento del patrimonio abitativo; 
    b) incrementi premiali di diritti  edificatori  finalizzati  alla
dotazione  di  servizi,  spazi  pubblici  e  di  miglioramento  della
qualita' urbana, nel rispetto delle aree necessarie per le  superfici
minime di spazi pubblici o riservati  alle  attivita'  collettive,  a
verde pubblico o a parcheggi di  cui  al  decreto  del  Ministro  dei
lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444; 
    c) provvedimenti mirati alla riduzione del  prelievo  fiscale  di
pertinenza comunale o degli oneri di costruzione; 
    d) la costituzione di  fondi  immobiliari  di  cui  al  comma  3,
lettera a) con la possibilita' di prevedere altresi' il  conferimento
al fondo dei canoni di locazione, al netto delle  spese  di  gestione
degli immobili; 
    e) la cessione, in tutto o in parte, dei diritti edificatori come
corrispettivo per la  realizzazione  anche  di  unita'  abitative  di
proprieta' pubblica da destinare alla locazione a  canone  agevolato,
ovvero da  destinare  alla  alienazione  in  favore  delle  categorie
sociali svantaggiate di cui al comma 2. 
  6. I programmi di cui al comma 4 sono finalizzati a migliorare e  a
diversificare, anche tramite  interventi  di  sostituzione  edilizia,
l'abitabilita', in  particolare,  nelle  zone  caratterizzate  da  un
diffuso degrado delle costruzioni e dell'ambiente urbano. 
  7. Ai fini della realizzazione degli interventi di cui al comma  3,
lettera e) l'alloggio sociale, in quanto servizio economico generale,
e' identificato, ai fini dell'esenzione dall'obbligo  della  notifica
degli aiuti di Stato, di cui agli articoli 87 e 88 del  Trattato  che
istituisce la Comunita' Europea, come parte essenziale  e  integrante
della piu' complessiva offerta di edilizia residenziale sociale,  che
costituisce  nel  suo  insieme  servizio  abitativo  finalizzato   al
soddisfacimento di esigenze primarie. 
  8. In sede di attuazione dei programmi di  cui  al  comma  4,  sono
appositamente disciplinati le modalita' e i termini per  la  verifica
periodica  delle  fasi  di  realizzazione  del  piano,  in  base   al
cronoprogramma  approvato  e  alle  esigenze  finanziarie,  potendosi
conseguentemente  disporre,  in  caso  di  scostamenti,  la   diversa
allocazione delle risorse finanziarie pubbliche  verso  modalita'  di
attuazione piu'  efficienti.  Le  abitazioni  realizzate  o  alienate
nell'ambito delle procedure  di  cui  al  presente  articolo  possono
essere  oggetto  di  successiva  alienazione   decorsi   dieci   anni
dall'acquisto originario. 
  9. L'attuazione del piano  nazionale  puo'  essere  realizzata,  in
alternativa alle previsioni di cui  al  comma  4,  con  le  modalita'
approvative di cui alla parte II, titolo III,  capo  IV,  del  citato
codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. (30) 
  10. Una quota del patrimonio immobiliare del demanio, costituita da
aree ed edifici non  piu'  utilizzati,  puo'  essere  destinata  alla
realizzazione degli interventi previsti dal presente articolo,  sulla
base di  accordi  tra  l'Agenzia  del  demanio,  il  Ministero  delle
infrastrutture e dei trasporti, il Ministero della difesa in caso  di
aree ed edifici non piu' utilizzati a fini militari, le regioni e gli
enti locali. 
  11. Per la migliore realizzazione dei  programmi,  i  comuni  e  le
province possono associarsi ai sensi di  quanto  previsto  dal  testo
unico delle leggi sull'ordinamento  degli  enti  locali,  di  cui  al
decreto  legislativo  18  agosto   2000,   n.   267,   e   successive
modificazioni.  I  programmi  integrati  di  cui  al  comma  4   sono
dichiarati di interesse strategico nazionale. Alla loro attuazione si
provvede  con  l'applicazione  dell'articolo  81  del   decreto   del
Presidente della Repubblica 24 luglio  1977,  n.  616,  e  successive
modificazioni. 
  12. Fermo quanto previsto dal comma 12-bis, per l'attuazione  degli
interventi previsti dal presente articolo e' istituito un fondo nello
stato  di  previsione  del  Ministero  delle  infrastrutture  e   dei
trasporti, nel quale  confluiscono  le  risorse  finanziarie  di  cui
all'articolo 1, comma 1154, della legge 27 dicembre 2006, n. 296,  di
cui all'articolo 3, comma 108, della legge 24 dicembre 2003, n.  350,
d'intesa con la  Conferenza  unificata  di  cui  all'articolo  8  del
decreto  legislativo  28  agosto   1997,   n.   281,   e   successive
modificazioni , nonche' di cui agli articoli 21, 21-bis, ad eccezione
di  quelle  gia'  iscritte  nei  bilanci  degli  enti  destinatari  e
impegnate,  e  41  del  decreto-legge  1°  ottobre  2007,   n.   159,
convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n.  222,
e successive modificazioni. Gli eventuali provvedimenti  adottati  in
attuazione delle disposizioni legislative citate al primo periodo del
presente comma, incompatibili con il presente articolo, restano privi
di effetti. A tale scopo le risorse di cui agli articoli 21, 21-bis e
41 del citato decreto-legge n. 159 del 2007 sono versate  all'entrata
del bilancio dello Stato per essere iscritte  sul  fondo  di  cui  al
presente comma, negli importi corrispondenti agli effetti in  termini
di  indebitamento  netto  previsti  per  ciascun  anno  in  sede   di
iscrizione in bilancio delle risorse finanziarie di cui alle indicate
autorizzazioni di spesa. 
  12-bis.  Per  il  tempestivo  avvio  di  interventi  prioritari   e
immediatamente  realizzabili  di   edilizia   residenziale   pubblica
sovvenzionata di competenza regionale, diretti alla risoluzione delle
piu' pressanti esigenze abitative,  e'  destinato  l'importo  di  200
milioni di euro a valere sulle risorse di  cui  all'articolo  21  del
decreto-legge 1 ottobre 2007, n. 159, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 29 novembre  2007,  n.  222.  Alla  ripartizione  tra  le
regioni interessate  si  provvede  con  decreto  del  Ministro  delle
infrastrutture e dei trasporti previo accordo intervenuto in sede  di
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le  regioni  e  le
province autonome di Trento e di Bolzano. 
  13. Ai fini  del  riparto  del  Fondo  nazionale  per  il  sostegno
all'accesso alle abitazioni in  locazione,  di  cui  all'articolo  11
della legge 9 dicembre 1998, n. 431, i requisiti minimi necessari per
beneficiare dei contributi integrativi come  definiti  ai  sensi  del
comma 4 del medesimo articolo devono prevedere per gli  immigrati  il
possesso del certificato storico di residenza da  almeno  dieci  anni
nel territorio nazionale ovvero da almeno cinque anni nella  medesima
regione. ((106)) 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (30) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 22 - 26 marzo  2010,  n.  121
(in G.U. 1a s.s. 31/3/2010, n.  13)  ha  dichiarato  l'illegittimita'
costituzionale  del  presente  articolo,   comma   3,   lettera   e),
limitatamente  alla  parola   "anche",   comma   4   ultimo   periodo
limitatamente alle parole "Decorsi novanta giorni senza che sia stata
raggiunta la predetta intesa, gli accordi di programma possono essere
comunque approvati", comma 9. 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (106) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 20 giugno - 20  luglio  2018,
n.  166  (in  G.U.  1ª  s.s.  25/7/2018,   n.   30)   ha   dichiarato
"l'illegittimita'  costituzionale  dell'art.  11,   comma   13,   del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112  (Disposizioni  urgenti  per  lo
sviluppo  economico,  la  semplificazione,  la   competitivita',   la
stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria),
convertito, con modificazioni, nella legge 6 agosto 2008, n. 133".