DECRETO-LEGGE 28 marzo 1997, n. 79

Misure urgenti per il riequilibrio della finanza pubblica

note: Entrata in vigore del decreto: 29-3-1997.
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 28 maggio 1997, n. 140 (in G.U. 29/05/1997, n.123).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 29/12/2017)
Testo in vigore dal: 15-5-1998
aggiornamenti all'articolo
                             Art. 9-bis.
                   (Norme in materia di entrata).

  1.  I soggetti residenti i nel territorio dello Stato che non hanno
dichiarato,  in tutto o in parte, redditi di pensione di fonte estera
percepiti  in periodi di imposta per i quali, alla data di entrata in
vigore  della  legge  di  conversione del presente decreto, non siano
ancora intervenuti avvisi di accertamento definitivi, possono versare
le  relative  imposte  nella  misura  del  25  per  cento  di  quanto
complessivamente dovuto a titolo di imposta sul reddito delle persone
fisiche,  senza  l'applicazione  di interessi e sanzioni, in un'unica
soluzione  entro  il  1  dicembre  1997, ovvero in due rate di uguale
importo  scadenti,  rispettivamente, il 1 dicembre 1997 e il 15 marzo
1998. ((6))
  2.  All'articolo  3  della  legge 23 dicembre 1996, n. 662, dopo il
comma 75 e' inserito il seguente:
  "75-bis.  Le  societa'  di  fatto  esercenti  le attivita' indicate
dall'articolo  2135 del codice civile e le comunioni tacite familiari
di  cui  all'articolo  230-bis,  ultimo  comma,  del  codice  civile,
esistenti  alla  data  del 1 gennaio 1997, possono essere modificate,
entro il 1 dicembre 1997, in imprese agricole individuali. Gli atti e
le  formalita'  posti  in  essere  ai  fini  della  modificazione, ad
esclusione dei trasferimenti dei beni immobili, sono assoggettati, in
luogo  dei  relativi tributi e diritti, ad una imposta sostitutiva di
L.  500.000.  La  modificazione  costituisce  titolo, senza ulteriori
oneri,  per  la  variazione  dell'intestazione, a favore dell'impresa
individuale,  di  tutti  gli  atti  e  provvedimenti  della  pubblica
amministrazione   intestati   alla  societa'  di  fatto  o  comunione
preesistente, compresa l'iscrizione al registro delle imprese".
  3. Con decreto del Ministro delle finanze possono essere modificati
gli  anni  di  riferimento  per  gli  adempimenti di cui al comma 121
dell'articolo 3 della legge 23 dicembre 1996, n. 662.
  4.   I   soggetti  indicati  nell'articolo  11-bis,  comma  1,  del
decreto-legge   19   settembre   1992,   n.   384,   convertito,  con
modificazioni,   dalla   legge   14   novembre  1992,  n.  438,  che,
relativamente al periodo di imposta 1992, hanno dichiarato il reddito
derivante   dall'esercizio   di   attivita'   commerciali  o  arti  o
professioni  in misura inferiore all'ammontare del contributo diretto
lavorativo   previsto   dallo   stesso   articolo   11-bis,   possono
regolarizzare  la  loro  posizione  effettuando  il  versamento delle
maggiori  somme  dovute  a  titolo  di imposta e di contributo per le
prestazioni    del    Servizio    sanitario   nazionale,   risultanti
dall'adeguamento del reddito al citato contributo diretto lavorativo,
mediante  l'applicazione delle disposizioni previste dall'articolo 3,
commi  209  e  210, della legge 23 dicembre 1996, n. 662. In tal caso
non  si applicano le disposizioni previste dall'articolo 11-bis commi
1  e  4, del decreto-legge 19 settembre 1992, n. 384, convertito, con
modificazioni, dalla legge 14 novembre 1992, n. 438.
  5.  Alla  liquidazione ed alla riscossione delle maggiori imposte e
contributi per le prestazioni del Servizio sanitario nazionale dovuti
dai  contribuenti  che  hanno  dichiarato  un  reddito  inferiore  al
contributo  diretto  lavorativo,  tenuto  conto  anche  delle imposte
versate  a  norma  del  comma  4,  provvedono, ai sensi dell'articolo
36-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,
n.  600,  e  successive  modificazioni  e  integrazioni,  gli  uffici
finanziari  competenti  ad  effettuare  la liquidazione delle imposte
dovute in base alle dichiarazioni presentate.
  6.  Le  liti  fiscali, pendenti alla data del 1 aprile 1996 dinanzi
alle  Commissioni  tributarie  in  ogni  stato  e  grado di giudizio,
possono   essere   definite,   mediante   oblazione,  a  domanda  del
ricorrente:
    a)  con  il  pagamento  di una somma di L. 500.000, se la lite e'
d'importo fino a lire 5 milioni;
    b)  con il pagamento di una somma pari al 20 per cento del valore
della  lite se questo e' di importo superiore a lire 5 milioni e fino
a lire 30 milioni.
  7.  Restano, comunque, dovute le somme il cui pagamento e' previsto
dalle  vigenti  disposizioni  di  legge  in  ipotesi  di  pendenza di
giudizio,  anche  se  non  ancora iscritte a ruolo o liquidate; dette
somme,   a   seguito   delle  definizioni,  sono  riscosse  a  titolo
definitivo.  La  definizione non da' comunque luogo alla restituzione
delle somme eventualmente gia' versate dal ricorrente.
  8. Il pagamento delle somme di cui alle lettere a) e b) del comma 6
deve  essere  effettuato  entro  il  31 luglio 1997. I pagamenti sono
effettuati  con  l'osservanza  delle  norme  sull'autoliquidazione. I
versamenti affluiscono ad apposito capitolo dello stato di previsione
dell'entrata.
  9. Ai fini dei commi 6 e 7 si intende:
    a)  per lite fiscale, la contestazione relativa a ciascun atto di
imposizione  o  di  irrogazione  di  sanzioni impugnato, considerando
comunque  lite  fiscale autonoma quella relativa all'imposta comunale
sull'incremento di valore degli immobili;
    b)  per  valore  della  lite, l'importo dell'imposta accertata al
netto  degli  interessi  e  delle  eventuali sanzioni irrogate con lo
stesso  atto  impugnato. In caso di liti relative esclusivamente alla
irrogazione  di  sanzioni  il  valore  e'  costituito  dalla somma di
queste.  Il valore delle liti in materia di imposte sulle successioni
e   donazioni,   di   registro,   ipotecarie,  catastale  e  comunale
sull'incremento  di  valore degli immobili e' costituito dall'imposta
relativa   al  maggiore  imponibile  accertato.  Se  il  giudizio  e'
pendente,  dopo che e' intervenuta sentenza di commissione tributaria
in  qualsiasi  grado  di  giudizio,  l'importo da assumere a base del
calcolo per la definizione ai sensi del presente articolo e' comunque
il valore accertato.
  10.   Il   pagamento  delle  somme  di  cui  al  comma  6  estingue
automaticamente   il   giudizio  per  cessazione  della  materia  del
contendere.  In relazione alla natura oblativa la definizione non da'
comunque  luogo  alla  restituzione  delle  somme  eventualmente gia'
versate  dal ricorrente alla data di entrata in vigore della legge di
conversione  del  presente decreto. Il contribuente da' comunicazione
dell'avvenuto  pagamento  entro quindici giorni mediante plico, senza
busta,  raccomandato,  senza  avviso  di  ricevimento,  contenente la
fotocopia  dell'attestazione  di versamento, al competente ufficio il
quale   informa   la   commissione   tributaria   della   regolarita'
dell'oblazione,  secondo  le  forme  processuali previste dal decreto
legislativo  31  dicembre  1992,  n.  546. La Commissione tributaria,
accertata  la  regolarita'  formale  del  procedimento,  ne  dichiara
l'estinzione.
  11. In caso di errore scusabile, il giudice tributario, conle forme
provvedimentali  di  cui  all'articolo  46 del decreto legislativo 31
dicembre  1992,  n.  546,  fissa  un termine perentorio, comunque non
superiore  a  trenta  giorni,  entro  il  quale  il contribuente deve
integrare il versamento delle somme negli ammontari di cui al comma 6
maggiorato  degli  interessi  al  saggio  legale  per  conseguire gli
effetti  dell'oblazione;  entro  quindici  giorni il contribuente da'
comunicazione   al   giudice   tributario   dell'avvenuto  versamento
integrativo mediante deposito, presso la segreteria della commissione
tributaria, di fotocopia dell'attestato di versamento. La commissione
tributaria dichiara l'estinzione del procedimento.
  12.  Il  termine  del  15  dicembre 1995, di cui all'articolo 3 del
decreto   -   legge  30  settembre  1994,  n.  564,  convertito,  con
modificazioni,  dalla  legge  30  novembre 1994, n. 656, e successive
modificazioni  e  integrazioni,  e'  prorogato  al  31 luglio 1997. I
soggetti  che si avvalgono della proroga di cui al presente comma, ai
quali  si  applicano  le disposizioni previste dal citato articolo 3,
debbono effettuare i versamenti entro tale ultimo termine, maggiorati
degli  interessi legali a decorrere dal 15 dicembre 1995. Qualora gli
importi da versare complessivamente eccedano, per le persone fisiche,
la  somma  di  lire  5 milioni e, per gli altri soggetti, la somma di
lire  10 milioni, gli importi eccedenti possono essere versati in due
rate  di  pari  importo,  entro  il  15  dicembre 1997 ed entro il 28
febbraio  1998,  maggiorati degli interessi legali a decorrere dal 15
dicembre 1995.
  13.   Sono   considerati   validi,   ai   fini   della  definizione
dell'accertamento  con  adesione per gli anni pregressi, i versamenti
effettuati  dopo il 15 dicembre 1995; agli stessi fini possono essere
effettuati,  entro  il  31  luglio 1997, versamenti integrativi delle
somme  dovute  e  non integralmente versate alla data del 15 dicembre
1995. Sono dovuti gli interessi legali dal 15 dicembre 1995 fino alla
data dell'effettivo versamento, se il versamento da effettuare a tale
titolo e' superiore a lire 20 mila.
  14.  Sulle  somme  non  versate  ai  sensi  del  comma  2-quinquies
dell'articolo  3  del  decreto  -  legge  30  settembre 1994, n. 564,
convertito,  con modificazioni, dalla legge 30 novembre 1994, n. 656,
non e' dovuta la soprattassa prevista al comma 2-nonies dell'articolo
3 dello stesso decreto - legge se le predette somme, maggiorate degli
interessi  legali  a  decorrere dalle relative scadenze, sono versate
entro il termine del 31 luglio 1997.
  15.  L'intervenuta  definizione  dell'accertamento con adesione per
gli   anni  pregressi  inibisce  la  possibilita'  per  l'ufficio  di
effettuare  per  lo  stesso  periodo  d'imposta l'accertamento di cui
all'articolo  38,  commi  dal  quarto  al  settimo,  del  decreto del
Presidente  della  Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive
modificazioni e integrazioni.
  16.  La  definizione  non  puo'  essere  effettuata se, entro il 30
aprile  1997,  e ' stato notificato processo verbale di constatazione
con  esito  positivo ai fini delle imposte sul reddito o dell'imposta
sul  valore  aggiunto,  ovvero  notificato avviso di accertamento, ad
eccezione degli avvisi di accertamento di cui all'articolo 41-bis del
decreto  del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e
successive  modificazioni  e integrazioni, relativi a redditi oggetto
dell'accertamento  con  adesione,  a  condizione  che il contribuente
versi  entro  il  31 luglio 1997 le somme derivanti dall'accertamento
parziale.
  17.  Sono  fatti  salvi  gli effetti delle definizioni perfezionate
alla data del 15 dicembre 1995.
  18.   L'intervenuta   definizione   da   parte  delle  societa'  od
associazioni  di cui all'articolo 5 del testo unico delle imposte sui
redditi,  approvato  con  decreto  del Presidente della Repubblica 22
dicembre  1986,  n.  917,  ovvero  da  parte  del titolare di azienda
coniugale  non  gestita  in  forma  societaria costituisce titolo per
l'accertamento,   ai  sensi  dell'articolo  41-bis  del  decreto  del
Presidente  della  Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive
modificazioni e integrazioni, nei confronti delle persone fisiche che
non hanno definito i redditi prodotti in forma associata. In tal caso
i termini previsti dall'articolo 43 del citato decreto del Presidente
della Repubblica n. 600 del 1973 sono prorogati di due anni.
  19.  Il  termine  del  30  aprile di cui all'articolo 2, comma 138,
primo  periodo, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, come modificato
dall'articolo  6-bis  del  decreto  - legge 31 dicembre 1996, n. 669,
convertito,  con  modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30,
e' prorogato al 31 luglio 1997.
  20.  All'articolo 84 del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre  1973,  n. 602, i commi primo e secondo sono sostituiti dai
seguenti:
  "Il  prezzo base dell'incanto e' pari all'importo considerato dalle
disposizioni  previste  dall'articolo  52,  comma  4, del testo unico
delle  disposizioni  concernenti l'imposta di registro, approvato con
decreto  del  Presidente  della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131. Se
per  il  bene  pignorato non si rende possibile determinare il prezzo
base  secondo  le  disposizioni  del  primo  comma ovvero trattasi di
terreni   per   i   quali  gli  strumenti  urbanistici  prevedono  la
destinazione   edificatoria,  il  prezzo  e'  stabilito  con  perizia
dell'ufficio  tecnico  erariale.  Le spese di perizia sono recuperate
dal concessionario unitamente al credito di imposta".
  21.  Le  disposizioni  di  cui  al comma 20 si applicano anche alle
procedure di espropriazione dei beni immobili per le quali, alla data
di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto,
e' in corso di espletamento la perizia dell'ufficio tecnico erariale,
fermo  restando  l'obbligo  del  concessionario di dimostrare di aver
proceduto alla relativa espropriazione entro il ventiquattresimo mese
successivo  a  quello di entrata in vigore della legge di conversione
del presente decreto.
  22.  Il termine previsto dall'articolo 2-nonies del decreto - legge
30 settembre 1994, n. 564, convertito, con modificazioni, dalla legge
30  novembre 1994, n. 656, e successive modificazioni e integrazioni,
e' prorogato al 31 luglio 1997.
  23.  Il termine di cui al comma 2 dell'articolo 6 del decreto-legge
8  agosto 1996, n. 437, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
ottobre  1996,  n.  556,  concernente  i  termini  di  decadenza  per
l'accertamento  delle  violazioni  e per l'irrogazione delle sanzioni
relative alla tassa di concessione governativa per l'attribuzione del
numero di partita IVA, e' prorogato al 28 febbraio 1998.
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AGGIORNAMENTO (4)
  La  L.  8  maggio 1998, n. 146 ha disposto (con l'art. 38, comma 1)
che  "Il termine del 15 marzo 1998 previsto dal comma 1 dell'articolo
9-bis  del  decreto-legge  28  marzo  1997,  n.  79,  convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997, n. 140, e' prorogato al 30
giugno 1998."