REGIO DECRETO-LEGGE 14 aprile 1939, n. 636

((Modificazioni delle disposizioni sulle assicurazioni obbligatorie per l'invalidita' e la vecchiaia, per la tubercolosi e per la disoccupazione involontaria e sostituzione dell'assicurazione per la maternita' con l'assicurazione obbligatoria per la nuzialita' e la natalita')).(039U0636)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 18/05/1939.
Regio Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 6 luglio 1939, n. 1272 (in G.U. 07/09/1939, n. 209).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 29/12/2007)
Testo in vigore dal: 7-2-1980
aggiornamenti all'articolo
                              Art. 13. 
 
  Nel caso di morte del pensionato o dell'assicurato, sempreche'  per
quest'ultimo sussistano, al momento della  morte,  le  condizioni  di
assicurazione e di contribuzione di cui all'articolo 9, n. 2, lettere
a) e b), spetta una pensione al coniuge e ai figli superstiti che, al
momento della morte del pensionato  o  dell'assicurato,  non  abbiano
superato l'eta' di 18 anni e ai figli di qualunque eta'  riconosciuti
inabili al lavoro e a carico del genitore al momento del  decesso  di
questi. 
 
  Tale pensione e' stabilita nelle seguenti aliquote  della  pensione
gia'  liquidata  o  che  sarebbe  spettata  all'assicurato  a   norma
dell'articolo 12: 
  a) il 60 per cento al coniuge; 
  b) il 20 per cento a ciascun figlio se ha diritto a pensione  anche
il coniuge, oppure il 40  per  cento  se  hanno  diritto  a  pensione
soltanto i figli. 
 
  Per i figli superstiti che  risultino  a  carico  del  genitore  al
momento del decesso e non prestino lavoro retribuito,  il  limite  di
eta' di cui al primo comma e' elevato a 21 anni  qualora  frequentino
una scuola media professionale  e  per  tutta  la  durata  del  corso
legale, ma non  oltre  il  26°  anno  di  eta',  qualora  frequentino
l'Universita'. 
 
  La  pensione  ai  superstiti  non  puo',  in  ogni   caso,   essere
complessivamente  ne'  inferiore  al  60  per  cento,  ne'  superiore
all'intero ammontare della pensione calcolata a  norma  dell'articolo
12. 
 
  Se superstite e' il marito, la pensione  e'  corrisposta  solo  nel
caso che esso sia riconosciuto invalido al lavoro ai sensi del  primo
comma dell'articolo 10.((25)) 
 
  Qualora non vi siano ne'  coniuge  ne'  figli  superstiti  o,  pure
esistendo,  non  abbiano  titolo  alla  pensione,  questa  spetta  ai
genitori superstiti di eta'  superiore  ai  65  anni  che  non  siano
titolari di pensione e alla data della morte  dell'assicurato  o  del
pensionato risultino a suo carico. In mancanza anche dei genitori  la
pensione spetta ai fratelli celibi e alle sorelle  nubili  superstiti
che non siano titolari di pensione, sempreche' al momento della morte
del dante causa risultino permanentemente inabili al lavoro e  a  suo
carico. 
 
  Ai fini del diritto alla pensione ai superstiti, i  figli  in  eta'
superiore ai 18 anni  e  inabili  al  lavoro,  i  figli  studenti,  i
genitori,  nonche'  i   fratelli   celibi   e   le   sorelle   nubili
permanentemente  inabili  al  lavoro,   si   considerano   a   carico
dell'assicurato o  del  pensionato  se  questi,  prima  del  decesso,
provvedeva al loro sostentamento in maniera continuativa. 
 
  Il figlio riconosciuto inabile al lavoro a norma  dell'articolo  39
del decreto del Presidente della Repubblica 20 aprile 1957,  n.  818,
nel periodo compreso tra la data della morte  dell'assicurato  o  del
pensionato e il compimento del 180 anno di eta', conserva il  diritto
alla pensione  di  riversibilita'  anche  dopo  il  compimento  della
predetta eta'. 
 
  La pensione spettante a norma del presente articolo ai genitori  ed
ai fratelli e sorelle e' dovuta nella misura del  15  per  cento  per
ciascuno. 
 
  Nel caso di concorso di piu' fratelli e  sorelle  la  pensione  non
puo'  essere  complessivamente  superiore  all'intero  importo  della
pensione calcolata a norma dell'articolo 12. 
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AGGIORNAMENTO (13) 
  La L. 4 aprile 1952, n. 218 ha disposto (con l'art.  39,  comma  1)
che "La decorrenza di applicazione della presente  legge  per  quanto
riguarda le prestazioni e' stabilita al primo giorno del  terzo  mese
antecedente a quello di entrata in vigore della legge medesima". 
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AGGIORNAMENTO (25) 
  La Corte Costituzionale con sentenza 25-30 gennaio 1980, n.  6  (in
G.U. 1a s.s.  06/02/1980,  n.  36)  ha  dichiarato  "l'illegittimita'
costituzionale  dell'art.  13  r.d.l.  14   aprile   1939,   n.   636
(Modificazioni delle disposizioni  sulle  assicurazioni  obbligatorie
per l'invalidita' e  la  vecchiaia,  per  la  tubercolosi  e  per  la
disoccupazione involontaria), convertito nella legge 6  luglio  1939,
n. 1272, sostituito Con l'art. 2 della legge 4 aprile  1952,  n.  218
(riordinamento delle  pensioni  sull'assicurazione  obbligatoria  per
l'invalidita', la vecchiaia e superstiti),  e  con  l'art.  22  della
legge 21 luglio 1965, n. 903 (Avviamento alla riforma e miglioramento
dei trattamenti di pensione della previdenza sociale), nella parte in
cui (comma quinto) stabilisce che "se  superstite  e'  il  marito  la
pensione e' corrisposta solo  nel  caso  che  esso  sia  riconosciuto
invalido al lavoro ai sensi del primo comma dell'art. 10".