LEGGE 30 dicembre 2010, n. 240

Norme in materia di organizzazione delle universita', di personale accademico e reclutamento, nonche' delega al Governo per incentivare la qualita' e l'efficienza del sistema universitario. (11G0009)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 29/01/2011 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 06/11/2021)
vigente al 19/01/2022
Testo in vigore dal: 4-2-2017
attiva riferimenti normativi aggiornamenti all'articolo
                               Art. 2. 
 
         (Organi e articolazione interna delle universita') 
 
  1. Le universita' statali, nel quadro del complessivo  processo  di
riordino della pubblica amministrazione, provvedono, entro  sei  mesi
dalla data di entrata in vigore della presente legge, a modificare  i
propri statuti in materia di organizzazione e di  organi  di  governo
dell'ateneo,  nel  rispetto  dei  principi  di   autonomia   di   cui
all'articolo 33 della Costituzione, ai sensi  dell'articolo  6  della
legge 9 maggio 1989, n. 168,  secondo  principi  di  semplificazione,
efficienza, efficacia, trasparenza  dell'attivita'  amministrativa  e
accessibilita'   delle   informazioni   relative   all'ateneo,    con
l'osservanza dei seguenti principi e criteri direttivi: 
    a) previsione dei seguenti organi: 
      1) rettore; 
      2) senato accademico; 
      3) consiglio di amministrazione; 
      4) collegio dei revisori dei conti; 
      5) nucleo di valutazione; 
      6) direttore generale; 
    b)  attribuzione   al   rettore   della   rappresentanza   legale
dell'universita' e delle funzioni di indirizzo, di  iniziativa  e  di
coordinamento  delle  attivita'  scientifiche  e  didattiche;   della
responsabilita' del perseguimento  delle  finalita'  dell'universita'
secondo criteri di qualita' e nel rispetto dei principi di efficacia,
efficienza, trasparenza e promozione del merito;  della  funzione  di
proposta del documento di programmazione triennale di ateneo, di  cui
all'articolo  1-ter  del  decreto-legge  31  gennaio  2005,   n.   7,
convertito, con modificazioni, dalla legge  31  marzo  2005,  n.  43,
anche tenuto conto delle proposte e dei pareri del senato accademico,
nonche' della funzione di proposta del bilancio di previsione annuale
e triennale e del conto consuntivo; della funzione  di  proposta  del
direttore generale ai sensi della  lettera  n)  del  presente  comma,
nonche' di  iniziativa  dei  procedimenti  disciplinari,  secondo  le
modalita' previste dall'articolo  10;  di  ogni  altra  funzione  non
espressamente attribuita ad altri organi dallo statuto; 
    c) determinazione delle modalita' di elezione del rettore  tra  i
professori ordinari  in  servizio  presso  le  universita'  italiane.
Qualora risulti eletto un professore appartenente  ad  altro  ateneo,
l'elezione  si  configura  anche   come   chiamata   e   concomitante
trasferimento  nell'organico  dei  professori   della   nuova   sede,
comportando altresi' lo  spostamento  della  quota  di  finanziamento
ordinario relativa alla somma degli oneri  stipendiali  in  godimento
presso la sede di provenienza del professore stesso. Il posto che  si
rende in tal modo vacante puo'  essere  coperto  solo  in  attuazione
delle disposizioni vigenti in materia di assunzioni; 
    d) durata della carica di rettore per un  unico  mandato  di  sei
anni, non rinnovabile; 
    e) attribuzione al senato accademico della competenza a formulare
proposte e pareri obbligatori in materia di didattica, di  ricerca  e
di servizi agli studenti,  anche  con  riferimento  al  documento  di
programmazione triennale di ateneo, di  cui  all'articolo  1-ter  del
decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 31 marzo 2005, n. 43, nonche' di attivazione, modifica  o
soppressione di corsi, sedi, dipartimenti, strutture di cui al  comma
2, lettera c); ad approvare il regolamento di ateneo;  ad  approvare,
previo  parere  favorevole  del  consiglio  di   amministrazione,   i
regolamenti, compresi quelli di competenza dei dipartimenti  e  delle
strutture di cui al comma 2, lettera c), in materia di didattica e di
ricerca, nonche' il codice etico  di  cui  al  comma  4;  a  svolgere
funzioni di coordinamento e di raccordo con i dipartimenti e  con  le
strutture di cui  al  comma  2,  lettera  c);  a  proporre  al  corpo
elettorale con maggioranza di almeno due terzi  dei  suoi  componenti
una mozione di sfiducia al rettore non prima che siano trascorsi  due
anni dall'inizio del suo mandato; ad  esprimere  parere  obbligatorio
sul bilancio di previsione annuale e triennale e sul conto consuntivo
dell'universita'; 
    f) costituzione del senato accademico su  base  elettiva,  in  un
numero di membri proporzionato  alle  dimensioni  dell'ateneo  e  non
superiore  a  trentacinque  unita',  compresi  il   rettore   e   una
rappresentanza elettiva degli studenti; composizione per  almeno  due
terzi con docenti di ruolo, almeno un terzo dei  quali  direttori  di
dipartimento,  eletti  in  modo  da  rispettare   le   diverse   aree
scientifico-disciplinari dell'ateneo; 
    g) durata in carica del  senato  accademico  per  un  massimo  di
quattro anni e rinnovabilita' del mandato per una sola volta; 
    h) attribuzione al consiglio di amministrazione delle funzioni di
indirizzo   strategico,   di   approvazione   della    programmazione
finanziaria annuale e triennale e del personale, nonche' di vigilanza
sulla sostenibilita' finanziaria delle attivita'; della competenza  a
deliberare, previo parere  del  senato  accademico,  l'attivazione  o
soppressione di  corsi  e  sedi;  della  competenza  ad  adottare  il
regolamento di amministrazione e contabilita', nonche',  su  proposta
del rettore e previo parere del senato accademico per gli aspetti  di
sua competenza, ad approvare il  bilancio  di  previsione  annuale  e
triennale, il conto  consuntivo  e  il  documento  di  programmazione
triennale di cui alla lettera b) del presente comma;  del  dovere  di
trasmettere al Ministero e al Ministero dell'economia e delle finanze
sia il bilancio di  previsione  annuale  e  triennale  sia  il  conto
consuntivo; della competenza  a  conferire  l'incarico  di  direttore
generale di cui alla lettera a), numero 6), del presente comma; della
competenza disciplinare relativamente  ai  professori  e  ricercatori
universitari,  ai  sensi  dell'articolo  10;  della   competenza   ad
approvare la proposta di chiamata da parte del dipartimento, ai sensi
dell'articolo 18, comma 1, lettera e), e dell'articolo 24,  comma  2,
lettera d); 
    i) composizione  del  consiglio  di  amministrazione  nel  numero
massimo di undici  componenti,  inclusi  il  rettore,  componente  di
diritto, ed una rappresentanza elettiva degli studenti;  designazione
o scelta degli altri componenti,  secondo  modalita'  previste  dallo
statuto, tra candidature individuate, anche mediante avvisi pubblici,
tra personalita' italiane  o  straniere  in  possesso  di  comprovata
competenza in campo gestionale ovvero di un'esperienza  professionale
di alto livello con una  necessaria  attenzione  alla  qualificazione
scientifica culturale;  non  appartenenza  ai  ruoli  dell'ateneo,  a
decorrere dai tre anni precedenti alla designazione e  per  tutta  la
durata dell'incarico, di un numero di consiglieri non inferiore a tre
nel caso in cui il  consiglio  di  amministrazione  sia  composto  da
undici membri e non inferiore a due nel caso in cui il  consiglio  di
amministrazione sia composto da  un  numero  di  membri  inferiore  a
undici; previsione  che  fra  i  membri  non  appartenenti  al  ruolo
dell'ateneo non  siano  computati  i  rappresentanti  degli  studenti
iscritti  all'ateneo  medesimo;  previsione  che  il  presidente  del
consiglio di amministrazione  sia  il  rettore  o  uno  dei  predetti
consiglieri  esterni  ai  ruoli  dell'ateneo,  eletto  dal  consiglio
stesso; possibilita' di prevedere  il  rinnovo  non  contestuale  dei
diversi membri del consiglio di amministrazione al fine di  garantire
un rinnovo graduale dell'intero consiglio; 
    l) previsione,  nella  nomina  dei  componenti  il  consiglio  di
amministrazione, del rispetto, da parte di ciascuna  componente,  del
principio costituzionale delle pari opportunita' tra uomini  e  donne
nell'accesso agli uffici pubblici; 
    m) durata in carica  del  consiglio  di  amministrazione  per  un
massimo di quattro anni;  durata  massima  quadriennale  del  mandato
fatta eccezione per quello  dei  rappresentanti  degli  studenti,  di
durata biennale; rinnovabilita' del mandato per una sola volta; 
    n) sostituzione della figura del direttore amministrativo con  la
figura del direttore  generale,  da  scegliere  tra  personalita'  di
elevata  qualificazione   professionale   e   comprovata   esperienza
pluriennale con funzioni  dirigenziali;  conferimento  da  parte  del
consiglio di amministrazione, su proposta  del  rettore,  sentito  il
parere del senato accademico, dell'incarico  di  direttore  generale,
regolato con contratto di  lavoro  a  tempo  determinato  di  diritto
privato  di  durata  non  superiore  a  quattro   anni   rinnovabile;
determinazione  del  trattamento  economico  spettante  al  direttore
generale in conformita' a criteri e parametri fissati con decreto del
Ministro  dell'istruzione,  dell'universita'  e  della  ricerca,   di
seguito  denominato  «Ministro»,  di   concerto   con   il   Ministro
dell'economia  e  delle  finanze;  previsione  del  collocamento   in
aspettativa senza assegni per tutta la durata del contratto  in  caso
di conferimento dell'incarico a dipendente pubblico; 
    o) attribuzione al direttore generale, sulla base degli indirizzi
forniti dal consiglio di amministrazione, della complessiva  gestione
e  organizzazione  dei  servizi,  delle  risorse  strumentali  e  del
personale tecnico-amministrativo dell'ateneo, nonche' dei compiti, in
quanto compatibili, di cui all'articolo 16 del decreto legislativo 30
marzo 2001, n. 165;  partecipazione  del  direttore  generale,  senza
diritto di voto, alle sedute del consiglio di amministrazione; 
    p) composizione del collegio dei revisori dei conti in numero  di
tre componenti effettivi e due supplenti, di cui un membro effettivo,
con funzioni di presidente, scelto tra i magistrati amministrativi  e
contabili e gli avvocati dello Stato; uno effettivo e uno  supplente,
designati dal Ministero dell'economia e delle finanze; uno  effettivo
e uno supplente designati dal Ministero; nomina  dei  componenti  con
decreto rettorale; durata del mandato per un massimo di quattro anni;
rinnovabilita'  dell'incarico  per  una  sola  volta  e  divieto   di
conferimento dello  stesso  a  personale  dipendente  della  medesima
universita'; iscrizione di almeno  due  componenti  al  Registro  dei
revisori contabili; 
    q) composizione del nucleo di valutazione, ai sensi  della  legge
19 ottobre 1999, n.  370,  con  soggetti  di  elevata  qualificazione
professionale in prevalenza esterni all' ateneo, il cui curriculum e'
reso pubblico nel sito  internet  dell'universita';  il  coordinatore
puo' essere individuato tra i professori di ruolo dell'ateneo; 
    r) attribuzione  al  nucleo  di  valutazione  della  funzione  di
verifica della  qualita'  e  dell'efficacia  dell'offerta  didattica,
anche sulla  base  degli  indicatori  individuati  dalle  commissioni
paritetiche docenti-studenti, di cui al  comma  2,  lettera  g),  del
presente articolo, nonche' della funzione di verifica  dell'attivita'
di ricerca svolta dai dipartimenti e della congruita' del  curriculum
scientifico  o  professionale   dei   titolari   dei   contratti   di
insegnamento di cui all'articolo 23,  comma  1,  e  attribuzione,  in
raccordo  con  l'attivita'  dell'ANVUR,   delle   funzioni   di   cui
all'articolo 14 del decreto legislativo  27  ottobre  2009,  n.  150,
relative  alle  procedure  di  valutazione  delle  strutture  e   del
personale,  al  fine  di  promuovere  nelle  universita',  in   piena
autonomia e con modalita'  organizzative  proprie,  il  merito  e  il
miglioramento della performance organizzativa e individuale; 
    s) divieto per i componenti del senato accademico e del consiglio
di amministrazione di  ricoprire  altre  cariche  accademiche,  fatta
eccezione per il rettore limitatamente  al  senato  accademico  e  al
consiglio di amministrazione e,  per  i  direttori  di  dipartimento,
limitatamente allo stesso senato, qualora risultino  eletti  a  farne
parte; di essere componente di altri  organi  dell'universita'  salvo
che del consiglio di dipartimento; di ricoprire il ruolo di direttore
o presidente delle scuole di specializzazione o  di  fare  parte  del
consiglio di amministrazione delle  scuole  di  specializzazione;  di
rivestire alcun incarico di natura politica per la durata del mandato
e di ricoprire la carica di rettore o  far  parte  del  consiglio  di
amministrazione, del senato accademico, del nucleo di  valutazione  o
del collegio dei revisori dei conti  di  altre  universita'  italiane
statali, non statali o telematiche;  di  svolgere  funzioni  inerenti
alla  programmazione,  al  finanziamento  e  alla  valutazione  delle
attivita' universitarie nel Ministero e nell'ANVUR; decadenza  per  i
componenti del senato accademico e del consiglio  di  amministrazione
che non  partecipino  con  continuita'  alle  sedute  dell'organo  di
appartenenza. 
  2. Per le medesime finalita' ed entro lo stesso termine di  cui  al
comma 1,  le  universita'  statali  modificano,  altresi',  i  propri
statuti in  tema  di  articolazione  interna,  con  l'osservanza  dei
seguenti vincoli e criteri direttivi: 
    a) semplificazione dell'articolazione  interna,  con  contestuale
attribuzione  al  dipartimento  delle   funzioni   finalizzate   allo
svolgimento della ricerca scientifica, delle attivita'  didattiche  e
formative,  nonche'  delle  attivita'  rivolte  all'esterno  ad  esse
correlate o accessorie; 
    b) riorganizzazione dei dipartimenti assicurando che  a  ciascuno
di essi afferisca un numero di professori,  ricercatori  di  ruolo  e
ricercatori a tempo determinato non inferiore a trentacinque,  ovvero
quaranta nelle universita' con un numero di  professori,  ricercatori
di ruolo e a tempo determinato superiore a mille unita', afferenti  a
settori scientifico-disciplinari omogenei ((, ovvero  venti,  purche'
gli stessi costituiscano almeno l'80 per cento di tutti i professori,
ricercatori  di  ruolo  e  a   tempo   determinato   dell'universita'
appartenenti ad una medesima area disciplinare)); 
    c) previsione della facolta' di istituire tra piu'  dipartimenti,
raggruppati  in  relazione  a  criteri  di  affinita'   disciplinare,
strutture  di  raccordo,  comunque  denominate,   con   funzioni   di
coordinamento  e  razionalizzazione   delle   attivita'   didattiche,
compresa la proposta  di  attivazione  o  soppressione  di  corsi  di
studio, e di gestione dei servizi comuni; previsione  che,  ove  alle
funzioni  didattiche   e   di   ricerca   si   affianchino   funzioni
assistenziali nell'ambito delle disposizioni statali in  materia,  le
strutture assumano i compiti conseguenti secondo le modalita'  e  nei
limiti  concertati  con  la   regione   di   ubicazione,   garantendo
l'inscindibilita' delle funzioni assistenziali dei docenti di materie
cliniche da quelle di insegnamento e di ricerca; 
    d) previsione della proporzionalita' del numero complessivo delle
strutture di cui alla lettera c) alle dimensioni  dell'ateneo,  anche
in  relazione  alla  tipologia  scientifico-disciplinare  dell'ateneo
stesso, fermo restando che il numero delle stesse non  puo'  comunque
essere superiore a dodici; 
    e) previsione della  possibilita',  per  le  universita'  con  un
organico di professori, di ricercatori di ruolo e ricercatori a tempo
determinato inferiore a cinquecento unita', di darsi un'articolazione
organizzativa interna  semplificata  alla  quale  vengono  attribuite
unitariamente le funzioni di cui alle lettere a) e c); 
    f) istituzione di un organo deliberante delle  strutture  di  cui
alla  lettera  c),  ove  esistenti,  composto   dai   direttori   dei
dipartimenti in esse  raggruppati,  da  una  rappresentanza  elettiva
degli studenti, nonche', in misura complessivamente non superiore  al
10 per cento dei componenti dei consigli dei dipartimenti stessi,  da
docenti  scelti,  con  modalita'  definite  dagli  statuti,   tra   i
componenti delle giunte dei dipartimenti, ovvero tra  i  coordinatori
di corsi di studio o di dottorato ovvero  tra  i  responsabili  delle
attivita' assistenziali di competenza della struttura, ove  previste;
attribuzione  delle  funzioni  di  presidente   dell'organo   ad   un
professore ordinario  afferente  alla  struttura  eletto  dall'organo
stesso ovvero nominato secondo modalita' determinate  dallo  statuto;
durata triennale della carica e rinnovabilita' della stessa  per  una
sola volta. La partecipazione all'organo di cui alla presente lettera
non da' luogo alla corresponsione di compensi, emolumenti, indennita'
o rimborsi spese; 
    g) istituzione in ciascun dipartimento, ovvero in ciascuna  delle
strutture di cui alle lettere c) ovvero e), senza  maggiori  oneri  a
carico  della  finanza  pubblica,  di  una   commissione   paritetica
docenti-studenti, competente a  svolgere  attivita'  di  monitoraggio
dell'offerta formativa  e  della  qualita'  della  didattica  nonche'
dell'attivita' di servizio agli studenti da parte  dei  professori  e
dei ricercatori; ad individuare indicatori  per  la  valutazione  dei
risultati delle stesse; a  formulare  pareri  sull'attivazione  e  la
soppressione di corsi di studio. La partecipazione  alla  commissione
paritetica  di  cui  alla  presente  lettera  non  da'   luogo   alla
corresponsione di compensi, emolumenti, indennita' o rimborsi spese; 
    h) garanzia di una rappresentanza elettiva degli  studenti  negli
organi di cui al comma 1, lettere f), i) e q), nonche'  alle  lettere
f) e  g)  del  presente  comma,  in  conformita'  a  quanto  previsto
dall'articolo 6, comma 1, del decreto-legge 21 aprile 1995,  n.  120,
convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno  1995,  n.  236;
attribuzione dell'elettorato passivo agli iscritti per la prima volta
e non oltre il primo anno fuori corso  ai  corsi  di  laurea,  laurea
magistrale e dottorato di ricerca dell'universita';  durata  biennale
di ogni mandato e rinnovabilita' per una sola volta; 
    i)  introduzione  di  misure  a   tutela   della   rappresentanza
studentesca, compresa la possibilita' di accesso, nel rispetto  della
vigente normativa, ai dati necessari per l'esplicazione  dei  compiti
ad essa attribuiti; 
    l) rafforzamento dell'internazionalizzazione anche attraverso una
maggiore mobilita' dei docenti e degli studenti, programmi  integrati
di  studio,  iniziative  di   cooperazione   interuniversitaria   per
attivita' di studio e di ricerca e l'attivazione,  nell'ambito  delle
risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili  a  legislazione
vigente, di insegnamenti, di corsi di studio e di forme di  selezione
svolti in lingua straniera; 
    m) introduzione di sanzioni da irrogare in caso di violazioni del
codice etico. 
  3. Gli istituti di istruzione universitaria a ordinamento  speciale
adottano, senza nuovi o  maggiori  oneri  per  la  finanza  pubblica,
proprie modalita' di organizzazione, nel  rispetto  dei  principi  di
semplificazione, efficienza,  efficacia,  trasparenza  dell'attivita'
amministrativa   e   accessibilita'   delle   informazioni   relative
all'ateneo di cui al comma  1  del  presente  articolo,  fatto  salvo
quanto disposto dall'articolo 6, comma 9, della legge 9 maggio  1989,
n. 168. 
  4. Le universita' che ne fossero prive adottano  entro  centottanta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge un codice
etico della comunita' universitaria formata dal personale  docente  e
ricercatore, dal personale tecnico-amministrativo  e  dagli  studenti
dell'ateneo. Il codice etico determina i  valori  fondamentali  della
comunita' universitaria, promuove il riconoscimento e il rispetto dei
diritti   individuali,   nonche'   l'accettazione   di    doveri    e
responsabilita' nei confronti dell'istituzione di appartenenza, detta
le regole di condotta nell'ambito  della  comunita'.  Le  norme  sono
volte ad evitare ogni forma di discriminazione e di abuso, nonche'  a
regolare  i  casi  di  conflitto  di  interessi   o   di   proprieta'
intellettuale.  Sulle  violazioni  del  codice  etico,  qualora   non
ricadano sotto la competenza del collegio di disciplina,  decide,  su
proposta del rettore, il senato accademico. 
  5. In  prima  applicazione,  lo  statuto  contenente  le  modifiche
statutarie di cui ai commi 1 e 2 e' predisposto  da  apposito  organo
istituito con decreto rettorale senza nuovi o maggiori oneri  per  la
finanza pubblica e composto da quindici componenti, tra  i  quali  il
rettore  con  funzioni  di  presidente,  due   rappresentanti   degli
studenti, sei designati dal senato accademico e sei dal consiglio  di
amministrazione. La partecipazione  all'organo  di  cui  al  presente
comma non da' luogo  alla  corresponsione  di  compensi,  emolumenti,
indennita'  o  rimborsi  spese.  Ad  eccezione  del  rettore  e   dei
rappresentanti degli studenti, i componenti non possono essere membri
del senato accademico e del consiglio di amministrazione. Lo  statuto
contenente le modifiche  statutarie  e'  adottato  con  delibera  del
senato  accademico,  previo  parere  favorevole  del   consiglio   di
amministrazione. 
  6. In caso di mancato rispetto del termine di cui al  comma  1,  il
Ministero assegna all'universita' un termine di tre mesi per adottare
le  modifiche  statutarie;  decorso  inutilmente  tale  termine,   il
Ministro costituisce, senza nuovi o maggiori  oneri  per  la  finanza
pubblica,  una  commissione  composta  da  tre  membri,  compreso  il
presidente, in possesso di adeguata professionalita', con il  compito
di predisporre le necessarie modifiche statutarie. 
  7. Lo statuto, adottato ai sensi dei  commi  5  e  6  del  presente
articolo,  e'  trasmesso  al  Ministero  che  esercita  il  controllo
previsto all'articolo 6 della legge 9  maggio  1989,  n.  168,  entro
centoventi giorni dalla ricezione dello stesso. 
  8. In relazione a quanto previsto dai commi 1  e  2,  entro  trenta
giorni dalla data di pubblicazione dei nuovi statuti  nella  Gazzetta
Ufficiale, i competenti organi universitari avviano le procedure  per
la costituzione dei nuovi organi statutari. 
  9. Gli  organi  collegiali  e  quelli  monocratici  elettivi  delle
universita' decadono al momento della costituzione di quelli previsti
dal nuovo statuto. Gli organi il cui mandato scade entro  il  termine
di cui al comma 1 restano in  carica  fino  alla  costituzione  degli
stessi ai sensi del nuovo statuto. Il mandato dei rettori  in  carica
al momento dell'adozione dello statuto di cui  ai  commi  5  e  6  e'
prorogato fino  al  termine  dell'anno  accademico  successivo.  Sono
comunque fatte salve le scadenze dei mandati in corso  previste  alla
data dell'elezione dei rettori eletti, o in carica, se successive  al
predetto anno accademico. Il mandato dei rettori i quali,  alla  data
di entrata in vigore della presente legge, sono stati  eletti  ovvero
stanno espletando il primo mandato e' prorogato di due anni e non  e'
rinnovabile. Tale proroga assorbe quella di cui al terzo periodo  del
presente comma. (6) 
  10. Ai fini dell'applicazione delle  disposizioni  sui  limiti  del
mandato o delle cariche di cui al comma 1, lettere d), g) e m),  sono
considerati anche i periodi gia' espletati nell'ateneo alla  data  di
entrata in vigore dei nuovi statuti. 
  11. L'elettorato passivo per le cariche accademiche e' riservato ai
docenti che assicurano un numero di anni di servizio almeno pari alla
durata del mandato prima della data di collocamento a riposo. 
  12.  Il  rispetto  dei  principi  di   semplificazione,   razionale
dimensionamento delle strutture, efficienza ed efficacia  di  cui  al
presente  articolo  rientra  tra  i  criteri  di  valutazione   delle
universita' valevoli ai fini dell'allocazione delle risorse,  secondo
criteri e parametri definiti con decreto del  Ministro,  su  proposta
dell'ANVUR. 
  13. A decorrere dalla data di entrata  in  vigore  delle  modifiche
statutarie, adottate dall'ateneo  ai  sensi  del  presente  articolo,
perdono  efficacia   nei   confronti   dello   stesso   le   seguenti
disposizioni: 
    a) l'articolo 16, comma 4, lettere b) ed f), della legge 9 maggio
1989, n. 168; 
    b) l'articolo 17, comma 110, della legge 15 maggio 1997, n. 127. 
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AGGIORNAMENTO (6) 
  Il D.L. 6 luglio 2012, n. 95, convertito con modificazioni dalla L.
7 agosto 2012, n. 135, ha disposto (con l'art. 7, comma  42-ter)  che
"Allo  scopo  di  garantire  una  corretta   transizione   al   nuovo
ordinamento, l'articolo 2, comma 9, terzo  periodo,  della  legge  30
dicembre 2010, n. 240, si interpreta nel senso  che,  ai  fini  della
decorrenza della proroga  del  mandato  dei  rettori  in  carica,  il
momento di adozione dello statuto e' quello dell'adozione  definitiva
all'esito dei controlli previsti dal comma 7 del medesimo articolo".