LEGGE 4 novembre 2010, n. 183

Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l'impiego, di incentivi all'occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonche' misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro. (10G0209)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 24/11/2010 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 22/06/2019)
Testo in vigore dal: 18-7-2012
aggiornamenti all'articolo
                              Art. 30. 
 
    (Clausole generali e certificazione del contratto di lavoro) 
 
  1. In tutti i casi nei quali le disposizioni di legge nelle materie
di cui all'articolo 409 del codice di procedura civile e all'articolo
63,  comma  1,  del  decreto  legislativo  30  marzo  2001,  n.  165,
contengano clausole generali,  ivi  comprese  le  norme  in  tema  di
instaurazione  di  un  rapporto  di  lavoro,  esercizio  dei   poteri
datoriali,  trasferimento  di  azienda  e   recesso,   il   controllo
giudiziale e' limitato esclusivamente,  in  conformita'  ai  principi
generali  dell'ordinamento,  all'accertamento  del   presupposto   di
legittimita' e non puo' essere esteso al sindacato  di  merito  sulle
valutazioni tecniche, organizzative e  produttive  che  competono  al
datore  di  lavoro   o   al   committente.   ((L'inosservanza   delle
disposizioni di cui al precedente periodo, in materia  di  limiti  al
sindacato di  merito  sulle  valutazioni  tecniche,  organizzative  e
produttive che competono al datore di lavoro, costituisce  motivo  di
impugnazione per violazione di norme di diritto)). 
  2.   Nella   qualificazione   del    contratto    di    lavoro    e
nell'interpretazione delle relative  clausole  il  giudice  non  puo'
discostarsi dalle  valutazioni  delle  parti,  espresse  in  sede  di
certificazione dei contratti di lavoro di  cui  al  titolo  VIII  del
decreto  legislativo  10  settembre  2003,  n.  276,   e   successive
modificazioni, salvo il caso di erronea qualificazione del contratto,
di vizi del consenso o di  difformita'  tra  il  programma  negoziale
certificato e la sua successiva attuazione. 
  3. Nel valutare le motivazioni poste a base del  licenziamento,  il
giudice  tiene  conto  delle  tipizzazioni  di  giusta  causa  e   di
giustificato motivo  presenti  nei  contratti  collettivi  di  lavoro
stipulati dai sindacati comparativamente piu' rappresentativi  ovvero
nei contratti individuali di lavoro ove stipulati con l'assistenza  e
la consulenza delle commissioni di certificazione di  cui  al  titolo
VIII del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e  successive
modificazioni.  Nel  definire  le  conseguenze  da  riconnettere   al
licenziamento ai sensi dell'articolo 8 della legge 15 luglio 1966, n. 
604, e successive modificazioni, il giudice tiene egualmente conto di
elementi e di parametri fissati dai  predetti  contratti  e  comunque
considera le dimensioni e le condizioni dell'attivita' esercitata dal
datore di lavoro,  la  situazione  del  mercato  del  lavoro  locale,
l'anzianita' e le condizioni del lavoratore, nonche' il comportamento
delle parti anche prima del licenziamento. 
  4. L'articolo 75 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276,
e successive modificazioni, e' sostituito dal seguente: 
  "Art. 75. - (Finalita'). - 1. Al fine di ridurre il contenzioso  in
materia di lavoro, le parti possono ottenere  la  certificazione  dei
contratti in cui sia  dedotta,  direttamente  o  indirettamente,  una
prestazione di lavoro secondo la procedura volontaria  stabilita  nel
presente titolo". 
  5.  All'articolo  76,  comma  1,  lettera   c-ter),   del   decreto
legislativo 10 settembre 2003, n. 276, sono  aggiunte,  in  fine,  le
seguenti  parole:  "e  comunque  unicamente  nell'ambito  di   intese
definite tra il Ministero del lavoro e delle politiche sociali  e  il
Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, con  l'attribuzione  a
quest'ultimo delle funzioni di  coordinamento  e  vigilanza  per  gli
aspetti organizzativi". 
  6. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare  nuovi
o maggiori oneri a carico della  finanza  pubblica.  Gli  adempimenti
previsti dal presente articolo sono svolti nell'ambito delle  risorse
umane, stramentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.