LEGGE 12 marzo 1999, n. 68

Norme per il diritto al lavoro dei disabili.

note: Le disposizioni di cui agli artt. 1, comma 4, 5, commi 1, 4 e 7, 6, 9, comma 6, secondo periodo, 13, comma 8, 18, comma 3, e 20 entrano in vigore il 24-3-1999. Le restanti disposizioni entrano in vigore il 17-1-2000. (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 18/07/2020)
Testo in vigore dal: 8-10-2016
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 4. 
             (Criteri di computo della quota di riserva) 
  1.  Agli  effetti  della  determinazione  del  numero  di  soggetti
disabili da assumere, sono computati di norma tra i dipendenti  tutti
i lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato. Ai medesimi
effetti, non sono computabili: i lavoratori occupati ai  sensi  della
presente  legge,  i  lavoratori  occupati  con  contratto   a   tempo
determinato di durata fino a sei  mesi,  i  soci  di  cooperative  di
produzione e lavoro, i dirigenti, i lavoratori assunti con  contratto
di   inserimento,   i   lavoratori   occupati   con   contratto    di
somministrazione presso  l'utilizzatore,  i  lavoratori  assunti  per
attivita' da svolgersi all'estero per la durata di tale attivita',  i
soggetti impegnati in  lavori  socialmente  utili  assunti  ai  sensi
dell'articolo 7 del decreto legislativo 28 febbraio 2000,  n.  81,  i
lavoratori a domicilio, i lavoratori che aderiscono al  programma  di
emersione, ai sensi dell'articolo 1,  comma  4-bis,  della  legge  18
ottobre 2001, n. 383, e successive modificazioni.  Restano  salve  le
ulteriori esclusioni previste dalle  discipline  di  settore.  Per  i
lavoratori assunti con contratto a tempo  indeterminato  parziale  si
applicano le norme contenute nell'articolo 18, comma  secondo,  della
legge 20 maggio 1970, n. 300, come sostituito dall'articolo  1  della
legge 11 maggio 1990, n. 108. 
  2. Nel computo le frazioni percentuali  superiori  allo  0,50  sono
considerate unita'. 
  3. I lavoratori disabili dipendenti  occupati  a  domicilio  o  con
modalita' di telelavoro, ai quali l'imprenditore affida una quantita'
di  lavoro,  anche  mediante  la  predisposizione  di   accomodamenti
ragionevoli ai sensi dell'articolo  27,  paragrafo  1,  lettera  (i),
della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle  persone  con
disabilita' adottata dall'Assemblea generale  il  13  dicembre  2006,
ratificata e resa esecutiva dalla legge 3 marzo 2009, n.  18  atta  a
procurare loro una prestazione continuativa corrispondente all'orario
normale di lavoro in conformita' alla disciplina di cui  all'articolo
11, secondo comma, della legge 18 dicembre 1973, n. 877, e  a  quella
stabilita dal contratto collettivo nazionale applicato ai  lavoratori
dell'azienda che occupa il  disabile  a  domicilio  o  attraverso  il
telelavoro, sono computati ai fini della  copertura  della  quota  di
riserva. 
  3-bis. I lavoratori, gia' disabili  prima  della  costituzione  del
rapporto di lavoro, anche se  non  assunti  tramite  il  collocamento
obbligatorio,  sono  computati  nella  quota  di   riserva   di   cui
all'articolo  3  nel  caso  in  cui  abbiano  una  ((riduzione  della
capacita' lavorativa pari o superiore al 60 per cento)) o minorazioni
ascritte dalla prima alla sesta categoria di cui alle tabelle annesse
al testo  unico  delle  norme  in  materia  di  pensioni  di  guerra,
approvato con decreto del Presidente  della  Repubblica  23  dicembre
1978,  n.  915,  o  con  disabilita'  intellettiva  e  psichica,  con
riduzione della capacita'  lavorativa  superiore  al  45  per  cento,
accertata dagli organi competenti. 
  4. I  lavoratori  che  divengono  inabili  allo  svolgimento  delle
proprie mansioni in conseguenza di infortunio o malattia non  possono
essere computati nella quota di riserva  di  cui  all'articolo  3  se
hanno subito una riduzione della capacita' lavorativa inferiore al 60
per  cento  o,  comunque,  se   sono   divenuti   inabili   a   causa
dell'inadempimento da parte del datore di lavoro, accertato  in  sede
giurisdizionale, delle norme in materia di sicurezza  ed  igiene  del
lavoro. Per i predetti lavoratori  l'infortunio  o  la  malattia  non
costituiscono giustificato motivo di licenziamento nel  caso  in  cui
essi  possano  essere  adibiti  a  mansioni  equivalenti  ovvero,  in
mancanza, a mansioni inferiori. Nel caso di destinazione  a  mansioni
inferiori essi hanno diritto alla conservazione del  piu'  favorevole
trattamento corrispondente alle mansioni di provenienza. Qualora  per
i predetti lavoratori non sia  possibile  l'assegnazione  a  mansioni
equivalenti o inferiori, gli stessi  vengono  avviati,  dagli  uffici
competenti di cui all'articolo 6, comma 1, presso altra  azienda,  in
attivita' compatibili con  le  residue  capacita'  lavorative,  senza
inserimento nella graduatoria di cui all'articolo 8. 
  5. Le disposizioni di cui all'articolo 1 del decreto del Presidente
della Repubblica 25 ottobre 1981,  n.  738,  si  applicano  anche  al
personale militare e della protezione civile. 
  6. Qualora si renda necessaria, ai  fini  dell'inserimento  mirato,
una  adeguata  riqualificazione  professionale,  le  regioni  possono
autorizzare,  con  oneri  a  proprio  carico,  lo  svolgimento  delle
relative attivita' presso la stessa azienda che effettua l'assunzione
oppure  affidarne  lo   svolgimento,   mediante   convenzioni,   alle
associazioni nazionali di promozione, tutela e rappresentanza, di cui
all'articolo 115 del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  24
luglio 1977, n. 616,  e  successive  modificazioni,  che  abbiano  le
adeguate competenze tecniche, risorse e disponibilita', agli istituti
di formazione che di tali associazioni siano emanazione,  purche'  in
possesso dei requisiti previsti dalla legge 21 dicembre 1978, n. 845,
nonche' ai soggetti di cui all'articolo 18  della  legge  5  febbraio
1992,  n.  104.  Ai  fini  del  finanziamento  delle   attivita'   di
riqualificazione  professionale  e  della  corrispondente  assistenza
economica ai mutilati ed invalidi del lavoro, l'addizionale di cui al
primo comma dell'articolo 181 del testo unico approvato  con  decreto
del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, detratte  le
spese per l'assegno di incollocabilita'  previsto  dall'articolo  180
dello stesso testo unico, per l'assegno speciale di cui alla legge  5
maggio 1976, n. 248, e per il fondo per l'addestramento professionale
dei lavoratori, di cui all'articolo 62 della legge 29 aprile 1949, n.
264, e' attribuita alle regioni, secondo  parametri  predisposti  dal
Ministro del tesoro, del bilancio e della  programmazione  economica,
sentita la Conferenza unificata di cui  all'articolo  8  del  decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, di seguito denominata "Conferenza
unificata".