LEGGE 23 dicembre 1998, n. 448

Misure di finanza pubblica per la stabilizzazione e lo sviluppo.

note: Entrata in vigore della legge: 1-1-1999 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 30/07/2021)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 1-1-2007
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                               Art. 28
                     Patto di stabilita' interno

  1.  Nel  quadro  del federalismo fiscale, che sara' disciplinato da
apposita  legge  sulla  base  dei principi contenuti nel documento di
programmazione  economico-finanziaria  per  gli  anni  1999-2001,  le
regioni,  le  province autonome, le province, i comuni e le comunita'
montane  concorrono  alla  realizzazione  degli  obiettivi di finanza
pubblica  che  il  paese  ha  adottato  con  l'adesione  al  patto di
stabilita'  e  crescita,  impegnandosi  a ridurre progressivamente il
finanziamento  in  disavanzo  delle  proprie  spese  e  a  ridurre il
rapporto  tra  il  proprio  ammontare di debito e il prodotto interno
lordo.  Il  disavanzo  e'  calcolato  quale differenza tra le entrate
finali  effettivamente  riscosse  e  le  uscite di parte corrente, al
netto degli interessi, effettivamente pagate. Tra le entrate non sono
considerati  i  trasferimenti,  sia  di  parte  corrente che in conto
capitale,   dallo   Stato,  dall'Unione  europea  e  dagli  enti  che
partecipano  al patto di stabilita' interno, nonche' quelle derivanti
dai  proventi della dismissione di beni immobiliari e finanziari. Tra
le spese non devono essere considerate quelle sostenute sulla base di
trasferimenti  con  vincolo  di destinazione dallo Stato, dall'Unione
europea  e dagli enti che partecipano al patto di stabilita' interno.
Tra  le  entrate  e  le spese, inoltre, non devono essere considerate
quelle    che    per    loro    natura    rivestono    il   carattere
dell'eccezionalita'.  Agli  enti  partecipanti al patto di stabilita'
interno  e'  consentito  calcolare il disavanzo anche per l'anno 1999
sulla  base  dei criteri indicati nel presente comma. Gli stessi enti
hanno  facolta'  di  valutare  la  propria  conformita'  al  patto di
stabilita'  interno  sulla  base del disavanzo calcolato con le nuove
regole  cumulativamente  per  il  biennio  1999-2000; in tale caso la
riduzione   programmata   del  disavanzo,  o  l'aumento  dell'avanzo,
dovranno essere computati in corrispondenza ad un valore di riduzione
del  disavanzo aggregato pari allo 0,2 per cento del PIL per il 1999.
Si  terra'  conto  altresi' delle variazioni del gettito dell'imposta
regionale  sulle  attivita'  produttive (IRAP) e delle addizionali al
gettito dei tributi erariali.
  2.  La  riduzione del disavanzo annuo risultante dalla legislazione
vigente  dovra'  essere pari nel 1999 ad almeno 0,1 punti percentuali
del  prodotto  interno  lordo  (PIL)  come  previsto dal documento di
programmazione  economico-finanziaria  e  suoi aggiornamenti; nei due
anni  successivi  la  percentuale  sul PIL del disavanzo annuo dovra'
restare  costante.  Il  disavanzo  delle  regioni  e  delle  province
autonome  sara'  computato  considerando  le  devoluzioni  di tributi
erariali  e  le  compartecipazioni come entrate proprie. La riduzione
sara' ottenuta attraverso le seguenti azioni:
    a)  perseguimento  di  obiettivi  di  efficienza,  aumento  della
produttivita'  e  riduzione  dei  costi  nella  gestione  dei servizi
pubblici e delle attivita' di propria competenza;
    b)  contenimento  del  tasso  di  crescita  della  spesa corrente
rispetto ai valori degli anni precedenti;
    c)  potenziamento  delle  attivita'  di  accertamento dei tributi
propri ai fini di aumentare la base imponibile;
    d)  aumento del ricorso al finanziamento a mezzo prezzi e tariffe
dei servizi pubblici a domanda individuale;
    e)  dismissione  di  immobili  di  proprieta' non funzionali allo
svolgimento della attivita' istituzionale.
  2-bis.  Tra  le specifiche misure da adottare in relazione a quanto
previsto  dal  comma  2  gli  enti,  nella  loro  autonomia,  possono
provvedere in particolare a:
    a) ridurre la spesa per il personale, ai sensi di quanto previsto
dall'articolo 39, commi 19 e 20-bis, della legge 27 dicembre 1997, n.
449, e successive modificazioni;
    b)  limitare  il ricorso ai contratti stipulati al di fuori della
dotazione   organica   ed   alle  consulenze  esterne,  laddove  tali
iniziative  siano  previste  dai  rispettivi ordinamenti, e procedere
alla   soppressione   degli   organismi   collegiali   non   ritenuti
indispensabili,  ai  sensi  dell'articolo 41, comma 1, della legge 27
dicembre 1997, n. 449;
    c)  sviluppare  le  iniziative  per  la  stipula  di contratti di
sponsorizzazione,  accordi  e  convenzioni  previsti dall'articolo 43
della  legge  27  dicembre  1997,  n.  449,  allo scopo di realizzare
maggiori economie nella gestione;
    d) ridurre il ricorso all'affidamento diretto di servizi pubblici
locali  a  societa'  controllate  o ad aziende speciali ed al rinnovo
delle  concessioni  di  tali  servizi senza il previo espletamento di
un'apposita gara di evidenza pubblica;
    e) sviluppare iniziative per il ricorso, negli acquisti di beni e
servizi,  alla  formula  del contratto a risultato, di cui alla norma
UNI  10685, rispondente al Principio di efficienza ed economicita' di
cui  all'articolo  4, comma 3, lettera c), della legge 15 marzo 1997,
n. 59;
    f)  procedere  alla  liberalizzazione  del  mercato  dei  servizi
pubblici,  rimuovendo  gli  ostacoli  all'accesso  di  nuovi soggetti
privati  e  promuovendo  lo  sviluppo  dei  servizi  pubblici  locali
mediante   l'utilizzo   di  tecniche  di  finanziamento  con  ricorso
esclusivo a capitali privati;
    g)  utilizzare  a fini di reinvestimento le somme accantonate per
ammortamento  di  beni,  ai sensi delle disposizioni dell'articolo 9,
comma  1,  e  dell'articolo  117, comma 1, del decreto legislativo 25
febbraio  1995,  n.  77,  la  cui  obbligatoria  applicazione decorre
dall'esercizio finanziario 2002 , salva la facolta' degli enti locali
di  anticiparla  fin  dall'esercizio  2000;  restano  fermi  i valori
percentuali   relativi   alla   determinazione  degli  importi  degli
ammortamenti, di cui al citato articolo 117, comma 1. (19)
  3.  La  riduzione  del  rapporto tra l'ammontare di debito e il PIL
sara'  sostenuta, oltre che dalla progressiva riduzione del disavanzo
annuo,  anche  dalla destinazione a riduzione del debito dei proventi
derivanti  dalla  dismissione di partecipazioni mobiliari. (( PERIODO
SOPPRESSO DALLA L. 27 DICEMBRE 2006, N. 296 )).
  4.   Gli   obiettivi   della   riduzione   del  disavanzo  annuo  e
dell'ammontare  di  debito  si  applicano  distintamente  a regioni a
statuto  ordinario,  regioni  a statuto speciale, province autonome e
province  e  comuni.  Per  le  regioni  gli obiettivi si applicano al
complesso  dell'attivita'  regionale inclusiva di entrate e spese per
l'assistenza sanitaria.
  5.  Ai  fini  della verifica della realizzazione degli obiettivi in
corso  d'anno  si  fara'  riferimento  ai valori di spesa e disavanzo
rilevati  nei  dodici  mesi  precedenti,  confrontati  con  l'analogo
periodo dell'anno precedente. Il Ministero del tesoro, del bilancio e
della  programmazione  economica effettua il monitoraggio mensile con
riferimento  alle  regioni, alle province autonome, alle province con
popolazione  superiore a 400.000 abitanti e ai comuni con popolazione
superiore  a 60.000 abitanti. Il Ministero del tesoro, del bilancio e
della  programmazione  economica individua, d'intesa con il Ministero
dell'interno e con il Ministro per gli affari regionali, le modalita'
di rilevazione, acquisizione e valutazione dei relativi dati. Per gli
enti  del  Servizio sanitario nazionale il monitoraggio mensile delle
spese   deve   anche   verificare  la  coerenza  con  le  indicazioni
finanziarie  del  Piano sanitario nazionale; il Ministero del tesoro,
del  bilancio  e  della  programmazione  economica,  d'intesa  con il
Ministero  della  sanita',  individua  le  modalita'  di rilevazione,
acquisizione e valutazione dei relativi dati.
  6.  Agli  enti che presentano scostamenti dagli obiettivi di cui ai
precedenti   commi  alla  fine  di  ciascun  semestre  la  Conferenza
permanente  per  i  rapporti  fra  lo Stato, le regioni e le province
autonome  di  Trento  e  di  Bolzano  e la Conferenza Stato-citta' ed
autonomie locali, su proposta del Ministro del tesoro, del bilancio e
della  programmazione  economica,  del  Ministro  dell'interno  e del
Ministro  per  gli  affari regionali, indicano le misure che gli enti
stessi sono tenuti ad attivare per il raggiungimento degli obiettivi.
  7.  Nella  riduzione  del  disavanzo annuo deve essere mantenuta la
corrispondenza   tra  funzioni  e  risorse,  al  fine  di  assicurare
l'efficienza e l'efficacia dell'attivita' amministrativa. Le regioni,
le  province  autonome,  le  province  e  i  comuni  verificano  tale
corrispondenza  attraverso  le  procedure  del controllo economico di
gestione.
  8.  Qualora  venga  comminata  la sanzione prevista dalla normativa
europea  per  l'accertamento di deficit eccessivo, la sanzione stessa
verra'  posta  a  carico  degli  enti  che  non  hanno realizzato gli
obiettivi di cui ai commi precedenti per la quota ad essi imputabile,
secondo  modalita' da definire in sede di Conferenza permanente per i
rapporti  fra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano e di Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali.
  9.  Al  fine  di pervenire al definitivo accertamento dei disavanzi
del  Servizio  sanitario  nazionale  presentati dalle regioni per gli
esercizi  finanziari  anteriori  al  31 dicembre 1997, ogni regione e
provincia  autonoma trasmette al Ministero della sanita', entro il 20
febbraio 1999, sulla scorta di una metodologia concertata entro il 20
gennaio  1999  in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato,  le  regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, la
relazione  sullo stato di attuazione dei provvedimenti per il ripiano
della  maggiore  spesa  sanitaria  di competenza regionale sino al 31
dicembre 1994, nonche' i riepilogativi regionali dei consuntivi delle
aziende  unita'  sanitarie  locali  e  delle  aziende ospedaliere per
ciascuno   degli   esercizi   finanziari   del   triennio  1995-1997,
accompagnata   dall'illustrazione  dell'andamento  della  spesa,  con
particolare  riferimento  a  quella  per  personale,  beni e servizi,
assistenza  farmaceutica  e assistenza convenzionata. Su proposta del
Ministro  della  sanita', la Conferenza permanente per i rapporti tra
lo  Stato,  le  regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano
individua,  entro  il  31  marzo  1999,  per  ciascuna regione, anche
tenendo  conto  di  quanto  previsto dall'articolo 1, comma 34, della
legge  23  dicembre  1996,  n. 662, la quota di maggiore spesa per il
1997  attribuibile  a  provvedimenti  di carattere nazionale e quella
attribuibile a provvedimenti regionali.
  10.  Al  fine  di  verificare i livelli di assistenza assicurati in
ciascuna   regione   e   provincia  autonoma,  valutare  i  risultati
economico-gestionali   e   individuare   le   cause  degli  eventuali
disavanzi,  distinguendo  la  quota  di  questi  ultimi  derivante da
provvedimenti  assunti a livello statale da quella riconducibile alle
responsabilita' regionali, il Ministro della sanita', di concerto con
il   Ministro   del  tesoro,  del  bilancio  e  della  programmazione
economica,  sentita  la  Conferenza  permanente per i rapporti tra lo
Stato,  le  regioni  e  le  province autonome di Trento e di Bolzano,
definisce,  entro  il  28 febbraio 1999, gli indicatori e i parametri
concernenti  gli  aspetti  strutturali  e  organizzativi  dei sistemi
sanitari  regionali e i livelli di spesa, con particolare riferimento
allo stato di attuazione del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.
502,   e   successive   modificazioni,  nonche'  delle  norme  e  dei
provvedimenti  statali  volti  a  garantire il corretto impiego delle
risorse  e appropriati livelli di utilizzazione dei servizi sanitari.
Con  la  stessa  procedura sono determinati i tempi e le modalita' di
raccolta e trasmissione di informazioni aggiuntive rispetto ai flussi
previsti dal vigente ordinamento.
  11. Entro il 30 giugno 1999 la Conferenza permanente per i rapporti
tra  lo  Stato,  le  regioni  e  le  province autonome di Trento e di
Bolzano  effettua su proposta del Ministro della sanita', il quale si
avvale  dell'Agenzia per i servizi sanitari regionali, la valutazione
della   situazione   delle  singole  regioni,  individua  le  regioni
deficitarie e definisce le linee generali degli interventi di rientro
e  di  ripiano.  Il  Ministro  della  sanita',  sentita  la  predetta
Conferenza, presenta una relazione al Parlamento in ordine ai dati ed
alle  informazioni  desumibili dagli atti e dalle attivita' di cui ai
commi   precedenti,   agli  esiti  della  concertazione  al  riguardo
intervenuta con le regioni, alle indicazioni per le azioni di rientro
per  le  situazioni deficitarie, nonche' al Piano di monitoraggio per
il  perseguimento  dei  livelli  di assistenza e per il governo della
spesa.
  12.  Entro  il  30  settembre  1999  il  Ministro della sanita', il
Ministro  del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e
le  singole  regioni  stipulano  appositi accordi che individuano gli
interventi  necessari per il perseguimento dell'equilibrio economico-
gestionale  nel rispetto dei livelli essenziali di assistenza, tenuto
conto  di  quanto  previsto dal Piano sanitario nazionale 1998-2000 e
dalla normativa vigente. Per le regioni che presentano una situazione
deficitaria  gli accordi prevedono inoltre un programma di interventi
per  il  rientro dai disavanzi e le relative modalita' di attuazione,
distinguendo  la  quota  attribuibile  a  provvedimenti  di carattere
nazionale  da  quella  attribuibile  a  provvedimenti  regionali.  Le
regioni  per  il  ripiano  del  disavanzo a carico dei propri bilanci
possono  alienare  parte  del  patrimonio delle aziende sanitarie non
destinato  ad  attivita' assistenziali. Il Ministro della sanita', al
fine  di  assicurare  il  rientro  dal deficit del settore sanitario,
adotta,  d'intesa  con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato,  le  regioni  e  le  province autonome di Trento e di Bolzano,
apposite  linee di indirizzo per le regioni assicurando, nel rispetto
dell'autonomia regionale, adeguati interventi di supporto tecnico.
  13. Il Ministro della sanita', sentita la Conferenza permanente per
i  rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento
e di Bolzano, avvalendosi anche della collaborazione dell'Agenzia per
i   servizi   sanitari   regionali,  adegua  il  sistema  informativo
sanitario,   in  coerenza  con  le  previsioni  del  Piano  sanitario
nazionale 1998-2000, per garantire un efficace monitoraggio del grado
di  perseguimento  dei  livelli  di  assistenza  da  parte di tutti i
soggetti   del   servizio   sanitario,  dell'andamento  della  spesa,
dell'attuazione degli accordi di cui al comma 12.
  14.  Il  Ministro  del  tesoro, del bilancio e della programmazione
economica,  di  concerto con il Ministro della sanita', previa intesa
in  sede  di  Conferenza  permanente  per i rapporti tra lo Stato, le
regioni  e  le  province autonome di Trento e di Bolzano, ripartisce,
entro  il  31  gennaio 1999, le disponibilita' finanziarie per l'anno
1999. PERIODO ABROGATO DALLA L. 23 DICEMBRE 2000, N. 388 . In caso di
inerzia delle amministrazioni regionali rispetto all'attuazione degli
accordi  e/o  del permanere di una situazione deficitaria, il Governo
adotta  le  penalizzazioni  e  le  forme  di  intervento  sostitutivo
previste dalla normativa vigente.
  15.  Per  la  realizzazione  degli  obiettivi  di  finanza pubblica
previsti  dal  presente  articolo  nelle regioni a statuto speciale e
nelle  province  autonome  si  provvede  con  le  modalita' stabilite
dall'articolo  48,  comma 2, secondo periodo, della legge 27 dicembre
1997, n. 449.
  16.  Nella  determinazione  delle spettanze delle regioni a statuto
speciale  e delle province autonome di Trento e di Bolzano per l'anno
1999  si  tiene  conto  del minor gettito derivante dall'applicazione
dell'articolo  1,  in  relazione  agli  statuti  di  autonomia e alle
rispettive norme di attuazione.
  17.  Alla definizione dei rapporti finanziari pregressi tra Stato e
Regione  siciliana  e  alla  verifica  delle  proposte  conclusive di
quantificazione  delle partite di credito e debito intercorrenti fino
al 1996 elaborate dal gruppo di lavoro istituito dal Ministro per gli
affari  regionali  si provvede entro il 30 settembre 1999, sentita la
commissione  paritetica  Stato-Regione  di  cui all'articolo 43 dello
Statuto   della   Regione   siciliana,   con  apposito  provvedimento
legislativo su proposta dei Ministri del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica e delle finanze.
  18.  Al  fine  di  consentire  un tempestivo monitoraggio dei conti
pubblici,   nonche'   l'elaborazione   dei   conti   delle  pubbliche
amministrazioni   in   tempi  compatibili  con  il  calendario  degli
adempimenti  previsti  dalla  normativa  comunitaria,  gli  enti  del
settore  pubblico  comunicano al Ministero del tesoro, del bilancio e
della  programmazione  economica  i dati consuntivi della gestione di
cassa per l'anno 1998 entro il 20 gennaio 1999.
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AGGIORNAMENTO (19)
  La L. 23 dicembre 2000, n. 388 ha disposto (con l'art. 53, comma 6)
che "Il comma 2-bis dell'articolo 28 della legge 23 dicembre 1998, n.
448, e successive modificazioni, si applica anche per l'anno 2001.".