LEGGE 19 ottobre 1998, n. 366

Norme per il finanziamento della mobilita' ciclistica.

note: Entrata in vigore della legge: 07-11-1998
Testo in vigore dal: 7-11-1998
                              Art. 10.
  1.  Dopo il  comma 4  dell'articolo 13  del decreto  legislativo 30
aprile  1992, n.  285, come  modificato dall'articolo  9 del  decreto
legislativo 10 settembre 1993, n. 360, e' inserito il seguente:
  "4-bis. Le strade di nuova  costruzione classificate ai sensi delle
lettere C, D,  E ed F del  comma 2 dell'articolo 2  devono avere, per
l'intero sviluppo,  una pista ciclabile adiacente  purche' realizzata
in  conformita' ai  programmi  pluriennali degli  enti locali,  salvo
comprovati problemi di sicurezza".
  2.  Dopo il  comma 2  dell'articolo 14  del decreto  legislativo 30
aprile 1992,  n. 285,  come modificato  dall'articolo 10  del decreto
legislativo 10 settembre 1993, n. 360, e' inserito il seguente:
  "2-bis. Gli  enti proprietari delle strade  provvedono altresi', in
caso di manutenzione straordinaria  della sede stradale, a realizzare
percorsi  ciclabili adiacenti  purche' realizzati  in conformita'  ai
programmi pluriennali degli enti locali, salvo comprovati problemi di
sicurezza".
  3.  Il primo  periodo del  comma  4 dell'articolo  208 del  decreto
legislativo 30  aprile 1992, n.  285, e' sostituito dal  seguente: "I
proventi spettanti agli altri enti indicati nel comma 1 sono devoluti
alle  finalita' di  cui al  comma 2,  nonche' al  miglioramento della
circolazione sulle strade, al  potenziamento e al miglioramento della
segnaletica stradale e  alla redazione dei piani  di cui all'articolo
36,  alla fornitura  di  mezzi  tecnici necessari  per  i servizi  di
polizia stradale di loro competenza e,  in misura non inferiore al 20
per cento  dei proventi  stessi, alla  realizzazione di  interventi a
favore della mobilita' ciclistica".
  4. Il  comma 1 dell'articolo  230 del decreto legislativo  30 prile
1992, n. 285, e' sostituito dal seguente:
  " 1. Allo scopo di promuovere  la formazione dei giovani in materia
di  comportamento  stradale  e  di sicurezza  del  traffico  e  della
circolazione,  nonche'  per  promuovere ed  incentivare  l'uso  della
bicicletta come mezzo di trasporto,  i Ministri dei lavori pubblici e
della pubblica istruzione, d'intesa  con i Ministri dell'interno, dei
trasporti   e   della   navigazione  e   dell'ambiente,   avvalendosi
dell'Automobile  Club  d'Italia,   delle  associazioni  ambientaliste
riconosciute dal  Ministero dell'ambiente  ai sensi  dell'articolo 13
della legge 8  luglio 1986, n. 349, di  societa' sportive ciclistiche
nonche' di enti  e associazioni di comprovata  esperienza nel settore
della  prevenzione  e della  sicurezza  stradale  e della  promozione
ciclistica individuati con decreto  del Ministro dei lavori pubblici,
predispongono  appositi  programmi,   corredati  dal  relativo  piano
finanziario, da svolgere come  attivita' obbligatoria nelle scuole di
ogni  ordine  e  grado,  ivi  compresi  gli  istituti  di  istruzione
artistica  e le  scuole  materne, che  concernano  la conoscenza  dei
principi  della  sicurezza  stradale,  nonche'  delle  strade,  della
relativa  segnaletica,  delle  norme  generali per  la  condotta  dei
veicoli,  con particolare  riferimento  all'uso  della bicicletta,  e
delle regole di comportamento degli utenti".
  5.  I programmi  di  cui  all'articolo 230,  comma  1, del  decreto
legislativo 30 aprile  1992, n. 285, come sostituito dal  comma 4 del
presente articolo, sono adottati entro  un anno dalla data di entrata
in vigore della presente legge.
          Note all'art. 10:
           -  Il testo dell'art. 13 del decreto legislativo 30 aprile
          1992, n.  285 (Nuovo codice della strada), come  modificato
          dall'art.  9  del decreto legislativo 10 settembre 1993, n.
          360, cosi' come  ulteriormente  modificato  dalla  presente
          legge, e' il seguente:
           "Art.  13  (Norme  per  la costruzione e la gestione delle
          strade). - 1. Il Ministro dei lavori pubblici,  sentiti  il
          Consiglio  superiore  dei  lavori  pubblici ed il Consiglio
          nazionale delle ricerche, emana entro un anno dalla entrata
          in  vigore  del   presente   codice,   sulla   base   della
          classificazione  di  cui  all'art. 2, le norme funzionali e
          geometriche per la costruzione, il controllo e il  collaudo
          delle  strade, dei relativi impianti e servizi ad eccezione
          di quelle di esclusivo uso militare. Le norme devono essere
          improntate alla sicurezza della circolazione di  tutti  gli
          utenti   della  strada,  alla  riduzione  dell'inquinamento
          acustico ed atmosferico per la salvaguardia degli occupanti
          gli  edifici   adiacenti   le   strade   ed   al   rispetto
          dell'ambiente    e   di   immobili   di   notevole   pregio
          architettonico  o  storico.  Le  norme  che  riguardano  la
          riduzione  dell'inquinamento  acustico  ed atmosferico sono
          emanate nel  rispetto  delle  direttive  e  degli  atti  di
          indirizzo  del Ministero dell'ambiente, che viene richiesto
          di specifico concerto nei casi previsti dalla legge.
           2. La deroga alle norme di cui al comma  1  e'  consentita
          solo   per  le  strade  esistenti  allorquando  particolari
          condizioni     locali,     ambientali,      paesaggistiche,
          archeologiche    ed    economiche    non    ne   consentono
          l'adeguamento,  sempre  che  sia  assicurata  la  sicurezza
          stradale e siano comunque evitati inquinamenti.
           3.  Le  norme  di  cui al comma 1 sono aggiornate ogni tre
          anni.
           4. Il Ministro dei lavori pubblici, entro due  anni  dalla
          entrata in vigore del presente codice, emana, con i criteri
          e  le  modalita'  di  cui  al  comma  1,  le  norme  per la
          classificazione  delle  strade  esistenti  in   base   alle
          caratteristiche  costruttive,  tecniche e funzionali di cui
          all'art. 2, comma 2.
           4-bis. Le strade  di  nuova  costruzione  classificate  ai
          sensi  delle  lettere  C, D, E ed F del comma 2 dell'art. 2
          devono avere, per l'intero sviluppo,  una  pista  ciclabile
          adiacente  purche'  realizzata  in conformita' ai programmi
          pluriennali degli enti locali, salvo comprovati problemi di
          sicurezza.
           5. Gli enti proprietari delle strade  devono  classificare
          la  loro rete entro un anno dalla emanazione delle norme di
          cui al comma 4.   Gli stessi  enti  proprietari  provvedono
          alla  declassificazione  delle  strade  di loro competenza,
          quando le stesse non  possiedono  piu'  le  caratteristiche
          costruttive, tecniche e funzionali di cui all'art. 2, comma
          2.
           6.  Gli  enti  proprietari  delle strade sono obbligati ad
          istituire e tenere aggiornati la  cartografia,  il  catasto
          delle  strade  e  le  loro  pertinenze secondo le modalita'
          stabilite con apposito decreto che il Ministro  dei  lavori
          pubblici  emana  sentiti  il Consiglio superiore dei lavori
          pubblici e  il  Consiglio  nazionale  delle  ricerche.  Nel
          catasto  dovranno  essere  compresi  anche gli impianti e i
          servizi   permanenti   connessi   alle    esigenze    della
          circolazione stradale.
           7.  Gli  enti  proprietari  delle  strade  sono  tenuti ad
          effettuare rilevazioni del traffico per  l'acquisizione  di
          dati  che  abbiano  validita'  temporale  riferita all'anno
          nonche' per adempiere agli obblighi assunti dall'Italia  in
          sede internazionale.
           8.  Ai  fini  dell'attuazione  delle  incombenze di cui al
          presente   articolo,   l'Ispettorato   generale   per    la
          circolazione  e  la sicurezza stradale, di cui all'art. 35,
          comma 3, ha il compito  di  acquisire  i  dati  dell'intero
          territorio    nazionale,    elaborarli   e   pubblicizzarli
          annualmente,    nonche'    comunicarli    agli    organismi
          internazionali.  Detta  struttura  cura altresi' che i vari
          enti ottemperino alle direttive, norme e tempi fissati  nel
          presente articolo e nei relativi decreti".
           -  Il testo dell'art. 14 del citato decreto legislativo n.
          285 del 1992, cosi' come modificato dall'art. 10 del citato
          decreto legislativo n. 360  del  1993,  come  ulteriormente
          modificato dalla presente legge, e' il seguente:
           "Art.  14  (Poteri  e compiti degli enti proprietari delle
          strade). - 1. Gli enti proprietari delle strade, allo scopo
          di  garantire   la   sicurezza   e   la   fluidita'   della
          circolazione, provvedono:
           a)  alla  manutenzione,  gestione  e pulizia delle strade,
          delle loro pertinenze e arredo, nonche' delle attrezzature,
          impianti e servizi;
           b) al controllo tecnico  dell'efficienza  delle  strade  e
          relative pertinenze;
           c)  alla  apposizione  e  manutenzione  della  segnaletica
          prescritta.
           2. Gli enti proprietari provvedono, inoltre:
           a) al rilascio delle autorizzazioni e delle concessioni di
          cui al presente titolo;
           b)  alla  segnalazione  agli  organi  di   polizia   delle
          violazioni  alle  disposizioni  di cui al presente titolo e
          alle  altre  norme  ad   esso   attinenti,   nonche'   alle
          prescrizioni   contenute   nelle   autorizzazioni  e  nelle
          concessioni.
           2-bis.  Gli  enti  proprietari  delle  strade   provvedono
          altresi',  in caso di manutenzione straordinaria della sede
          stradale, a realizzare percorsi ciclabili adiacenti purche'
          realizzati in conformita' ai  programmi  pluriennali  degli
          enti locali, salvo comprovati problemi di sicurezza.
           3.  Per  le  strade  in  concessione  i poteri e i compiti
          dell'ente proprietario della strada previsti  dal  presente
          codice  sono  esercitati  dal concessionario, salvo che sia
          diversamente stabilito.
           4.  Per  le  strade vicinali di cui all'art. 2, comma 7, i
          poteri dell'ente proprietario previsti dal presente  codice
          sono esercitati dal comune".
           -  Il  testo  del comma 4 dell'art. 208 del citato decreto
          legislativo n. 285 del 1992, cosi'  come  modificato  dalla
          presente legge, e' il seguente:
           "4.  I  proventi  spettanti  agli  altri enti indicati nel
          comma 1 sono devoluti alle finalita' di  cui  al  comma  2,
          nonche'  al  miglioramento della circolazione sulle strade,
          al  potenziamento  e  al  miglioramento  della  segnaletica
          stradale  e  alla  redazione dei piani di cui all'art.  36,
          alla fornitura di mezzi tecnici necessari per i servizi  di
          polizia  stradale  di  loro  competenza  e,  in  misura non
          inferiore  al  20  per  cento  dei  proventi  stessi,  alla
          realizzazione   di  interventi  a  favore  della  mobilita'
          ciclistica. Gli stessi enti  determinano  annualmente,  con
          delibera   della   giunta,  le  quote  da  destinarsi  alle
          suindicate finalita'".
           - Il testo dell'art. 230 del citato decreto legislativo n.
          285 del 1992, cosi' come modificato dalla  presente  legge,
          e' il seguente:
           "Art.   230   (Educazione   stradale).  -  1.  Allo  scopo
          promuovere  la  formazione  dei  giovani  in   materia   di
          comportamento  stradale e di sicurezza del traffico e della
          circolazione, nonche' per promuovere ed  incentivare  l'uso
          della  bicicletta  come  mezzo di trasporto, i Ministri dei
          lavori pubblici e della pubblica istruzione, d'intesa con i
          Ministri dell'interno, dei trasporti e della navigazione  e
          dell'ambiente,  avvalendosi  dell'Automobile Club d'Italia,
          delle associazioni ambientaliste riconosciute dal Ministero
          dell'ambiente ai sensi dell'art. 13 della  legge  8  luglio
          1986,  n.  349, di societa' sportive ciclistiche nonche' di
          enti e associazioni di comprovata  esperienza  nel  settore
          della  prevenzione  e  della  sicurezza  stradale  e  della
          promozione ciclistica individuati con decreto del  Ministro
          dei  lavori  pubblici,  predispongono  appositi  programmi,
          corredati dal relativo piano finanziario, da svolgere  come
          attivita' obbligatoria nelle scuole di ogni ordine e grado,
          ivi  compresi  gli  istituti  di  istruzione artistica e le
          scuole materne, che concernano la conoscenza  dei  principi
          della  sicurezza  stradale,  nonche'  delle  strade,  della
          relativa segnaletica, delle norme generali per la  condotta
          dei  veicoli,  con  particolare  riferimento  all'uso della
          bicicletta, e delle regole di comportamento degli utenti.
           2. Il Ministro  della  pubblica  istruzione,  con  propria
          ordinanza,  disciplina  le  modalita'  di  svolgimento  dei
          predetti programmi nelle scuole, anche con l'ausilio  degli
          appartenenti  ai  Corpi  di  polizia municipale, nonche' di
          personale esperto appartenente  alle  predette  istituzioni
          pubbliche    e    private;   l'ordinanza   puo'   prevedere
          l'istituzione  di  appositi  corsi  per   i   docenti   che
          collaborano  all'attuazione  dei programmi stessi. Le spese
          eventualmente occorrenti sono  reperite  nell'ambito  degli
          ordinari  stanziamenti  di  bilancio  delle amministrazioni
          medesime".