LEGGE 30 dicembre 1991, n. 413

Disposizioni per ampliare le basi imponibili, per razionalizzare, facilitare e potenziare l'attivita' di accertamento; disposizioni per la rivalutazione obbligatoria dei beni immobili delle imprese, nonche' per riformare il contenzioso e per la definizione agevolata dei rapporti tributari pendenti; delega al Presidente della Repubblica per la concessione di amnistia per reati tributari; istituzioni dei centri di assistenza fiscale e del conto fiscale.

note: Entrata in vigore della legge: 1-1-1992 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 29/04/2020)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 1-1-2019
aggiornamenti all'articolo
                              Art. 75. 
 
  1. Le prestazioni di servizi comunque afferenti lo stazionamento  o
il movimento di unita' da diporto nei porti o  approdi  turistici  si
considerano operazioni imponibili a decorrere dal 1° gennaio  1989  e
ad esse e' applicabile l'aliquota del 19 per cento. Non si  fa  luogo
al rimborso dell'imposta versata, anteriormente alla data di  entrata
in vigore della presente legge, in misura superiore a quella indicata
nel  presente  articolo.  Le  rettifiche  effettuate  dagli   uffici,
relativamente alle prestazioni  di  cui  al  presente  articolo,  per
periodi di imposta decorsi anteriormente  alla  data  di  entrata  in
vigore della presente legge non comportano l'irrogazione di  sanzioni
amministrative. 
  ((2. Ai fini dell'applicazione dell'imposta sul valore aggiunto tra
i prodotti della panetteria  ordinaria  devono  intendersi  compresi,
oltre ai cracker ed alle fette biscottate,  anche  quelli  contenenti
ingredienti e sostanze ammessi dal titolo III della  legge  4  luglio
1967, n. 580, con la sola inclusione  degli  zuccheri  gia'  previsti
dalla legge n. 580 del 1967, ovvero destrosio e saccarosio, i  grassi
e gli oli alimentari  industriali  ammessi  dalla  legge,  i  cereali
interi o in granella e i semi, i semi oleosi, le erbe aromatiche e le
spezie di uso comune. Non si da' luogo a  rimborsi  di  imposte  gia'
pagate ne' e'  consentita  la  variazione  di  cui  all'articolo  26,
secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre
1976, n. 633, e successive modificazioni)). 
  3. L'aliquota dell'imposta sul valore aggiunto del 4 per  cento  di
cui al n. 37 della parte II della tabella A, allegata al decreto  del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, prevista per  le
somministrazioni di alimenti e bevande  rese  nelle  mense  aziendali
deve ritenersi applicabile anche se le somministrazioni  stesse  sono
rese in dipendenza di contratti, anche di appalto, aventi ad  oggetto
servizi sostitutivi di mensa aziendale, sempreche' siano commesse  da
datori di lavoro. Non e' ammessa  in  detrazione  l'imposta  relativa
alla somministrazione di alimenti e bevande  da  chiunque  effettuata
nei confronti di datori  di  lavoro,  tranne  quella  effettuata  nei
locali  dell'impresa  o  in  locali  adibiti  a  mensa  aziendale   o
interaziendale. 
  4. Resta ferma l'applicazione dell'aliquota dell'imposta sul valore
aggiunto del 9 per cento prevista per le somministrazioni di alimenti
e bevande nei pubblici esercizi commesse da  imprese  che  forniscono
servizi sostitutivi di mense aziendali,  per  le  quali  la  relativa
imposta e' detraibile. 
  5. Non si da' luogo ad  accertamenti  ne'  a  rimborsi  di  imposte
pagate ne' e' consentita la variazione di  cui  all'articolo  26  del
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,  n.  633,  e
successive modificazioni,  qualora  sia  stata  applicata  disciplina
difforme da quella prevista nei commi 3 e 4 del presente articolo. 
  6. Con effetto dal 1° gennaio 1992,  le  preparazioni  di  alimenti
utilizzati nell'alimentazione di cani e gatti,  condizionate  per  la
vendita al minuto, comunque classificate,  anche  se  nel  numero  20
della parte II della tabella A allegata  al  decreto  del  Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni,
sono soggette all'aliquota dell'imposta sul valore  aggiunto  del  12
per cento. Non si fa luogo ne' a rimborsi ne'a' a rettifiche  per  le
cessioni e le importazioni  effettuate  anteriormente  alla  suddetta
data. 
  7. Le disposizioni di cui all'articolo  6,  comma  1,  lettera  b),
della legge 14 giugno 1990, n. 158, concernente delega al Governo  in
materia di autonomia  impositiva  delle  regioni,  e  quelle  di  cui
all'articolo 9 del decreto legislativo  21  dicembre  1990,  n.  398,
emanato in  attuazione  della  delega  anzidetta,  devono  intendersi
rivolte  ad  escludere  le  imprese  industriali  ed  artigiane   che
impiegano gas metano come combustibile sia dall'addizionale regionale
all'imposta  erariale  di  consumo  sia   dalla   imposta   regionale
sostitutiva.