DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 26 ottobre 1972, n. 633

Istituzione e disciplina dell'imposta sul valore aggiunto.

(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 08/08/2022)
Testo in vigore dal: 1-3-2022
aggiornamenti all'articolo
                                Art. 26. 
                (Variazioni dell'imponibile o dell'imposta). 
 
  1. Le disposizioni degli  articoli  21  e  seguenti  devono  essere
osservate, in relazione al maggiore ammontare,  tutte  le  volte  che
successivamente all' emissione della fattura o alla registrazione  di
cui agli articoli 23 e 24 l'ammontare imponibile di  un'operazione  o
quello della  relativa  imposta  viene  ad  aumentare  per  qualsiasi
motivo, compresa la rettifica di  inesattezze  della  fatturazione  o
della registrazione. 
  2.  Se  un'operazione  per  la  quale  sia  stata  emessa  fattura,
successivamente alla registrazione di cui  agli  articoli  23  e  24,
viene  meno  in  tutto  o  in  parte,  o  se  ne  riduce  l'ammontare
imponibile,   in   conseguenza   di   dichiarazione   di    nullita',
annullamento,  revoca,  risoluzione,  rescissione  e  simili   o   in
conseguenza  dell'applicazione   di   abbuoni   o   sconti   previsti
contrattualmente, il cedente del bene o prestatore  del  servizio  ha
diritto di portare in detrazione ai sensi dell'articolo 19  l'imposta
corrispondente alla variazione, registrandola a  norma  dell'articolo
25. (184) 
  3. La disposizione di cui al comma 2 non puo' essere applicata dopo
il decorso di un anno dall'effettuazione  dell'operazione  imponibile
qualora gli eventi ivi  indicati  si  verifichino  in  dipendenza  di
sopravvenuto accordo fra le parti e puo' essere applicata,  entro  lo
stesso termine, anche in  caso  di  rettifica  di  inesattezze  della
fatturazione che abbiano dato  luogo  all'applicazione  dell'articolo
21, comma 7. 
  3-bis. La disposizione di cui al comma 2 si applica anche  in  caso
di mancato pagamento del corrispettivo, in tutto o in parte, da parte
del cessionario o committente: 
    a) a partire dalla data in cui quest'ultimo e` assoggettato a una
procedura concorsuale o dalla data del decreto che omologa un accordo
di ristrutturazione dei debiti di cui all'articolo 182-bis del  Regio
Decreto 16 marzo 1942, n. 267, o  dalla  data  di  pubblicazione  nel
registro delle imprese di un piano attestato ai  sensi  dell'articolo
67, terzo comma, lettera d), del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267;
(208) ((213)) 
    b)  a  causa   di   procedure   esecutive   individuali   rimaste
infruttuose. 
  4. COMMA ABROGATO DALLA L. 11 DICEMBRE 2016, N. 232. 
  5. Ove il cedente o prestatore si avvalga della facolta' di cui  al
comma 2, il cessionario o  committente,  che  abbia  gia'  registrato
l'operazione ai sensi dell'articolo 25, deve in tal  caso  registrare
la variazione a norma dell'articolo 23 o dell'articolo 24, nei limiti
della detrazione operata, salvo  il  suo  diritto  alla  restituzione
dell'importo pagato al cedente o  prestatore  a  titolo  di  rivalsa.
PERIODO SOPPRESSO DALLA L. 11 DICEMBRE 2016, N. 232. L'obbligo di cui
al primo periodo non si applica nel caso di procedure concorsuali  di
cui al comma 3-bis, lettera a). (184) (208) ((213)) 
  5-bis. Nel caso in cui, successivamente agli eventi di cui al comma
3-bis, il corrispettivo sia pagato, in tutto o in parte,  si  applica
la disposizione di cui al comma 1. In  tal  caso,  il  cessionario  o
committente che abbia assolto  all'obbligo  di  cui  al  comma  5  ha
diritto di portare in detrazione ai sensi dell'articolo 19  l'imposta
corrispondente alla variazione in aumento. 
  6. COMMA ABROGATO DALLA L. 11 DICEMBRE 2016, N. 232. 
  7.  La  correzione  di  errori  materiali  o   di   calcolo   nelle
registrazioni di cui agli articoli 23, 25 e 39 e  nelle  liquidazioni
periodiche di cui all'articolo 27, all'articolo 1 del regolamento  di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 100,
e successive modificazioni, e all'articolo 7 del regolamento  di  cui
al decreto del Presidente della Repubblica 14 ottobre 1999, n. 542, e
successive modificazioni, deve  essere  fatta,  mediante  annotazione
delle  variazioni  dell'imposta  in  aumento  nel  registro  di   cui
all'articolo 23 e delle variazioni dell'imposta  in  diminuzione  nel
registro di cui all'articolo  25.  Con  le  stesse  modalita'  devono
essere corretti, nel registro di  cui  all'articolo  24,  gli  errori
materiali inerenti alla trascrizione di dati indicati nelle fatture o
nei registri tenuti a norma di legge. 
  8. Le variazioni di cui ai commi 2, 3,  3-bis  e  5  e  quelle  per
errori di registrazione di cui al comma 7 possono  essere  effettuate
dal cedente o prestatore del servizio e dal cessionario o committente
anche mediante apposite annotazioni in rettifica rispettivamente  sui
registri di cui  agli  articoli  23  e  24  e  sul  registro  di  cui
all'articolo 25. 
  9. Nel caso di risoluzione contrattuale,  relativa  a  contratti  a
esecuzione continuata o periodica, conseguente  a  inadempimento,  la
facolta' di cui al comma 2 non si  estende  a  quelle  cessioni  e  a
quelle prestazioni per  cui  sia  il  cedente  o  prestatore  che  il
cessionario  o  committente  abbiano  correttamente  adempiuto   alle
proprie obbligazioni. 
  10.  La  facolta'  di  cui  al  comma  2  puo'  essere  esercitata,
ricorrendo i presupposti  di  cui  a  tale  disposizione,  anche  dai
cessionari e committenti debitori dell'imposta ai sensi dell'articolo
17 o dell'articolo 74 del presente decreto  ovvero  dell'articolo  44
del  decreto-legge  30  agosto  1993,   n.   331,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 29 ottobre  1993,  n.  427,  e  successive
modificazioni. In tal caso, si applica ai cessionari o committenti la
disposizione di cui al comma 5. 
  10-bis. Ai fini  del  comma  3-bis,  lettera  a),  il  debitore  si
considera assoggettato  a  procedura  concorsuale  dalla  data  della
sentenza dichiarativa del fallimento o del provvedimento  che  ordina
la liquidazione coatta amministrativa o  del  decreto  di  ammissione
alla procedura di concordato preventivo o del decreto che dispone  la
procedura di amministrazione straordinaria delle  grandi  imprese  in
crisi. 
  11. COMMA ABROGATO DALLA L. 11 DICEMBRE 2016, N. 232. 
  12. ai fini del comma 3-bis, lettera b),  una  procedura  esecutiva
individuale si considera in ogni caso infruttuosa: 
    a) nell'ipotesi di pignoramento presso terzi, quando dal  verbale
di pignoramento redatto dall'ufficiale giudiziario risulti che presso
il terzo pignorato non vi sono beni o crediti da pignorare; 
    b) nell'ipotesi  di  pignoramento  di  beni  mobili,  quando  dal
verbale di pignoramento redatto dall'ufficiale giudiziario risulti la
mancanza di beni da pignorare ovvero l'impossibilita' di  accesso  al
domicilio del debitore ovvero la sua irreperibilita'; 
    c) nell'ipotesi in cui, dopo che per  tre  volte  l'asta  per  la
vendita  del  bene  pignorato  sia  andata  deserta,  si  decida   di
interrompere la procedura esecutiva per eccessiva onerosita'. 
                                                                (174) 
 
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AGGIORNAMENTO (20) 
  Il D.P.R. 29 gennaio 1979, n. 24 ha disposto (con l'art. 3) che  le
modifiche al presente articolo hanno effetto dal 1 aprile 1979. 
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AGGIORNAMENTO (174) 
  La L. 28 dicembre 2015, n. 208 ha disposto  (con  l'art.  1,  comma
127) che "Le disposizioni di cui all'articolo 26,  comma  4,  lettera
a), e comma 5, secondo periodo,  del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 26 ottobre  1972,  n.  633,  nel  testo  risultante  dalle
modifiche apportate dal comma 126, si applicano nei casi  in  cui  il
cessionario  o  committente  sia   assoggettato   a   una   procedura
concorsuale successivamente al 31 dicembre 2016. Le  altre  modifiche
apportate dal comma 126 al predetto articolo 26, in  quanto  volte  a
chiarire l'applicazione delle disposizioni contenute in  tale  ultimo
articolo e quindi di carattere  interpretativo,  si  applicano  anche
alle operazioni effettuate anteriormente alla data di cui al  periodo
precedente". 
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AGGIORNAMENTO (184) 
  La L. 27 dicembre 2017, n. 205 ha disposto  (con  l'art.  1,  comma
394)  che  "In  relazione  ai  versamenti  effettuati  dalle  aziende
farmaceutiche ai fini del contenimento  della  spesa  farmaceutica  a
carico del Servizio sanitario nazionale, considerato che i tetti sono
calcolati al lordo dell'IVA, l'AIFA procede alla determinazione delle
quote di ripiano per il superamento, nel 2016, del tetto della  spesa
farmaceutica al lordo dell'IVA in coerenza con la normativa  vigente.
A tal fine, i commi 2 e 5 dell'articolo 26 del decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, si interpretano  nel  senso
che: 
    a) per i versamenti effettuati ai sensi dell'articolo 5, comma 3,
lettera c), del decreto-legge 1° ottobre 2007,  n.  159,  convertito,
con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222, ai fini  del
ripiano  dello  sforamento  del  tetto   della   spesa   farmaceutica
territoriale, come rideterminato dall'articolo 1,  comma  399,  della
legge 11 dicembre 2016, n. 232,  nonche'  per  quelli  effettuati  ai
sensi dell'articolo 15, comma 7, del decreto-legge 6 luglio 2012,  n.
95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135,
ai fini del ripiano del tetto della spesa  farmaceutica  ospedaliera,
come rideterminato dall'articolo 1, comma 398, della stessa legge  n.
232 del 2016, le aziende farmaceutiche possono portare in  detrazione
l'IVA determinata  scorporando  la  medesima,  secondo  le  modalita'
indicate dall'articolo 27 del decreto del Presidente della Repubblica
26 ottobre 1972, n. 633, dall'ammontare dei versamenti effettuati; 
    b) per i versamenti effettuati ai sensi  dell'articolo  1,  comma
796, lettera g), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, quali  importi
equivalenti a quelli che sarebbero derivati dalla riduzione del 5 per
cento dei prezzi dei propri farmaci, nonche' per quelli effettuati ai
sensi dell'articolo 11, comma 6, quarto periodo, del decreto-legge 31
maggio 2010, n. 78, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  30
luglio 2010, n. 122, corrisposti per un  importo  pari  all'1,83  per
cento sul prezzo di vendita al  pubblico,  le  aziende  farmaceutiche
possono portare in detrazione l'IVA da applicare  sull'ammontare  dei
versamenti stessi, a condizione che ad  integrazione  dei  versamenti
effettuati sia operato un ulteriore versamento a favore  dell'erario,
di  ammontare  pari  a   detta   imposta,   senza   possibilita'   di
compensazione, secondo le  modalita'  indicate  all'articolo  17  del
decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241". 
  Ha inoltre disposto (con l'art. 1, comma 402) che "Le  disposizioni
di cui ai commi da 394 a 401 si applicano  anche  in  relazione  alle
cessioni di farmaci soggette al regime della scissione dei  pagamenti
di  cui  all'articolo  17-ter  del  decreto  del   Presidente   della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633". 
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AGGIORNAMENTO (208) 
  Il D.L. 25 maggio 2021, n. 73, convertito con  modificazioni  dalla
L. 23 luglio 2021, n. 106, ha disposto (con l'art. 18, comma  2)  che
"Le disposizioni di cui all'articolo 26, comma 3-bis, lettera  a),  e
comma 5, secondo periodo, del Decreto del Presidente della Repubblica
26 ottobre  1972,  n.  633,  nel  testo  risultante  dalle  modifiche
apportate dal comma 1 si applicano alle procedure concorsuali avviate
successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto". 
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AGGIORNAMENTO (213) 
  Il D.L. 25 maggio 2021, n. 73, convertito con  modificazioni  dalla
L. 23 luglio 2021, n. 106, come modificato dal D.L. 30 dicembre 2021,
n. 228, convertito con modificazioni dalla L. 25  febbraio  2022,  n.
15, ha disposto (con l'art. 18, comma 2) che "Le disposizioni di  cui
all'articolo 26, comma 3-bis, lettera a), e comma 5, secondo periodo,
del Decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.  633,
nel testo risultante  dalle  modifiche  apportate  dal  comma  1,  si
applicano alle procedure  concorsuali  avviate  dal  26  maggio  2021
compreso".