DECRETO LEGISLATIVO 29 dicembre 2003, n. 387

Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricita'.

note: Entrata in vigore del decreto: 15-2-2004 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 16/07/2020)
Testo in vigore dal: 17-7-2020
attiva riferimenti normativi aggiornamenti all'articolo
                               Art. 12 
  Razionalizzazione e semplificazione delle procedure autorizzative 
 
  1. Le opere per la realizzazione degli impianti alimentati da fonti
rinnovabili,  nonche'  le  opere   connesse   e   le   infrastrutture
indispensabili  alla  costruzione  e   all'esercizio   degli   stessi
impianti, autorizzate ai sensi del comma 3, sono di pubblica utilita'
ed indifferibili ed urgenti. 
  2.  Restano  ferme  le  procedure   di   competenza   del   Mistero
dell'interno vigenti  per  le  attivita'  soggette  ai  controlli  di
prevenzione incendi. 
  3. La costruzione e l'esercizio degli  impianti  di  produzione  di
energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili, gli interventi  di
modifica,   potenziamento,   rifacimento   totale   o   parziale    e
riattivazione, come definiti  dalla  normativa  vigente,  nonche'  le
opere connesse e le infrastrutture indispensabili alla costruzione  e
all'esercizio degli impianti stessi, ((ivi  inclusi  gli  interventi,
anche consistenti in demolizione di  manufatti  o  in  interventi  di
ripristino ambientale, occorrenti per la riqualificazione delle  aree
di insediamento degli impianti,)) sono soggetti ad una autorizzazione
unica, rilasciata dalla  regione  o  dalle  province  delegate  dalla
regione, ovvero, per impianti con potenza termica installata  pari  o
superiore ai 300 MW, dal  Ministero  dello  sviluppo  economico,  nel
rispetto delle normative vigenti in materia di tutela  dell'ambiente,
di tutela del  paesaggio  e  del  patrimonio  storico-artistico,  che
costituisce, ove occorra, variante allo strumento urbanistico. A  tal
fine la Conferenza dei servizi  e'  convocata  dalla  regione  o  dal
Ministero  dello  sviluppo  economico   entro   trenta   giorni   dal
ricevimento della domanda di autorizzazione. Resta fermo il pagamento
del diritto annuale di cui all'articolo 63, commi 3 e  4,  del  testo
unico delle disposizioni legislative  concernenti  le  imposte  sulla
produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative,
di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504,  e  successive
modificazioni.  Per  gli  impianti   offshore   l'autorizzazione   e'
rilasciata dal Ministero dei trasporti, sentiti  il  Ministero  dello
sviluppo economico e il Ministero dell'ambiente e  della  tutela  del
territorio e del mare, con le modalita' di cui al comma  4  e  previa
concessione d'uso del demanio marittimo  da  parte  della  competente
autorita' marittima. 
  4. L'autorizzazione di cui al comma 3 e' rilasciata a seguito di un
procedimento unico, al quale  partecipano  tutte  le  Amministrazioni
interessate, svolto nel rispetto dei principi  di  semplificazione  e
con le modalita' stabilite dalla legge  7  agosto  1990,  n.  241,  e
successive modificazioni e integrazioni. PERIODO SOPPRESSO  DALLA  L.
23 LUGLIO 2009, N. 99. Il  rilascio  dell'autorizzazione  costituisce
titolo a costruire ed esercire l'impianto in conformita' al  progetto
approvato e deve contenere l'obbligo alla rimessa in  pristino  dello
stato dei luoghi a carico del  soggetto  esercente  a  seguito  della
dismissione  dell'impianto  o,  per   gli   impianti   idroelettrici,
l'obbligo alla esecuzione  di  misure  di  reinserimento  e  recupero
ambientale. Fatto salvo il  previo  espletamento,  qualora  prevista,
della verifica di assoggettabilita' sul progetto preliminare, di  cui
all'articolo 20 del decreto legislativo 3  aprile  2006,  n.  152,  e
successive modificazioni, il termine massimo per la  conclusione  del
procedimento unico non puo' essere superiore  a  novanta  giorni,  al
netto dei tempi previsti dall'articolo 26 del decreto  legislativo  3
aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, per il provvedimento
di valutazione di impatto ambientale. (5) 
  4-bis. Per la realizzazione di impianti alimentati a biomassa,  ivi
inclusi gli impianti a  biogas  e  gli  impianti  per  produzione  di
biometano di nuova costruzione, e per  impianti  fotovoltaici,  ferme
restando la pubblica utilita' e le procedure conseguenti per le opere
connesse, il proponente deve dimostrare nel corso del procedimento, e
comunque prima dell'autorizzazione, la disponibilita'  del  suolo  su
cui realizzare l'impianto. (6) 
  5. All'installazione degli impianti di  fonte  rinnovabile  di  cui
all'articolo 2, comma 1, lettere b) e c) per i quali non e'  previsto
il rilascio di alcuna autorizzazione, non si applicano  le  procedure
di cui ai commi 3 e 4. Ai medesimi impianti, quando la  capacita'  di
generazione sia inferiore alle soglie  individuate  dalla  tabella  A
allegata al presente decreto, con riferimento alla  specifica  fonte,
si applica la disciplina della denuncia di inizio  attivita'  di  cui
agli articoli 22  e  23  del  testo  unico  di  cui  al  decreto  del
Presidente della Repubblica 6  giugno  2001,  n.  380,  e  successive
modificazioni. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico,  di
concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del  territorio
e del mare, d'intesa con la Conferenza unificata di cui  all'articolo
8 del decreto legislativo  28  agosto  1997,  n.  281,  e  successive
modificazioni,  possono  essere  individuate   maggiori   soglie   di
capacita' di generazione e caratteristiche dei siti di  installazione
per i quali si procede con la medesima disciplina della  denuncia  di
inizio attivita'. 
  6. L'autorizzazione  non  puo'  essere  subordinata  ne'  prevedere
misure di compensazione a favore delle regioni e delle province. 
  7.  Gli  impianti  di  produzione  di  energia  elettrica,  di  cui
all'articolo 2, comma 1, lettere b)  e  c),  possono  essere  ubicati
anche in zone classificate agricole dai  vigenti  piani  urbanistici.
Nell'ubicazione si dovra' tenere conto delle disposizioni in  materia
di sostegno nel settore agricolo, con  particolare  riferimento  alla
valorizzazione delle tradizioni agroalimentari  locali,  alla  tutela
della biodiversita',  cosi'  come  del  patrimonio  culturale  e  del
paesaggio rurale di cui alla legge 5 marzo 2001, n. 57, articoli 7  e
8, nonche' del decreto legislativo 18 maggio 2001, n.  228,  articolo
14. 
  8. Gli impianti di  produzione  di  energia  elettrica  di  potenza
complessiva  non  superiore  a  3  MW  termici,  sempre  che  ubicati
all'interno di impianti di smaltimento rifiuti, alimentati da gas  di
discarica, gas residuati dai processi di depurazione  e  biogas,  nel
rispetto delle norme tecniche e prescrizioni specifiche  adottate  ai
sensi dei commi 1, 2 e 3 dell'articolo 31 del decreto  legislativo  5
febbraio 1997, n. 22, sono, ai sensi e per gli effetti  dell'articolo
2, comma 1, del decreto del Presidente  della  Repubblica  24  maggio
1988,  n.   203,   attivita'   ad   inquinamento   atmosferico   poco
significativo ed il loro esercizio non  richiede  autorizzazione.  E'
conseguentemente aggiornato l'elenco delle attivita' ad  inquinamento
atmosferico poco significativo di cui all'allegato I al  decreto  del
Presidente della Repubblica 25 luglio 1991. (1) (9) 
  9. Le disposizioni di cui ai precedenti commi si applicano anche in
assenza della ripartizione di cui  all'articolo  10,  commi  1  e  2,
nonche' di quanto disposto al comma 10. 
  10.  In  Conferenza  unificata,  su  proposta  del  Ministro  delle
attivita' produttive, di concerto con  il  Ministro  dell'ambiente  e
della tutela del territorio e del Ministro per i beni e le  attivita'
culturali, si  approvano  le  linee  guida  per  lo  svolgimento  del
procedimento di cui al comma 3.  Tali  linee  guida  sono  volte,  in
particolare, ad assicurare un corretto  inserimento  degli  impianti,
con specifico  riguardo  agli  impianti  eolici,  nel  paesaggio.  In
attuazione di tali linee guida, le  regioni  possono  procedere  alla
indicazione  di  aree  e  siti  non  idonei  alla  installazione   di
specifiche tipologie di impianti. Le regioni adeguano  le  rispettive
discipline entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore delle
linee guida.  In  caso  di  mancato  adeguamento  entro  il  predetto
termine, si applicano le linee guida nazionali. 
 
 
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AGGIORNAMENTO (1) 
  Il D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 ha disposto (con l'art. 280,  comma
1, lettera c)) che e' abrogato  il  comma  8  del  presente  articolo
escluse le disposizioni di cui il D.lgs. 152/2006 preveda l'ulteriore
vigenza e  fermo  restando  quanto  stabilito  dall'articolo  14  del
decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 351. 
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AGGIORNAMENTO (5) 
  Il D.Lgs. 3 marzo 2011, n. 28 ha disposto (con l'art. 5,  comma  5)
che "le disposizioni di cui al comma 4 dell'articolo 12  del  decreto
legislativo 29 dicembre 2003, n. 387 come modificato dal comma 2  del
presente articolo, si applicano ai procedimenti avviati dopo la  data
di entrata in vigore del presente decreto". 
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AGGIORNAMENTO (6) 
  Il D.L. 24 gennaio 2012, n. 1, convertito con  modificazioni  dalla
L. 24 marzo 2012, n. 27, ha disposto (con l'art. 65, comma 5) che "Il
comma 4-bis dell'articolo 12  del  decreto  legislativo  29  dicembre
2003, n. 387, introdotto dall'articolo 27, comma 42, della  legge  23
luglio 2009, n. 99,  deve  intendersi  riferito  esclusivamente  alla
realizzazione di impianti  alimentati  a  biomasse  situati  in  aree
classificate  come  zone   agricole   dagli   strumenti   urbanistici
comunali". 
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AGGIORNAMENTO (9) 
  Il D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152,  come  modificato  dal  D.Lgs.  15
novembre 2017, n. 183, ha disposto (con l'art. 280, comma 1,  lettera
c)) che e' abrogato il comma  8  del  presente  articolo  escluse  le
disposizioni di cui il D.lgs. 152/2006 preveda l'ulteriore vigenza.