DECRETO LEGISLATIVO 9 luglio 2003, n. 215

Attuazione della direttiva 2000/43/CE per la parita' di trattamento tra le persone indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica.

note: Entrata in vigore del decreto: 27-8-2003 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 17/01/2022)
Testo in vigore dal: 1-2-2022
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 7. 
 
           Ufficio per il contrasto delle discriminazioni 
 
  1. E' istituito presso la Presidenza del Consiglio dei  Ministri  -
Dipartimento per le pari opportunita' un ufficio  per  la  promozione
della parita' di trattamento e  la  rimozione  delle  discriminazioni
fondate sulla razza o sull'origine etnica, con funzioni di  controllo
e garanzia delle parita' di  trattamento  e  dell'operativita'  degli
strumenti di tutela, avente il compito di svolgere, in modo  autonomo
e imparziale, attivita' di promozione della parita' e di rimozione di
qualsiasi forma di discriminazione fondata sulla razza o sull'origine
etnica, anche in un'ottica che tenga conto del diverso impatto che le
stesse discriminazioni possono  avere  su  donne  e  uomini,  nonche'
dell'esistenza  di  forme  di  razzismo  a  carattere   culturale   e
religioso. 
  2. In particolare, i compiti dell'ufficio di cui al comma 1 sono  i
seguenti: 
    a)  fornire  assistenza,  nei  procedimenti   giurisdizionali   o
amministrativi intrapresi, alle persone  che  si  ritengono  lese  da
comportamenti  discriminatori,  anche  secondo  le   forme   di   cui
all'articolo 425 del codice di procedura civile; 
    b) svolgere, nel rispetto  delle  prerogative  e  delle  funzioni
dell'autorita'  giudiziaria,  inchieste   al   fine   di   verificare
l'esistenza di fenomeni discriminatori; 
    c)  promuovere  l'adozione,  da  parte  di  soggetti  pubblici  e
privati, in particolare da parte delle associazioni e degli  enti  di
cui all'articolo 6, di misure specifiche, ivi  compresi  progetti  di
azioni positive, dirette a evitare  o  compensare  le  situazioni  di
svantaggio connesse alla razza o all'origine etnica; 
    d) diffondere la massima conoscenza possibile degli strumenti  di
tutela   vigenti   anche   mediante   azioni   di   sensibilizzazione
dell'opinione pubblica sul principio della parita' di  trattamento  e
la realizzazione di campagne di informazione e comunicazione; 
    e) formulare raccomandazioni e pareri su questioni connesse  alle
discriminazioni per razza  e  origine  etnica,  nonche'  proposte  di
modifica della normativa vigente; 
    f)   redigere   una   relazione   annuale   per   il   Parlamento
sull'effettiva applicazione del principio di parita' di trattamento e
sull'efficacia  dei  meccanismi  di  tutela,  nonche'  una  relazione
annuale al  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri  sull'attivita'
svolta; 
    g) promuovere studi, ricerche, corsi di formazione  e  scambi  di
esperienze, in collaborazione anche con le associazioni e gli enti di
cui all'articolo 6,  con  le  altre  organizzazioni  non  governative
operanti nel settore e con gli istituti specializzati di  rilevazione
statistica, anche al fine di elaborare  linee  guida  in  materia  di
lotta alle discriminazioni. ((4)) 
  3. L'ufficio ha facolta' di richiedere ad enti, persone ed  imprese
che ne siano in possesso, di fornire le informazioni e di  esibire  i
documenti utili ai fini dell'espletamento dei compiti di cui al comma
2. 
  4. L'ufficio, diretto da un responsabile  nominato  dal  Presidente
del Consiglio dei Ministri o da  un  Ministro  da  lui  delegato,  si
articola secondo le modalita' organizzative  fissate  con  successivo
decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri,  con  cui  si
provvede  ad  apportare  le  opportune  modifiche  al   decreto   del
Presidente del Consiglio dei Ministri in data 23 luglio 2002, recante
ordinamento delle strutture generali della Presidenza  del  Consiglio
dei Ministri, pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  n.  207  del  4
settembre 2002. 
  5.  L'ufficio  puo'  avvalersi  anche   di   personale   di   altre
amministrazioni pubbliche,  ivi  compresi  magistrati  e  avvocati  e
procuratori dello Stato, in posizione di comando, aspettativa o fuori
ruolo, nonche' di esperti e consulenti esterni. Si applica l'articolo
17, commi 14 e 17, della legge 15 maggio 1997, n. 127. 
  6. Il numero dei soggetti di cui al comma 5 e' determinato  con  il
decreto di cui al comma 4, secondo quanto previsto  dall'articolo  29
della legge 23 agosto 1988, n. 400  e  dall'articolo  9  del  decreto
legislativo 23 luglio 1999, n. 303. 
  7. Gli esperti di cui al comma 5 sono scelti  tra  soggetti,  anche
estranei   alla   pubblica   amministrazione,   dotati   di   elevata
professionalita' nelle materie giuridiche, nonche' nei settori  della
lotta alle discriminazioni, dell'assistenza materiale  e  psicologica
ai soggetti  in  condizioni  disagiate,  del  recupero  sociale,  dei
servizi  di  pubblica  utilita',  della   comunicazione   sociale   e
dell'analisi delle politiche pubbliche. 
  8. Sono fatte salve le competenze delle regioni  e  delle  province
autonome di Trento e di Bolzano. 
 
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AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 9 luglio 2003,  n.  216,  come  modificato  dalla  L.  23
dicembre 2021, n. 238, ha disposto (con l'art. 5-bis,  comma  1)  che
"All'ufficio di cui all'articolo 7, comma 1, del decreto  legislativo
9 luglio  2003,  n.  215,  e'  assegnato,  altresi',  il  compito  di
svolgere, in modo autonomo  e  imparziale,  attivita'  di  promozione
della parita' e di rimozione di qualsiasi  forma  di  discriminazione
nei confronti dei lavoratori che esercitano il  diritto  alla  libera
circolazione all'interno dell'Unione europea".