DECRETO-LEGGE 22 ottobre 2016, n. 193

Disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili. (16G00209)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 24/10/2016.
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 1 dicembre 2016, n. 225 (in S.O. n. 53, relativo alla G.U. 02/12/2016, n. 282).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 31/12/2021)
Testo in vigore dal: 1-1-2019
aggiornamenti all'articolo
                             Art. 4-ter 
 
(Modifiche al testo unico delle disposizioni legislative  concernenti
le imposte  sulla  produzione  e  sui  consumi,  di  cui  al  decreto
                legislativo 26 ottobre 1995, n. 504). 
 
  1. Al testo unico delle  disposizioni  legislative  concernenti  le
imposte sulla produzione e sui consumi, di cui al decreto legislativo
26 ottobre 1995, n. 504, sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) all'articolo 3, dopo il comma 4 e' aggiunto il seguente: 
     "4-bis. Il titolare del deposito fiscale di prodotti  energetici
o di alcole e bevande alcoliche che si trovi in condizioni  oggettive
e temporanee di difficolta'  economica  puo'  presentare  all'Agenzia
delle dogane e  dei  monopoli,  entro  la  scadenza  fissata  per  il
pagamento delle accise, istanza di rateizzazione del debito d'imposta
relativo alle immissioni in consumo effettuate  nel  mese  precedente
alla predetta scadenza. Permanendo le  medesime  condizioni,  possono
essere presentate istanze di rateizzazione relative ad un massimo  di
altre due scadenze di pagamento successive a quella di cui al periodo
precedente; non sono ammesse ulteriori  istanze  prima  dell'avvenuto
integrale pagamento dell'importo  gia'  sottoposto  a  rateizzazione.
L'Agenzia adotta il provvedimento di accoglimento o di diniego  entro
il  termine  di  quindici  giorni   dalla   data   di   presentazione
dell'istanza di rateizzazione e, in caso di  accoglimento,  autorizza
il pagamento dell'accisa dovuta mediante versamento in  rate  mensili
in numero non inferiore a sei e non superiore a  ventiquattro.  Sulle
somme per le quali e' autorizzata la rateizzazione  sono  dovuti  gli
interessi nella misura stabilita  ai  sensi  dell'articolo  1284  del
codice civile, maggiorata di 2 punti. Il mancato versamento, anche di
una sola rata, entro la scadenza fissata comporta la decadenza  dalla
rateizzazione e il conseguente obbligo dell'integrale pagamento degli
importi residui, oltre agli interessi e all'indennita' di mora di cui
al  comma  4,  nonche'  della  sanzione  prevista  per  il  ritardato
pagamento delle accise. La predetta decadenza non trova  applicazione
nel caso in  cui  si  verifichino  errori  di  limitata  entita'  nel
versamento delle rate. Con  decreto  del  Ministero  dell'economia  e
delle finanze sono  individuate  le  condizioni  e  le  modalita'  di
applicazione del presente comma"; 
    b) l'articolo 14 e' sostituito dal seguente: 
     "Art. 14. (Rimborsi dell'accisa). - 1.  L'accisa  e'  rimborsata
quando risulta indebitamente pagata; la disciplina  dei  rimborsi  di
cui al presente articolo si applica  anche  alle  richieste  relative
alle agevolazioni accordate mediante restituzione, totale o parziale,
dell'accisa versata ovvero mediante altra  modalita'  prevista  dalla
disciplina relativa alla singola agevolazione. 
     2. Fermo restando quanto  previsto  dall'articolo  7,  comma  1,
lettera e), e dall'articolo 10-ter, comma 1, lettera d), il  rimborso
deve essere richiesto, a pena di decadenza, entro due anni dalla data
del pagamento ovvero dalla data  in  cui  il  relativo  diritto  puo'
essere esercitato. 
     3. Per i prodotti per i quali e' prevista  la  presentazione  di
una dichiarazione da parte del soggetto obbligato al pagamento  delle
accise, il rimborso  deve  essere  richiesto  dal  predetto  soggetto
obbligato, a  pena  di  decadenza,  entro  due  anni  dalla  data  di
presentazione  della  dichiarazione  ovvero,   ove   previsto   dalla
specifica  disciplina  di  settore,  all'atto   della   dichiarazione
contenente gli elementi  per  la  determinazione  del  debito  o  del
credito d'imposta. 
     4. Qualora, al termine di un  procedimento  giurisdizionale,  il
soggetto obbligato  al  pagamento  dell'accisa  sia  condannato  alla
restituzione a terzi di somme indebitamente  percepite  a  titolo  di
rivalsa dell'accisa, il rimborso e' richiesto dal  predetto  soggetto
obbligato, a pena di decadenza, entro novanta giorni dal passaggio in
giudicato della sentenza che impone la restituzione delle somme. 
     5. Sulle somme da rimborsare sono  dovuti  gli  interessi  nella
misura stabilita ai sensi dell'articolo 1284  del  codice  civile,  a
decorrere dalla data di presentazione  della  relativa  richiesta  di
rimborso. 
     6. I prodotti assoggettati ad accisa immessi in consumo  possono
dar luogo  a  rimborso  della  stessa,  su  richiesta  dell'operatore
nell'esercizio dell'attivita' economica da lui  svolta,  quando  sono
trasferiti in un altro Stato membro o esportati. Il rimborso  compete
anche nel caso in cui vengano autorizzate miscelazioni dalle quali si
ottenga un prodotto per il quale  e'  dovuta  l'accisa  di  ammontare
inferiore a quella pagata sui singoli  componenti.  La  richiesta  di
rimborso e' presentata, a pena di decadenza,  entro  due  anni  dalla
data in cui sono state effettuate le predette operazioni. 
     7. Il rimborso puo' essere  concesso  anche  mediante  accredito
dell'imposta  da  utilizzare  per  il  pagamento  dell'accisa  ovvero
mediante altra modalita'  prevista  dalla  disciplina  relativa  alla
singola agevolazione. In caso  di  dichiarazioni  infedeli,  volte  a
ottenere il rimborso  per  importi  superiori  a  quelli  dovuti,  si
applicano le  sanzioni  previste  per  la  sottrazione  dei  prodotti
all'accertamento e al pagamento dell'imposta. 
     8. Non si fa luogo a rimborso di somme inferiori o pari ad  euro
30"; 
    c) l'articolo 15 e' sostituito dal seguente: 
     "Art. 15.  (Recupero  dell'accisa  e  prescrizione  del  diritto
all'imposta).  -  1.  Le  somme  dovute  a  titolo   di   imposta   o
indebitamente abbuonate o restituite si esigono con la  procedura  di
riscossione coattiva prevista dal decreto legislativo 13 aprile 1999,
n. 112. Prima di avviare tale procedura, gli uffici  notificano,  con
le modalita' di cui all'articolo 19-bis, comma 1, del presente  testo
unico, un avviso di pagamento fissando per l'adempimento  un  termine
di trenta giorni, decorrente  dalla  data  di  perfezionamento  della
notificazione. 
     2. Fermo restando quanto previsto  dall'articolo  19,  comma  4,
l'avviso di pagamento di cui al comma  1  del  presente  articolo  e'
notificato dall'Agenzia delle dogane e dei monopoli  nel  termine  di
cinque anni, decorrente dalla data dell'omesso versamento delle somme
dovute a  titolo  di  imposta  o  dell'indebita  restituzione  ovvero
dell'irregolare fruizione di un prodotto sottoposto ad accisa  in  un
impiego agevolato. Tale termine e' aumentato a dieci anni nei casi di
violazione  delle  disposizioni  stabilite  in  materia  di   tributi
previsti dal presente testo  unico  per  cui  sussiste  l'obbligo  di
denuncia all'autorita' giudiziaria. 
     3. Il termine di prescrizione per il  recupero  del  credito  da
parte  dell'Agenzia  e'  di  cinque  anni  ovvero,  limitatamente  ai
tabacchi lavorati, di dieci anni. 
     4. Per le deficienze eccedenti i cali consentiti per i  prodotti
che si trovano in regime sospensivo, diversi dai  tabacchi  lavorati,
il quinquennio di cui al comma 3 decorre dalla data  del  verbale  di
constatazione delle deficienze medesime. 
     5. La prescrizione del credito d'imposta  e'  interrotta  quando
viene esercitata l'azione  penale;  in  questo  caso  il  termine  di
prescrizione decorre dal passaggio in giudicato  della  sentenza  che
definisce il giudizio penale. 
     6. Sempreche' non siano  iniziate  attivita'  amministrative  di
accertamento delle quali i soggetti alle  stesse  sottoposti  abbiano
avuto formale conoscenza, i registri, le dichiarazioni e i  documenti
prescritti dalla disciplina di riferimento dei vari settori d'imposta
devono essere conservati per  cinque  anni  successivi  a  quello  di
imposta ovvero, per i tabacchi lavorati, per dieci anni. 
     7. Non si provvede alla riscossione di somme inferiori o pari ad
euro 30"; 
  d) l'articolo 19 e' sostituito dal seguente: 
     «Art. 19. (Accertamento delle violazioni). - 1. La constatazione
delle violazioni delle disposizioni stabilite in materia  di  tributi
previsti dal presente testo unico compete ai funzionari  dell'Agenzia
delle dogane e dei monopoli oltre che ai pubblici ufficiali  indicati
nel capo II del titolo II della legge  7  gennaio  1929,  n.  4,  nei
limiti delle attribuzioni ivi stabilite, ed  e'  effettuata  mediante
processo verbale. 
     2. I processi verbali di  constatazione  di  violazioni  per  le
quali sussiste l'obbligo di denuncia all'autorita'  giudiziaria  sono
trasmessi dagli agenti verbalizzanti sia  alla  competente  autorita'
giudiziaria sia all'ufficio dell'Agenzia competente  all'accertamento
dell'imposta e alla  sua  liquidazione.  Quest'ultimo  provvede  alla
tempestiva trasmissione degli atti  emessi  alla  predetta  autorita'
giudiziaria   e   alla   comunicazione    a    quest'ultima,    anche
successivamente, di ulteriori elementi e valutazioni utili. 
     3. I processi verbali di constatazione di violazioni diverse  da
quelle di cui al comma 2 sono trasmessi  dagli  agenti  verbalizzanti
all'ufficio dell'Agenzia competente all'accertamento  dell'imposta  e
alla sua liquidazione. 
     4.  Nel  rispetto  del  principio   di   cooperazione   di   cui
all'articolo 12 della legge 27 luglio 2000,  n.  212,  anche  per  le
ipotesi in cui sono esaminati in ufficio atti e dichiarazioni,  entro
sessanta  giorni  dalla  notificazione  del   processo   verbale   di
constatazione   al   destinatario,   quest'ultimo   puo'   comunicare
all'ufficio dell'Agenzia procedente  osservazioni  e  richieste  che,
salvi i casi di particolare e motivata urgenza, sono  valutate  dallo
stesso ufficio prima della notificazione dell'avviso di pagamento  di
cui  all'articolo  15  del  presente  testo  unico  e  dell'atto   di
contestazione o di irrogazione delle sanzioni di cui agli articoli 16
e 17 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472. 
     5. L'Ufficio delle dogane e l'Ufficio regionale dei monopoli  di
Stato   sono   competenti   per   l'applicazione    delle    sanzioni
amministrative relative alle violazioni  accertate  nel  loro  ambito
territoriale"; 
    e) dopo l'articolo 19 e' inserito il seguente: 
     «Art. 19-bis. (Utilizzo della posta elettronica certificata).  -
1. L'invio di tutti  gli  atti  e  le  comunicazioni  previsti  dalle
disposizioni che disciplinano i tributi previsti dal  presente  testo
unico, ivi compresi gli avvisi di pagamento di cui  all'articolo  15,
comma 1, effettuato da parte dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli
tramite la posta elettronica certificata di cui all'articolo 1, comma
2, lettera g), del regolamento di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68, di  seguito  denominata  PEC,  ha
valore di notificazione. Resta salva per l'Agenzia la possibilita' di
notificare i predetti  atti  e  comunicazioni  mediante  raccomandata
postale con avviso di ricevimento ovvero ai sensi degli articoli  137
e seguenti del codice di procedura civile, anche per il tramite di un
messo speciale autorizzato dall'ufficio competente. 
     2. Per i fini di cui al comma 1, i soggetti tenuti al  pagamento
dell'imposta  nonche'  quelli  che  intendono  iniziare  un'attivita'
subordinata al  rilascio  di  una  licenza  o  di  un'autorizzazione,
comunque denominata, previste dal  presente  testo  unico  comunicano
preventivamente all'Agenzia il proprio indirizzo di PEC"; 
    f) dopo l'articolo 24-bis e' inserito il seguente: 
     "Art. 24-ter. (Gasolio commerciale). - 1. Il gasolio commerciale
usato come carburante e' assoggettato ad  accisa  con  l'applicazione
dell'aliquota prevista  per  tale  impiego  dal  numero  4-bis  della
tabella A allegata al presente testo unico. 
     2. Per gasolio commerciale usato come carburante si  intende  il
gasolio impiegato da veicoli, ad eccezione  di  quelli  di  categoria
euro 2 o inferiore, utilizzati dal proprietario o in virtu' di  altro
titolo che ne garantisca l'esclusiva disponibilita', per  i  seguenti
scopi: 
      a) attivita' di trasporto di merci con veicoli di massa massima
complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate esercitata da: 
       1) persone fisiche o giuridiche iscritte  nell'albo  nazionale
degli autotrasportatori di cose per conto di terzi; 
       2) persone  fisiche  o  giuridiche  munite  della  licenza  di
esercizio dell'autotrasporto di cose  in  conto  proprio  e  iscritte
nell'elenco appositamente istituito; 
       3)  imprese  stabilite  in  altri  Stati  membri   dell'Unione
europea,  in  possesso  dei  requisiti  previsti   dalla   disciplina
dell'Unione   europea   per   l'esercizio   della   professione    di
trasportatore di merci su strada; 
      b) attivita' di trasporto di persone svolta da: 
       1)  enti  pubblici  o  imprese  pubbliche   locali   esercenti
l'attivita' di trasporto di cui al decreto  legislativo  19  novembre
1997, n. 422, e alle relative leggi regionali di attuazione; 
       2) imprese esercenti autoservizi interregionali di  competenza
statale di cui al decreto legislativo 21 novembre 2005, n. 285; 
       3) imprese esercenti autoservizi  di  competenza  regionale  e
locale di cui al decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422; 
       4)  imprese   esercenti   autoservizi   regolari   in   ambito
comunitario di cui al regolamento (CE) n.  1073/2009  del  Parlamento
europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009. 
     3.  E'  considerato  altresi'  gasolio  commerciale  il  gasolio
impiegato per attivita'  di  trasporto  di  persone  svolta  da  enti
pubblici o imprese esercenti trasporti a fune in servizio pubblico. 
     4. Il  rimborso  dell'onere  conseguente  alla  maggiore  accisa
applicata al gasolio commerciale e' determinato in misura  pari  alla
differenza  tra  l'aliquota  di  accisa  sul   gasolio   usato   come
carburante, di cui all'allegato I, e quella di cui  al  comma  1  del
presente articolo. Ai fini del predetto rimborso, i soggetti  di  cui
ai commi 2  e  3  presentano  apposita  dichiarazione  al  competente
ufficio dell'Agenzia delle  dogane  e  dei  monopoli  entro  il  mese
successivo alla scadenza  di  ciascun  trimestre  solare  in  cui  e'
avvenuto il consumo del gasolio commerciale. 
     5. Il credito spettante  ai  sensi  del  comma  4  del  presente
articolo  e'  riconosciuto,  mediante   la   compensazione   di   cui
all'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241,  entro
il 31 dicembre  dell'anno  solare  successivo  a  quello  in  cui  il
medesimo  credito  e'  sorto  per  effetto   del   provvedimento   di
accoglimento o  del  decorso  del  termine  di  sessanta  giorni  dal
ricevimento della dichiarazione. 
     6. In alternativa a quanto previsto  dal  comma  5,  il  credito
spettante ai sensi del comma 4 puo' essere riconosciuto in denaro"; 
    g) all'articolo 25: 
     1) al comma 4, primo periodo: 
      1.1) dopo la parola: "denuncia" sono inserite le  seguenti:  ",
in possesso del provvedimento autorizzativo rilasciato ai sensi delle
disposizioni in materia di installazione ed esercizio di impianti  di
stoccaggio e di distribuzione di oli minerali,"; 
      1.2) dopo le parole: "revoca, e" sono inserite le seguenti:  ",
fatta eccezione per gli impianti di  distribuzione  stradale  di  gas
naturale impiegato come carburante,"; 
     2) dopo il comma 4 sono inseriti i seguenti: 
      "4-bis. Fatto salvo  quanto  stabilito  dal  comma  4  per  gli
impianti di distribuzione stradale di  gas  naturale  impiegato  come
carburante, gli esercenti impianti di cui al  comma  2,  lettera  b),
annotano  nel  registro  di  carico  e  scarico   rispettivamente   i
quantitativi di prodotti ricevuti, distintamente per qualita',  e  il
numero risultante dalla lettura  del  contatore  totalizzatore  delle
singole colonnine di distribuzione installate, effettuata  alla  fine
di ogni giornata, per ciascun tipo di carburante erogato; al  momento
della chiusura annuale, entro trenta giorni  dalla  data  dell'ultima
registrazione,   i   medesimi   esercenti   trasmettono   all'ufficio
dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli un  prospetto  riepilogativo
dei dati relativi alla movimentazione di  ogni  prodotto  nell'intero
anno, con evidenziazione delle rimanenze  contabili  ed  effettive  e
delle loro differenze. 
      4-ter. Con  determinazione  del  direttore  dell'Agenzia  delle
dogane e dei monopoli sono stabiliti i tempi e le  modalita'  per  la
presentazione dei dati  di  cui  al  comma  4-bis  nonche'  dei  dati
relativi ai livelli  e  alle  temperature  dei  serbatoi  installati,
esclusivamente in forma telematica, in sostituzione del  registro  di
carico e scarico, da parte degli esercenti impianti di cui  al  comma
2, lettera b), funzionanti in modalita' di self-service.  I  medesimi
esercenti  garantiscono,   anche   tramite   soggetti   appositamente
delegati, l'accesso presso l'impianto per l'esercizio dei  poteri  di
cui  all'articolo  18,  comma  2,  entro   ventiquattro   ore   dalla
comunicazione dell'amministrazione finanziaria. In fase  di  accesso,
presso l'impianto  sottoposto  a  verifica  e'  resa  disponibile  la
relativa documentazione contabile"; 
    h) all'articolo 27, comma 3, lettera b), sono aggiunte, in  fine,
le  seguenti  parole:  "ovvero  impiegati   come   combustibile   per
riscaldamento o come carburante, usi per  i  quali  si  applicano  le
disposizioni dell'articolo 21"; 
    i) l'articolo 28 e' sostituito dal seguente: 
     "Art. 28. (Depositi fiscali di alcole e bevande alcoliche). - 1.
La produzione dell'alcole etilico, dei prodotti alcolici intermedi  e
del vino  nonche'  la  fabbricazione  della  birra  e  delle  bevande
fermentate diverse dal vino e dalla birra sono effettuate  in  regime
di deposito fiscale.  Le  attivita'  di  fabbricazione  dei  prodotti
sottoposti  ad  accisa  in   regime   sospensivo   sono   consentite,
subordinatamente al  rilascio  della  licenza  di  esercizio  di  cui
all'articolo 63, nei seguenti impianti: 
      a) nel settore dell'alcole etilico: 
       1) le distillerie; 
       2) gli opifici di rettificazione; 
      b)  nel  settore   dei   prodotti   alcolici   intermedi:   gli
stabilimenti di produzione; 
      c) nel settore della birra: le fabbriche e gli annessi  opifici
di condizionamento; 
      d)  nel  settore  del  vino,  fatto   salvo   quanto   previsto
nell'articolo 37, comma 1, e nel  settore  delle  bevande  fermentate
diverse dal vino e dalla birra: le  cantine  e  gli  stabilimenti  di
produzione. 
     2. Il regime  del  deposito  fiscale  puo'  essere  autorizzato,
quando  e'  funzionale   a   soddisfare   oggettive   condizioni   di
operativita' dell'impianto, nei casi seguenti: 
      a) opifici promiscui di trasformazione e di condizionamento nel
settore dell'alcole etilico; 
      b) impianti e opifici  di  solo  condizionamento  dei  prodotti
soggetti ad accisa; 
      c) magazzini di invecchiamento degli spiriti; 
      d)   magazzini   delle   distillerie   e   degli   opifici   di
rettificazione ubicati fuori dei predetti impianti; 
      e) magazzini delle fabbriche e degli opifici di condizionamento
di birra ubicati fuori dei predetti impianti; 
      f) impianti di condizionamento e depositi di vino e di  bevande
fermentate  diverse  dal  vino   e   dalla   birra   che   effettuano
movimentazioni intracomunitarie; 
      g) fabbriche di birra con  produzione  annua  non  superiore  a
10.000 ettolitri; 
      h)  depositi  doganali   autorizzati   a   custodire   prodotti
sottoposti ad accisa. 
     3. La  gestione  in  regime  di  deposito  fiscale  puo'  essere
autorizzata per i magazzini di commercianti all'ingrosso di  prodotti
soggetti ad accisa quando, oltre a ricorrere la condizione di cui  al
comma 2, la detenzione di prodotti in regime sospensivo  risponde  ad
adeguate esigenze economiche. 
     4. L'esercizio dei depositi fiscali  autorizzati  ai  sensi  dei
commi 2  e  3  e'  subordinato  al  rilascio  della  licenza  di  cui
all'articolo 63. 
     5. La cauzione prevista dall'articolo 5, comma 3,  in  relazione
alla quantita' massima di  prodotti  che  puo'  essere  detenuta  nel
deposito  fiscale,  e'  dovuta  nelle   seguenti   misure,   riferite
all'ammontare dell'accisa gravante sui prodotti custoditi: 
      a) 1 per cento, per gli stabilimenti e opifici di cui al  comma
1 e per gli opifici di cui al comma 2, lettere a), c) e g); 
      b) 10 per cento, per tutti gli altri impianti e magazzini;  per
gli esercenti che hanno aderito alla tenuta dei  dati  relativi  alle
contabilita' dei  prodotti  esclusivamente  in  forma  telematica  si
applica quanto indicato alla lettera a). 
     6. La cauzione di cui al  comma  5  e'  dovuta  in  misura  pari
all'ammontare dell'accisa se i prodotti custoditi sono condizionati e
muniti di contrassegno fiscale. 
     7. Nei recinti dei depositi fiscali non possono essere  detenuti
prodotti alcolici ad imposta  assolta,  eccetto  quelli  strettamente
necessari  per  il  consumo  aziendale,  stabiliti  per  quantita'  e
qualita' dal competente  ufficio  dell'Agenzia  delle  dogane  e  dei
monopoli"; 
    l) all'articolo 35: 
     1) al comma 1: 
      1.1) al terzo periodo, dopo la parola: "derivata" sono inserite
le seguenti: ", con esclusione degli zuccheri  contenuti  in  bevande
non alcoliche aggiunte alla birra prodotta"; 
      1.2)  e'  aggiunto,  in  fine,  il   seguente   periodo:   "Con
determinazione del Direttore dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli
sono stabiliti o variati i metodi di rilevazione del grado Plato."; 
     2) il comma 2 e' sostituito dal seguente: 
      "2.  Per  il  controllo  della   produzione   sono   installati
misuratori   delle   materie   prime   nonche'   contatori   per   la
determinazione del numero degli imballaggi  preconfezionati  e  delle
confezioni  e,  nei  casi  previsti,  della   birra   a   monte   del
condizionamento  e  dei  semilavorati.  Ultimate  le  operazioni   di
condizionamento, il prodotto  e'  custodito  in  apposito  magazzino,
preso  in   carico   dal   depositario   e   accertato   dall'ufficio
dell'Agenzia"; 
     3) il comma 3 e' sostituito dal seguente: 
      "3. Il condizionamento della birra puo' essere effettuato anche
in fabbriche diverse da quella di produzione o in appositi opifici di
imbottigliamento gestiti in regime di deposito  fiscale,  presso  cui
sono installati i contatori per la determinazione  del  numero  degli
imballaggi preconfezionati e delle confezioni"; 
     4) il comma 4 e' sostituito dal seguente: 
      "4. Per le fabbriche che hanno una potenzialita' di  produzione
mensile non superiore a venti ettolitri, e' in facolta'  dell'Agenzia
stipulare convenzioni di  abbonamento,  valevoli  per  un  anno,  con
corresponsione  dell'accisa  convenuta   in   due   rate   semestrali
anticipate, ferma restando l'applicabilita' del comma 3-bis"; 
     5) al comma 6, lettera a), la parola: "due" e' sostituita  dalla
seguente: "tre"; 
    m) all'articolo 36, comma 4, la  parola:  "Negli"  e'  sostituita
dalle  seguenti:  "Fatto  salvo  quanto  previsto  dal  comma   1-bis
dell'articolo 37, negli"; 
    n) all'articolo 37, dopo il comma 1 e' aggiunto il seguente: 
     "1-bis. In vigenza dell'aliquota d'accisa zero, fermi restando i
vincoli di circolazione previsti in caso di trasferimenti all'interno
dell'Unione europea, la circolazione del vino  nel  territorio  dello
Stato avviene con la scorta dei documenti di accompagnamento previsti
dalle disposizioni relative al settore vitivinicolo per  i  trasporti
che iniziano e si concludono nel territorio nazionale.  Gli  obblighi
di contabilizzazione annuale dei dati di produzione  e  di  redazione
dell'inventario fisico delle materie prime, dei prodotti semilavorati
e dei prodotti finiti sono assolti dagli esercenti i depositi fiscali
di vino mediante  le  dichiarazioni  obbligatorie  e  la  tenuta  dei
registri,  compresa  la  rilevazione  delle  giacenze  effettive   in
occasione  della  chiusura  annua   dei   conti,   disciplinati   dal
regolamento (CE) n. 436/2009 della Commissione, del 26 maggio 2009"; 
    o) alla tabella A: 
     1) dopo il numero 4 e' inserito il seguente: 
      "4-bis. Gasolio commerciale usato come carburante: euro  403,22
per mille litri"; ((10)) 
     2) il numero 9 e' sostituito dal seguente: 
      "9. Produzione di forza motrice con motori fissi, azionati  con
prodotti energetici diversi dal gas naturale e utilizzati all'interno
di   delimitati   stabilimenti   industriali,   agricolo-industriali,
laboratori, cantieri di ricerche di idrocarburi e di forze endogene e
cantieri di costruzione  e  azionamento  di  macchine  impiegate  nei
porti, non  ammesse  alla  circolazione  su  strada,  destinate  alla
movimentazione di merci per operazioni di  trasbordo:  30  per  cento
aliquota normale". 
 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (10) 
  La L. 30 dicembre 2018, n. 145 ha disposto (con l'art. 1, comma 57)
che  "L'articolo  4-ter,  comma  1,  lettera  o),  numero   1),   del
decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni,
dalla legge 1° dicembre 2016, n. 225,  che,  introducendo  il  numero
4-bis della tabella A del testo unico di cui al  decreto  legislativo
26 ottobre 1995, n. 504, ha stabilito la nuova  aliquota  dell'accisa
da applicare  al  gasolio  commerciale  usato  come  carburante,  con
superamento  degli  effetti  di  rideterminazione  in  riduzione  del
credito d'imposta di cui all'articolo 2 del  decreto  del  Presidente
del  Consiglio  dei  ministri  20  febbraio  2014,  pubblicato  nella
Gazzetta Ufficiale n. 67 del 21 marzo 2014, si interpreta  nel  senso
che e' da intendersi implicitamente abrogato l'articolo 1, comma 234,
secondo periodo, della legge 23 dicembre 2014, n. 190".