DECRETO-LEGGE 24 aprile 2014, n. 66

Misure urgenti per la competitivita' e la giustizia sociale. (14G00079)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 24/04/2014
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 23 giugno 2014, n. 89 (in G.U. 23/06/2014, n. 143).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 30/12/2020)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 25-12-2019
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 24 
 
(Disposizioni in materia di locazioni e manutenzioni di  immobili  da
               parte delle pubbliche amministrazioni) 
 
  1. All'articolo 2, comma 222, della legge 23 dicembre 2009, n. 191,
e successive modificazioni  ed  integrazioni,  dopo  le  parole:  "b)
verifica la congruita' del canone degli  immobili  di  proprieta'  di
terzi, ai sensi dell'articolo 1, comma 479, della legge  23  dicembre
2005, n. 266,  individuati  dalle  predette  amministrazioni  tramite
indagini di mercato" sono inserite le seguenti:  "che  devono  essere
effettuate prioritariamente tra gli immobili di  proprieta'  pubblica
presenti   sull'applicativo   informatico   messo   a    disposizione
dall'Agenzia  del  demanio;  con   la   predetta   consultazione   si
considerano assolti i relativi   obblighi  di  legge  in  materia  di
pubblicita', trasparenza e diffusione delle informazioni". 
  2.  All'articolo  2  della  legge  23  dicembre  2009,  n.  191,  e
successive modifiche ed  integrazioni,  sono  apportate  le  seguenti
modificazioni: 
    a) al comma  222-bis,  dopo  l'ottavo  periodo,  e'  aggiunto  il
seguente: "In caso di inadempimento dei predetti obblighi,  l'Agenzia
del demanio ne effettua la segnalazione alla Corte dei conti per  gli
atti di rispettiva competenza."; 
    b) dopo il comma 222-ter e' inserito il seguente: 
      "222-quater. Le amministrazioni di cui  al  primo  periodo  del
comma 222-bis, entro il 30 giugno 2015, predispongono un nuovo  piano
di razionalizzazione nazionale per assicurare, oltre al rispetto  del
parametro metri quadrati per addetto di  cui  al  comma  222-bis,  un
complessivo efficientamento della presenza  territoriale,  attraverso
l'utilizzo degli immobili pubblici disponibili o di  parte  di  essi,
anche in condivisione con altre amministrazioni  pubbliche,  compresi
quelli di proprieta' degli enti pubblici, e il rilascio  di  immobili
condotti in locazione passiva  in  modo  da  garantire  per  ciascuna
amministrazione, dal 2016, una riduzione, con riferimento  ai  valori
registrati nel 2014, non inferiore al 50  per  cento  in  termini  di
spesa per locazioni passive e  non  inferiore  al  30  per  cento  in
termini di spazi utilizzati negli immobili dello Stato. Sono  esclusi
dall'applicazione della  disposizione  di  cui  al  primo  periodo  i
presidi territoriali di pubblica  sicurezza  e  quelli  destinati  al
soccorso  pubblico  e  gli   edifici   penitenziari.   I   piani   di
razionalizzazione nazionali sono trasmessi  all'Agenzia  del  demanio
per la verifica della compatibilita' degli stessi con  gli  obiettivi
fissati dal presente  comma.  Entro  e  non  oltre  60  giorni  dalla
presentazione del piano, l'Agenzia del demanio comunica al  Ministero
dell'economia e delle finanze  e  all'amministrazione  interessata  i
risultati della verifica. In caso  tale  verifica  risulti  positiva,
l'Agenzia   comunica   gli    stanziamenti    di    bilancio    delle
amministrazioni, relativi alle  locazioni  passive,  da  ridurre  per
effetto dei risparmi individuati nel piano. Nel caso in cui,  invece,
il piano di razionalizzazione nazionale non venga presentato,  ovvero
sia presentato, ma non sia in linea con  gli  obiettivi  fissati  dal
presente comma, il Ministero dell'economia  e  delle  finanze,  sulla
base dei dati  comunicati  dall'Agenzia  del  demanio,  effettua  una
corrispondente riduzione sui capitoli relativi  alle  spese  correnti
per l'acquisto di beni e servizi  dell'amministrazione  inadempiente,
al fine di garantire i risparmi attesi dall'applicazione del presente
comma. Con decreti del Ministro dell'economia e  delle  finanze,  nel
limite massimo del 50 per cento dei complessivi risparmi  individuati
nei  piani  di  razionalizzazione  positivamente   verificati,   sono
apportate le occorrenti variazioni  di  bilancio  necessarie  per  il
finanziamento delle spese connesse alla  realizzazione  dei  predetti
piani, da parte delle amministrazioni e dell'Agenzia del demanio." 
  2-bis. L'articolo 2-bis del decreto-legge 15 ottobre 2013, n.  120,
convertito, con modificazioni, dalla legge 13 dicembre 2013, n.  137,
e' sostituito dal seguente: 
    "Art.   2-bis.   -   (Facolta'   di   recesso   delle   pubbliche
amministrazioni da contratti di locazione). - 1. Anche ai fini  della
realizzazione degli obiettivi di contenimento della spesa di cui agli
articoli 2, comma 5, e 3, comma 1, le amministrazioni individuate  ai
sensi dell'articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196,
e gli organi  costituzionali  nell'ambito  della  propria  autonomia,
possono comunicare, entro il 31 luglio 2014, il preavviso di  recesso
dai contratti di locazione di immobili in corso alla data di  entrata
in vigore della legge di conversione del presente decreto. Il recesso
e' perfezionato decorsi centottanta giorni dal  preavviso,  anche  in
deroga ad eventuali clausole che lo limitino o lo escludano". 
  2-ter. All'articolo 1, comma 389, della legge 27 dicembre 2013,  n.
147, le parole: "comma 1 dell'articolo  2-bis  del  decreto-legge  15
ottobre 2013, n. 120, convertito, con modificazioni, dalla  legge  13
dicembre 2013, n. 137, e quelle di cui al" sono soppresse. 
  3. All'articolo  12  del  decreto  legge  6  luglio  2011,  n.  98,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio  2011,  n.  111,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) al comma 3 e' aggiunto, in fine,   il  seguente  periodo:  "Le
medesime Amministrazioni comunicano  inoltre  semestralmente,  al  di
fuori dei casi per i quali sono attribuite all'Agenzia del demanio le
decisioni di spesa ai sensi del comma 2 lettere a)  e  b),   tutti  i
restanti interventi manutentivi effettuati sia  sugli   immobili   di
proprieta' dello Stato, in  uso   governativo,   sia   su  quelli  di
proprieta'  di  terzi  utilizzati  a   qualsiasi   titolo,    nonche'
l'ammontare  dei  relativi  oneri."; 
    b) al comma 4 e' aggiunto, in  fine,  il  seguente  periodo:  "Il
piano generale puo' essere oggetto  di  revisione  in  corso  d'anno,
sentiti i Provveditorati per le opere pubbliche del  Ministero  delle
infrastrutture  e  dei  trasporti,  in  caso   di   sopravvenute   ed
imprevedibili esigenze manutentive considerate  prioritarie  rispetto
ad uno o piu' interventi inseriti nel Piano, ove non  risultino  gia'
affidati ad uno  degli  operatori  con  cui  l'Agenzia  ha  stipulato
accordi quadro ai sensi del comma 5."; 
    c) al comma 5, il  primo  periodo  e'  sostituito  dal  seguente:
"L'Agenzia del demanio,  al  fine  di  progettare  e  realizzare  gli
interventi manutentivi di cui al comma 2, lettere a) e b), e per  gli
interventi manutentivi dalla stessa  gestiti  con  fondi  diversi  da
quelli di cui al comma 6, stipula accordi quadro, riferiti ad  ambiti
territoriali predefiniti, con  operatori  specializzati  nel  settore
individuati  mediante  procedure  ad   evidenza  pubblica,  ed  anche
avvalendosi di societa' a  totale  o  prevalente  capitale  pubblico,
senza nuovi o maggiori oneri". 
  4.  All'articolo  3  del  decreto  legge  6  luglio  2012,  n.  95,
convertito, con modificazioni, dalla legge 7  agosto  2012,  n.  135,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) al comma 4 le parole "1° gennaio 2015" sono sostituite con  le
parole "1° luglio 2014"; 
    b) il comma 7 e' sostituito  dal  seguente:  "7.  Fermo  restando
quanto previsto dal comma 10, le previsioni di cui ai commi da 4 a  6
si applicano altresi' alle altre amministrazioni di cui  all'articolo
1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, in  quanto
compatibili. Le regioni e le province autonome di  Trento  e  Bolzano
possono adottare  misure  alternative  di  contenimento  della  spesa
corrente al fine  di  conseguire  risparmi  non  inferiori  a  quelli
derivanti dall'applicazione della presente disposizione.". (14) 
  5. Al fine della riduzione della spesa per il  deposito  legale  di
stampati e documenti: 
    a) agli istituti depositari previsti  dal  regolamento  attuativo
dell'articolo 5, comma 1, della legge 15  aprile  2004,  n.  106,  e'
consegnata una sola  copia  di  stampati  e  di  documenti  a  questi
assimilabili; 
    b) per l'archivio nazionale della produzione editoriale non  sono
soggette al  deposito  legale  le  ristampe  inalterate  di  tutti  i
documenti stampati in Italia. 
                                                               ((25)) 
 
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AGGIORNAMENTO (14) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 10 febbraio - 24 marzo  2016,
n.  64  (in  G.U.  1ª  s.s.  30/3/2016,   n.   13),   ha   dichiarato
"l'illegittimita' costituzionale dell'art. 24, comma 4,  lettera  b),
del decreto-legge 24 aprile  2014,  n.  66  (Misure  urgenti  per  la
competitivita'   e   la   giustizia   sociale),    convertito,    con
modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 23 giugno  2014,  n.
89, nella parte in cui non prevede che le misure di cui ai  commi  4,
primo,  secondo,  terzo  e  quarto  periodo,  e  6  dell'art.  3  del
decreto-legge  6  luglio  2012,  95  (Disposizioni  urgenti  per   la
revisione  della  spesa  pubblica  con  invarianza  dei  servizi   ai
cittadini nonche' misure di rafforzamento patrimoniale delle  imprese
del settore bancario) e, comunque, le misure  di  contenimento  della
spesa corrente ad esse alternative, sono  adottate  dalle  Regioni  e
dalle Province autonome di Trento e di Bolzano «sino all'anno 2016»". 
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AGGIORNAMENTO (25) 
  Il D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, convertito con modificazioni dalla
L. 19 dicembre 2019, n. 157, ha disposto (con  l'art.  57,  comma  2,
lettera g)) che "A  decorrere  dall'anno  2020,  alle  regioni,  alle
Province autonome di Trento e di Bolzano, agli enti locali e ai  loro
organismi ed enti strumentali, come definiti dall'articolo  1,  comma
2, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118,  nonche'  ai  loro
enti  strumentali  in  forma  societaria  cessano  di  applicarsi  le
seguenti disposizioni in materia di contenimento e di riduzione della
spesa e di obblighi formativi: 
  [...] 
  g) articolo 24 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito,
con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89".