DECRETO-LEGGE 29 marzo 1995, n. 97

Riordino delle funzioni in materia di turismo, spettacolo e sport.

note: Entrata in vigore del decreto: 2/4/1995.
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 30 maggio 1995, n. 203 (in G.U. 30/05/1995, n.124).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 20/04/2001)
Testo in vigore dal: 5-5-2001
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 3. 
(Riordino degli organi consultivi e  degli  enti  del  settore  dello
                      spettacolo e del turismo) 
 
  1.  In  attesa  della  costituzione  di  un'autorita'  di   Governo
specificamente competente per le attivita' culturali  e  dell'entrata
in vigore delle leggi-quadro riguardanti il  cinema,  la  musica,  la
danza, il teatro di prosa e gli spettacoli viaggianti, entro sei mesi
dalla data di entrata in vigore del presente decreto, con regolamenti
governativi adottati ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della  legge
23 agosto 1988, n. 400, e degli articoli 30,  31  e  32  del  decreto
legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e  successive  modificazioni,  di
intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo  Stato,  le
regioni e le province autonome di Trento e  di  Bolzano,  sentite  le
competenti commissioni parlamentari, si procede a: 
    a) riordinare gli organi consultivi istituiti presso il soppresso
Ministero del turismo e dello spettacolo; ((10)) 
    b) riordinare gli enti operanti nel settore  dello  spettacolo  e
del turismo, prima sottoposti alla vigilanza del soppresso  Ministero
del turismo e dello spettacolo. ((10)) 
  2. I regolamenti di cui  al  comma  1  si  conformano  ai  seguenti
criteri e principi: 
    a) le funzioni gia' proprie  delle  commissioni  e  degli  organi
consultivi esistenti presso il  soppresso  Ministero  del  turismo  e
dello spettacolo sono attribuite ad almeno cinque  comitati  (musica,
danza,  cinema,  teatro  di  prosa,  circhi  equestri  e   spettacoli
viaggianti) ciascuno composto di non piu' di nove membri, scelti  tra
rappresentanti delle associazioni di categoria ed  esperti  altamente
qualificati. I membri dei predetti comitati non possono  rimanere  in
carica piu' di tre anni e  non  possono  essere  nuovamente  nominati
prima che siano  trascorsi  tre  anni  dalla  cessazione  dell'ultimo
incarico.  I  membri  dei  comitati  che  siano   rappresentanti   di
associazioni di categoria non possono partecipare alle riunioni nelle
quali sono esaminate le richieste di finanziamento  o  di  contributi
avanzate dalla rispettiva categoria; 
    b) il riordino degli enti gia' vigilati si  ispira  alle  istanze
della regionalizzazione e dell'affidamento di specifiche  funzioni  a
societa' o enti anche di natura privata quando cio'  sia  conforme  a
criteri di economicita' e funzionalita'. Alla nomina  dei  componenti
degli organi amministrativi dei suddetti enti si procedera' solo dopo
il riordino degli enti stessi; 
    c) e' prevista l'incompatibilita' dell'appartenenza ai comitati o
agli organi dell'Ente teatrale italiano con l'esercizio di  attivita'
professionali obiettivamente tali da pregiudicarne  la  imparzialita'
in quanto dirette destinatarie di interventi finanziari pubblici. 
  2-bis. Con regolamento governativo adottato ai sensi  dell'articolo
17, comma 2,  della  legge  23  agosto  1988,  n.  400,  su  proposta
dell'Autorita' di Governo competente per lo  spettacolo,  sentito  il
comitato per i problemi dello spettacolo, sono disciplinati, anche ai
sensi dell'articolo 12 della legge 7 agosto 1990, n. 241, i criteri e
le modalita' per la concessione di sovvenzioni, contributi,  sussidi,
ausili finanziari e vantaggi economici di qualunque  tipo  in  favore
dei soggetti che operano nel campo delle  attivita'  musicali,  della
danza, della prosa, del cinema e delle  altre  forme  di  spettacolo,
considerando anche, a tal fine, la  qualita',  l'interesse  nazionale
cosi' come definito dall'articolo 2, comma 2, lettera a), della legge
30 maggio  1995,  n.  203,  ovvero  l'apporto  innovativo  nel  campo
culturale dell'iniziativa. 
  2-ter.  Sono  abrogate,  dalla  data  di  entrata  in  vigore   del
regolamento di cui al comma 2-bis, le disposizioni di legge regolanti
le materie oggetto del medesimo comma. Lo schema  di  regolamento  e'
trasmesso alla Camera dei  deputati  e  al  Senato  della  Repubblica
perche' su di esso sia espresso, entro trenta giorni  dalla  data  di
assegnazione, il parere delle Commissioni permanenti, competenti  per
materia. Decorso tale termine, il regolamento  e'  emanato  anche  in
mancanza del parere. 
  3. Le funzioni amministrative in materia di revisione  dei  film  e
dei lavori teatrali, gia'  esercitate  dal  soppresso  Ministero  del
turismo e dello  spettacolo,  restano  attribuite,  in  attesa  della
costituzione di un'autorita' di Governo  specificatamente  competente
per  le  attivita'  culturali,  alla  Presidenza  del  Consiglio  dei
Ministri - Dipartimento dello spettacolo, che le esercita sentite  le
commissioni di primo grado e di appello di cui alla legge  21  aprile
1962, n. 161; la revisione in lingua originale  dei  film  in  lingua
tedesca e in  lingua  francese  da  proiettare,  rispettivamente,  in
provincia di Bolzano e nella regione Valle d'Aosta e' esercitata,  su
delega del Presidente del  Consiglio  dei  Ministri,  dal  presidente
della giunta provinciale di Bolzano e  dal  presidente  della  giunta
regionale della Valle d'Aosta, sentita una commissione nominata dalla
giunta provinciale e dalla giunta regionale. Il parere  ed  il  nulla
osta all'edizione italiana, rilasciati ai sensi della citata legge n. 
161 del 1962, sono validi anche per le  corrispondenti  versioni  del
film in lingua tedesca e in lingua francese. 
  4. La trasmissione televisiva di opere a soggetto e  film  prodotti
per la televisione che contengano immagini di  sesso  o  di  violenza
tali da poter incidere negativamente sulla sensibilita'  dei  minori,
e' ammessa, salvo restando quanto disposto  dall'articolo  15,  commi
10, 11 e 12, e dall'articolo 30 della legge 6 agosto  1990,  n.  223,
solo nella fascia oraria fra le 23 e le 7. 
  5. I  produttori,  i  distributori  o  i  concessionari  televisivi
possono richiedere, ai sensi della legge 21 aprile 1962, n.  161,  il
nullaosta per la trasmissione televisiva di opere a soggetto  e  film
prodotti per la televisione, fuori della  fascia  oraria  di  cui  al
comma 4. Qualora non si siano avvalsi di tale  facolta',  il  garante
per  la  radiodiffusione  e  l'editoria,  d'ufficio  o  su   motivata
denuncia, su conforme parere delle commissioni di cui agli articoli 2
e 3 della legge 21 aprile 1962, n. 161, se accerta la violazione  del
divieto di cui al comma 4 applica nei confronti  del  concessionario,
le sanzioni di cui all'articolo 31, comma 3,  della  legge  6  agosto
1990, n. 223, e successive modificazioni. 
  6. Il regolamento di attuazione  dei  commi  4  e  5  del  presente
articolo,  nonche'  di  adeguamento  del  regolamento  approvato  con
decreto del Presidente della Repubblica 11 novembre 1963, n. 2029, e'
emanato entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore della  legge  di
conversione  del  presente  decreto,  sentito  il  garante   per   la
radiodiffusione  e  l'editoria  nonche'  le  competenti   commissioni
parlamentari che esprimono il loro parere entro trenta  giorni  dalla
trasmissione dello schema di regolamento. Per i fini di cui ai  commi
4 e 5 del presente articolo,  la  composizione  delle  sezioni  della
commissione, di cui all'articolo 2 della legge  21  aprile  1962,  n.
161, e'  integrata  da  ulteriori  due  rappresentanti  dei  genitori
designati dalle associazionimaggiormente rappresentative. 
  7. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 8 GENNAIO 1998, N. 3. 
  8. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore  della  legge  di
conversione del presente decreto, con regolamento governativo emanato
ai sensi dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400,  e  con
l'osservanza degli articoli 30, 31 e 32  del  decreto  legislativo  3
febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni, previo  parere  del
Consiglio di Stato, che deve esprimersi entro trenta giorni, e  delle
competenti commissioni parlamentari,  di  intesa  con  la  Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato,  le  regioni  e  le  province
autonome di Trento e di Bolzano, si provvede al  riordino  dell'ENIT,
sulla base dei seguenti principi e criteri direttivi: 
    a)  razionalizzazione  e  definizione  dell'organizzazione  degli
uffici all'estero in relazione ai flussi  turistici  prevedibili  dai
vari paesi e secondo criteri di  economicita',  utilizzando  in  tali
uffici, anche  con  contratto  a  tempo  determinato,  personale  con
adeguate conoscenze professionali nel  settore  e  idonee  conoscenze
linguistiche; tali uffici devono operare sulla base di un  preventivo
di spesa approvato dal  consiglio  di  amministrazione.  A  tal  fine
l'ENIT e'  autorizzato  a  stipulare  apposite  convenzioni,  secondo
criteri di economicita' e funzionalita', con l'Istituto nazionale per
il commercio con l'estero o con altri organismi  pubblici  o  privati
operanti  all'estero,  nonche'  a  costituire  societa',  anche   con
soggetti privati, per la  realizzazione  di  progetti  di  promozione
turistica; 
    b) riorganizzazione dell'assetto organizzativo  e  del  personale
con  criteri  di  efficienza  e  di  funzionalita',   disponendo   il
trasferimento del personale in  esubero  con  le  modalita'  previste
dall'articolo 5; 
    c) attribuzione di funzioni  specifiche  per  lo  sviluppo  della
promozione turistica all'estero come  strumento  di  rappresentazione
dell'immagine  dell'intero  territorio  nazionale,  nonche'  per   la
predisposizione, d'intesa con le regioni e le  province  autonome  di
Trento  e  di  Bolzano,  di  progetti  integrati  interregionali   di
promozione turistica; 
    d)  previsione  della   possibilita'   di   costituzione   o   di
partecipazione a societa' miste  per  lo  svolgimento  di  specifiche
attivita' promozionali, ovvero per la partecipazione  ad  accordi  di
programma anche al fine di  predisporre  progetti  comuni  con  altre
amministrazioni per lo sviluppo dell'immagine dell'Italia all'estero. 
  9. Entro sessanta giorni dalla data  di  entrata  in  vigore  della
legge di conversione del presente decreto, e'  nominato  con  decreto
del  Presidente  del  Consiglio  dei   Ministri   il   consiglio   di
amministrazione dell'ENIT composto da quattro esperti, di  comprovata
qualificazione professionale nel  settore  turistico,  designati  dal
Presidente del Consiglio dei  Ministri  sentite  le  associazioni  di
categoria di cui uno con funzioni di presidente,  e  da  tre  esperti
designati dalle regioni. I membri del  consiglio  di  amministrazione
durano in carica tre anni e sono rinnovabili per un solo mandato. 
  10. Entro il medesimo termine  e  con  le  medesime  modalita',  si
provvede alla nomina del collegio dei revisori dei conti, composto da
un  rappresentante  del  Ministero  del  tesoro,  con  qualifica  non
inferiore a dirigente generale, del ruolo della  Ragioneria  generale
dello Stato, con funzioni di presidente; da un  rappresentante  della
Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento del turismo e da
un  rappresentante  delle  regioni;  per  ogni  membro  effettivo  e'
previsto un supplente. 
  11. I membri effettivi del collegio dei  revisori  dei  conti  sono
collocati fuori ruolo per la durata del loro mandato. 
  12. Gli articoli 9, 12, commi 1 e 2, e 14 della  legge  11  ottobre
1990,  n.  292,  sono   abrogati.   Le   funzioni   gia'   attribuite
all'assemblea dell'ENIT, ai sensi dell'articolo  10  della  legge  11
ottobre  1990,   n.   292,   sono   esercitate   dal   consiglio   di
amministrazione,  fermi  restando  i  controlli  ivi  previsti.  Fino
all'insediamento del nuovo consiglio di amministrazione  le  funzioni
degli  organi  di  amministrazione  dell'ENIT  sono  svolte   da   un
commissario straordinario nominato dal Presidente del  Consiglio  dei
Ministri. 
  13. Fino alla costituzione del collegio  dei  revisori  di  cui  al
comma 10 resta in carica il collegio dei revisori nominato  ai  sensi
dell'articolo 14 della legge 11 ottobre 1990, n. 292. 
    
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AGGIORNAMENTO (10) 
  La L. 29 marzo 2001, n. 135 ha disposto (con l'art.  11,  comma  5,
lettera b))che le lettere a) e b) del comma 1 del presente articolo 3
sono abrogate per quanto di competenza del settore del turismo.