DECRETO-LEGGE 29 dicembre 1977, n. 946

Provvedimenti urgenti per la finanza locale.

note:
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 27 febbraio 1978, n. 43 (in G.U. 28/02/1978, n.58).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 28/09/2000)
Testo in vigore dal: 13-10-2000
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 6.

  Nell'anno  1978  i  comuni,  le  province, le loro aziende e i loro
consorzi,  non  possono procedere ad assunzioni di personale comunque
denominato e la cui retribuzione sia a carico dei rispettivi bilanci,
ove  le  medesime  portino  il numero dei dipendenti, compresi quelli
delle   aziende   ed   esclusi  i  lavoratori  assunti  per  esigenze
stagionali,  al  di  sopra  di  quello  del  personale  in servizio a
qualunque titolo, anche a carattere precario, nell'anno 1976.
  Per l'anno 1978 non potra' essere assunto, per mansioni stagionali,
un numero di lavoratori superiore a quello del 1976.
  Le  province,  i comuni capoluogo di provincia e quelli superiori a
cinquantamila  abitanti contestualmente al bilancio 1978 accertano il
numero  dei posti che sono vacanti nei confronti del limite di cui al
primo  comma  o  che si renderanno vacanti a seguito di pensionamento
entro  il  31  dicembre  1978  nei servizi comunali e nelle aziende e
nelle province e loro aziende.
  Con  riferimento  a  tale  accertamento  i  comuni  e  le  province
deliberano   il   piano   di   utilizzazione   di   tale  complessiva
disponibilita'  di  posti  provvedendo,  ove  questo sia richiesto da
esigenze   derivati   dalla  ristrutturazione  dei  servizi  o  dalla
istituzione  di  nuovi,  a  modificare  le  qualifiche  dei  posti da
ricoprire.  La  modifica  delle qualifiche costituisce modifica delle
relative piante organiche.
  I  comuni  la  cui  popolazione  e'  compresa tra i trentamila ed i
cinquantamila  abitanti,  e i consorzi tra i comuni, o fra i comuni e
le  province, previa la ristrutturazione prevista dall'articolo 9-bis
del   decreto-legge   17   gennaio   1977,   n.  2,  convertito,  con
modificazioni, nella legge 17 marzo 1977, n. 62, possono assumere, in
eccedenza  al  limite  di  cui  al  primo  comma,  il  solo personale
specializzato  che  e' strettamente necessario alla gestione di nuovi
servizi  pubblici  e  sociali  istituiti  o da istituire a seguito di
opere  gia' realizzate o che si realizzeranno entro il 1978, entro il
limite  di  un  quarto  dei  posti  vacanti  nel vigente organico. La
delibera per tali assunzioni, ove necessario; comporta modifica della
pianta organica.
  I  comuni  compresi tra i 5 mila ed i 30 mila abitanti, e sempre in
dipendenza  di  provvedimenti  che riguardino la istituzione di nuovi
servizi  a  seguito  di  opere gia' realizzate o che si realizzeranno
entro   il  1978,  possono  provvedere,  previa  la  ristrutturazione
prevista dall'articolo 9-bis del decreto-legge 17 gennaio 1977, n. 2,
convertito, con modificazioni, nella legge 17 marzo 1977, n. 62, alla
copertura  di  un  terzo  dei  posti  vacanti  nel  vigente organico,
provvedendo,  ove necessario, a modificare le qualifiche dei posti da
ricoprire.  La  modifica  delle qualifiche costituisce modifica della
relativa pianta organica.
  I   limiti   di   cui   al   quinto  e  sesto  comma  sono  elevati
rispettivamente  del  10 e 20 per cento per i comuni del Mezzogiorno.
Per  i  comuni  fino a cinquemila abitanti e' consentita la copertura
totale  dei posti previsti nella vigente pianta organica con facolta'
di  modificare  le  qualifiche  dei  posti vacanti. La modifica delle
qualifiche costituisce modifica della relativa pianta organica.
  I  comuni  sino  a 10.000 abitanti che non presentino vacanze nella
pianta  organica,  possono  assumere,  previa modifica della suddetta
pianta,  un  numero  di dipendenti, sempreche' si tratti di personale
specializzato  e destinato a nuovi servizi, sino ad un massimo del 10
per cento del personale in servizio al 31 dicembre 1976.
  I  comuni  e  le province istituiti dal 1 gennaio 1974, i cui ruoli
organici al 31 dicembre 1977 presentino vacanze, possono procedere ad
assunzioni  di  personale  nell'anno 1978 nel limite del 50 per cento
delle vacanze stesse.
  L'eventuale personale non di ruolo in servizio presso le province e
i  comuni  di  cui  ai  commi  precedenti  si  computa  ai fini della
copertura del numero dei posti vacanti nella pianta organica.
  Le   spese  per  il  personale  derivanti  dalla  applicazione  dei
precedenti commi verranno portate in aumento del costo considerato Ma
quinto  comma  dell'articolo  5  e ove non trovino copertura totale o
parziale   nelle   entrate   dell'ente  locale,  saranno  coperte,  a
consuntivo,  con  le  modalita'  dell'articolo  11, entro il 31 marzo
1979.
  Il  numero  dei  posti da ricoprire a norma dei precedenti commi e'
riservato,  fino  al  30  per  cento, ai giovani iscritti nelle liste
speciali di cui alla legge 1 giugno 1977, n. 285. Tale percentuale e'
elevata  al  50  per  cento per gli enti locali del Mezzogiorno. Alla
copertura  dei  posti si provvede comunque secondo le modalita' ed in
base ai titoli previsti dai regolamenti del personale.
  Nel  limite  di  cui  al primo comma non e' compreso il personale o
comandato  dalla  regione  o  la  cui  spesa e' coperta da contributi
statali  o  regionali  concessi  a seguito della attribuzione o delle
deleghe di funzioni amministrative.
  Fino  all'entrata  in  vigore della riforma della finanza locale la
commissione  centrale  della  finanza locale esercita le sue funzioni
soltanto  in  ordine  alle  deliberazioni  concernenti il trattamento
economico  generale  del  personale e le modifiche dei ruoli organici
dello  stesso  diverse  da  quelle previste nei precedenti commi, dei
comuni  e delle province, e nella composizione della sezione organici
di  cui all'articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 19
agosto 1954, n. 968.
  ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 18 AGOSTO 2000, N.267))
  Il  trattamento  giuridico  ed  economico del personale dei comuni,
delle  province  e dei loro consorzi viene determinato in conformita'
ai  principi,  ai  criteri  ed  ai livelli retributivi, risultanti da
accordi nazionali a scadenza triennale.
  I  livelli  retributivi non potranno, in ogni caso, superare quelli
contenuti negli accordi suddetti.
  L'accordo  nazionale  viene  stipulato  tra  una rappresentanza del
Governo,  dell'Associazione  nazionale  dei  comuni italiani (ANCI) e
dell'Unione  delle  province  di  Italia  (UPI)  e  le organizzazioni
sindacali,  maggiormente  rappresentative  su  scala  nazionale,  dei
lavoratori   dipendenti.  L'accordo  e'  approvato  con  decreto  del
Presidente  della  Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei
Ministri   da   adottare   entro   60   giorni  dalla  sottoscrizione
dell'accordo stesso.
  E'  ferma  l'efficacia delle deliberazioni che sono state adottate,
per  adeguare gli accordi nazionali alle esigenze locali, se eseguite
entro il 31 dicembre 1977 ancorche' non integralmente approvate dalla
commissione centrale finanza locale.
  L'efficacia  delle deliberazioni adottate nel medesimo termine, per
le  parti  non  approvate dalla commissione centrale finanza locale e
non eseguite, avra' luogo a far tempo dal 1 gennaio 1978.
  In  sede  di  definizione del prossimo accordo, tenuto conto che in
sede  di  applicazione  dei  precedenti  accordi  nazionali  si  sono
verificate   disparita'   di  trattamento  economico  del  personale,
dovranno  essere previsti i modi, le forme e i tempi per riportare le
retribuzioni ai livelli che saranno stabiliti nell'accordo stesso.