DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 22 settembre 1988, n. 447

Approvazione del codice di procedura penale.

note: Entrata in vigore del decreto: 24/10/1989 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 29/11/2021)
Testo in vigore dal: 3-8-2017
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                              Art. 407 
        Termini di durata massima delle indagini preliminari 
 
  1. Salvo quanto previsto dall'articolo 393 comma 4, la durata delle
indagini preliminari non puo' comunque superare diciotto mesi. 
  2. La durata massima  e'  tuttavia  di  due  anni  se  le  indagini
preliminari riguardano: 
    a) i delitti appresso indicati: 
      1) delitti di cui agli articoli 285, 286,  416-bis  e  422  del
codice penale, 291-ter, limitatamente alle ipotesi aggravate previste
dalle lettere a), d) ed e) del comma 2, e 291-quater,  comma  4,  del
testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica  23
gennaio 1973, n. 43; 
      2) delitti consumati o tentati di cui agli articoli  575,  628,
terzo comma, 629, secondo comma, e 630 dello stesso codice penale; 
      3)  delitti  commessi  avvalendosi  delle  condizioni  previste
dall'articolo 416-bis del codice penale ovvero al fine  di  agevolare
l'attivita' delle associazioni previste dallo stesso articolo; 
      4) delitti commessi per finalita' di terrorismo o di  eversione
dell'ordinamento costituzionale per i quali la  legge  stabilisce  la
pena della reclusione non inferiore nel minimo a cinque  anni  o  nel
massimo a dieci anni, nonche' delitti di cui agli articoli 270, terzo
comma, e 306, secondo comma, del codice penale; 
      5) delitti di illegale fabbricazione, introduzione nello Stato,
messa in vendita, cessione, detenzione e porto in  luogo  pubblico  o
aperto al pubblico di armi da guerra o tipo guerra o parti  di  esse,
di esplosivi, di armi clandestine nonche'  di  piu'  armi  comuni  da
sparo escluse quelle previste dall'articolo  2,  comma  terzo,  della
legge 18 aprile 1975, n. 110; 
      6) delitti di cui agli articoli 73, limitatamente alle  ipotesi
aggravate ai sensi dell'articolo 80, comma 2, e 74  del  testo  unico
delle leggi in materia di disciplina degli  stupefacenti  e  sostanze
psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati  di
tossicodipendenza,  approvato  con  decreto  del   Presidente   della
Rupubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni; 
      7) delitto di cui all'articolo 416 del codice penale  nei  casi
in cui e' obbligatorio l'arresto in flagranza; 
      7-bis) dei delitti previsto dagli articoli 600, 600-bis,  primo
comma, 600-ter, primo e secondo comma 601, 602, 609-bis nelle ipotesi
aggravate previste dall'articolo 609-ter, 609-quater, 609-octies  del
codice penale, nonche' dei delitti previsti dall'articolo  12,  comma
3, del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio  1998,  n.
286, e successive modificazioni. 
    b) notizie  di  reato  cherendono  particolarmente  complesse  le
investigazioni per la  molteplicita'  di  fatti  tra  loro  collegati
ovvero per l'elevato numero di persone sottoposte alle indagini o  di
persone offese; (108) (123) 
    c) indagini che richiedono il compimento di atti all'estero; 
    d)  procedimenti  in   cui   e'   indispensabile   mantenere   il
collegamento  tra  piu'  uffici  del  pubblico  ministero   a   norma
dell'articolo 371. 
  3. Salvo quanto previsto dall'articolo 415-bis qualora il  pubblico
ministero  non  abbia  esercitato   l'azione   penale   o   richiesto
l'archiviazione nel termine stabilito dalla  legge  o  prorogato  dal
giudice, gli atti di indagine compiuti dopo la scadenza  del  termine
non possono essere utilizzati. 
  ((3-bis. In ogni caso il pubblico ministero e' tenuto a  esercitare
l'azione penale o a richiedere l'archiviazione entro  il  termine  di
tre mesi dalla scadenza del termine massimo di durata delle  indagini
e comunque dalla scadenza dei termini di  cui  all'articolo  415-bis.
Nel caso di cui al comma 2, lettera b),  del  presente  articolo,  su
richiesta presentata dal pubblico ministero prima della scadenza,  il
procuratore generale presso la corte di appello puo'  prorogare,  con
decreto motivato, il termine  per  non  piu'  di  tre  mesi,  dandone
notizia al procuratore della Repubblica. Il termine di cui  al  primo
periodo del presente comma e' di quindici mesi per i reati di cui  al
comma 2, lettera a), numeri 1), 3) e 4), del presente  articolo.  Ove
non assuma le proprie determinazioni in ordine all'azione penale  nel
termine stabilito dal presente comma, il pubblico  ministero  ne  da'
immediata comunicazione al procuratore generale presso  la  corte  di
appello)). ((247)) 
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AGGIORNAMENTO (108) 
  Il D.L. 27 settembre 1999, n. 330 convertito, senza  modificazioni,
dalla L. 23 novembre 1999, n. 438 ha disposto (con l'art. 1, comma 1)
che "nei procedimenti penali in corso alla data di entrata in  vigore
del presente decreto, aventi ad oggetto i reati di cui agli  articoli
285 e 422 del codice penale,  commessi  anteriormente  alla  data  di
entrata in vigore del  codice  di  procedura  penale,  approvato  con
decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n. 447, il
termine di durata massima delle indagini preliminari  e'  di  quattro
anni ove ricorra l'ipotesi  di  cui  alla  lettera  b)  del  comma  2
dell'articolo 407 del codice di procedura penale". 
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AGGIORNAMENTO (123) 
  Il D.L. 24 novembre 2000,  n.  341,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 19 gennaio 2001, n. 4 ha disposto (con l'art. 9, comma  1  )
che "Nei procedimenti penali in corso alla data di entrata in  vigore
del presente decreto-legge, aventi ad oggetto i  reati  di  cui  agli
articoli 285 e 422 del codice  penale,  commessi  anteriormente  alla
data di entrata in vigore del codice di procedura  penale,  approvato
con decreto del Presidente della Repubblica  22  settembre  1988,  n.
447, il termine di durata massima delle indagini  preliminari  e'  di
cinque anni ove ricorra l'ipotesi di cui alla lettera b) del comma  2
dell'articolo 407 del codice di procedura penale". 
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AGGIORNAMENTO (247) 
  La L. 23 giugno 2017, n. 103, ha disposto (con l'art. 1, comma  36)
che "Le disposizioni di cui al comma 30 si applicano ai  procedimenti
nei quali le notizie di reato sono iscritte nell'apposito registro di
cui all'articolo 335 del codice di procedura  penale  successivamente
alla data di entrata in vigore della presente legge".