DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 28 luglio 1999, n. 352

Regolamento recante norme concernenti l'organizzazione e il funzionamento dell'Ufficio nazionale per il servizio civile, ai sensi dell'articolo 8, comma 3, della legge 8 luglio 1998, n. 230.

note: Entrata in vigore del decreto: 29/10/1999
Testo in vigore dal: 29-10-1999
attiva riferimenti normativi
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
  Visto l'articolo 87, quinto comma, della Costituzione;
  Visti i regi  decreti 18 novembre 1923, n. 2440,  e 23 maggio 1924,
n. 827;
  Visto l'articolo  17, comma 4-bis,  della legge 23 agosto  1988, n.
400;
  Vista la legge 8 luglio 1998,  n. 230, ed in particolare l'articolo
8, comma 3;
  Acquisito il parere della Conferenza dei presidenti delle regioni e
delle province autonome di Trento e di Bolzano;
  Udito  il parere  del Consiglio  di Stato,  espresso dalla  sezione
consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 21 dicembre 1998;
  Viste  le preliminari  deliberazioni  del  Consiglio dei  Ministri,
adottate nelle riunioni dell'8 gennaio e del 15 gennaio 1999;
  Acquisito il  parere delle competenti commissioni  della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
  Tenuto conto delle osservazioni formulate dalla Corte dei conti;
  Viste le  deliberazioni del Consiglio dei  Ministri, adottate nelle
riunioni del 16 marzo e del 23 luglio 1999;
  Sulla  proposta  del  Presidente  del Consiglio  dei  Ministri,  di
concerto  con   il  Ministro  del   tesoro,  del  bilancio   e  della
programmazione economica, del Ministro della difesa, del Ministro per
la funzione pubblica e del Ministro per la solidarieta' sociale;
                              E m a n a
                      il seguente regolamento:
                               Art. 1.
                    Composizione Ufficio nazionale
  1. Ai fini del presente regolamento si intende:
  a) per "legge", la legge 8 luglio 1998, n. 230, recante nuove norme
in materia di obiezione di coscienza;
  b)  per "Ufficio  nazionale", l'Ufficio  nazionale per  il servizio
civile, istituito ai sensi dell'articolo 8 della legge;
  c) per  "direttore generale",  il direttore  dell'Ufficio nazionale
per il servizio  civile, nominato ai sensi dell'articolo  8, comma 1,
della legge.
  2. Il direttore generale svolge le funzioni proprie degli incarichi
di  funzioni  dirigenziali  generali secondo  quanto  previsto  dagli
articoli 16  e 19 del decreto  legislativo 3 febbraio 1993,  n. 29, e
successive  modifiche  e  integrazioni,  e cura  i  rapporti  con  il
Segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri e con
i  Dipartimenti   e  gli   uffici  della  stessa   Presidenza.  Nello
svolgimento di dette funzioni il  Direttore generale si avvale di una
segreteria particolare alle sue dirette dipendenze.
  3. Per lo svolgimento dei compiti assegnati, l'Ufficio nazionale si
articola  in: ufficio  di segreteria  generale; ufficio  del servizio
civile e ufficio amministrativo, del personale, degli affari legali e
del  contenzioso.  L'ufficio  del  servizio civile  e'  struttura  di
livello dirigenziale generale ed e'  diretto da un dirigente generale
ed  articolato  in  servizi  di livello  dirigenziale.  L'ufficio  di
segreteria generale e l'ufficio  amministrativo, del personale, degli
affari  legali e  del  contenzioso sono  strutture  dirette da  altro
personale  dirigente   e  sono  articolati  in   servizi  di  livello
dirigenziale. L'Ufficio nazionale dispone  di sedi regionali, ubicate
presso  il commissariato  del Governo  ovvero, previe  intese con  le
regioni e con  le province autonome di Trento e  di Bolzano, in altre
strutture ubicate a livello regionale.
  4.  Con  direttiva adottata  ai  sensi  dell'articolo 5,  comma  2,
lettera e),  della legge 23  agosto 1988,  n. 400, il  Presidente del
Consiglio dei  Ministri determina  i principi  e gli  obiettivi delle
convenzioni e degli  accordi previsti dall'articolo 8  della legge, i
criteri generali per la  programmazione degli interventi dell'Ufficio
nazionale, nonche' i  parametri di valutazione delle  attivita' e gli
altri elementi da considerare nello schema della relazione annuale al
Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri,  predisposta  dall'Ufficio
nazionale.
          Avvertenza:
            Il  testo delle  note  qui  pubblicato e'  stato  redatto
          ai  sensi dell'art.  10, comma  3,  del testo  unico  delle
          disposizioni        sulla    promulgazione   delle   leggi,
          sull'emanazione   dei   decreti   del   Presidente    della
          Repubblica   e     sulle  pubblicazioni    ufficiali  della
          Repubblica italiana, approvato   con D.P.R.    28  dicembre
          1985,    n.  1092,    al solo fine di facilitare la lettura
          delle disposizioni  di  legge  alle  quali  e'  operato  il
          rinvio.  Restano  invariati  il  valore e l'efficacia degli
          atti legislativi qui trascritti.
           Note alle premesse:
            -   L'art.   87,   comma   quinto,   della   Costituzione
          conferisce    al Presidente della  Repubblica il  potere di
          promulgare  le leggi  e di emanare i decreti aventi  valore
          di legge ed i regolamenti.
            -   Il   regio   decreto   18   novembre 1923,  n.  2440,
          reca:     "Nuove  disposizioni   sull'amministrazione   del
          patrimonio e sulla contabilita' generale dello Stato".
            -  Il  regio    decreto  23  maggio 1924, n. 827,   reca:
          "Regolamento per l'amministrazione del patrimonio e per  la
          contabilita' generale dello Stato".
            -  Il  testo   dell'art. 17, comma 4-bis, della legge  23
          agosto 1988, n.    400  (Disciplina    dell'attivita'    di
          Governo   e ordinamento  della Presidenza del Consiglio dei
          Ministri), e' il seguente:
            "4-bis. L'organizzazione e la disciplina degli uffici dei
          Ministeri sono determinate,   con regolamenti emanati    ai
          sensi  del comma   2, su proposta  del  Ministro competente
          d'intesa  con  il Presidente  del Consiglio dei Ministri  e
          con  il  Ministro  del  tesoro,  nel  rispetto dei principi
          posti dal  decreto legislativo  3 febbraio  1993, n.  29, e
          successive   modificazioni, con    i    contenuti  e    con
          l'osservanza  dei criteri che seguono:
            a)  riordino degli  uffici di diretta collaborazione  con
          i Ministri ed  i   Sottosegretari di   Stato,    stabilendo
          che  tali   uffici   hanno esclusive competenze di supporto
          dell'organo di direzione politica e di raccordo tra  questo
          e l'amministrazione;
            b) individuazione  degli uffici  di livello  dirigenziale
          generale,     centrali    e         periferici,    mediante
          diversificazione tra  strutture con funzioni finali  e  con
          funzioni    strumentali  e loro organizzazione per funzioni
          omogenee    e secondo  criteri di flessibilita'  eliminando
          le duplicazioni funzionali;
            c)    previsione    di      strumenti     di     verifica
          periodica dell'organizzazione e dei risultati;
            d)  indicazione  e  revisione periodica della consistenza
          delle piante organiche;
            e) previsione   di decreti ministeriali di    natura  non
          regolamentare  per la definizione dei  compiti delle unita'
          dirigenziali   nell'ambito   degli   uffici    dirigenziali
          generali".
            -  Il  testo  dell'art. 8, comma 3,  della legge 8 luglio
          1998, n. 230  (Nuove  norme  in  materia  di  obiezione  di
          coscienza), e' il seguente:
            "3. Per l'organizzazione e il  funzionamento dell'Ufficio
          di  cui  al  comma  1,  nonche'  per  la  definizione delle
          modalita' di  collaborazione  fra  l'Ufficio  stesso  e  le
          regioni  con  specifico  riferimento a quanto previsto alle
          lettere  c), d), f) e  g) del comma 2,    con  decreto  del
          Presidente  della    Repubblica, e' emanato, entro  novanta
          giorni dalla data  di entrata  in vigore   della   presente
          legge,    su proposta   del Presidente   del Consiglio  dei
          Ministri, sentita  la Conferenza   dei presidenti     delle
          regioni      delle    province      autonome,      apposito
          regolamento ai sensi dell'art. 17, comma 4-bis, della legge
          23 agosto 1988, n. 400,   e successive  modificazioni.  Con
          tale regolamento sono altresi' definite le  norme dirette a
          disciplinare  la gestione delle spese,  poste a  carico del
          Fondo  di   cui all'art.   19. La  gestione finanziaria  e'
          sottoposta   al controllo   consuntivo  della    Corte  dei
          conti".
           Note all'art. 1:
            -  Il   testo dell'art. 8  della citata legge n.  230 del
          1998  e' il seguente:
            "Art.  8.  -  1.  In   attesa dell'entrata   in    vigore
          dei    decreti legislativi  attuativi della  delega  di cui
          all'art.  11, comma  1, lettera  a), e  all'art.  12  della
          legge      15  marzo     1997,     n.  59,    e  successive
          modificazioni, e'  istituito,  presso  la Presidenza    del
          Consiglio  dei    Ministri,  l'Ufficio  nazionale  per   il
          servizio  civile.    La  dotazione  organica  dell'Ufficio,
          fissata  per  il primo triennio nel limite massimo di cento
          unita',  e' assicurata utilizzando le vigenti procedure  in
          materia  di   mobilita'   del   personale   dipendente   da
          pubbliche    amministrazioni,    nonche'    di   consulenti
          secondo  quanto previsto  dalla   legge  23  agosto   1988,
          n.   400,    e   successive modificazioni.  L'Ufficio    e'
          organizzato   in una  sede centrale  e in sedi regionali ed
          e'  diretto  da  un  dirigente  generale  dei  ruoli  della
          Presidenza  del    Consiglio  dei    Ministri, nominato dal
          Presidente  del  Consiglio     dei     Ministri,     previa
          deliberazione    del    Consiglio    dei Ministri, il quale
          rimane in carica per  un quinquennio, rinnovabile una  sola
          volta.
             2. L'Ufficio di cui al comma 1 ha i seguenti compiti:
            a)    organizzare e   gestire,   secondo  una valutazione
          equilibrata, anche territorialmente,  dei  bisogni  ed  una
          programmazione   annuale  del  rendimento  complessivo  del
          servizio, da compiere sentite  le  regioni  e  le  province
          autonome  di  Trento e  di Bolzano, la chiamata e l'impiego
          degli   obiettori   di   coscienza,    assegnandoli    alle
          amministrazioni   dello   Stato,     agli  enti     e  alle
          organizzazioni convenzionati  di cui  alla lettera b);
            b) stipulare   convenzioni  con    amministrazioni  dello
          Stato,    enti  o organizzazioni    pubblici   e    privati
          inclusi     in   appositi     albi  annualmente  aggiornati
          presso   l'Ufficio   stesso  e    le  sedi  regionali,  per
          l'impiego      degli    obiettori     esclusivamente     in
          attivita'    di  assistenza,      prevenzione,   cura     e
          riabilitazione,     reinserimento sociale,      educazione,
          promozione    culturale,  protezione   civile, cooperazione
          allo  sviluppo,  formazione   in   materia   di   commercio
          estero,    difesa ecologica,  salvaguardia e  fruizione del
          patrimonio artistico e ambientale, tutela e incremento  del
          patrimonio    forestale,   con   esclusione   di   impieghi
          burocraticoamministrativi;
            c)    promuovere    e    curare     la  formazione      e
          l'addestramento      degli  obiettori  sia    organizzando,
          d'intesa  con i Ministeri   interessati e  con  le  regioni
          competenti  per    territorio,  appositi  corsi generali di
          preparazione  al    servizio  civile,  ai  quali    debbono
          obbligatoriamente  partecipare tutti gli obiettori  ammessi
          al servizio, sia verificando l'effettivita'  e  l'efficacia
          del  periodo  di  addestramento speciale al servizio civile
          presso gli enti  e le organizzazioni convenzionati  di  cui
          all'art. 9, comma 4;
            d)  verificare,   direttamente  tramite   le  regioni  o,
          in      via  eccezionale,    tramite  le    prefetture,  la
          consistenza e  le modalita' della prestazione del  servizio
          da  parte degli obiettori di coscienza ed il rispetto delle
          convenzioni   con le amministrazioni dello Stato, gli  enti
          e  le organizzazioni  di cui  alle lettere  a) e  b) e  dei
          progetti  di  impiego  sulla  base    di  un  programma  di
          verifiche  definito annualmente con decreto  del Presidente
          del Consiglio  dei Ministri e che dovra' comunque prevedere
          verifiche a campione sull'insieme degli enti     e    delle
          organizzazioni     convenzionati,      nonche'    verifiche
          periodiche  per    gli  enti  e    le  organizzazioni   che
          impieghino  piu' di cento obiettori in servizio;
            e)   predisporre,   d'intesa  con il  Dipartimento  della
          protezione civile, forme  di ricerca e  di  sperimentazione
          di difesa  civile non armata e non violenta;
            f)   predisporre   iniziative   di  aggiornamento  per  i
          responsabili degli enti e delle organizzazioni di cui  alle
          lettere a) e b);
            g)    predisporre   e gestire   un  servizio  informativo
          permanente  e campagne annuali  di informazione,   d'intesa
          con  il    Dipartimento per l'informazione   e   l'editoria
          della  Presidenza  del  Consiglio  dei Ministri e    con  i
          competenti   uffici     dei  Ministeri    interessati,  per
          consentire  ai      giovani   piena      conoscenza   delle
          possibilita' previste dalla presente legge;
            h)   predisporre,   d'intesa  con il  Dipartimento  della
          protezione civile, piani  per il  richiamo degli  obiettori
          in  caso    di  pubblica  calamita' e per lo svolgimento di
          periodiche attivita' addestrative;
            i)  predisporre  il  regolamento  generale di  disciplina
          per  gli obiettori di coscienza;
            l)    predisporre    il    regolamento    di     gestione
          amministrativa  del servizio civile.
            3.  Per l'organizzazione  e il funzionamento dell'Ufficio
          di cui  al  comma  1,  nonche'  per  la  definizione  delle
          modalita'  di  collaborazione  fra  l'Ufficio  stesso  e le
          regioni con specifico riferimento a  quanto  previsto  alle
          lettere    c),  d), f) e   g) del comma 2,  con decreto del
          Presidente della  Repubblica, e' emanato,  entro    novanta
          giorni  dalla data   di entrata  in vigore  della  presente
          legge,  su proposta   del Presidente   del Consiglio    dei
          Ministri,  sentita   la Conferenza   dei presidenti   delle
          regioni      delle    province      autonome,      apposito
          regolamento ai sensi dell'art. 17, comma 4-bis, della legge
          23  agosto  1988, n. 400,   e successive modificazioni. Con
          tale regolamento sono altresi' definite le  norme dirette a
          disciplinare  la gestione delle spese,  poste a  carico del
          Fondo di  cui all'art.  19. La   gestione finanziaria    e'
          sottoposta    al  controllo    consuntivo della   Corte dei
          conti.
            4. Con    decreto  del  Presidente    del  Consiglio  dei
          Ministri,   previa  deliberazione     del  Consiglio    dei
          Ministri,  sentito il  Ministro del tesoro,   del  bilancio
          e della  programmazione economica,  da emanare entro  e non
          oltre  tre   mesi   dalla data   di entrata  in vigore  del
          regolamento di cui  al comma 3, sono emanati i  regolamenti
          di cui al comma  2, lettere  i)  e  l). Sugli   schemi   di
          tali regolamenti  e' preventivamente  acquisito  il  parere
          delle  competenti  commissioni parlamentari.
            5.  Per   un periodo  massimo di  due anni dalla  data di
          entrata in vigore della  presente legge l'Ufficio   di  cui
          al comma 1  si avvale della  collaborazione  del  Ministero
          della    difesa    ai    fini    della gestione annuale del
          contingente.
            6.  Al  fine di   assicurare   la   necessaria  immediata
          operativita'  dell'Ufficio    di  cui    al comma   1,   la
          Presidenza  del Consiglio  dei Ministri puo' avvalersi   in
          via  transitoria  di    personale militare in posizione  di
          ausiliaria,  di   personale civile   del Ministero    della
          difesa,  ovvero   di altre amministrazioni, dei  consulenti
          previsti al comma 1  nonche' di  appositi nuclei  operativi
          resi  disponibili dai distretti militari.
            7.  All'onere  derivante  dall'attuazione  del   presente
          articolo, valutato in  lire 850  milioni annue a  decorrere
          dall'anno    1998,  si provvede    mediante  corrispondente
          riduzione  dello   stanziamento iscritto,   ai   fini   del
          bilancio   triennale   1998-2000,   nell'ambito dell'unita'
          previsionale  di base di parte   corrente "Fondo  speciale"
          dello  stato   di previsione del  Ministero del tesoro, del
          bilancio e della   programmazione economica   per    l'anno
          finanziario  1998,    allo  scopo  parzialmente utilizzando
          l'accantonamento relativo al Ministero del lavoro  e  della
          previdenza sociale.
            8.    Il  Ministro   del tesoro,   del bilancio   e della
          programmazione economica  e'  autorizzato   ad   apportare,
          con    propri    decreti,    le  occorrenti  variazioni  di
          bilancio".
            -  Il testo  degli  articoli   16 e   19   del    decreto
          legislativo    3 febbraio   1993,   n. 29,   e   successive
          modificazioni   e        integrazioni    (Razionalizzazione
          dell'organizzazione    delle    amministrazioni pubbliche e
          revisione  di  disciplina in materia di pubblico impiego, a
          norma  dell'art. 2  della  legge   23 ottobre   1992,    n.
          421), e'  il seguente:
            "Art.  16 (Funzioni dei  dirigenti di uffici dirigenziali
          generali).  -  1.   I  dirigenti   di  uffici  dirigenziali
          generali,   comunque denominati,  nell'ambito    di  quanto
          stabilito  dall'art.    3  esercitano,  fra  gli  altri,  i
          seguenti compiti e poteri:
            a)   formulano   proposte   ed    esprimono  pareri    al
          Ministro,  nelle materie di sua competenza;
            b)   curano     l'attuazione  dei    piani,  programmi  e
          direttive generali definite dal Ministro e attribuiscono ai
          dirigenti gli incarichi e la responsabilita'  di  specifici
          progetti  e   gestioni; definiscono   gli obiettivi  che  i
          dirigenti    devono  perseguire    e    attribuiscono    le
          conseguenti risorse umane, finanziarie e materiali;
            c)  adottano  gli atti  relativi all'organizzazione degli
          uffici di livello dirigenziale non generale;
            d) adottano gli atti e i provvedimenti amministrativi  ed
          esercitano  i  poteri  di    spesa e quelli di acquisizione
          delle entrate rientranti nella   competenza   dei    propri
          uffici,  salvo  quelli  delegati  ai dirigenti;
            e)  dirigono,   coordinano e controllano l'attivita'  dei
          dirigenti   e   dei   responsabili      dei    procedimenti
          amministrativi, anche  con potere sostitutivo  in  caso  di
          inerzia,   e   propongono   l'adozione,   nei confronti dei
          dirigenti, delle misure previste dall'art. 21;
            f)  promuovono  e  resistono  alle  liti  ed   hanno   il
          potere  di conciliare e di transigere;
            g)    richiedono    direttamente    pareri  agli   organi
          consultivi  dell'amministrazione    e      rispondono    ai
          rilievi    degli      organi    di  controllo sugli atti di
          competenza;
            h) svolgono le attivita' di organizzazione e gestione del
          personale e di gestione dei rapporti sindacali e di lavoro;
            i)  decidono   sui  ricorsi    gerarchici  contro     gli
          atti   e  i provvedimenti amministrativi non definitivi dei
          dirigenti;
            l)  curano    i  rapporti    con gli uffici   dell'Unione
          europea  e degli organismi  internazionali  nelle   materie
          di     competenza    secondo    le  specifiche    direttive
          dell'organo    di  direzione    politica,  sempreche'  tali
          rapporti  non  siano  espressamente    affidati ad apposito
          ufficio o organo.
            2.   I   dirigenti di   uffici   dirigenziali    generali
          riferiscono    al Ministro sull'attivita'   da essi  svolta
          correntemente  e in  tutti i casi in  cui  il  Ministro  lo
          richieda o lo ritenga opportuno.
            3.  L'esercizio    dei compiti   e dei  poteri di cui  al
          comma  1 puo' essere conferito anche a dirigenti preposti a
          strutture organizzative  comuni  a    piu'  amministrazioni
          pubbliche,   ovvero   alla      attuazione  di  particolari
          programmi, progetti e gestioni.
            4. Gli  atti e i   provvedimenti adottati  dai  dirigenti
          preposti  al  vertice dell'amministrazione  e dai dirigenti
          di    uffici  dirigenziali  generali  di  cui  al  presente
          articolo non sono suscettibili di ricorso gerarchico.
            5.  Gli   ordinamenti delle amministrazioni pubbliche  al
          cui vertice e'  preposto  un  segretario   generale,   capo
          dipartimento    o   altro dirigente   comunque  denominato,
          con funzione  di  coordinamento  di uffici dirigenziali  di
          livello generale,  ne definiscono i compiti ed i poteri".
            "Art.   19   (Incarichi   di  funzioni  dirigenziali).  -
          1.  Per  il conferimento di  ciascun incarico di   funzione
          dirigenziale  e    per  il  passaggio    ad  incarichi   di
          funzioni dirigenziali   diverse si    tiene  conto    della
          natura    e   delle   caratteristiche    dei  programmi  da
          realizzare,    delle  attitudini    e    della    capacita'
          professionale  del singolo  dirigente, anche  in  relazione
          ai    risultati conseguiti   in precedenza,   applicando di
          norma il  criterio della   rotazione degli incarichi.    Al
          conferimento    degli    incarichi   e   al   passaggio  ad
          incarichi diversi non si applica l'art. 2103, primo  comma,
          del codice civile in relazione all'equivalenza di mansioni.
            2.     Tutti   gli    incarichi    di  direzione    degli
          uffici    delle amministrazioni  dello Stato,   anche    ad
          ordinamento autonomo,  sono conferiti a  tempo determinato,
          secondo   le    disposizioni  del  presente  articolo.  Gli
          incarichi  hanno durata non inferiore a due    anni  e  non
          superiore    a sette   anni,  con facolta'  di  rinnovo. Il
          trattamento economico  e'  regolato  ai  sensi    dell'art.
          24  ed  ha  carattere onnicomprensivo.
            3. Gli incarichi di segretario generale di Ministeri, gli
          incarichi di  direzione  di strutture  articolate  al  loro
          interno    in    uffici dirigenziali generali e quelli   di
          livello  equivalente  sono  conferiti   con   decreto   del
          Presidente   della  Repubblica,  previa  deliberazione  del
          Consiglio   dei   Ministri,   su   proposta del    Ministro
          competente,    a  dirigenti  della   prima fascia del ruolo
          unico di cui all'art.   23 o,  con    contratto    a  tempo
          determinato,    a   persone in   possesso  delle specifiche
          qualita' professionali richieste dal comma 6.
            4.  Gli  incarichi di direzione   degli uffici di livello
          dirigenziale generale  sono  conferiti  con  decreto    del
          Presidente  del  Consiglio dei Ministri,   su proposta  del
          Ministro competente,  a dirigenti  della prima fascia   del
          ruolo    unico  di    cui  all'art. 23   o, in   misura non
          superiore ad un   terzo, a dirigenti del  medesimo    ruolo
          unico  ovvero,  con   contratto   a tempo   determinato,  a
          persone  in     possesso      delle   specifiche   qualita'
          professionali richieste dal comma 6.
            5.  Gli  incarichi di direzione   degli uffici di livello
          dirigenziale sono  conferiti, con  decreto   del  dirigente
          generale,  ai   dirigenti assegnati al suo ufficio ai sensi
          dell'art. 3, comma 1, lettera c).
            6.   Gli   incarichi   di   cui   ai   commi   precedenti
          possono    essere  conferiti    con    contratto  a   tempo
          determinato,   e con   le   medesime  procedure,  entro  il
          limite  del  5  per  cento  dei dirigenti appartenenti alla
          prima fascia  del  ruolo unico  e   del 5   per   cento  di
          quelli  appartenenti   alla   seconda  fascia,   a  persone
          di  particolare  e comprovata qualificazione professionale,
          che abbiano svolto attivita' in organismi ed enti  pubblici
          o  privati  o  aziende  pubbliche e private con  esperienza
          acquisita   per   almeno un   quinquennio    in    funzioni
          dirigenziali,      o    che     abbiano   conseguito    una
          particolare specializzazione  professionale, culturale    e
          scientifica    desumibile dalla formazione universitaria  e
          postuniversitaria, da  pubblicazioni  scientifiche  o    da
          concrete  esperienze  di lavoro, o  provenienti dai settori
          della   ricerca,   della   docenza   universitaria,   delle
          magistrature e dei ruoli degli avvocati e procuratori dello
          Stato. Il trattamento  economico  puo'  essere    integrato
          da     una     indennita'  commisurata    alla    specifica
          qualificazione    professionale,     tenendo  conto   della
          temporaneita'  del rapporto   e delle condizioni di mercato
          relative alle specifiche competenze  professionali. Per  il
          periodo di durata del contratto, i  dipendenti di pubbliche
          amministrazioni  sono collocati    in   aspettativa   senza
          assegni,      con      riconoscimento  dell'anzianita'   di
          servizio.
            7.  Gli incarichi  di direzione degli uffici dirigenziali
          di cui ai commi  precedenti  sono  revocati nelle   ipotesi
          di   responsabilita' dirigenziale  per  inosservanza  delle
          direttive  generali    e    per    i  risultati    negativi
          dell'attivita'      amministrativa   e     della  gestione,
          disciplinate dall'art. 21, ovvero nel caso  di  risoluzione
          consensuale  del  contratto  individuale di cui al comma 2,
          dell'art. 24.
            8. Gli incarichi  di direzione degli uffici  dirigenziali
          di  cui  al  comma 3   possono essere confermati, revocati,
          modificati o rinnovati entro novanta giorni dal voto  sulla
          fiducia al Governo. Decorso tale termine, gli incarichi per
          i quali non si sia provveduto si intendono confermati  fino
          alla loro naturale scadenza.
            9.  Degli  incarichi  di    cui  ai commi 3 e 4   e' data
          comunicazione al Senato della  Repubblica ed alla    Camera
          dei  deputati,   allegando una scheda  relativa  ai  titoli
          ed alle  esperienze  professionali  dei soggetti prescelti.
            10. I dirigenti ai quali non  sia affidata la titolarita'
          di uffici dirigenziali    svolgono,  su    richiesta  degli
          organi  di   vertice delle amministrazioni  che ne  abbiano
          interesse,  funzioni ispettive,  di consulenza,   studio  e
          ricerca   o      altri   incarichi      specifici  previsti
          dall'ordinamento.  Le  modalita'  per  l'utilizzazione  dei
          predetti dirigenti sono stabilite con il regolamento di cui
          all'art. 23, comma 3.
            11. Per la Presidenza del  Consiglio dei Ministri, per il
          Ministero  degli    affari  esteri     nonche'  per      le
          amministrazioni    che  esercitano competenze in materia di
          difesa e sicurezza dello Stato, di polizia e di  giustizia,
          la   ripartizione   delle   attribuzioni     tra    livelli
          dirigenziali   differenti   e'   demandata   ai  rispettivi
          ordinamenti.
            12. Per  il personale di cui  all'art. 2, comma  4,    il
          conferimento  degli   incarichi  di  funzioni  dirigenziali
          continuera'   ad   essere  regolato  secondo  i  rispettivi
          ordinamenti di settore".
            -  Il  testo  dell'art.  5,  comma   2, lettera e), della
          citata legge 23 agosto 1988, n. 400, e' il seguente:
            "2. Il  Presidente del Consiglio  dei Ministri, ai  sensi
          dell'art.  95, primo comma, della Costituzione:
            a)-d) (Omissis);
            e)      adotta   le      direttive      per    assicurare
          l'imparzialita', il  buon andamento  e  l'efficienza  degli
          uffici   pubblici   e   promuove  le verifiche  necessarie;
          in  casi    di  particolare    rilevanza   puo'  richiedere
          al      Ministro    competente   relazioni    e   verifiche
          amministrative".