DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 13 aprile 1995, n. 177

Regolamento recante norme per l'esecuzione dell'art. 3 del decreto-legge 30 settembre 1994, n. 564, convertito nella legge 30 novembre 1994, n. 656, relativamente all'attivazione dell'accertamento con adesione del contribuente per gli anni pregressi al 30 settembre 1994.

note: Entrata in vigore del decreto: 20-05-1995 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 19/08/1995)
Testo in vigore dal: 19-10-1995
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 8.
                        Effetti dell'adesione
  1.  L'accertamento  con  adesione non e' revocabile ne' soggetto ad
impugnazione   e   non   e'   integrabile  o  modificabile  da  parte
dell'ufficio.
  ((  2.  L'intervenuta  definizione  dell'accertamento  con adesione
mediante  pagamento  delle  somme  dovute  costituisce titolo ai fini
dell'applicazione  delle disposizioni del comma 5 dell'art. 2-bis del
decreto-legge   30   settembre   1994,   n.   564,   convertito,  con
modificazioni,  dalla  legge 30 novembre 1994, n. 656, ed inibisce, a
decorrere  dalla  data  del  pagamento  e con riferimento a qualsiasi
organo  inquirente,  salve  le  disposizioni  del codice penale e del
codice  di procedura penale, limitatamente all'attivita' di impresa e
di  lavoro  autonomo, l'esercizio dei poteri di cui agli articoli 32,
33  e  38  del  decreto  del Presidente della Repubbtica 29 settembre
1973,  n.  600,  e  degli  articoli  51,  52, 53 e 55 del decreto del
Presidente  della  Repubblica  26  ottobre 1972, n. 633, e successive
modificazioni.  L'inibizione dell'esercizio dei poteri previsti dalle
norme citate e' opponibile dal contribuente mediante esibizione degli
attestati  di  versamento  e  dell'atto  di  adesione in possesso del
contribuente stesso. ))
  3.   L'accertamento  con  adesione  del  contribuente  dei  redditi
d'impresa  o  di  lavoro  autonomo  esclude  la rilevanza a qualsiasi
effetto  delle  eventuali  perdite risultanti dalla dichiarazione. E'
pertanto  escluso  e,  comunque,  inefficace il riporto a nuovo delle
predette perdite.