DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 20 aprile 1994, n. 367

Regolamento recante semplificazione e accelerazione delle procedure di spesa e contabili.

note: Entrata in vigore della legge: 10-12-1994 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 03/08/2011)
Testo in vigore dal: 10-12-1994
attiva riferimenti normativi
                               Art. 9.
             Spese delegate su ordini di accreditamento
  1.  I  dirigenti  possono  disporre  l'accreditamento  di  somme  a
funzionari delegati della propria  o  di  altra  amministrazione  per
l'effettuazione  di  spese concernenti l'attuazione di programmi o lo
svolgimento  di  attivita'  comunque  rientranti   nelle   competenze
attribuite ai dirigenti medesimi.
  2.  L'accreditamento di somme a dipendenti di altra amministrazione
e' effettuato previa intesa con il dirigente preposto alla  struttura
centrale  o periferica presso la quale presta servizio il funzionario
delegato.
  3. L'accreditamento e' disposto quando  l'amministrazione  giudichi
opportuna  tale forma di pagamento, nei limiti di lire 2.500 milioni,
salvo che le norme in vigore non consentano importi superiori.
  4. Gli ordinativi ed i buoni estinti sono trattenuti dalla  sezione
di  tesoreria  e  vengono  allegati  alla contabilita' mensile che la
sezione stessa e' tenuta a presentare alla Corte dei  conti  a  norma
dell'articolo  604 del regio decreto 23 maggio 1924, n. 827. In luogo
degli ordinativi estinti e' allegato al rendiconto amministrativo del
funzionario delegato un elenco analitico degli  ordinativi  medesimi,
rilasciato  sotto  la  responsabilita'  del  capo  della  sezione  di
tesoreria  anche  con   strumenti   informatici.   L'elenco   attesta
espressamente,  accanto agli estremi identificativi di ciascun titolo
nell'ordine  di  prenotazione,  l'avvenuto  pagamento  con  quietanza
dell'avente   diritto.  Per  i  rendiconti  dei  funzionari  delegati
operanti all'estero, l'elenco degli  ordinativi  estinti  di  cui  al
presente  comma e' rilasciato sotto la responsabilita' del capo della
rappresentanza   diplomatica,   dell'ufficio   consolare   o    della
delegazione speciale presso la quale il funzionario delegato opera.
  5.  I rendiconti amministrativi dei funzionari delegati aventi sede
presso  uffici  periferici  sono  sottoposti   al   controllo   delle
competenti  ragionerie  e  sono  inviati  per  l'ulteriore corso alle
corrispondenti sezioni o delegazioni regionali della Corte dei conti.
Nel caso di rendiconti relativi al pagamento di acconti contrattuali,
la competenza e' determinata con riferimento  alla  sede  dell'organo
cui spetta l'emissione del mandato di saldo.
  6.  L'articolo  59 del regio decreto 18 novembre 1923 n. 2440, come
modificato  dall'articolo  1  del  decreto   del   Presidente   della
Repubblica 30 giugno 1972, n. 627, e' sostituito dal seguente:
  "E'   in   facolta'  dell'amministrazione  disporre,  sullo  stesso
capitolo, piu'  aperture  di  credito  a  favore  di  un  funzionario
delegato,  quando  la somma gia' utilizzata di ciascun accreditamento
abbia superato la meta' dell'importo accreditato".
  7. Il limite di somma previsto dall'articolo 2 della legge 15 marzo
1956, n. 238, gia' elevato a lire due milioni dall'articolo 32, comma
9, della legge 28 febbraio 1986, n. 41, e'  ulteriormente  elevato  a
lire ventimilioni.
  8.  Nel  caso  in cui i rendiconti e gli altri conti amministrativi
delle gestioni di bilancio e  di  quelle  fuori  bilancio  consentite
dalla  legge  non  vengano  presentati  nei  termini  prescritti,  il
magistrato addetto all'esame dei rendiconti  o  dei  conti  fissa  un
termine  ultimativo al funzionario responsabile. Decorso tale termine
senza che il  rendiconto  o  il  conto  siano  stati  presentati,  il
magistrato  addetto  chiede  al competente collegio della sezione del
controllo  sulle amministrazioni dello Stato della Corte dei conti di
ordinare la compilazione d'ufficio del rendiconto o del  conto.  Alle
spese di compilazione, il collegio provvede ai sensi dell'articolo 3,
comma  8,  della legge 14 gennaio 1994, n. 20. L'ordinanza e' inviata
al  competente  procuratore   della   Corte   dei   conti   ai   fini
dell'accertamento,  nei confronti del funzionario interessato, ovvero
del  capo  della  competente  Sezione   di   tesoreria   provinciale,
dell'eventuale      responsabilita'      amministrativa      connessa
all'effettuazione a carico dell'erario delle  spese  di  compilazione
del rendiconto o del conto.
  9.  Il  Ministro del tesoro, con decreto motivato, puo' determinare
programmi di spesa o capitoli di  bilancio  in  ordine  ai  quali  il
controllo  delle  competenti ragionerie sui rendiconti amministrativi
dei funzionari delegati e' esercitato  a  campione,  secondo  criteri
determinati dal decreto stesso.
  10.   Rimane  fermo,  in  ogni  caso,  il  riscontro  del  regolare
adempimento, da parte di tutti i funzionari delegati, dell'obbligo di
presentare i rendiconti amministrativi  nei  termini  e  nelle  forme
previsti dall'ordinamento.
Note all'art. 9:
             -  Il  testo  dell'articolo  604  del  regio  decreto n.
          827/24,  citato,  e'  stato  sostituito  dall'art.  18  del
          presente regolamento.
             - Il testo dell'articolo 2 della legge 15 marzo 1956, n.
          238  ("Versamento di ritenute erariali per importi esigui e
          proroga nella presentazione dei  rendiconti  amministrativi
          pure  di  importi  esigui"),  quale  risulta dalla modifica
          introdotta dal presente articolo, e' il seguente:
             "Art. 2. - In deroga al primo comma dell'articolo 60 del
          regio decreto  18  novembre  1923,  n.  2440,  qualora  nei
          trimestri,  o  in  quegli  altri  periodi  di  un esercizio
          finanziario che fossero stabiliti da  speciali  regolamenti
          per  la presentazione dei rendiconti, l'importo delle spese
          effettuate per ogni  capitolo  non  superi  le  lire  venti
          milioni,  i  conti  delle  somme erogate sono presentati al
          termine dell'esercizio stesso".
             Per l'articolo 3, comma 8, della legge n. 20/94, citata,
          si vedano le note all'articolo 11.